29
lug 2017
AUTORE micheloni
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E Quando i Blu… …

Si notano in curva, tra le mille bandiere e striscioni Gialloblù, i piccoli lenzuoli bianchi con poche parole scritte con lo spray.
A volte sono manifesti di benvenuto a figli di tifosi ultrà… altre volte purtroppo il saluto della curva a un “Butel” che non c’è più.
La scritta è quasi sempre un “ciao” seguito da un nome.
Spesso dietro questo nome ci sono storie tristi o tragedie improvvise.
Approfitto del blog per raccontare una che mi ha colpito al cuore solo pochi mesi fa.
Mi scuso se questo post poco ci azzecca con il sapore di vacanze, allegria e voglia di divertirsi.
Ma una volta partito il campionato si perderebbe nei meandri delle opinioni tecnico tattiche legate al risultato di una partita.
Spero quindi mi perdonerete per aver scelto un argomento tutt’altro che gioioso ma che parte dal mio cuore.

Un ragazzo (l’età non conta tanto i butei iè butei anca a 80 anni) grande tifoso dell’Hellas Verona e molto conosciuto in curva viene a casa mia con mio cognato suo grande amico.
È simpatico ma soprattutto come me “matto perso per l’Hellas.
Parliamo ore del Verona e nonostante egli sia più giovane del sottoscritto conosce quasi tutti i protagonisti di un lontano passato.
Una bella serata. Come tutte quelle in cui si parla dell’Hellas.
Da allora ci siamo visti ancora un paio di volte… l’argomento, sempre e solo Hellas Verona.
Poi, all’improvviso la notizia che mai vorresti ricevere.
Quel Butel ha un tumore a uno stato avanzato e davanti a se solo pochi mesi di vita.
Quest’ultimo implacabile dettaglio però lui non lo sa e lotta contro la malattia come colui che alla fine vuole uscirne alla grande.
Arriva il ricovero in ospedale (da cui purtroppo non uscirà più) e attraverso mio cognato ricevo foto che mi lasciano senza parole.
La sua stanzetta d’ospedale è tutta Gialloblù. Una grande bandiera aperta dietro al letto, cappellini, gagliardetti e sciarpe attaccati dappertutto (anche alla boccia della flebo).
Ma c’è di più. Ha chiesto e ottenuto dal personale sanitario di cambiare cuscino, lenzuola e coperta con quelli del suo letto di casa, rigrigorosamente a grandi quadri gialli e blu.
Anche la maglia non è quella del pigiama ma sempre una diversa dell’Hellas.
Sorride nelle foto… ci crede alla vita… e la sua forza è quella del guerriero.
Ancora altre foto con gli amici (della curva naturalmente) che un giorno lo fanno quasi piangere quando gli portano una maglia dell’Hellas firmata da tutti giocatori e staff tecnico.
Ma gli amici vanno oltre e gli portano a far visita nientemeno che Gigi Sacchetti eroe dello scudetto, uomo dal cuore d’oro.
Foto. Tante foto. Tutte che parlano sempre e solo del suo grande amore per l’Hellas Verona e quasi fanno dimenticare la triste location… una stanza d’ospedale, reparto oncologia.
Il Verona, il suo Hellas Verona è per lui il domani… la prossima partita è il futuro. È il senso della vita che mette in archivio la precedente giornata in funzione della successiva.
Vincere o perdere fa lo stesso… l’importante è giocarla.
Giorno dopo giorno la malattia lo consuma, ma lui è sempre sorridente nella sua stanza di ospedale colorata di giallo e di blu.
Quel Butel se ne è andato in silenzio poco prima della promozione in A.
La partita successiva alla sua morte, un lenzuolino bianco con un ciao e il suo nome…il saluto della curva che ricorda sempre i butei.
Ora si.
Ora capisco perché quel coro che esplode puntualmente in Curva ha sempre una forza straordinaria.
Una potenza ineguagliabile.
Deve arrivare lontano dove nessun altro coro può… deve arrivare lassù.
“E quando i blu, saranno in ciel, e quando i blu saranno in ciel, voglio essere con loro e quando i blu saranno in ciel”

(RIP “Fuss” e tutti i butei su in ciel)

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5 risposte a “E Quando i Blu… …”

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  1. Il saggio dice scrive:

    Bel post. Complimenti.
    Però dalla foto sembra il blog di The Rock .

    1. lzampa scrive:

      grazie,

      1. bardamu scrive:

        Commovente. Hai una penna felice, Mauro.

        1. Luca scrive:

          CURVA SUD MARCHE

          Applausi Mauro, per noi che siamo nati e tifiamo da lontano è sempre una emozione unica intonare tutti i cori e questo in particolar modo!
          È per questo che spesso polemizzo con i vari Mirko e Sperari ,non vivono non capiscono e forse tifano i nessuno!
          BUTEI LIBERI !

          1. Arnoldfranco scrive:

            Stupendo ed emozionante!!!

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