14
mar 2018
AUTORE Mariobasket
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Sport

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DIO E CANESTRI

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. (Karol Wojtyla – Papa Giovanni Paolo II)

La mia figlia più giovane, che studia in Germania, mi ha scritto chiedendomi di Henry Williams. Lei è nata nel 2000 e non ha avuto il privilegio di vedere giocare “Hi-Fly”. Henry Williams assieme a Mike Iuzzolino è stato l’artefice del boom della Verona dei canestri ed il simbolo per un’intera generazione di appassionati.
E’ sufficiente guardare i messaggi di cordoglio sui social per capire quanto Williams sia entrato nei cuori di chi lo ha conosciuto, lo ha amato, a maggior ragione chi, come me, ha avuto il dono di frequentarlo e di godere della sua amicizia.
Amato e apprezzato da tutti, anche dagli avversari. Le parole di Jeff Mullins, suo coach ai tempi del college, disegnano alla perfezione l’uomo e il giocatore: “Abbiamo perso una grande persona. Non era solo quel tiro micidiale e il suo modo di giocare. Era un leader, una persona di grande carattere, aveva tutte le qualità che un giovane deve possedere, alle quali aggiungeva un notevole talento come giocatore di basket”.
Un campione, dotato di un’elevazione straordinaria, di un crossover al fulmicotone e di un tiro mortifero, potremmo dire “la mano sinistra di Dio”, mutuando una celebre frase dedicata a Diego Armando Maradona. E se vogliamo citare altri due celebri mancini, ecco Mc Enroe e Paganini. Classe e talento allo stato puro.
Tanti ricordano ancora l’emozione per il suo ritorno a Verona dopo i 4 anni a Treviso e la stagione a Roma, per giocare l’Eurolega, onusto di uno scudetto, una Saporta e due Supercoppe. E non si potrà mai dimenticare il favoloso rush che trascinò la Muller all’esaltante vittoria sul Barcellona.
Quando ha smesso di giocare, dopo 10 stagioni in Italia (chiudendo con la promozione in serie A con Napoli), è tornato a Charlotte per fare il predicatore, l’altra grande passione assieme al basket. Dio e canestri.
La vita non è stata tenera con lui. Qualche anno fa il medico che lo aveva in cura gli disse che aveva “i valori di un uomo morto”. Per Henry rimanevano solo due soluzioni, o il trapianto o la dialisi. I tentativi di trapianto non ebbero buona fine, la notte scorsa è suonata l’ultima sirena per un uomo dal fisico minato, a soli 47 anni.
E dopo il dolore, la commozione, il lutto, resterà solo una cosa da fare: ritirare la maglia numero 14. Ti sia lieve la terra, amico mio, adesso puoi volare ancora più alto. Un abbraccio a Katrina, Kristen, Lauren e Brice.

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14 risposte a “DIO E CANESTRI”

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  1. Carlo scrive:

    la maglia di Williams era da ritirare già da tempo, senza aspettare che morisse

    • Vittorio scrive:

      Il ritiro della maglia sarà comunque un po’ controverso.
      Comunque mi sembra di capire che la società sia orientata a farlo.

    1. Bepi scrive:

      ciao Hi-Fly

      1. Franco P scrive:

        Ho avuto il privilegio di vederlo giocare. Immenso, spettacolare.
        Grazie Henry, buon viaggio.

        1. Icio scrive:

          Henry Williams mi ha fatto amare il Basket. Grazie Hy-Fly.

          1. dodo scrive:

            grazie di essere stato parte della mia vita ,emozioni allo stato puro.grazi

            1. California scrive:

              Ciao Henry super fly, La triste notizia della tua prematura scomparsa lascia un enorme vuoto in chi come me ha amato il basket ma soprattutto ha amato il tuo basket. Ricordo ancora la fila alla FootLooker per acquistare le tue Nike “zebrate”, andare a giocare i tre contro tre con gli amici, indossarle, e avere la sensazione di essere più forte, vederti giocare è stata una delle esperienze più belle e di cui conservo un ricordo indelebile e ogni volta che ripenso a quei momenti mi sembra di sentire le urla della gente al Palasport quando lasciavi partire le tue “bombe”. Sono sicuro che oggi è un giorno più triste per chi come me ha avuto la fortuna di conoscerti. Oggi più che mai libero dalle tue sofferenze non voglio salutarti ma dirti …vola HI FLY…..vola…

              • Vittorio scrive:

                Hai colto nel segno: i giocatori del passato ti facevano venire voglia di emularli. Quelli attuali?
                Io da Williams ho imparato l’hesitation prima dell’entrata, da Iuzzolino il tiro arcobaleno, da Grey la scodellata in sottomano proteggendomi col corpo, da Boni e Dalla Vecchia i tagliafuori e i gomiti al limite del regolamento. Guardo quelli attuali che lasciano autostrade agli avversari (che non sono la Virtus di Danilovic ma un’innocua Imoletta) e mi chiedo cosa possono imparare i giovani… il dare la colpa al custode? Il mandare sul blog di Poli il padre per farsi difendere? Mah.
                Altri tempi, altri protagonisti. Comunque non metto in dubbio che tanti attuali giocatori siano bravi ragazzi.
                Io di questa Scaligera però non riesco a innamorarmi, mi spiace.

              1. Mattia scrive:

                Semplicemente hi-fly

                1. Manuel scrive:

                  Grande mario propio vero grande giocatore e più uomo in campo era come un folletto…..

                  1. D.n.c. scrive:

                    Quanti bellissimi ricordi. Un grande campione forse tra i tre sportivi più importanti di sempre nella storia della nostra città. Mario regalaci un bel video con le sue migliori giocate!

                    1. Giuseppe scrive:

                      Anch’io mi associo al cordoglio, anch’io sono tra i fortunati che l’ha visto e tifato in campo a Verona. Avevo fatto l’abbonamento famiglia per farlo vedere a mia figlia ancora piccola. Grazie ancora fenomeno

                      1. Vittorio scrive:

                        Diciamo anche che dopo “Torniamo tutti a canestro” Marcelletti lo voleva come americano di punta a Caserta. Henry a mezzo servizio nel 2006 valeva più di un americano di A2 e, scusate la frecciatina, si vede, eccome se si vede!

                        1. claudio scrive:

                          immenso uomo grazie henry

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