13
mar 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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LE EMOZIONI E LA STORIA

“Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni…” (“Emozioni” Mogol-Battisti)

La settimana che ha preceduto la sfida con la Virtus è stata accompagnata da un bel po’ di amarcord, tra il nostalgico e la fierezza di una tradizione che è ancora forte e ben radicata. E la risposta del pubblico è stata adeguata al ritorno della Virtus Bologna dopo 15 anni di attesa: Agsm Forum quasi esaurito, ma soprattutto il pubblico che ha spinto i giganti gialloblù di Luca Dalmonte come non accadeva da tanto tempo.
Tu chiamale, se vuoi, emozioni…e che emozioni! D’altronde la storia ci racconta che i supplementari al Palaolimpia erano quasi di casa quando arrivavano le V nere, così come le rimonte per mano della Scaligera: 20 anni fa i bolognesi allenati da Ettore Messina (tanto per capirci) subirono uno 0-9 nei 39” secondi finali, questa volta la risalita della Tezenis è stata una progressione lenta, quanto inesorabile ed esaltante. Fino al ribaltone nel primo overtime, quando la squadra di Ramagli (tornato per la prima volta da avversario a Verona) sembrava avere messo nuovamente la mani sulla partita. Never. Never say never again; never never never give up! Così si fa la storia, almeno per noi della palla a spicchi. Tutto il resto, come recita un noto proverbio napoletano, “ogne scarrafone è bell’ a mamma soja”.

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9 risposte a “LE EMOZIONI E LA STORIA”

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  1. Pippo scrive:

    Durante il breve intervallo fra i due supplementari e per buona parte del secondo overtime ho visto Brkic sdraiato sul pavimento con il massaggiatore che “smanettava” sulla sua schiena. Che sia stata una scelta tecnica quella di non farlo o
    giocare o invece una precauzione per un problema fisico?

    1. scaccia scrive:

      La vedo dura tenere dalmonte… ma sarebbe un colpo importantissimo averlo anche l’anno prossimo. Secondo te ci sono alcuni spiragli?

      • Mario Poli scrive:

        La conferma di Dalmonte è un’ipotesi molto verosimili. In ogni caso la società ci sta lavorando.

        • Angossa scrive:

          Spero bene! Un coach così bisogna blindarlo!

        • max scrive:

          Il coach domenica ha letto benissimo tra le pieghe del match, soprattutto dall’ultimo quarto dei tempi regolamentari in poi. Da quando ha preso confidenza col roster, riesce a pesare e dosare l’energia dei singoli facendo sempre cambi giusti, domenica per esempio ha messo il Dane nell’ultimo scampolo di partita, sostituendo David che ci aveva tenuti in partita fino a quel momento, non c’è mai la contro-prova, ma i fatti gli hanno dato ragione. Esemplare, a mio avviso, è anche l’uso del bastone e della carota … non ha battuto ciglio quando Amato ha letteralmente consegnato la palla a Spissu in un momento topico del match, intuendo che il più affranto e deluso in quel momento era proprio il play (che per altro ha dato il suo bel contributo con punti e un assist a Brkic degno di nota). Lo scorso anno, nella stessa situazione, avermmo assistito a scene isteriche. A prescindere dall’esito di questa stagione, speriamo di costruire dal “buono” che si è fatto fino a qui, coach in primis.

          • tom scrive:

            Ti do ragione Max, in particolare sulla lucidità e serenità delle scelte del coach.
            L’equilibrio che usa con i lunghi (max 20 min. ciascuno), preferendo la coppia con più esperienza per 2° e 4° periodo, mi sembra azzeccata. Domenica inoltre ha letto benissimo la situazione del secondo supplementare, lasciando in panca chi ci aveva portato fin lì a suon di triple. Chapeau.
            Stesso discorso per Robinson-Amato: una rotazione che vale oro, in A2.

      1. max scrive:

        Sulla scia di Tom noto anch’io una miriadi di dettagli che fanno pensare ad un duro e paziente lavoro che è stato fatto in questi mesi in palestra. Basti guardare il buon Toté, impaurito e abulico fino ad un po’ di tempo fa, ora molto più presente e cosciente delle sue potenzialità. In attacco letture chiare e “automatiche”, aggiungo l’innesto di Amato che, diciamocela tutta, ha un altro spessore rispetto a Basile, permettendo una rotazione di “qualità”. Ora la Scaligera ha una sua identità, ha i suoi begli attributi, ed ha anche le sue belle carte da giocare. Con chiunque. Poi si può vincere o perdere. Bello vedere l’Agsm Forum “travestito” da Palaolimpia vecchia maniera, domenica scorsa ho riassaporato il vero gusto della pallacanestro, dimenticando tutte le torture perpetratemi specie l’anno scorso nella gestione del “guru” col “sense of urgency”. Ho la sensazione che Dal Monte sia un ottimo coach, anche dal punto di vista umano, vedremo se la società riuscirà a costruire su questa base.

        • Lullone scrive:

          Beh, il pick n pop ti riesce facile con un centro come Brkic…. :-) E ci ha fatto tanto male quando David ci giocava contro gli scorsi anni! Ho sempre segnato di averlo in squadra un centro così…. quando l’ho visto arrivare a gettone non ci potevo credere!!! Dalmonte mi sta stupendo comunque, non pensavo, ma sembra davvero bravo. Ha letto bene la partita…. e La partita? Emozioni pazzesche, che solo il basket puo dare. Mi spiace solo per il Bosca, credo ci tenesse ad essere piu incisivo in una partita così. Spero che Bologna non salga, per rivederla al palazzo l’anno prossimo :-)

        1. tom scrive:

          Mi ripeterò fino alla fine, fino a quando non vedrò prova contraria.
          Quel pick and pop di Brkic è immarcabile dal 5 (troppo lento per uscire a chiudere) e, se marcato dal 4, genera un gioco in post basso da manuale.
          Questa, insieme all’energia agonistica di Portannese e la pulizia (a tratti) di Frazier, le vere chiavi.
          Complimenti allo staff che è riuscito a ricompattare la squadra, facendole credere nei propri mezzi e trasmettendo dei principi di basket semplici e costanti. Difesa con rotazioni molto buone e momenti di zona match-up che confondono le acque.
          Comunque vada la stagione, abbiamo potuto vedere come il lavoro settimanale può “fare” e “cambiare” una squadra.
          Poi certo, se si riuscisse a prendere il 5° o 6° posto soffiandolo a una delle due a quota 28, ancora meglio. Vincere a Ravenna o Trieste nei quarti di playoff non è un’impresa impossibile.
          Buon basket a tutti.

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