07
gen 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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LE MANI NELLA MERDA

“Siamo nella merda fino al collo, ma è per questo che camminiamo a testa alta”. (Dario Fo)

Riflessioni a 24 ore di distanza dalla sconfitta di Roseto. Se il ritorno da Jesi è stato accompagnato dalla fitta nebbia, quello dall’Abruzzo è avvenuto sotto una bufera di neve. Brutto segno.
Il secondo tempo al PalaMaggetti è stata la peggior prestazione dei giganti gialloblù in questa stagione, assieme alla ripresa con Udine che segnò l’esonero di Frates.
E’ cambiato l’allenatore, ma non è cambiata la mentalità della squadra. Luca Dalmonte ha tutte le ragioni del mondo dicendo che bisogna lasciare da parte gli egoismi e rimboccarsi le maniche avendo il coraggio di mettere le mani nella merda.
Parole forti in un momento in cui i segnali di scollamento del gruppo devono preoccupare. Una squadra capace di riemergere in fretta dall’agghiacciante 0-11 all’avvio, ma di sciogliersi nella ripresa come la neve portata dall’esterno del palazzo di Roseto, scordandosi di difendere sul lato debole e restando a secco per 5 minuti nell’ultimo quarto.
Sui social i tifosi si dividono tra sostenere la squadra e cominciare a far sentire il peso dell’ambiente (ammesso che ci sia), un ambiente che peraltro sembra “trasformare” parecchi giocatori che arrivano a Verona.
La negatività in questo momento è la cosa di cui ha meno bisogno questa Tezenis, fragile psicologicamente. Il talento, reale o presunto, non basta da solo per uscire da una situazione di evidente affanno, che deve preoccupare tutti. Ma se ne esce solo facendo quadrato, dando chiari e precisi segnali di sostegno e ovviamente di sprone alla squadra, a cominciare dalla società, che non deve lasciarsi prendere dall’indifferenza o dalla depressione. Lasciando lavorare in serenità e con ampi margini di azione chi, come Della Fiori, è stato chiamato a Verona per avviare questo progetto triennale. Il d.s. avrà anche lui qualche responsabilità, ma il lamento continuo non porta da nessuna parte, né tantomeno i processi a gennaio.
I playout non sono lontani e finirci dentro sarebbe pericolosissimo. Per questo è opportuno tirarsi su le maniche fino ai gomiti e prepararsi ad affondare le mani in quella benedetta merda, perché il mese di gennaio non promette nulla di buono e quello di febbraio si aprirà con la sfida al Palaolimpia contro Imola, che sarà già un primo scontro diretto. Con la consapevolezza che il progetto pluriennale può passare anche dalla salvezza, non c’è nulla di strano e non c’è niente da vergognarsi. Soprattutto se l’alternativa, con il clima che girava ancora a metà luglio, era il rischio di vedere la C Silver, invece dell’A2.

P.S. Per motivi personali dovrò staccare un paio di settimane, telecronache e “Mariobasket” compresi. Buon basket a tutti.

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15 risposte a “LE MANI NELLA MERDA”

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  1. scaccia scrive:

    caro Mario,
    un giorno ci potresti raccontare cosa c’e’ stato sotto al fallimento della scaligera basket?
    Com’è possibile che in due anni Fiorillo abbia fatto fallire tutto?
    E vicenzi?

    So che non centra con l’attualità ma è una storia dove la verità non è mail venuta a galla…..

    grazie

    • Vittorio scrive:

      Sono saltate delle sponsorizzazioni a Fiorillo che non è più riuscito a stare dietro alla società, Vicenzi non aveva intenzione di tornare e stava per rilevare la Mr. Day dalla Parmalat, gli altri imprenditori erano tutti concentrati sugli inutili mondiali di ciclismo e siamo falliti per pochissimi soldi, caso più unico che raro in Italia e uno dei motivi dell’attuale spaccatura della tifoseria.
      Teorie tante, sicurezze poche, al massimo posso copiaincollare cos’ho trovato sul web in questi anni.

      • scaccia scrive:

        In tutti questi anni Mario Poli nei ari blog ha sempre fatto trapelare che qualcosa sotto c’era ma non ha mai voluto raccontare tutta la storia nei dettagli, quello che era uscito nei giornali probabilmente è un quinto.
        Vicenzi non aveva ricevuto ancora tutti i soldi da Fiorillo e allora xke non è tornato in possesso della società????

        • Vittorio scrive:

          Se non sbaglio gli stava morendo il fratello (grande Mario) e stava rilevando la Mr. Day da Parmalat. Si accordò in volo dalla Cina con il presidente di Lega del tempo per la C1 con la San Zeno e avere meno doveri possibili.
          A posteriori fu un suicidio.

          • Mario Poli scrive:

            Eccomi qua, sono tornato in pista. Vicenzi non è tornato in possesso della società perché è fallita e per evitare il fallimento si sarebbe dovuto sborsare circa un milione di euro.
            Vicenzi, come previsto dal contratto, ha aperto un lodo arbitrale per il mancato pagamento del 40% delle restanti quote della Scaligera Basket, come da opzione esercitata da Fiorillo, sempre in base agli accordi dell’anno precedente. L’arbitrato ha dato ragione a Vicenzi che tuttavia mi risulta non sia riuscito a incassare una lira.
            La stagione successiva al fallimento Giuseppe Vicenzi ha fondato un’altra società, la Sanzeno, presieduta dal nipote Luca (figlio di Mario, che invece è scomparso nel 2006), che ripartì dalla C1 con il blocco dei ragazzi dell’85 e allenatore Simone Guadagnini e terminò il primo campionato retrocedendo dopo i playout. L’anno dopo la Sanzeno vinse la C2 e tornò in C1. La serie B venne acquisita in seguito rilevando il titolo di Cremona. L’unica promozione sul campo è quella in A Dilettanti battendo Albignasego nella finale dei playoff. Il ritorno in A2 è avvenuto acquisendo il diritto di Pavia.

    1. Vittorio scrive:

      Complimenti alla squadra e allo staff di Telenuovo e grazie.

      1. scaccia scrive:

        qualche video / intervista sulla vittoria con la Fortitudo?

        grazie

        1. Angossa scrive:

          Mario spiega a Rasulo che “Dane” si pronuncia “Dein”.
          Ascoltar par la centesima volta “Dane” me fa vegner angossa ;-)

          1. tom scrive:

            Hai ragione Mario. La negatività ora non serve a nulla, se non a peggiorare la situazione.
            Da osservatori cosa possiamo fare? Come dicevi tu, constatare che non siamo da promozione, né da primi 4 posti. Probabilmente ci giocheremo la non partecipazione ai play-out, dato che in appena 6 punti si ritrovano ben 7 squadre.
            Ma non c’è nulla di male, è una sfida anche questa. Se squadra, proprietà e tifosi si “coalizzano” attorno a questa idea, allora le sfide casalinghe contro le pari-livello possono essere vissute come veri e propri scontri diretti, con l’agonismo e il tifo giusti. E magari ci scappa pure un colpaccio in casa contro una grande.
            Io non ci vedo niente di male.
            Come dicevo in un commento precedente, a 20/22 punti (quindi altre 4/5 vittorie) secondo me siamo al sicuro.

            1. Mario Poli scrive:

              Non ho detto quello, visto che le critiche anche qui non sono mancate. Intendo che a questo punto (siamo alla seconda di ritorno e il trend è consolidato) non bisogna vedere l’obiettivo salvezza come una tragedia, ma come un traguardo. Senza fare drammi più di tanto. Per poi ripartire, tutto qua. Continuare a ragionare sotto la lente d’ingrandimento dell’eliminazione con Agrigento o delle glorie andate secondo me non porta da nessuna parte e le nostre avversarie avranno tutte la bava alla bocca. P.S. Ampi margini vuol dire “pieni poteri”.

              • Max scrive:

                Si si Mario avevo intuito e aggiungo che non trovo nulla di che eccepire nelle righe che hai postato, fatto salvo “gli ampi margini” o se preferisci “i pieni poteri” in carico a Della Fiori. Se di pieni poteri egli dispone sarebbe auspicabile venissero usati per porre i correttivi, non tanto alla stagione ormai compromessa, ma al progetto triennale che, diciamocela tutta, è nato con un grosso “peccato originale”. Credo inoltre che i pieni poteri a cui ti riferisci equivalgano a facoltà di tagliare e cucire, e per tagliare e cucire c’è bisogno di denaro fresco. Credo che i Pedrollo, ai quali va la riconoscenza degli amanti del basket in riva all’Adige, siano ormai frustrati da stagioni nate con grosso peccato originale, quindi non intenzionati ad aprire i cordoni della borsa. Altre frecce all’arco dei pieni poteri non riesco a scorgerne.

              1. Armix66 scrive:

                Condivido ogni singola parola di quest’articolo. E’ passato ormai qualche anno da quando la Scaligera si è trovata a lottare per non retrocedere, e certamente nessuno si aspettava che questa situazione potesse nuovamente riproporsi, dopo due anni in cui l’obiettivo dichiarato era puntare alla promozione. Ho sempre sostenuto che per me il basket a Verona avesse due obiettivi, sopra ogni altro: 1) la sopravvivenza; 2) la programmazione. Per quanto riguarda la sopravvivenza, avevo tirato un sospiro di sollievo quando questa estate finalmente avevamo contezza di avere trovato, con i nuovi assetti societari, un azionista di maggioranza assoluta nella famiglia Pedrollo, senza la quale oggi non ci sarebbe basket a Verona. Per quanto riguarda la programmazione, finalmente si era tornato a parlarne, con alcune scommesse su giovani di potenziale talento e con contratti pluriennali. Mi ero onestamente un po’ sorpreso nel sentire il pubblico avere aspettative di immediati traguardi, che peraltro la società quest’anno non aveva dichiarato, come se in fondo si credesse che dietro l’atteggiamento di basso profilo della società di quest’anno ci fosse in fondo in fondo una sorta di scaramanzia se non un bluff. Quest’anno alla fine partiamo a fare mercato con notevolissimo ritardo rispetto a tutte le altre squadre, causa vicende societarie, e alla fine viene allestita una squadra che almeno sulla carta poteva ritenersi più che dignitosa. Emergono i primi intoppi (l’infortunio celato di DiLiegro e i problemi di inserimento di Kanty) che la Societa gestisce tempestivamente e con massima trasparenza, aspetti che sono stati penso apprezzati da tutti. Si infortuna 3 giorni prima di inizio campionato Pini e in 2 giorni arriva Brkic (un signor giocatore per la categoria) e tutti a complimentarsi per la velocità di intervento, pensando ai tempi spesi a cercare l’anno scorso un play per sostituire l’infortunato Spanghero. Tutto questo per dire che, al di là di prestazioni poco convincenti di precampionato, penso fossero veramente pochi i motivi per non essere contenti di come aveva operato la società. Eppure continuano i mugugni almeno sui social…. si rimpiangono i tempi di Vicenzi, la Verona di Umeh e Monroe, coach Ramagli, qualcuno rivuole, Fadini, riaffiorano i sogni di giovatori allaWilliams e Iuzzolino. Onestamente mi chiedo perché sia così difficile vivere il presente. Ma andiamo avanti. La squadra non gira, e cominciano ad esserci nuovi o ulteriori mugugni. Robinson non vale De Nicolao (ritornano i rimpianti di un passato che ha vinto una coppa,Italia di A2 e che e’ poi affondata a Porto Empedocle), il fenomeno Frazier dopo 3 giornate e’ diventato un brocco, cosa e’ successo a Portannese che ogni volta che veniva a Verona ci massacrava e oggi ci massacra solo il fegato? Abbiamo forse risparmiato un po solo Tote’ e Boscagin, perché in fondo sono veronesi e uno e’ anche il capitano. Gli altri li abbiamo massacrati. Non parliamo di Frates, che era già scarso prima ancora di arrivare qua, per non dire di Dalmonte colpevole di essere stato “solo” assistente di Pianigiani e Messina negli ultimi anni. Alla fine tiriamo le somme e ci diciamo …. vuoi vedere che le colpe sono di Della Fiori e di Pedrollo, e qui comincio personalmente a tremare perche’ onestamente fossi il sign. Pedrollo avrei già da un pezzo mollato la barca a vedere i tanti soldi investiti e i pochi risultati raggiunti, e l’apprezzamento del pubblico che ormai domenica dopo do etica occorre sempre meno numeroso al PalaForum. In sintesi: i problemi ci sono e andranno affrontati, speriamo tutti che la Societa’ riesca a rimanere lucida e prosegua nel suo percorso di programmazione, incrociamo le dita e auguriamoci tutti di poter essere ancora qualche l’anno prossimo in A2, magari, se non e’ troppo, potremo anche gioire pensando che in altre occasioni pur salvandosi sul campo siamo poi falliti in un’aula di Tribunale,. Questo lo dico con affetto anche nell’interesse di chi ama in modo particolare la critica, che diversamente non avrebbe più l’anno prossimo occasione per sfogarsi, ma che magari sarebbe più felice risparmiando i soldi dell’abbonamento. Ps martedì tutti a Treviso (chi puo’)

                1. Andrea scrive:

                  Io azzardo a dire che il problema di fondo è la dirigenza…il sig.Pedrollo dovrebbe cominciare innanzitutto a tagliare qualche elemento che ha in società.

                  1. Max scrive:

                    Bene, allora esentiamoci da critiche, toccare la suscettibilità dell’ambiente potrebbe avere ricadute esiziali sul rendimento della squadra, “lasciamo lavorare in serenità e con ampi margini di azione chi, come Della Fiori, …” (ampi margini ?)

                  Rispondi a Max

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