06
nov 2017
AUTORE gaburro
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Sport

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AZIENDALISMO SUICIDA, PERSONALITÁ FORTI ASSENTI

C’è un aspetto che balza all’occhio vedendo giocare il Verona, seguendone la settimana, le conferenze stampa e dichiarazioni pre o post gara, leggendo, scorrendo le fonti web ufficiali: l’assenza di personalità forti. Questo prescinde dallo spessore tecnico della squadra. E anche dai risultati modesti provenienti dal campo. Eppure tutte le componenti sembrano invocare una personalitá forte che nessuno mostra. I calciatori sono privi di compagni “importanti”. Gli unici che potrebbero esserlo sono i fantasmi di sè stessi e del proprio passato (Pazzini e Cerci, che giocano camminando). Gente come Souprayen, Fares, Fossati, Valoti, Verde o Kean va presa per mano e guidata dal campo in questa categoria, non lasciata a sè stessa. Dovrebbe farlo l’allenatore? Anche, ma allenare squadre scarse di personalitá (quindi scarse) richiede grande carisma e esperienza. E chi costruisce la squadra e sceglie la guida tecnica non può non saperlo. Ma è lo stesso Pecchia che in realtá, vista la sua poca esperienza e indiscutibile intelligenza, vorrebbe essere circondato da personalitá che invece latitano. Giocatori più tosti? Sicuramente. Ma anche un ds che si esponga, si faccia sentire, sappia trasmettere. E invece niente. Una realtá così povera di connotati caratteriali difficilmente puó far bene in uno sport di squadra. Solo un Presidente assolutamente carismatico, esposto, potente potrebbe fare da chioccia reale e sopperire. E questo non è Setti, sia perchè non ha quel potere, sia perchè per scelta mediatica suicida (mal consigliato?) vuole stare dietro le quinte.

Ne esce un insieme insicuro di persone che naufragano dolcemente.

Guardandosi indietro mai il Verona recente era stato così povero. Mandorlini poteva destare dubbi in materia tecnico-tattica, ma era di palese impatto mediatico. La tifoseria e forse anche la squadra avevano un referente ben chiaro. Quella personalitá era però scomoda al presidente, che ha da subito affermato di preferire figure più aziendaliste. Eh ma difficile trovare allenatori aziendalisti e forti. Un pò all’inizio compensava il focoso Sogliano. Memorabile quando andó in panchina in prima persona a guidare la squadra in B dopo espulsione del mister e ancor più memorabili certe sue conferenze stampa nei momenti critici . Anche lui però era indigesto, oltre che al mister (tipico di quando le personalitá forti abbondano, e oltre a loro due in campo c’era Toni) anche a Setti, che voleva un direttore piu morbido. Vedi Bigon. Vedi Fusco.

A.A.A. personalitá cercasi.

E se lo stesso presidente non la vuole? Allora son cazzi, almeno sportivamente parlando.

Non ricordo realtá così insipide nel calcio recente… la Samp di Gianpaolo, molto capace ma non certo di impatto mediatico, oltre a Quagliarella in campo ha Ferrero. Il Chievo del poco appariscente Campedelli e dal profilo volutamente basso ha in Maran un condottiero esperto, molto meno morbido di quanto l’aspetto pacato possa far intuire e Pellissier in spogliatoio, cioè la storia degli ultimi quindici anni della societá clivense: un monumento. Il Crotone ha il “personaggio Nicola”, il Genoa ha comunque Preziosi, la Spal è la creatura di Semplici… E infatti il Sassuolo si sta smarrendo (Di Francesco era un’istituzione).

In chi possiamo sperare a Verona? Non vedo figure forti in giro e non ne vedo all’orizzonte disposte al martirio (sarebbe Oddo la soluzione???). E tutto pare andare assolutamente bene al buon Setti.

Difficile allora diventare onestamente fiduciosi nemmeno quando qualcosa sembra girare bene (un tempo contro l’Atalanta o una sconfitta onorevole con l’Inter). La continuitá richiede qualcosa di più che non sembra esserci, e nemmeno essere nei desideri della proprietá.

L’unione di intenti, l’asse forte allenatore-ds-proprietá che in certi casi è diventato (altrove) segreto di successi, a Verona, quest’anno, pare potersi rivelare disastrosamente letale.

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20 risposte a “AZIENDALISMO SUICIDA, PERSONALITÁ FORTI ASSENTI”

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  1. Maxhellas scrive:

    Marco, l’hai detto tu; “a setti pare andare benissimo così”. Che poi è lo stesso discorso fatto da De Laurentiis: “nelle realtà medio-piccole c’è chi sa fare calcio e chi sale solo per il paracadute”. Appunto. Setti è questa roba qua: altro che modello Borussia Dortmund o Crotone. E’ il modello yo-yo, su e giù finché il giochino rende, condito dalla vendita del vendibile e da qualche RARO acquisto di possibili plusvalenze.
    E quando non ci sarà più “ciccia”, tranquillamente il faccendiere carpigiano mollerà la presa (vedremo se via fallimento o cessione) e andrà a fare danni altrove. Ovviamente nella totale tranquillità e senza che nessuno lo disturbi…

    • Simone scrive:

      Max, ognuno di noi credo abbia in testa un momento/periodo in cui ha assaporato in cambio di passo di questa dirigenza. Io per la prima volta l’ho intuito seriamente nel gennaio 2015 per esempio. Di sicuro c’è stato un prima e un dopo. Al di là della lettera bilanci, eccetera, di cui so tu sei esperto, la domanda che personalmente mi pongo è: perché gli investimenti dei primi anni sono cessati e la rotta da un certo punto è cambiata così radicalmente? La risposta principale che cerco è quella a questa domanda. A risentirci.

      • Hellas76 scrive:

        In realtà gli investimenti non ci sono mai stati, siamo solo influenzati dai risultati nel giudizio…il primo anno di A non abbiamo comprato nessuno…tutti svincolati o prestiti con riscatto, e che abbiamo riscattato solo per rivendere, vedi Romulo o i turbe. ..
        il secondo anno si è speso qualcosa solo per lazaros mi pare 1,2 milioni, il resto ancora prestiti
        il terzo è stato l’unico in cui ha investito qualcosa, viviani, helander, un contratto pesantissimo a pazzini e la mazzata di Romulo. ..è dopo quel fallimento qualcosa è cambiato…Il Ranzani si è trasformato…è non si vede praticamente più. ..

        • Simone scrive:

          Gli acquisti e la ristrutturazione societaria ci furono, eccome. A partire dal primo anno di B. Dove ci fu una perdita di circa 5 milioni mi pare all’incirca. Acquisti, alcuni con diritti di riscatto (l’uso più comune), monte ingaggi aumentato, eccetera. Poi molti di quegli acquisti furono particolarmente indovinati (e altri li aveva già in casa, il primo anno tenne quelli e rinforzò la squadra con giocatori più importanti di quelli dell’anno precedente, ricordo una sua dichiarazione in cui lo disse esplicitamente “per centrare la serie A questi sono i giocatori che devono restare, non c’è offerta che tenga, altri che hanno già dato e non possono portare ad in miglioramento se ne andranno e al loro posto ne arriveranno di qualità “ e cosi fu. Mentre l’anno della promozione dichiarò che “la serie A è un altro sport e rinforzeremo adeguatamente la squadra per migliorare ancora “ e così fu”. Ora certe dichiarazioni non le fa più, anzi quando le fa lancia messaggi totalmente differenti) e altri no. Ma oltre al discorso legato al bilancio, c’erano le parole del presidente stesso ad avvalorare il tutto (consolidamento in A, modello borussia e miglioramento costante, a livello di squadra, societario e di infrastrutture). A mio avviso quell’obiettivo Setti non ce lo ha più in testa dal gennaio 2015. Ora non rischia più il bilancio per ottenere risultati. I perché credo lo scopriremo più avanti.

          • hellas76 scrive:

            Ma cosa stai dicendo? ..definiti gli acquisti?? Hai pagato solo gli stipendi, erano tutti prestiti con diritto di riscatto o svincolati o ceduti a titolo gratuito…forse su sala..Gonzales hai pagato lui per 4 anni …non hai pagato per i cartellini solo li stipendi …allora abbiamo preso anche kean quest’anno. ..se il prestito non lo riscatti paghi solo lo stipendio…e così faceva setti sogliano… …Donadel ??? :) dimmi il costo del suo cartellino….? Dai su pensa a difendere pecchia che già li hai un bel da fare a dimostrare che Fares gioca meglio di pazzini in attacco

          • Simone scrive:

            Nella primo anno di A definitivi da subito Gonzalez, Sala, Jankovic, Donati, mihajlov, marques. Più iturbe, Cirigliano, Rómulo, donadel, rubin con diritto di riscatto (modalità su cui fanno affidamento la maggior parte delle operazioni in generale). Dall’anno precedente (infatti) riscattati Laner, martinho, albertazzi, cacciatore. Oltre a questo e agli acquisti definitivi l’anno della b (carrozza, rivas, cocco, cacia, moras, da segnalare le spese del monte ingaggi più che sensibilmente aumentato, la ristrutturazione societaria che portò ulteriori spese e soldi dati ai vari procuratori. Di tutto questo non si vede più nulla da tre anni, come ha dichiarato lo stesso Fusco ad inizio stagione (ovvero “il presidente non è più disposto a fare investimenti di un certo tipo “). Questa proprietà inoltre attirava in maniera evidente giocatori anche di un certo livello fino a qualche anno fa. Ora non più. La volontà di vendere non so se ci sia infine, ma se associo le dichiarazioni dello stesso Fusco ad inizio stagione e le voci attuali, qualche idea mi viene.

          • Hellas76 scrive:

            Non ci fu nessun acquisto di proprietà il primo anno di A se non per rivendita immediata..e la vendita di jorginho a gennaio…altrimenti fammi un nome di un acquisto..non ciacole

      • Maxhellas scrive:

        Io ho notato l’inizio della discesa dal mercato dell’estate 2014, assolutamente non convincente ed in continuità con quanto visto nella sessione di gennaio (Jorginho), anche se la cessione del piccolo Giorgio ci poteva stare. Ne parlavo all’epoca con mio fratello, che mi dava del visionario. Ne scrivevo anche qui all’epoca, ovviamente preso per un mezzo matto. Soprattutto durante il girone di ritorno della stagione 2014/15. Ne ho avuto totale convinzione col mercato dell’estate 2015.
        Per i bilanci, non mi aspetto di fare miracoli, ma almeno di evidenziare tutti i punti dubbi, si.

      • Mariino scrive:

        E’ venuta a mancare la Volpe pardon il Volpi.

    1. bruce scrive:

      Le critiche all’allenatore ci possono stare però se c’è un pò di coerenza bisogna ammettere che abbiamo un portiere da Serie B, non abbiamo terzini di ruolo, non abbiamo nessun centrocampista in grado di fare filtro, siamo sostanzialmente senza punte (Kean troppo acerbo e Pazzini ormai bollito), questi sono i problemi principali ma si potrebbe continuare all’infinito. Come voler fare un dolce senza avere gli ingredienti, è già la seconda volta che siamo praticamente retrocessi a Novembre e a Maurizio Setti da Carpi dico che errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

      1. RobyVR scrive:

        … el problema più grosso l’è che non ema ancora tocà el fondo… Seti l’è Pastorelo ma senza calzetti

        1. bacci scrive:

          “Ne esce un insieme insicuro di persone che naufragano dolcemente.”

          Definizione perfettamente romanzesca e calzante

          1. Targhebort scrive:

            Gaburro ti ritengo un bravissimo conoscitore di calcio.

            Ti chiedo: mi puoi dare una delucidazione sulla fase difensiva del Verona di Pecchia di quest’anno?

            In tantissimi anni di calcio non ho mai visto una cosa tanto aberrante.

            Siamo d’accordo che il tasso tecnico della A è nettamente più elevato della B, e che quindi la qualità dell’avversario va ovviamente tenuta in considerazione, ma una squadra letteralmente SENZA UN MINIMO FILTRO come la nostra non l’avevo mai vista, neanche negli infausti anni della ( allora) Lega Pro.

            Ieri, come a Bergamo, a Roma, a Torino ( anzi diciamo quasi tutte va), il Cagliari con tre passaggi dalla difesa arrivava con imbarazzante facilità a ridosso della nostra area prendendoci successivamente e impietosamente a pallate ( IL CAGLIARI!).

            Non so cosa ne pensi tu, per me vedere il Verona “difendersi” è un qualcosa che va al al limite dello sconcertante a questi livelli, oserei dire inaccettabile.

            1. Zane scrive:

              Sicuramente all’ Hellas manca carisma e personalità, elementi che fanno la differenza fuori e dentro il campo…Ma non si spiega solo così la pochezza del Verona. Due anni fa si è retrocesso con in panchina Mandorlini ed in campo Toni, ed una squadra decisamente più attrezzata….

              1. Piazza Verona e personalità scrive:

                Cacia in un’intervista dell’anno scorso disse che a Verona se non hai personalità devi fartela/venire uscire per forza…secondo me i tifosi e la piazza possono fare molto e la differenza.

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