13
feb 2017
AUTORE gaburro
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 5 Commenti
VISUALIZZAZIONI

3.049

COME PROVARE A RISOLVERE UNA CRISI

Mi trovo a vivere una crisi con la mia squadra: due punti nelle ultime quattro gare. Eravamo primi a +1 e ci troviamo ora a un punto dalle tre capolista.  È un campionato lento ed equilibratissimo.

Seguo a distanza il Verona e mi pare quasi che il nostro andamento sia similare. Di sicuro entrambi viviamo una crisi ed entrambi abbiamo perso il primo posto.

Non esistono soluzioni predefinite alle crisi perché le variabili sono moltissime e le situazioni uniche.

Pensavo però in questi giorni a una sorta di vademecum per cercare di uscirne.

1) fare un’analisi completa e approfondita delle ultime partite

2) capire se esiste un nesso tra loro, una recidività.

3) individuare una persona deputata a trovare una strada da percorrere

4) capire il livello di fiducia di cui gode questa persona dentro e fuori dallo spogliatoio

5) smascherare chi tende a parare il proprio culo

6) lavorare

Io provo ad applicarlo alla mia squadra… voi provate a farlo con il Verona.

Le difficoltà di applicazione sono le stesse a tutti i livelli. Partendo da analisi che siano davvero competenti, passando per la capacità di individuare il problema cardine e avere una persona (che dovrebbe essere il mister o un ds forte) capace di incidere nello spogliatoio supportata dalla vera fiducia della società.

La sindrome da paraculo è normale e umana e caratterizza tutte le crisi. Il calciatore tende a cercare colpevoli esterni, il medico si scaglia contro la preparazione o la gestione, il preparatore attacca fantomatiche lacune altrui, la società attacca la gestione tecnica, il mister se la prende con la campagna acquisti…

Se poi esistono stampa e tifosi di solito i problemi si amplificano.

L’allenatore deve avere la forza per mettere ordine in tutto questo casino. È l’unico che può farlo perché è l’unico checché se ne dica che rischia nell’immediato.

Credo che è in questi momenti che un allenatore può davvero attingere alla propria esperienza e al contempo farsene di nuova e preziosa.

Saltare i primi cinque punti e limitarsi a… lavorare… è il modo peggiore per affrontare le crisi. È un mettere la testa sotto la sabbia. È un pararsi il culo, per scelta o incapacità.

Mettersi in gioco e rischiare. Davvero. Di questo c’è bisogno nei momenti di crisi. E tocca al mister prendere l’iniziativa, cercando di non perdere mai di vista tutte le componenti, mettendole in relazione, meditando, attaccando, gestendo, scegliendo.

Un compito difficilissimo.

3.049 VISUALIZZAZIONI

5 risposte a “COME PROVARE A RISOLVERE UNA CRISI”

Invia commento
    1. Simone scrive:

      La persona che dovrebbe incidere nello spogliatoio. Sicuri che debba essere solo l’allenatore? Si sa di spogliatoio legati invece a figure importanti tra i giocatori, che sono per forza di cose ancor più all’interno della squadra. Qualche giorno fa girava, giusto per fare un esempio, un video in cui Evra, ora al Marsiglia, incitava i compagni nello spogliatoio prima della partita, con Garcia che lasciava fare, osservando. Giocatore, Evra, carismatico, di carattere, che ha vinto tanto e pieno di esperienza. Senza arrivare ovviamente a quei livelli (qui abbiamo avuto come apice Toni, che certamente non era da meno, anzi.. ma non solo lui), la mia domanda (non per sminuire il ruolo dell’allenatore ovviamente) invece è: quanto in questo senso la presenza o MENO di giocatori del genere in squadra può diventare importante in periodi di crisi?

      1. el Santo scrive:

        Caro Marco,
        non c’è proprio un cazz da dire, sei una persona intelligente.
        Mi punge vaghezza che tu non lo sia solo nel calcio, anche se ho saputo che alcune nostre idee sull’ “altrove & altro”" mi risultano distanti :)
        Con stima, ciao.

        1. Miche scrive:

          Bene alla fine del post la domanda che non puoi scrivere e lo capisco … È … Pecchia è in grado? Che ci piaccia o no l’unica vera domanda è questa…

          1. Hartman scrive:

            Un compito difficilissimo.
            Soprattutto se le certezze che credevi di avere dopo la partita di Spezia, si sono sciolte in due partite, dove hai subito l’impensabile.
            Oggi vedi un portiere che non para, un centrale difensivo che è tutto tranne che un leader, noti che i tuoi esterni alti non sono tutta stà roba (Siligardi,Gomez,Fares,Troianiello e Luppi) il meglio che hai é il meno quotato…
            Ci metti le mani e per uscirne sposti le uniche certezze che avevi, Bessa e Romulo attaccanti esterni, tanto l’obiettivo tuo resta segnarne uno in più… in realtà crei molto meno e soprattutto difendi peggio.
            UNA SETTIMANA senza lavoro, tutti.
            Una settimana a guardarsi tutti negli occhi per decidere cosa e dove vogliamo andare, ma soprattutto COME.
            Ci vogliono le palle per fermarsi e pensare, altrochè.
            Molto più facile ritornare come nulla fosse al solito lavoro quotidiano fatto di “certezze”, frasi scontate tipo bisogna lavorare di più e pacche sulle spalle che ti dicono stai sereno, tanto tutto si mette apposto, tanto che rischia il posto sei te…

            Ora siamo nel tunnel.
            Bene vediamo di NON arredarlo, vediamo di non appendere alle pareti di questo triste posto le foto di quando eravamo belli, perchè così proprio NON ne usciamo più.
            Siamo brutti, tristi e depressi!
            Ottimo, il passo per trasformare il tutto in rabbia è breve…
            DAI CA22O! Su con la testa, palle quadrate e devastiamo la Spal.

          Lascia un Commento

          *