21
gen 2018
AUTORE micheloni
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COMANDANTE… SALGA IMMEDIATAMENE A BORDO, CAZZO!

L’Hellas Verona come la Costa Concordia.
La nave affonda e come per la tragedia del Giglio il Comandante non è a bordo.
Ciò che tuttavia differenzia Schettino da Setti è che il primo se l’è data a gambe saltando su una scialuppa mentre ancora centinaia di persone attendevano sulla nave, il secondo invece sulla nave gialloblu sembra proprio non esserci mai salito.
L’Hellas naufraga nella gara più delicata della stagione, quella che doveva sancire il sorpasso su crotonesi e spallini.
Uno scontro diretto che potrebbe pesare il doppio nell’ipotesi di arrivo alla pari e ricorso alla classifica avulsa.
Ogni considerazione postuma ad una gara indegna dal punto di vista del gioco sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
Non si salva nessuno anche se a mio avviso l’arrivo di Matos per quanto visto all’esordio in gialloblù è da considerarsi positivo.
Presidente Setti, “salga immediatamente a bordo, cazzo!”
Faccia ciò che è giusto fare, iniziando a mettere in discussione le qualità del suo “grillo parlante” Filippo Fusco e quanto da egli deciso sino ad oggi in suo nome.
Visto che ha abilmente nominato Osvaldo Bagnoli Presidente Onorario dell’Hellas Verona, inizi con il chiedere a lui qualche saggio consiglio.
Ci tolga subito la carcassa arrugginita di questo Verona e volti pagina, magari senza prendere ancora per il culo i tifosi gialloblù, con l’ennesima pantomima della “fiducia ad oltranza” o con giochetti di mercato atti a cambiare tutto… affinché nulla cambi.

21
gen 2018
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COMANDANTE… SALGA A BORDO, CAZZO!

L’Hellas Verona come la Costa Concordia.
La nave affonda e come per la tragedia del Giglio il Comandante non è a bordo.
Ciò che tuttavia differenzia Schettino da Setti è che il primo se l’è data a gambe saltando su una scialuppa mentre ancora centinaia di persone attendevano sulla nave, il secondo invece sulla nave gialloblu sembra proprio non esserci mai salito.
L’Hellas naufraga nella gara più delicata della stagione, quella che doveva sancire il sorpasso su crotonesi e spallini.
Uno scontro diretto che potrebbe pesare il doppio nell’ipotesi di arrivo alla pari e ricorso alla classifica avulsa.
Ogni considerazione postuma ad una gara indegna dal punto di vista del gioco sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
Non si salva nessuno anche se a mio avviso l’arrivo di Matos per quanto visto all’esordio in gialloblù è da considerarsi positivo.
Presidente Setti, “salga immediatamente a bordo, cazzo!”
Faccia ciò che è giusto fare, iniziando a mettere in discussione le qualità del suo “grillo parlante” Filippo Fusco e quanto da egli deciso sino ad oggi in suo nome.
Visto che ha abilmente nominato Osvaldo Bagnoli Presidente Onorario dell’Hellas Verona, inizi con il chiedere a lui qualche saggio consiglio.
Ci tolga subito la carcassa arrugginita di questo Verona e volti pagina, magari senza prendere per il culo per l’ennesima volta i tifosi gialloblù, con l’ennesima pantomima della “fiducia ad oltranza” o con giochetti di mercato atti a cambiare tutto… affinché nulla cambi.

12
gen 2018
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2.436

PRIMI COLPI? … DICIAMO COLPETTI

Qualcosa si muove in casa Hellas.
Se ne parlava da settimane e nel giro di due giorni sono arrivati alla corte di Pecchia una prima e una seconda punta. Petkovic dal Bologna e Matos dall’Udinese. Resta al palo l’altra “voce” di mercato Boyé, ufficialmente bloccato dal nuovo tecnico del Toro Mazzarri, ma che alla fine andrà a giocare da qualche parte essendo stanco di scendere in campo per una manciata di minuti a partita.
Come mia abitudine non amo i processi alle intenzioni e quindi mi astengo da giudizi personali su questi due primi acquisti che vanno in ogni caso ad arricchire un reparto offensivo che per vari motivi ha rappresentato il principale gap del Verona in questa prima parte di stagione, seguito da una fragilità difensiva non meno imbarazzante.
Resta da piazzare Pazzini, fuori budget e temo fuori progetto… a questo punto auguriamoci che ciò avvenga il prima possibile.
Fossi in Fusco cercherei una sistemazione anche per Kean a cui un mezzo girone in B farebbe più che bene alla sua crescita., vista la pochezza disarmante dimostrata nelle tantissime occasioni avute sinora.
Discorso Bessa.
Con l’arrivo dei nuovi, scordiamoci di rivederlo come falso nueve. Non è un esterno. Non è un regista basso. Non è un incontrista. È un trequartista dai piedi raffinati e un buon tiro da fuori, ruolo però non previsto da nessuno dei moduli ad oggi attuati dal tecnico.
Giocare fuori ruolo e giocare male?… a questo punto meglio cambiare aria, si sarà detto il giovane brasiliano e se le cifre sono quelle che girano sui giornali e siti vari, conoscendo l’avidità del nostro Presidente Non Parlante, difficilmente resterà in Gialloblù.
Annunciato anche il ritorno di Boldor… ma se lo scorso anno faceva la riserva di Caracciolo e Bianchetti come si può sperare possa diventare un valore aggiunto del reparto difensivo? Mistero!

Confidando che il parcheggio in gialloblù degli esuberi del Bologna sia finito (ad eccezione di Maietta che riprenderei a braccia aperte), attendiamo sempre dalla Lazio la giusta contropartita per aver rimesso in sesto Caceres. Sempre che ciò non rappresenti invece la contropartita di Setti per il favore fattogli da Lotito il cui peso politico in Lega favorì la richiesta del Verona di farsi anticipare parte del paracadute nonostante la dura opposizione del presidente del Napoli Aurelio De Laurentis.

Nel frattempo alla voce ”uscite” tutto tace… e Setti ne sono certo non ci dorme la notte.

… al prossimo giro de “mercà”… …

10
gen 2018
AUTORE micheloni
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LA RABBIA E L’ORGOGLIO

Chiedo innanzitutto venia alla grande Oriana Fallaci per aver indegnamente utilizzato il titolo di uno dei suoi capolavori letterari.
Rabbia e Orgoglio del resto sono sentimenti che fendono trasversalmente l’animo umano e non di meno le grandi passioni, dall’amore, all’amicizia… e perché no anche al calcio.
Vengo al dunque.
Ieri come spesso accade mi sento al telefono con il mio grande amico Giorgio, il quale dopo aver disquisito sulle solite voci di mercato mi lascia senza parole dicendomi: “caro Mauro, tu manchi da Verona da tre anni. La prossima volta che verrai e entrerai al Bentegodi non so come dirtelo ma resterai amareggiato e confuso. Il tifo certo non manca mai ed è quello insuperabile di sempre… ma non so come spiegarti… attorno al nostro amato Hellas, aleggia una sorta di rassegnazione, anzi a dirla meglio, disaffezione.

Pensa – prosegue – che ieri ad un appuntamento di lavoro incontro un conoscente che ogni volta che ci si vede mi ferma per parlare dell’Hellas.
Nel salutarlo gli dico: “alora sa me disito del Verona”.
Una smorfia… “sa vuto che te diga… no ghè un casso da dir” e se ne va.
Capisci? non se ne vuol parlare perché fa male e troppa rabbia ti rovina la vita.”

Questo è quanto.
Stento a credere a tutto ciò, ma a pensarci bene quali altri stati d’animo possono nascere di fronte a una proprietà che è venuta a Verona solo per far business, che ha sempre dimostrato di essere tutto tranne che tifosa dell’Hellas, che ha fatto negli ultimi anni del silenzio la propria arma di difesa (o di offesa dipende dai punti di vista), che ha mandato in esilio tutti i simboli della veronesità sportiva, buon primo la “voce” Roberto Puliero, che ha scientificamente eliminato un organigramma di cui si faceva vanto, con la precisione e l’acutezza di un sicario.

Una proprietà dalla trasparenza di una pozzanghera… perché se l’acqua è torbida nessuno potrà mai vederci chiaro… dalle verità su Volpi, alla causa da cinque milioni, dalla società off shore, al centro sportivo, ai bilanci passivi, ai soldi per rafforzare la squadra che da qualche anno non ci sono più.

Per il Verona ho gioito e pianto per ben 50 anni.
VOGLIO, PRETENDO, ESIGO DI POTERLO FARE SINO ALLA FINE DEI MIEI GIORNI.
Ma gioia e lacrime sono figlie di due sentimenti contrastanti come Felicità e Dolore nel cui profondo albergano da sempre sia Rabbia che Orgoglio,

Si Esimio Eccellentissimo Eminentissimo Presidente Non Parlante, esattamente… Rabbia e Orgoglio… ovvero il contrario di ciò che lei con la meticolosità di una cellula malata ha cercato di sviluppare in noi tifosi attraverso comportamenti che hanno generato solo rassegnazione e disaffezione.

Rassegnazione e disaffezione che per la cronaca erano totalmente sconosciuti negli anni più bui della Lega Pro laddove per assurdo l’Orgoglio di Essere dell’Hellas ha toccato picchi che nemmeno dopo lo scudetto abbiamo sentito tali.
E fanculo a chi ha inventato il detto “ferisce più la parola che la spada”… non immaginava quando mortale fosse il silenzio.

“SALE LA RABBIA, MONTA L’ORGOGLIO
CRESCE L’ORGOGLIO, MONTA LA RABBIA”
(M.M.)

06
gen 2018
AUTORE micheloni
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2.213

SILENZIO ASSENSO… ANCHE NO GRAZIE.

Girone di andata in archivio e prima di ritorno come da copione (Napoli di un altro pianeta ma nell’area piccola il pallone è del portiere… o no Nicolas?)

Sosta/vacanza e si riparte, con di mezzo sino a fine gennaio il mercato invernale.
Non amo i processi alle intenzioni, tantomeno dare giudizi premeditati e per quanto non sia fiducioso sulla reale possibilità di Setti di potenziare la squadra, attendo quindi la fine della fiera per dire la mia sugli eventuali acquisti/cessioni in casa Gialloblù.

Senza togliere errori e responsabilità a tecnico e DS, credo sia ormai palese la totale colpa della società, assente sia in termini economici (Setti ha già “fatto dire” a Fusco che non investirà più un euro sul Verona) che di sostanza (non parla, non c’è, non esiste).

Una cosa mi sono chiesto spesso.
Sono stati organizzati in passato cortei/manifestazione di protesta per motivi diversi (l’ultimo se non erro in occasione della squalifica del settore Curva Sud poi rientrato con la condizionale).

Ma un bel ritrovo in Via Belgio per far sentire la propria voce è per caso vissuto dai capi ultrà come espressione di lesa maestà nei confronti di sua Eminenza Esimio Illustrissimo Megagalattico Sua Magnificienza Presidentissimo Non Parlante?

“No parché – ripeteva sempre mio nonno – ciaparselo nel de drìo pol capitar, ma se te tasi sempre ghe sta che quel che te inchiapeta el pensa magari anca che te piase”.

04
gen 2018
AUTORE micheloni
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L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’INUTILE

In passato ho più volte sottolineato quanto nel monte ingaggi del Verona pesasse una cifra tutt’altro che irrisoria destinata a giocatori che per motivi tecnici o fisici non possono dare nulla alla causa della salvezza. Mi riferisco ai vari Albertazzi, Bianchetti, Cherubin, Gonzales, Zaccagni, Laner, Felicioli, Calvano, Franco Zuculini.

Aggiungiamo a questi gli ingaggi di coloro che, vuoi perché da tempo eterne promesse, vuoi perché predestinati ma acerbi o palesemente inadeguati alla categoria, sono inutilmente a busta paga della società. (è il caso dei vari Valoti, Kean, Lee, Souprayen, Fossati, Bessa).

Sono certo che al lordo, il totale degli ingaggi di tutti questi calciatori, basterebbe a pagare gli stipendi di non meno di 4/5 giocatori di categoria in grado di fare eccome la differenza in serie A.

Stiamo parlando infatti non di uno, ma di ben 15 giocatori su un totale di 30 (esclusi i Primavera) che compongono la rosa del Verona.
Ergo: il 50% dell’organico è oggi inutile in chiave salvezza e si conseguenza tutto poggia sulle spalle del restante 50, nel quale però coesistono tra loro, scommesse tutt’ora in corso come Nicolas, Fares, B. Zuculini e Buchel, altri in crescita come Verde e Ferrari, altri ancora alla lenta (forse troppo) ricerca di una condizione fisica ottimale quali Hertaux e Cerci, senza dimenticare Pazzini, messo da parte per preservarlo da infortuni in funzione di un’auspicabile vendita in questa sessione di mercato e l’uruguaiano Caceres, che finalmente rigenerato e produttivo, lo si impacchetta e lo si ridà al suo legittimo proprietario.

Ora: pretendere a fronte di tutto ciò di avere soldi non tanto e non solo per eventuali acquisti ma soprattutto per sopportarne il peso degli ingaggi, mi sembra francanente impensabile.
Ecco perché insisto nel concetto di “resettare” ancor prima del “ripartire”.
Basta rinnovi se non a giocatori dall’accertato valore tecnico. Scioglimento di tutti i contratti agli eterni infortunati (a costo di buonuscite dolorose).
Questo comporterà certo un bagno di sangue in termini economici, ma a questo punto credo sia chiaro a tutti che 3/4 acquisti mirati sono oggi molto più funzionali e importanti rispetto ad almeno 10 giocatori dichiaratamente inutili.

Dubito tuttavia che la gran parte del sopracitato 50% inutile alla causa, accetterà di farsi da parte rinunciando ai lauti compensi previsti dai rispettivi contratti.
Accordi, che detto tra noi, non ha certo stipulato Filippo Fusco ma i suoi predecessori, capaci di far danno al Verona in modo esponenzialmente pesante ed inimmaginabile a quei tempi.
Se per lui qualche attenuante esiste, altrettanto non si può dire del Mega Esimio Supergalattico, Eminentissimo Presidentissimo Non Parlante… i Gardini e Bigon sono infatti in tutto e per tutto “figli suoi”.

03
gen 2018
AUTORE micheloni
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PANTOMIMA DI UN MERCATO

La sessione di mercato invernale è ufficialmente iniziata.
Aspettiamoci quindi le solite bufale e le fake news di procuratori e Società desiderose di disfarsi di qualche giocatore e prenderne altri al minor prezzo… meglio ancora se come diciamo noi a Verona, “a gratis”.
Per i contratti veri e propri dovremo tuttavia aspettare come al solito l’ultima settimana, anzi l’ultimo giorno… ma che dico… l’ultimo minuto di mercato.
Per il Verona (in buona compagnia per altro) sembra essere da sempre così e purtroppo con risultati ai limiti del patetico.
Certo trattare calciatori in scadenza, futuri svincolati, reduci da seri infortuni o in riabilitazione da depressione calcistica, che per di più abbiano ingaggi accessibili e siano disposti a venire in una squadra penultima in classifica con una Società dalle scarse risorse economiche e dai fumosi progetti futuri, non rende oggettivamente facile il lavoro del DS Filippo Fusco. Questo per onestà intellettuale gli va riconosciuto.
Provo a rendere l’idea con un racconto di fantasia:

Immagino Fusco che va a comprare un vestito di un grande stilista per il suo capo, con in tasca solo 200€.
Sa già che gli rideranno in faccia. Ma ci prova. È pagato per questo. Lo fa comunque perché è un professionista serio, ossequioso al suo datore di lavoro e da buon aziendalista fa quel che può con quello che ha.
Magari qualcuno ha dei vestiti invenduti da anni che nessuno vuole e li vende a poco o nulla. (tradotto = svincolati, disoccupati, a fine carriera, in crisi esistenziale)
Magari anche qualche vestito sgualcito che rimesso in sesto tornerà a splendere (tradotto = reduci da gravi infortuni).
Lui comunque ci prova. Sempre. Su questo ci possiamo scommettere.
Alla peggio c’è sempre il “mercato dello stadio” dove “rumando” nelle ceste qualcosa di buono magari lo trovi (tradotto = qualche talento incompreso dalle riserve delle riserve delle riserve del Real Madrid).
O in estremis c’è sempre la Caritas dove un capo firmato dismesso da qualche riccastro ma ancora in ottime condizioni lo si può anche trovare. (tradotto = vedi il Toni di qualche anno fa)
E così il buon Fusco, stanco e frustrato come il Ragionier Fantozzi torna dal suo datore di lavoro, l’Illustrissimo Mega Presidente Intergalattico Planetario Non Parlante, e a lui consega quanto faticosamente racimolato.
A quel punto il Mega Presidente Intergalattico Planetario Non Parlante, estrae dal suo personale armadio tre costosissimi abiti firmati (tradotto = Verde, Pazzini, Rómulo) e rivolto al fido collaboratore dice : “Bravo Filippo hai fatto un ottimo lavoro. Ora ti aspetta la parte più facile. Vendi questi tre abiti al miglior offerente e ricava il massimo che puoi. I soldi però portamemeli subito. Reinvestirli? Ma dai… lo sai bene che noi dobbiamo essere umili, meglio ancora apparire poveri… questi soldi dovranno servire a tenere i bilanci a posto… capisci a me?
“ O so, o so… nisciuno a ra sapè è affari vostri Boss”.
”Socemèl, che grande DS che c’ho ragassuoli” esclama il Boss reclinando la testa sulla megapoltrona in pelle umana, nel mentre dalla sua bocca esce una grossa nuvola di fumo di sigaro cubano, che nel salire verso il soffitto del megaufficio-universal-cosmico-presidenziale prende la sinistra forma di una lettera dell’alfabeto… “B”.

P.S.
La presente pantomima è espressione di quanto noi tifosi tutti temiamo. Ai diretti protagonisti il compito di cambiarne con i fatti sceneggiatura e finale.

31
dic 2017
AUTORE micheloni
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TU CHIAMALE SE VUOI… ILLUSIONI

Come tutti gli anni a cavallo di San Silvestro i tifosi inseriscono tra le aspettative per l’anno che verrà quanto di meglio per la propria squadra, quasi che scudetto o salvezza siano determinati dagli astri e non da situazioni economiche e gestionali molto ma molto terrene.
Quando non hai soldi e questi li spendi pure male come nel caso del Verona, hai voglia a chiedere al 2018 la salvezza.
Quando stipuli contratti (per quanto poco onerosi son sempre soldi) per giocatori che non vedranno mai il campo in serie A (Laner, e Felicioli ad esempio) o per altri dimostratisi inadeguati alla categoria (faccio prima a dire che tolti Rómulo, Caceres, Cerci parliamo di quasi tutta l’intera rosa), le probabilità di far bene sono mera utopia.
Se una famiglia non ha soldi per campare dignitosamente, non spende i pochi che ha in soprammobili. Nè riscatta al banco dei pegni cose inutili.
Perchè allora Setti acquista per mano di Fusco, giocatori inutili alla causa e prolunga il contratto ad altri risultati abbondantemente non all’altezza?
Bisogna resettare e ripartire.
Resettare significa disfarsi dei contratti di giocatori inutili o inadeguati.
Ripartire significa mantenere i migliori e far crescere chi in prospettiva può emergere (Verde, Fares, Bessa, Buchel, B. Zuculini, Ferrari), completando il tutto con nuovi e mirati acquisti.
Peccato invece che per Setti resettare sia disfarsi degli onerosi contratti di Rómulo e Pazzini e ripartire, l’ennesima puntata allo sportello del calcio scommesse (inteso come scommesse su ennesimi giocatori dal futuro incerto)
Ecco perché non mi illudo che in questa sessione di mercato cambi qualcosa (felice di essere smentito).
Illudersi significa cullare aspettative affidandole a qualcuno che di me in quanto tifoso non gli importa nulla.
Senza contare che la disillusione provoca sofferenza e se il Verona merita tutte le mie ansie, delusioni e lacrime, Setti non merita da parte mia un solo secondo di malumore e abbattimento.
L’uomo al comando (del Verona) è oggi più che mai un uomo solo contro tutti. Con una causa da 5 milioni in ballo e ufficialmente una proprietà ”senza portafoglio”.
Basterebbe poco… dire ad esempio “L’Hellas Verona è in vendita”.
Ma non lo farà perché l’Hellas è quanto di meglio possiede in termini patrimoniali e fottendosene dei tifosi continuerà a lucrare sino alla fine, nella speranza questa arrivi quanto prima e dalle conseguenze il meno catastrofiche possibili.
Chi vuole illudersi, libero di farlo… sofferenza e disillusione saranno solo sue.

25
dic 2017
AUTORE micheloni
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2.037

IMMAGINIFICA LETTERINA DI AUGURI DA UN BLU CHE STA SU IN CIEL

Ehilà Butei come vala li su la tera?
Da quassù vedemo tante robe brute… el mondo roèrso, tanta sofferensa… compreso el nostro amato Hellas, patir e fadigàr. Tanto par cambiar.
Da quassù sentemo a ogni partìa el coro “e quando i blu… saranno in ciel” e ogni olta al Bar Hellas Paradiso cala el silensio… ne vien i oci lucidi e i sgrisoloni sula schiena, parchè l’è belo sentir che ve ricordì de noialtri, che ne volì sempre ben.

Semo contenti quando vedemo che el nostro posto al Binti l’è ciapà da un buteloto zoino che el canta fin a restar sensa voce, el cioca con so mare par andar in trasferta, sensa gnanca imaginar quanto amor par l’Hellas ghemo messo in quel meso metro quadrato de curva che l’ocupa.
Noantri quassù stemo benon dai. Semo tuti vestii de gialloblù. Ghemo un fraco de bandiere e siarpe. L’Hellas Store quassù infati l’è gratis e se pol torse quel che se vol.

De tanto in tanto incontremo i ultrà de altre squadre e se guardemo mal.
Ma na sciantina era… parchè se solo i angeloti vestii de nero (ma a olte anca de gialo fosforo), i se nacorse ghe volemo ciocàr, i fischia e i ne sbatte in facia el cartellin (che qua in paradiso l’è bianco) e dopo tri cartelini i te manda par punissión un pò de tempo al pian de soto dove se sta un cicin peso de quà. Anca li peró ghe el “Bar Hellas Purgatorio”, che par carità no che el sia bruto, ma el sprissato no se pol proprio bearlo tanto l’è slongà.
Anca se a dir el vero, uno che l’ha scontà du mesi de squalifica nei inferi del sotoscala (el gavea spuacià la maia bianconera a un gobo) el ma contà che a parte l’aredamento rosso fogo e un caldo bestia sensa aria condisionada, al “Bar Hellas Inferno” ndo in teoria i dovaria star pezo de tuti, l’atmosfera no l’era mia proprio da butar via, con rutti e scorese liberi e i canti più porsèi che ghe sia… sensa contar le bire de ogni marca e gradasiòn.
Qua invese al’Hellas Paradiso se va de spume al ginger e all’anaransa… con el spriss al’ora de l’eppiauar compagnà da galetine e miolète salàde.
Qualche olta me vien fin el dubio che se sia roersà anca l’aldilà, ndoe chi sta pezo ala fine el sta mejo e viceversa… mah!!!

Adeso bisogna che ve saluda. L’è el momento del rosario (che all’Hellad Inferno l’è ciàro no i dise mia), che sicome l’è un pó sempre la stesa solfa, noantri gavemo fato na picola modifica, come ala marmita del motorin par intendarse, la preghiera la resta quela, l’è el conceto che el cambia.
Tipo: “Nel primo mistero della gioia si contempla la vittoria dello scudetto”. E zo diese Ave Osvaldo, un Pater Elkjiaer e un Gloria al Nanu.
O ancora: “Nel primo mistero del dolore si contempla la retrocessione in Lega Pro” e zo con diese Ave El Conte, un Pater Martinelli e un Gloria al Mandorlo. (al posto del “salve regina” però finemo el rosario col canto “accogli presto o mio signore il tuo piccolo pastore“ dove però da lazaroni che semo, emo cambià le parole e zontà un vesseggiativo “O signore mio bello chiama presto il Pastorello”.
L’Angelo Guardian però el ne guarda sempre mal parchè in qualche maniera el gà da aver capìo che le pegore col canto no le c’entra un ostia.

Me racomando alora… stasine ben e no essar tristi par noantri.
Semo sempre tutti insieme, cantemo i cori del Verona che l’è un piasèr… e de tanto in tanto sughemo a carte con Saverio, Tino, Piero e Giovanni… i mejo presidenti che gavemo mai avù… e tra un tri de denari e un du de cope, un carico e un scartìn, parlemo de l’Hellas… e ancora de l’Hellas… sempre de l’Hellas.

E quando dala Sud sentemo salir forte “Hellas, Hellas, quando in campo scenderai…” ne vien la peldoca sul copìn e ne spunta na mesa lagrima, che più che “Butei” paremo dei bocia incantadi a scoltàr e vardàr da qassù el Binti tuto Gialloblù e el tifo più belo del mondo… … alora se guardemo l’un con l’altro… nesùn che parla… e col gropo in gola e el peto in fora pensemo con orgoglio e fieressa “ semo i butei del’Hellas… si, semo i blu che sta in ciel ”.

Bon Nadal butei… con tuto l’amor che ghemo in cor… Forsa Hellas

(ve volemo ben)

23
dic 2017
AUTORE micheloni
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1.123

SCOPPOLA IN 5 PUNTI

1) Questo Verona non può prescindere dalle qualità tecniche di Cerci, Rómulo, Caceres, Pazzini e dalla crescita di Fares, Buchel, B. Zuculini e Verdi. Se di questi: uno è squalificato, tre infortunati e due in panchina, il risultato non può che essere la consueta mediocrità che ha contraddistinto questa squadra per gran parte del girone di andata.

2) Se con il Milan tutti girano a mille e con l’Udinese tutti vanno a 3 all’ora c’è poco da sperare. Il perché le gambe abbiano un così forte cambiamento nell’arco di 6 giorni lo può sapere solo Pecchia e lo staff atletico.
Se è vero però che tutti gli arti del corpo seguono gli input del cervello allora si capisce la prestazione molle e lenta a prescindere dalla condizione fisica.

3) Le logiche e manovrine varie di mercato che impongono certe scelte (Pazzini preservato e Caceres non rischiato) aumentano una preoccupazione generale di apatia societaria e pochezza del progetto. Aggiunngiamo la sfiga che persevera a colpirci (mentre la Spal ringrazia la dea bendata per un pallone al 93’ non entrato completamente in porta per 3 cm)

4) A Udine serviva una prova tutta cattiveria e palle. Gli unici ad averle portate appresso sono stati i tifosi gialloblù, encomiabili come sempre nel loro cantare sino alla fine.
I giocatori al contrario hanno lasciato le palle sull’albero di Natale e in linea con lo spirito natalizio hanno preferito alla cattiveria la tradizionale dolcezza e bontà.

5) La penosa prestazione con i Friulani ha una sola spiegazione. Preservare forze fisiche e determinazione psicologica per le prossime due partite considerate “alla portata” dei gialloblù… o no?