23
gen 2012
AUTORE Mario Zwirner
CATEGORIA

Senza categoria

COMMENTI 45 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.035

IL BICCHIERE DI MARIO MONTI

 Nel giudizio sull’operato del governo Monti è l’eterna storia del bicchiere. Sulle liberalizzazioni, volendo, è fin troppo facile vederlo mezzo vuoto; vien da dire che la montagna ha partorito il topolino.

Emblematico il caso dei notai che contiene l’equivoco di fondo, identico per altro a quello dei farmacisti: il problema non è liberalizzare il numero, cioè nella fattispecie notarile creare altri 500 privilegiati, ma liberalizzare la funzione, cioè sancire che tanti altri soggetti – dagli avvocati, ai commercialisti, ai consulenti del lavoro, ai segretari comunali – possono svolgere le stesse mansioni, facendo così crollare le tariffe. In America, terra della libertà, non ci sono tanti notai: semplicemente non esistono.( E i farmaci li compri in qualunque bottega).

Ma se invece guardiamo ai precedenti governi degli ultimi vent’anni, dobbiamo dire che il bicchiere è mezzo pieno. Perchè Mario Monti in due mesi ha fatto quello che né Prodi né soprattutto Silvio Berlusconi – il liberale, liberalizzatore per definizione – avevano nemmeno iniziato a fare.

Senza dimenticare il messaggio politico, che sottolineava ieri sul Corriere Francesco Giavazzi. Monti ha dimostrato che “non è vero che in Italia non si può fare; non è vero che l’Italia è bloccata dalle corporazioni”. Che le corporazioni si ribellino a tutela dei loro privilegi è comprensibile ed anche legittimo. L’importante è che il governo non ceda loro, dando priorità all’interesse generale.

Nel nostro Paese c’èra un comandamento non scritto, ma ben impresso nella mente di ogni politico: chi tocca le pensioni muore. Mario Monti le ha toccate, anzi ha reso operativa una riforma poderosa, con pesantissimi costi sociali (come tutte le riforme vere), e non è morto pur avendo infranto uno dei due massimi tabù italiani.

Rimane da infrangere l’altro tabù, quello dell’articolo18. Da rimuovere per due motivi fondamentali. Una questione di equità tra generazioni, tra padri iper protetti contrapposti a figli totalmente precarizzati. E poi perchè è la sola via per rilanciare sul serio la produttività, andando a colpire i tanti evasori dal lavoro totali e parziali; cioè ristabilendo il principio che lo stipendio bisogna guadagnarselo ogni mese, pena il “bastone” del licenziamento.

L’obbiettivo vero, serio, è quello di sancire la totale libertà di divorzio anche nei rapporti di lavoro, così come è stata sancita nei rapporti sentimentali (misura che ha comportato la moltiplicazione dei rapporti di coppia, non il loro crollo…); eliminando così pure l’incomprensibile distinzione tra aziende sopra e sotto i 15 dipendenti. Ma, anche in questo caso, consapevoli che non siamo la terra della libertà, possiamo accontentarci di un bicchiere mezzo pieno, ossia di iniziare a rimuovere il tabù.

E Mario Monti può farlo anche perchè – dettaglio non secondario – tutta la grande informazione, stampata e televisiva, è con lui. Come confermato ieri da Lucia Annunziata. Con Berlusconi ospite fu l’incarnazione del giornalista cane da guardia del potere: abbaiò al punto di farlo scappare. Ieri invece sembrava un pechinese che scodinzola e lecca il premier in loden.

1.035 VISUALIZZAZIONI

45 risposte a “IL BICCHIERE DI MARIO MONTI”

Invia commento
  1. Roby scrive:

    Anche il sottoscritto rimpiange la trasmissione ROSSO & NERO del giovedì!!!
    Peccato per questa assurda scelta..ma tant’è!?!?

  2. martello carlo scrive:

    Concordo con bluesblues: era molto meglio prima.

    Mi sembra che su telenuovo ( forse per giustificarne il nome) ci sia troppa frenesia di cambiare tutto e continuamente.
    Anche la HOME PAGE era molto migliore 1 mese fa prima delle 3000 modifiche.

    Eh si, telenuovo sta al passo coi tempi, tant’ è che il giovedi al posto delle sempre gustose opinioni Zwirneriane, se non cambiassi canale, mi dovrei sorbire il faccione indisponente del tanto vituperato (fino all’anno scorso) SANTORO.

    Era l’occasione giusta per mandarlo a pascolare dopo le diatribe di saxa rubra ed invece no: ce lo ritroviamo pure su questo network

  3. martello carlo scrive:

    PROCESSO MILLS

    Il Giudice, anzi la Giudicessa (o Giudichessa ?) non è sola nel solenne e gravoso momento finale del processo: il CSM Le è a fianco: la giustizia giusta avrà il sopravvento su quel mascalzone che ha osato tosare i baffi al comandante in capo della “GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA”.
    La strada maestra è già tracciata e non da ieri : la promozione al massimo grado della carriera ( RETROATTIVA DAL 2008) per il giudice del Lodo Mondadori.
    Chissà di che colore avrà le autoreggenti in quel gravoso momento?

  4. bluesblues scrive:

    Questa nuova impostazione mi confonde un pò, sarà la mia limitata intelligenza ma preferivo quella di prima!!

  5. Roby scrive:

    A proposito Silvestro…se i “tuoi figli”avessero avuto un docente come il sottoscritto a quest’ora sarebbero sicuramente MEGLIO informati e più “svegli” !!!! Nn come quei tontoloni che ghè adeso…o magari emeriti delinquenti,visto le famiglie che nn li seguono…)!!!

  6. Roby scrive:

    @Silvestro e Dott.Zwirner le vs riepliche possono avere anche un senso se …SOLO avessi,(io statale) una retribuzione pari o superiore a quella dei tedeschi,svizzeri,francesi,ecc,ecc! Allora mi starebbe bene anche la possibilità di licenziamente! A queste condizioni,(vergognose)….NO nella maniera più assoluta!!! E qui chiudo!

  7. Federico scrive:

    Sono un giovane notaio di 32 anni, notaio da un anno, dopo aver passato gli anni dopo la laurea a studiare. Non mi sento un privilegiato. Mi sento uno che è riuscito, con grossi sacrifici, a raggiungere il suo obiettivo, cioè quello di vincere il concorso pubblico più selettivo del nostro Paese. Concorso pubblico si, cioè concorso gestito dallo Stato ed aperto a tutti. Lunedì sera, guardando il suo intervento, sono rimasto a dir poco sconcertato. Non potevo credere alle mie orecchie quando ho sentito che – secondo lei – la vera liberalizzazione sarebbe stata quella di demandare le funzioni notarili “non solo agli avvocati e ai commercialisti, ma anche ai segretari comunali e ai patronati sindacali”. E ancora, osannare “l’America, terra della libertà, dove i notai non esistono”. Io credo che prima di pronunciare certe parole in televisione sia necessario avere le idee chiare. Innanzitutto il notaio, prima che libero professionista, è un pubblico ufficiale, cioè rappresenta lo Stato. Il notaio non è uno che mette una firma, come spesso mi sento dire. Il notaio svolge un lavoro molto complesso, perché dietro ogni atto c’è un grossissimo lavoro di studio, di ricerca e di adeguamento, attraverso un (a dir poco) ingarbugliato labirinto di norme e di regolamenti. Il notaio garantisce che gli atti da lui stipulati siano conformi alla legge, e ciò al fine di garantire e tutelare le parti. A noi non è concessa la minima distrazione. La responsabilità è sempre e soltanto nostra. Nei cosiddetti paesi di “common law” (quelli con il sistema giuridico anglosassone), come l’America, non esistono i notai perché non esiste un sistema di Registri Immobiliari che tuteli la circolazione degli immobili. In questi paesi il contenzioso si aggira intorno al 20%. Questo significa che un acquisto su cinque finisce in causa (e i costi sono enormemente superiori). E non dimentichiamo che “la terra delle libertà” con i suoi mutui “subprime” (mutui concessi a soggetti insolventi, senza alcuna garanzia ipotecaria) ha dato il via all’attuale crisi economica mondiale. Io sinceramente preferisco gli ordinamenti come il nostro, quelli di “civil low”, ordinamenti che garantiscano la certezza del diritto. Ed infatti tutti i paesi emergenti, come la Cina, stanno adottando un ordinamento come il nostro. Con questo mio piccolo sfogo non voglio criticarla, ma voglio sottolineare che, per affrontare argomenti così importanti, bisogna aver molto chiaro il funzionamento del nostro ordinamento, le peculiarità di ciascuna professione, la funzione dei notai (ed il grado di preparazione richiesta per esercitarla) e le differenze con gli altri ordinamenti. Anche perché, facendo certe affermazioni in televisione, si rischia di fare disinformazione.

    • Mario Zwirner scrive:

      Lei è certo troppo giovane per ricordare “il grossisimo lavoro di studio” che c’era dietro la stesura di un atto di compravendita di un veicolo usato per il quale, fino a ieri, eravamo obbligati a farci taglieggiare dalla sua corporazione…
      Lei dice (Cicero pro domo sua) che è un affare pagare il notaio all’acquisto della casa perchè diminiusce il rischio di contenziosi futuri. Io amo il rischio e preferirei correrlo in futuro piuttosto della certezza di pagare subito. Minimo vorrei poter scegliere.
      l’osservazione generale vale per ogni corporazione: si deve liberalizzare la funzione. Non ha senso allargare le maglie dell’albo dei giornalisti, va stabilito che ciascuno può farlo senza alcuna iscrizione. Qualunque esperto di diritto deve poter certificare l’acquisto di una casa, perchè solo così le tariffe diverranno ragionevoli. La professionalità vera emerge – ed è giusto farsela pagare cara – nelle prestazioni che sul serio richiedono un “grossissimo lavoro di studio”; non per gli atti di routine che solo uno stato bizzantino (e fascio-comunista) consente di monetizzare a beneficio della nomenclatura di turno.

    • bluesblues scrive:

      E ovvio che lei difenda una categoria super remunerata ma personalmente trovo che la figura del notaio andrebbe ridimensionata nelle competenze e che resta uno dei retaggi medievali del nostro paese. Per semplici atti di burocrazia ordinaria ricevete compensi stratosferici che darei più volentieri allo stato!!.
      Molte pratiche potrebbero essere svolte da un ufficiale certificatore già pagato inoltre dallo stato con conseguente enorme risparmio per le famiglie e piccoli imprenditori.
      Capisco l’applicazione di tassazioni ma è inaccettabile che un privato cittadino riceva compensi così elevati per garantire esclusivamente l’applicazione di norme dello stato.
      Qualsiasi dirigente pubblico dopo adeguata preparazione dovrebbe averne l’autorità. Anche voi siete “casta”.

  8. Gatón scrive:

    Evor, chiedo il tuo aiuto.
    Vedo che rispondi a Riccardo, ma come fai a sapere che di lui si tratta dato che il nick non si vede ?
    Problema lamentato anche da altri utenti, forse c’è qualche parametro da cambiare ?
    Grazie

  9. bluesblues scrive:

    Scusare gli errori di digitazione ma non rileggo mai quello che scrivo.

  10. Gatón scrive:

    Un breve commento a margine de ” l’opinione ” del 25 /1.
    Sono assolutamente d’accordo che per accedere al mondo del lavoro siano necessarie le “conoscenze”.
    E le conseguenti raccomandazioni.

  11. Riccardo scrive:

    Eh no caro Zwirner, Mario Monti avrà anche mostrato come si regge alle pressioni politiche ma non ha compiuto nessun atto di coraggio. E’ stato facilissimo raccogliere denaro allungando la maglia alle pensioni d’anzianità e menando botte sulla casa, non ho visto altrettanta determinazione nel cominciare a stringere la vergogna del rubinetto pubblico nel centrosud. La Sicila costa ancora 17 volte il veneto ed è anche in crescita, forestali, pubblico impiego, compravendita di servizi sociali, pensioni di invalidità, i telegiornali mentono, lo Stato non riesce ad incassare un euro dalle frodi che annuncia di aver smamcherato. Mentre Monti istituisce il Ministero per la coesione irresponsabile. Facile fare il sobrio e il tecnico facendo pagare il conto alle stesse regioni, sempre lo stesso somaro che si sente dare del cornuto.

    • Evor scrive:

      Egregio Riccardo.
      Molto facile anche da parte tua usare il condizionale “bisognerebbe”.
      Prima di dire quello che hai detto, dovresti spiegarci perché i leghisti, al governo, non sono riusciti ad incidere in niente. Sei d’accordo che il giudizio di un osservatore esterno non può altro che essere “I N E T T I” ? La domanda, che qualcuno dice essere solo provocatoria (e che dicendo questo si auto-assolve dal tentare di fornire qualsiasi spiegazione) è : perché la lega non ha fatto una sega per arginare i costi della Sicilia ? E’ ammessa anche la risposta “onestamente, non lo so”. Di sicuro non può essere quella sempliciotta di dire “la dolce vita di Roma li ha imbolsiti”. Tale risposta sarebbe anche tragica e senza speranza perché ricorda troppo “La fattoria degli animali”.di Orwell.
      Da un leghista puro e duro, mi aspetterei che prima di pensare di andare a prendere con i forconi Monti e Passera, pensasse di andare a prendere con i forconi Bossi e Maroni.

      • bluesblues scrive:

        Devo dire che in questo caso sono d’accordo con evor, anzi la parola “INETTI” riferita ai dirigenti della lega e non alla base elettorale suona quasi come un complimento. Quando qualcuno mi mi dettaglierà i vantaggi che il nord a avuto sarò ben contento di leggerli. Il federalismo fiscale e legislativo avremmo potuto ottenerlo in meno di un anno….ma tant’è….

      • Riccardo scrive:

        La Lega non è riuscita ad ottenere nulla per due motivi concomitanti: per sua incapacità politica e per malafede degli alleati. Tuttavia i primi vagiti federalisti avrebbero per legge aver dovuto vedere la luce: costi standard nella sanità e federalismo demaniale, invece nessun dirigente del ministero (quelli non se ne vanno ad ogni cambio di ministro) ha firmato alcun decreto esecutivo. Questo deve dirci qualcosa, al di là del nostro eventuale leghismo, progressismo o destrismo, ormai classificazioni anacronistiche. Lo Stato resiste, lo fa con le sue potenti leve burocratiche e il suo consolidato apparato blindato dalla magistratura che ne rappresenta un pezzo importante. Non credere Evor che io sia un militante ottuso, sono in realtà un disincantato testimone dei fallimenti nordisti ma anche di una loro ineluttabile evoluzione. Mettila come vuoi Evor ma l’acqua procede verso il basso e, piaccia o no, questa nazione così come procede non reggerà.

  12. bluesblues scrive:

    Premetto che dò tutta la mia solidarietà a chi a preso le decisioni in merito , aggiungo che eventualmente codardo sarebbe stato chi avesse agito in maniera diversa. Detto questo in caso di terremoti (tenendo conto di vari parametri come l’intensità, la durata, il tipo, la profondita a cui avviene il fenomeno) tutti gli edifici, sopratutto i più vetusti non ristrutturati e con scarsa manutenzione siano essi costruiti con mattoni od altro materiale soffrono le sollecitazioni dinamiche provocate dal sisma. Nelle zone a rischio ( e noi lo siamo) dopo un evento di tale portata e opportuno (infatti domani le scuole e i pubblici uffici sono chiusi) controllare non solo cedimenti ma anche danni parziali visto che un’ ulteriore piccola scossa potrebbe far innescare crolli improvvisi anche di entità minore ma sempre pericolosi. Se a qualcuno l’evacuazione ha creato particolari disagi sia pratici o economici pazienza se ne farà una ragione. Inoltre polemizzare su questo argomento mi sembra molto infantile. ( detto fra noi e senza offesa naturalmente come è di mia abitudine.

    • Gatón scrive:

      Prendo atto che dovremmo vivere tutti nelle tende come i beduini.
      Troppi “responsabili” sanno assumersi la sola responsabilità di non assumersi alcuna responsabilità.
      Vorrei sapere anche quanti tra coloro che hanno abbandonato il posto di lavoro erano autonomi.

  13. bluesblues scrive:

    In relazione all’evaquazione di oggi causa allarme sismico la mia personale opinione è ” meglio avere rimpianti che rimorsi” chi ha preso la decisione probabilmente avrà avuto le sue buone ragioni. Mica tutti gli italiani sono “Schettino”!!

  14. quisifalitalia scrive:

    Non so quanto consapevolmente abbia operato questa radicale modifica, ma così come risulta ora, da la possibilità di affronatre il tema di discussione senza che l’appartenenza delle diverse opinioni influisca sulle risposte e, soprattutto, evita “apparentamenti” precostituiti. Se posso esprimere un giudizio, direi che il risultato, voluto o meno, è ottimo. Ci si confronterà su quanto scritto senza influenze … su chi l’ha scritto. Tranne Roby ovviamente che continuerà a marcare i suoi scritti con il “desiderio impossibile”.

  15. Gatón scrive:

    Per carità, rimettete tutto come prima !
    Perlomeno mettete una casella con “lascia commento” all’inizio dei vari post, visto che sono in ordine cronologico inverso.
    .
    Stamattina abbiamo assistito all’ennesima rappresentazione della sceneggiata merolana.
    Ma CHI ha dato l’ordine di evacuare scuole, uffici pubblici e negozi ?
    Quanti Capitan Codardo abbiamo in questa povera italietta da teatro d’avanspettacolo ?
    Ma vadano tutti ad evacuare… ovviamente sulle ortiche.

  16. Veneto scrive:

    Io non mi esprimo sull’ art. 18 in quanto sono argomenti che non conosco bene e che quindi preferisco lasciare ad altri che ne hanno fatta una ragione di vita… Io dico solo questo… Uno delle tante (tantissime…) cose che devono cambiare se questo involucro chiamato italia vuole avere una minima speranza di sopravvivenza è la gestione del rapporto di lavoro tra dipendente e imprenditore. Oggi il dipendente è troppo, troppo, troppo tutelato. Io non dico che si debba tornare alla rivoluzione industriale di fine 700, ma così è troppo. Non hanno doveri, non hanno responsabilità, non hanno obblighi. Devono solo essere lì quando suona la campana, fare IL MINIMO che il loro compitino richiede, correre via “fantozzi style” quando risuona la campana e tirare i soldi il 10 del mese. GUAI se gli chiedi di fare qualcosa oltre il minimo loro richiesto. GUAI se i soldi invece del 10 arrivano l’11 (che ci sia la più grave crisi economica dal 1929 a loro non interessa), GUAI se li redarguisci. Sono loro che comandano te, la legge glielo permette. E la legge gli permette anche di stare a casa pagati 10 giorni lavorativi per una “contusione all’alluce sx”, o per un “dolore accentuato e generalizzato regione lombare”. GUAI soprattutto a licenziarli se combinano un casino, ti tornano reintegrati dal giudice e devi pure indennizzarli. Insomma, con questa situazione è normale che si ricerchino forme alternative di assunzione, perchè col mercato odierno questa soluzione anni ’60 è estremamente antiquata. Serve una riforma, serve come l’aria.

  17. quisifalitalia scrive:

    Premetto che l’art.18 è diventato un "totem" quando prima l’allora presidente di Confindustria Damato e poi il ministro Sacconi hanno tentato in tutti i modi di abolirlo, lasciando però tutto il resto inalterato. Oggi il governo Monti, che è in carica dal 16 novembre cioè due mesi mai dimenticarlo, col ministro Fornero sta affrontando la modernizzazione della legislazione del lavoro, in cui c’è anche l’art.18. L’attuale legislazione, la legge 300 del 1970, è superata perchè è cambiato, nel frattempo, drasticamente il mondo del lavoro. Ieri gli occupati erano principalmente nelle industrie medio grandi e a quelle era rivolto lo statuto dei lavoratori, non a caso l’art.18 parla anche di RSU, permessi sindacali ecc.. Oggi la cosiddetta “fabbrica diffusa” ha sostituito i grossi concentramenti industriali, la produzione non è più rivolta al magazzino ma al cliente finale, ergo la flessibilità produttiva è diventata una condizione basilare per la produttività e quindi per la competitività. Va eliminata giustamente la Cigs (cassa integrazione straordinaria) che serviva quasi sempre per accompagnare fino alla fine siti produttivi fuori mercato, sostituendola con una indennità (salario minimo garantito) che possa aiutare chi perde il lavoro o lo sta cercando per la prima volta. Va modificato radicalmente il collocamento che oggi più di qualche statistica non produce e vanno controllati i fondi di formazione che oggi sono appannaggio dei sindacati, dei politici e dei formatori a danno di chi invece, in quanto disoccupato, dovrebbe essere formato professionalmente. Va cambiato drasticamente l’accesso al lavoro, eliminando le circa 47/48 forme contrattuali, tutte atte a tenere i giovani precari e sottopagati. Insomma una rivoluzione che spero spazzi via tutte quelle posizioni di comodo coi loro piccoli protettori: da Landini a Bonanni, dalla Camusso al perenne Angeletti. Il lavoro va pagato, il lavoro temporaneo va pagato di più. Anche il sindacato dovrebbe essere profondamente riformato, ma questa è un’altra storia che però e già all’orrizzonte.

  18. Silvestro scrive:

    Zwirner: almeno per questa volta ci siamo capiti, purché da questa sera non torni a parlare dell’art.18 che blocca la meritocrazia, perché proprio non c’entra.

    Roby, tutto sommato se il tuo rendimento è del 60% mi sta anche bene. Se i miei figli avessero un insegnante con le tue idee, saperti impegnato al 100% mi preoccuperebbe molto di più. Ma chi si impegna al 60% dovrebbe avere anche un stipendio al 60% o no.

  19. Mario Zwirner scrive:

    Roby, se non vogliamo attuare la secessione dal buon senso non possiamo ignorare l’ovvio: chiunque (lei, io, forse perfino Evor o Silvestro) sappia di essere illicenziabile è portato ad impegnarsi e produrre di meno. Il fancazzismo non è un dato cromosomico, ma viene instillato dalle circostanze: ad esempio da una legislazione del lavoro come quella prevista dall’art.18.
    A Silvestro cito Tito Boeri che, essendo economista di Repubblica, dovrebbe andargli bene: "Il problema dell’Italia non è il livello medio di protezione, ma la stridente asimmetria tra chi oggi ha un contratto a tempo indeterminato e chi non ce l’ha. Tutta la flessibilità introdotto in Italia si è concentrata sul cosiddetto lavoro atipico".
    Chiaro che c’è molta flessibilità, molta precarietà. Ma tutta concentrata ad inchiappettare i giovani, perchè solo così possiamo continuare a privilegiare con le iperprotezioni gli anziani. Ai sindacati va bene perchè gli iscritti li hanno tra i lavoratori anziani, non certo tra i giovani. Ma la responsabilità di questa ingiustizia non è dei sindacati (che fanno il proprio mestiere di tutela dei loro iscritti) è dei governi che l’hanno fin qui permessa. Forza Fornero.

  20. bluesblues scrive:

    E aggiungo che anche il rendimento e la produttività devono essere parametri da cosiderare per la modifica dell’articolo 18

  21. bluesblues scrive:

    Per Roby:
    Nessuno vuole cacciare nessuno, però il guadagno deve tener conto anche del rendimento e della produttività. Per quello che riguarda chi deve controllare chi, basterebbe introdurre per i responsabili contratti che si rinnovano annualmente in base ai risultati ottenuti. Vi ricordo che esiste la parola "meritocrazia" da noi purtroppo dimenticata (o forse mai esistita!)

  22. bluesblues scrive:

    Per evor :
    Capisco che la modifica dell’articolo 18 stia per diventare una guerra di religione come di solito succede in italia quando certi dogmi divini vengono messi in discussione, ma per rispondere alla domanda credo ad esempio (non sono esperto di lavoro dipendente essendo sempre stato libero professionista) che concertare nuovi ammortizzatori sociali e rendendo più oneroso per le aziende assumere con contratti a tempo determinato ci si possa avvicinare alla soluzione. E ancora considerare legittimo il licenziamento quando è effettuato per ragioni disciplinari o economiche come ad esempio l’introduzione di nuove tecnologie che portano ad avere personale in esubero. E ovvio e sacrosanto che per contrastare licenziamenti di comodo da parte di datori di lavoro "furbetti" sarebbe utile introdurre risarcimenti per i lavoratori interessati al provvedimento. In Francia e Germania (ma anche in altri paesi europei piu avanzati del nostro) per i primi due anni le aziende si prendono carico per una eventuale ricollocazione e se necessario riqualificazione dei soggetti interessati. Saranno i giuslavoristi a trovare la quadra.
    In ogni caso è lampante che il "muro" che i sindacati stanno costruendo attorno all. 18 è pura campagna elettorale per conservare consensi.

  23. Roby scrive:

    NN ho detto questo. Bensì che ,(poniamo un esempio qualsiasi,nn il mio caso..) cmq entra nello stato ed il suo rendimento NON è più del 100%,come ,magari lo è stato per 20 anni e passa,ma del 60-70 % che facciamo ?? Lo cacciamo perchè il suo livello si è abbassato? Certo il "cazzeggio" è altra cosa,ma chi va a controllarlo? E chi va a controllare il controllore?? Viviamo,(ahimè) in un paesucolodibanania dove,permissivismo,fancazzeggio,corporativismo e concussionismo,mi permetta il neologismo… ecc,ecc, è la "spina dorsale portante"! Come crede di riuscire a ELIMINARE tutto questo se nn avendo un controllo capillare della macchina statalista e nn solo? Io ho solo una soluzione:"piccolo è più controllabile,anzi meglio.. è più difficile scamparla…!". Ergo indipendenza ,ma anche per gli altri sa? Nn neccessariamente e unicamente per il Veneto!!!

  24. Silvestro scrive:

    Sulla riforma del lavoro, come su altri argomenti Monti sicuramente interverrà. Trovo incomprensibile la teoria di Zwirner, più volte citata nelle sue prediche, che individua l’art.18 come il nodo che impedisce crescita ed occupazione. Le aziende, soprattutto le piccole, hanno mille modi per disfarsi di un dipendente, e da sempre li hanno utilizzati e li utilizzano senza troppi scrupoli. La riforma del lavoro del 2003, denominata impropriamente riforma Biagi, doveva rappresentare la riforma epocale che avrebbe liberato immense risorse lavorative: di fatto ha precarizzato lavori e posizioni che con la temporaneità non hanno proprio nulla a che vedere.
    Le statistiche ci dicono che la flessibilità da noi è più o meno in linea con quella europea. Ma in questo ambito ci sono scandalose disuguaglianze che vanno dalla totale assenza di supporto ai giovani, ai sette anni di cassa integrazione per i dipendenti Alitalia i cui stipendi non erano proprio da operaio. Il sindacato, che pure ha le sue colpe, in queste situazioni ha responsabilità marginali.

  25. Mario Zwirner scrive:

    Roby, mi spieghi: se uno "ha faticato anni e vinto un concorco pubblico", a quel punto, una volta assunto, può cazzeggiare per il resto della sua vita lavorativa? Oppure deve continuare a meritarsi mese dopo mese lo stipendio, pena il licenziamento per fancazzismo?

  26. Evor scrive:

    che si possa criticare la Annunziata per l’atteggiamento eccessivamente deferente, ci sta

    che a farlo sia zwirner, è strabiliante :
    provi a vedere le registrazioni di quando lui intervistava zaia
    oppure, ha mai avuto qualcosa da dire di vespa ? siccome non l’ha fatto, adesso la sua critica sa solo di livore

  27. Evor scrive:

    gentile bluesblues, non ho capito la proposta al di là delle belle parole. In concreto ?

  28. simone operaio scrive:

    UNA COSA E’ CERTA QUESTO PROF. MONTI HA FATTO COME DICE ZWIRNER, QUELLO CHE IN MOLTI ANNI I VARI CANTASTORIE NON HANNO MAI FATTO. BISOGNERA’ VEDERE SE SIAMO SU UN BINARIO POSITIVO …MA ALMENO QUALCOSA SI E’ MOSSO, INFATTI SONO TUTTI INCAZZATI SPECIALMENTE LE MERDE CHE ERANO ABITUATE A SFOGGIARE BELLE MACCHINE ACQUISTATE CON I SOLDI DA MANCATA DICHIARAZIONE, ALLA FACCIA DEI DEFICENTI DEGLI OPERAI E GLI ONESTI CHE INVECE PAGAVANO TUTTO…LA VERGOGNA COMUNQUE E’ CHE BISOGNA ARRIVARE A QUESTO PUNTO SE NO CONTINUIAMO A ESSERE UN PAESE DI METTINCULO E PARASSITI….MAH VEDREMO..

  29. bluesblues scrive:

    Gentili blogger, non ho detto che l’articolo 18 va abrogato in toto ma che l’occupazione ne trarrebbe giovamento se l’alternativa tenesse conto delle esigenze dei lavoratori e degli imprenditori. Quelli con i quali ho rapporti ventennali o quasi sono nella maggioranza gente seria che vorrebbero che il dipendente fosse più un collaboratore che un semplice prestatore d’opera. Nessuno vuole licenziare nessuno ma non si può pretendere che sia più facile divorziare dalla moglie che da un dipendente. Mi sembra che le sentenze dei tribunali lo dimostrino.
    Roby stai tranquillo e sereno che uno statale non lo caccia nessuno nemmeno se ammazza il Papa!!

  30. Roby scrive:

    Vi scandalizzerò…ma il sottoscritto stavolta NON è in accordo con il buon Zwirner!
    Primo ,perchè uno che ha "faticato per anni e concorsi REGOLARI ) per ottenere un posto da statale..NON vedo il motivo di CACCIARLO via se per entrare si è fatto in un .."mazzo tanto"!!! Secondo ,credo che la questione dell’articolo 18 sia UNA BUFALA MONDIALE e che altre sianomle priorità su ciu battere ed incidere pesantemente!!!
    Per me ,l’art.18 NON SI TOCCA!!! (E nn sono di sinistra,lo sapete tutti..)anzi!!!
    Indipendenza e secexion par el ns Veneto!

  31. Evor scrive:

    argomento interessante
    bluesblues ci spieghi un pò meglio ? io, ad esempio, vorrei tenere capire meglio perchè vedo costantemente un approccio ideologico da una parte (i sindacati) e dall’altra (zwirner)
    non credo, infatti, che articolo 18 significhi, come dice zwirner, "posto di lavoro garantito a vita sia che si lavori sia che non si lavori" o come dice la camusso "conquista di civiltà"
    insomma, mi piacerebbe sapere di cosa si parla – grazie

  32. Silvestro scrive:

    Bluesblues: non so quali siano i tuoi interlocutori abituali, ma li potresti informare che a tutt’oggi ci sono contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, con orario ridotto, modulato, flessibile, ripartito. Ci sono inoltre contratti a progetto e a chiamata. Attualmente il costo aziendale è lo stesso di quello di una assunzione a tempo indeterminato.
    Questa voglia di assumere per poi licenziare me la devi spiegare.

  33. bluesblues scrive:

    Nell’esercizio della mia professione vengo a contatto giornalmente con decine di imprenditori medio-piccoli (al di sotto dei 15 dipendenti) che sarebbero disposti ad assumere immediatamente nuovo personale se non ci fosse l’art.18. Addirittura troverebbero una nuova collocazione anche gli over50 che magari hanno perso il posto perchè le grandi aziende soffrendo di più la crisi economica si sono ridimensionate eliminando personale. E chiaro che l’abolizione del suddetto articolo dello statuto dei lavoratori dovrebbe essere studiato nei particolari ma sono convinto che l’occupazione ne trarrebbe un gran giovamento sopratutto per i giovani. Non dimentichiamo che l’ossatura economica del paese viene sostenuta per il 75% dalle microimprese per le quali un dipendente in più e un investimento per una crescita futura. Quelli che conosco io e sono tanti non esiterebbero ad aumentare il proprio organico nemmeno un giorno. Forse però così facendo i sindacati perderebbero il loro ruolo da "Kapò"

Lascia un Commento