18
giu 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 63 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.734

MA GROSSO LO SA?

 

Gentile Fabio Grosso,

Mi permette alcune domande? No nulla di sconveniente e nemmeno di tecnico, ci sarà tempo per quello… no, quello che vorrei sapere è se qualcuno (magari lo stesso Tony D’Amico) le ha detto la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, sul clima e sulle tensioni che si respirano  in seno all’Hellas Verona.

Lo sa tanto per cominciare di essere già inviso alla tifoseria per il solo fatto di essere amico e prima scelta di Tony D’Amico, pupillo di quel Filippo Fusco,  artefice con Pecchia e Setti  di un disastro sportivo dalle proporzioni abnormi? (no, non tanto la retrocessione a cui siamo da sempre più o meno abituati ma per il mondo indegno in cui è arrivata e la prepotenza con cui la dirigenza  l’ha perseguita)

Le hanno raccontato del clima di tensione che troverà a Verona?

No perché se le appariva pesante da sostenere quello di Bari, non ha davvero idea di ciò che la aspetta a Verona.

E se pensa che qualche vittoria cambierà lo stato delle cose si sbaglia… “e di grosso”

Avrà dai tifosi verso la squadra (previo sacrificio, sudore e onore) passione e tifo, sempre e comunque,  ma anche contestazione societaria: dura, sempre e comunque.

È conscio che in ritiro vedrà in maggior parte famiglie in gita o peggio, tifosi incazzati pronti a prendere in giro tutto e tutti?

Le hanno detto che da subito sarà “solo contro tutti” e se non arriveranno i risultati e gioco avrà   “tutti contro di lei” che di riconferma in riconferma resterà sempre più solo? (chieda a Pecchia).

Lo sa che tantissimi tifosi non faranno l’abbonamento per protesta nei confronti di una Società che non li rappresenta più? Sono già tanti mi creda e crescono di giorni in giorno (perchè tutto si puó accettare ma non la prepotenza).

Disfattismo? No, gentile Fabio Grosso, semplice realtà dei fatti… e questi fatti, o meglio misfatti, non li ho certo creati io.

 

Che dire Mister Fabio Grosso, per quanto mi riguarda, “Benvenuto al Verona e buon lavoro”.

Non amando i processi alle intenzioni la valuterò per il suo operato, senza pregiudizio alcuno.

 

Una sola cosa le chiedo e con me tutto il popolo dell’Hellas Verona: ONESTÀ E SINCERITÀ, sia con i suoi nuovi tifosi che in particolare con se stesso.

Che tradotto significa: se le consegneranno una rosa non all’altezza, poco attrezzata per tornare direttamente in A, lasci subito, non accetti nessuna “scommessa”, perché a perderla sarà solo lei e i tifosi.

L’umiltà è dote di per se già rara e intorno a se non ne troverà traccia.

Per cui, creda a me: NON SI FIDI NESSUNO.

E un ultimo consiglio: non si lasci mai scappare dopo una sconfitta la frase “siamo in crescita”, lo pensi se crede, ma non lo dica… potrebbe avere un effetto devastante.

 

Detto questo: FORZA VERONA, SEMPRE!

15
giu 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 68 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.873

ARRENDERSI MAI

No ragazzi, non ci siamo… così non va…

 

Lentamente quanto inesorabilmente i tifosi dell’Hellas Verona si stanno dividendo, quasi sfaldando.

Tra accuse di immobilismo e tastierismo si avvertono toni insolitamente duri e strategie diametralmente opposte.

Abbonamento si, abbonamento no.

Trasferte si, Bentegodi no.

Cortei e marce di protesta si… o magari anche no.

Capi ultrà nel mirino…

Butei de adeso contro quei de na olta…

Curva sotto accusa… che si difende e contrattacca

 

Potrei andare avanti, ma mi fermo qui.

 

No Butei. Questo è fare il gioco di chi vuol male al Verona.

Come scritto da qualcuno l’Hellas Verona è nei suoi tifosi, e un tifoso dell’Hellas non alzerà mai bandiera bianca. MAI!!!

Possono farci fallire se credono, ma sulle ceneri risorgeremo.

Esisterà un Hellas Verona senza Setti statene certi, ma senza tifosi l’Hellas ha il destino segnato.

Opinione personale: chiunque si allontana dall’Hellas per non aver nulla a che fare con Setti, finisce per fare il suo gioco.

 

Siamo esausti, incazzati neri, delusi, disillusi, e quanto di peggio si possa provare e quando i veri colpevoli non ci “cagano”, come purtroppo accade da qualche anno, scatta la rabbia e per assurdo finiamo per scannarci tra noi.

 

No vi prego.

Trovatevi, parlatevi, urlatevi contro se volete ma senza mai dimenticare che state tutti dalla stessa parte ed è la parte giusta, quella di chi ama la propria squadra del cuore.

 

Mai come ora i tifosi gialloblù devono restare uniti.

Una sola voce,  forte, potente che deve far vibrare il cuore e i vetri di Via Belgio.

RESTIAMO UNITI

 

Lo dobbiamo a 115 anni di Storia

Lo dobbiamo ai Campioni d’Italia

Lo dobbiamo alla dignità e l’orgoglio mostrato in Lega Pro.

Lo dobbiamo ai nostri figli che stanno smettendo di crederci.

Lo dobbiamo soprattutto a tutti i Butei che sta Su In Ciel

 

SIAMO I TIFOSI DELL’HELLAS?   DIMOSTRIAMOLO!

 

 

13
giu 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 42 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.546

MARCHETTI E LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MEDIOCRITÀ.

Le parole di Marchetti DG del Cittadella,  mettono il cartello fine (ammesso ci sia mai stato un inizio) alla sua possibile candidatura come futuro DS del Verona.

 

Riferendosi al Cittadella: “… credo che certi valori che ci sono qua è difficile trovarli…”.

Grazie tante, ha scoperto l’acqua calda… realtà come il Cittadella, con una proprietà forte, che dispone di un patrimonio importante sono il top per chi fa calcio, ma si contano sulle dita di una mano nel panorama professionistico nazionale.

 

Come non essere d’accordo con Marchetti (e precedentemente Venturato) che valori come rispetto, dignità, onestà, trasparenza, condivisione, progettualità, siano tanto vicini al Cittadella quanto oggi lontani dal Verona.

 

In questi ultimi tre anni in casa Hellas abbiamo visto di tutto e di più in quanto a disvalori e il braccio di ferro sempre più contrapposto tra tifosi e Società è la prova che di condivisone in casa Verona non c’è proprio nulla, di trasparenza men che meno e la progettualità insieme al consolidamento è la più grande bufala che ci sia stata propinata in questi anni.

 

Tuttavia, proprio perché nel precedente post ho auspicato un loro arrivo in gialloblù, mi sento in dovere di dire una cosa al Sig. Marchetti (e in seconda battuta a Venturato).

 

Fatto salvo l’amore per il Cittadella e le remore (non espresse) sul Verona, c’è una cosa che mi ha profondamente deluso da parte sua: la scelta (per altro legittima) di non voler mettersi in gioco.

 

Da anni il Cittadella fa la sua parte in B ma da anni non arriva oltre la prima fase dei playoff (quando ci arriva poi).

 

Comodo quando hai una piazza che considera la B al pari della Champions e quando se vai ai playoff è considerato un successo ma se non ci vai per la piazza sei comunque un grande.

Sapere che l’asticella da superare è il consolidamento in B non deve comportare chissà quali ansie e pressioni.

 

Al netto dei dubbi sull’Hellas Verona Società, il club gialloblù ha una storia, una tifoseria unica e stupenda, uno stadio come il Bentegodi al cui confronto il Tombolato sembra un campo sportivo di periferia.

Con tutto il rispetto, calcisticamente parlando non c’è proprio confronto.

 

Premesso che io per primo in “questo” Verona avrei mille perplessità ad entrare, qualora Marchetti non scelga altre piazze più o parimenti importanti alla nostra ma resti al Cittadella, col senno di poi dico “per fortuna non è venuto all’Hellas”.

 

Sogno uomini che sognano non amanti della pur comoda mediocrità.

 

Non faccio come la volpe e l’uva tranquilli… è che di persone, anche se valide, che non conoscono la parola “ambizione”,  scusate ma nella mia squadra del cuore ne faccio volentieri a meno.

 

(Dopo di che, di quanto sta accadendo in casa Hellas non approvo nulla… ma questo è altro discorso).

08
giu 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 67 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.354

ATTENDO… QUEI 2

Diciamolo subito: se Setti decide per D’Amico DS e l’amico di questi, Grosso, come allenatore, per quanto entrambi invisi alla tifoseria, lui li prende e se ne frega dei malumori e mugugni della piazza… anzi poco ci manca che ci goda.

Se però ha la possibilità di arrivare al medesimo risultato con altri nomi a lui graditi ma graditi anche ai tifosi, non me lo vedo il presidente uno alla Tafazzi che si martella i maroni in preda ad attacchi masochistici.

Ecco perché penso (e spero) che tanta attesa nel nominare le due figure chiave a cui affidare l’ennesimo immediato ritorno in serie A, sia dovuta al protrarsi dei playoff di serie B, dove guarda caso è impegnato quel Cittadella che annovera nei quadri un DG e un allenatore che in una piccola provincia della provincia veneta, compiono da diversi anni un miracolo dietro l’altro: Il Direttore Generale Marchetti e l’allenatore Venturato.

Visti i chiari di luna e messi da parte i sogni di gloria (ovvero i nomi di prima fascia), lo dico sinceramente non mi dispiacerebbe arrivassero entrambi a Verona, portando con loro, capacità, competenza, valorizzazione dei giovani, un feeling consolidato e un’ambizione comune: la serie A.

Un desiderio che dovesse per loro svanire anche quest’anno ai playoff, potrebbe davvero spingerli entrambi a puntare su una squadra blasonata e (diciamolo sottovoce) con le possibilità economiche per allestire una rosa molto competitiva, quale l’Hellas Verona.

Ho voglia di vedere a Verona gente seria, decisa, umile e pragmatica. Chi si è distinto in un contesto di grandi lavoratori come Cittadella, non può non avere questi requisiti.

E per quanto mi riguarda, ciò basta e avanza per auspicare che l’attesa del presidente porti in dono proprio l’accoppiata Marchetti-Venturato.

E a questo punta vada pure per D’Amico DS che con un DG come Marchetti avrebbe solo da imparare e a lui dovrebbe riferirsi piuttosto che al suo vecchio mentore Fusco che più sostiene di non aver più nulla a che fare con l’Hellas e meno ci crediamo.

Dal modello Borussia Dortmund al modello Crotone… e chissà  al modello Cittadella, inteso come cultura del lavoro, serietà, pan al pan e vin (bon) al vin.

 

È chiedere troppo? Beh, con 35 milioni tra paracadute e cessioni varie, si, in effetti, forse è pretendere troppo… “la parola gratis (o quasi gratis) infatti, solletica la pancia mai sazia dei padroni”.

06
giu 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 57 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.812

BASTA DISPETTI… PIÙ RISPETTO

Su una cosa Setti ha ragione: “Il Verona è suo, i soldi li mette lui e quindi decide lui”.

Una cosa però Setti dimentica: “i soldi del Verona di oggi sono quelli della Lega (paracadute) e a breve delle cessioni di Vivani, Bessa, (a cui aggiungiamo quello recente di B.Zuculini e quello probabile di Fares).

Non che questo cambi il suo diritto a fare e decidere come vuole.
Egli infatti è e rimane il proprietario e presidente dell’Hellas Verona, ma oggi più che mai, venuto meno il rischio per il suo patrimonio personale, sale di importanza il diritto del tifoso, di fatto il solo e unico, vero patrimonio dal valore inestimabile e quel che più conta, mai in vendita.

Eh già, perché se i soldi uno li caccia dal suo conto corrente personale, una qualche pretesa a far di testa propria la può anche avanzare, quando invece i soldi sono il frutto di un paracadute offerto dalla Lega e di cessioni varie, la pretesa va necessariamente accompagnata da un preciso ed etico “senso del rispetto”, che sia chiaro, non è solo avere i conti in regola, o accontentare la tifoseria, quanto il provare a dimostrare che si è imparato dai propri errori e non si intende ripeterli.

L’atteggiamento societario in questo confronto a muso duro con i tifosi gialloblù (e in generale la piazza di Verona) ha sempre più il sapore del dispetto fine a se stesso.

Vi aspettate un nome? e io apposta non lo prendo!
Volete un DS esperto? E io prendo un neofita che di questo mestiere ha tutto da imparare (e per imparare ovviamente da sbagliare).
Chiedete un allenatore vincente (alla Iachini per capirci)? e io punto sull’ennesimo emergente, ovvero sull’ennesima scommessa.
Volete che investa buona parte degli introiti? E io vado al risparmio (come da qualche anno a questa parte del resto).

Detto che la storia sportiva recente (ultimi tre anni) di Setti non lo vede particolarmenge vincente in quanto a scommesse tecniche, personalmente con credo che Iachini sia un mister fuori mercato per l’Hellas Verona, semmai lo sarebbero le giuste richieste di una rosa competitiva quale al momento quella gialloblù non è.
Nemmeno un Luca Toni DS sarebbe economicamente proibitivo e apprendistato per apprendistato almeno avrebbe, al contrario di D’Amico, il favore della piazza.

Questo significherebbe però un chiaro segno di rottura con Filippo Fusco di cui D’Amico ne è fido seguace.
Ed è proprio questo che tutti temiamo.
Che l’ex DS Fusco, di “ex” nella fattispecie abbia proprio poco, e operi in sinergia con Setti in modo defilato ma ancora decisivo nell’organigramma societario gialloblù.
È un timore lo ribadisco, sul quale speriamo vivamente di essere in torto.

Sia chiaro, nulla ad oggi è definitivo. Nè Grosso, nè Brocchi (altro scommessone pieno di incognite), nè D’Amico.

Potremmo stare a parlare del nulla, se solo domani Setti decidesse di regalarci dopo infinite umiliazioni, un barlume di luce in fondo al tunnel invece del solito dispetto.
La speranza c’è, ma è basata più sul nostro amore per l’Hellas che su concrete aspettative.

Di una cosa possiamo essere certi: Setti non è certo un paraculo e lo ha anche dichiarato pubblicamente (e ciò per quanto mi riguarda gli fa onore) e non farà quindi nulla per aggraziarsi o compiacere anche uno solo di noi tifosi (se ci smentirà ne saremo ovviamente tutti felici).

I suoi parametri sono altri e sono gelidi come i numeri di un bilancio societario.

Anche se con una stima di quasi 35 milioni di entrate e una Società (per sua bocca) in regola e senza debiti, parlare ancora di austerità, sa di autentica presa in giro, alla quale, sia detto subito, nessuno tifoso dell’Hellas Verona ha la più ben che minima intenzione di prestarsi.

04
giu 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 45 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.532

INTERVISTA FUSCO… PAURA D’AMICO

Filippo Fusco torna in un’intervista a parlare del Verona e della sciagurata stagione appena terminata.

Il pretesto è Pazzini, a suo avviso non più determinate in A, quanto potenzialmente decisivo in B, (al proposito ha fatto un bel favore a Setti che sta facendo di tutto per venderlo) ma il discorso scivola inevitabilmente su altri binari che analizzo secondo un mio personale punto di vista.

CON PAZZINI SIAMO STATI CHIARI SIN DALL’INIZIO… IL TEMPO PASSA PER TUTTI
Ma si puó fare un quinquennale a quasi 10 milioni lordi ad un giocatore che al tempo aveva le bellezza di 31 anni? Gentile presidente ma il pareggio di bilancio 3 anni fa non esisteva?

NON MI SONO PENTITO DI AVERLO VENDUTO
non abbiamo la riprova certo ma alle sue affermazioni sulla deludente esperienza al Levante potremmo obiettare che con un altro allenatore Pazzini avrebbe reso sicuramente di più di quanto ha risparmiato di ingaggio Setti piazzandolo per mezzo campionato.

LA SITUAZIONE PAZZINI CI HA CREATO PROBLEMI AMBIENTALI, E LO STESSO È STATO PER CASSANO.
scusi ma Cassano chi lo ha preso io o lei?
E comunque le parole di Cassano nella recente intervista a Sky la dicono lunga.
Lui certamente era già un ex giocatore ma che vedendo giocare la squadra abbia capito da subito quanto era scarsa io ci credo.

NON SONO PENTITO DI AVER CONFERMATO PECCHIA
e invece dovrebbe eccome.
Nessuno, nemmeno i commentatori Sky che insomma di moduli dovrebbero intendersene hanno capito il “caos organizzato” (molto caos e mai organizzato) partorito dal guru di Latina.
Un anno fallimentare che lo ha arricchito professionalmente quanto ci ha impoverito calcisticamente.

NON CI SIAMO RINFORZATI A GENNAIO
il che è implicitamente un’ammissione di quanto fossimo già scarsissimi prima. Figuriamoci dopo senza B. Zuculini e Bessa. Colpa del bilancio? La racconti a qualcun altro.

CI CONTESTAVANO ANCHE QUANDO VINCEVAMO IN B
La “memoria corta” è vizio italico e, non lo dico io ma è opinione comune, il vittimismo è nel dna partenopeo.
Le 10 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte della prima parte di campionato erano lo specchio della forza di quella squadra.
Dal 23 novembre 2016 Verona-Novara 0-4 e successiva cinquina incassata a Cittadella, qualcosa si è rotto.
Da lì in poi è stata una lenta inesorabile regressione, atletica, caratteriale e tecnica.
Avete mai avuto la dignità di spiegarcene i motivi?
Siamo stati promossi grazie agli scontri diretti e dietro una Spal con un monte ingaggi di 3 milioni di euro contro i 10 nostri. Che voleva caro Fusco gli osanna?

NOI NON POTEVAMO FARE ACQUISTI COME PAVOLETTI O BORIELLO
ma nemmeno “zerogol” Petkovic… la gara tra chi non scuce i soldi, chi compra delle ciofeche di giocatori e chi fa giocar male anche i pochi con qualche qualità è ancora aperta.

A FRONTE DI CIÒ È COMPRENSIBILE L’ANSIA DEI TIFOSI GIALLOBLÙ AL SOLO PENSIERO CHE IL CANDIDATO DS D’AMICO SIA UN DISCEPOLO DI FILIPPO FUSCO?

STATO D’ANIMO ATTUALE DEL TIFOSO DEL VERONA
(dalla canzone “Lo Sfighè” di Andrea Mingardi – 1997)
“Son sfighè de una sfiga, che sem casca l’usèl par tera el me rimbalsa ndel cul….”

26
mag 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 96 Commenti
VISUALIZZAZIONI

3.433

SETTI VS CURVA SUD…

Ora è ufficiale: è scontro totale tra il presidente dell’Hellas Verona e la tifoseria gialloblù, sancito dalla lettera aperta della Curva Sud e relativa risposta da parte di Maurizio Setti.

All’insegna del “niente sconti per nessuno” entrambi hanno rimarcato, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’enorme distanza tra la proprietà del Verona e la piazza per non dire la città.

Ciò che tuttavia salta all’occhio nella risposta di Setti è una inaspettata consapevolezza e ammissione dei tanti, troppi errori fatti.

Fatti in buona fede, sostiene lui, ma sempre di errori si tratta, che hanno finito per pesare drasticamente ai fini del risultato sportivo.

Rimane che egli ha ammesso di aver sbagliato. E da qui io intendo partire.

Cosa serve sbagliare nella vita?
Imparare innanzitutto dai propri errori per evitare di ripeterli.

Ecco: “NON RIPETERLI”… la chiave di tutto sta proprio qui.

Se il presidente Setti ha veramente compreso i suoi errori ha l’obbligo di maturare una coscienza critica che non lo porti a ripeterli in futuro.

“Sbagliare è umano… perseverare è diabolico” recita un famoso detto. Confido che il presidente Setti ne faccia tesoro.

Certo non sarà facile per uno che ammette di se stesso di essere un testardo.
Perseguire le proprie idee ed essere coerente con le stesse, è certamente un pregio, che mi si permetta però, meglio si addice al concetto di tenacia che di testardaggine, quest’ultima spesso arma a doppio taglio molto pericolosa se non compensata da una grande dote quale l’umiltà.

Ha sbagliato dunque Setti? Non vuole ripetere questi errori? Vuole davvero dimostrare ai tifosi gialloblù che non è qui per lucrare sulla loro pelle?

Ha davanti a sè un rigore a porta vuota… l’occasione perfetta per dimostrarlo.

Subito un DS che sia un DS e un allenatore che non sia l’ennesima scommessa.

Ne ha perse troppe ultimamente in quanto a premesse disattese e giocatori flop, costate tra l’altro qualche milione di euro… meglio davvero ne stia lontano per un pó.

Vediamo dunque la realtà per quella che è al di là di proclami, accuse, difese e contrattacchi.

Nessuna squadra in Serie B può vantare un bonus di 25 milioni di euro.
Nessuna potrà vantare entrate da cessioni presumibilmente vicine ai 10 milioni di euro (Bessa, Viviani, a cui aggiungiamo B. Zuculini visto che quei soldi non sono mai stati reinvestiti a fronte di soli arrivi in prestito).
Nessuna squadra di B vanta una tifoseria come la nostra.

La Società è solida e senza debiti, giusto?

Bene allora bando alle ciance.

Allestire una squadra che punta al 1 posto non può essere un auspicio, nè una speranza.

È UN DOVERE!

(e il fatto che stiamo qui a parlarne e addirittura ci si scontri, una bestemmia).

25
mag 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 20 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.078

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

Mai detto fu più esplicativo dell’attuale situazione dell’Hellas Verona.

So per certo che il presidente Setti è molto impegnato nel cercare di dare una struttura tecnica al Verona. Quanto poi questa sarà nel reale interesse del Verona e dei suoi tifosi e quanto suo personale non ci è ancora dato a sapere.

Ho già abbondantemente detto la mia sul tema “Nuovo DS”, laddove ritenevo e ritengo tutt’ora la promozione dell’attuale Responsabile Scouting Tony D’Amico più che una scommessa, un pericoloso azzardo.

Le promozioni bisogna guadagnarsele sul campo e se il girovagare nel mondo del nostro “scopritalenti” ha prodotto miserie quali Aroons, Petckovic e Vukovich, direi che il ragazzo ha ancora molto da imparare come scouting, prima di pensare a salir di grado.

Vero è che il continuo rimarcare condizioni economiche sempre al limite della sopravvivenza, non spingono alcuni DS sul mercato a credere nel progetto Verona, anche perché di progettualità in casa gialloblù si è smesso di parlarne da tempo.

Sull’allenatore preferisco non ripetermi avendo già indicato nel mio precedente post il valore aggiunto a cui si dovrebbe puntare.

I tifosi nel frattempo si chiedono:
se la Società è davvero sana e senza debiti come sostenuto dallo stesso Setti
se entreranno dai 6 ai 7 milioni di euro per le cessioni di Bessa e Viviani a cui va sommata l’entrata di gennaio per la vendita di Bruno Zuculini.
se come sembra verrà meno l’ingaggio proibitivo di Rómulo e con molta probabilità anche quello di Pazzini

SE TUTTO QUESTO DIVENTA REALTÀ, CI SONO I MARGINI PER INGAGGIARE UN BUON DS UN OTTIMO ALLENATORE E UNA SERIE DI GIOCATORI CHE A 300.000 € NETTI A STAGIONE IN B FANNO ALTRO CHE LA DIFFERENZA.

E, UDITE UDITE, RESTEREBBERO UN BEL PÓ DI MILIONI DI EURO CHE LA PROPRIETÀ POTRÀ CONSIDERARE UTILE DI ESERCIZIO E DI CONSEGUENZA FARNE CIÒ CHE VUOLE.

Verona e suoi tifosi si aspettano questo. Anzi visto che sono soldi della Lega e non provenienti dalle casse della Società, lo pretendono.

A Setti quindi il compito di paventare un’inversione di tendenza al declino e disaffezione sin qui evidenti o perseverare nell’operare in netta contrapposizione con la piazza, quasi al limite del dispetto fine a se stesso.

Ma chi consiglia Setti in questi momenti delicati e determinanti per il futuro suo e dell’Hellas Verona? Se sono le persone che immaginiamo c’è poco di che sperare.

Credo tuttavia che più di qualche ex gialloblù sarebbe ben felice di dare il proprio contributo alla causa, qualora fosse il presidente a chiederlo.

Non ci resta quindi che attendere… nella speranza non diventi l’ennesimo remake di “Non ci resta che piangere”.

20
mag 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 87 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.710

QUALE ALLENATORE PER L’HELLAS

Il primo passo per dimostrare alla tifoseria gialloblù di voler puntare ad un immediato ritorno in A è portare in riva all’Adige un allenatore “vero”.

Non una scommessa quindi e nemmeno qualche bella speranza senza però la necessaria esperienza e personalità per allenare in una piazza esigente come Verona.

Serve un tecnico che abbia il giusto carisma, che sia dotato di grande acume tattico, capacità e personalità.

I bravi allenatori di solito non sono a spasso, ma l’Italia ha un tale serbatoio di validi tecnici, che anche tra i cosiddetti “senza contratto” vi sono figure di primo piano e giovani che hanno già dimostrato di poter stare nel calcio che conta.

Vediamone insieme alcuni:

Davide Nicola – innanzitutto un “uomo” che ha dimostrato come la dignità venga prima dei soldi. Promozione e miracolo-salvezza col Crotone prima dello strappo con la Società e conseguenti dimissioni  di quest’anno.

Rolando Maran – ha dimostrato in questi anni al Chievo di saper allenare e l’ennesima salvezza è al 90% sua. Una garanzia tecnica e umana.

Roberto De Zerbi – ha dimostrato a Benevento di saper dare gioco e identità ad una squadra poverissima di qualità. E infatti è uno dei più ambiti sulla piazza, nonostante da ultimo sia subentrato e ultimo abbia finito.

Walter Zenga – vale il discorso di De Zerbi. Ha preso il Crotone in corsa e ha sfiorato l’impresa di regalare ai calabresi l’ennesima salvezza. Ha carisma e personalità. Doti scomparse a Verona da tempo.

Zeman – le sue ultime esperienze parlano di esoneri a catena. Resta un grande allenatore. Farebbe sognare i tifosi. Ma pretende garanzie, i giocatori adatti alla sua filosofia di gioco e le mani libere. Quanto basta per mettercela via.

Pippo Inzaghi – prima una breve esperienza al Milan, poi la consapevolezza che l’esperienza non si compra e l’umiltà di scendere in B in una squadra nemmeno di prima fascia.

Con i lagunari, promozione dalla Lega Pro alla B e quest’anno ai playoff. Oltre ogni più rosea aspettativa. Peccato che due di A siano già su di lui

Beppe Iachini – probabilmente il più oneroso da prendere ma quasi una garanzia viste le innumerevoli promozioni conquistate. Anche lui un ex, ha più volte dichiarato di amare Verona…e Verona di certo ama lui.

Eddy Reja – È un veterano… se messo nelle condizioni giuste la sua esperienza può essere un valore aggiunto.

Ad oggi sono tuttavia circolati i nomi di Fabio Grosso e Cristian Brocchi.
Non me ne vogliano, ma non mi sembra abbiano ad oggi dimostrato sia nel gioco che nei risultati di essere pronti per un compito impegnativo come centrare una promozione dopo una stagione così deludente e in una piazza molto sfiduciata che chiede innanzitutto certezze.

Se ne ho dimenticato qualcuno inseritelo voi (restando sulla terra magari, non inseguire quindi gente come Guidolin o altri che oggettivamente per ingaggio e garanzie ora come ora a Verona non verrebbero mai).

Aspettiamo quindi il DS e presto avremo anche il nome del nuovo allenatore dell’Hellas Verona.

La scelta da parte del presidente Setti, di uno dei sopra citati allenatori, sarebbe credo molto apprezzata dai tifosi. Un modo per dimostrare con i fatti di non voler ripetere gli errori sin qui commessi.

Non deve stupirci con la sorpresa ipoteticamente vincente ma fidarsi di chi vincente nella vita lo è stato e vuole continuare ad esserlo.

Se invece intende farci l’ennesimo dispetto, in quanto a scommesse non ha che l’imbarazzo della scelta.

18
mag 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 20 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.342

L’ORGOGLIO E LA VERGOGNA

Pensavo che questo campionato e una retrocessione semplicemente indegna rappresentassero il gradino più basso che un tifoso del Verona potesse toccare.

E invece no.

Accade che piccoli dettagli diano una dimensione a questa autentica disfatta che al confronto la B è un doloretto passeggero.

Vi racconto una storia, purtroppo maledettamente vera.

C’era una volta un “buteleto” tifoso gialloblù col sogno di diventare da grande un “Butel”.

Quel bambino negli anni bui della Lega Pro andava orgogliosamente a scuola con la t-shirt “mejo can che muso” regalatagli dal papà assieme a mille gadget dell’Hellas.

Orgogliosamente… si avete capito bene… orgogliosamente.

L’essere in quella che un tempo si chiamava serie C, era per lui un dettaglio insignificante di fronte all’amare e tifare per il glorioso Hellas Verona.

E a chi gli ricordava che un’altra squadra di un quartierino veronese giocava con la Juve e l’Inter mentre la sua squadra del cuore incontrava la Paganese o il Lumezzane, egli rispondeva con un sorrisetto ironico, per la serie “poveraccio, non puoi capire… è in questi momenti che si riconosce il vero tifoso dell’Hellas, e io, come il mio papà e migliaia di tifosi, siamo orgogliosi, oggi più che mai, di essere gialloblù nell’anima”.

Qualche giorno fa un amico ha accompagnato suo figlio al liceo con la macchina.

Sneakers, jeans, maglietta, zainetto e cappellino con lo stemma dell’Hellas Verona.

Il ragazzino appena sceso dall’auto, si toglie il cappellino e lo mette via.
Perché lo togli? chiede il papà?
Perché mi prendono in giro. Abbiamo una squadra che fa schifo e io mi vergogno.

8 anni…. tanto è bastato per fare di quel bambino un ragazzo e trasformare il suo orgoglio in vergogna.

“NESSUN TESORO VALE PIÙ DEL SOGNO DI UN BAMBINO”