12
nov 2017
AUTORE gaburro
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Sport

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DA ZEMAN A POCHESCI, QUANDO IL SISTEMA SI RIBELLA

Certo che siamo proprio in Italia, nel senso più disfattista e autocommiserante che il termine, purtroppo, porta con sè.

Sono anni che la maggior parte non solo dei tifosi, ma anche degli addetti ai lavori si lamenta dell’andamento del calcio italiano, del suo impoverimento tecnico, del fatto che con le squadre nazionali (non solo la Maggiore) si fatichi sempre più quando ci si confronta con altre realtá. È un pensiero diffuso, si ribadisce quando ci si incontra e si discute. Per strada, in campo, al bar.

E perchè non cambia mai nulla? Per i motivi che da sempre vengono additati come responsabili dell’immobilismo: omertá, impermeabilità, clientelismo becero. Il sistema non vorrebbe cambiare.

Solo che quando qualcuno, da dentro, sbotta, anzichè essere apprezzato per il tentativo che fa, viene attaccato. E da chi? Dai compagni di sistema? Non solo! Anche dall’esterno, dagli stessi tifosi che invece dovrebbero accogliere con sollievo l’idea che forse quella graniticitá  del sistema a volte qualche piccola crepa la mostra.

Ripenso a Zeman e alle sue accuse. Apprezzato da molti, criticato da troppi. Ma come? Sputa sul piatto dove mangia? Ebbene si, se non si vuol essere pecoroni e si vuol smuovere qualcosa a volte bisogna farlo. E attenzione, raramente gli si contestava il merito. Tutti bene o male sospettavano quello che l’inchiesta sul doping ha poi confermato. Era il modo che stonava. Non poteva essere proprio un allenatore a dire certe cose. E chi allora??? Mistero.

Ieri tale Pochesci (che, ammetto, non avevo mai sentito parlare, per me era un nome scritto in piccolo in coda ai tabellini della B) in conferenza stampa di presentazione della sua Ternana si è lasciato andare a un paragone infausto: la sua squadra non avrebbe fatto come l’Italia di Ventura, che si è fatta menare. Apriti cielo. Ma come? Un allenatore di serie B, con tanto di media al seguito? E cosa avrebbe detto?

Ha detto che in Svezia abbiamo avuto paura, che ci siam fatti menare, che il livello degli svedesi corrisponde a quello di una serie C italiana, che se giochi con la paura ti fai autogol, che il calcio italiano si sta perdendo anche perchè a livello giovanile ormai giocano molti stranieri, che se un allenatore trasmette paura dovrebbe fare una grande autocritica.

Tutte veritá di dominio pubblico. Ma le ha dette!

Non condivido il passaggio colorito sugli oriundi. Credo che il problema dei troppi stranieri non c’entri proprio nulla con gli oriundi. E credo che il termine “profughi” potesse risparmiarselo. Per il resto, però, perchè sta dando cosí fastidio?

Io credo:

- che sia un allenatore ad amplificare quelle tematiche, in un momento cosí caldo, possa solo far bene al calcio.

- che il c.t. a fine gara anzichè analizzare i motivi di una prestazione incolore se la sia presa con arbitro e sfortuna faccia male al calcio molto più delle parole del pittoresco Pochesci.

- che smuovere le acque in questo momento non significhi per forza volere il male della Nazionale. La Svezia si può battere a Milano, ed è giusto tifare Italia fino all’ultimo secondo, ma l’ambiente si deve svegliare e ben vengano le bordate di Pochesci.

- che Tavecchio ha iniziato a parlare di Apocalisse mesi fa, portando tutti a pensarci sul serio. Il cervello umano funziona al contrario da questo punto di vista. “Non pensare a un elefante!”. E subito pensi proprio a un elefante. Scongiurare pubblicamente disfatte in anticipo significa spostare l’attenzione proprio sul peggio che potrebbe accadere. Per prevenire le Apocalissi bisogna lavorare a monte, non a valle.

- che l’intelligenza di un sistema stia nell’imparare le lezioni senza il bisogno di scottarsi. Vincere contro la Svezia vorrebbe dire scongiurare un’apocalisse per un soffio. Ma si potrebbe comunque aprire una seria e profonda riflessione che parta dai settori giovanili dilettantistici (organizzazione e regole delle competizioni) e arrivi alle Nazionali (criteri di selezione). E invece non accadrá. Come il Mondiale vinto nel 2006 ha affrancato tutte le colpe precedenti, così l’ammissione per il buco della serratura a Russia 2018 trasformerá in poche settimane in un lontano ricordo e in uno scampato pericolo le dichiarazioni di Pochesci e il sussulto di piccola parte del sistema.

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12 risposte a “DA ZEMAN A POCHESCI, QUANDO IL SISTEMA SI RIBELLA”

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  1. NIKE scrive:

    Ciao Marco tu che esponi i tuoi post sempre con giudizi tecnici molto obbiettivi perchè non parlare della nostra squadra primavera che Porta portese sta portando alla rovina con giocatori fino ad ieri ammirati che sembrano imbambolati.
    Se Setti ha dignità ed è attaccato al denaro dovrebbe caciare quest’incapace che sta svaludando possibili plusvalenza

    1. RobyVR scrive:

      Eco, fritaja fata. I ghe metarà Pochesci a alenar la nasionale.

      Intanto sparemo che el curiculum giudiziario del prosimo presidente dela FGCI el sia un po’ meo de quel che ghe adesso (e po’ bisogna sfoderarghe la poltrona da soto al cul, mia semplice an?)

      1. The Teacher scrive:

        Condivido come (quasi) sempre ciò che scrivi, Mister. Vero, verissimo ciò che dici di Zeman e Pochesci. Sottoscrivo in pieno anche le tue considerazioni finali, in particolare quando scrivi : “che il c.t. a fine gara anzichè analizzare i motivi di una prestazione incolore se la sia presa con arbitro e sfortuna faccia male al calcio molto più delle parole del pittoresco Pochesci”. Io credo che il non prendersi le responsabilità sia un fatto gravissimo e pericoloso e sicuramente non aiuta la crescita o la risoluzione dei problemi anzi, ha esattaamente l’effetto contrario con il rischio, vista la partita di stasera contro gli stessi avversari di aumentare un nervosismo naturale in partite così delicate! Mi sarei aspettato un allenatore, ma soprattutto una persona che, davanti a tutti, si fosse assunto le responsabilità della sconfitta, ma soprattutto della prestazione difendendo la squadra e non cercando alibi.

        Volevo però cofrontarmi con te, che sei un gran conoscitore di calcio, su due aspetti.

        Il primo è : sapendo benissimo che un c.t. non è un allenatore e quindi difficilmente riesce a plasmare una squadra a suo piacimento, non sarebbe più logico far giocare i giocatori più in forma adattando il modulo ad essi? E mi riferisco a Insigne ed El Shaarawy, i giocatori più in forma (ed il napoletano anche il più talentuoso) della nostra Nazionale che sono esclusi perché non si adattano al modello tattico di Ventura. Follia, dal mio punto di vista. Basterebbe schierare un 4 3 3 per esaltarne le qualità e lo stato di forma. Poi, come sai più di me, i moduli sono solo numeri sulla lavagna e quindi è sempre possibile tenere un atteggiamento prudente, se era ciò che il c.t. voleva in Svezia, anche con un modulo che prevede teoricamente 3 attaccanti. I due sopracitati hanno dimostrato nei loro club di essere disposti al sacrificio. Anche perché, attualmente non abbiamo due attaccanti centrali in forma smagliante.

        La seconda riflessione riguarda la programmazione ed i settori giovanili. Vagando per diletto nei campi di provincia (che non sono quindi un campione credibile) vedo troppo spesso partite dove ciò che conta è il risultato e l’ego degli allenatori. Il discorso “genitori” è stato toccato più volte e comunque penso sia una conseguenza della mentalità che trasmette l’allenatore. Nella mia umile carriera da allenatore delle giovanili sono riuscito a convincere anche i genitori più esagitati che, nella squadra che allenavo io il risultato non contava. Davvero, non solo a parole come dicono tutti gli “allenatori”. Quindi, ammesso e non concesso che ciò che ho scritto sopra sia vero, la mia proposta è la seguente : eliminare qualsiasi classifica almeno fino alla categoria “allievi” così da togliere qualsiasi ambizione a allenatori o pseudotali se non quella di far giocare la propria squadra meglio di quella avversaria.

        Ti ringrazio anticipatamente anche solo per lo spazio concesso e ti chiedo perdono se ti ho dato del “tu” senza conoscerti.

        1. Kay scrive:

          Vero noi non siamo capaci di fare riforme, sopratutto se queste devono essere fatte da per tutto..nelle vostre risposte ho letto molte verita’. Nelle giovanili, le scelte spesso vengono fatte sul fisico e sugli sponsors etc. Questo sara’ sempre cosi’ perche’ noi abbiamo solo la cultura del vincere subito. Ho visto genitori urlare contro bimbi di 8 anni perche’ hanno perso un pallone, o gridare di spaccar(mi) le gambe, insomma parliamo sempre del solito. Io vorrei parlare invece delle scelte di Ventura…capisco lo zoccolo duro, i suoi giocatori fidati ma…Immobile era fuori partita, unico suo tiro ha colpito la bandierina del corner, non era meglio sostituirlo con un altro attaccante…ah vero..Belotti reduce da un infortunio al ginocchio e palesemente fuori forma, Eder ( punta?) panchinaro nell’Inter..Immobile dopo un inizio incredibile in fase calante ( anche in campionato ) non c’era nessun altro da chiamare, anche solo come alternativa? Discorso Insigne, Ventura lo ha messo al centro…lui stesso se avete letto il labiale appena entrato lo dice…ma un giocatore di fascia come lui capace di saltare l uomo e inserirsi se lo metti al centro gli fai perdere l orientamento, sono pochi i calciatori che giocano bene ovunque anzi spesso sono ingranaggi di schemi tecnici, 5 metri piu avanti o indietro e fanno scena muta…Verratti..nullo, ma non da oggi..non capisco cosa serva in quella posizione, non filtra, non lancia, non contrasta..almeno De Rossi qualche tackle lo affonda, non sara’ un fulmine e non passa mai la palla in profondita’…comunque la cosa che mi ha fatto pensare di piu’ e da qui vorrei il giudizio di Mister Gaburro, come si fa a giocare con una squadra fisicamente forte e agressiva, chiusa in difesa senza nessun movimento degli attaccanti, lasciando a Bonucci, Barzagli e Chiellini il compito di impostare l azione…vedere tutta la squadra aspettare la palla davanti all area svedese e questi che cercavano in tutti i modi di trovare uno spiraglio era come giocare 3 contro 11…ultima cosa..ma cosa serve chiamare 27 giocatori se poi non fai i cambi..boh..

          1. stefano 50/60 scrive:

            Il ragazzino tiene la palla,non va bene. Il ragazzino tira dai 20/16 mt, non va bene. Il ragazzino non è una montagna di muscoli, non va bene. Il ragazzino non mena come gli altri di colore, non va bene. II ragazzino gioca troppo bene a calcio, non va bene. Il ragazzino è tatticamente indisponibile, non va bene. Il ragazzino non fa le diagonali anche se ha classe, non va bene. Invece l’ unica cosa a non andar bene è stata quella di trasformare il calcio in wrestling, i giocatori in palestrati tatuati pugilatori e pedatori di stinchi, il dissuadere i primi calci a giocare al calcio, il disabituare il primo calcio a calciar bene la palla a testa alta, il trasformargli il fisico con la farmacia. Baggio ? Pirlo ? Pablito ? Inadatti al gioco del calcio per certi, il calcio invece è arte di semplicità, è talento, genio, e queste cose le hai quando nasci, non si comprano nè si allenano……sennò a calcio ci giochiam tutti, basta picchiare…però poi quando varchiamo i confini, ci sono ancora ?, ci ridicolizzano…..ma allora siam razzisti, che pensiero ipocrita vivaDDio.. ..razzisti, e perchè ? Perchè diciamo quello che vediamo ? ahi ahi……

            1. Franco scrive:

              Un nero a 17 anni ha il fisico di un bianco di 25. Ovvio che risalta molto molto di più, ha uno strapotere fisico imponente. Ma poi, che beneficio dà alla prima squadra? Donsah, Fares (per guardare in casa nostra), ma anche Dioussé(Empoli), Diawara(Empoli-Napoli), Sadiq(Roma-Bologna-Toro), e infine la punta di diamante Kean. nemmeno 20 anni e già “pronti” per giocare in serie A. Margini di crescita altissimi, dicono, se uno a 18 anni ha questi livelli. Peccato che poi è tra i 17 e i 25 i nostri si formano, con tutto il bagaglio tecnico-tattico e di lettura delle partite di una persona che poi sale, nel bene o nel male anche quel pizzico di ingenuità, quell’emotività di che si è fatta la gavetta e che ha una testa sulle spalle, che magari oggi ti rovina la partita con errori ingenui, e quella dopo gioca una partita spettacolare. E invece no, facciamo giocare quelle bestie che corrono 90′ al doppio e menano senza paura e rispetto. Lamentiamoci che non c’è più fantasia, tecnica e intelligenza, che i pirlo e i baggio non nascono più, e che siamo senza centravanti. Certo, in mediana metti un donsah alto e grosso che martella, là davanti un sadiq di 2mt e largo il doppio di un difensore 17enne , e sulla fascia un fares che corre il doppio.
              Non è razzismo, ma constatare che loro sono impressionanti fisicamente, ma poi a intelligenza…

              • Simone scrive:

                Mai un mea culpa e mai una disamina sulle altre realtà. Francia, Germania, Inghilterra, Belgio, Olanda,… cavaghe le “bestie” (non è razzismo, eh..?) e veden cosa le fa.. Il problema è che facciamo figli, pochi, e li facciamo crescere come delle f…..e. Prova ad andare a dare un occhio a qualche squadra giovanile. La voglia di sacrificio e la sensazione di essere davanti a ragazzini svegli viene meno, questa è la realtà. Altro che neri, bianchi, gialli, rossi. Pochesci: ha evidentemente mischiato concetti veri (ci facciamo menare e ci lamentiamo, una volta lo facevamo noi, non si può entrare in campo con la paura, eccetera ) ad altri populisti (Svezia squadra da lega pro, squadra dì profughi, eccetera). Il problema per come la vedo io è che se in Germania quando si sono accorti che stavano entrando in un periodo buio hanno cominciato a programmare, seriamente, dalle giovanili. Qui in Italia questa cosa temo non sarà possibile perché non ne siamo in grado. E contemporaneamente difficilmente avremo nuove generazioni che cresceranno con la giusta fame.

                • Franco scrive:

                  Ah che bel modello l’olanda; o la stessa Inghilterra, ma pure la Francia che ha faticato in un girone imbarazzante. E pure il belgio, per il talento che ha, sta rendendo molto poco. L’unico sistema virtuoso citato è quello tedesco, che comunque può vantare mezzi economici molto più vasti. [sia ben chiaro, lo sport è importante; ma io da cittadino, prima che tifoso, preferisco che i soldi pubblici destinati al calcio passino prima da servizi ben più importanti!]
                  Mai guardare al modello spagnolo. O irlandese, islandese, gallese, o la stessa Svezia. Che si qualificano con movimenti ridicoli in confronto alle tue citate, eppure alla prova dei fatti “appoggiano i c○gli○ni in testa” a squadre ben più blasonate e senza un minimo di unità nazionale, in nome della qualità assoluta e non del rendimento, jorginho, eder e di tutti i balotelli e ogbonna prima di loro, ma anche dei Buffon, Verratti, Bonucci. Nomi da opinione pubblica ma di rendimento ormai lontano da altri meritevoli di nazionale, ma che non fanno gridare, e perciò marciscono tra le panchine e le categorie minori.
                  P S. “Bestia” per lo strapotere fisico. Si dice, anche nei confronti dei bianchissimi Toni, Belotti, ecc.
                  P P. S. Sbassa la cresta che non detieni la verità assoluta. Io a vedere le giovanili ci sono stato, ho avuto un figlio che ha fatto gran parte della trafila, studiando e giocando, con papà e mamma a scatrozzarlo ogni volta dalla provincia, mentre ad altri compagni presi da fuori vitto e alloggio è spesato, non hanno compiti o scuola, e hanno il posto sicuro imposto da chi ha voluto investire sul suo fisico già sviluppato e non a formarne tanti altri. Ma la colpa è sempre di chi fa, con enormi sacrifici, mai di chi permette situazioni così; e la naturale conseguenza è che questo o quel ragazzo con il fisico possente a 15 anni si crede Dio in terra, pretende e ottiene, mentre il ragazzo normale deve restare fuori, o cercare tempi nei prestiti in squadre di bassa lega.

                  • Simone scrive:

                    1. Olanda, Francia, Germania hanno vinto. Il Belgio ha possibilità di vincere molto più ora che prima degli anni ottanta. Non girare la frittata. Io ho detto “se a queste nazionali togli i giocatori dì origine straniera sarebbero nulle”. La differenza è che il sistema di queste nazionali lì ha integrati e fatti rendere. E i è forti, no strassi. Che no se sbaglien. 2. Alcuni giocatori anche delle altre nazionali da te citate sono o sono stati di origine straniera (Larsson, Ibrahimovic, Olsson, williams, richards, eccetera). Ce ne sono meno perché sono nazioni meno grandi a livello di popolazione. L’ultima nazionale ad aver vinto gli europei è stata quella portoghese.. Quello che voglio dire è che generalmente che piaccia o no nei grandi Stati la cosa è normalissima. E dato che altrove le cose male non vanno e qui invece si sta andando in drio cul da dieci anni, i motivi sono da ricercare altrove. 3 Concordo di base sui Buffon eccetera. Mi chiedo qui: ci sono i sostituti all’altezza? E se sì, perché non vengono fatti giocare? (E che qui non mi si dica come Pochesci che in lega pro o nei dilettanti si trovano perché è falso). 4. Anca mi g’ho Un fiol che ghe suga nelle giovanili e ‘ho me pare che ha allenato diverse giovanili per parecchi anni..

                    • Simone scrive:

                      Perfetto. Qui tocchi dei punti del sistema calcio italiano realmente da rivedere. Il mio è un ragionamento di base che va più al nocciolo. Provo a sintetizzarlo per quanto possibile. Il calcio è diventato fisico. E salvo eccezioni come la Spagna, il calcio sta seguendo inesorabilmente questa via (Zigoni dice che una volta venivano chiamati giocatori, ora atleti (. Seguendo questa logica, la scrematura si fa in base anche se non soprattutto a questo aspetto. Esempio: Giovinco è un giocatore che a me piace tantissimo ma in un calcio come il nostro non potrà fare strada più di tot perché il fisico è per lui un impedimento reale in questo contesto. Perché in altre nazioni il sistema funziona meglio che da noi, pur essendoci un numero di “oriundi” e de “foresti” pure superiore? Perché l’integrazione è generalmente di un livello superiore (qui lo spirito nazionalistico non c’è mai stato, il concetto secondo me è un altro ma il discorso si farebbe troppo lungo e complesso qui) e soprattutto perché il lavoro di selezione è fatto meglio. Se io qui dalle giovanili promuovo uno perché fisicamente forte ma tecnicamente scarso non faccio un bene per il futuro. Dalle altre parti mi sembra che in primis questo lavoro sia fatto molto meglio. Da noi come scrive qui anche Gaburro vige purtroppo molto anche la questione italiota del clientelismo eccetera. Che significa guardare all’oggi senza pensare al domani.

                    • Franco scrive:

                      io ho visto caligiuri in nazionale senza sapere di essere italiano, i thiagomotta, eder, jorginho. Magari anche bravini, ma danno alla Nazionale quello che io darei giocassi al napoli, non più che professionalità. Magari nemmeno con Ventura, ma tutto ciò, unito a risultati insoddisfacenti (perché il popolo bue alla fine se si vince salta sul carro, basti pensare che ci si è riscoperti tifosi della nazionale solo contro la Spagna a Euro16) ha contribuito a creare quella disaffezione necessaria alla nazionale perché i Ventura, che pure i suoi errori di valutazione lì ha fatti, vengano criticati ad ogni mossa, giusta o sbagliata che sia,. Niente di più e niente di meno di ciò che succede qua con pecchia.

                      Gente di potenziale in giro per l’italia storicamente ce n’è sempre stata e ce n’è. Su 10 bambini maschi, 8 giocano a pallone nelle scuole calcio e il 9 gioca solo al campetto, e anche il paesino più insignificante ha la sua squadretta.

                      A mio avviso il problema Nazionale è in 3 punti:
                      1. Manca spirito Nazionalistico, che una volta (ipocritamente) c’era attorno alla Nazionale di calcio, è venuto a mancare il concetto di cosa rappresenta una Squadra di Calcio, in nome del “(mi) vendo a chi può permettersi di comprarmi-> guadagno”, mentre è sempre stato “la MIA gente mi ama -> guadagno”, perché le Pay tv, specie nei mercati emergenti, pagano più dei botteghini.
                      2. Il club paga 50 per un ghanese fisicamente più forte e non 100 per avere 5 giovani tecnicamente forti, e aspettando che si formino anche nel fisico (e a far panchina è capace anche il figlio dello sponsor o di tal genitore)
                      3. Solo la Juve può permettersi di comprare un giocatore italiano mediamente forte, ma siccome poi per quanto promettente non può competere con gente di livello internazionale affermato, questi o marciscono tra panca e tribuna o sono prestiti

                    • Simone scrive:

                      Infine, il movimento spagnolo è un movimento particolare e unico perché a differenza di tutti gli altri fonda le sue fortune sulla qualità prima che sul fisico. E quindi la selezione si fa su questa base. Poi anche lì non mancano i giocatori di origine straniera come Diego Costa o Thiago Alcantara, ma vabbè. L’altro giorno contro la Svezia hanno giocato tutti giocatori italiani di origine italiana. Tutti, a parte Eder nel finale. Risultato: surclassati dal punto di vista fisico, assenza di idee e piagnistei. Mentalità perdente e base da rifare e ripensare. E dopo due mondiali consecutivi fallimentari, non dimentichiamolo.

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