20
mag 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE

“I can accept failure, everyone fails at something. But I can’t accept not trying – Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci” (Michael Jordan)

Dopo le lacrime (di emozione) viste a Biella, le lacrime (di delusione) sul volto di Marco Portannese alla fine di gara-3.
A chi si lamenta per l’eliminazione subita per mano di Ravenna, considerata “meno forte di Biella e molto più alla portata di Verona” forse è sfuggito che dall’inizio di gennaio (dopo l’editto di Dalmonte a Roseto sulla merda, giorno dell’Epifania) la Tezenis ha sempre giocato a tutta, senza mai staccare dall’acceleratore.
Poi sono arrivati i playoff, e quando giochi una partita ogni due giorni il serbatoio delle energie psico-fisoche presenta il conto ed è evidente che i giganti gialloblù si sono presentati a questa serie con Ravenna con la luce della riserva già abbondantemente accesa. Per contro i romagnoli, che hanno disputato un campionato straordinario (che non è ancora finito) hanno potuto gestire senza affanni qualche passo falso in regular season, mantenendosi costentemente al quarto posto, con le spalle piuttosto coperte. Poi la serie con Roma, di tutt’altra intensità rispetto a quella tra Biella e Verona, per di più chiusa in anticipo.
Ciò non toglie che la Scaligera abbia avuto in mano il break in gara-2, ma se l’è lasciata colpevolmente strappare di mano. Una sconfitta che è equivalsa ad una mazzata, mentre Ravenna al contrario si è caricata ulteriormente, con il vantaggio di poter giocare senza ansia e pressioni, sebbene prima di un americano. Però la Tezenis ci ha provato, fino alla fine.

Un epilogo che tuttavia non pregiudica la stagione della Tezenis, dopo aver allestito la squadra per ultima, visto che al 15 luglio in casa c’era solo il contratto di Boscagin. Vi ricordate da quanto tempo la Scaligera non passava un turno dei playoff? Tre anni. 2014: eliminata Veroli 3-2 nei quarti vincendo le ultime due partite al supplementare. Il campionato si chiamava “Divisione A Gold”, c’erano ancora solo 16 squadre e fu promossa Trento, che è già andata in Europa ed ora sfida Milano nella semifinale scudetti. Poi ci fu la sanguinosa eliminazione per mano di Agrigento (un po’ quello che è capitato quest’anno a Biella…) e lo 0-3 con Scafati l’anno scorso nella disgraziata stagione con Crespi.

Adesso è il momento di guardare avanti, ripartendo proprio dall’impresa di Biella, che ha riportato grande euforia attorno alla Verona dei canestri, integrando la squadra con la città, come ha dimostrato anche la bella partecipazione di Pini, DiLiegro, Portannese, Basile in piazza la sera del ritorno in serie A dell’Hellas.
Il club si sta consolidando e deve assolutamente ripartire dall’accoppiata Dalmonte-Della Fiori. Il coach è lusingato dalla speranza di un ritorno in serie A, è stato contattato da Cremona appena retrocessa in A2, ma il progetto triennale della famiglia Pedrollo dovrebbe continuare con lui e con il dirigente canturino, che merita di lavorare da g.m., con le mani libere per occuparsi non solo di mercato. La proprietà ha investito dopo avere sistemato un assetto societario che si era incrinato, è l’ora che ognuno faccia concretamente e realmente la sua parte: l’owner faccia il proprietario (come avviene in tutti i grandi club) e lo staff tecnico-dirigenziale lavori per costruire la nuova squadra e poi guidarla sul campo. Con l’auspicio, condiviso da tutti, che i cambiamenti siano limitati. Di rivedere altre nove facce nuove accanto al Bosca non se ne può più.

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19 risposte a “OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE”

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  1. maritime mart scrive:

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    theater). https://maritimemart.co.uk/67-vhf-radio-vhf-marine-radio

    1. Denis scrive:

      Seguo il basket e la scaligera dall'esterno, questo per dire che sicuramente chi scrive su questo blog ne sa più di me …
      mi sono riletto le ultime 3 righe di questo pezzo di Mario Poli (un grande !!) e le ho confrontate con l'articolo di ieri su L'arena che faceva il punto sul mercato…
      A parte allenatore e ds, l'unico punto fermo sembra essere Amato, alla faccia della continuità!
      Voi che ne pensate?

      1. tom scrive:

        Analisi di Mario molto precisa. In particolare quando insiste sugli equilibri organizzativi da consolidare. Quest’anno si è avviato un lavoro diverso dagli anni scorsi, con una presenza meno incisiva di Giorgio Pedrollo. Coach e DS hanno dimostrato un saper-fare e un saper-gestire importante, facendo capire chi aveva in mano il timone della barca. Quest’anno non ricordo nemmeno un’intervista a Pedrollo jr prima di un acquisto importante, anche quelli in corsa. Poche parole, lavoro, risultati (Robinson, Brkic e Amato in corsa; Portannese a mercato già avanzato, con tutte le offerte che aveva sul tavolo).

        Molto condivisibile anche l’analisi di Caio. Paragonare un roster di A2 del 2017 a roster di 10-15 anni fa non ha senso, da un punto di vista tecnico e tattico. Troppe cose sono cambiate, si gioca un basket completamente diverso. Invece i parallelismi, come ha ben ricordato, si possono fare a livello di dinamiche di squadra: dopo Belgrado, Rimini; dopo Eurolega, nemmeno i play-off. E dopo Biella, Ravenna. Ci sta, lo sport è questo.

        Quindi: se non si conferma l’assetto trovato a fatica quest’anno, con la coppia D-D a mettere giù razionalità e visione, sarà dura fare una stagione migliore di questa. Se poi fossero confermati Amato, Portannese e Pini (per me tre italiani che in A2 hanno un valore molto alto), aumenterebbero ancora di più le probabilità di far meglio di quest’anno.
        Per completare il quadro occorre naturalmente fare bingo con la coppia USA e portare a Verona almeno un altro italiano di qualità e di prospettiva (Ancellotti e Fantinelli mi piacciono tantissimo!).

        Parentesi Totè: a freddo, le cifre dicono che l’anno è andato bene. Rispetto a Brescia, è migliorato in ogni voce. A eccezione delle triple. Viaggiare al 30% secondo me non è un risultato notevole, se pensiamo che diversi giochi lo vedevano finalizzatore da 3, sfruttando la lentezza a uscire sul perimetro del 4 avversario. Invece buona percentuale da 2, grazie anche alle diverse schiacciate. A caldo, però, dico: non ha il fuoco sacro, non ha gli occhi della tigre, a 20 anni non è sgamato come Moretti o altri. Ad oggi un buon prospetto, ma non un “crack”. Si vedrà!

        • Lullone scrive:

          Sono passati tanti anni, e magari la memoria mi gioca brutti scherzi: ma il primo anno di Galanda a Verona non mi sembrava eccezionale: pasticcione, palle perse banalmente… ricordo che non mi dava affatto sicurezza! Magari mi sbaglio, anzi sono felice se qualcuno ha dati alla mano che mi smentiscono. Poi negli anni è diventato un autentico campione!!
          Per questo io punterei ancora su Totè.. tra qualche anno questo ragazzo diventerà davvero forte.

          • Mario Poli scrive:

            Il paragone a mio avviso non regge. Galanda ha debuttato in A1 a 18 anni, era il 1993. Quindi 18 anni e in A1; non 20 anni e A2 come Totè, che comunque ha margini di crescita notevoli.

            • Max scrive:

              Margini di crescita ci stà, notevoli non saprei …

              • tom scrive:

                Sono d’accordo, anche secondo me ci sono i margini per fare un ulteriore incremento di qualità e quantità, com’è accaduto quest’anno (le cifre non mentono).
                Ma se non riuscirà a sviluppare qualche giocata in post non diventerà mai un giocatore da A1. Ed è un peccato, perché il potenziale fisico è da crack, considerato che almeno altri 2-3 anni di crescita muscolare ci stanno tutti.

            • FrancoP scrive:

              …c’è da dire che Frosini fu scoperto e allenato da un certo Franco Marcelletti grande allenatore di giovani e affinatore di talenti come non pochi… E scusate ma, secondo me, la differenza tra i due sta proprio lì

        1. vigo scrive:

          Credo che la strada intrapresa dalla Scaligera sia quella giusta. Un allenatore lucido e aziendalista, una società organizzata, un ds con idee e praticità, una proprietà appassionata. Stavolta si tratta di smussare, limare, potenziare, non rivoluzionare. Non bisogna insomma buttare il bambino con l’acqua sporca. La continuità è tutto e se si vuole fare una critica alla Scaligera, questa è l’unica che si deve fare. Ma del resto questo campionato è un’assurda roulette russa, basta sbagliare due gare (vedi Tezenis due anni fa, vedi Biella) e sei fregato. Questo campionato ha detto che il basket a Verona è vivo e che basta poco per riaccendere l’entusiasmo. Mi permetto di dire che un ruolo in questo rilancio lo ha avuto Telenuovo che grazie alla passione e alla competenza di Mariobasket ha (ri) portato in tutte le case dei veronesi questo sport avvincente ed entusiasmante. A tutti loro dico che continueremo con questa avventura aumentando ulteriormente gli spazi, ringraziando la Tezenis, la famiglia Pedrollo, il presidente Gianluigi e il responsabile dell’area tecnica Giorgio, il ds Michele Dellafiori e coach Dalmonte.

          • Vittorio scrive:

            Ciao Vigo, ogni tanto guardo la tua reaction dopo il 3 a 2 col Vicenza, haha.
            Concordo con quello che dici, però aggiungerei anche che qualche giocatore dovrebbe essere più curato a livello tecnico. Per esempio se decidiamo di tenerci Portannese (“Passa più tempo per terra che in piedi” cit. il tuo collega Mario, mi piace pensare che abbia ascoltato qualche mio commento), che è un grande talento ma incompleto, bisognerebbe farlo seguire a parte da qualcuno come Marcelletti che ha fatto crescere giocatori come Galanda.
            Inoltre quest’anno la caratteristica più irritante è stata la rinuncia al tiro: quando sei un giocatore di A2, quindi il basket è l’attività principale della tua vita e vuoi costruirti una carriera nello sport, devi avere il coraggio giusto e la consapevolezza nei tuoi mezzi e non continuare a rifiutare i tiri.
            Infine speriamo di non rivedere Robinson che sarà esperto quanto si dice ma che si è dimostrato anche un grandissimo pasticcione nei momenti topici. Ovviamente non possiamo chiedere miracoli offensivi a un difensore, però il giocatore ha già una certa età.

            • max scrive:

              Ecco, il problema di Portannese, pasticcione, sempre per terra, titubante nel momento di scegliere il tiro … sta proprio in colui che hai nominato, Robinson. Stessa cosa vale per Frazier. Un buon play farebbe fare a Portannese il Portannese, a Frazier il Frazier. Anche il reparto lunghi non ne ha giovato della mancanza del play (non si potevano vedere i “lob” serviti a scavalcare il 4 o 5 avversario che spesso finivano in mani avverse), benchè di lunghi con forza e talento in post non ne avevamo quest’anno …

          1. caio0505 scrive:

            condivido in pieno tutto il post,dall’analisi sull’inizio della stagione, alle serie playof, alle speranze sulle conferme ed il corretto modo di operare!A mio personalissimo modo di vedere giudico la stagione appena conclusa la migliore dal ritorno nella seconda categoria nazionale,comunque la si voglia chiamare. I motivi sono dati dall’ottimo girone di ritorno, dal lavoro di Damonte da cui si possono intravedere dei miglioramenti ulteriori futuri e dal passaggio di turno con Biella: tutti questi fattori valgono più della stagione 2014-15, finita male ad Agrigento,e della precedente finita in semifinale, perchè non si vedeva un evoluzione futura. Qui i presupposti si sono visti, anche grazie agli acquisti del luglio scorso: Portannese, Pini, Di Liegro col Bosca già costituivano un buon gruppetto di italiani. Approfitto per fare un appunto ad alcuni post che ho letto al termine di gar a3 con Ravenna, molti critici e magari con la qualità dei nostri americani o con l’allenatore ad esempio: non si possono fare degli elogi supremi un giorno ed una settimana dopo disprezzare tutto. E’ chiaro che Frazier non è Williams , Robinson non è Iuzzolino o Bullock e Totè chissà mai cosa sarà, però Robinson con Biella non si poteva togliere, Frazier qualche partita l’ha fatta vincere, ecc…Ecco credo che (come nel calcio) dobbiamo fare un passo avanti, godere dei bei ricordi e non pensare di essere li, anche perchè la squadra che vinse la Korac fu dopo eliminata in due partite da Rimini (direi effetto post Biella anche qui) e quella che battè il Barcellona in EL non andò ai playoff..Io vorrei chiedere una opinione su Totè: a parte che non ha (ancora almeno.. speriamo..) l’animus pugnadi di frosini o Galanda, ma perchè gioca sempre in attacco lontano da canestro?..la mette a volte da tre, ma è riduttivo farlo giocare così..Comunque froza Scaligera!

            1. Armix66 scrive:

              Perché Mario dici che “e’ ora che ognuno faccia la sua parte” ? Per quello che ho potuto vedere quest’anno ci sono stati notevoli progressi nella chiara divisione dei ruoli. Mi è sfuggito qualcosa ?

              • carletto scrive:

                Credo che Mario voglia dire che i dirigenti non devono impicciarsi di cose tecniche e lascino fare a Dalmonte-Dellafiori.
                Per quanto chiedono poi Max e Giuseppe, sarà piuttosto difficile avere più spazio, visto che Vighini adesso è innamorato di quella noia mortale (rispetto al basket: non c’è paragone) che è la pallavolo

              1. FrancoP scrive:

                Bella la frase di Michael Jordan ! Mio figlio che gioca a basket l’ha pitturata sul muro della sua stanza. Mai rinunciare a provarci! È’ anche una grande regola di vita. Detto questo direi che quest’anno la squadra con il condottiero Dalmonte ha dato buoni frutti, oserei dire quasi insperati vista la partenza disastrosa . Questo significa che si è costruito qualcosa d’importante e , d’accordo con Mario, ora sciogliere di nuovo per ricostruire sarebbe da folli. Quindi Tenere il nucleo ed inserire delle pedine nuove che possano fare veramente la differenza. Dove ? … Ma il compito è di Dellafiori ma, a mio modesto parere, i 2 americani dovrebbero fare veramente la differenza è sia Robinson che Frazier non la fanno. Ai tempi di Fadini invece era tutta un’altra musica (Juzzolino, Williams,Shoeni, ecc). Ora inserire americani perché “fa figo” non serve a niente: meglio inserire italiani talentuosi che almeno le bombe te le cacciano in faccia (vedi Tambone Ravenna). Quindi o si prendono americani di spessore altrimenti sono ingaggi buttati al vento … Ma se abbiamo la fortuna di ingaggiare 2 americani , nei giusti ruoli, che possono fare il 50% dei punti partita credo che la squadra potrebbe fare un salto di qualità notevolissimo.

                1. Max scrive:

                  Stagione che ha riservato bellissime emozioni, non solo nella lunga sfida con Biella, ricorderei ad esempio le partite della Regular Season, la vittoria sulla Virtus BO su tutte, ma anche la partita a Treviso … Non ci sono paragoni con la scorsa stagione, partita in pompa magna e finita come tutti sappiamo. L’unica cosa su cui avrei da dire la mia (che non conta una cippa), è sull’incompatibilità tra l’ambizione di salire nel massimo campionato e la paventata (un po’ da tutti) riconferma in toto, o quasi, del roster di quest’anno. Dal mio modestissimo punto di vista se si punta ad un buon campionato possiamo contare senz’altro sui giganti di quest’anno. Se si ambisce a qualcosa d’altro si deve cambiare. Ho spesso sostenuto che sia Portannese che Frazier avrebbero potuto fare molto di più se fossero stati supportati da un vero play, ribadisco la mia sensazione che Toté sia attualmente un cambio di un ottimo 4 e la necessità di un 3 di sostanza. Dando ovviamente per scontata la riconferma del coach.
                  Detto questo, un ringraziamento a tutti quelli che si adoperano per fare basket di qualità a Verona ed un arrivederci al prossimo anno.
                  P.S.: Mario mi raccomando, tienici aggiornati

                  • Giuseppe scrive:

                    Associandomi per condivisione con quanto detto da Max, chiedo anch’io a Mario di darci notizie e nel contempo alla redazione di permettere a Mario di avere più spazio: il calcio è sicuramente lo sport più seguito, ma il basket a Verona merita sicuramente più voce.

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