26
nov 2017
AUTORE gaburro
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Sport

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TIFO MALATO

Ci sono mille sfumature dietro al significato del verbo tifare. Che poi quando si traduce nell’essere tifoso va al di la del sostenere, incitare una squadra. Un tifoso non è soltanto un appassionato, è un figlio, partorito da dei colori che gli scorrono nelle vene per tutta la vita. E come tale vive diverse fasi: si emoziona, si fa accompagnare, si arrabbia, fa i capricci, ama.

Tifare una squadra che sta vivendo una parentesi difficile della propria storia è ancora più difficile, quindi più coinvolgente e empatizzante.

Tra qualche ora, ad esempio, io saró in panchina per una Gozzano-Como che solo a pronunciarla mi vengono i brividi. Un’intera cittá che ha fatto la storia del calcio italiano, che solo due anni fa militava in B e che adesso deve provare a contendere il primato a una realtá come la mia, espressione di un piccolo comune piemontese. Con le dovute proporzioni nel nostro girone possono fare pensieri simili i tifosi di Varese o Pavia. Eppure questo è il calcio, specie negli ultimi dieci anni, tra fallimenti e difficoltá varie, con altalene sportive che a volte fanno venire capogiri agli sventurati tifosi.

Ieri durante la partita del Verona, mentre stavo sul divano sperando mi passasse una fastidiosa febbre in vista del big match in programma dopo poche ore, scorrevo la bacheca di Facebook sul telefonino e leggevo di tutto. Tifosi ironici sul primo gol di Zuculini, altri che criticavano qualsiasi scelta di Pecchia, a prescindere, altri ancora che si auguravano di perdere in modo da vedere finalmente concretizzarsi un esonero che, sempre a loro dire, sarebbe l’unica speranza di salvezza.

Mi immaginavo queste decine, centinaia di tifosi dell’hellas riuniti in gruppi virtuali che davano sfogo alle loro frustrazioni, sorreggendosi a vicenda, augurandosi il male della propria squadra, di quei colori che dovrebbero scorrere nelle loro vene.

E li mi chiedevo: perchè? Perchè un tifoso non puó limitarsi a sostenere la propria squadra? Incazzandosi se perde e gioendo se vince? Perchè deve anche diventare esperto di tattica, politica societaria, marketing, psicologia eccetera? Perchè deve arrivare al punto da augurarsi il male?

Esasperato? Sarebbe questa la risposta? E allora ripensavo ai tifosi del Como, del Varese, del Pavia. O a quelli dell’Hellas costretti a sperare a Busto Arsizio di evitare di sparire.

E mi chiedo: fa così schifo fare la serie A? Siamo davvero convinti che piuttosto di quello che stiamo vedendo sarebbe meglio fare la B, la C, la D? Io non lo credo.

Se solo per un istante oscurassimo i media, i social e osservassimo la realtá cosa vedremmo? Una squadra che cerca di salvarsi con tutte le proprie forze, a un punto dalla zona salvezza, con un allenatore che da sempre ripete lo stesso mantra (impeccabile in questo) e non viene creduto, nonchè ascoltato, da nessuno. Un ds che, come vorrebbe qualsiasi allenatore, difende fino all’estremo il lavoro proprio e del suo staff. Un presidente che non dice nulla, ma nemmeno in negativo, lasciando di fatto lavorare i suoi uomini. Vedremmo cioè un contesto sportivo naturale, che dovrebbe essere l’auspicio di ogni tifoso.

Poi per caritá: se si va male ci si incavola, cinque sconfitte sono tante, col Bologna anche a me (che ero in studio a Telenuovo) sono cadute le braccia. Peró in egual misura si dovrebbe esultare e gioire per una vittoria! E tifare fin che c’è speranza!

Altrimenti si dimostra di appartenere a un tifo malato, viziato e inquinato da mass-media isterici e social network compulsivi. Malato almeno in egual misura, se non di più del calcio stesso.

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15 risposte a “TIFO MALATO”

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  1. Pierluigi scrive:

    Concordo con la lucida analisi, di persona competente e professionista.
    Nel modo specifico sul Verona, questo articolo mi ha convinto ancora di più che se il Verona ha qualcosa da cambiare è la tifoseria!

    1. Maxhellas\ scrive:

      Sono d’accordo sull’inutilità e, al limite, la perniciosità di contestare un allenatore che, pur con tutti i limiti dettati da una scarsa esperienza (l’inesperienza è oggettiva, credo), ci sta provando in tutti i modi. Ah, ovvio che Bessa o Fares centravanti sono state scelte piuttosto strampalate, o no?

      Però credo che contestare la società, nella persona del suo “padrone” (o supposto tale) calSetti sia non solo legittimo, ma addirittura sacrosanto. O dovremmo baciare il terreno sul quale il carpigiano cammina solo per il fatto di essere in A, o di non essere falliti?

      Intanto se non siamo falliti negli ultimi 10 anni non lo dobbiamo a lui, ma a Arvedi e Martinelli, e questa è storia, non un opinione.
      Poi penso sia l’ora di smetterla di sopportare le continue prese per il culo del faccendiere di Manila disGrace, dopo anni che si passa da Dortmund a Crotone, in compagnia di studenti greci che vanno in gita da Marzullo, con zero acquisti e tante parole. E senza dimenticare tutti i quattrini incassati tra diritti, cessioni e paracadute.
      O dovremmo ringraziarlo solo per il fatto che esiste?

      1. Nucky scrive:

        Coloro che continuano a criticare Pecchia a prescindere dubito capiscano di calcio o forse lo fanno per difendere il carpigiano. Se mai ce ne fosse stato bisogno ieri si è vista una squadra che ha giocato per l’allenatore. I valori non sono eccezionali, manchiamo di un portiere affidabile, siamo senza terzini di ruolo e senza attaccanti (questo per chi continua ad invocare Pazzini) ma si è visto un buon calcio e la vittoria è stata sacrosanta. L’unico modo che abbiamo per uscire da questa situazione è tentare di giocare invece di affidarci a allenatori catenacciari che ormai hanno fatto il loro tempo, ma questa ovviamente è solo la mia modesta opinione.

        1. massimo scrive:

          Ciao Marco
          Mi trovi abbastanza d’accordo con te pero’ lasciami scrivere una cosa……
          Questa societa’ e’ completamente assente in tutto e per tutto,il direttore sportivo vede fantomatici
          miglioramenti di partita in partita (come del resto il suo prescelto) si parla di rosa adeguata alla categoria
          (ti ricordi l’ultimo giorno di mercato l’arrivo di Kean e’ stato sbandierato come un grandissimo colpo e tutto il
          mercato e’ stato concentrato su di lui…..parole di Fusco non del sottoscritto!) E’ palese che nello spogliatoio
          non si respira un’aria pulita (giocatori che smoccolano……non si fermano in panchina a seguire il resto della partita).
          Del presidente non parlo semplicemente perché non c’e’ nulla da dire o da aggiungere a tutto quello che e’ gia stato
          detto o scritto: lui rappresenta il NULLA.
          E’ dimostrato che noi tifosi ci leghiamo si ai risultati della squadra ma anche dai condottieri che determinano questi eventi (Bagnoli-Prandelli-Mandorlini-Martinelli in primis) e non e’ un caso che in questi ultimi anni c’e’ stato uno scoraggiamento generale sempre piu’ accentuato (ricordati come siamo stati promossi l’anno scorso) perché questi
          signori sono si dei professionisti ma non hanno quel qualcosa in piu’ che fa scattare la scintilla in noi tifosi.
          Questa cosa si chiama PASSIONE per i nostri colori e permettimi caro Marco o ce l’hai o non ce l’hai.
          Tu scrivi che il presidente non dice nulla…..per come la vedo io la risposta e’ semplice: sia che si salva o che retroceda
          si becca un sacco di quattrini (mi elenchi un altro sport che ti pagano profumatamente in caso di retrocessione e per piu’ anni?) Sai cosa vorrei sapere veramente…….dove sono finiti tutti e ripeto tutti i soldi che ha preso in questi anni fra
          diritti tv-paracadute-cessioni-abbonamenti per essere in queste condizioni?

          • Maxx scrive:

            Il Conte aveva passione ed empatia ed era ricambiato. Non aveva ‘ste grandi liquidità e competenze, e ci ha portati in C.
            Cosa vale, allora, la scintilla? Meglio in C con passione e con la possibilità di sparire (perché se non si presentava Martinelli a far da traghettatore alla fusione era così che andava) che in A con un presidente senza passione? Può essere, ma c’è gente che la pensa diversamente.

            Le opinioni dei tifosi sono tutte plausibili; alcune volte, però, non nascono dall’amore per la propria squadra ma dall’astio preconcetto verso qualcuno. E diventano odiosi quelli che odiano perché SANNO TUTTO e non permettono agli altri le proprie – diverse- opinioni.

          1. Simone scrive:

            Lo scorso anno ci si lamentava dopo i pareggi a Novara eccetera. Invece furono punti determinanti. Si diceva che avevamo uno squadrone e invece scopriamo che Pazzini probabilmente non è più un giocatore da A e che tutti i giocatori che erano titolari qui lo scorso anno e che abbiano venduto quest’anno fanno tutti panchina in b a Parma, Pescara, entella, a Bristol o perfino in c come troianiello. Purtroppo certa stampa nevrotica fatta da gente che di competenza e a volte conoscenze della realtà ne ha poca crea false aspettative e il tifoso da web le alimenta spesso avendo pure meno competenza e conoscenza delle stesse cose. Il discorso di Henri Frederic Amiel riguardante le masse mi vede sempre più concorde.

            1. Peter scrive:

              Mister porta pazienza , ma siamo stanchi di essere presi per il c..ulo da setti è da Fusco ; vatti a vedere come è stato comprato L Hellas e capirai che sporcacion le sto qua . Io come tutta la città abbiamo voluto bene a Giovanni Martinelli perché era tifoso come noi e se a gennaio non comprava , nessuno dico nessuno , hai mai detto una parola . Il tifoso dell Hellas non chiede Messi , ma passion è appartenenza , setti e Fusco sono 2 faccendieri a noi non graditi !

              • Andrea scrive:

                Ma scusa, Peter, se il problema è Setti il problema è Setti. Non l’allenatore o il DS o la squadra: è Setti che non ci mette i soldi.

                Ieri, sul 2-0 dopo un primo tempo impeccabile dove Pecchia ha indovinato TUTTO a livello tattico (4 volte un uomo solo davanti alla porta del Sassuolo), c’era il coro che lo invitava a fare le valigie.

                Le Brigate di 20 anni fa non l’avrebbero mai fatto.

                Anche il nostro tifo è decaduto.

                E mi dispiace, perché seguo l’Hellas da quando avevo 6 anni.

              • gaburro scrive:

                Concordo sulle critiche alla proprietá. Ma queste per me non possono e non devono inquinare la passione per i propri colori. Un tifoso gioisce se la sua squadra vince. Sennó non è un tifoso.

              1. So Tuto Mi scrive:

                Quoto tutto. Marco impeccabile come sempre, con una visione della realtà come è, scremata da sentimentalismi, entusiasmi o depressioni e nn influenzata dal pensiero altrui. Ovvero la visione che deve avere un allenatore per fare bene il suo mestiere. In bocca al lupo per la tua gara di oggi!

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