17
giu 2017
AUTORE Mariobasket
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Sport

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LE RAGIONI DEL CUORE

“Non piangere per chi non merita il tuo sorriso”. (Jim Morrison)

Adesso che è tutto finito, che tutto è stato affidato alle parole dei comunicati ufficiali e delle dichiarazioni di rito, l’addio a Giorgio Boscagin (o meglio, la rinuncia unilaterale) è la sublimazione del nuovo corso della Verona dei canestri.
Come spesso accade quando si prende una decisione dolorosa, subentra un problema di metodo e uno di merito.
Il primo è legato alle ragioni del cuore, il secondo alle ragioni della testa. Non bisogna essere ipocriti: la logica dice che il progetto tecnico della Scaligera Basket che vedrà la sua graduale crescita e realizzazione nelle prossime stagioni, prevede un percorso senza Giorgio Boscagin.
Il cuore tuttavia dice esattamente il contrario. E siamo alla questione di metodo. Il Capitano, bandiera di questi sei anni di “alti e bassi” (lo ha ammesso il Bosca, con grande onestà intellettuale) non ha avuto la possibilità di salutare ed essere salutato come si deve dalla sua gente. Ma non era prevedibile la piega che poi hanno preso gli eventi.
Fin qui questa commedia dal triste epilogo, perché io appartengo ad una generazione un po’ nostalgica, che crede ancora nelle bandiere, anche se le bandiere non ci sono più. Bisogna farsene una ragione.
Poi i fenomeni da tastiera che hanno parlato di soldi (riferendosi a uno che un anno fa ha rinegoziato il contratto) o di età avanzata dovrebbero provare vergogna. Giorgio Boscagin merita solo rispetto. E a chi parla di un giocatore in declino, ricordo che è sempre stato l’ago nella bilancia dello spogliatoio, e che nella stagione disgraziata di Crespi ha sempre dato tutto quando chiunque altro, al posto suo, avrebbe preso armi e bagagli e se ne sarebbe andato. Stiamo parlando del giocatore veronese con più presenze in Nazionale. Ci mancheranno soprattutto la sua carica umana e professionale. Adesso la “veronesità” della Tezenis sarà tutta sulle spalle di Leonardo Totè.
Quest’anno il Capitano ha firmato una delle vittoria più belle, all’imbattuto Palaverde. Io quella sera ero in ospedale e a fine partita mi ha salutato. Non potrò dimenticarlo. Mai. Grazie Bosca, in alto i cuori. E goditi Leonardo, il tuo canestro più bello.

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11 risposte a “LE RAGIONI DEL CUORE”

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  1. Vittorio scrive:

    Il 22 giugno del 2010 Vicenzi, Fadini, Pedrollo, Bordato e Veronesi decidevano di prendere un diritto di Legadue, ora A2.
    Oggi è il 22 giugno 2017 e a parte la “seccessione fadiniana” è successo qualcosa di interessante?
    Vedo squadre affrontate anni fa partecipare e vincere finali scudetto, mi sono perso qualcosa?

    • tom scrive:

      E’ successo che abbiamo potuto godere a Verona di basket di livello non dilettantistico, ci siamo divertiti con Lawal, Monroe, De Nik, abbiamo riso con West e la sua tecnica di tiro, ci siamo identificati col Bosca, abbiamo bestemmiato, goduto e pianto con Ramagli.
      Finché uno sponsor come Tezenis ci sta vicini, io sono contento così.
      Non siamo Reggio Emilia, Trento o Venezia? Eh vabbè, qualcuno deve pur perdere o rimanere indietro. Noi siamo rimasti indietro.
      E non smeniamola con l’approccio famigliare e forse poco “pro” dei Pedrollo. Senza di loro, non si tornava nemmeno al palasport per una birra in compagnia.

      • Vittorio scrive:

        Boscagin l’ho visto fin da ragazzino quando Iuzzolino in allenamento gli faceva fare le piroette sul posto, credo di conoscerlo a sufficienza, già a quei tempi si vedeva che era un bel prospetto. :D
        Lawal non mi ha entusiasmato particolarmente perchè la squadra era costruita male. Non serve a niente avere un giocatore da 10 rimbalzi offensivi e 10 difensivi a partita se la squadra non riesce a passarsi la palla. Tra l’altro a meno che non fosse un troll dopo la sconfitta ai playoff se n’è andato mandando a quel paese me e altri che stavano scrivendo su questo sito.
        De Nik come lo chiami tu non ne parliamo neanche: doveva essere il nuovo Bonora, è finito a RE per vincere il campionato, dal dopo Agrigento non si è più ripreso.
        Su Pedrollo mai detto nulla nel mio messaggio precedente, sono contento che ci siano imprenditori appassionati di basket, meno contento che fra di loro beghino come sempre.
        Purtroppo dobbiamo cominciare ad ammettere che sono stati 7 anni molto difficili e a tratti irritanti.
        La simpatia di Crespi, gli allenatori che si sono alternati in modo frequente, giocatori NCAA e americani visti su Youtube che dovevano spaccare il mondo ma che davanti a un avversario italiano di 19 anni si facevano la popò nel pannolino, supercampioni che avevano disfato Verona negli anni passati che non sono più riusciti a incidere da noi e, ciliegina sulla torta, ex nostri giocatori e allenatori che non solo hanno vinto l’A2 ma perfino lo scudetto (tranne De Nik ovviamente).
        Possiamo essere contenti? Dipende da quello che ci aspettavamo.
        Io penso di non avere offeso nessuno facendo notare che sono passati 7 anni.

        • tom scrive:

          No no infatti nessuna offesa.
          E hai ragione, dipende dalle aspettative. Io mi sento a mio agio in A2, forse per la mia vena minor. Delusioni ce ne sono state, ma rimango comunque soddisfatto di aver potuto godere di qualche bella partita, tutto qui.
          Da un punto di vista strettamente tecnico concordo: annate disastrose, gestione tecnica e manageriale spesso deficitaria; ma pubblico quasi sempre presente nei momenti caldi, sempre educato e con stile. Mi accontento con poco? Figurati, mi diverto a vedere partite di CSI, forse mi basta veramente poco… :)

          • Vittorio scrive:

            Rispondo ad Armix sul movimento perchè sul resto in generale sono sostanzialmente d’accordo. Vogliamo parlare di quando c’erano club sulla Scaligera da tutto il Veneto? Al palazzetto erano occupate perfino le scalinate. La Locura per quanti sforzi faccia da sola non ce la fa e continuo a ripetere che Facebook da solo non attira tutti i target. Lo Streetball Weekend è stato un bel segnale, adesso servono personaggi che lo muovano sto movimento. :D

          • Armix66 scrive:

            Molto vicino a Tom per sensibilita’ .. a bassa voce dico che tutto sommato non mi dispiacerebbe rimanere a vita in A2 dove si gioca il basket più italiano e più tecnico, onestamente una squadra di soli stranieri e gioco “catch & shoot”, come hanno e fanno ormai quasi tutte le squadre di A, non mi entusiasmano. Senza andare troppo indietro nel tempo, a parte Avellino l’anno scorso e Trento (e in parte Capo d’Orlando) quest’anno, non che abbia visto del gran basket in A.
            Do comunque anche ragione a Vittorio, sono passati 7 anni e dopo innumerevoli errori di gestione, sembra ancora che non si sia capito molto di come far funzionare e progredire un movimento e una squadra di basket. Ciononostante innegabile che ne possiamo ancora parlare solo grazie a Pedrollo e Tezenis

      1. Max scrive:

        Le squadre sono state rivoluzionate anche perché i risultati sono sempre stati scadenti. A mio modestissimo avviso, e lo scrissi, si doveva cercare di confermare la squadra del reverendo Ramagli che dominò la RS e che poi si sciolse col sole di Agrigento. Ma ricordo una specie di crociata che sponsorizzava la messa al bando del coach e di gran parte della squadra. Off topic devo dire che, tranne Udom, i nomi che circolano mi lasciano veramente perplesso. Mi sbaglierò anche quest’anno.

        1. bragada scrive:

          Capita di dover ammainare le bandiere, specialmente dopo le sconfitte (e il bilancio complessivo della stagione trascorsa va in questo senso, nonostante il gran finale). Il modo con cui lo si fa è però fondamentale. Qui siamo di fronte ad una decisione forse comprensibile, ma per certi versi inattesa. Diamo ancora fiducia alla società; ora ci aggrappiamo al duo Dal Monte / Della Fiore, va detto però che il mercato delle stagioni precedenti si è – alla prova dei fatti – dimostrato non adeguato, dal momento che ogni anno è stata rivoluzionata totalmente la squadra. Il nostro (di noi tifosi, intendo) faro nella nebbia era, per l’appunto, la rassicurante presenza di Capitan Giorgio. Ora non ci sarà più … avviso ai naviganti: speriamo che il timoniere ci tenga lontano dagli scogli, perché sarà più difficile vederli ed evitarli. Detto questo, un grande in bocca al lupo a Giorgio, grazie di tutto e ti aspettiamo al Palasport. Sulle porte aperte in Società ho qualche dubbio, visto il trattamento riservato ai vari Dalla Vecchia, Sandro Boni, Zamberlan, etc, mai approdati a ruoli dirigenziali, ricoperti invece da personaggi tipo Zanus Fortes (niente da dire, anche se non ho capito bene il contenuto delle attività svolte, di certo non è rappresentativo della storia della Scaligera …).

          1. Armix66 scrive:

            In tutta questa vicenda, quello che ha disturbato più di tutto è la tempistica … conferma di Dalmonte e due giorni dopo rescissione unilaterale con il Bosca … Qualcuno (vedi Roma) ha dovuto prendere un nuovo DS per ufficializzare l’addio a Titti, qualcun altro ha aspettato la conferma del nuovo coach per ufficializzare una decisione che forse era stata già presa ?

            1. twinx scrive:

              Hai detto tutto tu, Mario. Scelta che può anche avere senso a livello tecnico, nonostante solo l’anno scorso si fosse sbandierato l’arrivo di Totè sottolineando che si voleva puntare su giocatori veronesi, mentre invece a solo un anno di distanza ora lo slogan è diventato “puntiamo sui giovani”.
              A livello umano invece la società non fa certo una bella figura, anche considerando che già negli anni scorsi il comportamento della dirigenza non aveva mostrato una grande considerazione nei confronti del Capitano.
              Un abbraccio al Bosca e un immenso grazie, per tutto quanto ha fatto per la Scaligera in questi anni.
              Mi dispiace invece per quelli che hanno scritto certi commenti sui social (“meno male..era ora..etc.”), evidentemente hanno un’idea piuttosto distorta di cosa sia una squadra di basket e, mi permetto, anche della vita e delle persone al di fuori del parquet.

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