20
apr 2018
AUTORE Mario Zwirner
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IL REDDITO DI CITTADINANZA C’E’ GIA’

I tanti che oggi si scandalizzano per il reddito di cittadinanza promesso e proposto dai 5 Stelle dovrebbero prendere atto che i grillini semplicemente si muovono sulla scia, in continuità con le misure di un welfare, certamente irresponsabile e deleterio per la crescita economica, ma che il nostro Paese sta adottando da almeno 50 anni
In occasione dell’incarico alla Casellati, che teoricamente poteva portare ad un presidente del consiglio veneto, siamo andati a vedere l’unico precedente: il vicentino Mariano Rumor per 5 volte premier dal 1968 al 1974. Passato alla storia, Rumor, per aver introdotto le baby pensioni. E cosa sono mai queste pensioni baby se non un reddito di cittadinanza ante litteram? Oggi sono ancora 500 mila coloro che percepiscono un assegno da prima del 1980. Costo: 9 miliardi di euro all’anno.
La cassa integrazione straordinaria in vigore per decenni cos’è stata e che effetti ha prodotto? Il rifiuto di tornare a lavorare e non usufruirne più era la norma. Secondo il Rapporto Eurispes 2016 l’83,3% dei cassintegrati integrava il reddito con lavoretti in nero: è o no anche questo un reddito di cittadinanza ante litteram?
Ultimo dei tanti esempi possibili (tralasciando i posti pubblici a vita senza alcun controllo né di presenza né di produttività) le pensioni di invalidità. Possibile che dal 2004 al 2016 il numero dei beneficiari sia passato da due a tre milioni? Con un costo lievitato da 8,5 a 15,4 miliardi di euro. Quanti sono i falsi invalidi che fruiscono del reddito di cittadinanza?
Vero ciò che tanto tempo fa diceva Leo Longanesi: “Una Repubblica fondata sul lavoro non sogna che il riposo”.
Ma vero anche che certi comportamenti dei cittadini derivano più spesso da perversi incentivi istituzionali – un welfare irresponsabile che affossa la cultura del lavoro – che da cattiveria o pigrizia.
D’altra parte parafrasando Milton Friedman: se pagate la gente per non lavorare e la tassate quando lavora, non stupitevi di creare disoccupazione.
Risultato finale: siamo il Paese Ocse con la crescita più bassa; tra il 1996 e il 2017 è stata solo del 6%. Perfino la Grecia tanto bistrattata ha fatto meglio col 16%.
(Ho citato ampi stralci dell’articolo di Carlo Stagnaro sul Foglio di giovedì 19 aprile)

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76 risposte a “IL REDDITO DI CITTADINANZA C’E’ GIA’”

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  1. SIlvestro scrive:

    Martello:
    Il tuo è solo un tentativo penoso di dare dignità a banali richieste economiche urlate durante tutta la campagna elettorale e ribadite anche ieri da Salvini.

    PENOSO perché parli a vanvera. Questo apparato industriale italiano sgangherato, in un sistema globale a tuo dire asfissiante, solo nel 2017 ha realizzato export per 450miliardi ed import per 400miliardi con un interscambio complessivo che raggiunge il 40% dell’intero debito italiano. La mia domanda quindi è più che pertinente.

    PENOSO nelle prospettive perché non mi risulta che il nazionalismo, dazi e balzelli doganali abbiano mai favorito lo sviluppo e la crescita economica di un Paese, men che meno in Italia. Ma queste iniziative sono ancora più imbarazzanti se (Trump) le adotta come contrapposizione / intimidazione ai partner commerciali, o peggio ancora, a sua discrezione le applica ad alcuni Paesi e non ad altri, diventando cosi un’arma esclusivamente politica.

    Ma l’Italia non è ne gli USA ne la RUSSIA.

    • martello carlo scrive:

      Vedi SILVESTRO, la tua conclusione esplicita bene il tuo modo di pensare che poi non è altro che quello del PD, cioè IL DISINTERESSE TOTALE PER L’ ITALIA E GLI ITALIANI.

      CERTO, NOI NON SIAMO NE’ GLI USA NE’ LA RUSSIA, MA TI DIMENTICHI CHE SIAMO IN EUROPA… O NO?

      Questa forse è la ragione principale per cui gli italiani vi hanno punito: tra una bega e l’altra, un congresso e l’altro, una scissione e l’altra, site riusciti ( che grande vittoria ) a far eleggere la MOGHERINI a MACCHIETTA di alto commissario UE agli esteri.
      Per il resto solo sberle in faccia, dai migranti, a Shengen, ai dazi ( appunto ) al salvataggio delle banche altrui, fino all’ attacco violento ai nostri secolari interessi nel mediterraneo, per finire ( per modo di dire ) alla farsa delle sanzioni alla Russia che altro non sono che dei DAZI… e che dazi: a voi interessava solo di andare al governo sbattendo fuori dalle palle il KAIMANO ed i tacchi di fronte ai DIKTAT e LE TRESCHE UE in cui non contiamo una emerita minxxia

      VERGOGNATEVI. PER FORTUNA CHE GLI ITALIANI ( purtroppo non abbastanza ) L’HANNO CAPITO.

    1. SIlvestro scrive:

      Dunque Martello:
      Diciamo innanzitutto che qualsiasi teoria economica, qualsiasi ideologia politica ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni di vita delle proprie comunità.
      Più queste teorie/ideologie sono radicali più richiedono tempo, più ampie sono le categorie sociali coinvolte e le incertezze sui risultati. E questo sopratutto se prende piede l’interesse sempre più spinto di ciascun Paese a danno di qualcun altro. Almeno su questo suppongo sarai d’accordo.

      Noi siamo uno Stato industriale che non fa ricerca, con poca innovazione, privo di materie prime e con un debito enorme che proprio quelli come te vorrebbero ampliare ulteriormente. Siamo un Paese di trasformazione che importa materie prime e semilavorati ed esporta prodotti finiti. In pratica dipendiamo quasi completamente dal buon andamento dei mercati internazionali e dalla redditività sia dell’import che dell’export.

      Dopo questa lunga premessa che non è una teoria ma la realtà di oggi, vorrei mi spiegassi perché gli industriali veneti/italiani che troveranno oggettive difficoltà ad esportare negli USA dovrebbero essere contenti, sposare ed appoggiare queste teorie, sopportare difficoltà, riduzioni di lavoro e di personale. E questo per quanto tempo: un anno, tre anni, cinque anni? Per ottenere risultati che oggi nessuno, proprio nessuno è in grado solo di ipotizzare, mentre tutti si stanno già attrezzando con misure di ritorsione.

      • martello carlo scrive:

        No, non sono d’ accordo. Se per comunità intendi la propria nazione, basta una parola per sconfessarti: internazionalismo socialista.
        Oggi, con nome diverso si ripresenta sotto forma di ELITE APOLIDE GLOBALISTA, la cui aspirazione è diventare come XI JIMPING, cioè onnipotenti dittatori di miliardi di formichine allineate e coperte.
        Il parallelismo con la rivoluzione d’ ottobre non è casuale: è stata la più grande espressione del capitalismo più becero: ESPROPRIAZIONE DELLA PROPRIETA’ PRIVATA AD USO E CONSUMO DI UNA RISTRETTA NOMENKLATURA, il tutto mascherato da UGUALITARISMO.
        Detto questo, il tuo ragionamento è molto ELEMENTARE: meglio un uovo oggi che una gallina domani; meglio un prodotto cinese oggi che uno italiano domani; questione di costi.
        Mi sembra sia ora di renderci conto che ormai MILIONI DI ITALIANI non si possono più permettere nemmeno il prodotto cinese, visto che sono DISOCCUPATI….. e andrà sempre peggio se continuiamo con le politiche tipo JOBS ACT per chi è sul mercato e una MASSA DI PARASSITI INTOCCABILI BUROCRATI DI TUTTI I TIPI CHE LO OSTACOLANO.
        Sai cosa bisogna fare per cambiare le cose? Applicare la BOLKESTEIN agli statali, ai BOIARDI, ivi compresa la MAGISTRATURA…… e magari anche a te.

        PS: paese trasformatore, agricoltore: non ci resta altro dati gli effetti dell’ influenza gramsciana dell’ istruzione politicizzata culminata nella BUONA SCUOLA ( ma che cacchio è? ).
        W TRUMP, W PUTIN.
        .

        • SIlvestro scrive:

          A fronte di paranoie cosi evidenti, legate a schemi e slogan di altri tempi il confronto è difficile.

          Nella campagna elettorale non ho mai sentito parlare, di “internazionalismo socialista”, di “elite apolide globalista” di “grande espressione del capitalismo più becero” ne tantomeno di “ESPROPRIAZIONE DELLA PROPRIETA’ PRIVATA AD USO E CONSUMO DI UNA RISTRETTA NOMENKLATURA”. Sono i deliri delle tue visioni.

          Il mio ragionamento è molto elementare perché è quello che i vincitori elettorali hanno predicato ossessivamente nelle piazze, nelle TV e nei social: flat tax, no-Fonero, rimpatrio in massa degli immigrati, reddito di cittadinanza, più debito, ribaltamento dei tavoli internazionali. Tutti obiettivi molto più concreti e pratici non perché lo dico io, ma perché sono gli argomenti con cui i vincitori hanno ottenuto il voto.
          Per questo faccio il tifo per Salvini Premier: i suoi fans hanno diritto di vedere realizzate le promesse elettorali.

          Riamane sempre da spiegare perché il nostro apparato industriale che vive e cresce prevalentemente su import ed export dovrebbe appoggiare una politica nazionale e internazionale che ostacola gli attuali equilibri.

          • martello carlo scrive:

            “Riamane sempre da spiegare perché IL NOSTRO APPARATO INDUSTRIALE CHE VIVE E CRESCE prevalentemente su import ed export dovrebbe appoggiare una politica nazionale e internazionale che ostacola gli attuali EQUILIBRI.”

            Mi sembra di parlare con MARCO:
            - di quale apparato industriale parli? Quello che è andato in ROMANIA, che va in SLOVACCHIA, in POLONIA oppure dell’ ILVA, oppure ancora delle multinazionali che hanno intascato i finanziamenti e si sono volatilizzate?
            - Quali equilibri vedi in un paese che sta precipitando sotto i pomodori tunisini e marocchini, mentre la GERMANIA SI FA I MEMBRI E I GASDOTTI SUOI IN PIENO EMBARGO OBAMIANO?

            Sei ancora qui a recriminare e piangere sulla sconfitta del PD senza fare un minimo di autocritica, parlando di vincitori in sistema diventato PROPORZIONALE, e dal quale vi tirate fuori per godere della fine che avete così caparbiamente preparato schiacciati dalla vostra SUBALTERNITA’ all’ UE e all’ AFRICA ( soprattutto delle ex(?) colonie FRANCESI ).

            Cosa può fare SALVINI se non tenervi al largo come degli incoscienti irrecuperabili quali siete?
            Parlare in campagna elettorale di immigrazione incontrollata ( 5 MLD nel DEF ), di riforma delle regole europee, di arresto dell’ emorragia di lavoro e PIL tramite la riduzione della tassazione, rilancio della spesa pubblica produttiva, stop alla riduzione dei dazi sulle nostre importazioni per difendere le esportazioni degli altri, semplificazione burocratica e riforma della giustizia, secondo te, non fa parte del discorso più ampio della REGOLAZIONE DELLA GLOBALIZZAZIONE?

            La tua ristrettezza mentale è SPAVENTOSA, sono stufo di doverti spiegare anche i ragionamenti più elementari.
            RIMANI PURE NELLA TUA STRABICA MIOPIA, CON MARCO FORMI UNA BELLA COPPIA.

      1. Marco.com scrive:

        È una delle diagnosi più facili come dice la mia amica: paranoia.
        Non lo può capire perché è paranoico.
        Come quelli che credono alle scie chimiche.
        Purtroppo è anche antidemocratico : il presidente è buono se fa quello che vorrebbe lui altrimenti è politicizzati
        L’elettore vota bene se vota come lui altrimenti vota male.
        Lasciar perdere? No.

        1. SIlvestro scrive:

          Gli interventi si prestano ad alcune precisazioni importanti:

          Martello: Mi fanno piacere le tue sottolineature. Nessuna ingenuità sul Presidente della Repubblica:
          >> E’ capo delle forze armate, ma questo non vuol dire che sia stato Lui a pretendere la guerra libica. Era favorevole ma nella Repubblica Parlamentare l’intervento fu approvato dalla maggioranza PDL e Lega (24-03-2011)
          >> Presiede il Csm e nomina 1/3 della Corte Costituzionale ma (se è questo che sottintendi) non significa che le condanne di Berlusconi siano opera sua.

          Sugli accordi internazionali è importante anche quello che segnala Diogene e relative risposte:
          “Il TYCOON, sta rimettendo a posto il mondo”, quindi Martello è favorevole ai dazi.
          “TRUMP vi sta spiaccicando..” oppure “CI sta spiaccicando…”.
          Non capisco: I dazi che gli USA fanno scattare nei confronti dell’Europa favoriscono le esportazioni del Veneto oppure le penalizzano; le imprese che esportano negli USA saranno entusiaste per queste novità?
          Martello: Questa tua condizione mentale di contrapposizione permanente ti pone in uno stato di paranoia francamente imbarazzate.

          Ci sono poi le contromisure a livello europeo: Merkel-Macron-May stanno valutando il da farsi. L’Italia brilla per la sua assenza ma qualunque decisione suppongo andrà bene perché Salvini, ma anche Martello, sono favorevoli all’introduzione dei dazi.

          D’altra parte noi siamo troppo impegnati con le nostre questioni interne: siamo troppo presi a guardarci l’ombelico, al massimo le punte dei piedi.

          • martello carlo scrive:

            SILVESTRO, non smetti di sorprendermi, ma in modo NEGATIVO. La tua visione del mondo è proprio da BOTTEGHE OSCURE.
            Conosci benissimo i tentativi di NAPOLITANO di sostituire S.B. con FINI, sai benissimo che nel consiglio di emergenza sulla LIBIA, il 17/03/2011, fu lui, come rivela il Sen. CROSETTO sbattuto fuori dalla riunione perché contrario, a decidere l’intervento nonostante la contrarietà del PDC. Certo, ci fu il voto del parlamento, ma sotto evidente ricatto.

            http://www.stopeuro.news/napolitano-il-golpe-2011-e-la-guerra-in-libia-crosetto-lo-sputtana-ero-contrario-mi-fece-sbattere-fuori/

            Sulle condanne a SB, nessun giudice fu in grado di condannarlo: lo fecero con un giudice FERIALE.
            Sui rapporti di questi e di suo figlio con l’ ex premier è nato persino un processo. Tu sei libero di voler credere ciò che vuoi, io non potendo provare nulla, sono libero di credere ciò che voglio, e sono ancora incazzato.

            Quanto ai dazi, la battaglia è complessa e riguarda la ridefinizione delle regole mondiali sul commercio e la GLOBALIZZAZIONE, quindi aspetti molto più importanti di qualche miliardo di interscambi che potremmo perdere ( provvisoriamente peraltro ).
            La GERMANIA ha un surplus commerciale da far schifo e la CINA si sta impadronendo del mondo: a parte l’ AFRICA ( land grabbing ), sta comprando i debiti sovrani di tutta Europa, dopo avere in tasca quello degli USA e recentemente tramite la Cosco di HONG KONG, dopo aver acquisito il PIREO, ha messo le mani su alcune fra le più importanti infrastrutture portuali spagnole come i porti di Valencia, Bilbao, e degli interporti di Madrid e Saragozza.( via della seta )
            Bastano questi fatti, oltre a tutto il resto per capire che il tumultuoso boom cinese, oltre che di manovre speculative sui cambi ( bitcoin compreso ), è frutto di una concorrenza sleale non più tollerabile: chiudere un po’ i rubinetti non bloccherà certamente l’ invasione di prodotti cinesi, ma li renderà un po’ meno scandalosamente redditizi, consentendo al resto del mondo, noi compresi, di respirare.
            SE CONTINUIAMO COSI’ FRA POCO ANCHE TU TI RITROVERAI CON GLI OCCHI A MANDORLA ( ma forse è meglio che averli COMPLETAMENTE CHIUSI ).
            W TRUMP.

            • giorgio scrive:

              I cinesi, da quando la MONETA non è più vincolata all’oro, hanno iniziato a stamparne a bizzeffe ( di notte, di nascosto dal Fondo Monetario Internazionale) ed è per questo che stanno comprando di tutto e di più.
              Il FMI, non avendo prove in merito (se esce una parola a proposito di come e quanto JUAN si stampi in Cina si E’ CERTI DI MORIRE), ma avendo molti dubbi a proposito, ha chiesto molte volte alla Cina di SVALUTARE la Sua Moneta riportandola ad essere più EQUILIBRATA con le altre, ma….i cinesi, SON CINESI …e non accettano INTERFERENZE di nessun tipo.
              Ora, sembra, che in combutta con tutta la CRICCA del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) vogliano CREARE una nuova MONETA che sostituisca il Dollaro (ed il Petroldollaro come unica moneta di scambio INTERNAZIONALE ) mandando il BIGLIETTO VERDE definitivamente in PENSIONE ( alla faccia dei ROTHSCIELD & C. ).
              Il FUTURO ( se non scoppia la 3° Guerra Mondiale)…..E’ CINESE!

              • martello carlo scrive:

                GIORGIO, sarà la moneta che sarà, ma tutto dipenderà dalla POTENZA ECONOMICA dei vari paesi, BRICS, USA o UE che siano e dal regime in cui è consentito loro di operare.
                TRUMP, sarà pieno di grana, ma è un palazzinaro e ha creato la sua fortuna costruendo BENI, OBAMA e i CLINTON sono l’ espressione della finanza speculativa che ha creato il nulla di un circolante 10/20 volte il PIL MONDIALE.
                TRUMP, da buon costruttore, cerca di ricostruire dalle macerie NOBELOBAMIANE, la forza degli USA e quindi del $.
                Bene o male? Visti i metodi adottati, tipo i DAZI, e la limitazione delle infiltrazioni migratorie, credo un bene, in quanto unico modo per opporsi alla distruzione dei diritti umani in espansione in tutto il mondo.
                Obiettivo in primo luogo contro la dittatura di XI JIMPING volutamente incontrollata soprattutto dalle nostre TRIMURTI e che si basa sulle MIGLIAIA DI IMPICCAGIONI di tipo STALINIANO e sugli STAKANOVISTI INFANTILI.
                Sono gli stessi hanno fomentato le PRIMAVERE ARABE l’ invasione FAKE dell’ IRAQ e i tagliatori di gole dell’ ISIS.
                W TRUMP LIBERO di rilanciare la vera democrazia occidentale con PUTIN

          1. Marco.com scrive:

            Ma cosa vuoi pretendere da martello
            Al mattino guarda a Putin alla sera guarda a Trump
            È come di maio, lega o pd pari sono pur di soddisfare il proprio ego
            Gli piacciono i muscoli è chiaro

            1. diogene scrive:

              la notizia principale, quella che potrebbe seriamente modificare l’economia, è la comune presa di posizione di Merkel-Macron-May contro i dazi di Trump.

              Evidentemente ci manda un leader con il cognome che comincia con la lettera M.
              Cioè, ce l’avremmo, Mario Monti.

              • martello carlo scrive:

                TRUMP vi sta spiaccicando tutti, monotoni esecutori del maintream, ammalati cronici di CONFORMISMO essendo per nascita (scalognata) privi del LIBERO ARBITRIO E LIBERO PENSIERO.
                Il TYCOON, sta rimettendo a posto il mondo, ricostruendo un’ AMERICA forte della propria democrazia atavica mandata alle ortiche dai globalisti a caccia di premi NOBEL a scapito del culo altrui.

                MERKEL, che difende gli interessi TEDESCHI, MACRON, che difende gli interessi FRANCESI, meritano una bella lezione.
                E’ un sogno, ma mi piacerebbe un accordo tra SALVINI e TRUMP, non solo sui dazi, ma anche per fare da ponte con PUTIN.

              1. SIlvestro scrive:

                Martello:
                Scommetto che non ti rendi neanche conto di quello che dici!!!
                Se il Presidente della Repubblica da l’incarico esplorativo alla Casellati è “saggio e autorevole” se poi invece esplora altre soluzioni diventa un traditore e un infame.

                Se oggi la maestra ti da la caramella o ti compra il gelato, è brava e comprensiva, ma se domani ti invita a fare i compiti e smettere di giocare è cattiva e autoritaria.
                E’ UNA STORIA DI CUI NON SE NE PUO’ PIU. Ha ragione Maxhellas; quando la smetterete di fare i bambini capricciosi, di lagnarvi, fare le vittime,  “uscire da una eterna infanzia in cui diamo sempre la colpa agli altri delle magagne che ci procuriamo da soli..”

                Siamo in una Repubblica PAR-LA-MEN-TA-RE. Ovvero tutti le decisioni più importanti passano attraverso un voto delle Camere.
                I poteri discrezionali del Presidente della Repubblica sono stabiliti dalla Costituzione (art.87, 88 e 92) e proprio perché le sue decisioni sono sempre soggette ad approvazione, difficilmente favorisce uno schieramento o l’altro senza un consenso parlamentare.

                • martello carlo scrive:

                  POVERA VITTIMA.
                  Non lo nego: le caramelle ce le hanno date, ma AVVELENATE.
                  Mi risulta che con NAPOLITANO hanno chiesto perfino l’ EMPEACHMENT, poi si sa come vanno a finire le cose quando prendono quella strada: il presidente lo è anche del CSM, nomina UN TERZO (1/3) dei componenti della corte costituzionale….. eppoi presiede il Consiglio supremo di difesa e detiene il comando delle forze armate (compresi i carabinieri).
                  Dai, non fare l’ ingenuo, neanche fossi MARCO; ormai sono di dominio pubblico le manovre dell’EMERITO per far fuori S.B. anche con la seconda guerra libica, nonostante tentiate di farla passare come guerra personale del KAIMANO ( e qui do ragione a chi dice che doveva DIMETTERSI, evidenziando ciò che era: UN COLPO DI STATO ED UN ATTO CONTRARIO ALLA COSTITUZIONE, ma questo lo sta pagando ampiamente ).
                  Comunque, come ho già detto, faccia quello che vuole, ma si deve rendere conto che i tempi sono cambiati,
                  che lui è diventato garante di accordi UE che stanno affossando l’ italia e che i GRILLINI hanno iniziato una parabola discendente irreversibile, come tutto ciò che è basato sul nulla, come le strade di ROMA e SOPRATTUTTO DAL MOMENTO CHE SI SONO MESSI SULL’ ATTENTI DI FRONTE ALLA TRIMURTI

                  DIVERTITI, IO SPERIAMOCHE ME LA CAVO.

                  • martello carlo scrive:

                    PS: I cervelloni ed i lacché del mainstream, che hanno preso posizione sfacciatamente per i grillini dopo il 4 marzo, non si rendono ancora conto che saranno una delle cause della loro SCOMPARSA.
                    PREDICATE, PREDICATE PURE, ormai siete considerati come i gesuiti dell’ INQUISIZIONE riciclati alla musulmana.

                • Marco.com scrive:

                  Mi scusi silvestro : ma quale risposta vuole avere da chi crede in soros?
                  SCie chimiche per di maio, soros per martello.
                  Sono uguali.

                  • martello carlo scrive:

                    Perché mi rispondi sempre per interposta persona?
                    Non sei abbastanza maturo per affrontare un discorso serio in autonomia?
                    Eppure vedo che mi segui…… e qualcosa dovresti pur aver imparato!

                1. Marco.com scrive:

                  Bianco

                  1. SIlvestro scrive:

                    La fase di Salvini istituzionale, con camicia e cravatta, il Salvini che dice “confidiamo nella esperienza e nella saggezza di Mattarella” si sta già esaurendo e torna l’atteggiamento a lui più comodo e confacente cioè quello dell’opposizione.
                    Solo qualche ora fa leggo “Un patto tra Pd e grillini? Pronti a scendere in piazza” contro la eventuale decisione del Presidente della Repubblica. Per Mattarella, quindi, si sta già profilando un giudizio pari all’odiato Napolitano o peggio ancora a quello di Scalfaro.
                    In altre parole ogni volta il Presidente della Repubblica di turno prende decisioni sgradite al centro-destra, diventa un infame.

                    Come continuo a sottolineare, nonostante i simboli elettorali che espongono i nomi di Salvini, Berlusconi Presidente, siamo sempre in una Repubblica Parlamentare.
                    Non conta se Salvini ha preso più voti nella coalizione, o se Di Maio ha preso 11 milioni di voti. Non c’è per questo un diritto vincolante di diventare Capo del Governo.

                    GUIDA IL GOVERNO CHI HA UNA MAGGIORANZA NELLE DUE CAMERE.
                    Questo è l’ABC della democrazia parlamentare: non ci sono tradimenti, non ci sono usurpazioni di potere, ne tantomeno colpi di Stato. C’è solo tanta ignoranza.
                    Lo dovranno spiegare prima o poi ai loro elettori.

                    • martello carlo scrive:

                      Dimmi, SILVESTRO, dimmi quando mai un presidente della repubblica ha fatto scelte favorevoli al CDX.
                      Questa è una delle ragioni per cui ne abbiamo pieni i co@@@ni.
                      Dimmi se è una FAKE NEW la collaborazione tra DELLA CANANEA e i figli di MATTARELLA e NAPOLITANO, dopo di che potremo continuare a discutere.

                    1. martello carlo scrive:

                      Da elettore del CDX mi convinco sempre più che il governo con CASALEGGIO NON S’ HA DA FARE ( anche perché NON HA FUTURO ).
                      Da martello carlo 28 aprile 2018 alle 11:29

                      CASALEGGIO/M5S INTENDEVO

                      1. Marco.com scrive:

                        Diamo il reddito di nullità a martello.
                        Indovina indovinello
                        È un pezzo di legno con la testa dura di ferro
                        Sa solo picchiare agitato da altri

                        Solo polemiche e recriminazioni
                        Diamogli il reddito di nullità

                        1. SIlvestro scrive:

                          Invece di stare sempre con la testa girata all’indietro si potrebbe cominciare a guardare avanti.

                          Perdurando l’attuale stallo politico (e per una volta non per colpa della sinistra), comincia a serpeggiare l’idea di tornare alle urne, prima però modificando la legge elettorale per scongiurare una risultato analogo a quello attuale.
                          Ne parla apertamente Salvini, più sommessamente Berlusconi e Renzi.
                          In pratica i partiti che hanno costituito la maggioranza per approvare questa legge elettorale ora sarebbero tutti favorevoli ad una revisione, mentre M5S che la vedeva come un vero e proprio attentato alla propria sopravvivenza oggi è il suo più strenuo difensore.
                          Questo da solo spiega bene la confusione mentale della nostra classe politica anche sorvolando sul fatto che si tratterebbe della quinta legge elettorale in 25 anni.

                          Ma modificare come:
                          >> abbassando la soglia del premio di maggioranza ma con quale percentuale.
                          >> assegnando il premio di maggioranza alla lista o alla coalizione.
                          >> Introducendo un sistema semipresidenziale (modifica costituzionale di Berlusconi già bocciata dagli italiani)
                          >> Prevedendo un ballottaggio (già bocciato dalla Corte costituzionale in un sistema bicamerale perfetto)
                          >> Prevedendo la fiducia al Governo di una sola Camera (modifica costituzionale Renzi già bocciata dagli Italiani)

                          Per qualunque di queste modifiche c’è comunque bisogno di una maggioranza parlamentare.

                          1. Marco.com scrive:

                            È incredibile. Martello sempre più uguale uguale a di maio.
                            Il nulla assoluto.

                            Proposte? Zero
                            Azioni ? Zero

                            Tifoso senza costrutto.
                            Uno dei tanti di maio d’italia
                            Un pappagallo che recita le storielle che gli propinano.

                            Come dice feltri: non serve un governo per fare le leggi in parlamento
                            Quanto avete studiato per abolire la fornero? Non avete eletto fico e Casellati in una notte ?

                            Martello: uno schifo continuo. Sa solo polemizzare

                            1. silvestro scrive:

                              Il momento di pausa politica consente qualche riflessione di più ampio respiro.

                              MAXHELLAS scrive a ragione “mi pare che dobbiamo come paese, a prescindere da chi governa, tentare di uscire da una specie di “eterna infanzia” in cui diamo sempre la colpa agli altri…”
                              MARTELLO scrive a ragione “Uscire dall’infanzia, come dici tu, significa smetterla di andare a scuola a farci bacchettare dagli altri rinunciando ai nostri interessi …”

                              Trovo coerente definire la situazione “bullismo politico” ovvero, nella sua definizione ricorrente, un comportamento intenzionale, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel tempo e attuato nei confronti comunità considerate bersagli facili, incapaci di difendersi.
                              Detto questo però bisognerebbe anche riconoscere come comunità, la nostra incapacità concreta di difenderci, le nostre debolezze nei fatti (debito, trasgressione delle regole approvate, lamentazione continua per le colpe altrui etc.)

                              Ma noi nelle nostre comunità come ci comportiamo! Quali sono gli atteggiamenti dei nostri parlamentari. Possiamo definirli un confronto equilibrato tra idee diverse, possiamo parlare di una discussione dove si pesano le parole prima di farne un oggetto contundente?
                              Certo adesso conviene stemperare gli atteggiamenti (Salvini assume una posizione zen, M5S decide che sono passati i tempi dei vaffa) ma dopo anni di insulti e contumelie solo perché fa comodo a qualcuno l’odio non può trasformarsi in collaborazione, l’insulto in attestato di stima, la guerra in idillio. La becera cialtronaggine locutoria, che è anche cialtronaggine civile, è uno dei pochissimi punti comuni ad alcuni partiti che alimentano anche i commenti più intelligenti su questo blog.

                              Concludo segnalando che vista la situazione, non abbiamo alcun titolo per scandalizzarci del bullismo scolastico / giovanile. Siamo seri una volta tanto! Con che faccia tosta ci precipitiamo a punire i nostri ragazzi se i primi bulli verbali incapaci di misurare le parole siamo noi, ed i nostri rappresentanti politici.

                              • martello carlo scrive:

                                Ben scritto SIVESTRO, nella forma e nella sostanza: siamo dei BECERI CIALTRONI.
                                SOROS, come hai detto, non fa altro che fare il proprio lavoro, non ha colpe…. come la FRANCIA e la GERMANIA.
                                Nulla è cambiato dall’ Italia dei comuni: siamo dei cialtroni, per giunta guelfi e ghibellini, cialtroni di tutti i colori che accettano distorsioni gravissime della democrazia com’ è avvenuto negli ultimi 30 anni, con interferenze, peraltro dichiarate della magistratura politicizzata.
                                Ci siamo compiaciuti persino quando l’ Europa che conta ha riso in faccia all’ Italia ( non a S.B. ), ben sapendo quali erano le manovre da 8 settembre che si stavano muovendo al nostro interno, anche ai massimi livelli.
                                Non è il debito pubblico la nostra debolezza, ma la mancanza di unità ed il collaborazionismo di chi subordina gli interessi del paese a quelli della propria poltrona, che è diventata, dal 2011, molto ballerina e indipendente dalla volontà popolare.
                                La violenza? Hai un bel coraggio a parlare di violenza tu che hai fatto una campagna elettorale GIOCANDO all’ antifascismo che ha distrutto perfino l’ unità e la gioia nel festeggiare la LIBERAZIONE, fomentando e perpetuando fino ad oggi l’ odio virale, tutto komunista, delle epurazioni post belliche.
                                Puoi dire tutto ciò che vuoi, ma nulla mi potrà far dimenticare i soprusi perpetrati spudoratamente ed IMPUNEMENTE, ripeto IMPUNEMENTE, in italia a cominciare dagli anni ’90 e culminati nel 2011, specie se nulla è cambiato, anzi mi ritrovo ancora tra i cabasisi i frutti deteriorati dell’ indottrinamento di massa come quel coatto del DIBBA.
                                Complimenti, avete fatto un bel lavoro, peccato che vi si sta rivoltando contro.

                                • SIlvestro scrive:

                                  Come ho già detto, ripeto e ribadisco che non aspetto altro; non vedo l’ora che le promesse elettorali dei vincitori diventino realtà.
                                  E questo dovrebbe essere il tuo stato d’animo, non il mio.

                                  • martello carlo scrive:

                                    Come ho già detto io, nulla è cambiato dal 2011: anche col 60% il CDX non avrebbe avuto vita facile: il patronato UE, ONG, magistratura, sindacati, centralisti, boiardi, industrialotti miracolati dalle privatizzazioni….. e poi, LE TRATTATIVE STATO MAFIA…….
                                    SALVINI a testa in giù, impiccato, assieme a quel DIAVOLO di S.B., il male assoluto, come potrebbero competere con i maestri congiurati della difesa della concordia, con i centri sociali, con le pulsioni LGBT, col buonismo partigiano e con la democrazia che ben si espliciterebbe con l’ ASSE DI FERRO M5S/PD?
                                    Le promesse elettorali? Stai tranquillo, sei ancora in gioco, il tavolo è già pronto con la CARBONARA preparata dal trio DELLA CANANEA/eredi di MATTARELLA e NAPOLITANO.
                                    E’ una cosa talmente ributtante che arrivo a dirti che solo i controfiocchi di RENZI può impedire.

                              1. Marco.com scrive:

                                Ma, soprattutto, dare il lavoro ai tanti che lo stanno perdendo dimostrando che Calenda è solo un pdidiota

                                Dai caro , dagli la sveglia agli onorevoli del cdx
                                Ma che sveglia vuoi che dia il martello , il di maio del cdx in campagna elettorale permanente

                                1. Marco.com scrive:

                                  Martello è il di maio del cdx (coalizione dei xenofobi)
                                  Da lui solo polemiche Bla Bla blaterali

                                  Illustri le leggi già pronte da anni (7 anni sono lunghi) per abolire la fornero (non la riforma delle pensioni, dovete abolire la fornero voi del cdx) introdurre la flat tax , salire sulle ruspe e spianare rom e migranti.

                                  Ma soprattutto

                                  1. martello carlo scrive:

                                    COSA VOGLIAMO FARNE?
                                    Non è bastato destituirlo, condannarlo, togliergli le onorificenze, mandarlo a pulire i cessi, LO DOBBIAMO AMMAZZARE, magari a PIAZZALE LORETO?
                                    Questi ragazzotti telecomandati, eletti dal REDDITO DI CITTADINANZA e ben rappresentati da quel COATTO alla VERDONE di DIBBA’, cresciuto a pane e odio del CAIMANO alla scuola di quel registucolo da ARCI GAY che risponde al nome di NANE MORETTI, ora vogliono eliminare MEDIASET.
                                    Qualcuno dirà: perfetto! Peccato che chi ha la pazienza di andare a leggersi il programma di quella setta denominata M5S, si renderà conto che questi rappresentanti del paese più disastrato al mondo, ne vogliono cambiare la faccia, neanche fossero LENIN o TROTSKY ( a proposito non è la fotocopia di TONINELLI? ): basta con ENI, TELECOM, ENEL, MONDADORI, REPUBBLICA, ( LA7 ? ), AUTOSTRADE, tutta roba da trattare come l’ IRI e poi via libera la democrazia digitale ROUSSELLIANA di CASALEGGIO & ASSOCIATI, FATTO QUOTIDIANO e MONOPOLIO PENTASTELLATO RAI.
                                    In sostanza a guardar bene QUESTI INVASATI PROVINCIALOTTI, ammantati di giovanilismo e progressismo, prendendo per la gola i disastrati dai governi del presidente emerito, ci vogliono riportare al ’17 e a FILIBERTO GUALA.
                                    IN POCHE PAROLE, QUESTI VOGLIONO BRUCIARE I LIBRI E DISTRUGGERE LE IDEE.
                                    A questo punto, sia pure controvoglia, devo dare un consiglio al PD: DOPO BERLUSCONI, il prossimo dovrebbe essere DE BENEDETTI.

                                    Da elettore del CDX mi convinco sempre più che il governo con CASALEGGIO NON S’ HA DA FARE ( anche perché NON HA FUTURO ).

                                    1. Marco scrive:

                                      Pagella capacità comunicativa

                                      Salvini: 8. Soffre un po’ la lontananza dai media, ma vince anche stando fermo
                                      Di maio: 4. Di male in peggio, cioè sull’inevitabile piano inclinato verso la sclo schianto
                                      Berlusconi : 3. Mamma mia.
                                      Martina: 5. Semplicemente inefficace

                                      Il 4 maggio verrà pubblicato l’avanzamento lavori a 2 mesi dalle elezioni

                                      1. Gatón scrive:

                                        Che bello aprire il pc il 25 Aprile e leggere post che inneggiano alla serietà dei tedeschi… :-D

                                        • Maxhellas scrive:

                                          Furono molto seri anche negli anni tra il 1933 e il 1945. In tutto ciò che fecero.
                                          Metodo e procedure studiati nei minimi particolari.
                                          Spaventosamente efficaci.

                                          • Gatón scrive:

                                            Appunto…Il problema è che ce ne ricordiamo solo il 25 Aprile.
                                            Un po’ come il settimanale Oggi che, com’ ebbe a dire Montanelli, celebrava la repubblica nell’edizione a cavallo del 2 Giugno salvo essere monarchico in tutte le altre.
                                            Comunque i tedeschi si ricordano molto bene come siamo noi.

                                            • Maxhellas scrive:

                                              Diciamo che abbiamo una forte “memoria reciproca” ed un rapporto di amore e odio piuttosto curioso.

                                              Se ti capita, c’è uno spettacolo di Paolini sull’eliminazione degli handicappati (fenomeno meno noto del periodo col baffo) che rende davvero l’idea dell’efficienza burocratica tedesca anche in quel periodo.

                                        1. Silvestro scrive:

                                          Maxhellas

                                          Riesci ad essere più logorroico di Martello, e non è facile.
                                          Si tratta comunque di considerazioni apprezzabili e realistiche, che erano già emerse, anche se non in modo cosi analitico.

                                          Dal tuo stesso scritto si evidenzia, peraltro, che questa iniziativa è stata realizzata con il contributo di strutture amministrative pubbliche addestrate, efficienti e con controlli rigorosi. Non ha però risolto i problemi occupazionali nelle aree più povere come la zona Est della Germania.

                                          Mi preme invece segnalare che si è realizzata in un contesto industriale solido e sempre in crescita; che la riforma Hartz è nata nel 2002, prima ancora dell’avvento della Merkel; che ha subito modifiche ed assestamenti continui e che solo oggi dopo 15 anni si possono fare delle valutazioni consolidate.

                                          Non mi risulta che in Italia ci siano mai stati progetti perseguiti con tenacia per 15 anni. L’unica voce che è sempre stata inseguita con continuità e con qualsiasi governo è l’aumento del debito.

                                          Vista questa tua apprezzabile propensione ad esaminare i fatti, per evitare “ovvietà-quasi scemenze” potresti fornirci anche qualche considerazione ugualmente pregevole sulla flat tax.

                                          • martello carlo scrive:

                                            Non è logorrea, è semplicemente un copia incolla

                                            https://eastwest.eu/it/opinioni/european-crossroads/reddito-minimo-garantito-germania-italia-potenzialita-e-rischi

                                            che MAXHELLAS ha voluto gentilmente risparmiarci di andare a cercare.

                                            • Maxhellas scrive:

                                              esatto.

                                              Mi sembrava di averlo chiarito che allegavo “quanto segue”, no?

                                              • martello carlo scrive:

                                                Hai perfettamente ragione, ma avrei gradito da te che sei molto ferrato in materia, un sunto e POI un riferimento per eventuali approfondimenti.
                                                Si tratta, prima di tutto, di fiducia nei tuoi confronti, un po’ di egoismo e la certezza che ora avrei più chiara la situazione.

                                                • Maxhellas scrive:

                                                  Ho visto che il sistema tedesco era descritto molto bene ed ho preferito allegare.
                                                  Tutto qui.

                                                  Sulla flat tax c’è molto meno in rete e quindi ciò che si legge è “mio”, per così dire.

                                          • Maxhellas scrive:

                                            In tema di “reddito di cittadinanza” mi premeva sottolineare che di per sé non “provoca” disoccupazione, come sostenuto apoditticamente da Zwirner. Altrimenti la Germania, dopo più di 15 anni di reddito di cittadinanza avrebbe una disoccupazione pari e sopra la nostra….

                                            Che poi le cose si debbano fare per bene, è ovvio. Certo per farle per bene bisogna farle….e seguirle, aggiustarle, gestirle. esattamente come avviene in tutti i paesi dell’UE, salvo il nostro e la Grecia (!!!).

                                            In merito alla flat tax, la descrizione è presto fatta: si tratta di un sistema fiscale che prevede un’unica aliquota per le imposte sui redditi da lavoro, contrariamente a quello in vigore ora nella massima parte dei paesi occidentali, che prevede aliquote progressive crescenti per crescenti scaglioni di reddito.

                                            L’applicazione immediata di un tale sistema, sempre che non si tenga un’aliquota unica ma elevata (ma a questo punto non c’è motivo di adottarlo), porta ad una riduzione del carico fiscale sui redditi e ad un aumento quindi del reddito disponibile. La conseguenza immediata è l’incremento del deficit di bilancio pubblico. Tuttavia, nel medio periodo (2/3 anni) si dovrebbe assistere ad un incremento di consumi e investimenti portato dall’aumento del reddito disponibile che, andando ad incrementare le entrate fiscali per imposte indirette (IVA, accise etc) dovrebbe almeno in parte compensare il minor gettito da IRPEF.
                                            Ci sono vari studi teorici e simulazioni in merito e quasi tutte, per un’aliquota compresa tra il 20% e il 25%, portano comunque ad un incremento del deficit pubblico. Rimane comunque aperta la strada di aumentare il gettito delle imposte indirette o di quelle sul patrimonio al fine di neutralizzare del tutto la situazione.

                                            Oltre al tema dei conti pubblici, la flat tax pone anche un problema di equità fiscale, nel senso che un’aliquota per esempio tra il 20% e il 23% avrebbe un impatto nullo sui redditi più bassi (fino a 15000 euro si paga il 23%, il 27% tra 15000 e 28000) e molto maggiore su quelli più elevati (dove si paga il 38% per esempio per i redditi tra 28.000 e 55.000 Euro (il 41% tra 55000 e 75000 e il 43% sopra i 75000).
                                            Va da sé che si dovrebbero studiare detrazioni importanti per le fasce più basse, sempre che non si voglia dichiarare apertamente (!!) che si vuole dare di più a chi già ha e niente o quasi a chi ha già poco…
                                            Anche in questo caso, come si vede, il tema non si può smarcare con due parole e mezzo luogo comune. Si tratta di una riforma fattibile, dipende sempre da come la si predispone e da come poi la si gestisce e segue in fieri per rilevare e risolvere eventuali storture. E’ senza dubbio (mia opinione) un tema interessante e da approfondire da parte di tutti, in modo da votare e formare un opinione pubblica politicamente responsabile perché consapevole.

                                            • martello carlo scrive:

                                              Caro MAXHELLAS, i tuoi ideali sono senz’altro apprezzabili, ma per attuare seriamente un qualcosa di simile alle HARTZ in ITALIA, al posto di un nuovo governo, servirebbe il commissariamento con tanto di TROIKE/TRIMURTI varie e un paese meno disastrato.
                                              Su una cosa hai ragione: il “reddito di cittadinanza” di per sé non “provoca” disoccupazione, anzi sono convinto che l’ aumenterebbe, nel senso che per controllare i beneficiari, nei JOBCENTER, servirebbe il doppio di personale.

                                              Quanto alla FLAT TAX, mi sembra che tu abbia fatto delle considerazioni abbastanza condivisibili, ma mi pare che tu non abbia considerato che essa si applicherebbe anche alle imprese.
                                              Questo secondo aspetto è fondamentale in un’ economia che, specie in italia, si pretende GLOBALIZZATA AL MASSIMO GRADO con un livello di tassazione completamente AUTARCHICO nei riguardi persino degli altri paesi UE.
                                              Ma perché la tassa piatta? Non basterebbe abbassare le aliquote? E’ una domanda che mi pongo anch’ io, ma almeno a livello imprese ne semplificherebbe la gestione e scoraggerebbe QUANTO MENO l’ evasione dovuta agli scatti delle aliquote.
                                              Certo, un’ azione di questo tipo richiede una manovra DECISA a tutto campo, ma soprattutto per un paese come il nostro stressato da gestioni pluriennali disastrose del 3%, non si può cominciare dalla coda con l’ HARTZ.
                                              Mi sembra che il programma del CDX, anche se migliorabile sia più completo sotto questo punto di vista.

                                              PS: Ho sentito affermare che le fasce di reddito più basse, con la FT, non ne trarrebbero alcun beneficio. Qui sotto riporto i risparmi con la proposta di FI ( aliquota 20% ), rispetto all’ attuale IRPEF:
                                              Reddito fino a 13000€: esente – risparmio 2990€
                                              ” ” ” 15000€: ” 3050€
                                              ” ” ” 25000€ ” 3750€

                                              • Maxhellas scrive:

                                                Confermo: la proposta specifica, esentando la prima fascia, è vantaggiosa anche per i ceti più deboli. come dicevo nell’excursus teorico, renderla vantaggiosa per le fasce di reddito più basse dipende dalle esenzioni/detrazioni che si vanno a modulare.

                                                In quanto alle imposte sul reddito d’impresa, siamo già in regime di flat tax in pratica, visto che l’aliquota IRES è unica (24%).

                                                Confermo anche la necessità di potenziare i centri per l’impiego, in caso di introduzione di qualcosa di simile all’Hartz.

                                                Più in generale, mi pare che dobbiamo come paese, a prescindere da chi governa, tentare di uscire da una specie di “eterna infanzia” in cui diamo sempre la colpa agli altri delle magagne che ci procuriamo da soli (“non sono stato io!”) e diventare adulti e responsabili. Se ce la fanno quasi tutti in Europa a gestire le cose meglio di noi, non è colpa “loro”, ma nostra. Non sono gli altri ad essere troppo seri, ma noi ad assomigliare a dei cialtroni.

                                                • martello carlo scrive:

                                                  Sì, l’ IRES è stata portata dal 27,5 al 24% dal 2017 ed è stata introdotta l’ IRI ( da non confondere con quella svenduta dopo tangentopoli ) che riguarda i piccoli imprenditori, equiparata all’ IRES ( 24% ) per tutti i redditi reinvestiti nell’ azienda, mentre il resto ha le aliquote progressive come l’ IRPEF. Poi c’è l’ IRAP e l’ IVA, per ora al 22% che dovrebbe salire al 24.
                                                  Roba non affatto trascurabile rispetto al 20% e soprattutto talmente incasinata da diventare materia da super commercialisti e commissioni tributarie che vanno in contenzioso quasi assicurato: chiunque abbia venduto o comprato qualcosa si è trovato davanti ad accertamenti mediamente doppi rispetto al dichiarato. Si parla di milioni di procedimenti in sospeso, spesso pretestuosi e prevaricatori.
                                                  Insomma, c’ è una grossa fetta di PIL in discussione e una precarietà imprenditoriale che è innegabile dal momento che in italia non entra lavoro, ma il contrario ( specie dopo l’ avvento dell’ EURO e della globalizzazione alla cinese ).
                                                  Uscire dall’ infanzia, come dici tu, significa smetterla di andare a scuola a farci bacchettare dagli altri rinunciando ai nostri interessi ( vedi salvataggio banche francesi e tedesche/crisi debito greco ), smetterla con i cialtroni delle pensioni e redditi facili ( appunto ), esclusione dal bilancio degli gli investimenti pubblici produttivi/infrastrutturali e porre fine ai paradisi fiscali ( per lo meno a quelli in UE ).
                                                  Lasciamo perdere tutto il resto che ormai mi sembra lontano anni luce dai programmi STELLARI.
                                                  Scusami per le ultime considerazioni e la conclusione affrettata, ma avremo occasione di continuare, magari in un’ ora meno tarda.
                                                  CIAO.

                                            • Silvestro scrive:

                                              Ti dirò che quello con i Tedeschi è sempre un confronto impari. Questo per differenze su serietà, coerenza e determinazione. Ma c’è anche il contesto che pesa.
                                              Per chiudere il discorso sul reddito di cittadinanza direi che le risposte di media e tifosi vari sono proporzionali alle proposte formulate dai politici: Più sono generiche e superficiali, più clamorose e infantili saranno le risposte e le posizioni di fans e fanatici.

                                              Anche la flat tax risente di questo clima. Applicata in altri Paesi ha connotazioni ed anche risultati diversi perché spesso accompagnate da riforme pesanti. Dalle esperienze ed anche dai vari studi pubblicati mi sembra di cogliere due elementi comuni:
                                              >> In Europa sono stati applicati in Paesi scarsamente industrializzati con strutture sociali deboli e Pil/pro capite molto più basso del nostro.
                                              >> Favoriscono i redditi più alti.
                                              Poi come hai detto tu queste scelte bisogna seguirle, aggiustarle, gestirle.
                                              La flat tax presuppone una radicale revisione dell’intero sistema fiscale italiano, con ridefinizione di aliquote, detrazioni, revisione delle imposte locali, procedure da applicare, addestramento del personale, gestione del contenzioso etc.
                                              Quindi tempi, costi, e visto che non sarà cosa di breve durata, controllo della transizione.

                                              Tutti argomenti che dopo 50 giorni di tatticismi e veti personali, i vincitori non sono nemmeno in grado di elencarli.

                                          1. Maxhellas scrive:

                                            Visto che la Germania ha i numeri migliori in Europa per crescita, disoccupazione, tasso di attività e conti pubblici, mi pare opportuno allegare quanto segue.
                                            Così, magari, prima di scrivere ovvietà che sembrano quasi scemenze, ci si informa un attimino. Giusto un po’.

                                            Il cosiddetto reddito di cittadinanza proposto in Italia dal M5s rientra in realtà nello schema dei redditi minimi garantiti: un sussidio contro la povertà dedicato a chi è disoccupato, inoccupato o, comunque, senza un sostentamento sufficiente. Nell’eurozona, l’Italia e la Grecia sono i soli due Paesi a non prevederlo a tempo indeterminato. Anomalia che salta all’occhio, tanto è vero che pochi mesi fa, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che caldeggia l’attivazione di un adeguato reddito contro la povertà in tutti gli Stati membri.

                                            Dal punto di vista italiano, gli esempi degli altri partner europei sono utili per comprendere come la qualità di un simile sistema dipenda molto dalla sua effettiva programmazione, applicazione e declinazione. Un confronto con la realtà tedesca, ad esempio, può essere molto interessante.

                                            La Germania dell’Hartz IV

                                            Nei primi anni 2000, la riforma Hartz IV è stato l’atto simbolico che ha aperto la strada all’Agenda 2010, una strutturale rimodulazione e liberalizzazione del mercato del lavoro e del welfare tedeschi.

                                            L’Hartz IV – per la precisione il sussidio Alg II – è un reddito di disoccupazione a tempo indeterminato per combattere la povertà delle famiglie. Il reddito subentra al termine del normale sussidio di disoccupazione o viene elargito a chi non sia mai entrato realmente nel mondo del lavoro. Si tratta di circa 800 euro mensili per un single, la metà dei quali da utilizzare per l’affitto di un alloggio a basso costo. La cifra, ovviamente, aumenta in modo progressivo-cumulativo in base alla grandezza dei nuclei familiari dei beneficiari.

                                            Il sussidio viene distribuito tramite una capillare rete di Jobcenter, che fanno riferimento al Bundesagentur für Arbeit, l’agenzia governativa per il lavoro. I Jobcenter si occupano di controllare, spesso con estrema attenzione al dettaglio, i profili economici e personali di chi chiede il sussidio e, al tempo stesso, hanno lo scopo di far rispettare il principio del “sostegno a patto di impegno”, secondo cui chi riceve il sussidio deve fare tutto il possibile per uscire dalla propria condizione.

                                            Se la fase di controllo permette al Jobcenter di raccogliere un numero notevole di informazioni sulla vita privata del cittadino, il “sostegno a patto di impegno” richiede al beneficiario del sussidio di rispettare sempre le convocazioni dell’Agentur, seguire corsi di formazione e riqualificazione professionale pagati dal Jobcenter, mandare un certo numero mensile di candidature a posizioni lavorative aperte, accettare le offerte di lavoro che vengono proposte dopo un certo periodo ed, eventualmente, svolgere mansioni lavorative restando all’interno del quadro dell’assistenza statale tramite i cosiddetti minijob e 1-euro-job.

                                            Al momento, se si contano anche i minori che ne beneficiano tramite la famiglia, in Germania ci sono oltre cinque milioni di persone che vivono grazie a sussidio AlgII. Di questi, circa un quinto sono cittadini stranieri residenti in Germania. Dalla sua creazione a oggi, il sussidio minimo garantito è stato distribuito a un totale di 15 milioni di tedeschi in 15 anni.

                                            I risultati complessivi della riforma Hartz IV sono ambivalenti e molto eterogenei. Il meccanismo funziona molto bene se utilizzato per un periodo determinato, ad esempio per i giovani che vogliano lasciare la casa dei genitori senza avere ancora un lavoro, chi voglia iniziare un’attività da libero professionista o chi abbia bisogno di ripartire dopo un momento di difficoltà economica e sociale. Anche le possibilità di formazione e riqualificazione professionale possono raggiungere livelli di eccellenza nel sostegno al cittadino, soprattutto nel loro sincronismo con l’effettivo andamento del mercato del lavoro.

                                            Dall’altro lato, il sistema è sempre più spesso accusato di applicare politiche arbitrarie e di imprigionare centinaia di migliaia di cittadini in un limbo burocratico di povertà istituzionalizzata, da cui diventa difficile distaccarsi e al cui orizzonte non c’è una reale autovalorizzazione lavorativa, in un vortice di minima sopravvivenza e vergogna sociale.

                                            Nelle periferie dei grandi centri urbani o nelle aree più abbandonate della Germania, l’Hartz IV è da tempo l’emblema di un disagio tanto profondo quanto controllato e sedato da uno Stato sociale che riproduce in continuazione le proprie stesse storture. Questo vale soprattutto per alcune zone dell’ex Germania dell’est, dove alla de-industrializzazione post Ddr si è risposto con la massiccia distribuzione territoriale del welfare, senza particolari piani di riqualificazione locale.

                                            Un confronto tra potenziale modello italiano e sussidio tedesco

                                            Il modello di reddito minimo garantito ipotizzato dal M5S non è sostanzialmente molto dissimile da quello tedesco. Simile è la quantità di reddito, simile è il tempo indeterminato del sussidio, simile è il principio di “sostegno a patto d’impegno”, simile è l’idea di accompagnare i cittadini in un percorso professionale, simile è la richiesta di dimostrare la ricerca attiva di lavoro, simile è la formula dell’accettazione delle posizioni offerte dal centro per l’impiego.

                                            Ovviamente, essendo una proposta nuova, allo schema del M5S mancano ancora le practices più ruvide del meccanismo, che anche in Germania sono state inserite nel tempo, alla prova dei fatti, come nel caso delle sanzioni amministrative e penali per chi non rispetti le regole del sussidio, l’implementazione di sistemi di controllo sempre più invasivi per garantire il rispetto della legalità, l’introduzione di misure punitive per scoraggiare truffe e irregolarità (anche quelle di lieve entità).

                                            Non solo: oggi alcuni degli aspetti più criticati del sistema tedesco Hartz IV sono il frutto della pressione che i Jobcenter hanno ricevuto e ricevono per far quadrare i conti del welfare e sfoltire il numero di persone che beneficiano del sussidio, secondo una logica matematica poco incline al compromesso. Spesso in Germania si discute di come gli impiegati dei Jobcenter siano talvolta portati a utilizzare tutte le possibili tecniche di scoraggiamento per far desistere un cittadino dalla richiesta del sussidio o dal suo mantenimento.

                                            Situazioni che dimostrano come la Germania, malgrado una crescita economica esponenziale e una religione del pareggio di bilancio, sia ugualmente inserita nella razionalità ultra-competitiva del mercato globale e scelga di limitare continuamente le spese derivanti dal reddito minimo garantito.

                                            Che conseguenze avrebbe, quindi, una simile pressione dei conti su un eventuale sistema di reddito minimo garantito all’italiana?

                                            La domanda è gravida di conseguenze, visto che nel caso italiano non ci si può nemmeno poggiare su un’economia in crescita o sui conti in ordine. Non a caso, in Italia si sta discutendo molto dell’effettiva copertura finanziaria per la partenza di un progetto di reddito minimo, soprattutto considerando quello che è un ecosistema internazionale del debito – che non è uno degli elementi dello scenario, ma è lo scenario stesso, lo spazio in cui tutto è destinato ad accadere -. Il debito pubblico italiano è assestato intorno al 130% del PIL e non rende facili manovre economiche espansive. Questo non significa che siano impossibili, ma per farle sono necessarie particolari intelligenza politica e capacità di governance.

                                            Oltre alla fattibilità iniziale dell’introduzione di un reddito minimo garantito in Italia, va poi considerata la sua sostenibilità su lunga durata. Il pericolo è che, se non si saprà trovare una qualche formula efficace per gestire il fronte della spesa pubblica, si finisca per controbilanciare l’eventuale spesa per il reddito minimo con crescenti tagli di altri segmenti meno visibili dello stato sociale, come le infrastrutture o i servizi. Questa evoluzione potrebbe anche intaccare, più o meno indirettamente, il nucleo che distingue il profilo economico-sociale italiano da quello tedesco, vale a dire il patrimonio privato delle famiglie. Un patrimonio, mobiliare e immobiliare, che nella Germania del welfare iper-statale è più ridotto, mentre in Italia, invece, è la base storica di un welfare alternativo a quello pubblico.

                                            Il particolare aspetto dei risparmi delle famiglie italiane, anche quelle a rischio povertà, è chiaramente noto a chi ha formulato le proposte del M5s per il reddito minimo garantito. Infatti, se in Germania e in diversi altri Paesi europei il patrimonio di mobili e immobili è una discriminante primaria per l’assegnazione dei sussidi, sembra che nella proposta italiana ci sia molta più cautela in questa direzione, a dimostrazione del fatto che le specificità italiane richiedano una certa attenzione e un’analisi non superficiale del tessuto socio-economico del Paese.

                                            Il reddito minimo ha bisogno di una macchina burocratica

                                            Quanto detto e analizzato fin qui, porta a un’altra constatazione cruciale, stranamente trascurata in questi giorni di dibattito post-elettorale sul reddito minimo garantito. Se l’eventuale attivazione di una riforma spetta a una per niente scontata scelta politica, la sua attuazione pratica sarebbe compito del sistema burocratico. Sia l’esempio tedesco, sia l’ipotesi italiana dimostrano come una rete generalizzata di sussidi debba contare sull’efficienza di una burocrazia di Stato di grandi dimensioni, la cui missione sarebbe un preciso e bilanciato intreccio di controlli, analisi, valutazioni, studio delle tendenze produttive, coaching professionale, intermediazione con le imprese, servizi al cittadino.

                                            Non si tratta solo di una responsabilità considerevole ma anche di un potere diffuso e decisivo, che partirebbe dai più alti ranghi della struttura burocratica e giungerebbe al singolo impiegato di ogni ufficio locale.

                                            Se mai in Italia ci sarà un’evoluzione del welfare verso il reddito minimo garantito, ci si dovrà anche interrogare sull’ideologia portante, sull’omogeneità territoriale, sulla trasparenza, sull’affidabilità, sulle metodologie, sull’equilibrio, sull’efficienza e sulle concrete potenzialità della macchina burocratica incaricata di materializzare una riforma così complessa.

                                            Come dire, smarcare una questione in due righe e quattro luoghi comuni (peraltro infondati) tende a far apparire semplice una questione complessa e, ben più grave, ad informare in modo quantomeno parziale chi legge.

                                            • martello carlo scrive:

                                              Sono convinto che il popolo pentastellato del 33%, prima di votare abbia studiato molto attentamente l’Hartz IV.
                                              Non capisco però perché in VAL D’ AOSTA abbiano deciso di chiamarlo REDDITO DI CITTADINANZA.
                                              Se avessi letto l’ HARTZ avrei di sicuro votato diversamente………..
                                              ;-) :-D

                                              • Maxhellas scrive:

                                                Dai Martello, lo sappiamo tutti che quelli che si informano davvero, ovunque votino, sono una ristretta minoranza.

                                                Anche perché, si sa, informarsi costa fatica.

                                                A me fa però un po’ specie che “fior si intellettuali”, o sedicenti tali, buttino li 3 luoghi comuni, che peraltro non stanno in piedi, per smarcare una questione così complessa. Tra l’altro con l’unico scopo di screditarla “low cost”…. Ecco, secondo me, come già detto in altre occasioni, se uno fa il giornalista dovrebbe evitare di comportarsi così. Non fa un servizio a chi legge.

                                                • martello carlo scrive:

                                                  DEREGULATION, SEMPLIFICAZIONE, VISIONE STRATEGICA è ciò che vuole la gente nei programmi, non leggere paginone a caratteri microscopici tipo bugiardino che capiscono solo i dottori in medicina.
                                                  Non è screditare ” low cost ” una teoria economica o, in altri casi, altrettanto low cost, esaltarla; si tratta, in questo caso di scegliere tra ULTERIORE TASSAZIONE ed il CONTRARIO.
                                                  Si questione quindi (magari sbagliando ) di sceglier tra SVILUPPO e SOTTOSVILUPPO ASSISTENZIALE, tenendo conto REALISTICAMENTE che non siamo in Scandinavia o in Germania e che qui le pensioni di invalidità sono concesse per invalidità a TROVARE LAVORO e che queste aberrazioni ataviche sono in mano principalmente alla MALAVITA ORGANIZZATA.
                                                  Le regolette, i codicilli, i commi, i particolari per attuare queste strategie spettano agli esperti, ai tecnici, che come tu stesso insisti a dire ( giustamente ), spettano ai ministri ed ai loro staff.

                                            1. silvestro scrive:

                                              Martello (26 aprile 2018 alle 00:26)

                                              “debito pubblico si può ridurre solo aumentando il PIL” è la comica, ancora una volta, di chi si ostina senza sapere di cosa parla.
                                              L’aumento del PIL non riduce di un centesimo il debito e la ricerca annuale di migliaia di miliardi di euro rimane inalterata. Semmai migliora il rapporto debito / PIL che però è solo un indice che misura la solidità finanziaria del Paese; influisce semmai sui tassi di interesse e allontana gli speculatori.
                                              Per un miglioramento credibile di questo rapporto, alla crescita del PIL va affiancato anche un calo del debito. Me mentre il PIL dipende in gran parte dalla situazione economica internazionale, il debito dipende esclusivamente da noi. E QUESTO NON E’ UN ARGOMENTO ELETTORALE CHE PORTA CONSENSI.

                                              Solo qualche giorno fa (19 aprile 2018 alle 14:13) ho scritto:
                                              “Io sto facendo il tifo per i vincitori. Vorrei vedere al più presto all’opera i partiti forieri di tanto consenso. Vorrei che i promotori di una grande rivoluzione, gli alfieri del grande shock fiscale, del ribaltamento dei tavoli internazionali, i paladini del sovranismo, si mettessero all’opera e dimostrassero in concreto come realizzare le loro promesse. E’ questo che vuole l’elettore o no”.

                                              Rimango sempre in attesa.

                                              PS: Solo uno spudorato come Salvini può parlare di telenovela M5S-PD dopo due giorni di contatti, trascurando gli oltre 45 gg. di manfrine tra M5S e Lega.

                                              1. diogene scrive:

                                                Racconto una breve esperienza vacanziera che ho fatto in questi giorni in una isola meravigliosa del Tirreno.

                                                Ho parlato con un vecchio pescatore e con un vecchio abitante dell’isola.

                                                Il discorso di questi “terroni” è questo: noi vediamo i neri arrivare e lo stato che li aiuta, vediamo le banche andare in difficoltà e lo stato interviene.
                                                Noi non ce l’abbiamo con i neri, sono più poveri di noi. Capiamo che se lo stato salva una banca, in primis salva tutti i clienti di quella banca e quindi quando salva una banca sceglie il male minore.
                                                Quello che non capiamo è perchè lo stato non aiuta anche noi.
                                                Non si tratta di reddito di cittadinanza ma di investimenti strutturali.
                                                Guardate questa isola, chi riesce si mette a coltivare viti, carciofi, fave e cicerchie.
                                                Noi amiamo la nostra isola e vorremmo stare qui e vorremmo lavorarla. Ma lo stato ci deve aiutare: noi possiamo raccogliere l’acqua piovana ma essa non basta e soprattutto noi dobbiamo essere sicuri che possa esserci quando dovesse servire. Qui la corrente elettrica a volte non c’è, andiamo avanti a bombole a gas. L’umidità salina che si abbatte sull’isola ci costringe a dipingere ogni anno le facciate delle case e riverniciare le porte. Ma va bene, così, perchè questo ci porta turisti e quindi soldi.

                                                1. diogene scrive:

                                                  Sono scioccato dall’affermazione di Zwirner che gli “italiani” hanno votato male.

                                                  1. silvestro scrive:

                                                    FLAT TAX LA TIPICA PROPOSTA DA BACCHETTA MAGICA.

                                                    Non è poi una grande novità. La propose Berlusconi già nel 1994, e non fu mai applicata neanche con governi di centro destra con forte maggioranza parlamentare.

                                                    E diventata uno dei mantra di Salvini che ossessivamente la ripropone dal 2014.
                                                    qualche esempio, due conti ed è facile dimostrare quanto sia conveniente.
                                                    E tutto il resto, cioè detrazioni che caratterizzano il nucleo familiare, che sono diventate agevolazioni a tutti glie effetti. Parlo ad es. delle detrazioni per spese sanitarie, per la scuola, per disabili, quelle pluriennali per ristrutturazioni edilizia, gli interessi sui mutui etc. senza escludere poi la tassazione locale quale addizionali Irpef regionali e comunali, nonché i contributi INPS già oggi insufficienti per pagare le pensioni, ma destinate ad ampliarsi ulteriormente con l’abolizione della Fornero.

                                                    Siamo un “paese stressato da gestioni pluriennali disastrose del 3%” (di deficit anno). Meno tasse, meno gettito fiscale e più deficit. E questo il toccasana?

                                                    Non c’è dubbio che è opportuna una rimodulazione del sistema fiscale.
                                                    MA PER LA FLAT TAX NON VEDO L’ORA.

                                                    • martello carlo scrive:

                                                      ” MENO TASSE, MENO GETTITO FISCALE E PIÙ DEFICIT. E’ QUESTO IL TOCCASANA?”

                                                      No, aspettiamo la formazione di un GOVERNISSIMO PD/5S per non fare la spending rewiew, mettere in piedi qualche mega carrozzone che trovi lavoro per gli italiani, ma all’ ESTERO e per gli IMMIGRATI, IN ITALIA e dare in mano ai meridionali la riforma della pubblica amministrazione, della burocrazia e della giustizia.
                                                      Nell’ eventualità che si verifichi un’ ipotesi del genere, sto organizzando una fuga in massa alle AZZORRE ( sai che nuotate! )
                                                      Tanto saranno le nuove risorse ( ASCARI ) ad assicurarci la pensione

                                                      :-( :-( ………. :-D :-D :-D

                                                      • silvestro scrive:

                                                        Ma chi è che condanna il 3% di deficit. Chi è che vede il debito come un vincolo alla crescita e al benessere collettivo.
                                                        “PIU’ SOLDI PER TUTTI E SUBITO” lo dico da due mesi.

                                                        In una intervista del maggio 2017 Soros, fra l’altro, sosteneva:
                                                        “gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

                                                        DAI SALVINI DACCI DENTRO.

                                                        • martello carlo scrive:

                                                          Come sei ridotto, povero SILVESTRUCCIO, dal MATERIALISMO STORICO alla citazione di SOROS, per affermare che la LEGA È UN PERICOLO PER L’ ITALIA, come ha detto al presidente, con le lacrime agli occhi, quella mummia ambulante di MARTINA.
                                                          Ah, ah, ah, ah……. lascia che mi riprenda…… parli di quel SOROS che approfittando della CATTIVA NOTIZIA di un futuro capo della repubblica ( un GENIO come lo SCALFARO che lo precedette e che fece cadere S.B. nel ’94 ), che prosciugò il caveau della banca d’ italia per “ difendere “ la lira, bruciando una robetta come 75000 MLD di £ in lingotti intascandosene ca 1600?
                                                          Non mi pare che CIAMPI fosse della Lega, tantomeno AMATO, BARUCCI e DINI ( il famoso DREAM TEAM che vinse la partita per entrare nella maledetta prigione dell’ EURO avvitando il paese in una spirale da cui non è più uscito ).
                                                          In questo caso hai evidenziato benissimo quanto le responsabilità siano politiche, ma sono convinto che indagando, seguendo ” the money “, e le carriere politiche, alla fine si ritornerebbe a SOROS: una partita di giro insomma, come l’ elezione di OBAMA ad esempio e la campagna dei CLINTON.
                                                          Resta comunque un mistero la visita di questo MAGIARO a GENTILONI.
                                                          Nel frattempo si comincia con il dossieraggio su SALVINI ( sperando che non gli trovino addosso le mutande verdi ) e si condannano eroi antimafia scarcerando i mafiosi.
                                                          Certo, MARTINA ha ragione, la LEGA è un pericolo per l’ italia, ma quella dei MAFIOSI.
                                                          SIETE RIDOTTI PROPRIO MALE, D’ ALTRONDE LA STRADA L’ AVEVA GIA’ TRACCIATA QUELL’ONESTUOMO DI BERSANI.

                                                          PS: rinuncio a continuare di cercare di farti capire che il debito pubblico si può ridurre solo aumentando il PIL con investimenti statali produttivi, anziché comprando voti con bonus giovani per mandarli al cinema…..
                                                          NOTTE.

                                                    1. Marco scrive:

                                                      Salutiamo con sollievo il primo post apprezzabile di martello. Ci auguriamo che riesca a invertire la marcia.dal nulla al qualcosa

                                                      1. Marco scrive:

                                                        Promozione di martello: non più povero toninelli ma bensì di maio
                                                        Guardate che scrive: io io io
                                                        E che dice? Niente. E che hanno fatto finora? Niente
                                                        Megalomane ego-centrato sulla sterile polemica fine a sé stessa

                                                        1. Silvestro scrive:

                                                          Anzi rettifico, c’è già chi afferma che “gli italiani votano male”.

                                                          1. martello carlo scrive:

                                                            ZWIRNER, in sostanza 5S a trazione meridionale su mandato VALDOSTANO, hanno preso per i fondelli 11 milioni di votanti traducendo CASSA INTEGRAZIONE/MEZZOGIORNO in REDDITO DI CITTADINANZA?
                                                            Se non lo dice Lei, lo dico io, come l’ ha detto S.B. e il verdetto di PALERMO sembra giunto a pennello ( dopo 30 anni!!!!!!!! ) per chiudere definitivamente la partita anti FI pro M5S che di mafia, camorra, e mafie varie, pur avendole in casa non ne parla mai a fondo, lasciando il problema dietro le quinte.
                                                            La SPAGNA ci ha dato la polvere in termini di reddito individuale e certamente lo dobbiamo a quella politica dei FORNI tanto cara a questi e altri pizzaioli che non si sa come la vogliano, se alle 4 stagioni, alla marinara, oppure alle altre mille forme inciuciate.
                                                            In realtà il casino sembra voluto: non si erano proposti di distruggere la democrazia parlamentare?
                                                            Tutto farei, se fossi SALVINI piuttosto che abbandonare il CDX: se lo facesse potrebbe saltare tuttoil nord, lui stesso con la sua politica di inclusione meridionale e potrebbe saltar fuori, a proposito di SPAGNA, qualcuno che vorrebbe cedere a FELIPE VI di BORBONE il REGNO DELLE DUE SICILIE, come ho già detto da ALDEGHERI.
                                                            Non gli resta che metterci il faccione, FARSI DARE L’ INCARICO e cercare persone che si sentono prese per i fondelli, sia dai VOLTAFACCIA dei GARIBALDINI VALDOSTANI che dai PAPALINI ALLA DEL RIO e FRANCESCHINI.
                                                            Resta da capire se MATTARELLA ( che per fortuna non è NAPOLITANO ), non si lascerà ” convincere ” dalle ALLEANZE ATLANTICHE e dalla conversione sulla VIA DI DAMASCO da quegli espertissimi MANIPOLATORI DI BUSSOLOTTI NAPOLETANI.
                                                            D’ altra parte, è possibili che non ci sia nessuno che nel PD non sia anche ID..TA?

                                                            • Silvestro scrive:

                                                              Non c’è bisogno di tante perifrasi per nascondere l’imbarazzo.

                                                              La questione è molto semplice: Chi ha preso più voti (partito o coalizione che sia) non ha il diritto esclusivo di governare e chi non è d’accordo non ha il dovere di acconsentire. Chi vuole fare il Presidente del Consiglio deve disporre innanzitutto di una maggioranza e quindi il numero e la somma dei voti sia alla Camera che al Senato è determinante.
                                                              Questo è l’ABC di un sistema Parlamentare. I tentativi di riforme per far corrispondere la prevalenza dei voti elettorali con quella di Deputati / Senatori, sono stati bocciati con referendum dai cittadini e più di una volta.
                                                              Avete sempre equivocato su questo, ma prima o dopo dovrete spiegarlo ai vostri elettori.

                                                              Per quanto riguarda le mele e le banane, finché siamo a chiacchiere faccio fatica a cogliere differenze. E’ evidente però che prima delle elezioni non c’era distinzione tra la frutta di Berlusconi e quella di Salvini ma ora non è più cosi.
                                                              Chissà se qualcuno dei vostri elettori se ne è accorto.

                                                              • martello carlo scrive:

                                                                L’ imbarazzo lo proverai tu quando tenterai di spiegare l’ incontro tra TRUMP e KIM JONG-un: si chiamano trattative, bluff e altro di ordinaria intelligenza finalizzati alla soluzione dei problemi.

                                                                Io, come in generale il CDX, le regole della democrazia parlamentare le conosciamo benissimo; quelle della democrazia magistrale molto meno e, nonostante si siano versate tante lacrime e lagne per fantomatici editti bulgari da parte del SANTORO, LUTTAZZI e psicotici vari, non vorremmo manco esiti come quelli FRANCESI che hanno prodotto MOSTRI come SARKO e MACRON.
                                                                I 5S hanno fatto firmare ai propri eletti la fede eterna e questo dimostra il loro grado di democrazia: la democrazia parlamentare, che è prevalente rispetto a quella dei partiti non può ritenere valido un tale contratto, e voi l’ avete ampiamente dimostrato governando per 5 anni con i voti degli ex oppositori.
                                                                Confesso che anche io ho criticato certi comportamenti, ma bisogna distinguere tra il mero attaccamento alla CADREGA e la consapevolezza, una volta entrati in un certo ambito, che qualcosa non va e nella SETTA dei pentastellati, molte cose non vanno: certe giravolte non sono tollerabili oltre ad un certo limite e ciò si è verificato anche prima delle elezioni, fin dalla nascita del movimento.
                                                                Se SALVINI si mette in gioco in prima persona e cerca di coagulare intorno al programma votato dalla maggioranza dei cittadini i dissidenti o gli incerti per fare ciò che ritiene il bene del paese, non vedo ragioni per dire che di un comportamento antidemocratico.
                                                                Certo, può fallire, ma avrà dimostrato, dopo aver tentato tutte le strade per accordi con una flessibilità che tutti gli hanno riconosciuto, di essere una persona coerente e sostanzialmente affidabile.
                                                                Se fallirà, com’ è probabile, per me non resta che un altro turno di votazioni, non alla francese, ma semplicemente per correggere gli errori compiuti al buio della cabina elettorale di cui nessuno tranne me, si aspettavano di tale rilevanza.
                                                                Tutto il resto, con i problemi da affrontare nel paese sarà un’ ulteriore PERDITA CAPITALE DI TEMPO dopo i disgraziati governi degli ultimi 7 anni.

                                                            1. Silvestro scrive:

                                                              Martello (20 aprile 2018 alle 11:41)

                                                              capisco il nervosismo, ma qui stiamo parlando di cronaca, frasi ed affermazioni fatte dagli stessi protagonisti politici di oggi non da quelli di eri.

                                                              Numeri alla mano, senza tante giravolte, M5S + Lega hanno una ampia maggioranza parlamentare sia al Senato che alla Camera. Quindi cos’è che impedisce la formazione di un governo del cambiamento che finalmente realizzi le promesse elettorali. Ci sono evidentemente interessi personali, tatticismi, posizioni di vantaggio, rapporti con gli allegati che prima delle elezioni (ma anche ieri) sono stati venduti come vincoli indissolubili, coalizione solida e coesa, quando invece è evidente che non è cosi.
                                                              IN PRATICA AVETE PRESO PER IL CULO GLI ELETTORI.

                                                              Andiamo a votare ancora per fare cosa. Protrarre una situazione che già oggi risulta penosa? E le promesse, le speranze?
                                                              Ci manca solo che qualcuno dica che i cittadini stanno rompendo i coglioni.

                                                              • martello carlo scrive:

                                                                Quando la smetterai di fare certi apparentamenti basati su somme di voti di 2 partiti incompatibili?
                                                                Sommando 5 mele delcius con 10 BANANE, non è che ottieni 15 mele; se poi le banane vanno a male o diventano dei MAPO, solo i PIDIOTI potrebbero fare un’ operazione simile perché somiglia tanto ad un INCESTO.
                                                                BERLUSCONI sa quello che dice e lo capisce chiunque abbia visto le file davanti ai CAF, roba da CAF..ONI insomma che si sono fatti prendere per i fondelli ( anche se i 5S hanno la più alta %le di laureati, poco conta se solo in sociologia o scienza politiche ).
                                                                Ma ora vado a continuare da ZWIRNER.

                                                              1. Silvestro scrive:

                                                                Visto lo stallo politico, potrebbe essere utile tracciare un profilo del nuovo Parlamento.
                                                                Complessivamente abbiamo un parco di parlamentari molto ringiovanito.
                                                                L’età media alla Camera è di 44 anni e di 52 al Senato. Dal 2008 ad oggi la media si è abbassata di 13 anni. Importante è anche la presenza femminile salita al 34% mente solo 10 anni fa era sotto il 20%. Sempre per stare nel campo delle novità va segnalato il ricambio parlamentare che è sopra il 64% grazie soprattutto a M5S e Lega. Non mancano ovviamente le eccezioni (Pier Ferdinando Casini in parlamento fin dal 1983 e Umberto Bossi parlamentare dal 1987) ma complessivamente non si può negare che il fatto sia incoraggiante.
                                                                A fronte di questa serie di dati positivi, ti aspetti un rinnovato impegno a lavorare rapidamente, mettere in cantiere le numerose iniziative elencate da tempo nelle piazze e nei comizi. D’altra parte gli stessi vincitori, esultarono quando elessero i Presidenti di Camera e Senato in due giorni, proprio per dare un segnale forte di svolta e cambiamento.

                                                                Dal 23 marzo giorno della prima convocazione al 18 aprile, alla Camera sono stati convocati 7 volte, mentre al Senato hanno lavorato 12 ore e 56 minuti. Dopo un periodo cosi stressante e pieno di impegni i Parlamentari si sono già concessi una mega pausa: con il ponte del 25 aprile e 1 maggio riprenderanno i lavori il 7 maggio.

                                                                E pensare che al loro rientro questi giovani e aitanti stacanovisti dovranno legiferare su lavoro, pensioni e tasse. Dovranno anche abolire i tanti deprecati vitalizi a ex parlamentari, bandiera di ogni privilegio. Il costo annuo di questi vitalizi (fonte Boeri) è di 193 milioni/anno, ma i parlamentari ad oggi sono già costati oltre 200 milioni.

                                                                E’ questo il grande cambio di passo?

                                                                1. Marco scrive:

                                                                  Grande grandissimo salvini
                                                                  Berlusconi si è suicidato: i 5s in media set pulirebbero i cessione? Bene: chiudiamo media set

                                                                  Berlusconi : ti sei coltivato in casa il populista pensando di controllarlo? Beh ti sei sbagliato

                                                                  Chi suda e lavora non può avere altra fiducia e speranza in salvini.

                                                                  Lo dirà il Molise domenica: exploit di salvini rispetto al 4 marzo
                                                                  Tirate fuori gli attributi e fate anche voi i pronostici dimostrando se state capendo quello che sta succedendo

                                                                Lascia un Commento

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