25
lug 2012
AUTORE Mario Zwirner
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RICCO DI AMICI, SCARSO DI GUAI

“Chi è ricco di amici è scarso di guai”. Uno mio carissimo, di amico, racconta sempre che suo padre gli ripeteva questa frase fin da quand’era piccolo; quasi fosse la stella polare, il comandamento guida per la vita. E non c’è dubbio che questa affermazione rappresenti una grande saggezza popolare che tiene conto della realtà del nostro Paese.
Un Paese dove le relazioni, le amicizie sono fondamentali. Al punto che la persona ricca di denaro ma povero di amici se la cava peggio di quella che ha un reddito medio ma uno stuolo di amici ai quali rivolgersi nelle varie necessità.
Valga per tutti l’esempio del tanto decantato sistema sanitario veneto. Un autentico inferno, se non conosci nessuno degli addetti. Diventa invece un purgatorio accettabile se conosci la caposala, che allora in corsia ti trattano da individuo e non da numero; se conosci un medico che ti consente di aggirare il martirio delle liste d’attesa. E l’amicizia è il passepartout in tutti gli altri ambiti della realtà italiana. A cominciare dalle assunzioni che, dietro la facciata dei concorsi, passano attraverso le conoscenze.
Ma l’altra, tragica, faccia della stessa medaglia è l’assenza totale dello Stato. Il cittadino non è più garantito dalle norme, dal diritto, dallo Stato di diritto; come avviene nelle democrazie autentiche dove il più burbero degli uomini è equiparato al più cordiale ed espansivo. Da noi senza amicizie sei finito.
Un Paese fondato sui legami personali non può che dar vita ad un ”associazionismo” esasperato. Da quello più ligh e innocente fino a quello più hard e inquietante. Per capirci: dai cacciatori agli amici della bicicletta agli ordini professionali, via via passando per il Lios e i Rotary, le logge massoniche e l’Opus Dei, fino alle cosche e alle mafie varie. Ovviamente con responsabilità del tutto diverse, ma la logica di fondo è sempre quella: non è lo Stato che provvede a me, sono gli amici, sono le conoscenze; quindi più ne annovero più risolvo i problemi e scanso i guai. Ben sapendo che vale il do ut des…
Ma il guaio vero è che anche il politico si muove in questa dimensione, deve rispondere a questa “cultura” amicale. Anche il politico deve essere un amico al quale ci rivolgiamo per ottenere favori, elargizioni, assunzioni. E, se non si comporta da amico, non lo votiamo più. Esercitiamo il ricatto del consenso. Vale, appunto, il do ut des.
Il risultato è che il politico non deve governare il paese o le città o le regioni, ma deve anzitutto elargire.
La conseguenza è quella che descrive oggi Galli Della Loggia sul Corriere: “A Sud delle Alpi e dei Pirenei, per ottenere successo, la democrazia è stata spinta a diventare, fin dall’inizio e sempre di più, una democrazia dei benefici, delle elargizioni, delle sovvenzioni, degli stipendi: a diventare una democrazia della spesa e quindi, alla lunga, del debito pubblico”.
Quindi se da un lato la frase del padre del mio amico – “chi è ricco di amici è scarso di guai” – è certo una regola guida che per tanti anni ha consentito all’individuo di cavarsela nelle necessità quotidiane, dall’altro lato ha affossato sempre più lo Stato. E, nella dimensione storico-culturale, è forse la causa prima che sta portando alla rovina la sgangherata democrazia italiana.

 

 

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14 risposte a “RICCO DI AMICI, SCARSO DI GUAI”

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  1. panterarosa scrive:

    Ma Swirner elo morto?

  2. martello carlo scrive:

    Se esiste qualcuno che mi fà inkazzare più dei siculiani, sono i polentoni PADANI.
    Tra chi fotte e chi si fa fottere, disprezzo meno i primi
    Di fronte alla commedia di un Lombardo che finge di dimettersi per portare a casa gli stipendi di milioni di siculi fancazzisti, tanto poi, senza commissariamento, il post elezioni sarà peggio del” pre “, cosa fanno i GOVERNATORI leghisti del piffero Cota e Zaia cui sono stati sottratti i fondi comunali per pagare gli stipendi ai gattopardiani politicanti trinacriaciuti?
    “ANDREMO A ROMA ED ALZEREMO IL DITINO PER POTER PRENDERE LA PAROLA, E, SE CE LA DARANNO , DIREMO CHE NON E’ GIUSTO CHE LE REGIONI “VIRTUOSE” VENGANO PUNITE AL POSTO DI QUELLE CATTIVELLE E SE A ROMA NON LA SMETTERANNO, LO RACCONTEREMO A MAMMA E PAPA’.”

    Per giunta questi debosciati che si vantano di avercelo duro, vogliono il governatorato della Lombardia!
    Str@@zi e poi che fate? Fate i compitini dei compitini dei compitini della Merkel per far quadrare i conti che poi vi affossano quei mafiosi del’ triangolo delle Bermude del bilancio pubblico di COSA NOSTRA?

    La magistratura è MERIDIONALE ( CHISSA’ PERCHE’ ) e FORMIGONI E’ INQUISITO CHISSA’ PERCHE’, DATO CHE I CONTI DELLA SANITA’ LOMBARDA SONO I PIU’ IN ORDINE DEL PAESUCOLO DI BANANIA, MENTRE DEL BUCO NERO DELLA SANITA’ SICULIANA, NESSUNO SE NE FOTTE: SONO TUTTI ANCORA IMPEGNATI A CERCARE DI INCASTRARE BERLUSCONI.

    BAH

    NB: io sono LEGHISTA e per questo mi disprezzo, ma mi sto sempre più avvicinando alla BAVIERA ( Soprattutto al momento dellì OKTOBERFEST ). Chissà che un giorno non si verifichi questa unione in onore dell’ OTTIMA BIRRA PEDAVENA.

    DECISAMENTE QUI CI VOGLIONO LE ” STURMTRUPPEN “, ALTRO CHE I POLENTONI ZAIA E COTA.

    W la MERKEL.

  3. Silvestro scrive:

    L’opinione del 26/7/12 – GESU A PALAZZO CHIGI

    Devo dire che mai fino ad ora ho visto Zwirner in versione Tafazzi come in questa circostanza.

    Nella trasmissione ci vengono proposte le considerazioni di Udo Gumpel corrispondente in Italia della tedesca NTV come autentica e chiara disanima della situazione Italia tutta da condividere.

    Innanzitutto Gumpel ci parla di Berlusconi, come persona con una faccia “non credibile”, “ridicola” e con una “zavorra di spread in più”.
    Novita? Direi di no. La Repubblica, L’espresso ma non solo, giornalacci si intende, lo dicono da tempo, ma i paladini dell’autcommiserazione e del vittimismo hanno sempre catalogato il tutto come offensivo, astioso e immotivato. Ora che lo dice Gumpel, l’affermazione sembrerebbe vera, ma è un riconoscimento sicuramente tardivo e palesemente opportunista.

    In secondo luogo parlando della’industria italiana è significativo il cenno alla FIAT che “esporta fabbriche invece di mantenere il suo principale mercato che è l’Italia.”
    Il riferimento non è casuale perché proprio ieri Marchionne si lamentava delle politiche di forti sconti che la Volkswagen pratica in Europa.
    Le scelte sono state molto semplici. Gli utili consistenti realizzati in Cina, la casa tedesca li ha utilizzati per espandersi nel mercato europeo. Ha notevolmente ridotto i margini sulle vendite ed ha mantenuto a pieno regime la produzione di casa.
    Una strategia che da i suoi frutti, ma sostanzialmente opposta a quella di Marchionne che viceversa ha deciso di investire gli utili FIAT nell’acquisto di una ulteriore quota della Chrysler, mentre a Mirafiori si lavora un giorno alla settimana.
    Non posso dimenticare che, in occasione del rinnovo forzato del contratto metalmeccanici FIAT, Zwirner titolava trionfalmente il suo blog con “UN MARCHIONNE PER SALVARE L’ITALIA”.

    Parlare genericamente di “analisi globali e confuse” mi sembra improprio e cercare ancora una volta il salvatore ed il miracolo è infantile. Sarebbe sufficiente essere seri e credibili.

  4. panterarosa scrive:

    Ne convengo. Mi stupisce solo il fatto che di queste cose, quando governava il suo idolo, il puttaniere, lei non ne avesse mai parlato. E si che queste cose succedono da decenni, anzi direi che l’avvento del PdL ne ha aumentato il fenomeno.( considerato che son quasi tutti ex DC ) Ma lo sa o fa finta di non saperlo che negli ospedali, nelle Università o nei Comuni si sono fatti concorsi ad hoc, mirati ad personam per mogli, figli o amici di primari e professori o dirigenti? E succedono le stesse cose anche nel privato. Vuole forse dirmi che a Telenuovo non è mai stato assunto nessuno tramite gli amici? E continuo a scriverlo anch’io, come fatto sul blog appena chiuso; bisogna avere amici importanti, ma tant’è, meglio tardi che mai. Ala fine i maura anca i sucoi.

  5. bluesblues scrive:

    Mai opinione fu più azzeccata e condivisibile di questa! lo scambio di favori è in sintesi il fulcro della nostra società ipocrita ed opportunista, ma tant’è…italiani siamo italiani resteremo.

  6. Gatón scrive:

    Esattamente il contrario di “molti nemici molto onore “.
    Quanto alla demonizzazione dell’avversario politico denunciata da gatto Silvestro,
    mi vien da osservare da quale pulpito venga la predica.

  7. Silvestro scrive:

    E’ vero, le lobby ci sono dappertutto e molto forti, ma da noi la cosa è diversa, molto diversa.

    Premesso che in Italia la raccomandazione, l’aiutino, l’amico che ti favorisce è un fatto endemico e storico, che spesso rappresenta l’anticamera di atteggiamenti mafiosi, la situazione è cambiata radicalmente con l’avvento di Berlusconi.
    Si disse che lui aveva introdotto un approccio moderno alla politica, un modo di affrontarlo analogo a chi propone al pubblico un nuovo prodotto. Si valuta prima a chi rivolgersi, quali sono le esigenze dei potenziali clienti, si fanno dei sondaggi. Insomma un approccio di puro marketing, scientifico, all’americana che prevede anche il coinvolgimento della sua persona, della famiglia, e dei successi economici raggiunti.

    Un modello americano è vero, ma con una grande differenza: in USA chi mette in gioco la sua persona e la sua famiglia, prima ancora di candidarsi viene radiografato in tutti i periodi della sua vita, pubblica e privata, ed è chiamato a renderne conto pubblicamente. Da noi tutto questo è stato trascurato ed il cavaliere è diventato il modello di successo cui tutti erano autorizzati ad aspirare, non importa con quali mezzi.
    Ma come in tutte le offerte di mercato, per avere successo, bisogna anche demolire la concorrenza, e creare tra la gente il “bisogno” di consumare il prodotto.
    Ecco quindi che si demonizza l’avversario politico e, con molte forzature, si costruisce la paura verso immigrazione, islamici, barconi, rom, per giustificare norme ed iniziative molto care ad una parte degli alleati, che poi, a ben guardare, non sono servite proprio a niente.

    Per ora mi fermo ma ci sarebbe molto altro da dire.

  8. Evor scrive:

    un concentrato di cazzate così grandi non le avevo ancora sentite
    zwirner sembra ignorare che le lobbies esistono ovunque, anche (e di più) nelle aziende maniacalmente meritocratiche e non solo nelle democrazie anglosassoni

    • Mario Zwirner scrive:

      Qundo arriva la stroncatura di Evor mi sento sollevato: forse ho detto cose sensate. Quando non lo sento invece mi arrovello nel dubbio di aver scritto autentiche cazzate. Grazie Evor

      • spike scrive:

        Galli Della Loggia non si è ancora estinto? Pensavo che dopo aver accostato i giovani del popolo viola alla sinistra trotzkista (???) avesse avuto la decenza di non scrivere più…

        • TIZI scrive:

          La “stroncatura” di Evor deriva dal suo livello di imbecillaggine. Per cui, interpretandola dal lato giusto, diventa un FLORILEGIO al Direttore.
          E io concordo

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