23
nov 2020
AUTORE micheloni
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“NON RUBARE” NON È MERITARE

Sono per la libertà di espressione… ma anche per l’onestà intellettuale. E di fronte alle dichiarazioni di De Zerbi nel post partita Verona-Sassuolo, più che basito sono schifato.

Vada per l’amor di squadra e colori… vada che un tecnico debba pur dire a chi la partita non l’ha vista (i più) ma che giornali e testate online li leggono eccome, il perchè si è portato a casa tre punti immeritati… ma affermare: “sinceramente mi sento di dire che la mia squadra non ha rubato nulla, per quello che ha espresso sul terreno di gioco”, beh, ci vuole davvero una faccia come il culo.

Stimo De Zerbi come tecnico… non lo conoscevo come uomo… ora si, e la mia stima non l’avrà mai… e temo con la mia, non tanto quella scontata di migliaia di tifosi gialloblù, ma anche dei molti tifosi neroverdi che ieri la partita in tv l’hanno vista e che dotati di materia grigia funzionate si diranno: “Mister… cazzo dici?”

La grandezza dei fuoriclasse è nell’umiltà (che non vuole dire mancanza di ambizione), la semplicità e il modo in cui questi si porgono… e appunto l’onesta intellettuale…. ovvero riconoscere in primis a sé stessi una verità che è davanti agli occhi di tutti.

Un esempio di allenatore intellettualmente onesto? Rino Gattuso. Mai sentito dire una cosa diversa dalla realtà dei fatti. Quando ha perso o pareggiato immeritatamente lo ha detto a chiare lettere… quando ha vinto ma ci stava un pareggio, idem. Non ha mai cavalcato il fanatismo da tifoso sparando cazzate.

Cosa avrebbe detto Gattuso al posto di De Zerbi? Ve lo dico io: ”Sono arrabbiato con i ragazzi perché abbiamo giocato una bruttissima partita. Non siamo riusciti ad imporre il nostro gioco e dobbiamo ringraziare 4 pezzi di legno della nostra porta se non stiamo parlando di un’altra partita e di un altro risultato”. Questo sono certo direbbe Gattuso e ogni persona onesta.

Il calcio consegna la vittoria alla squadra che fa più gol e in questo senso onore al Sassuolo. Poco importa se i gol sono arrivati nelle uniche due occasioni avute in 94 minuti. Due tiri, due gol… nel calcio serve anche cinismo e classe… quella che ha permesso a Boga e Berardi di fare la differenza.

De Zerbi ha perso una grande occasione… ammettere che è stata un Domenica fortunata, di quelle che capitano quando tutto ti gira bene… al contrario del nostro caro Hellas che al netto dei 4 pali e zero punti si porta a casa gli ennesimi due infortuni eccellenti.

Caro Juric… ascolta me… portati a Cagliari la Primavera, sennò la Primavera la dovrai schierare sabato sera a Bergamo con l’Atalanta.

18
nov 2020
AUTORE micheloni
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ESTIQUATSI…

D’accordo che il Sistema Calcio non si deve fermare… d’accordo che il prossimo anno ci saranno gli Europei… ora la Nations League e poi scalare il Raking Mondiale… però lasciatemelo dire in maniera poco ortodossa… queste soste per le Nazionali hanno rotto il cazzo.

Non c’è infatti raduno che non veda il positivo di turno contagiare i compagni. Del resto se i calciatori arrivano un po’ da tutto il mondo e si spostano tra mezzi di terra e di aria a contatto con una miriade di persone… lo si è capito… non c’è mascherina che tenga.

Un mal comune a dire la verità, in cui per paradosso, a guadagnarci sono le “piccole” che di nazionali ne hanno giusto un paio.

Dopo Gunter e Barak al Verona è la volta di Lazovic, e ringraziamo che Kalinic l’ha scampata per un pelo.

Non bastasse il Covid, ecco gli infortuni in Nazionale. Prima Colley (problema sembra rientrato) poi lo stesso Lazovic (infortunio al polso), Zaccagni e prima ancora Lovato e Cetin.

Ad oggi tra Covid e infortunati siamo a 13 giocatori out…. ESTIQUATSI (e sti cazzi)… basta.

Piaccia o meno il campionato è già falsato di suo. Non esiste più il fattore campo, incontrare squadre falcidiate dal Covid è un vantaggio, come è al contrario penalizzante l’essere tra queste.

Già per i calciatori è difficile districarsi tra vita privata e campo nella città della squadra in cui militano… figuriamoci partire due volte in due mesi per andare spesso dall’altra parte del mondo per partecipare alle gare della loro Nazionale.

Vien da dire che più che un campionato di calcio è una roulette russa dove sopravvive chi ha meno positivi e infortunati.

La lista dei gialloblù in infermeria è preoccupante e se aggiungiamo chi come Veloso è al rientro dopo mesi di stop, arriviamo al limite della criticità.

Parlare oggi di mercato, tattica, moduli sembra tragicomico quando un allenatore sfoglia la lista dei convocabili e scopre che ha più di mezza rosa fuori e una schiera di giovani promesse da mettere in campo.

Nella partita con il Milan hanno giocato 4 ragazzini: Lovato(2000), Colley (2000), Ilic (2001) e Udogie (2002)… ma di che stiamo parlando….

Consiglio a Juric una seduta atletica alternativa… gita  a Madonna Corona… discesa a piedi e venti volte su e giù per la scalinata del Santuario… una benedizione del prete ad hoc per ogni giocatore e una collettiva con tanica di Acqua Santa … e che Dio ce la mandi buona.

Resterebbe lo spargimento del sale come da antica tradizione scaramantica  partenopea, ma noi siam dell’Hellas e il sale lo usiamo “par salàr la pasta, condimenti, insalate… e sull’asfalto prima de na nevegada”.

20
ott 2020
AUTORE micheloni
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L’ALTRA MEZZA VERITÀ

La verita? Le dichiarazioni pre-partita sabato scorso di Juric sul mercato le ho trovate alquanto inadeguate.

Niente di nuovo sia chiaro, la favoletta dei grandi investimenti e la pazzia Kalinic si sono sgonfiate subito di fronte ai conti entrate-uscite, nettamente a favore delle prime.

Mi chiedo tuttavia come si possa prima di un incontro spiattellare una presunta debolezza e inferiorità rispetto allo scorso anno. E’ sicuramente così, ma un tecnico non può dire dei suoi giocatori “ non siete al livello di chi vi ha preceduti”. Non si lamenti se i nuovi finiscono per crederci davvero. Per un calciatore l’autostima è tutto… fa girare le gambe rende più facile una giocata… e sentirsi dire che chi c’era prima era migliore, non è positivo proprio per niente.

Meno male che in campo i “mediocri” ragazzi hanno dato l’anima e pur tra mille errori hanno fatto loro la partita.

Il Genoa aveva tre allenamenti nelle gambe? Vero! Al Verona mancava pero tutta la difesa (prima volta insieme dei tre titolari) mancava del regista di centrocampo, sostituito da un talentuoso quanto acerbo diciottenne. Aveva in campo giocatori arrivati da due settimane che ancora non conoscono il calcio di Juric, tanto meno i compagni. A tutto questo aggiungerei coloro che lo scorso anno hanno fatto la differenza e in questo inizio di stagione sembrano l’ombra di sé stessi (Lazovic, Veloso, Zaccagni, Faraoni).

E’ vero… non abbiamo i pilastri della difesa di un anno fa ma sino a prova contraria abbiamo preso 1 gol con reparti incompleti e giovani debuttanti in serie A.

Juric è senza dubbio un grande allenatore e ben fa a dire la sua verità… ma la dicesse sino in fondo, ne manca mezza

Dica che al braccino corto di Setti va di pari passo una preparazione palesemente sbagliata (ci può stare dopo un torneo che ha vissuto due mesi di stop e un ciclo infernale di partite ogni 3 giorni).

Se Lazovic peró ha perso smalto e lucidità, velocità, efficacia e pericolosità offensiva, mi si permetta, ma  il mercato cosa c’entra? Se Zaccagni non incide come alcuni mesi fa e parte pure in panca con il Genoa, il mercato cosa c’entra?

Detto che siamo tutti allenatori, sulla carta questo doveva essere il Verona di Magnani, Gunter Cetin in difesa, Veloso, Tameze e Vieirà a centrocampo, Faraoni e Lazovic come “quinti” e due tra Barak, Benassi e Zaccagni dietro a Kalinic. Dietro una schiera di giovani talentuosi, Da Lovato a Di Marco, da Ilic a Colley a Salceido e Favilli.

Ebbene, della su citata ipotetica formazione, con il Genoa erano in campo quattro undicesimi… hai voglia a parlare di mercato, di milioni spesi o non spesi.

Setti poteva e dove fare di più, in questo Juric ha ragione. Ora l’ha detto… è stato chiarissimo. Bene. Adesso però recuperi al meglio tutti gli infortunati da guai muscolari emersi con la sua preparazione e non antecedenti ad essa (Benassi forse il solo ad essere arrivato con problemi fisici). Porti in forma i nuovi e ci rifaccia vedere i leoni che furono lo scorso anno i vari Zaccagni, Lazovic, Faraoni e Veloso. Inizi a fare il suo (cosa che non dubito stia facendo ogni giorno a Peschiera)… la squadra non è quella sognata ma nemmeno tutta la mediocrità che ha dichiarato Sabato (senza San Perin non saremmo a scrivere di questo)

Faccia di Lovato e Amione i nuovi Kumbulla… di Cetin e Ceccherini i post Rrahmani, di Vieirà un corridore alla Amrabat. Non emuleranno chi era prima di loro? Saranno comunque migliori di quando sono arrivati.

E cerchiamo se possibile di non elevare a star del football mondiale, giocatori che in gialloblù hanno fatto benissimo (e bene hanno reso in termini di plusvalenze) ma che oggi, vale la pena ricordarlo, sono riserve due su tre (Rrahmani e Kumbulla) e uno fuori ruolo (Amrabat) che ottiene a malapena la sufficienza.

Sono arrivati da anonimi e Juric li ha resi grandi. Ripeta il miracolo, è stato confermato per questo.

Juric è uomo di grande onestà intellettuale e pragmatismo… uomo di campo capace e grande motivatore. Inizi a dire che Lovato può rivelarsi un possibile crak come da ormai due partite i commentatori di Sky e DAZN ripetono nel vederlo all’opera. Giocare con l’ombra dei giocatori partiti è quanto di più negativo e controproducente… anche perché, lo ripeto… dove questi sono finiti, almeno al momento… son finiti male.

17
ott 2020
AUTORE micheloni
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MAI DIRE GATTO…

Sino a dieci giorni fa Hellas Verona-Genoa sembrava una farsa,  con i rossoblù destinati a presentarsi al Bentegodi con una squadra formata per lo più di Primavera.

17 positivi sono tanti e tutti titolarissimi.

I gialloblù per conto loro, alle prese con i soliti noti infortunati e altri giocatori alla ricerca di una condizione ottimale.

In tempo di Covid però le cose cambiano in fretta.

A botte di 3-5 negativizzati, i genoani recuperano uno dopo l’altro quasi tutta ala formazione titolare e molte illustri riserve.

Di contro il Verona scopre positivi Barak e Gunter. Perde Cetin per infortunio e si ritrova con una difesa giovane  e acerba, e mezza squadra da inventare.

Veloso non al top ancora in forse, Benassi un mistero, Kalinic indietro di condizione… infermeria piena e situazione rispetto a due settimane fa, completamente ribaltata.

Il Genoa sarà infatti al completo. Il Verona per l’ennesima partita in grave emergenza.

Qualcosa nella preparazione non ha evidentemente funzionato. Abbiamo avuto quasi più infortuni in questi ultimi due  mesi che  in tutta la scorsa stagione. Non può essere un caso.

Quella che appariva come un’atra situazione favorevole ai gialloblu (dopo la vittoria a tavolino e la fortunata vittoria contro l’Udinese) ha invece trasformato Verona/Genoa in una gara difficile.

Una gara da vincere se da vincere per salvarsi sono tutte le partite contro altre pari livello e giocate in casa (benché il fattore campo senza pubblico sia sempre più ininfluente).

Punteremo (come sempre) sulla grinta, su Juric e sul massimo impegno dei suoi ragazzi.

E come direbbe il vecchio Trap, impariamo che: “mai dire gatto…”. Del resto “semo nati par sofrìr”.

08
ott 2020
AUTORE micheloni
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SETTI/MERCATO: Non lamentiamoci… conoscendo il personaggio poteva andare molto ma molto peggio. Nomi interessanti e tante scommesse (come al solito), che hanno fruttato lo scorso anno… speriamo così anche in questo. Personalmente sono fiducioso.

IVAN JURIC: una “dignitosa retrocessione” era quanto gli veniva chiesto la scorsa stagione… è arrivato molto più in alto. Ha perso grandi giocatori che egli stesso ha reso tali… ci riprovi con i nuovi arrivati. Ora tocca a lui.

AMRABAT: Corsa da maratoneta, pressing, lotta su ogni pallone e ripartenze veloci… che tristezza vederlo nella Fiorentina piazzato davanti alla difesa da regista basso dove nessuna delle sue potenzialità trova spazio. Ma Iachini una telefonata a Juric no eh?

RRAHMANI: Per lui peggio ancora. La non partenza di Koulibaly, e gente come Manolas e Maximovic lo relegano a quarta scelta per due posti da centrale. Ad oggi non ha visto il campo. Conto in banca salito ma di certo rimpiangerà il ruolo di leader che aveva in gialloblù.

KUMBULLA: povero ragazzo. Sbattuto dalla provincia alla Città Eterna sembra quasi spaesato.  Anche lui dovrà lottare, ora che è tornato Smalling, per un posto da titolare (dubito sia davanti a Ibanez nelle scelte di Fonseca). Auguri Bocia e fai vedere quel che sai fare.

AMRABAT/RRAHMANI/KUMBULLA: “Ci ga denti no ga pan e ci ga pan no ga denti”.  A noi mancano e da noi erano i numero uno, dove sono andati sono uno dei tanti, per assurdo pure dietro a tanti.

GIOVANI PROMESSE: Colley, Salceido, Ilic, Amione, Lovato, Favilli.  (io punto su Amione possibile crak… vediamo se ci azzecco).

PAZIENZA: quest’anno ce ne vorrà più del solito. Il ritiro “alla Juric”, ovvero basato sul raggiungimento di una forma atletica elevata, che richiede allenamenti pesantissimi, non ha forse tenuto conto che i giocatori arrivavano da quattro mesi con partite ogni 3 giorni e temo che la lunga lista di infortunati sia dovuta anche a questo. La maggior parte dei nuovi in ritiro non c’era proprio e portarli al top giocando in campionato non è la stessa cosa. Senza un Amrabat di turno cambia ovviamente il modo di giocare anche se per fortuna lo spirito è quello di sempre. Servirà pazienza. Sperando che nel frattempo, anche non convincendo si riesca a portare a casa punti preziosi in chiave salvezza.

SPONSOR JUST MARY: mi aspettavo una reazione dei soliti “politically correct”. Rispetto le loro idee ma sentir parlare della cannabis light come di una droga (leggera, ma a loro dire pur sempre droga) è come dire che  la birra analcolica porta all’alcolismo. Basterebbe informarsi cari politicanti pseudo-populisti.

La marijuana (ovviamente illegale) ha valori THC che vanno dal 7% al 30%. La cannabis light per legge deve essere sotto lo 0,2% con una tolleranza sino allo 0,6%. Nemmeno arriva all’1%.  Come dire che se ti fumi l’erba del giardino di casa è la stessa cosa.

A dare l’effetto relax  “simil canna” è l’altro cannabinoide chiamato CBD, che al contrario del THC non ha alcun effetto sulla psiche e a percentuali alte ha appunto effetti rilassanti pari a due Camomille e infusi di Valeriana e Passiflora. Con la differenza che queste costano zero al confronto di un grammo di Cannabis Light.

Per inciso, mai fatto una canna in vita mia…  non so proprio aspirare manco le sigarette. Ho però diversi amici imprenditori agricoli che coltivano la canapa legale (ovvero prodotta da semi geneticamente modificati per depotenziare il valore del THC) da qui un minimo di competenza sul tema.

Del resto mille volte meglio  “politically scorrect” che “totally ‘gniurànt”.

19
set 2020
AUTORE micheloni
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L’ALCHIMISTA JURIC

Lascio ad altri il commento della prima partita della stagione 2020/21 dell’Hellas Verona, non fosse che questo post l’ho scritto alla vigilia della sfida  con la Roma e di conseguenza ne ignoro il risultato

Oggetto del post è infatti un’altro e più precisamente l’intervista di Ivan Juric nella quale lamentava la necessità di acquistare almeno 4-5 “grandi” giocatori… sennò, a suo dire, è la fine.

Pretattica? Anche lo scorso anno il tecnico gialloblàù recitava la messa di requiem pre campionato, poi sappiamo tutti com’è andata.

Messaggio alla Società? Può essere. Il non usare mezzi termini e andare dritto al sodo è una sua caratteristica. Non mi risulta tuttavia che siano arrivati solo svincolati a fine carriera, anzi, gli acquisti a titolo definitivo (questo o il prossimo anno attraverso l’obbligo di riscatto) sono diversi e onerosi. Trovo una volta tanto ingeneroso considerare scarso il mercato di D’Amico (e chi mi conosce sa che sia al DS che al presidente non ho mai fatto sconti).  Vuol farci credere che la campagna acquisti è tutta farina del sacco del DS D’Amico? Suvvia Mister, è risaputo che “non si muove foglia che Juric non voglia”.

Juric sa benissimo che questo è un mercato anomalo, come anomalo è l’inizio di torneo a due settimane dalla chiusura del mercato, quanto anomala è stata anche la preparazione, laddove i “colpi in entrata” sono arrivati a ritiro completato.

Sappiamo bene quanto preparazione atletica e martellamento su schemi e movimenti, siano alla base del credo calcistico del tecnico croato. Pretendere che già alla prima con la Roma vi sia condizione e amalgama è a dir poco presuntuoso.

Sarebbe stato più facile certo, se l’ossatura dello scorso anno fosse stata tutta a disposizione. Purtroppo sì parte in emergenza con un elenco di indisponibili che obbliga il Mister a mettere in campo una formazione di emergenza.

Detto questo torno alla frase “servono 4-5 grandi giocatori”. No Mister, in questo non sono affatto d’accordo. (Se poi arrivano sia chiaro sarò il primo ad esserne felice)

I giocatori ceduti che hanno fatto la differenza la scorsa stagione sono quattro: Kumbulla, Rrahmani, Pessina e Amrabat. Tutti difficilissimi da sostituire certo, ma mi si permetta, un anno fa di questi tempi, tutti totalmente sconosciuti al punto che avremmo a quel tempo firmato per avere i Cetin e Magnani arrivati quest’anno. E mente sapendo di mentire chi afferma il contrario.

Come rifiuto di pensare che prima di acquistare Tameze non abbia conferito con il suo mentore Gasperini, che avendolo avuto in rosa nella seconda parte sin stagione, avrà garantito sulle peculiarità e caratteristiche tecnico tattiche del centrocampista ex Nizza.

Vivendo in Salento mi è inoltre capitato diverse volte di vedere in tv (da spettatore neutrale ovviamente) le  gare del Lecce. Beh, il Barak che ho visto giocare è  un signor centrocampista che corre, lotta per tutta la partita e non molla mai. Va un po’ disciplinato forse, ma visto che un clone di Amrabat non esiste, lo ritengo uno dei migliori profili in circolazione.

Che Benassi abbia disimparato a giocare a calcio non lo crede nessuno… si tratta di capire semmai quanto ci vorrà per fargli mettere nelle gambe la benzina necessaria a reggere i ritmi pretesi da Juric, frutto di  mesi di preparazione specifica (e massacrante a sentir gente che ha seguito il ritiro).

In mezzo a questi le scommesse: Ruegg, Ilic, Amione… e chissà che tra questi non si nasconda un futuro crac.

Manca qualcosa certo per essere competitivi. Un difensore forte  e di spessore, ma soprattutto, un attaccante da doppia cifra. Una lacuna che il Verona si porta dietro dalla passata stagione dove mole e qualità di gioco raramente diventavano gol.

Di Carmine e Favilli sono ahimè lontani dalla classica “ponta che fraca”. Li si che D’Amico dovrà inventarsi qualcosa da qui al 2 ottobre.

Riassumendo, un buon difensore a completare  il reparto arretrato. Un centrocampo all’altezza (tornasse Pessina ddirittura migliore). Davanti manca come il pane un goleador.

Ma sono due i “grandi giocatori” che mancano, non quattro o cinque come sostiene Juric.

Che D’Amico finisca quindi il lavoro portando a Verona i profili mancanti ed effettivamente necessari a potenziare la rosa.

Replicare la scorsa stagione sarà difficile, non fosse che le aspettative sono più alte di una “dignitosa retrocessione”.

Ritengo questa rosa, attualmente incompleta ma in generale  idonea ad ottenere una tranquilla salvezza.

Ora tocca a Mister Ivan Juric, l’alchimista, trasformare buoni giocatori in pedine insostituibili nello scacchiere gialloblù.

 

 

02
lug 2020
AUTORE micheloni
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VASCA UDA… VASCA PIENA?

E arrivò Verona-Parma. E con essa la conferma che senza gli 11 titolari della formazione tipo,  siamo squadra da metà classifica, ma con questi dentro, è arrivata una vittoria sofferta quanto meritata e il quasi aggancio al 7 posto (Pioli ringrazia ancora adesso lo spallino Vicari per l’autogol).

-1 dal Milan che avrà in sequenza: Lazio nell’inespugnabile fortino dell’Olimpico, Juventus e Napoli. Con tutto il rispetto per il blasone rossonero, per il Milan di oggi, sulla carta,  è un trittico da zero punti.

L’Hellas per contro sfiderà il Brescia fuori casa, fanalino di coda e reduce dalla scoppola tennistica contro l’Inter e a seguire Inter al Bentegodi e Viola al Franchi.

Meglio non fare pronostici ma di punti questo Verona ne può fare eccome e fossi nell’Inter rammenterei a Conte come è caduta la Juventus in casa dei gialloblu.

Liberi di testa (non ci ho mai creduto avessero patemi d’animo da salvezza), la vera incognita per i ragazzi di Juric sarà la condizione fisica e le squalifiche.

Che le seconde linee siano lontanissime per qualità tecnica dai titolari lo si è visto nel primo tempo contro il Parma. A rincuorare è la maturazione definitiva di Zaccagni e un Di Carmine che quando gioca finisce sempre per incidere sul risultato.

Per sognare serve tuttavia un salto di qualità di De Marco, un Dawidowicz più in forma,  un Veloso meno sprecone, il miglior Badu visto contro il Cagliari, un Borini formato  pre stop campionato, e a mio avviso, avere da parte di Juric un po’ più di fiducia in Pazzini. Quando navighi in acque alte servono capitani coraggiosi e, mi si permetta, quando chiamato in causa, il Pazzo non ha mai deluso.

Detto questo. Siamo salvi. Sarà serie A anche il prossimo anno.

Per quanto vissuto nel recente passato la salvezza meriterebbe un bel bagno nella vasca della Brà, ma a noi dell‘Hellas piace soffrire e l’averla ottenuta con 9 giornate di anticipo ha tolto qualsiasi ansia e stress. Ció non toglie che il traguardo era tutt’altro che scontato e rendere merito a questo Verona (tutti indistintamente) è doveroso.

C’è un’altro possibile motivo per  cui la vasca della Brà potrebbe tra poco più di un mesetto riempirsi di gialloblù. Ma per scaramanzia fermiamoci qui.

29
giu 2020
AUTORE micheloni
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SOGNARE IL GIUSTO SOGNO

Sognare è bello ma abbandonarsi ai sogni può essere foriero di grandi delusioni.

Il Verona targato Juric è un vero e proprio miracolo sportivo. È praticamente salvo a 10 giornate dal termine, ma sopratutto è a soli 3 punti dalla zona Uefa… ecco, proprio quello che io intendo per sogno “pericoloso”.

Le tre giornate post blocco campionato racchiuse in 8 giorni, ci hanno confermato una squadra vera, forte, coesa con il suo allenatore sempre e comunque.

Ma per l’Europa serve a mio avviso di più, molto di più.

Servirebbe ad esempio una coppia di difesa che pur non difettando di professionalità, avesse ancora nella mente la fame di chi deve arrivare e non dei contratti firmati a gennaio per vestire il prossimo anno le maglie delle nuove società di appartenenza.

Servirebbero cambi adeguati e non giovani che hanno visto il campo con il contagocce.

Servirebbe avere alternative valide a giocatori risultati ad oggi fondamentali nel loro ruolo (Lazovic, Veloso, Faraoni, Amrabat) così da permettere una gestione migliore del mini torneo che vede le squadre in campo ogni 3/4 giorni.  Per restare alla partita col Sassuolo, Boga era partito dalla panchina e si è visto che giocatore è. Un lusso per De Zerbi. Da noi Boga sarebbe titolare “finché non scoppia” per dirla alla Juric.

Il rischio poi in questi casi è di finire in quella bolla di classifica di chi è salvo da una parte, ma ha perso il treno per giocarsi l’Europa.  Chiedere di correre tanto nella calura di luglio, rischiare infortuni, e sputare sangue, sarebbe compito arduo anche per un grande motivatore come Juric.

L’Hellas Verona è una delle squadre rivelazione della stagione. Ha fatto ben più di quanto chiunque si aspettasse la scorsa estate. Ci ha fatto divertire. Ci ha riconsegnato il “gioco del calcio” come da anni non si vedeva in gialloblù. Ci ha fatto sognare e anche questo è un regalo inaspettato. Chiedere di più a questi ragazzi lo troverei sinceramente ingeneroso. Chiedere di più a Juric varrebbe disconoscergli che ha fatto tanto e bene con niente (parliamo di spese di mercato quasi a zero).

La sfida col Parma potrà riaccendere il sogno o affrettarne un brusco risveglio. Staremo a vedere

Per quanto mi riguarda, preferisco cambiare sogno, nella speranza questo si, di  vederlo realizzato quanto prima: la firma di Ivan Juric sulla panchina del Verona anche per il prossimo anno.

06
mar 2020
AUTORE micheloni
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LA MEGALOMANIA DEL “CHAMPIONS-PERDENTE”

Mi collego all’ottimo post di Gianluca Vighini sulle cazzate (perché di questo si tratta) sparate dal presidente della Juventus Andrea Agnelli, che a suo dire, trova ingiusto che una provinciale come l’Atalanta giochi la  Champions League, mentre la squadra della capitale, ovvero la Roma, ne è da  qualche anno fuori.

Ci rendiamo conto che per uno Juventino, concetti quali “merito”, “vinca il migliore”, “imparzialità”, “onestà”, siano da sempre sconosciuti.

A casa Agnelli vige la legge del più forte, del più potente, che equivale quasi sempre, a quella del più ricco.

Se lo sport vivesse di solo blasone, squadre come il Genoa (9 scudetti), Bologna, Torino e per assurdo la Pro Vercelli (tutte 7 scudetti), avrebbero più titolo a giocare la Champions dei VIP, che la Roma, solo 3 volte campione d’Italia.

Vale poi la pena ricordare al buon Agnellino che la Dea ha vinto lo stesso numero di Champions League della Roma (0) e solo due in meno della sua  milionaria Juventus (2).

Capisco che l’appeal internazionale dell’Atalanta sia poca cosa, rapportato a squadre di grandi città o dal glorioso passato, ma è la legge del calcio (o se volete dello sport): “c’è chi merita e chi no“.

Invece di pensare ad una Champions per soli ricchi e famosi, il rampollo di casa Agnelli si preoccupasse di passare il turno e approdare ai quarti di finale, ribaltando la sconfitta della gara di andata… una Atalanta ai quarti (probabilità tutt’altro che impossibile dopo il 4-1 di San Siro al Valencia)  e una Juventus fuori dalla Champions, sarebbe infatti uno smacco epocale per un presidente che con le sue farneticanti esternazioni, nega in nome del profitto, i più elementari principi dello sport.

Se mai ce ne fosse bisogno, un motivo in più per tifare Lione.

24
feb 2020
AUTORE micheloni
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PORTE CHIUSE? O TUTTI O NESSUNO

L’arrivo del Coronavirus ha portato tra le altre, al blocco delle partire di calcio e di tutti gli eventi sportivi nelle zone in cui il virus si è manifestato (Lombardia e Veneto e in extremis  pure il Piemonte).

L’idea che circola è che le partite rinviate,  le prossime future,  possano essere giocate a porte chiuse.  La negazione dello sport insomma, con i tifosi relegati a mero contorno.

Sarebbe come chiedere a un  cantante, un attore o qualsiasi altro artista di salire su un palco ed esibirsi in un teatro vuoto.

Il calcio è sport e lo sport è spettacolo. E se lo spettatore è la ragione d’essere di ogni spettacolo  d’arte, il tifoso lo è per il  calcio.

Accettare che in nome dei diritti televisivi si giochino partite su partite senza pubblico è oltre che scandaloso anche gravemente scorretto.

Per quale motivo le squadre di Lombardia, Veneto, Piemonte (ma vedrete che a breve si estenderà in tutto il nord) dovrebbero gareggiare in trasferta al centro-sud, ma mai in casa godendo dell’apporto dei propri sostenitori? Questo significherebbe falsare il campionato perché da che mondo e mondo i risultati nel calcio non li determinano solo i 22 in campo ma spesso e volentieri il tifo sugli spalti.

Non può esserci una Serie A o B che gioca in casa con il tifo a favore e un’altra che gioca in casa nel silenzio surreale di uno stadio vuoto.

Sminuire il calcio alla sola sfida tra due squadre è riduttivo e offensivo. Senza i tifosi, la loro passione, il folklore, gli sfottò  e perché no, anche le contrapposizioni talvolta eccessive e malate, il calcio non esisterebbe o quanto meno avrebbe la stessa popolarità e lo stesso appeal della pallamano (senza offesa per questo sport).

Il Palazzo decida: o tutti o nessuno.

 

 

 

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