01
nov 2016
AUTORE gaburro
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Sport

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LA GESTIONE DELLA ROSA IN SQUADRE DI VERTICE

Riflettevo in questi giorni sull’importanza di una buona gestione del gruppo nelle squadre di vertice da parte dell’allenatore. Per la verità questa è una cosa fondamentale in qualsiasi tipo di squadra (di alta o bassa classifica, di ogni categoria), ma credo che a seconda del numero dei calciatori che si potrebbero considerare “titolari” presenti nella rosa possa cambiare anche il modo con il quale l’allenatore decide la formazione di volta in volta e quindi prova a tenere “vivo” un numero sempre più alto di componenti.

La cosa non è scontata, si badi bene. Perché se tu alleni un gruppo, al suo interno individuerai dei valori e inevitabilmente nella tua testa ci sarà sempre un undici ideale. Allo stesso tempo però sai che con soli undici giocatori non andrai mai da nessuna parte e allora a quel punto devi capire in che punto e in che modo prevedere delle alternanze.

Alcune le detta il campo, perché vi sono di volta in volta infortuni, squalifiche o cali di condizione evidenti, per i quali è necessario pescare nella rosa per presentare una nuova formazione nella gara successiva.

E se le cose però vanno bene e non accade nulla? A volte può capitare che una squadra faccia buone prestazioni per più partite e raccolga ottimi risultati. A quel punto è giusto non cambiare nulla e dare continuità ad un undici di base che in quel momento si sta rivelando “il migliore”? O sarebbe più opportuno proprio in quel momento dare dei segnali chiari al gruppo facendo capire che i “titolari” sono davvero molti e non soltanto undici?

Non è semplice.

Anche perché insistere sullo stesso undici limitandosi ad aspettare i cambi dettati dal campo può voler dire accettare che qualcuno si “rilassi” nel suo ruolo da titolare (e qualcun altro si deprima stando fuori). E’ vero che di fronte ad un rilassamento si può sempre poi attingere ad altri elementi del gruppo, ma a quel punto si potrebbe obiettare che è troppo tardi, cioè che l’allenatore in quel caso non ha fatto appieno il suo lavoro, non riuscendo a prevedere quel calo magari con un cambio preventivo.

E anche l’idea che uno abbia bisogno di giocare con continuità per trovare e mantenere condizione e rendere al massimo non è scontata. Molte volte il sentirsi “sulle spine” porta a trovare risorse insperate. E quindi a rendere di più.

Dipende molto anche dal singolo giocatore, certo… dal carattere, dalla forza interiore, dalla mentalità…

Vero.

E allora che fare?

Questo è uno degli aspetti più difficili e delicati del lavoro di allenatore. Lo faccio notare ai tifosi osservando come Pecchia, ad esempio, gestisce determinati giocatori, aspettando che sia il campo a determinarne l’esclusione ed invece altri, ultimamente soprattutto i tre di centrocampo, cercando di farli sentire tutti partecipi e prevedendone l’alternanza non soltanto in base a dinamiche scontate.

Certo, i risultati aiutano. Perché star fuori non piace a nessuno e per il mister “giustificarsi”, anche tacitamente, è più semplice di fronte ad un risultato positivo.

Come sempre la verità sta nel mezzo e l’equilibrio, il tanto osannato equilibrio, finisce con il fare la differenza in positivo.

Non irrigidirsi su una rosa troppo ristretta di titolari, quindi, sfruttando però a dovere i cambi che il campo propone di suo. Con ogni tanto (non serve farlo troppo di frequente) qualche mossa a sorpresa, che dia la sensazione al gruppo che davvero chiunque potrebbe sempre partire titolare……

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2 risposte a “LA GESTIONE DELLA ROSA IN SQUADRE DI VERTICE”

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  1. napoleone scrive:

    GRANDE MISTER PER IL PRIMO POSTO IN CLASSIFICA

    1. Miche scrive:

      Concordo su quasi tutto … Personalmente credo che per gestire un gruppo occorra conoscere i singoli … E sapere come stimolare tutti … Ho giocato molto a calcio fino alla promozione e quasi sempre da titolare ma ora che ho un altra età credo che qualche panchina non mi avrebbe fatto male …

      Su pecchia però non concordo pienamente perché sta facendo girare i 3 di centro campo e i due esterni perché li ha scelta … In difesa non ha alternative e il pazzo non si tocca

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