25
dic 2017
AUTORE gaburro
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Sport

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FIABA DI NATALE (A CIASCUNO IL GIUSTO REGALO)

Quella che state per leggere è una fiaba. I personaggi sono chiaramente inventati (Babbo Natale, ad esempio, nella realtá non esiste) e anche se i nomi da lui citati possono ricordare personaggi reali, si tratta in tutto e per tutto di un’opera di fantasia (ogni riferimento a persona, situazione o cosa esistente è puramente casuale). Diciamo che è un modo “leggero” per far passare il Natale…

Buona lettura!

Anche Babbo Natale ha dei limiti. Se ne sta lì, nella sperduta Lapponia, indaffarato a incartare qualche regalo ritardatario, a rileggere letterine, tentare di esaudire desideri… Ma quanto casino su quella scrivania! Un assistente prova a mettere ordine. Una pila di lettere per ogni nazione. E poi un sacco di sottogruppi. – Ehi, Natale, e queste di chi sono? – Ah… quelle con il nastrino gialloblu sono tutte relative all’Hellas Verona. – Ma sono così tante? – Eh si… piccoli e grandi tifosi, calciatori, dirigenti… e poi ce n’è una proprio di Setti, il presidente. Fai una cosa: mettile tutte in quel grande scatolone, le riprenderó in mano più avanti, sono troppe e soprattutto mi chiedono tutte cose impossibili! – Impossibili, anche per te, Natale? Il vecchio di fronte a quella domanda sbuffa, ripensando allo sforzo profuso per regalare la vittoria contro il Milan, che un pò accontentava tutti. Ma che fatica! E per cosa poi che questi si son giá bruciati tutto in un’unica disgraziata occasione, a Udine? – Anche per me, certamente. E poi ci sono i tifosi avversari. Non posso mica accontentare sempre gli stessi! Anche se, pensandoci bene, in pochi mi chiedono dell’Hellas e delle sue sorti. Forse lo danno un po’ per spacciato. L’allenatore invece ci crede. Sai quante lettere? Una dietro l’altra, specie nell’ultimo periodo. Figlio mio… non son mica un Santo! E non solo i risultati (quelli bene o male me li chiedono tutti), ma il gioco, i gol segnati, quelli subiti, le domande che dovrebbero fare i giornalisti, i cori dei tifosi… mamma mia! Amico un po’ di tuo ce lo devi mettere anche tu! – E Setti? – Quello è strano. È l’unico che raramente mi chiede risultati. Si preoccupa di paracaduti, prestiti, progetti strani, centri sportivi… A volte nemmeno io lo capisco. Mi verrebbe da dirgli: guarda che se fai qualche risultato, metá delle cose che mi chiedi andrebbero a posto da sole! – E non glielo dici? – Ma no, si offenderebbe, è piuttosto permaloso. – E i giocatori? – Di tutto guarda. E non sono nemmeno d’accordo tra loro! Chi ti chiede una squadra nuova a gennaio, chi un allenatore diverso, chi pensa solo alle proprie presenze o ai gol che fa. Un macello. Qualcuno che mi chiede i risultati c’è anche, ma spesso rischio di accontentarne uno e scontentarne cento. – E i tifosi? – Di tutto. I più piccoli mi chiedono un altro scudetto. Poi più crescono e più diventano realisti. – In che senso? – Eh… alle elementari chiedono l’Europa League come l’Atalanta. Alle medie sono giá a una salvezza tranquilla. Attorno ai diciotto anni accetterebbero di soffrire, ma almeno giocando meglio. Poi sempre più delusi e fatalisti, decidono che la prioritá è l’allenatore o la societá. Arrivano a dirti meglio in C ma con un’altra proprietá o cose del genere. – Ma sono matti, dopo tutte le lettere che mandavano in quegli anni chiedendoci di tornare in A? – Taci, va… – E alla fine cosa hai deciso di regalare ad ognuno? – Alla fine ho optato per un regalo a testa. Non potevo mica diventar matto… – E che tipo di regalo? – Ai tifosi più giovani ho regalato la memoria, quella che invece avevano soltanto i loro padri e gli amici più datati. Con la memoria potranno ricordare momenti belli come lo scudetto e momenti brutti come la C1. Stará a loro poi interpretare il presente. Ai tifosi meno giovani invece ho regalato la capacitá di sognare, quella che è rimasta quasi solo ai loro figli. In questo modo potranno vivere meglio il presente e recuperare la gioia di vivere il momento, come contro il Milan. Non puó fare che bene. – Furbo! E ai calciatori? – Li sono andato sul pratico. Servivano troppe cose, ma avevo deciso di andare su un regalo unico… E alla fine mi è venuta un’idea: un lucchetto. – Un lucchetto? Uno a testa? Per farci cosa? – No, non uno a testa. Uno solo. L’ho consegnato al capitano. – E cosa se ne fanno di un lucchetto? – Lo mettono alla porta dello spogliatoio, chiudono dall’interno e tolgono la chiave. In modo che nessuno possa uscire, a oltranza. Credo che alla maggiorparte  di loro servano confronti veri, non buoni propositi di facciata. Stando chiusi per giorni in una stanza a volte si riescono a fare miracoli… – Eh, proprio di un miracolo avrebbero bisogno! E Pecchia? – Al mister ho regalato uno specchio. – Fico! Magico? – Più o meno… È uno specchio nel quale puoi rivederti per quello che sei stato, guardando nel passato e prendendo spunto per il futuro… – Tipo può vedere quando era calciatore? – Certo. Ma senza andare troppo indietro puó recuperare recenti frammenti di vanitá, propositivitá, ripetitivitá….. – Ne sará contento! – Al momento non tanto. Perchè stanno uscendo immagini distorte, tipo sormontate. Lo specchio sembra non riuscire a recuperare un’immagine nitida e unica. Devo vedere se riesco a ripararlo… – Ho capito. Ora torno a lavorare, Natale, che c’è un casino tra ste lettere! – Ma come, non mi chiedi di Setti? – Me ne stavo scordando… Sai, non si vede mai ultimamente! – Ahahah, hai ragione. Ma è il presidente, quindi ho deciso per un regalo speciale. – Tipo? – Gli ho regalato la memoria, la capacitá di sognare, un lucchetto e uno specchio magico. – Tutti assieme? – Si, gli servono. Con la memoria dovrebbe ricordarsi quanto diceva non più di un paio d’anni fa. – Ah, a breve termine quindi? – Esattamente. Modello Borussia Dortmund e cose del genere. La capacitá di sognare invece dovrebbe semplicemente recuperarla. Quando faceva certe dichiarazioni ne aveva moltissima. Ora sembra scomparsa. Il lucchetto invece vorrei lo usasse per chiudersi in una stanza. – Da solo? – Si, dovrebbe entrarci da solo. Poi riflettere, combattere, resistere, recuperare…. e alla fine uscire quando sará riuscito a far allontanare Fusco dal suo corpo. – Entrerá da solo e usciranno in due? – Esattamente. – E infine lo specchio… – Giá, lo specchio. Per rivedere quando era un pò Ranzani, ai tempi del mocassino facile. – Perchè? – Non c’è un motivo particolare, ma che vuoi, sono vecchio e semplicemente quel Setti mi manca. E credo manchi un pò anche a lui…

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5 risposte a “FIABA DI NATALE (A CIASCUNO IL GIUSTO REGALO)”

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  1. RobyVR scrive:

    … la favola del Verona l’è più che altro na tragedia (e la finirà come na tragedia).

    1. Cesare Settore Superiore scrive:

      Caro Babbo Natale, lo so che sei solo una fiaba, ma permettimi di farti una sola piccola critica.
      Hai regalato la cosa giusta quasi a tutti. Tranne che a setti.
      Invece di ben 4 regali, avresti dovuto donargliene uno solo.
      Una Ferrari di formula uno, probabilmente la macchina piu’ veloce esistente.
      Per andare fuori dai coglioni nel minor tempo possibile.
      Ciao e grazie se vorrai esaudire il mio desiderio. Sono convinto che sia quello di tanti altri tifosi…

      1. barbara scrive:

        Marco, apprezzo sempre i tuoi commenti – pacati, logici e molto intelligenti.
        La favoletta è adorabile, speriamo che a tutti arrivi una piccolissima speranza!!

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