01
mar 2017
AUTORE Mario Poli
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Sport

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PETRUCCI, SE CI SEI BATTI UN COLPO

“Lo dico da tempo, in Italia ci sono troppi stranieri. E per di più spesso sono meno bravi degli italiani che potremmo impiegare”. (Giovanni Petrucci, presidente FIP – “Il Sole 24 Ore” 23 settembre 2014 – Mattia Losi) 

Il campionato si ferma per le Finali di Coppa Italia e la Tezenis si ritrova con tutti e due i piedi in zona playoff. Dopo la sosta si ricomincerà con la sfida alla Virtus capolista, il ritorno di Alessandro Ramagli a Verona. Prima di sette partite che decideranno il destino dei giganti di Dalmonte.
Ma questa volta voglio dedicare un po’ di spazio alla Federazione Italiana Pallacanestro. Avete presente? E’ la Federazione che gestisce il secondo sport più praticato in Italia.
Alle recenti elezioni sembrava di essere in Bulgaria (con tutto il rispetto per i bulgari): Gianni Petrucci candidato unico per la riconferma alla presidenza ed un numero di candidati giusto giusto per ogni singolo settore. Gli allenatori ne avevano due, ma uno ha pensato bene di ritirarsi prima del voto, vuoi mettere la suspence?
Petrucci prima e dopo le elezioni si è battuto per la difesa degli italiani nel massimo campionato e, di conseguenza, per non consentire l’aumento di stranieri anche in A2. Tuttavia guida una Federazione che specifica nell’acronimo di essere “Italiana”, ma consente impunemente a decine di giocatori extracomunitari di giocare nelle “minors” senza permesso di soggiorno.
Il caso più eclatante è quello di David Hawkins, ex stella di Roma, Siena, Milano e in Turchia, tesserato da Sustinente nella C Silver lombarda; tesseramento bloccato dopo che l’americano aveva già esordito con la squadra mantovana. Il regolamento consente di tesserare anche nei campionati regionali giocatori extracomunitari, purché in possesso del permesso di soggiorno per motivi di studio o lavoro extrasportivo, al contrario del campionato di A2, dove il visto è sportivo. Hawkins è tornato in Italia per provare con Reggio Calabria, che poi non lo ha tesserato, perciò non ha spesp un visto. Quindi il giocatore sarebbe dovuto rientrare negli Stati Uniti, invece è andato ad allenarsi con Mantova ed è stato tesserato da Sustinente. Con quale permesso di soggiorno? La FIP si è ridestata dal torpore che ammanta gli uffici romani congelando il tesseramento (intanto però una partita l’ha giocata), ma cosa fa per le altre decine di extracomunitari “pseudoprofessonisti” che affollano i campionati minori, anche in serie D, soprattutto al Sud? Solo nella C Silver in Puglia i primi 19 realizzatori sono extracomunitari: hanno tutti il permesso di soggiorno? Non credo proprio. Finora la FIP se n’è praticamente lavata le mani, visto che a fronte di un ricorso la Corte Federale aveva già stabilito che eventuali irregolarità non erano di pertinenza del Giudice sportivo regionale ma della Procura Federale.
Adesso che è arrivato il giocatore “famoso” qualcosa si è mosso, ma come la mettiamo per tutte le altre presunte posizioni farlocche? Perché la Federazione non attiva controlli preventivi? Per tesserare un 12enne nato all’estero (magari italianissimo figlio di italiani) bisogna sborsare 100 euro, balzello per le verifiche degli Uffici federali, che poi invece nulla fanno per accertare la posizione delle orde di stranieri nei campionati senior. Caro Presidente, se ci sei batti un colpo.

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6 risposte a “PETRUCCI, SE CI SEI BATTI UN COLPO”

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  1. Angossa scrive:

    BLINDARE COACH DALMONTE.
    SUBITOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!

    1. Andrea scrive:

      Grande Calzedonia!Ma continuo a pensar che i sugadori de volley i pissa sentadi.

      1. Bek83 scrive:

        Argomento spinoso e molto ampio; il perché la FIP non verifica le posizioni od attiva controlli seri e concreti temo non sia sbadataggine, ma probabilmente sono malizioso e penso male. I NAS (o tesseramenti) li intasca al 100% la stessa Federazione dato che ovviamente questi giocatori extracomunitari non sono stati formati da alcuna società affiliata: infatti se nell’annata dello svincolo il giocatore non risultava tesserato (e questi erano negli States) in qualche club italiano il diritto del contributo NAS passa totalmente alla FIP e destinato alla attività federale (eeeh…); quindi finché erano gli Smallwood, i Darby o al massimo i Marshall Henderson conosciuti solo dai devoti della NCAA tutto andava bene, quando è comparso un personaggio alla Hawkins ecco che si è alzato il polverone perché tutti i media si sono interessati. Per fare due conti basti pensare che un tesseramento in C Gold è di 2,500 euro e quello in C Silver di 1,250 moltiplichiamo le cifre per quanti? 100 e 400? Di più? Comunque sia alla Federazione il “non accorgersi” che giocano dei “clandestini” nelle minors frutta nelle sue casse come minimo 600k l’anno, e questo è un dato di fatto…

        • Mario Poli scrive:

          Eccolo lì il cuore della questione. Infatti la FIP omette di fare le opportune verifiche, intasca decine di migliaia di euro di premi NAS pagati dalle società, poi si sveglia improvvisamente quando viene tesserato un giocatore molto famoso. Ma controllare prima che venga rispettato il come 9 dell’art. 1 R.E. Tesseramenti (il tesserato extracomunitario deve essere in possesso de permesso di soggiorno), no eh?

          • Bek83 scrive:

            Certo che no, anzi han ben pensato di aggiungere una postilla per lavarsene le mani: “E’ responsabilità del presidente, o del Legale Rappresentante, accertare che l’atleta con cittadinanza extracomunitaria abbia un valido permesso di soggiorno per l’intera durata della stagione sportiva”. Ora sono obbligati ad intervenire, non possono farne a meno perché il caso Hawkins ha acceso dei potenti riflettori su un giro di soldi che faceva felici tutti: i presidenti perché vincevano i campionati, i procuratori che ti portavano dei ragazzi che altrimenti non gli avrebbero fatto guadagnare un soldo ed ovviamente la FIP perché si intascava i NAS; oggi è stato fermato il tesseramento di Sifford (Pavia) che da anni gioca in Italia (almeno 2 se non 3!) nei prossimi giorni il clima in Federazione sarà molto caldo. Di contro, se volete ridere – o piangere – leggetevi la storia di Gianluca Cuzzit uno “straniero” nato Montebelluna da genitori trevigiani..

        1. Sergione scrive:

          Non fa una piega. Vicenda tipicamente italiana.

        Rispondi a Andrea

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