04
feb 2018
AUTORE gaburro
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Sport

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PAZZINI E PECCHIA, STESSO DESTINO…

È proprio bello poter osservare le situazioni senza il velo che l’essere tifosi inevitabilmente fa calare davanti agli occhi. D’altronde il tifoso è come il genitore: convinto di riuscire ad essere sempre obiettivo nei confronti del figlio. Naturale. Leggo tutti questi post “pro-Pazzini” e sorrido. Per chi vivesse fuori dal microcosmo “Hellas Verona” ieri è entrato in campo negli ultimi 10′ contro il Real e ha segnato, dopo che la sessione di mercato gli aveva permesso di cambiare casacca, salutare la comitiva e approdare in Spagna.

Si trattava e si tratta di un calciatore a fine carriera, un campione intendiamoci, che da diversi anni non aveva un rendimento all’altezza in serie A ma che aveva e ha ovviamente un tale repertorio tecnico che nel contesto giusto e motivato a dovere è in grado ancora di produrre qualche perla, che per un bomber si chiama gol. Molto bello il calcio che consente rivincite immediate e impensabili, inverte e sovverte pronostici, mostra sempre una pagina non scritta in un libro che non smette di rivelarsi emozionante. Perchè sorrido? Xche quelle emozioni spesso tradiscono e l’obiettivitá lascia spazio agli eccessi di analisi. È umano. Chi si scatena contro la societá Hellas Verona “rea” di averlo ceduto dimentica che la motivazione non era di certo tecnica (nessuno lo pensava), ma ecomomica. Il suo ingaggio era ritenuto insostenibile dagli stessi che glielo avevano proposto anni prima, perchè le carte in tavola erano cambiate e denari, pare, non ce ne fossero più. Ecco quindi “giustificata” quella sorta di mobbing nei suoi confronti, che noi vedavamo sfociare in scelte tecniche incomprensibili ma che a monte avrá avuto un’incrinazione totale dei rapporti umani tra le parti, un clima sempre più gelido e di conseguenza un rendimento distante da ciò che un calciatore dovrebbe garantire in serie A. Bello appurare ancora una volta come testa e gambe vadano a braccerto. A fare specie erano i modi usati dalla societá. Una sorta di masochismo, di autolesionismo. Evidentemente Pazzini aveva rifiutato di trasferirsi in estate o si era incaponito (come dargli torto?) a non tagliarsi lo stipendio. Ma tant’era: il rendimento era sempre più lontano da standard accettabili e la sua presenza in spogliatoio sempre più ingombrante.

Il gol di ieri, peró, è poca cosa per immaginare una “rinascita tecnica” del giocatore. Il gol di ieri nasce dall’accumulo emotivo che una situazione logorante come quella che ha vissuto negli ultimi mesi ha prodotto. Una sorta di sfogo liberatorio all’interno del quale le doti tecniche si esaltano. Pazzini per giustificare quell’ingaggio (non gioca gratis) dovrebbe trovare un rendimento accettabile nel medio periodo. Dovrebbe trovare una condizione che gli permetta di tenere il campo per più di una manciata di minuti. Perchè la regola “se contro il Real entra e segna, nel Verona doveva essere titolare” è autolesionistica. Nel calcio di oggi bisogna correre, in tutte le categorie, a ogni latitudine. Osannare un singolo evento e renderlo simbolo di un attacco (più che giustificato per una miriade di motivi) verso la societá Hellas Verona (imbarazzante per molte più scelte illogiche di quella legata al “caso Pazzini) è pericoloso e rischia di diventare un boomerang. Un pó come chi dopo una singola ed isolata vittoria (vedi Milan o Fiorentina) inizia a osannare il rendimento della squadra… Un episodio non basta, l’ho imparato leggendo post e blog di recente. Ora spero che Pazzini trovi veramente una degna dimensione. Il caso Toni a Verona dimostra come nel calcio anche in etá avanzata si possano trovare ‘nicchie di rendimento’. E spero soprattutto che la squadra ‘al risparmio’ tirata insieme dalla societá e affidata al ‘soldat(in)o Pecchia riesca a trovare la forza per tenere accesa la fiammella della speranza ancora un pó. Il calendario è durissimo. Ma a volte, nel calcio, situazioni estreme possono creare ‘accumuli emotivi’ capaci di sfociare in miracoli… vale per Pazzini… varrá anche per la squadra? Se Firenze sta a Pecchia come la gara col Real sta a Pazzini… la curiositá è legata alla verifica del rendimento neĺl’evento successivo. Pazzini dovrá dimostrare che il gol di ieri non è stato un fuoco di paglia, che puó tenere i ritmi del calcio di alto livello e che non è bollito. Poi, quando ci riuscirá, gli chiederemo spiegazioni su certe passeggiate a cui abbiamo assistito quest’anno. Pecchia dovrá dimostrare che quanto visto a Firenze non è solo frutto del caso. Poi, quando ci riuscirá, gli chiederemo spiegazioni di una certa confusione tattica percepita per mesi. 

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47 risposte a “PAZZINI E PECCHIA, STESSO DESTINO…”

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  1. Cesare Settore Superiore scrive:

    Prima, pecchia meglio di Mandorlini-Del Neri.
    Poi, vi spiego perche’ difendo pecchia.
    Infine, Pazzini e pecchia stesso destino.
    Sig. Gaburro lei sta diventando come Setti e come Vighini. Refrattario all’idea di guardarsi indietro. Assoluto nel difendere comunque le sue idee. Incapace di proferire le famose 4 parole: scusatemi, mi sono sbagliato.
    Che squallore sig. Gaburro, che squallore!

    1. Maxhellas scrive:

      Pazzini dovrà dimostrare che il gol di ieri non è stato un fuoco di paglia (e personalmente glielo auguro di cuore), mentre Pecchia ha già dimostrato di che pasta è fatto: 16 punti in 23 partite con una media di 2 gol presi a partita (peggio di noi solo il Benevento), grande gestione dello spogliatoio (mezza squadra in tribuna e l’altra mezza “epurata” a gennaio), 15 moduli e 150 ruoli diversi in 90 minuti, ma soprattutto bel gioco e calcio champagne….

      1. schetch scrive:

        Magari fosse stato “solo” il problema Pazzini caro Gaburro.. a me invece preoccupa l’aspetto tecnico della squadra, l’organico (anche con Pazzini) a mercato chiuso, l’atteggiamento della società nei confronti dei tifosi PAGANTI di abbonamenti biglietti e tv, la disaffezione del tifoso Hellas, cosa gravissima. Questi sono i veri problemi che, non da oggi, ci affliggono e che precipitano sempre di più.
        Altro che il gol col Levante, siamo/sono contento per lui sebbene nessuno capisca perchè almeno non averlo fatto giocare qualche primo tempo invece di 15 min del secondo sul 4/0 magari, nessuno ce lo spiega. Nessun allenatore lo avrebbe lasciato lì e preferito Kean al suo posto anche se le vicende societarie tra di loro erano incrinate.
        Pecchia allora è proprio un soldatino che esegue gli ordini dall’alto senza remore e dignità.
        Il gol col Levante non c’entra proprio nulla, i problemi sono altri e sono giganteschi e gravi.
        Hellas Huber Alles.

        1. Simone scrive:

          Ma forse la cosa che reputo più incomprensibile è: la società non crede nella salvezza perché la priorità sono i conti? Va bene. Ma allora perché mi metto fuori squadra dei giocatori che per la prossima stagione potrebbero tornarti utili come Fossati per esempio? Mi può anche andare bene l’inserimento graduale di Calvano (oggi non è entrato male), sempre in ottica serie b. Ma Fossati, che ha esperienza nella categoria, non potrebbe tornare utile? Qual è il problema? E perché Verde oggi era fuori rosa, anche dalla panchina? Tra l’altro lui è in prestito, quindi non rappresenta un problema per la prossima stagione per quanto concerne l’ingaggio. Problemi di spogliatoio? Eppure Fossati parlava bene del gruppo e dell’allenatore fino a poco tempo fa, e Verde ha fatto meglio di quanto mi aspettassi quando ha giocato generalmente. Boh. Mi auguro avremo qualche risposta a fine stagione.

          • Maxhellas scrive:

            Semplice: perché questa $etti è qui per tutte le ragioni possibili, tranne per fare calcio. Leggete sotto:

            Continua l’analisi dei bilanci da parte dell’associazione Verona col cuore. Dopo quello dell’Hellas Verona, ora tocca alla società che gestisce il marketing. Ne emerge un quadro sorprendente che non può non allarmare la tifoseria oltrechè creare un ulteriore colpo all’immagine generale del club. Ecco quindi l’intervento integrale.

            “La settimana scorsa, sottolineando l’articolata catena di società che gravitano attorno all’Hellas Verona, abbiamo espresso la necessità – per un’analisi complessiva dello stato di salute del club – di non limitarsi al solo bilancio dell’Hellas Verona Fc, ma di poter prendere visione anche del bilancio della controllata Hellas Verona Marketing e Communication Srl (HVMC) e della correlata HV7 Spa. E del livello superiore rappresentato dalla Società Anonima Falco Investments, di cui sarebbe interessante conoscere le fonti di finanziamento.

            Oggi prendiamo in considerazione il bilancio dell’Hellas Verona Marketing & Communication Srl (società detenuta per l’88,9% da Hellas Verona FC e per l’11,11% da Falco Investements), resosi disponibile lo scorso 25 gennaio e che chiude con un utile di 15.602 euro. Continuano invece a non essere ancora disponibili gli ultimi due bilanci della HV7 Spa.

            PREMESSA. Relativamente alle attività di HVMC Srl è interessante soffermarci sui suoi rapporti economici e commerciali con l’Hellas Verona, sull’Hellas Store, sulle “sponsorizzazioni diverse” (gli sponsor “minori” non presenti sulla maglia) e sugli effetti attuali della famosa operazione di cessione del marchio del dicembre 2013 da parte dell’Hellas Verona proprio a HVMC per 18 milioni di euro.

            Secondo il commento alla Nota Integrativa l’attività di HVMC è “di interagire con la controllante Hellas Verona per lo sviluppo delle iniziative di marketing, commerciali e di comunicazione”.

            Essendo HVMC una società dedicata allo sviluppo commerciale del brand Hellas Verona, questa interazione dovrebbe portare un beneficio economico e finanziario all’Hellas Verona. Tuttavia come abbiamo potuto appurare non è così. Anzi.

            RAPPORTI TRA HVMC E HELLAS. L’Hellas Verona Marketing & Communication paga a favore dell’Hellas Verona 436.000 euro. L’Hellas Verona “ricambia” pagando corrispettivi per 303.189 euro. Ciò comporterebbe una bilancia a favore dell’Hellas di 132.811 euro. Ma non è così, perché HVMC riceve dall’Hellas anche i cosiddetti“ proventi per assistenza contrattuale” per 909.157 euro. Un costo per l’Hellas, tra l’altro non evidenziato nel suo bilancio (e dovrebbe esserlo in quanto operazione con società controllante). Un ricavo per HVMC, che così si ritrova con una bilancia a favore nei confronti dell’Hellas Verona di 776.346 euro. Dunque è l’Hellas Verona che alla fine finanzia con 776.346 euro l’area commerciale e non viceversa. Un fatto non nuovo: è accaduto anche nell’esercizio 2015-16 e allora la cifra superava addirittura il milione di euro.

            HELLAS STORE. Fra corrispettivi negozio ed e-commerce (vendita online) e vendita materiale i ricavi nel 2017 di Hellas Store sono stati di 1.220.173 euro. I costi relativi ad acquisti per merchandising, materiale Nike e lavorazioni sono risultati di 1.097.783 euro (di cui 570.979 euro risultati “invenduti”). Senza entrare in merito all’anomalia di questi numeri (1.098.783 di acquisti, 1.220.173 di ricavi, raddoppio a 1.109.345 delle rimanenze) e tenendo presente che gravano sullo Store pure dei costi diretti quali l’affitto dei locali (106.179 euro) e parte del costo sostenuto per lavoro dipendente, si può affermare che lo Store non crea liquidità.

            SPONSOR “MINORI”. La società HVMC raccoglie le “sponsorizzazioni diverse” legate alla concessione in uso del marchio “Hellas Verona” alle aziende partner. I ricavi del 2017 relativi a questa voce sono di 1.788.974 euro. Tenendo conto che il bilancio di HVMC chiude in sostanziale pareggio,possiamo affermare che i proventi degli sponsor “minori” hanno partecipato solamente alla copertura dei costi d’esercizio di HVMC.

            CESSIONE DEL MARCHIO…OGGI. Di rilievo è la ricaduta ancora oggi sul bilancio di HVMC della famosa operazione di acquisto del marchio del dicembre 2013 per 18 milioni di euro dall’Hellas Verona. A distanza di quattro anni il debito residuo è di 11.651.639 euro, soprattutto grazie alla rinuncia di un credito di 5.080.000 euro dell’Hellas Verona dopo che questo ha sottoscritto l’aumento di capitale sociale di HVMC. Tra i costi d’esercizio quello che incide fortemente sul bilancio di HVMC è la quota d’ammortamento di 1.001.559 euro relativa appunto all’acquisizione del marchio. Quota che incide come costo dal punto di vista economico (l’ammortamento ripartisce su più esercizi il costo di un acquisto passato), ma che finanziariamente crea liquidità (perché non corrisponde una effettiva uscita nell’esercizio di questi 1.001.559 euro).

            Ma curiosamente la liquidità generatasi è stata utilizzata nell’esercizio 2017 non per pagare all’Hellas Verona una quota del debito perla cessione del marchio (dunque portando risorse utili alla gestione calcistica del Verona), ma è stata trasferita a titolo di anticipazione finanziaria per un importo di 1.078.395 euro alla Seven 23 srl, la quale come noto è la società italiana capofila dei marchi di abbigliamento di Setti. Seven 23 srl a cui è riconducibile la proprietà diretta di Falco Investment e i cui soci sono schermati da una fiduciaria (Argos).

            MORALE. Il marketing e il merchandising dovrebbero essere una forma di ricavo per una società di calcio, e anche per questo motivo i sostenitori acquistano prodotti ufficiali griffati Hellas Verona. Mentre per il Verona sono attività economiche che sostanzialmente non portano alcun beneficio.

            La lettura d’insieme dei bilanci mette in evidenza che il modello di gestione del Verona non è sostenibile nel tempo, né trasparente nei confronti dell’opinione pubblica, dei tifosi, della comunità e di tutto il territorio”.

            Serve altro???

            • Roby scrive:

              RAPPORTI TRA HVMC E HELLAS. L’Hellas Verona Marketing & Communication paga a favore dell’Hellas Verona 436.000 euro. L’Hellas Verona “ricambia” pagando corrispettivi per 303.189 euro. Ciò comporterebbe una bilancia a favore dell’Hellas di 132.811 euro. Ma non è così, perché HVMC riceve dall’Hellas anche i cosiddetti“ proventi per assistenza contrattuale” per 909.157 euro. Un costo per l’Hellas, tra l’altro non evidenziato nel suo bilancio (e dovrebbe esserlo in quanto operazione con società controllante). Un ricavo per HVMC, che così si ritrova con una bilancia a favore nei confronti dell’Hellas Verona di 776.346 euro. Dunque è l’Hellas Verona che alla fine finanzia con 776.346 euro l’area commerciale e non viceversa. Un fatto non nuovo: è accaduto anche nell’esercizio 2015-16 e allora la cifra superava addirittura il milione di euro.

              Ma curiosamente la liquidità generatasi è stata utilizzata nell’esercizio 2017 non per pagare all’Hellas Verona una quota del debito perla cessione del marchio (dunque portando risorse utili alla gestione calcistica del Verona), ma è stata trasferita a titolo di anticipazione finanziaria per un importo di 1.078.395 euro alla Sepven 23 srl, la quale come noto è la società italiana capofila dei marchi di abbigliamento di Setti. Seven 23 srl a cui è riconducibile la proprietà diretta di Falco Investment e i cui soci sono schermati da una fiduciaria (Argos).

              Nel fantastico mondo del calcio italiano si è sentito di tutto e pure di peggio forse. Ma queste mi mancavano. Complimenti a quelli di Verona col cuore per la ricerca.

            • Simone scrive:

              Secondo te, a sensazioni, sta preparando il terreno per una cessione societaria che sa che avverrà oppure non è ancora detto? Perché mi chiedo ancora che senso ha creare i presupposti per la cessione (o avere già venduto) giocatori che in B potrebbero tornarti utili e dalla cessione dei quali non prenderesti grossi soldi come per esempio Fossati e Torregrossa.

              • Maxhellas scrive:

                Secondo me sta estraendo dalla società Hellas Verona FC Spa tutto quello che può, girandolo, come si evince dai bilanci (non voci, ma numeri e note nero su bianco), alle società controllanti. Che sia per rimborsare Volpi (che però ha fatto causa a Setti proprio perché non ha visto un euro) o per altre faccende personali di Manila disGrace, questo non lo so.
                Lo scenario che sarebbe più conveniente per $etti è, una volta finito di depredare il depredabile, trovare un acquirente e vendere, magari con una clausola che renda impossibile al compratore rivalersi sul venditore per eventuali problemi scoperti post acquisto.
                L’ipotesi del fallimento è, credo (e spero), quella più rischiosa per $etti, dal momento che renderebbe tutti i “giri” di quattrini di cui sopra revocabili tramite azione revocatoria, qualora i creditori agissero per comportamenti ritenuti fraudolenti.

                • Stefano scrive:

                  Sì, ma se a fine stagione dovesse vendere con una rosa da ricostruire, i nuovi proprietari avrebbero un lavoro e delle spese non da poco per ricostruire una rosa di un certo livello.

                • Simone scrive:

                  Credo che difficilmente potrebbe “depredare” molto ancora. Le mosse di mercato sono palesi. Far fuori le spese che potrebbero pesare sul bilancio il prossimo anno, prendere tot soldi dalle cessioni, Rómulo probabilmente in partenza a giugno, prestiti secchi e quindi non nelle future spese, e paracadute. L’unico dubbio che ho, e che probabilmente ha anche lui, riguarda quest’ultimo. Perché mi pare di capire ci sia la possibilità che venga ridotto. E questa ipotesi è naturale gli faccia paura.

          • Simone scrive:

            E perché cedere, sempre in ottica B, un Torregrossa per 900.000 euro, che se non altro sta maturando una certa esperienza nella categoria e potrebbe tornare utile? Ri boh..

          1. Mariino scrive:

            x SIMONE lasciamo da parte tutte le questioni tecniche e tattiche e rispondi a questa domanda?Secondo te Pecchia e’ un valido allenatore ?Rispondi solo con un si o no

            • Simone scrive:

              No dai, te prego. Ghe n’aven sa parla abbondantemente e la risposta è sempre la stessa. Impossibile dirlo in queste condizioni. Come non era possibile farlo per Sarri o altri a suo tempo (che no vol mia dir che l’è bon come lu, sia chiaro èra). Te sè perfettamente che penso che le priorità sulle quali mettere luce siano altre oggi. Fermo restando che quest’anno io sarei stato favorevole ad un suo esonero per tre volte e che ha probabilmente avallato troppo alcuni evidenti diktat societari soprattutto nell’ultimo periodo (ma su questo punto dovremmo conoscere meglio la situazione societaria stessa a mio avviso, per l’appunto, prima di giudicare meglio).

              • Mariino scrive:

                non hai risposto alla precisa e modale domanda,sei combattuto, vorresti dire si ma nello stesso tempo non vuoi farti dei nemici eh eh eh eh

                • Simone scrive:

                  Alla domanda ho risposto per come penso e come ti avevo già detto. Ciò che c’è dietro certe decisioni non lo sappiamo. Ne abbiamo parlato abbondantemente. Non è che la mia risposta possa cambiare dopo dieci giorni e dopo le premesse che ti ho esposto. Sarri avaresito dito che l’era bon? Guardiola sareselo guardiola se invece de cominciar a Barcellona l’avesse comincia in questo Verona? Ancelotti elo strasso dopo quest’anno? Ecco perché metto sempre il contesto prima di tutto. E questo contesto nel complesso no te pol dir che el sia l’ideale.

                  • Simone scrive:

                    Il mio ragionamento sul presente e sulla scorsa stagione te l’ho sa fatto infatti. Non è che a ripeterli cambia qualcosa.

                  • Mariino scrive:

                    Sarri ai suoi tempi fu mandato via causa i risultati.Fece 5 sconfitte ed un pareggio nelle 6 partite che fu mister del Verona.Questo invece ce lo teniamo perche’ fra qualche anno magari vincera’ la coppa dei campioni con il Milan.Assurdo il tuo ragionamento in chiave futurista.

                • Mariino scrive:

                  Il solo fatto che subisca passivamente tutte le decisioni del ds e della dirigenza per me e’ gia’ sufficiente per definirlo inadeguato

            1. Simone scrive:

              Su Pazzini: in serie A negli ultimi 3 anni e mezzo ha fatto male, ed è un dato di fatto. Nelle partite giocate da titolare e in quelle da subentrato ha inciso poco nulla, ed è un dato di fatto pure questo. Poi ti entra al 77esimo, ticcabun pallone e fa gol in Spagna. Qui purtroppo mai quest’anno. Gestione sicuramente non ottimale (eufemismo) ma a partire da questa estate. Va detto che quando ha giocato (al contrario di altri tipo Toni a Firenze ma non solo) ha reso zero. Non si credeva in lui? Bene. Ne prendi un altro all’altezza. Lo mandi via a gennaio? Va bene. Ma Non puoi sostituirlo con Petkovic o Kean, che avrà qualche qualità ma troppo acerbo. Qui la mancanza di contatti di Fusco mi sembra evidente. Unica idea azzeccata a livello teorico è stato a mio avviso il prendere giocatori che fisicamente ti danno qualcosa in più e che hanno più gamba. Ma la qualità è diminuita. È un problema legato ai bilanci e all’equilibrio societario perché sanno già di vendere e vogliono mantenere i conti in ordine al contrario di due anni fa? Lo spero vivamente, altrimenti il futuro lo vedo parecchio grigio. Come già detto dai più d’altronde.

              • fenomeno scrive:

                I tuoi amati numeri dicono che Luca Toni è arrivato a Verona a 37-38 anni e nelle quattro precedenti stagioni aveva fatto 3 goal al Genoa, 2 alla Juve, 3 Al Nasr ed 8 nella Fiorentina…Pazzini è arrivato che aveva 31 anni, ha fatto un brutto anno in A col Verona con parecchi problemi, i 3 anni precedenti aveva fatto 25 goal in 74 presenze nel Milan…Toni a Verona ha trovato un allenatore che gli ha trasmesso tutta la fiducia del mondo ed ha fatto miracoli, Pazzini da Pecchia ha avuto fiducia assoluta nel primo anno di B (Ganz non giocava mai nemmeno quando il Pazzo non stava in piedi) ed lo ha “ripagato” con 23 reti poi all’improvviso da punto fermo ed inamovibile per Pecchia è diventato un bollito, un peso, un giocatore inadeguato tanto da preferigli dei falsi nueve assurdi…il buon senso avrebbe suggerito a chiunque di far giocare la tua unica punta, lui ha voluto fare il fenomeno….ora, giustamente, lui è il coglione e Pazzini l’eroe.

                • Simone scrive:

                  Non hai inteso. Toni aveva fatto male gli anni precedenti a Firenze, per problemi fisici ma non solo. A Firenze, in una squadra arrivata quarta in classifica, fece otto gol giocando da non titolare senza tirare un rigore e con la media gol più alta di tutti i giocatori della Viola (un gol ogni 165 minuti circa). Qui arrivò e segnò con regolarità pure nel precampionato. Pazzini oltre ad aver fatto male nell’ultimo di A, aveva fatto male anche nei due precedenti di A col Milan. Segnando pochissimo su azione, il suo ultimo anno buono fu il 2012 13. Poi il vuoto. A Levante, in un campionato diverso, ha sicuramente portato motivazioni importanti, ma come qua o forse peggio è entrato nel secondo tempo, al 77esimo, come terzo ed ultimo cambio. Gli è arrivato un pallone e ha fatto gol. Qui non gli è mai successo, semplicemente, sia quando giocava titolare che quando partiva dalla panchina come a Levante. C’è una componente di fortuna anche se vogliamo, com’è normale che sia d’altronde. Non avesse segnato (che in un quarto d’ora scarso di gioco può succedere) saremmo tutti a dire la solita solfa. Anzi, non diremmo nulla. Invece è il calcio. Chiaro che il gol gli può dare una certa fiducia. Come il fatto di essere stato il terzo cambio poteva togliergliela ulteriormente. Sarebbe stato bello, e utile, gli fosse successo anche qui. Tutto lì.

                  • fenomeno scrive:

                    Quello che non vuoi capire tu è che il tuo pupillo Pecchia non avendo alcuna alternativa avrebbe dovuto puntare su Pazzini…se Pazzini impiegato con continuità avesse fatto schifo lui ne usciva senza colpe…così lui è il coglione e Pazzini l’eroe…ovviamente un goal può voler dire poco o niente ma fatto al real Madrid due minuti dopo che ti hanno liquidato è alquanto emblematico

                    • Simone scrive:

                      Comunque l’è stesso. Ri amen.

                    • Simone scrive:

                      Si, ma Marino, non te pol mia farme scriver 40 righe per spiegarte le robe, dir che grosso se sen capii, e dopo scivolar de novo sulla questione.

                    • Mariino scrive:

                      Fenomeno l’e’ inutile disquisire con Simone.Lui dice che non difende il mister ma invece fa esattamente il contrario.Credo che siano amici del cuore

                    • fenomeno scrive:

                      E’ inutile…te ghe reson…

                    • Simone scrive:

                      Ah ah… come sempre usi parole a sproposito. Va ben. Si vede che i cinque allenatori precedenti a quello che non è il mio vate sono stati pessimi e che Pazzini arrivasse in ritardo sui palloni messi perché gli schemi studiati in tre anni e mezzo di A erano sempre sbagliati. Amen.

                    • fenomeno scrive:

                      Qui no perchè non è stato messo nelle condizioni di farlo da parte del tuo vate…

                      p.s. ha fatto goal al Real Madrid campione del mondo non al Parona eh…

                    • Simone scrive:

                      È entrato da terzo cambio e ha fatto gol al primo pallone che tocca. Qui no. Né da titolare né da subentrato. Di giocatori che arrivano e giocano non come terzo cambio ce ne sono stati (vedi i nuovi del Crotone per esempio, kurtic a Ferrara eccetera / non c’è una regola fissa , per l’appunto, ci sono solo valutazioni). Su Aarons la mia l’ho detta infatti (vedi Verde). Il motivo lo ignoro.

                    • fenomeno scrive:

                      E’ entrato come terzo cambio perchè arrivato a Levante da qualche ora…in genere i nuovi arrivati se non sono dei Messi entrano in squadra dopo un minimo di ambientamento…di solito, perchè poi c’è chi butta subito nella mischia uin Aarons qualsiasi mandando in tribuna Verde…che follia….non ha visto la partita, non ha segnato alla prima palla toccata….ha avuto un’occasione anche prima…

                    • Simone scrive:

                      Perfetto. Qui abbiamo due idee differenti. Non è presunzione. Che non si può avere, per nessuno, proprio per il fatto che non c’è una verità assoluta nel calcio. Bessa gli è stato preferito il primo tempo col Napoli, Fares a Crotone (a mio avviso ingiustamente) ma in un momento di mercato particolare. Infatti da quella dopo ha ricominciato a giocare. Come nel precampionato. Con risultati purtroppo per noi insoddisfacenti. A Levante è entrato al 77esimo come terzo cambio. Ha fatto gol al primo ed unico pallone toccato. Qui no. Ribadisco che questo per lui può essere un bene, come potrebbe essere stato un male se non lo avesse fatto.

                    • fenomeno scrive:

                      Ed io ho detto che qui non è stato messo nelle condizioni di rendere al meglio, non gli è stata data fiducia e gli si sono preferiti centravanti mirabilianti come Bessa e Fares…il corto circuito nasce per un motivo ben preciso, il calcio non è scienza esatta, esistono opinioni diverse e poche verità assoluto…tu dall’alto di una presunzione infinita ritieni che la verità siano le tue opinioni…e se trovi qualcuno che continua a scrivere all’infinito come te nasce il corto circuito…ora se vuoi scrivere altre 2000 righe su Pazzini spiegandomi qullo che non capirò mai perchè la penso in maniera diversa lo puoi fare

                    • Simone scrive:

                      Come al solito il corto circuito. Nessuna novità. Io ho detto che in Italia non ha fatto bene nelle sue ultime 3 stagioni e mezzo di A con due squadre e sei allenatori diversi. Che quest’anno non puntavano su di lui e che l’errore originale è stato non sostituirlo a dovere. Che quando ha giocato non ha fatto bene (come gli anni precedenti in A), e che alla prima partita in Spagna, dove sicuramente è arrivato con motivazioni importanti, è stato messo in campo al 77esimo come terza scelta (nessuna novità in meglio fin qua) e a differenza di qua ha fatto gol. Lo avesse fatto anche qui in qualche occasione avrebbe ritrovato magari una certa fiducia in sè. Là ha avuto questa fortuna alla prima occasione (in cui ha ricevuto sul campo il trattamento che aveva avuto qui nell’ultimo periodo). Questo gli potrà dare una certa spinta? Possibile. Se non avesse fatto gol magari sarebbe stato più difficile.

                    • fenomeno scrive:

                      continui a non capire…amen

                    • Simone scrive:

                      Continui a non capire. Pazienza.

                    • fenomeno scrive:

                      Quello che non vuoi capire tu è che Pazzini non è mai stato messo nelle condizioni di provare a far bene…si è fatto fuori fin dall’inizio pur non avendo alcuna alternativa…9 allenatori su 10 con quell’organico avrebbero puntato su Pazzini, Pecchia no…evviva il tuo non idolo Pecchia

                    • Simone scrive:

                      Quello che non vuoi capire tu è che non ho nessun idolo e che per me possono mandar via tutti anche oggi. Ma Pazzini in A quest’anno ha fatto grosso modo male come nei suoi 3 precedenti di A dove ha cambiato 5 allenatori. Il problema vero per me, quindi, non è stato, ribadisco, la sua partenza. Il problema è che non lo hanno mai rimpiazzato seriamente, in entrambe le sessioni di mercato. Vendi lui? Ci sto, ma ne prendi uno all’altezza (non Kean naturalmente). Vendi Bessa? Bene, ma allora m prendi un Rigoni. Questo è a mio avviso il problema del mercato del Verona, oltre ai ritardi e tutto il resto. Il fatto che qui tra l’altro non voglia venire nessuno se non acciaccati cronici, gente che non vede il campo da un bel tot o alternative delle alternative di squadre di bassa classifica non è un bel segnale. Se ora poi ci mettiamo pure gli epurati..

                • RobyVR scrive:

                  L’èra un cojon anca prima.

              1. bruce scrive:

                L’esclusione di Pazzini non è stata una scelta tecnica, la nostra amata società ha deciso di farlo fuori perchè costa troppo, è difficile da capire??

                1. Fenomeno scrive:

                  Uno obiettivo e che conosce il calcio ti direbbe che Pazzini doveva essere un titolare fisso ed innamovobile di questo Verona…gli attaccanti più fi qualsiasi altro ruolo hanno bisogno si sentire attorno la fiducia di tutto l’ambiente e se hanno le qualità possono anche far schifo per ics partite e poi iniziare a prendere la porta anche dagli spogliatoi…questa è una regola non scritta del calcio….follia mettere in discussione Pazzini senza avere alternative ed inventarsi bessa e fares falsi nueve…se poi dopo otto dieci partite giocate con continuità con risultati mediocri non vai è giusto cercare alternative ma l’opera di demotivazione attuata da pecchia fatta in quel modo è stata scellerata…c’era un mister qui da pe ipercriticato che a luca toni ha trasmesso tutta la fiducia del mondo ed in cambio ha ricevuto un mezzo miracolo

                  1. Andrea scrive:

                    Leggo sempre volentieri i tuoi interventi perché sono attenti, entrano nel merito e non dipendono dagli umori della piazza.

                    1. Mariino scrive:

                      il gol di Pazzini sara’ poca cosa lo dici tu ma intanto ha contribuito a gasare tutto l’ambiente del Levante.Oggi invece il Pecchione con lo stoccafisso Aaron in campo e gli inquisiti in tribuna ha dimostrato ancora una volta che lui non esiste proprio e’ aria fritta e puzzosa

                      1. Cesare Settore Superiore scrive:

                        Complimenti vivissimi.
                        Disamina perfetta e convincente. Sia della situazione umano-societaria del giocatore, sia di quella di colui che ne doveva gestire le prestazioni.
                        Se Firenze sta a Pecchia come la gara col Real sta a Pazzini, allora il Gozzano sta alle capacita’ del suo mister come la juventus sta a quelle capacita’ di Allegri

                        1. RobyVR scrive:

                          Ma Pechia te paghelo? Come feto a paragonar un servo sciocco e incapace a uno come Pazini?

                          1. Davide scrive:

                            Complimenti Marco! Leggo sempre volentieri i tuoi post e ne apprezzo obiettività e onestà intellettuale. Poi il calcio è un gioco ed è bene tenerlo bene a mente. Davide

                            1. julius scrive:

                              Grazie Marco…sei l’unico che scrive con obiettività sulle cose dell’hellas.Pure io in risposta ai vari messaggicontro la società dopo il gol di pazzini avevo scritto quello che dici tu.Pazzini,poco,ma ha giocato e poteva dimostrare di essere ancora importante per la squadra e invece, rigori a parte,era svoglòiato e poco propenso alla loitta.Nonostante una paga chei tifosi da tastiera manco si sognano in una vita di lavoro.Perciò se il pazzo voleva dimostrare qualcosa non era certo con il real madrid ma bastava con una delle squadrette del nostro campionato.Detto cio viva L’hellas e w il poazzo.

                              • ciccio2 scrive:

                                prova te a giocare 10 minuti partendo dalla panca. Entrando a gara compromessa. Facendo giocare l’ultimo arrivato….diciamo che l’han trattato MOLTO MALE… e quindi è logico che il tifoso se la prenda contro la società che non ha saputo gestire l’atleta e l’uomo.
                                Detto questo: quale fiammella dobbiamo tener accesa? ci siamo indeboliti segno che neanche loro ci credono. Han preso qualche buon giocatore e altre scommesse… se questo significa crederci io resto perplesso.
                                Lo scollamento con i tifosi è chiaro e questo è il peccato più grave commesso dalla società….

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