02
mag 2018
AUTORE Mario Zwirner
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CADE IL FICO, MA NON I 5 STELLE

All’indomani delle regionali del Friuli molti hanno preconizzato il declino inarrestabile dei 5 Stelle. Pesa, è ovvio, il Di Maio dei due forni, pronto a trattare sia col diavolo che con l’acqua santa pur di fare il premier. Conta il Roberto Fico con l’auto blu e la colf in nero. Scelte e comportamenti non particolarmente graditi a chi li ha votati.
Ma le regionali non sono le politiche. E, soprattutto, i 5 Stelle possono contare – come ha scritto Angelo Panebianco – sugli unici veri “poteri forti” del nostro Paese. L’editorialista del Corriere li chiama “i vertici delle magistrature e la dirigenza amministrativa, le tecnostrutture statali”.
Lasciamo perdere i burocrati e parliamo dei magistrati. Chi meglio di loro ha spianato la strada al voto pentastellato, al vaffà, al mandiamoli tutti a casa questi ladroni corrotti e incapaci dei politici? Lo hanno fatto, da mani pulite in poi, con indagini a tappeto – alcune fondate, tante altre dimostratesi farlocche – con un intento preciso: screditare l’intera classe politica e sostituirsi ad essa come detentori del potere.
Nessun altro Paese democratico ha magistrati sindaci di grandi città (Napoli), presidente di regione (Puglia) aspitanti ministri, non a caso in un governo 5 Stelle (Di Matteo); fino a realizzare il sogno dello storico procuratore capo di Milano, Saverio Borelli, che – per puro spirito di servizio e volontà di ripulire il Paese – era pronto a sacrificarsi ed accettare dal presidente Scalfaro l’incarico di formre un governo di salute pubblica.
A ben guardare i 5 Stelle non sono il partito né di Grillo né di Casaleggio ma delle toghe, le cui inchieste sempre appoggiano con incondizionato fervore. (Ed è questa la prima differenza tra loro e tutti gli altri partiti)
Dovrebbe bastare il buon senso ai cittadini per capire che è comunque meglio affidare il potere a politici anche di qualità discutibili ma comunque scelti da loro; sia pure con limiti (niente preferenze) e leggi elettorali imperfette, piuttosto che affidarlo, il potere, ai vincitori di concorso pubblico che nessuno può ne’ eleggere ne’ mandare a casa.
Dovrebbe. Ma così non è. E quindi il declino del consenso ai 5 Stelle non è affatto scontato; resta tutto da verificare nei tempi e nelle dimensioni il futuro del movimento sponsorizzato dalle toghe.

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58 risposte a “CADE IL FICO, MA NON I 5 STELLE”

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  1. martello carlo scrive:

    Per tornare al punto del blog, che in definitiva pone l’ interrogativo sulle entità e sui fattori che incidono sugli esiti elettorali e quindi sui governi, sollecitato anche dall’ attuale situazione di ingovernabilità e sulle continue discussione sui vari sistemi elettorali ( qualche spiritello pitagorico arriva alla scelta casuale, stocastica degli eletti per sottrarli all’ influenza dei leader ), mi pare che sia opportuno fare alcune considerazioni:
    - il malcontento in giro per il mondo mi sembra in continuo aumento
    - il rispetto per la politica e per i politici sono in continuo, progressivo declino
    - i sistemi elettorali, qualunque essi siano, a partire da quello francese, al rosatellum, a quello tedesco, a quello degli USA, per non considerare ovviamente quelli dittatoriali, rispecchiano sempre meno le esigenze ed i diritti della gente ( quello UE è addirittura agnostico ).

    La spiegazione a questa deriva non può che essere una sola: il governo del mondo è passato COMPLETAMENTE, REPENTINAMENTE e SPUDORATAMENTE DI MANO: SIAMO ARRIVATI ALLA DITTATURA DEL PARTITO DELLA FINANZA GLOBALE, DIGITALE ESENTASSE concentrata sempre in meno TASCHE.
    Dovremo aspettare una terza guerra mondiale per modificare questo andazzo?
    Certo che, finché esistono certi POVERI DI SPIRITO che allignano anche in questo blog che declassano MASSONERIA, ILLUMINATI, BILDELBERG, ecc. a becero complottismo, non si riuscirà nemmeno a ripristinare la legge di GLASS – SEAGALL abrogata nel 1999 da BILL CLINTON che prevedeva almeno la separazione tra attività bancaria tradizionale e investment banking.

    Nel frattempo continuiamo a fare scommesse su SALVILLO o su RENZILLO, ad assistere a colpi di stato alla SOROS & C. ed imbarcarci di NIGERIANI come suggerisce il CONTE GENTILONI.

    PS Qualcuno dei ROTHSCHILL ( non ricordo quale ), diceva che non riusciva a dormire temendo di risvegliarsi con la rivoluzione sotto casa…….

    1. martello carlo scrive:

      Con MAXELLAS, nonostante sia stato retrocesso in serie B, questo blog diventa un BOOM: è quello che ci mancava……
      per poter fare a meno di MARCO.COM ( ma COM di che cosa? ) :-D

      A proposito, MAXHELLAS, come interpreti il fatto che Theresa May esce rafforzata dalle amministrative in GB?
      Mi interesserebbe il tuo parere per raddrizzare un po’ le idee a DIOGENE e SILVESTRO che stanno ancora piangendo per la BREXIT.
      Purtroppo noi non siamo nelle stesse condizioni, grazie alla GHENGA post tangentopoli……e i FRINITI del GRILLO generano ulteriore CONFUSIONE.

      PS: condoglianze, SINCERE, a tutti i sostenitore dell’ HELLAS, ma a certi tifosi, come MARCO, bisognerebbe comminare il DASPO: oltre tutto portano nera.

      • Maxhellas scrive:

        I Tories mi pare siano andati meglio nelle zone più periferiche e un po’ meno nei centri, confermando e addirittura aumentando un po’ i consensi, soprattutto prendendo i voti ex UKIP, ora in smantellamento.
        Il che conferma che i sentimenti anti UE sono più forti in periferia che in centro. Tutto qui. Nulla di nuovo, direi, rispetto all’esito del referendum.

        Che i sudditi di Sua Maestà non nutrano particolari simpatie per “alleanze” troppo strette è un dato storico costante dell’Isola europea per antonomasia. Per questo motivo (oltre che per una certa competenza in materia economica, commerciale e finanziaria), pur essendo nell’UE all’epoca, l’UK non ha mai adottato l’Euro. Chi ha memoria o anni per ricordare (o si è sciroppato un po’ di storia economica recente) ricorderà che nel 92 lo SME collassò per la svalutazione di Lira italiana e Sterlina inglese… Memori di ciò, loro declinarono l’invito ad entrare nel gruppone Euro. Noi no….

      • Gatón scrive:

        Ci rivedremo col Padova…

      1. Silvestro scrive:

        Maxhellas (7 maggio 2018 alle 15:37)

        Anch’io sono bravo a fare copia-incolla.
        Dal sito FIRSTonline 17 dicembre 2015, 6:54:
        “Il governo argentino ha posto fine al sistema di controllo dei cambi in vigore dal 2011, aprendo la porta alla svalutazione del peso.
        La decisione di Buenos Aires è stata formalizzata alle 18 locali (le 22 italiane) e intende essere uno strumento di rilancio dell’economia argentina, che convive con un’inflazione stimata dagli analisti al 25% per quest’anno e prevista superiore al 35% nel 2016.
        La reintroduzione del tasso di cambio libero tra dollaro e peso era tra le promesse elettorali di Mauricio Macri, eletto presidente dell’Argentina la scorsa settimana.
        Il cambio dollaro/peso era stato fissato quattro anni fa a quota 9,78 sul mercato ufficiale, ma era a 15 su quello non ufficiale.
        Il sistema di controllo, instaurato dalla presidente Cristina Kirchner, prevedeva limitazioni nell’acquisto di dollari da parte dei risparmiatori e autorizzazioni del governo per cambiare la divisa locale, ma soprattutto paletti per le multinazionali presenti in Argentina nel trasferire i profitti nel Paese d’origine.”

        Ma trovi conferma anche qui:
        https://www.ilpost.it/2016/10/01/mauricio-macri-argentina/

        La discussione però non era sul cambio fisso peso-dollaro, bensì l’affinità delle attuali iniziative argentine con quelle che i nostalgici della liretta vedono come soluzione e cioè svalutazione, inflazione, rialzo interessi, emissione di cartamoneta. Tutte scelte che proprio l’Argentina dimostra che da sole risolvono proprio niente.

        • Maxhellas scrive:

          La crisi argentina (quella con default e titoli non rimborsati) è quella iniziata nel 97 e culminata nel 2002. L’episodio cui ti riferisci tu è uno dei tanti sussulti susseguitisi da allora in poi.
          Se poi vuoi piegare il corso della storia alle tue elucubrazioni fai pure.
          Ti faccio solamente presente che so di cosa parlo, perché all’epoca c’ero, perché lavoravo in una grossa istituzione finanziaria che gestiva patrimoni, perché il mio percorso di studi è stato in economia e finanza in una delle maggiori università italiane.

          Il copia incolla era chiaro: non mi metto a scrivere di pugno cose che sono già pronte (e risapute peraltro da chi lavora nel settore).

          Il cambio fisso fa benissimo al controllo dell’inflazione e, di conseguenza, al livello dei tassi (abbassandolo). Tuttavia, se tra il Paese A e il Paese B c’è uno squilibrio di competitività (di qualsiasi natura), il paese A (più competitivo) andrà progressivamente in avanzo commerciale sul paese B (meno competitivo), col paese B in progressivo disavanzo. Il paese B dovrà quindi progressivamente ricorrere all’indebitamento verso l’estero. Portata all’estremo, la situazione genera un riadeguamento che, mancando la leva del cambio, si scarica esclusivamente sui salari. Esattamente quanto accaduto qui (Italia, Grecia, Spagna e Portogallo) e in Argentina alla fine degli anni 90.
          Normalmente serve un “catalizzatore” per la crisi, che in Argentina fu la svalutazione delle divise dei paesi limitrofi (soprattutto Brasile), che mise in ginocchio l’export argentino, mentre da noi fu la stretta creditizia (credit crunch) dopo il fallimento di Lehman Brothers e il mancato fallimento con salvataggi vari dell’intero sistema finanziario mondiale.
          Vale a dire, il sistema di cambi fissi provoca squilibri tra i saldi esteri dei vari paesi che vi partecipano, in funzione della competitività relativa. Squilibri che reggono finché l’economia cresce, ma che esplodono letteralmente nel momento in cui l’economia rallenta o, peggio, va in recessione.

          Ho tentato di essere sintetico, tralasciando una serie di particolari più complessi, ma il succo è questo. Non per me, ma per la teoria economica.
          E non è un copia / incolla…

          Spero di aver fatto cosa utile.

        • martello carlo scrive:

          Certo, ma ho voluto completare il ragionamento evidenziando che le crisi ( come sta a dimostrare quella argentina ) possono nascere da cambi fissi con altre monete, specie, per come è stata creato, quello tra £ ed €.
          Purtroppo ormai ci siamo dentro: se il monumento non vuoi farlo a BERLUSCONI, lo faremo a PRODI.
          SEI CONTENTO?
          Comunque qualcosa bisogna cambiare.

        • Gatón scrive:

          Sei mai stato oltre cortina ?
          Era esattamente la stessa cosa, il cambio del dollaro sulle monete locali era comunemente 20 volte quello ufficiale.
          Nihil sub sole novi.

          • Maxhellas scrive:

            Si, ma adesso il cambio dell’Euro in Italia è lo stesso dell’Euro in Germania.
            Cioè, al di la del non senso appena scritto, le valute del Blocco di Varsavia esistevano ed avevano un cambio ufficiale ed uno reale. La valuta italiana oggi, invece, è la medesima di quella tedesca, francese etc. La differenza tra “cambio ufficiale” e “cambio reale” la fanno i salari.
            Se vai a vedere quanto prende mediamente un operaio tedesco e lo confronti con lo stipendio di un operaio italiano te ne rendi conto piuttosto in fretta…

        1. Marco.com scrive:

          ?

          1. Silvestro scrive:

            Martello: (6 maggio 2018 alle 12:09)
            La incompletezza delle mie informazioni presuppone di non trovarmi a discutere con dei bambini che non ricordano, che sorvolano o dicono stupidaggini pur di affermare le proprie ragioni.
            Cerco quindi attenermi a poche cose, difficili da smentire. Sui fatti del 2011:

            >> E’ assodato che il paracadute della BCE c’è stato, e senza quel salvataggio saremmo col culo per terra; quindi meno male che l’euro c’è.
            >> E’ anche evidente che, se la BCE doveva intervenire in aiuto, avrebbe preteso come contropartita robusti interventi per raddrizzare la situazione; cosa peraltro chiesta anche a tutti gli altri Paesi.
            >> La sequenza temporale dei fatti evidenzia che l’aggravamento della situazione Italiana nel 2011 è avvenuta col governo Berlusconi in carica dal 2008, e che Monti è solo il successore.
            >> La famosa lettera della BCE a Napolitano con l’elenco degli interventi, risale al 5 agosto 2011, quando era chiaro che Berlusconi non aveva ne la forza ne la voglia di realizzare interventi contrari a quello che aveva promesso fino a quel momento.
            >> Monti non è il salvatore della Patria, ma colui cui è stato chiesto di fare il lavoro sporco, cioè avviare quelle misure restrittive indicate.
            >> Le critiche a Draghi per quella lettera suscitarono scalpore e forti recriminazioni per la presunta limitazione della sovranità nazionale (Gasparri, Romani, Brunetta etc). Trovo francamente infantile che i calunniatori di ieri oggi facciano di Draghi un punto di orgoglio.

            L’inflazione in Argentina è questione di vecchia data mai risolta (guerra delle Falkland 1982). Il cambio fisso col Dollaro è una parentesi (2011-2015) che non ha dato risultati.

            PS: sul debito, il PIL e le tue interpretazioni abbiamo già ampiamente discusso, ma se non ricordi posso rinfrescarti la memoria.

            • martello carlo scrive:

              SILVESTRO, ti sei superato: mai scritto una risposta così stonata, sia nelle parole che nei fatti.
              - la lettera non era per NAPOLITANO, ma per BERLUSCONI
              - ” meno male che l’euro c’è:”: chiaramente confondi la causa con l’ effetto, dal momento che non ci fosse stata la moneta unica, non sarebbe stato necessario l’ intervento della BCE..
              - la lettera di cui sopra di MONSIEUR TRICHET era un po’ come la legge FORNERO sull’ età pensionabile: appena ce l’ hai a portata di mano, ti scalta in avanti, un po’ come la TARTARUGA con ACHILLE: ad ogni provvedimento del governo BERLUSCONI, quella chiedeva di buttare l’ Italia nel pozzo di S. PATRIZIO: pareggio di bilancio nel 2014? NOSSIGNORE, BISOGNA ANTICIPRLO AL 2013, manovra da 50 MLD? NO, ce ne vuole un’ altra da 70/80 MLD, e poi privatizzazioni delle municipalizzate, riduzioni stipendi e organici STATALI; PENSIONI? La riforma Sacconi (Legge n. 148 del 14 settembre 2011 (Manovra-bis), non è abbastanza, bisogna tagliare da SUBITO…… insomma una resa tipo VERSAILLES che portò a HITLER ed alla II guerra mondiale.
              Se molti di questi DIKTAT non sono ancora stati attuati nemmeno da quel BOCCONIANO di MONTI, che CACCHIO L’HANNO MESSO A FARE SE SIAMO PUNTO E ACCAPO? E tutti i SERVI della MERKEL succedutigli, compresa la MOGHERINI, a cosa sono serviti se non a SPRECARE 5 DEI 7 ANNI DI DRAGHI alla BCE e della crescita mondiale dell’ economia e dei bassi prezzi del petrolio?
              LA REALTA E’ CHE L’ UE TEDESCA, NON E’ UN’ ENTITA PER UNIRE AIUTANDO, MA PER DIVIDERE DISTRUGGENDO E AVERNE IL PREDOMINIO.
              Voglio ricostruire le cose, non da SILVESTRO IN STILE 5 AGOSTO, ma completarlo con altre date importanti ( da” BUGIE E VERITA’ “ di giulio TREMONTI ):
              - 21/07: CONSIGLIO DELL’ UNIONE EUROPEA – nel COMUNICATO UFFICIALE “SI ACCOGLIE CON FAVORE IL PACCHETTO DI MISURE DI BILANCIO PRESENTATO DAL GOVERNO ITALIANO ( disavanzo sotto 3% nel 2012 e pareggio nel 2014 ” .
              Stampa internazionale che apprezza nell’ assoluto silenzio di TRICHET.
              - 04/08: tradizionale conferenza. stampa BCE, TRICHET, alla domanda di un giornalista che segnala che secondo i trader l’ eurotower aveva comprato solo titoli del debito IRLANDESE e PORTOGHESE e non – ITALIANO, il nostro pollo si rifugia nel ” NO COMMENT “.
              - 05/08 invio della lettera AUT AUT, SECRETATA, ma subito data in pasto all’ universo mondo con le IMPOSIZIONI CAPESTRO da approvare entro SETTEMBRE. e che fu accolta dalla SINISTRA GOVERNISTA CON ENTUSIASMO: ” LUNGIMIRANTE, RESPONSABILE E PATRIOTTICO, il che ebbe subito una altrettanto LUNGIMIRANTE SPECULAZIONE DEI MERCATI.
              - 03/09: G20 a CANNES. ZAPATERO registra le pressioni per il COMMISSARIAMENTO dell’ Italia con il FMI, rifiutate strenuamente da SB e TREMONTI, pressioni che arrivano a chiedere agli USA, nella persona del ministro del tesoro Timothy Geithner di aderire al “ complotto “ per far cadere BERLUSCONI ” ma questi si rifiutò dicendo a Obama che “Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani’”.
              Non occorre che vada oltre nella ricostruzione del colpo di stato del 2011 che è CULMINATO NELL’ ATTUALE CRISI ECONOMICO/POLITICA NONOSTANTE GLI ENORMI SACRIFICI SOSTENUTI DAGLI ITALIANI.
              La prossima mossa sarà un altro colpo alla schiena da questa magnifica, democratica EUROPA delle BANCHE FRANCO TEDESCHE.

              NON DOVEVAMO CONSENTIRE, ANZI FAVORIRE LA RIUNIFICAZIONE TETESCA: DOVEVAMO FARGLIELA PAGARE MOLTO, MA MOLTO PIU’ CARA.

            • Maxhellas scrive:

              La Ley de convertibilidad Peso Dollaro è del 1991, non esattamente 2011. Il cambio fisso salta nel 2002, non esattamente nel 2015…informarsi prego.
              Ti do una mano:

              La lotta all’inflazione ebbe successo e ricominciò la ripresa economica. Con il Ministro dell’economia Domingo Cavallo nel 1991 si fissò il cambio a 10 000 austral per 1 dollaro, valore al quale ognuno poteva convertire i propri austral in dollari. Per assicurare la convertibilità, la banca centrale argentina dovette mantenere riserve in dollari in quantità pari alla moneta in circolazione. Lo scopo iniziale di queste misure era di assicurare l’accettazione della moneta nazionale, che durante i periodi di iperinflazione era rifiutata da molti, che preferivano usare il dollaro. Questo principio diventò poi legge (Ley de Convertibilidad) che ripristinò il peso come moneta argentina, con un tasso di cambio fisso verso il dollaro.

              I risultati della legge furono una riduzione drastica dell’inflazione, la stabilità dei prezzi ed una valuta stabile. Ciò ebbe effetti positivi sulla qualità della vita per molti cittadini che poterono di nuovo viaggiare all’estero, acquistare beni d’importazione e chiedere crediti in dollari a tassi di interesse bassi.

              Tuttavia l’Argentina aveva ancora un debito pubblico collocato all’estero da ripagare e per farlo continuava a chiedere nuovi prestiti. Il tasso di cambio fisso rendeva convenienti le importazioni, portava ad una fuoriuscita di capitali dallo Stato e causò la deindustrializzazione dell’Argentina con conseguente caduta dell’occupazione.

              Nel frattempo le spese del governo e la corruzione restavano elevati. Il debito pubblico argentino crebbe velocemente durante gli anni ’90 e il paese appariva sempre meno capace di ripagarlo. Il Fondo Monetario Internazionale continuava comunque a concedere all’Argentina prestiti e dilazioni di pagamento. Un’enorme evasione fiscale unita al riciclaggio di denaro portarono all’evaporazione di una grande quantità di capitali, che si trovavano ora in paradisi fiscali. Una commissione parlamentare iniziò indagini nel 2001 sulle accuse rivolte al governatore della banca centrale argentina, Pedro Pou, e ad una parte del consiglio direttivo, in merito alla mancata scoperta dei numerosi casi di riciclaggio di denaro nel sistema finanziario argentino.[1] Anche Clearstream fu accusata di aver contribuito a questa situazione.

              Altri paesi come Messico e Brasile (entrambi importanti partner commerciali dell’Argentina) affrontarono a loro volta crisi economiche, provocando una generale perdita di fiducia degli altri Stati nei confronti dell’America latina, con riflessi su tutte le economie della regione. Il flusso di moneta straniera incassata con le privatizzazioni di imprese pubbliche si esaurì e, dopo il 1999, le esportazioni argentine si ridussero per effetto della svalutazione del real brasiliano e per la rivalutazione del dollaro che fece rivalutare il peso nei confronti delle monete dei maggiori partner commerciali come Brasile (verso cui si indirizzava il 30% del commercio internazionale) e area Euro (23% del commercio).

              Nel 1999, il neo eletto presidente Fernando de la Rúa trovò un paese dove la disoccupazione era ormai a livelli critici e gli effetti negativi del tasso di cambio fisso erano ben evidenti. Nel 1999 il PIL diminuì del 4% e il paese entrò in una recessione. La stabilità economica si trasformò in stagnazione (a volte con episodi di deflazione) e le misure economiche prese per contrastarla non facevano nulla per allontanarla; infatti, il governo continuò le politiche economiche restrittive del suo predecessore. La soluzione possibile era l’abbandono del tasso di cambio fisso con una svalutazione volontaria del peso, ma ciò era considerato un suicidio politico e la ricetta perfetta per il disastro economico. Alla fine del secolo, era emersa una certa gamma di valute complementari.

              Nonostante le province argentine avessero sempre emesso valuta complementare sotto forma di titoli ed assegni per supplire a mancanze di liquidità, il mantenimento del tasso di cambio fisso portò ad un’esplosione del fenomeno, portando alle quasi-valute; la più forte di esse era il Patacón, emesso dalla provincia di Buenos Aires. Anche lo stato nazionale aveva la sua quasi valuta, il LECOP.

              La crisi
              L’Argentina perse rapidamente la fiducia degli investitori e la fuga di capitali aumentò. Nel 2001 la gente iniziò a temere il peggio e a ritirare grosse somme di denaro dai propri conti correnti bancari, convertendo pesos in dollari e mandandoli all’estero, si scatenò una corsa agli sportelli. Il governo adottò una serie di misure (note come corralito) che congelarono effettivamente tutti i conti bancari per dodici mesi, permettendo unicamente prelievi di piccole somme di denaro.

              Questo limite ai prelievi, unito ai seri problemi che causò, esasperò il popolo argentino che in alcuni casi si riversò nelle strade di importanti città, specialmente Buenos Aires. Si svilupparono proteste popolari, note con il nome di cacerolazo, che consistevano nel percuotere rumorosamente pentole e padelle. Queste proteste avvennero soprattutto nel 2001 e 2002. All’inizio i cacerolazos furono semplicemente manifestazioni rumorose, ma presto inclusero distruzioni di proprietà, spesso nei confronti di banche e compagnie private straniere, specialmente grandi imprese americane ed europee. Molti esercizi commerciali installarono barriere di metallo dato che spesso finestre e vetrine venivano rotte e si appiccavano fuochi alle porte. Cartelloni pubblicitari di imprese come Coca Cola ed altre furono abbattuti da masse di dimostranti.

              Gli scontri fra i locali e la polizia divennero una consuetudine così come gli incendi appiccati nelle strade di Buenos Aires. Fernando de la Rúa dichiarò lo stato d’emergenza ma questo peggiorò soltanto la situazione, aggravando le proteste del 20 e 21 dicembre 2001 a Plaza de Mayo, dove i dimostranti si scontrarono con la polizia. Esse si conclusero con diversi morti e accelerarono la caduta del governo. Alla fine De la Rúa abbandonò la Casa Rosada in elicottero il 21 dicembre.

              Il Presidente Fernando de la Rua si dimette durante le rivolte, 21 dicembre 2001.
              La crisi politica si originò a partire dalle dimissioni del vice presidente di De la Rúa, Carlos Álvarez. Seguendo le procedure di successione presidenziale stabilite nella Costituzione, il presidente del Senato Ramón Puerta entrò in carica e si riunì l’Assemblea Legislativa (un corpo formato dai membri di entrambe le camere del Congresso). Secondo la legge, i candidati erano i membri del Senato insieme ai governatori delle province; alla fine si nominò Adolfo Rodríguez Saá, a quel tempo governatore della Provincia di San Luis. Durante l’ultima settimana del 2001, il governo ad interim guidato da Rodríguez Saá, di fronte all’impossibilità di ripagare il debito, dichiarò lo stato di default sulla maggior parte del debito pubblico, per una quantità pari a 132 miliardi di dollari.

              Un acceso dibattito politico nacque al momento di decidere il periodo per le elezioni successive, le ipotesi variavano dal marzo 2002 all’ottobre 2003 (quest’ultima proposta coincideva con la scadenza del mandato di De la Rúa).

              Il team economico di Rodríguez Saá propose un progetto disegnato per preservare il regime di convertibilità, chiamato piano “Terza Valuta”. Esso consisteva nella creazione di una nuova valuta non convertibile chiamata Argentino che avrebbe dovuto coesistere con pesos e dollari statunitensi. Sarebbe dovuta circolare solo in contanti (assegni, cambiali ed altri strumenti sarebbero potuti essere emessi in pesos o dollari ma non in argentinos) e sarebbe stata garantita parzialmente con terreni amministrati dallo stato federale; queste caratteristiche servivano a controbilanciare le tendenze inflazionistiche.

              Una volta che l’argentino avesse avuto lo status di valuta legale sarebbe stato usato per riscattare tutta la valuta complementare già in circolazione. Si sperava che la conservazione della convertibilità ristabilisse la fiducia popolare, mentre la natura non convertibile di questa valuta avrebbe permesso di attuare misure di flessibilità fiscale (impensabili con il peso) che avrebbero contrastato la devastante recessione economica. I critici definirono questo piano una “svalutazione controllata”; i difensori del progetto ribattevano che, siccome il controllo di una svalutazione è una procedura delicatissima, questa era una lode travestita da critica. Il piano “Terza Valuta” raccolse consensi entusiastici tra famosi economisti come Martín Redrado, tuttavia esso non poté mai essere implementato perché il governo di Rodríguez Saá mancava del supporto politico richiesto.

              Rodríguez Saá, completamente incapace di affrontare la crisi e criticato dal suo stesso partito, dette le dimissioni prima della fine del 2001. L’Assemblea Legislativa fu convocata di nuovo e nominò Eduardo Duhalde, senatore per la provincia di Buenos Aires, al suo posto.

              La fine della convertibilità

              Inflazione mensile in Argentina nel 2002 (il picco è 10.4%, ad aprile).
              Dopo molte considerazioni, nel gennaio del 2002 Duhalde abbandonò la parità 1 a 1 dollaro-peso che era rimasta in vigore per dieci anni. In pochi giorni il peso perse gran parte del proprio valore nel mercato non regolamentato. Un tasso di scambio provvisorio ufficiale fu fissato a 1,4 pesos per dollaro.

              Oltre al corralito, il ministro dell’economia si fece promotore della pesificación (“pesificazione”), secondo la quale tutti i conti correnti denominati in dollari sarebbero stati convertiti in pesos al tasso ufficiale. Questa misura fece arrabbiare molti risparmiatori e molti cittadini si appellarono perché venisse dichiarata incostituzionale.

              Dopo alcuni mesi, il tasso di cambio fu lasciato fluttuare liberamente. Il peso soffrì un enorme deprezzamento, ciò spinse l’inflazione poiché l’Argentina dipendeva fortemente dalle importazioni e al tempo non aveva mezzi locali per rimpiazzare i prodotti esteri.

              Durante il 2002 inflazione e disoccupazione continuarono a peggiorare. Il vecchio tasso di cambio 1 a 1 era schizzato a quasi 4 pesos per dollaro, mentre l’inflazione accumulata dal momento della svalutazione era circa pari all’80%. La qualità della vita dell’argentino medio si era abbassata di conseguenza; molte imprese chiusero o fallirono, molti prodotti importati divennero praticamente inaccessibili ed i salari furono lasciati così com’erano prima della crisi.

              Dato che la quantità di pesos in circolazione non bastava a soddisfare la richiesta di contanti nemmeno dopo la svalutazione, grandi quantità di valuta complementare continuarono a circolare. La paura dell’iperinflazione come conseguenza della svalutazione limitò velocemente l’attrattività dei ricavi associati a queste valute, derivanti dalla convertibilità con il peso. La loro accettabilità divenne molto irregolare, in quanto dipendeva ora dalla volontà dello Stato di prenderle come pagamento di tasse o di altri addebiti. Molto spesso esse erano accettate a meno del valore nominale, un esempio estremo sono i Federal della provincia di Entre Ríos che erano valutati in media al 30% del valore nominale dato che il governo provinciale che li aveva emessi era riluttante a riprenderseli indietro. Il Patacón fu un’eccezione a questo fenomeno dato che era spesso scambiato 1 a 1 col peso. Circolavano voci sul fatto che il governo avrebbe semplicemente bandito le valute complementari da un giorno all’altro invece di ritirarle a tassi svantaggiosi, lasciando così i loro proprietari con inutile carta stampata.

            1. Marco.com scrive:

              Affermare che i migranti li ha portati renzi è indice di assoluta mancanza di intelligenza.

              • Marco.com scrive:

                Impossibile instaurare un dialogo intelligente basato su ragionamenti un minimo argomentati
                Come parlare con di maio o toninelli

                • Maxhellas scrive:

                  Mai parlato con Toninelli?
                  Magari ti stupisce: ha una laurea in Giurisprudenza (presa entro gli anni di corso), pagandosi gli studi facendo il gelataio a Brescia ed è stato ufficiale di complemento dei Carabinieri dal 99 al 2001…..
                  Ah, è vero: non è un figlio di papà, quindi non può avere l’apprezzamento dei vari Serra, Virzì e Scalfari….

              1. martello carlo scrive:

                Non so veramente da dove cominciare quella che dovrebbe essere la mia più lunga lenzuolata su questo blog, ma cercherò di trattenermi, rimandando tutta la saga magistratura ad altre puntate.
                MA PRIMA DI TUTTO HO IL DOVERE ED IL PIACERE DI FARE I MIEI PIÙ SINCERI COMPLIMENTI A ZWIRNER PER AVER AVUTO IL CORAGGIO DI EVIDENZIARE IL VULNUS ( scusate se faccio uso frequente di questi termine ) DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA: L’ INGERENZA PARTIGIANA DELLA MAGISTRATURA POLITICIZZATA.
                Sfido chiunque a confutare il principio costituzionale dell’ indipendenza, imparzialità, terzietà dei magistrati come base della DEMOCRAZIA, cosa che dev’ essere, anche FORMALE, oltre che, naturalmente FATTUALE.
                La sinistra italiana ha dedicato una sistematica attenzione ai dibattiti nella magistratura, ottenendo grandi successi all’ interno della magistratura che si qualifica di sinistra
                Non penso si possa contestare che i risultati si vedono, confermati da MAXHELLAS.
                I suoi ” LADRONI sono:
                Craxi, Dell’Utri e poi Berlusconi, Previti, Andreotti, Craxi, Forlani, Galan, Fiorito, Polverini, Formigoni….
                NE VEDETE UNO DI SINISTRA? NO??? E SAPETE PERCHE’? SONO TUTTI SANTI, come i MAGISTRATI.
                LA DABBENAGGINE DI CHI LO RITIENE POSSIBILE E SI SENTE UNA VERGINE NEL BEL MEZZO DI UN CASINO LEGISLATIVO E NORMATIVO ( FATTO AD ARTE ) CHE RENDE TUTTI PERSEGUIBILI E RICATTABILI VA OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO.
                Voglio fare alcune domande a tutti gli sfrenati giustizialisti di una giustizia farlocca, che si manifesta quotidianamente per le strade e le piazze ( della DROGA ) d’ italia.:
                - La tanto osannata TANGENTOPOLI, che risultati ha avuto: l’ Italia è migliorata o è peggiorata per la GRANDE AZIONE RIPULITRICE DEL MITICO PULL?
                - Qualcuno degli indignati di questo blog, mi vuole spiegare perché il PRESIDENTE DELL’ IRI, RE DI TUTTE LE TANGENTI, è stato graziato da DI PIETRO per poi dirigere da BRUXELLES LA DISFATTA DELL’ INGRESSO NELL’ EURO e addirittura diventare PDC?
                - Qualcuno mi vuole spiegare la morte di ROSSI da ROCCA SALIMBENI?
                - qualcuno……… ma lascaimo perdere…per ora.

                Certo ZWIRNER si limita all’ attualità, e l’ attualità sono quella setta che giustamente accusa di attaccare a tutti i livelli la politica, cosa estremamente pericolosa per gli equilibri democratici conseguenti alla quasi distruzione delle garanzie dei parlamentari.
                La resurrezione ad opera di DI MATTEO ( a quanto sembra aspirante a qualche ministero grillino ) della trattativa stato mafia, narrazione fake che paragonerei al RUSSIAN GATE, è finalizzata alla soluzione finale paranoica del nemico di certa magistratura, che è talmente radicata da voler arrivare all’ eliminazione TOTALE di SB, come se avesse ancora qualche CARICA ISTITUZIONALE o ONORIFICIENZA: non resta quindi, forse, che l’ eliminazione fisica?
                ZWIRNER tra l’ altro, penso, si riferisca alle insinuazioni sui dossier ed i ricatti a SALVINI derivanti dalla mancanza di fondi della LEGA.
                ECCO, QUESTO E’ IL PIU’ CLASSICO, PARTIGIANO INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA: IL SEQUESTRO DEI BENI DELLA LEGA.
                Il fatto che la LEGA abbia ottenuto i risultati che ha ottenuto, senza fondi, è la testimonianza che molti ne hanno pieni i cabasisi degli EDITTI DEI GIUDICI.

                PS: la gente, anche se ha paura a dirlo, ne ha più piene le palle nei confronti della magistratura ( che si è sputtanata da sola ), che contro i politici.
                Io sto dalla parte degli ELETTI.
                ORMAI I VITALIZI HANNO FATTO ESPLODERE I PENDOLINI A TUTTI QUANTI.

                • Maxhellas scrive:

                  Il problema non è la parzialità della magistratura, ma la frequenza con la quale si delinque, oltre al rilievo mediatico che viene dato (e qui si che c’è un’evidente asimmetria a favore della sinistra).
                  Per par condicio quindi cito alcuni tra i personaggi di sinistra finiti nelle mani dei “farlocchi” magistrati:

                  Giusy La Ganga (20 mesi di condanna e 500 mln di multa per finanziamento illecito)
                  Filippo Penati
                  Tiziano Butturini (2 anni e 5 mesi per corruzione)
                  Piero Marrazzo
                  Antonio Bassolino
                  Rosa Russo Iervolino
                  Vincenzo De Luca
                  Renato Soru
                  Ottaviano Del Turco
                  Primo Greganti

                  Più recentemente, per la vicenda Consip Luca Lotti e famiglia Renzi.

                  Concordo comunque, perché è innegabile, sullo strabismo della magistratura e della stampa. Non si spiega altrimenti l’attenzione verso Berlusconi e la distrazione verso personaggi che si sono distinti per la sistematica distruzione del sistema industriale italiano e dei risparmi degli italiani, come De Benedetti. O l’assenza virtuale dalle cronache giudiziarie di Briatore (consultare la sua biografia per farsi un’idea). Ciò non toglie che i personaggi da me citati nel post precedente sono stati giudicati e provati colpevoli ed in alcuni casi hanno patteggiato direttamente. Quindi, di che parliamo?

                  Va detto poi che il fatto che alcuni non abbiano pagato per le loro malefatte, non assolve gli altri eventualmente trovati colpevoli. Se prendo una multa per divieto di sosta, a poco serve che indichi al vigile che quel giorno non ero l’unico a sostare dove non era consentito…

                  Come chiosa finale, mi preme ricordare che le accuse di protagonismo, di essere di parte ed altre del tutto simili a quelle che Zwirner rivolge ai giudici attuali, erano rivolte a Falcone e Borsellino quando stavano in prima linea contro la mafia. Mi ricordo benissimo come venne osteggiata la nomina di Falcone a Roma all’Alto Commissariato per la lotta alla mafia e gli epiteti che ricevette da politici e da Magistratura Democratica (sinistra). Parliamo di Falcone (apolitico) e di Borsellino (da sempre e fino alla fine MSI), quindi la sinistra non c’entra.
                  Bene, gli stessi politici e giornalisti che non trovarono di meglio da fare che ricoprire di insulti e calunnie Falcone e Borsellino, cambiarono subitaneamente il tono all’indomani della loro scomparsa. Curioso, no?
                  Forse c’era anche Zwirner tra questi??

                  • martello carlo scrive:

                    COMINCIAMO DALLA PARTE PIÙ DIFFICILE: I MARTIRI DI SINISTRA:
                    - Giusy La Ganga : condannato per il nome
                    - Filippo Penati: 28 febbraio 2014 la Corte suprema di cassazione: non luogo a procedere
                    10 dicembre 2015: assolto in primo grado
                    - Tiziano Butturini : chi è?
                    - Piero Marrazzo: processo da GOSSIP. Si ritira in CONVENTO dopo essere stato dichiarato VITTIMA di un complotto ricattatorio, escludendo la Suprema Corte altresì ogni addebito, considerando la droga per solo uso personale e NON RAVVISANDO ILLECITI NELL’UTILIZZO DELL’AUTO BLU NEL CORSO DEI SUOI INCONTRI.PERCHÉ I REGOLAMENTI NON NE PREVEDEVANO RESTRIZIONI ALL’USO. Nella vicenda a luci rosse fanno da comparse anche DUE MORTI OCCASIONALI, ma è una storia a parte…POVERO FRATE
                    - Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: lasciamo perdere lotta di camorra
                    - Primo Greganti: il SALVO D’ACQUISTO del PCI che mi evita di doverti ribattere con il listone dei tangentari comunisti, l’ unico vero, antesignano, brevettato RUSSIAN GATE
                    - Vincenzo De Luca, Luca Lotti e famiglia Renzi.: frutti avvelenati delle lotte intestine alla sinistra e inizio del ” mandiamoli tutti a casa questi ladroni corrotti e incapaci dei politici ” con la condanna di DE LUCA per diffamazione aggravata nei confronti di un altro SUPER DIFFAMATORE con la faccia da VIPERETTA, vale a dire MARCO TRAVAGLIO.
                    - Su DEL TURCO NON MI ESPRIMO, tanto è oscura la matrice.

                    Avrei potuto cavarmela dicendo che queste eccezioni confermano la regola, ma ho voluto darti soddisfazione: la meriti, anche se sarebbe molto più difficile fare l’ elenco dei perseguiti o CONDANNATI del CDX e della LEGA: MANTOVANI, FABIO RIZZI, PROSPERINI, DAVIDE BONI, DOMENICO ZAMBETTI…… il resto lo lascio a te, se vuoi darmi una mano, aggiungendo gli infiniti altri alla tua lista che termina con FORMIGONI.
                    Alla fine la mia impressione è che le TOGHE ROSSE siano molto più attive e potenti di quelle ” NERE “, se esistono.
                    Tu me lo contesti, e lo capisco, ma alla fine le conseguenze politico/economiche degli ultimi 30 anni, anche tenendo conto che i PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA SONO STATI TUTTI DI SINISTRA, mi sembrano inequivocabili.

                    Tu dici ” Il problema non è la parzialità della magistratura, ma la frequenza con la quale si delinque ”
                    E’ indubbio che i ladri non manchino, ma mi sembra anche che siano soprattutto POLITICI, il che mi stupisce dopo il repulisti di DI PIETRO & C che praticamente hanno lasciato in piedi solo la sinistra, onesta per definizione, che ha gestito lo smembramento dell’ IRI.
                    Quanto alla WORLD BANK, te la raccomando: è l’ ennesimo carrozzone che si basa su input di agenti italiani che guardano troppi film di MORETTI e SAVIANO.
                    Con ciò non voglio negare che in Italia non esista la corruzione ( potrei insinuare che in altri tempi certi risultati elettorali al sud sarebbero stati considerati MAFIOSI ), solo che non esiste nella filmografia degli altri paesi un autolesionismo paragonabile al nostro MASOCHISMO.
                    RISULTATO? La paranoia del latrocinio e la psicosi di dover trovare una colpa a tutto e a tutti, produce la PARALISI DEL PAESE e i TERREMOTATI, DOPO DUE INVERNI, SONO ANCORA NELLE TENDE.

                    VIVA IL GIUSTIZIALISMO GESUITA SUGLI ALTRI.
                    TU HAI CHIESTO A ZWIRNER SE HA LE COLF IN REGOLA.
                    SCUSAMI SE TI SEGUO SU QUESTA STRADA: MA TU HAI SEMPRE PAGATO L’ IVA ALL’ IDRAULICO?

                    • Maxhellas scrive:

                      Chiaro che no, come tutti, come anche tu, credo.

                      Per questo mi fa sbellicare dalle risate l’attacco a Fico per la colf della sua morosa….

                      Soprattutto fatto da chi definisce farlocche TUTTE le indagini della magistratura. Come se l’unico “reato” non farlocco fosse quello relativo alla colf della morosa di Fico. Dai, per favore!

                      Ripeto: confermo, perché innegabile, lo strabismo delle indagini degli ultimi 20/30 anni. Tra l’altro, per Mani Pulite, l’allora PCI/PDS aveva avuto meno bisogno di tangenti perché fino al 92 l’Unione Sovietica provvedeva a finanziarlo. Inoltre, Primo Greganti non si sciolse come Mario Chiesa.

                      Il costo di 1 km di metropolitana a Milano era quasi il triplo prima di Mani Pulite….coincidenza?

                      • Maxhellas scrive:

                        Per la metro si sono stabilizzati sui livelli più bassi del post indagini se non erro.
                        Tuttavia abbiamo ancora un costo all’incirca doppio rispetto agli altri paesi che ci hanno investito (Germania, Francia, Spagna) per 1 km di ferrovia ad alta velocità.

                        Dai, che lo sappiamo tutti come funziona la faccenda in Italia (dove più e dove meno, ma sempre “alla grande”).

                        Prodi è stato un utile e rassicurante paravento per vincere le elezioni quando il PDS/DS era ancora troppo simile al PCI e per tenere insieme ulivi ed affini. Quanto alle sue “doti”, abbiamo visto tutti cosa è riuscito a combinare al governo…

                        Il modo in cui ha gestito il nostro ingresso nell’Euro è comunque indice di una delle 2 seguenti cause alternative:
                        1-ignoranza in materia di economia
                        2-malafede in ottemperanza ad esigenze di lobby
                        Tertium non datur.

                      • martello carlo scrive:

                        E poi? I costi come sono andati?
                        Nessuno vuole spiegarmi perché il Presidente dell’ IRI, Prodi è uscito indenne da tangentopoli, anzi fece carriere sfolgoranti, prima a livello europeo, ammanettandoci ( e in che modo )all’ € e poi come PDC. Lo aspettiamo alla PDR.
                        Forse tu sei l’ unico che potrebbe e sarebbe disposto a chiarirmelo.
                        GRAZIE.

                1. Gatón scrive:

                  Io rinominerei il Movimento 5 stelle in Stazionamento 5 stalli.

                  1. martello carlo scrive:

                    @ MAXELLAS 7 maggio 2018 alle 09:39.
                    Ripeto, meno male che ci sei: hai già risposto al 90% a quel gattone di SILVESTRO che invece di rincorrere Speedy Gonzales, l’ irraggiungibile TOPASTRO tedesco, risponde a vanvera, non sapendo che PESCI pigliare.

                    1. Marco.com scrive:

                      Stato avanzamento lavori a 2 mesi 2 dalle erezioni

                      Risultati acquisiti da 5s
                      Rdc : zero. Sparito dal dibattito

                      Risultati acquisiti da salvini
                      Legge fornero: zero. Nulla è stato presentato in parlamento
                      Flat tax: praticamente archiviata
                      Migranti respinti: zero
                      Ruspe attivate: zero
                      Pugni battuti sul tavolo a Bruxelles : zero

                      Risultati acquisiti in Regione Sicilia
                      Dirigenti licenziati : zero
                      Forestali licenziati: zero

                      Affari generali
                      Predisposizione piano per evitare aumento iva: zero
                      Predisposizione piano per i senza lavoro : zero

                      Aggiornamento al prossimo 4 del mese

                      1. Silvestro scrive:

                        Per coloro che vedono con favore l’uscita dall’euro, la liretta svalutabile a piacimento e l’emissione di cartamoneta in autonomia, suggerisco di verificare la situazione dell’ARGENTINA di questi giorni.
                        Innanzitutto i consuntivi del 2017 che risultano positivi, PIL al 2,9% riduzione dell’indebitamento con l’estero, inflazione ridotta al 25% (nel 2016 era al 40%), il neo Presidente Macrì che ha realizzato anche qualche riforma. Ma i mercati si attendevano risultati più significativi; i dubbi sulla solvibilità del Paese sono tornati ed i capitali hanno ripreso la fuga. Per invertire questa tendenza proprio ieri le banche hanno aumentato gli interessi al 40% ed emesso bond rimborsabili a 100 anni.

                        Meditate gente, meditate

                        • Gatón scrive:

                          Su questo argomento sono d’accordo.
                          E’ grave ?

                          • Silvestro scrive:

                            Finché succede in Argentina no.
                            Ma molti dei loro parametri economici assomigliano a quelli che vorrebbero i fautori del ritorno alla liretta.
                            L’argentina in più ha una estensione territoriale che è quasi 10 volte l’Italia, molte risorse naturali, un sistema agricolo efficiente (un po’ in crisi per le recenti siccità) ed una solida base industriale.
                            Però non hanno il paracadute dell’euro.

                            • martello carlo scrive:

                              Beh, non esageriamo col paracadute, l’ Argentina è andata in crisi quando ha preteso di mantenere a tutti i costi la PARITA’ COL DOLLARO.
                              Il nostro paracadute finirà quando si chiuderà il Q.E: con tutti i DEBITI FLESSIBILI ed i MIGRANTI FISSI lasciatici da RENZI, non vorrei che la liretta diventasse l’ EXTREMA RATIO.

                              • Maxhellas scrive:

                                Esatto. La crisi argentina (97-98) inizia con il fallimento del “peg” peso-dollaro 1:1.
                                Come sempre nella storia, se un paese non ha i le caratteristiche per entrare in un sistema di cambi fissi, conviene che ne resti fuori, con tutti i costi (inflazione e tassi mediamente più elevati) correlati. Che sono tuttavia inferiori al costo del fallimento del cambio fisso (default interno ed esterno come estrema ratio e sicuramente profonda recessione garantita).
                                Il tema è approfondibile da chiunque andando a leggere un po’ di materiale accademico su cambi fissi e cambi flessibili.

                                In tema di esempi di paesi UE che NON hanno adottato l’Euro senza per questo subire le 7 piaghe d’Egitto: UK, Polonia, Rep. Ceca, Svezia, Danimarca.

                                L’Italia avrebbe dovuto evitare di adottare l’Euro prima di aver sistemato i propri problemi strutturali. Pensare di entrare per poi sistemare i problemi strutturali è pia illusione. Ed infatti i paesi di questa specie che hanno fatto come noi (Grecia, Spagna, Portogallo) hanno sofferto le pene dell’inferno alla prima crisi seria.

                                Ad oggi, però, visto che il debito pubblico va comunque rimborsato in Euro (c’è una clausola contrattuale apposita ogni volta che lo stato emette titoli) l’eventuale uscita dall’Ero, con inevitabile svalutazione immediata della “lira”, unitamente al permanere in Euro del debito pubblico, provocherebbe l’immediato default del paese. Una bella gabola. Non resta che ringraziare Prodi e quelli come lui e sperare di riuscire a metterci in linea con i tedeschi in materia di efficienza amministrativa, stato sociale, corruzione, evasione fiscale, politica industriale e sostegno all’export. Troppo difficile? Beh, allora basterà attendere la prossima crisi e tornare a tagliare drasticamente i salari, via precarizzazione e licenziamenti/riassunzioni a meno…

                        1. Silvestro scrive:

                          Martello:
                          Mi fa piacere quando intervieni perché mi dai sempre l’occasione di precisare.

                          IL NOSTRO PARACADUTE SI SAREBBE GIA’ CHIUSO DA TEMPO se nel 2011 e 2012 Draghi non avesse raffreddato il nostro spread acquistando 102,8 miliardi bond italiani. E’ la quota più alta dei Paesi dell’eurozona seguita da Spagna (44,3 mld), Grecia (33,9 mdl) Portogallo (22,8 mld) Irlanda (14,2mld).

                          Ma questo non se lo ricorda mia nessuno.

                          • martello carlo scrive:

                            SILVESTRO: il piacere è mio quando ammetti che i discorsi incompleti possono essere tendenziosi.
                            Mi sembrano chiare e ammesse 2 cose
                            - chi ha salvato l’ Italia dal baratro ( montato ), non è stato MONTI, né i successivi governi di CSX che anzi hanno aumentato il DEBITO/PIL, pur dopo manovre lacrime e sangue, dal 116 al 132%, ma SILVIO BERLUSCONI con la nomina di DRAGHI all presidenza BCE.
                            - che RENZI ci ha riempito di flessibilità debitoria in cambio di immigrati da tutte le parti del mondo.
                            Invece hai omesso che il parallelo ARGENTINA/ITALIA conferma che le difficoltà del paese sono anche dovuto ad un CAMBIO FISSO fuori dalla realtà.
                            Comunque è pur sempre un grosso grasso passo avanti da parte tua.

                            UN MONUMENTO AL KAIMANO ED ELEZIONE DA SUBITO A PRESIDENTE EMERITO. DEL CONSIGLIO.

                          1. martello carlo scrive:

                            Ma da dove vieni?
                            Emma Bonino si chiama, socia del PD: il governo ha barattato flessibilità con migranti
                            https://quifinanza.it/soldi/migranti-in-italia-in-cambio-di-flessibilita-laccusa-della-bonino-al-governo/130040/
                            d’ altronde non dovrebbe essere necessario scomodare la Bonino, dovrebbe bastare un COMPRENDONIO DI MEDIA TAGLIA.
                            :-( :-( :-D :-D :-D

                            • martello carlo scrive:

                              MARCO, ti chiedo scusa per il doppione, non è STALKING: la risposta precedente era stata inviata con nick errato e quindi figurava sottoposto a moderazione, invece è passato ugualmente.

                            1. Marco.com scrive:

                              Qui in questo blog che ha una audience estremamente ristretta martello dice che i migranti li ha portati renzi
                              Non è un insulto all’intelligenza è espressione di mancanza di intelligenza
                              Martello come di maio: il nulla cosmico

                              • martello carlo scrive:

                                MARCO, DA DOVE VIENI?
                                EMMA BONINO si chiama, socia del PD: il governo ha scambiato FLESSIBILITA’ con MIGRANTI.

                                https://quifinanza.it/soldi/migranti-in-italia-in-cambio-di-flessibilita-laccusa-della-bonino-al-governo/130040/

                                D’altronde per capirlo non serve la Bonino, basta un COMPRENDONIO di MEDIO CALIBRO.

                                :-( :-( :-D :-D :-D

                                PS: leggendo il link, mi sono ricordato del frettolosamente sepolto ” LODO MORO “, ( accordo segreto con l’ OLP(?) per evitare attentati terroristici al cui confronto la TRATTATIVA STATO MAFIA fa ridere anche il più plagiato degli ANTIBERLUSCONIANI ) che sarebbe il caso di riesumare, in tema di persecuzione politico/magistraturale ed esclusioni politiche.

                              1. Silvestro scrive:

                                La situazione è piuttosto semplice (si fa per dire):
                                SALVINI vuole governare con M5S, ma non vuole Di Maio Premier e vuole portarci anche Berlusconi. No assolutamente col PD.
                                BERLUSCONI per acconsentire vuole almeno il riconoscimento politici dei M5S anche se li manderebbe volentieri a pulire i cessi.
                                M5S vuole governare con Salvini facendo il Premier ma senza Berlusconi. Non disdegna nemmeno una alleanza col PD (come se fosse la stessa cosa).
                                PD rifiuta M5S perché dovrebbe rinnegare tutto quello fatto in precedenza e non ha altre alternative.
                                PD e Berlusconi non vogliono elezioni anticipate ma anche M5S è un po’ incerto.

                                Il nuovo Governo, qualunque sia, dovrà trovare subito 12,5 miliardi quest’anno e 30 nel 2019 per evitare l’aumento dell’IVA e probabilmente qualche altro miliardo per assestamento di bilancio 2018. E’ QUINDI EVIDENTE CHE I VINCITORI A PAROLE VOGLIONO GOVERNARE, MA TUTTI NE FAREBBERO VOLENTIERI A MENO.

                                Intanto, completamente presi da baruffe da cortile, liste di proscrizione, recriminazioni giudiziarie, trascuriamo che a Bruxelles si sta cominciando a discutere il bilancio quinquennale della UE sia nelle varie voci da finanziare che nella ripartizione tra i vari Paesi. L’Italia naturalmente è il grande assente ed altri decideranno per noi.

                                E’ un’altra occasione persa per chi voleva rovesciare i tavoli delle discussioni, e di chi non voleva sottostare ai diktat europei. Ma le nostre beghe interne sono molto più importanti.
                                Meditate gente, meditate.

                                1. Francesco scrive:

                                  Martello Carlo, io non so da quale parte politica tu stia e francamente poco mi interessa ai fini della discussione. condivido pienamente che uno degli obiettivi di quella parte di magistratura politicizzata sia la distruzione di SB, che è stato in un certo senso (a mio avviso) utilizzato dalla sinistra come cavallo di battaglia delle più recenti campagne politiche, come se fosse lui il male dell'Italia. premesso che a me Berlusconi non è mai piaciuto nè ho mai condiviso la sua linea politica, credo si debba ammettere che la sua ascesa come quella di altri partiti sia stata favorita dalla pochezza dei nostri rappresentanti, peraltro che rispecchia pienamente il classico pensiero italiano "l'importante è che stia bene io, degli altri ne ne frego". le battaglie della magistratura mi sembrano più che altro il tentivo ben riuscito di gettare fumo negli occhi agli italiani, cercando di nascondere i veri problemi del nostro paese e l'assoluta mancanza di idee per uscire da questa situazione, cosa che accomuna tutti gli schieramenti politici, nessuno escluso. purtroppo e a malincuore non vedo prospettive ottimistiche, ma solo il tentativo da tutte le parti indistintamente di attaccarsi a qualche sedia usando tutti gli strumenti a disposizione (chi la magistratura, chi gli sbarchi, chi il jobs act, chi le colf e le auto blu)… e il risultato è che a due mesi dalle elezioni, con risultati peraltro estremamente chiari, ancora siamo senza un governo e si chiedono già nuove elezioni… che miserie…

                                  • martello carlo scrive:

                                    FRANCESCO, capisco la tua delusione dopo un risultato elettorale così chiaro, ma l’ impasse è causata proprio da ciò che tu stesso hai ammesso: la trentennale campagna denigratoria, di odio, di accuse e di condanne ( soprattutto morali ) nei confronti di SB.
                                    E’ proprio la preclusione nei suoi riguardi che ha impedito, almeno formalmente, un governo CDX/5S.
                                    Non sono orbo, i difettoni del KAIMANO li vedo anch’io, ma a costo di sembrare ingenuo, sono convinto che pochi uomini politici abbiano avuto a cuore le sorti del paese come lui e se avesse avuto delle forze politiche dietro di sé con lo stesso cuore, ora l’ Italia non sarebbe certo in queste condizioni.
                                    D’ altronde, il paese non è stato salvato dalla speculazione da parte di MARIO MONTI, bensì da DRAGHI alla BCE, un suo capolavoro politico ai danni della GERMANIA….. e questo l’ ha pagato come l’ ha pagato.
                                    CIAO.

                                  1. Maxhellas scrive:

                                    Insomma, secondo Zwirner le stime della Banca Mondiale sulla corruzione in Italia, che ci vedono primi in valore assoluto in Europa e secondi in rapporto al Pil solo alla Grecia, sono tutte fandonie. Tutte invenzioni dei magistrati. Craxi un povero perseguitato e Dell’Utri una vittima innocente di feroci torturatori. Un disegno che parte dagli anni ’90 per far si che un movimento nato nel 2007 (17 anni dopo, che lungimiranza!) prenda (ma dove?) il potere nel 2018.

                                    Una domanda sorge spontanea. Zwirner, ma dove vivi? Sveglia!

                                    Semmai sono i cattivi comportamenti inveterati di gran parte della politica, locale (Galan vittima anche lui!) e nazionale, che hanno portato i cittadini a votare qualcuno che potesse dare un minimo di speranza, apparendo come nuovo!
                                    Senza la corruzione dilagante (quella che fa costare più del doppio rispetto agli altri paesi UE un km di ferrovia ad alta velocità, o di metropolitana milanese prima di mani pulite, per intenderci), il M5S non sarebbe mai nato. Non ce ne sarebbe stato bisogno. E neanche la Lega, che infatti sorse quasi dal nulla proprio durante “Mani Pulite”, anch’essa osteggiata e diffamata continuamente all’epoca dalle “belle persone benpensanti” alla Zwirner. Persone che ancora si ostinano a non capire nulla, o forse a ripetere assurdità in malafede, ribaltando continuamente il senso delle cose, confondendo causa con effetto e dimenticando con disonestà intellettuale infinita, ciò che è stata la storia degli ultimi 30 anni del nostro paese.

                                    • Maxhellas scrive:

                                      A proposito, sempre in tema di verità, l’auto blu era un autobus, mi pare….e per la colf stiamo a vedere. Nel caso, la verità salterà sicuramente fuori, come nel caso delle mancate restituzioni.
                                      Rimane il fatto che nessun altro partito ha restituito alcunché, quindi, da che pulpito?
                                      Mi piacerebbe sapere, poi, se a casa Zwirner la/le colf sono in regola con i contributi o se sono in nero come nel 99,9% delle case italiane. Interessante poi che la colf in nero (peraltro non sua ma della sua compagna) sia giudicata da Zwirner una colpa mortale per Fico, mentre tutte le indagini svolte da Mani Pulite in poi, lo stesso Zwirner ci illumina definendole “farlocche”. Forse urge andare a consultare un vocabolario alla voce “coerenza”.

                                      • diogene scrive:

                                        occorre consultare il vocabolario alla voce “faziosità”

                                        • Maxhellas scrive:

                                          Si può essere di parte. Tutti lo siamo. Ma non si può negare la STORIA degli ultimi 30 anni del nostro paese e confondere tutto.

                                          I 5 stelle non sono santi, non sono così stupido da illudermi che faranno miracoli. Ma da qui a costruire un assurdo complotto delle toghe per farli arrivare al potere (complotto fallito peraltro finora) è un insulto all’intelligenza.

                                          Non sono fazioso, cerco di chiamare le cose col loro nome: le mancate restituzioni ci sono state, come le candidature “pittoresche” e tante altre storture del M5S (al quale non sono iscritto). Mai negate! Le vedo e le tengo presente nel giudizio da elettore.

                                          Mi piacerebbe non si mettessero in dubbio però anche le sentenze di 3° grado che definiscono e qualificano una serie di personaggi della politica NON M5S, come Berlusconi, Dell’Utri, Previti, Andreotti, Craxi, Forlani, Galan, Fiorito, Polverini, Formigoni….vado avanti???

                                          Lasciar intendere che sono più o meno tutti vittime di magistrati megalomani e oggetto di indagini farlocche, questa si che è faziosità. O dovremmo forse chiamarlo negazionismo.

                                          • Maxhellas scrive:

                                            Diogene, l’ho capito dopo aver postato….l’età avanza…

                                          • diogene scrive:

                                            non era riferito a te …..

                                          • Maxhellas scrive:

                                            Grazie Silvestro.
                                            Non sono spietato. Faccio sempre esercizio e sforzo (si, è spesso uno sforzo) di realismo, al fine di evitare di piegare la realtà alle mie opinioni. Un esercizio che ricorda i roghi e le scomuniche della Chiesa verso chi sosteneva il modello eliocentrico, tanto per capire quale sia la forma mentale di chi così “ragiona”.

                                            Sforzarsi di essere obiettivi è un dovere civico, l’unico che permette di non dare un sostegno a vita ad una parte politica, a prescindere dai suoi comportamenti concreti. Nei miei 34 anni da elettore (51 in anagrafe) ho spesso cambiato i destinatari del mio voto, promuovendo e bocciando, a livello nazionale e locale, le eventuali prove di governo concreto e le idee portate avanti.
                                            Fare i “tifosi” in politica non rende servizio a nessuno. soprattutto a noi come cittadini.

                                          • silvestro scrive:

                                            Non ti credevo cosi spietato. Ma devo dedurre che la tua frequenza su questo blog è piuttosto recente. Zwirner è storicamente un avversario spietato dei giudici, e non perde occasione per dimostrarlo.

                                            Su questo è piuttosto coerente ed ebbi con lui contrasti piuttosto accesi. Quando si dichiarava apertamente “sempre e solo berlusconiano” e nel 2009 cominciarono a filtrare le prime indiscrezioni su Noemi & co., Zwirner non esitò a schierarsi contro il “movimento violentemente giustizialista ed eversivo”, e l’ “accanimento politico dei giudici” (termini ancora oggi molto cari a Martello).
                                            Poi ci fu la nipote di Mubarack, l’igienista dentale Minetti ed i bunga bunga di Arcore ed i lauti compensi alle ‘animatrici’. Tutti accertamenti ormai consolidati.

                                            Ma la carne è debole e la memoria è corta.

                                    1. Marco.com scrive:

                                      Purtroppo è arrivata la trattazione paranoica
                                      Va beh chissenefrega

                                      1. diogene scrive:

                                        le cose stanno cos’: ormai Salvini ha sbaragliato tutti.

                                        Fin tanto chè non lo lasceranno governare (diciamo meglio: cercare di governare), non faranno altre che aumentare i voti che prenderà alle prossime elezioni.

                                        Salvini (merito suo) ha coagulato una aspettativa di poter migliorare le cose che non è contrastabile.
                                        Ormai , per tanti italiani, è come il miglior Padre Pio

                                        Non ci sono ‘azzi.

                                        1. diogene scrive:

                                          Secondo me anche Panebianco può dire cazzate.
                                          Sono tutti teoremi non dimostrati e non dimostrabili.
                                          Che in Italia ci siano troppi furbetti e che il costume nazionale non sia improntato al rispetto degli altri, mi sembra piuttosto indiscutibile.

                                          Prendersela con i magistrati e assolvere la cialtronaggine ? Non mi sembra un gran discorso

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