01
dic 2019
AUTORE Mariobasket
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Sport

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QUESTIONE DI FEELING

“Mi prendo tutte le responsabilità: questo deve fare un allenatore, uno che comanda il gruppo, con grande senso del dovere”. (Luca Dalmonte dopo la sconfitta con l’Urania Milano)

La saggezza di Donna Anna, first lady della Scaligera Basket, ha protetto il presidente Pedrollo da un legittimo sfogo dopo questa figuraccia con Milano, che avrebbe fatto il paio con quello clamoroso seguito alla sconfitta casalinga con Treviglio negli ultimi playoff.
Dopo tanto tempo sulla sirena finale sono partiti i fischi del pubblico, esclusi i tifosi della Locura che hanno sostenuto i giganti gialloblù dal primo all’ultimo secondo. Ed è ripartito immediatamente il ritornello preferito dai più critici, rilanciato puntualmente ad ogni sconfitta della Tezenis: “Dalmonte vattene”.
Il problema è che la Tezenis ha già perso 4 partite. Troppe. Anche se un altro ritornello continua a ripetere che il campionato si vince a maggio e che conta essere al top ad aprile. Ma andando avanti così come e dove arriverà la Scaligera in primavera?
E’ difficile scacciare l’impressione che l’allenatore parli una lingua e i giocatori un’altra. E il linguaggio del corpo è eloquente.
Una partita può essere il paradigma della vita che, si sa, è fatta di episodi. Talvolta ne basta uno per cambiare il corso degli eventi e nella mente di tutti i tifosi credo che rimasta impressa la schiacciata sbagliata da Jermaine Love nel contropiede 1vs0 che avrebbe portato la Tezenis sul -2 nel secondo quarto. In un amen Milano è tornata avanti di 9 con l’ennesima tripla di Benevelli e un canestro di Sabatini. Con Germano che andava in attacco palleggiando a testa bassa. Ha chiuso con virgola una partita disastrosa, sebbene nell’ultimo, disperato tentativo di rimonta forse avrebbe meritato un’altra chance.
Il secondo episodio chiave a 3’ dalla fine, dopo la tripla di Hasbrouck che aveva riacceso le speranze gialloblu sul 72-74. Tripla di Montano, poi la palla persa e il successivo fallo antisportivo di Rosselli.
Se la sconfitta a Forlì era maturata contro una squadra di livello e con legittime ambizioni, questo k.o. con la matricola milanese certifica una crisi di identità, non solo fisica.
Dalmonte aveva detto che gli si era aperto un nuovo mondo e sperava che i giocatori capissero la lezione, evidentemente non è stato così. E’ ovvio che i vari acciacchi abbiano influito e la squadra si sia allenata male, però c’è un limite se poi in difesa non tieni nessuno e subisci da qualunque giocatore.
Urge una scossa e in questi casi chi paga è l’allenatore. Resta da vedere se la società (che tra l’altro era già intervenuta con un extrabugdet per l’addizione di Bobo Prandin) riterrà opportuno attendere che la squadra ritrovi la migliore forma fisica di tutti i giocatori o se deciderà di correre subito ai ripari. E’ una questione di feeling, e di risultati.

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11 risposte a “QUESTIONE DI FEELING”

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  1. Simone scrive:

    Caro Mario, seppur in buona fede credo che le tue siano solo supposizioni e in realtà la società non ha nessuna intenzione di cambiare coach…. E Giuliani? Chissà cosa ne pensa, vedremo…. O no? Mah…

    1. Ciccio Fedele scrive:

      Ma solo a me Dalmonte ricorda Mr Magoo?

      1. Bax78 scrive:

        Il primo anno Dalmonte ci ha salvato dalla situazione in cui eravamo, il secondo aveva una squadra giovane e le ambizioni erano differenti. L’anno scorso ho iniziato ad avere dei dubbi e poi ai play off siamo stati deludenti. Si doveva passare il turno con Treviglio. Quest’anno mi sono convinto; era chiaro già dalla
        Sulercoppa che la guida tecnica era non adatta per gli obiettivi dichiarati. La squadra è incostante e annoia; intorno a me sabato tutti hanno avuto questa sensazione. Ormai penso che la situazione sia al limite. Personalmente avevo dubbi ad abbonarmi quest’anno nel momento in cui ho saputo della sua conferma in panchina.

        1. caio0505 scrive:

          dalmonte Dalmonte Dalmonte dalmonte dalmonte domnte ..il problema è che si parla da troppo tempo solo di Dalmonte, che , da peifessionista ha fatto scudo anche a pecche di altri.
          Sono l'unico a pensare che il problema sia anche tra i giocatori?
          Ad esempio ieri sera..seconda partita assurda di love, che in un'azione se la prende col poveri soldatino severini..hasbrouk ha cominciato a tirar da solo ( molti tiri li ha voluti forzare alla ghe penso mi), risselli predicava in panchina come el messia, micht Poletti crrca di tener insieme tutti da capitano incitando semore i compagni, ed il buon Udom alla fine non ci capisce più niente..udom è lo soecchio della situazione nostra: da quando è in gialloblu solitamente i suoi momenti migliori, sono i momenti migliori della squadra e viceversa.
          Bisognerà cambiare coach per provarle tutte, ma tra infortuni e situazione interna..ci sarà tanto da fare e forse anche qualcun' altro da cambiare.

          Non è che mi interessi molto chi potrebbe arrivare, lo sosterrò ..sparando che abbia un bacchettone magico.

          • Alberto Tortella scrive:

            Anch’io sono convinto che il problema non sia (solo) l’allenatore. Le colpe non sono mai tutte da una parte.
            Ma cambiare allenatore è forse la strada più rapida per dare una scossa, e sicuramente per qualcuno che scende in campo dopo non ci saranno più attenuanti.

          1. giuseppe scrive:

            Premetto che non mi sento in grado di giudicare Delmonte, però sono in grado di sentire/leggere e pensare a quello che dichiara nei postpartita e veramente mi sembrano quasi sempre dei vaneggiamenti poco comprensibili con affermazioni solo autoesplicative (forse). Magari potrebbe essere vero che la squadra, un pò come noi che lo sentiamo/leggiamo, poco lo capisce e altrettanto poco lo apprezza: infatti vedo che sempre più i giocatori escono dai cambi infastiditi verso di lui e osservo che un giocatore come Rosselli quasi mai ascolta quanto viene detto dal suo coach prima della partita e durante i i timeout

            1. Franco Smizzer scrive:

              Frankie
              C'è un'evidente mancanza di fiducia nei nostri giocatori, lo dimostra la percentuale disastrosa al tiro di gente che normalmente ha percentuali accettabili. Da diverse partite tiriamo da 3 col 25-30% e da due al massimo col 40, con Milano alla fine del primo quarto avevamo 0/5 da 2 ed abbiamo sbagliato diversi tiri da 3 completamente liberi. Per non parlare di Love, che è stato sicuramente disastroso ma altrettanto sicuramente demotivato. E poi dobbiamo essere sinceri, il gioco d'attacco non è mai stato fluido, quante volte abbiamo visto il portatore di palla fermarsi e guardarsi attorno? Lo stesso Rosselli, assist man per definizione, più volte non sa che pesci pigliare!! Insomma, è ora di provare a cambiare coach.

              1. Andreea scrive:

                Peccato. Io avrei tanto voluto sentire cosa ne pensa il presidente visto che la sua parola conta più dei famigerati “contestatori” di Dalmonte. In realtà la Tezenis è sempre stata sopra una montagne russe da quando c’è questo “coach”. I risultati sono sempre stati altalenanti ed i giocatori sono sempre stati scontenti ( mi viene in mente Portannese o Amato per non parlare di Rosselli).
                Anche tutte le altre squadre hanno difficoltà con acciacchi vari ma tutte e dico tutte sembrano più squadra di noi.
                Speriamo che king George si decida finalmente di cambiare altrimenti alle partite ci sarà solo lui perché il pubblico sparirà.

                1. Max scrive:

                  Si, è ora di cambiare ingegnere per smontare il suo sistema che non sta dando i frutti sperati. Non sono mai stato un detrattore di Dalmonte, lo scorso anno gli hanno dato Maspero e Dieng (in quintetto tra l’altro) e i miracoli non li poteva fare neanche con l’ombra di Vujacic. In tutta sincerità si vede quest’anno che i giochi sono diversi, ma il vizio di fondo è sempre lo stesso. Ho già scritto che ogni partita vede qualche giocatore sovraperformare e qualche altro sottoperformare. E’ solo nella Scaligera che si vede un intero roster paralizzarsi alla prima difficoltà e reiterare gli stessi errori per tutta la durata della partita. Ora, quand’anche il problema non fosse il coach, si cambi. Verrà rimosso l’alibi sia ai giocatori che dovranno dimostrare di avere voglia e palle, sia ai tifosi che, non tutti per la verità, ormai vengono al palazzetto solo per insultare il conducator.

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