06
nov 2017
AUTORE micheloni
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ANALISI DI UNA DICHIARAZIONE

Dopo la quarta sconfitta consecutiva e metà girone di andata a dir poco umiliante era prevedibile aspettarsi dichiarazioni di un certo tipo.
Frasi fatte a cui i tifosi non fanno più nemmeno caso tanto risultano scontate e piene di parole vuote.
Ebbene, visto che certe domande ai diretti interessati non mi è possibile porle, appellandomi all’efficienza degli ultimi neuroni che ancora funzionano nel mio cervello ho deciso di sezionare i contenuti di un intervento e analizzarli. Senza premeditazione alcuna verso chi le ha profuse ma solo per ricordare a coloro che detengono le sorti del nostro amato Hellas Verona che i tifosi non sono un ammasso di trogloditi.
Le dichiarazioni nel post partita di Cagliari sono state quelle dell’allenatore Pecchia e del DS Fusco in rappresentanza della Società.
Vista la pochezza delle dichiarazioni del Mister, (era talmente bastonato che ha biscicato ai microfoni una sequela di “non so”, “non capisco”, “a volte non c’è un perché”) che hanno confermato il suo totale smarrimento, (e anche il nostro perché se un allenatore non ci capisce più nulla come possiamo sperare che rimetta la barca in sesto?) non mi è rimasto altro che l’intervento del DS Fusco, che premetto, reputo persona perbene, la cui unica colpa (o errore) è stata semmai arrivare in una Società con pochissime risorse economiche e un Presidente tra i più disamorati nella storia dell’Hellas Verona.
Ecco quindi i punti salienti che ho ritenuto degni di nota:

ABBIAMO FATTO UN PASSO INDIETRO
prendo in prestito il concetto espresso da un vero maestro della parola quale ritengo Francesco Barana: “difficile fare un passo indietro se non ne hai ancora fatto uno in avanti”.

PENSIAMO A RECUPERARE GLI INFORTUNATI
come come? La rinascita del Verona passerebbe quindi dal recupero di Bianchetti, Cherubin, Franco Zuculini e Ferrari? O i meno gravi Buchel, Bessa e Kean?
Ah ok! Ora sono più tranquillo!

CAMBIARE ALLENATORE NON È LA SOLUZIONE
Nel calcio si cambia un allenatore quando la squadra non risponde e i risultati negativi perdurano nel tempo.
Il campionato ci dice che, o è stata allestita una squadra di giocatori scarsi per la A, oppure è inadeguata la guida tecnica (o entrambe le ipotesi).
Ora: per asserire con certezza che una determinata scelta “non è la soluzione“ ad un problema, è necessario in primis conoscere la vera soluzione capace di risolverlo.
Affermare che “non è una soluzione” senza avere idea di quale possa essere “la soluzione” è puro controsenso.
Mi segua: se “non ho” una soluzione come posso dire che un’ipotetica soluzione, “non è la soluzione”? (Oddio me sto incartando)
(Cerco di uscire dall’incartamento dialettico): se Lei ha una soluzione ce la dica e capiremo perché cambiare allenatore “non è la soluzione”… ma se non ce l’ha, non escluda a priori che via Pecchia la squadra non possa svoltare in positivo. Si lasci almeno il dubbio.
A meno che lei non sia più che conscio della pochezza della rosa e della ridotta possibilità di rinforzarla in futuro.
Ragion per cui, nessun allenatore di qualità verrebbe in una squadra attualmente inadeguata alla categoria senza precise garanzie che a gennaio si investirà e tanto, per provare davvero nel girone di ritorno a fare il Crotone dello scorso anno, salvo all’ultima giornata.
Fila il discorso?

FORSE ABBIAMO FATTO GOL TROPPO PRESTO
Non esiste un momento ideale per fare gol. Un gol al primo minuto può valere la vittoria tanto quanto uno realizzato nel recupero. È la bellezza del calcio rispetto ad altri sport.
Il problema è semmai che “ABBIAMO FATTO GOL”.
Il Verona (da anni a dire il vero) inizia a giocare quando il gol lo prende e al contrario smette di giocare quando lo fa. (caso patologico degno di approfondimenti di carattere psico-analitico)
Ma è davvero troppo sognare un allenatore e giocatori che fatto un gol, vedano come unico obiettivo farne quanto prima un’altro?

È GIUSTO PRENDERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ E METTERCI LA FACCIA.
Mi perdoni DS, ma non mi risulta sia mai stata fatta nè da parte Sua nè del Presidente, alcuna ammissione di responsabilità in ordine a prestazioni e risultati che definire catastrofici è un eufemismo.
In ordine poi al metterci la faccia, mi sembra sforzo sinceramente poco impegnativo (ma comunque apprezzato) il solo presentarsi alla stampa in quel di Cagliari.
Per me, metterci davvero la faccia è presentarsi in conferenza stampa e parlare una volta tanto con “umiltà” anzichè contrattaccare con arroganza… magari, perché no, iniziando pcon le parole “chiedo scusa”, che, non ci crederà, ma sono sempre molto apprezzate dalla tifoseria gialloblù (forse perché sentite si e no una decina di volte in 114 anni di storia).

COME RIPARTIRE DOPO LA SOSTA? CON RABBIA!
Ma come, dopo prestazioni incoraggianti arriva il secondo scontro salvezza contro una squadra “alla portata” e non si gioca con rabbia?
La rabbia poi, mi si permetta, monta solitamente dopo delle ingiustizie subite e non vedo perché mai dovrebbe montare dopo una misera e triste prestazione come quella di Cagliari, in grado caso mai di alimentare nei giocatori una già diffusa auto-disistima.

SOLTANTO CON IL SOSTEGNO DEL PUBBLICO CI SALVEREMO.
Il pubblico sino ad oggi è stato encomiabile. I tifosi grandi più che mai. Sostegno sempre. In casa e fuori.
Lodati e ammirati dai più autorevoli commentatori sportivi sia Sky che Premium.
NO! Ci salveremo riconoscendo gli errori e lavorando (e spendendo) per migliorare la qualità della squadra.

LA SQUADRA È MIGLIORABILE.
Beh, in effetti, difficile peggiorarla!

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