21
set 2017
AUTORE micheloni
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VR-SAMP LA PARTITA DEL CUORE

Nella giornata con in campo la formazione più improbabile il Verona gioca una partita tutta cuore e grinta e muove seppur di un punto la classifica.
Con la Samp contava questo certo ma ancor più dimostrare che nonostante tutti i limiti e sfighe varie nella lotta per la salvezza ci possiamo stare.
Sia chiaro non è stata una partita “ben giocata” ma al confronto delle precedenti sicuramente “giocata”.
Ho rivisto giocatori metterci la gamba, entrare duro, correre, correre,correre… e non ultimo un allenatore che urlava, si sbracciava, spingeva i suoi come un comandante deve fare.
Come chi rischia di affogare, il Verona è stato sino ad ora in apnea e ha via via perso i sensi. Ma quando il cuore poteva smettere di battere ecco un enorme respiro e il ritorno alla vita che nel calcio sta per ritorno al gioco, alla determinazione, all’unitá di intenti e al sacrificio personale che moltiplicato per ogni giocatore in campo diventa collettivo.
I problemi per l’Hellas sono sempre tanti ma aver rivisto lo spirito di chi non molla mai lascia aperta una speranza per il futuro.
E se qualcuno aveva qualche dubbio che nello spogliatoio il problema fosse Pecchia ha avuto dimostrazione che la squadra è con lui, non si spiegherebbe altrimenti un cambio di personalità e determinazione come quello visto con la Samp.
So che il Bentegodi avrebbe voluto vedere Kean al fianco di Pazzini e non al suo posto, ma la differenza di panchina (Zapata e Ramirez contro Zaccagni e Kean) già lasciava presagire il finale che è stato con la Samp alla ricerca della vittoria a tutti i costi, mancata solo grazie agl iinterventi miracolosi di Hertaux e Caracciolo. E quindi, giusto così, una punta per una punta senza stravolgere l’assetto tattico (anche perchè tre palle svirgolate su quattro erano il sintomo che il Pazzo non ne aveva proprio più).
Ora sotto con la Lazio. Senza illusioni certo. Ma almeno con la consapevolezza che cuore e grinta possono sopperire ai tanti, troppi limiti tecnici.
È una magra consolazione lo so, ma vista la pochezza nella bassa classifica che ha registrato le ennesime scoppole in stile “poker” e “manita”, oggi metterne tre dietro ci sembra un pò meno una “mission impossible”.

18
set 2017
AUTORE micheloni
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1.331

O SI CAMBIA… O BISOGNA CAMBIARE!

L’Hellas Verona inizia una settimana a dir poco importantissima con il doppio appuntamento al Bentegodi contro Samp e Lazio.
Visto l’andazzo di prestazioni e risultati credo che firmeremmo tutti per una vittoria (anche su autogol) contro i blucerchiati e un pareggio contro una Lazio che sta viaggiando a mille. 5 punti in classifica che per quanto pochi dopo 6 giornate, farebbero restare il Verona a galla nel minitorneo (al momento di 8 squadre) per non retrocedere. Ma sarà tutt’altro che facile.
Se l’Hellas piange non è infatti che Benevento (visto che non siamo i soli a prendere scoppole?) Crotone, Spal, Sassuolo, Genoa, Udinese, Bologna e lo stesso Chievo, abbiano granché da ridere.
Serve una prestazione che cancelli la pochezza espressa sinora. Ma aspettarsi che nel giro di tre giorni dei teneri agnellini si trasformino in famelici leoni è decisamente poco credibile.
Cosa fare allora?
Mia personale opinione: Pecchia dimostri di saper ascoltare, non certo il sottoscritto, ma tutti gli esperti opinionisti ed ex calciatori che hanno individuato carenze non solo di organico ma anche di “bastone” del comando sia in termini tecnico-tattici che caratteriali.
Inizi poi con il mettere i giocatori in grado di esprimersi al meglio e non chiedere loro adattamenti tattici capaci solo di snaturarli.
Se Pazzini solo davanti è facilmente contenibile dalle difese avversarie (serve dirlo alla noia che non ha le caratteristiche di Toni?) bisogna mettergli al fianco qualcuno che lo supporti “stabilmente” e non sporadicamente, nella fase offensiva. Con meno pressione e più spazi il Pazzo potrà tornare decisivo.
Se Buchel e Zuculini non hanno il piede per impostare e la gamba per ripartire è una bestemmia immaginare di vederne in campo solo uno, affidando tali compiti a colui che queste doti le ha entrambe come Bessa?
Mancando in difesa Ferrari e Souprayen è plausibile una linea a 3 con Caceres, Hertaux, Caracciolo e il supporto dei due esterni di centrocampo quando si trasforma a 5? (uno di questi Rómulo).
Ho rispetto di Pecchia ma credo sia finito il tempo di insistere su concetti e scelte che si sono rivelate inefficaci se non fallimentari.
Esistono equilibri che nel calcio di oggi sono imprescindibili e spesso smentiscono tecnici che si credono i soli e unici depositari di verità e competenze.
Dimostri coraggio Pecchia. Prenda a calci in culo chi non pressa alto, chi ha troppa paura, chi tira indietro la gamba, chi non ha carattere (o gli attributi) per lottare sino all’ultima goccia di sudore e i crampi alle gambe.
Serve cattiveria. Rabbia! Il Bentegodi farà il resto.

18
set 2017
AUTORE micheloni
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O SI CAMBIA… O BISOGNA CAMBIARE

L’Hellas Verona inizia una settimana a dir poco importantissima con il doppio appuntamento al Bentegodi contro Samp e Lazio.
Visto l’andazzo di prestazioni e risultati credo che firmeremmo tutti per una vittoria (anche su autogol) contro i blucerchiati e un pareggio contro una Lazio che sta viaggiando a mille. 5 punti in classifica che per quanto pochi dopo 6 giornate, farebbero restare il Verona a galla nel minitorneo (al momento di 8 squadre) per non retrocedere. Ma sarà tutt’altro che facile.
Se l’Hellas piange non è infatti che Benevento (visto che non siamo i soli a prendere scoppole?) Crotone, Spal, Sassuolo, Genoa, Udinese, Bologna e lo stesso Chievo, abbiano granché da ridere.
Serve una prestazione che cancelli la pochezza espressa sinora. Ma aspettarsi che nel giro di tre giorni dei teneri agnellini si trasformino in famelici leoni è decisamente poco credibile.
Cosa fare allora?
Mia personale opinione: Pecchia dimostri di saper ascoltare, non certo il sottoscritto, ma tutti gli esperti opinionisti ed ex calciatori che hanno individuato carenze non solo di organico ma anche di “bastone” del comando sia in termini tecnico-tattici che caratteriali.
Inizi poi con il mettere i giocatori in grado di esprimersi al meglio e non chiedere loro adattamenti tattici capaci solo di snaturarli.
Se Pazzini solo davanti è facilmente contenibile dalle difese avversarie (serve dirlo alla noia che non ha le caratteristiche di Toni?) bisogna mettergli al fianco qualcuno che lo supporti “stabilmente” e non sporadicamente, nella fase offensiva. Con meno pressione e più spazi il Pazzo potrà tornare decisivo.
Se Buchel e Zuculini non hanno il piede per impostare e la gamba per ripartire è una bestemmia immaginare di vederne in campo solo, affidando tali compiti a uno che queste doti le ha entrambe come Bessa?
Mancando in difesa Ferrari e Souprayen è plausibile una linea a 3 con Caceres, Hertaux, Caracciolo e il supporto dei due esterni di centrocampo quando si trasforma a 5? (uno di questi Rómulo).
Ho rispetto di Pecchia ma credo sia finito il tempo di insistere su concetti e scelte che si sono rivelate inefficaci se non fallimentari.
Esistono equilibri che nel calcio di oggi sono imprescindibili e spesso smentiscono tecnici che si credono i soli e unici depositari di verità e competenze.
Dimostri coraggio Pecchia. Prenda a calci in culo chi non pressa alto, chi ha troppa paura, chi tira indietro la gamba, chi non ha carattere (o gli attributi) per lottare sino all’ultima goccia di sudore e i crampi alle gambe.
Serve cattiveria. Rabbia! Il Bentegodi farà il resto.

17
set 2017
AUTORE micheloni
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MISTER PECCHIA… MA CI È O CI FA?

Premessa: il primo e principale colpevole di questa situazione è il proprietario/presidente Setti. Lui ha rinnovato a giocatori inadatti alla Serie A, lui ha scelto un ragioniere ossequioso e aziendalista come il DS Fusco, lui ha confermato Pecchia nonostante i molti dubbi, lui è perennemente al verde nonostante i milioni entrati in questi anni (e tanti) sia dai diritti TV, sia dal mercato che dal paracadute.
Detto questo questa mia è indirizzata a Mister Fabio Pecchia (ne seguirà una al DS Fusco), al quale vorrei porre all’attenzione queste mie personali considerazioni.
1) Siamo oramai in circa 20 mila tifosi ad aver appurato l’incapacità totale di Souprayen in fase difensiva. Solo lei non lo vede? Scommetto che in settimana gli avversari si allenano sulla sua fascia. Si viaggia come sulla BRE.BE.MI. Una meraviglia.
2) Pazzini fuori è in primis una delegittimazione della figura del Capitano. Ogni squadra ha un allenatore in campo (chi anche più di uno). Un leader insomma… il nostro scusi mister chi è?. Dice che il Pazzo è fuori forma? A noi sinceramente non sembra. E comunque peggio di Bessa, Fares e Kean, nel ruolo di prima punta sarà difficile possa fare. E poi scusi ma se non gioca mai come pensa possa venderlo Fusco a gennaio?
3) Pazzini non è attaccante che fa reparto da solo. Con una sola punta con le sue caratteristiche puoi giocare in B ma non in A con i difensori avversari di livello. 4-4-2 o 3-5-2? Si certo lo so che il totale fa sempre 10 ma… lasciamo perdere và.
4) ma la preparazione in ritiro l’avete fatta o siete andati di canederli, birra e strudel? Vedere giocatori che camminano a inizio campionato è a dir poco imbarazzante. Si è guardato quanto corrono i giocatori del Benevento, Spal, e lo stesso Crotone? ma i test dicono qualcosa a lei e preparatore atletico o andate a occhio?
5) ma il suo calcio tutto pressing alto, corsa, determinazione e votato all’attacco che fine ha fatto? È dal girone di ritorno dello scorso anno che si è perso e non si hanno più notizie. Rivolgersi a “Chi l’ha visto” no eh?
6) Buchel e Zuculini sono simili. Si, entrambi straordinariamente lenti, macchinosi, tutt’altro che registi e incontristi. Potrebbe chiedere al suo amico Benitez se li schiererebbe mai insieme?.
7) Bessa da il meglio di se dietro alle punte o come regista basso (dove magari non ha il fisico per interdire ma almeno la visione di gioco e le ripartenza giuste). Le ha fatto qualcosa di male per meritare di essere esiliato sulla fascia?
8) Se ne andrebbe per onestà intellettuale di fronte all’incapacità di invertire la rotta o sta facendo di tutto per farsi cacciare e mantenere lo stipendio? (guardi che se resta rischia di perdere molto di più… la faccia)
9) ci può dire a quanto ammonta il “Premio Retrocesione? Visto che il suo stipendio è il più basso della A immagino sia uno dei “bonus” concordati con Setti. (scherzo naturalmente).
Infine un ringraziamento e una preghiera.
Grazie per aver confermato Nicolas che resta a mio avviso inadeguato al ruolo in serie A ma almeno ha dimostrato di non voler passare per capro espiatorio di questo inizio fallimentare.
La preghiera è invece di battere la Samp e riconsegnarci se ci riesce una “Squadra” e un barlume di speranza. Lo faccia per se ma anche per smentirmi e farmi mangiare un pò di merdina per questo mio irriverente post. Le assicuro, io per l’Hellas mangio questo e altro.

P.S.
Visto il flop motivazionale suo nella determinata intervista del venerdì e del Presidente Setti nella sua visita a Peschiera, non crede che ingaggiare un “motivatore” professionista possa essere utile?
Sa a forza di vedere quanto si è scarsi e sentirselo ripetere si finisce per crederci davvero. E la faccia da ebeti di molti giocatori in campo dimostra che siamo sulla buona strada.

13
set 2017
AUTORE micheloni
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1.106

IL TEOREMA DI THOMAS

Come molti sanno da due anni vivo in Salento e più precisamente a Lecce, che per la cronaca ha appena iniziato (e non benissimo) il suo quinto anno di Lega Pro dopo due semifinali e due finali di playoff perse.
Mi sono imbattuto in un articolo sul quotidiano locale a firma di Gabriele De Giorgi a seguito delle dimissioni dell’allenatore dei giallorossi.
Mi è piaciuto perché tratta il “sintomo” popolare che attraverso soprattutto il web condiziona lo status psicologico di una squadra, fermo restando che poi la differenza in campo la fa il tasso tecnico e qualitativo dei giocatori e la bravura della guida tecnica.
Il disastroso campionato di due anni fa con conseguente retrocessione in B dell’Hellas Verona è stato avvertito dalla maggior parte della tifoseria come il sogno che si spezza di aver finalmente trovato una Società seria e capace. A poco è valsa una promozione poco entusiasmante, anticamera di un mercato povero è pieno di scommesse sfociato in questo pessimo inizio di stagione. Il che ha generato una sfiducia collettiva senza precedenti.
Sperando non risulti troppo lezioso… Buona Lettura.

COME FARSI DEL MALE DA SOLI: EFFETTI COLLATERALI DELLA GOGNA MEDIATICA.
Delusioni vecchie e nuove hanno costituito il brodo di coltura di un pessimismo cosmico e anticipato che per certi versi rappresenta un buon esempio di quella che i latini chiamavano ‘cupio dissolvi’ ma anche di quella che in tempi più recenti è stata ribattezzata la ‘teoria delle profezie che si autoavverano’, affermatasi nella sociologia americana sulla base del teorema di Thomas che dice: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”. Traduzione: se alle prime difficoltà la maggioranza dei tifosi e dell’ambiente si convince che sarà un altro anno senza gloria, allora sarà sicuramente l’ennesimo campionato di lacrime amare.
Del resto il dibattito si sta spostando sempre più nell’arena virtuale, dove un qualsiasi sciamano sciagurato può infervorare gli animi dicendo tutto e il contrario di tutto.
La necessità di mettere on line ogni maledetto inutile dettaglio, ogni maledetto giorno, in una stupida rincorsa di competitività a colpi di click, sta annullando quella giusta distanza che serve a vedere le cose, problemi compresi, nella giusta dimensione.
Anzi, la distorsione delle prospettive, l’esasperazione dei toni, la maniacalità della narrazione sportiva, sta favorendo l’affermarsi di un involontario isterismo di massa, magari inconsapevole, che brucia sull’altare delle proprie pulsioni anche le migliori intenzioni e le migliori risorse.
Stiamo disumanizzando a colpi di gogna mediatica quel poco di calcio vero che ci era rimasto.
Ecco, forse quello che si dovrebbe auspicare è un bagno di umiltà: per i predicatori di odio, per i leoni da tastiera, per i fanatici di ogni sorta.
Ma non sarà fatto perché invece di ascoltare e comprendere, smaniamo dalla voglia di autocelebrarci, di contare i like.

12
set 2017
AUTORE micheloni
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1.000

SETTI IMPARI DA NICOLAS

Prima o poi capita a tutti nella vita di trovarsi davanti delle prove per le quali non ci sentiamo sicuri di esserne all’altezza.
Esami di fronte ai quali si può solo tentare, provarci, crederci. È null’altro che la quotidiana sfida ad un mondo sempre più difficile, più competitivo e implacabilmente selettivo.
Ognuno di noi ha il dovere di mettersi in gioco facendo leva sulla propria determinazione e voglia di arrivare. Peccato che spesso non basti.
È in sintesi un pò quello che è successo a Nicolas David Andrade portiere del nostro Hellas, che dopo anni di gavetta in giro per campionati minori ha colto la promozione in serie A e giustamente, una volta riconfermato numero 1, se l’è giocata. Com’è andata in queste prime tre gare è sotto gli occhi di tutti.
Cosa possa provare un ragazzo di fronte ad un sogno che svanisce sotto la voce fallimento lo si può solo immaginare. Le lacrime nello spogliatoio sono il crollo psicologico ad un peso che probabilmente lo stesso Nicolas non era certo di saper e poter reggere.
Quello che più stupisce invece è la sua determinazione (e coraggio) nel volersi presentare in conferenza stampa, mettendoci la faccia come raramente capita di vedere in questo sempre più falso e ipocrita mondo del calcio.
Il coraggio di chiedere scusa, il coraggio di voler credere ancora in se stesso… Si Signori, ci vuole coraggio al giorno d’oggi per chiedere perdono. E altrettanto coraggio a trovare dentro se stessi la forza per rialzarsi dopo una brutta caduta.
Ecco perché pur non considerando Nicolas affidabile in termini tecnici al compito di difendere la porta Gialloblù, ho grande rispetto e stima di lui come persona e professionista.
È caduto, ha chiesto scusa e anche se a fatica si aggrappa alle sue certezze per non affondare nel baratro della disistima personale, da cui difficilmente uno riesce poi ad uscirne.
A me è capitato. Per questo mi sento emozionalmente vicino al nostro portiere.
Si cari Butei… il ‘nostro’ portiere, un giovane forse non all’altezza che ci ha provato e a prescindere da tutto a questa maglia ci tiene, da primo o da secondo che sia.
Se è capitato anche a voi nella vita lo sosterrete con affetto. Qualora al contrario non lo abbiate provato… abbiate fede, nessun culo finisce nella tomba senza aver sbattuto a terra almeno una volta.

Detto questo dico al Presidente Setti: “impari da Nicolas” portiere certo con dei limiti ma al confronto del Patron, sicuramente un vero uomo.

10
set 2017
AUTORE micheloni
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1.476

VR-FIO BENEDETTA MANITA

Detto tra noi, sconfitta per sconfitta, lo 0-5 contro la Fiorentina è il miglior risultato possibile. La “manita” infatti mette a nudo i tanti, troppi problemi della squadra gialloblù.
Centrocampo lento e fragile, difesa insicura e attacco non pervenuto. Non c’è nulla da salvare della partita contro gli amici viola.
Per Pecchia che da oggi dovrà convivere con l’ironia nei suoi confronti dalla tifoseria gialloblù, è il momento di giocare a carte scoperte. Siamo solo alla terza di campionato e la rosa è quella che è, ma se non arrivano segnali confortanti nelle prossime tre gare (Roma all’Olimpico e doppio turno casalingo contro Samp e Lazio) l’auspicio è che non si ripeta l’agonia di due anni orsono con Mandorlini e le sue zero vittorie in 18 gare.
Ho apprezzato il suo prendersi completamente la colpa della sconfitta in conferenza stampa post-partita. Gli fa onore non solo perché così facendo protegge la squadra quanto perché la sconfitta è in larga parte “realmente” colpa sua.
Il tempo delle prove è finito e a malincuore vanno prese delle decisioni drastiche.
Fares è assolutamente inadatto alla serie A benché con la Fiorentina sia risultato alla fine uno dei meno peggio. Vederlo titolare è il più grande mistero dopo la Santissima Trinità. Insistere su di lui è da testardi e presuntuosi e dopo anni di Mandorlini, io di arroganza ne avrei anche piene le tasche (premesso che nel caso del mister ravennate i risultati erano quantomeno dalla sua).
Lo stesso dicasi per Nicholas un portiere che molto raramente ci ha fatto guadagnare punti e che al contrario ha invece sulla coscienza più di una sconfitta. Se Silvestri è più scarso del brasiliano allora il problema si fa non serio ma drammatico; benché di ciò si debba ringraziare il DS Fusco che non ha ritenuto doversi attivare in sede di mercato. Un portiere insicuro o inaffidabile indebolisce qualsiasi difesa, figuriamoci una di per sè non eccelsa come quella gialloblù.
Difesa che una volta di più si è dimostrata a dir poco imbarazzante. Lenta, insicura, traballante, con una condizione atletica da fine campionato anzichè da inizio torneo. Difesa che ha dimostrato comunque di prediligere la linea a 3 rispetto a quello a 4. Almeno con i due esterni di centrocampo che rientrano i difensori diventano 5, il che oggi come oggi male non fa.
A centrocampo Zuculini e Buchel hanno le medesime caratteristiche: lenti, macchinosi, prevedibili. Bessa è buono solo dietro alle punte. Rómulo con tutti i suoi limiti non può restare in panchina.
Infine Pazzini, che si sa non è Toni. Il Pazzo ha bisogno di un altro attaccante che gli liberi pressione e spazi. Kean è quanto passa il convento ma è un obbligo provarci. Magari l’accoppiata “nonno-nipote” (calcisticamente parlando ovvio) potrebbe essere meglio del nulla visto sinora.
Su Verde che dire… a me sembra ancora “verde”, ovvero acerbo per la A.
Se ritiene caro Mister Pecchia di avere una rosa inadeguata, abbia il coraggio di farsi da parte e ne guadagnerà il suo curriculum (nessuno le imputerà infatti una eventuale retrocessione). Se invece alla salvezza ci crede davvero cominci a dimostrarlo.
È il momento delle scelte. Le faccia! Solo così la “manita” contro la Viola avrà avuto un senso.

10
set 2017
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VR-FIO BENEDETTA MANITA

Detto tra noi, sconfitta per sconfitta, lo 0-5 contro la Fiorentina è il miglior risultato possibile.
La “manita” infatti mette a nudo i tanti, troppi problemi della squadra gialloblù.
Centrocampo lento e fragile, difesa insicura e attacco non pervenuto. Non c’è nulla da salvare della partita contro gli amici viola.
Per Pecchia che da oggi dovrà convivere con l’ironia nei suoi confronti dalla tifoseria gialloblù, è il momento delle Detto tra noi, sconfitta per sconfitta, lo 0-5 contro la Fiorentina è il miglior risultato possibile. La “manita” infatti mette a nudo i tanti, troppi problemi della squadra gialloblù.
Centrocampo lento e fragile, difesa insicura e attacco non pervenuto. Non c’è nulla da salvare della partita contro gli amici viola.
Per Pecchia che da oggi dovrà convivere con l’ironia nei suoi confronti dalla tifoseria gialloblù, è il momento di giocare a carte scoperte. Siamo solo alla terza di campionato e la rosa è quella che è, ma se non arrivano segnali confortanti nelle prossime tre gare (Roma all’Olimpico e doppio turno casalingo contro Samp e Lazio) l’auspicio è che non si ripeta l’agonia di due anni orsono con Mandorlini e le sue zero vittorie in 18 gare.
Ho apprezzato il suo prendersi completamente la colpa della sconfitta in conferenza stampa post-partita. Gli fa onore perché a dire il vero la stessa se non completamene è davvero in larga parte colpa sua.
Il tempo delle prove è finito e a malincuore vanno prese delle decisioni drastiche.
Fares è assolutamente inadatto alla serie A. Vederlo titolare è il più grande mistero dopo la Santissima Trinità. Insistere su di lui è da testardi e presuntuosi e se mi permette dopo anni di Mandorlini ci risparmi altra inutile arroganza (premesso che nel caso del mister ravennate i risultati erano quantomeno dalla sua).
Lo stesso dicasi per Nicholas un portiere che molto raramente ci ha fatto guadagnare punti e che al contrario ha invece sulla coscienza più di una sconfitta. Se Silvestri è più scarso allora il problema si fa non serio ma drammatico, benché di ciò si debba ringraziare il DS Fusco che non ha ritenuto doversi attivare in sede di mercato. Un portiere insicuro o inaffidabile indebolisce qualsiasi difesa, figuriamoci una di per sè già non eccelsa come quella gialloblù.
A centrocampo Zuculini e Buchel hanno le medesime caratteristiche: lenti, macchinosi, prevedibili. Bessa è buono solo dietro alle punte. Rómulo con tutti i suoi limiti non può restare in panchina per un Fares titolare.
Infine Pazzini, che si sa non è Toni. Il Pazzo ha bisogno di un altro attaccante che gli liberi pressione e spazi. Kean è quanto passa il convento ma è un obbligo provarci. Magari l’accoppiata “nonno-nipote” (calcisticamente parlando ovvio) potrebbe essere meglio del nulla visto sinora.
Se ritiene caro Mister Pecchia di avere una rosa inadeguata, abbia il coraggio di farsi da parte e ne guadagnerà il suo curriculum (nessuno le imputerà infatti una eventuale retrocessione). Se invece alla salvezza ci crede cominci a dimostrarlo con la stessa determinazione dei suoi tifosi. È il momento delle scelte. Solo così la “manita” contro la Viola avrà avuto un senso.

Olimpico e doppio turno casalingo contro Samp e Lazio) l’auspicio è che non si ripeta l’agonia di due anni orsono con Mandorlini e le sue zero vittorie in 18 gare.
Ho apprezzato il suo prendersi completamente la colpa della sconfitta in conferenza stampa post-partita. Gli fa onore perché a dire il vero la sconfitta anche se non completamente, è in larga parte colpa sua.
Il tempo delle prove è finito e a malincuore vanno prese delle decisioni drastiche. Quali?
Fares è assolutamente inadatto alla serie A. Vederlo titolare è il più grande mistero dopo la Santissima Trinità. Insistere su di lui è da testardi e presuntuosi e dopo anni di Mandorlini lo ringrazio se ci risparmia altra inutile arroganza (premesso che nel caso del mister ravennate i risultati erano quantomeno dalla sua).
Lo stesso dicasi per Nicholas un portiere che molto raramente ci ha fatto guadagnare punti e che al contrario ha invece sulla coscienza più di una sconfitta. Se Silvestri è più scarso del brasiliano allora il problema si fa non serio ma drammatico, benché di ciò si debba ringraziare il DS Fusco che non ha ritenuto doversi attivare in sede di mercato. Un portiere insicuro o inaffidabile indebolisce qualsiasi difesa, figuriamoci una di per sè già non eccelsa come quella gialloblù.
Una difesa che ha molte colpe certo ma che sulla carta è destinata a crescere e che ha comunque detto che con la linea a 3 risponde meglio che a 4, laddove col rientro dei due esterni di centrocampo “faiv is mel che for”.
A centrocampo Zuculini e Buchel hanno le medesime caratteristiche: lenti, macchinosi, prevedibili. Bessa è buono solo dietro alle punte. Rómulo con tutti i suoi limiti non può restare in panchina.
Infine Pazzini, che si sa non è Toni. Il Pazzo ha bisogno di un altro attaccante che gli liberi pressione e spazi. Kean è quanto passa il convento ma è un obbligo provarci. Magari l’accoppiata “nonno-nipote” (calcisticamente parlando ovvio) potrebbe essere meglio del nulla visto sinora.
Se ritiene caro Mister Pecchia di avere una rosa inadeguata, abbia il coraggio di farsi da parte e ne guadagnerà il suo curriculum (nessuno le imputerà infatti una eventuale retrocessione). Se invece alla salvezza ci crede cominci a dimostrarlo con la stessa determinazione dei suoi tifosi. È il momento delle scelte. Le faccia! Solo così la “manita” contro la Viola avrà avuto un senso.

05
set 2017
AUTORE micheloni
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1.186

CARO KEAN… SII “MATO” (ma da gialloblù)

Caro Moise,
Innanzitutto permettimi di darti del tu,vista la tua età da “Tempo delle Mele” e la mia da “Tempo dei fighi sechi”.
Ti voglio dire che non ho affatto amato quanto scritto dai media sportivi nazionali in ordine al paragone (tutt’altro che calcistico) tra te e Mario Balotelli a seguito del provvedimento disciplinare per quanto accaduto nel ritiro della Nazionale Under 19.
Non voglio apparire retorico o paternalistico, ma ti prego non sprecate il tuo talento come ha fatto “Mario Mario Mario…”
Alla tua età il pericolo non è tanto fare delle cazzate, (anzi è preoccupante non farle), ma eccedere o sentirsi patentato alle cazzate.
Per questo qualsiasi cosa tu abbia fatto nel ritiro della Nazionale per quanto mi riguarda sei perdonato.
Nella speranza naturalmente che la conseguente esclusione rappresenti per te un insegnamento per il futuro.
Anche perché, se è vero che in quanto giovane tutto ti è permesso (anche e soprattutto sbagliare), in quanto calciatore professionista, quale sei da qualche mese, se vuoi godere di stipendi che i tuoi coetanei si sognano (spesso anche i più grandi) accetta la dura disciplina che a malincuore fa a cazzotti con i tuoi 17 anni.
Certo pensare che all’incoscienza di un giovane si abbina la megalomania bianconera nella quale sei cresciuto non fa stare tranquilli.
Cerca quindi di scegliere bene le cazzate che farai (perché ne farai ed è giusto che le faccia), ti perdoneremo gli errori di gioventù, non gli atteggiamenti di onnipotenza tipici della megalomania “agnelli-zebrata”.
Sii ragazzo fino in fondo caro Moise… “Stay hungry, stay foolish”, come disse il grande Steve Jobs, sii affamato e folle.
Insomma, sii semplicemente te stesso.
Costruisci il tuo futuro, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita e anche se Verona sarà solo una tappa iniziale di un percorso che ti auguro glorioso, sappi che il tuo domani non è fra qualche anno, ma già Domenica con la Fiorentina… e così ogni maledetta domenica (o sabato, lunedì o infrasettimanale che sia).
Sii “la meglio gioventù” in maglia gialloblù (scusè la rima) sul prato del Bentegodi e in ogni stadio d’Italia.
Non aver paura. I giovani non hanno mai paura, sono sempre i grandi che gliela fanno conoscere.
Guarda con ghigno di sfida gli arcigni difensori avversari… e come farebbe un “bocia del quartier”… “falli neri” (Moise l’è na battuta era? l’è un modo se dir, che no comincemo… dai su fa el brao buteleto”).

Benvenuto all’Hellas Verona, giovane Moise Kean.

04
set 2017
AUTORE micheloni
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1.115

SALVEZZA… CREDERCI O NON CREDERCI… questo è il problema.

La delusione per una campagna acquisti povera e deludente è ancora nell’animo di moltissimi tifosi e quel che si respira in giro è una sorta di pessimismo diffuso che rappresenta l’anticamera del pensare negativo, quest’ultimo foriero di sconfitte e fallimenti.
Personalmente mi ritengo un positivo-realista, ovvero cerco di guardare al bicchiere mezzo pieno con il giusto spirito autocritico e onestà intellettuale utili a non farsi travolgere dal vacuo ottimismo che se eccessivo o fuori luogo, fa danni maggiori persino del pessimismo stesso.
La rosa del Verona non è eccelsa è chiaro.
Se paragonata alle squadre immediatamente dietro le big direi che rasenta la mediocrità, ma dal momento che il nostro obiettivo è la salvezza, guardando le nostri dirette concorrenti, beh, io così scarso questo Verona non lo trovo.. almeno sulla carta.

Benevento, Spal, Crotone, ma anche squadre come Udinese, Bologna, Genoa, Cagliari e Fiorentina per dirne alcune, non mi sembrano quest’anno delle vere e proprie corazzate.
Prendiamo ad esempio la Spal (che tanto bene ha intrapreso questo sui ritorno in serie A).
Ha iniziato il calciomercato con soli 3 milioni di euro di monte ingaggi (gli stessi che aveva in B) contro i 15 milioni dell’Hellas. Il che non è esattamente la stessa cosa visto che ha potuto disporre di circa 17 milioni di euro da destinare agli ingaggi dei nuovi arrivati Boriello, Viviani, Oikonomou, Mattiello, Grassi, Paloschi, Meret, Rizzo, Bonazzoli.
Se aggiungiamo a questi, i protagonisti della promozione, Floccari, Schiattarella, Antenucci, ne esce una rosa di tutto rispetto.

Paragoniamola ora a quella dell’Hellas Verona.
Pazzini deve riconfermarsi ai livelli dei suoi 100 gol in serie A, ma non lo ritengo inferiore a Boriello.
In attacco inoltre loro hanno Paloschi, Schiattarella e Bonazzoli, noi Cerci, Kean e Lee.
Sulla carta si equivalgono. La differenza sta purtroppo nello stato di forma di Cerci che al momento fa pendere la bilancia dalla parte biancoazzurra.
Viviani era nostro e ce lo siamo tolto di torno a favore dei pari ruolo B.Zuculini, Buchel e Fossati. Qualcuno lo rimpiange in riva all’Adige?
Il loro centrocampo vanta una bella realtà come Mora e giovani promettenti come Mattiello e Rizzo. Il nostro oltre ai sopra citati ha Bessa e Rómulo e giovani come Valoti e Zaccagni. Sempre sulla carta non mi sembra che il cambio con i loro valga la candela.
Siamo alla difesa. Konate, Vaisanen, Felipe, Oikonomou, Salomon, Vicari, Cremonesi, Della Giovanna per la Spal, Caceres, Hertaux, Ferrari, Souprayen, Bianchetti, Cherubin, Felicioli, Caracciolo per l’Hellas. I nostri non saranno dei fenomeni ma nemmeno i loro.
Solo tra i pali con due belle realtà quali Meret e Gomis la Spal appare più sicura rispetto ai gialloblù.

Ora, “sulla carta” non siamo assolutamente secondi alla Spal. Nella realtà molti, troppi nostri giocatori sono alla ricerca di una condizione atletica ottimale e ciò penalizza la squadra nel suo insieme. Ma lavorando la condizione si può sempre trovare. Sbaglio?
Il nostro, in quanto tifosi, è innanzitutto un problema di spirito e di entusiasmo.
Le aspettative quando non supportate dai fatti creano delusioni e le aspettative dei tifosi dell’Hellas sono decisamene più alte di quelle della Spal. Ecco perché rispetto a loro siamo più pessimisti.
Per i calciatori e tutto l’ambiente, avere attorno una tifoseria tutt’altro che eccelsa ma che ti supporta con entusiasmo, non è lo stesso che averne una strordinaria e inimitabile che tifa e ti segue sempre e ovunque, ma che in fondo in fondo non crede in te.

Ecco perché DOBBIAMO cambiare atteggiamento. Non tanto perché ci siano motivi per essere ottimisti quanto perché considerarsi vittime sacrificali prima ancora di scendere in campo avvelena l’ambiente, lo spogliatoio, lo stadio, lo spirito.
Ci sarà tempo e modo per contestare, ma vivaddio non dopo la seconda di campionato con una sconfitta contro una corazzata qual’è il Napoli e un pareggio esterno con una diretta concorrente per la salvezza.
La salvezza si conquista con il lavoro sul campo ma anche sugli spalti dove oltre a cantare e urlare serve innanzitutto CREDERCI.
Dov’è finito lo spirito di “SOLI CONTRO TUTTI” o “NON MOLLARE MAI” quando passiamo più tempo a piangerci addosso e a massacrarci le palle che a crederci?
Sinceramente mi sono un po’ stancato di tifosi iper pessimisti che urlano “ahi” prima ancora di aver preso il calcio in culo.
Non saremo forti ma voglio credere che sapremo dimostrare di non essere i peggiori.
Qualcuno potrebbe obiettare che in precedenti miei post sono stato tutt’altro che ottimista, rispondo che si, probabilmente il mio lato realista ha prevalso di fronte a realtà oggettivamente poco trasparenti e preoccupanti.
Ma ora si torna sul campo e da tifoso vero sino a prova contraria IO ALLA SALVEZZA CI VOGLIO CREDERE.