10
gen 2018
AUTORE micheloni
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LA RABBIA E L’ORGOGLIO

Chiedo innanzitutto venia alla grande Oriana Fallaci per aver indegnamente utilizzato il titolo di uno dei suoi capolavori letterari.
Rabbia e Orgoglio del resto sono sentimenti che fendono trasversalmente l’animo umano e non di meno le grandi passioni, dall’amore, all’amicizia… e perché no anche al calcio.
Vengo al dunque.
Ieri come spesso accade mi sento al telefono con il mio grande amico Giorgio, il quale dopo aver disquisito sulle solite voci di mercato mi lascia senza parole dicendomi: “caro Mauro, tu manchi da Verona da tre anni. La prossima volta che verrai e entrerai al Bentegodi non so come dirtelo ma resterai amareggiato e confuso. Il tifo certo non manca mai ed è quello insuperabile di sempre… ma non so come spiegarti… attorno al nostro amato Hellas, aleggia una sorta di rassegnazione, anzi a dirla meglio, disaffezione.

Pensa – prosegue – che ieri ad un appuntamento di lavoro incontro un conoscente che ogni volta che ci si vede mi ferma per parlare dell’Hellas.
Nel salutarlo gli dico: “alora sa me disito del Verona”.
Una smorfia… “sa vuto che te diga… no ghè un casso da dir” e se ne va.
Capisci? non se ne vuol parlare perché fa male e troppa rabbia ti rovina la vita.”

Questo è quanto.
Stento a credere a tutto ciò, ma a pensarci bene quali altri stati d’animo possono nascere di fronte a una proprietà che è venuta a Verona solo per far business, che ha sempre dimostrato di essere tutto tranne che tifosa dell’Hellas, che ha fatto negli ultimi anni del silenzio la propria arma di difesa (o di offesa dipende dai punti di vista), che ha mandato in esilio tutti i simboli della veronesità sportiva, buon primo la “voce” Roberto Puliero, che ha scientificamente eliminato un organigramma di cui si faceva vanto, con la precisione e l’acutezza di un sicario.

Una proprietà dalla trasparenza di una pozzanghera… perché se l’acqua è torbida nessuno potrà mai vederci chiaro… dalle verità su Volpi, alla causa da cinque milioni, dalla società off shore, al centro sportivo, ai bilanci passivi, ai soldi per rafforzare la squadra che da qualche anno non ci sono più.

Per il Verona ho gioito e pianto per ben 50 anni.
VOGLIO, PRETENDO, ESIGO DI POTERLO FARE SINO ALLA FINE DEI MIEI GIORNI.
Ma gioia e lacrime sono figlie di due sentimenti contrastanti come Felicità e Dolore nel cui profondo albergano da sempre sia Rabbia che Orgoglio,

Si Esimio Eccellentissimo Eminentissimo Presidente Non Parlante, esattamente… Rabbia e Orgoglio… ovvero il contrario di ciò che lei con la meticolosità di una cellula malata ha cercato di sviluppare in noi tifosi attraverso comportamenti che hanno generato solo rassegnazione e disaffezione.

Rassegnazione e disaffezione che per la cronaca erano totalmente sconosciuti negli anni più bui della Lega Pro laddove per assurdo l’Orgoglio di Essere dell’Hellas ha toccato picchi che nemmeno dopo lo scudetto abbiamo sentito tali.
E fanculo a chi ha inventato il detto “ferisce più la parola che la spada”… non immaginava quando mortale fosse il silenzio.

“SALE LA RABBIA, MONTA L’ORGOGLIO
CRESCE L’ORGOGLIO, MONTA LA RABBIA”
(M.M.)

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78 risposte a “LA RABBIA E L’ORGOGLIO”

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  1. mir/=\ko scrive:

    Altolago… Non servono i trucchetti di abbellimento e le iniziative da "fighetti con i schei" se poi metti in piedi, in serie A, una squadra da Lega Pro!!! il palco casca miseramente e il Re Setti è sempre più nudo, sempre più solo e sempre più preso di mira dalla critica… za l'era meso nudo prima, con camise verte e sensa calsetti … adesso l'è "nature" e cosita el fa scarese

    1. avanti i blu scrive:

      la Volvo é cinese eppure la qualitá del prodotto continua ad essere elevata

      1. altolago scrive:

        Andemo avanti. El par che parlar de Sandrà e de Peschiera el sia de vinti o trent’anni fa. I è solo 4 anni!!!!!
        Vol dir che sto maledeto en quatro e quatrootto la stravolto na filosofia de vita de na squadra e de na società.
        A Sandrà ghera sempre 20/30 persone minimo ogni giorno. A Peschiera quando ghe ne 3 ghe sa el pienon.
        He ma vuto metar la giornalista f.igona de scai far le interviste con sul sfondo el tendon e i machinoni de Peschiera envese de quei quatro mesi sfighè de Sandrà…..
        Vuto metar adeso el settore ospitalityy al stadio dove i fighi con i schei i magna e i bei (e la partia?) envese de metar aposto i parterre dove mandar el popolo inutile che no el porta miga immagine e quality.
        E volemo parlar deil ritiro estivo? Albergo tuto par lori e guai romparghe le bale….brr che fastidio.
        Na volta te trovave Elkjaer par strada sul lago, el se fermava a farse fotografar, a firmar autografi e se el gavea voia dentro al bar a bear en cafè o na coca (no lè miga vera che l’era embriagon). O dito Elkjaer zio can, no souprayen
        Adesso si e no che te lo riconosi en sugador.
        Calcio moderno? Ma no ste farme ridar. Iè na massa de codeghini e mi voi tornar en C a divertirme. E se questo el servese a far smamar el sigaro en boca a un c.retino serie C subito.
        Rivoglio il mio Hellas di popolo e di orgoglio (GIALLOBLU ). Via i mercanti di stracci dal tempio.

        1. Simone scrive:

          Questa società ha reso impossibile o molto difficile ora il rapporto con la gente. A Sandrà e ancora prima all’antistadio del Bentegodi l’era più facile aver un rapporto con la squadra perché non era un ambiente asettico e pieno di guardie e ostacoli. Adesso diventa un’impresa poter seguire un allenamento. Non c’erano filtri. Ora ce ne sono un milione. Cosa progressivamente avvenuta con lo spostamento della sede degli allenamenti in quel di Peschiera, che a sua volta è diventato col tempo sempre più un bunker asettico. Poi in realtà se ci guardiamo intorno, queste sono le condizioni che in generale hanno preso campo nel calcio moderno. E allora capisci che è in primis il “sistema” che ha deciso di non mettere nelle condizioni i protagonisti di entrare a contatto col pubblico, quindi la possibilità stessa si affievolisce inevitabilmente. Da quel punto di vista l’unica possibilità è tornare in categorie inferiori alla B, dove mancherebbero probabilmente gli introiti e le condizioni per creare certi tipi di ambienti super barricati e super sicuri e quindi riscoprire una sorta di spirito popolare e di maggiore coinvolgimento tra squadra e tifosi.

          • Mariino scrive:

            Sappiamo comunque che il PIADINARO si presta prontamente ad ogni dictat o suggerimento di lega e Sky infischiandosene dei tifosi veri e passionali.

            • Simone scrive:

              Quello che intendevo è che a certi livelli ora L’impostazione di base mi sembra quella in generale, indipendentemente dalla società. Non so se ci siano regole ben precise a riguardo o se è soltanto una tendenza. Non so quindi se con altre società questo aspetto cambierà molto. Poi c’è da dire che è un costume italiano seguire gli allenamenti. In Inghilterra per esempio ho visto che dai tifosi quelli non sono presi in considerazione, preferiscono fermarsi piuttosto dopo le partite fuori dallo stadio per due foto e quattro chiacchiere. Ma vabbè, quello è anche un fattore culturale.

        2. Simone scrive:

          Eh, infatti ho detto che non so se ci siano regole o meno in tal senso. Sarebbe però interessante sapere come le altre società di serie A gestiscano questo aspetto. Perché ho l’impressione che oggi in Italia la tendenza sia comunque questa. Il primo vago ricordo di un allenamento che vidi risale alla fine degli anni ottanta, con mio padre che mi insegnava i nomi dei giocatori, ricordo bene Canigga. Poi, come ti ho già detto anche privatamente, a livello di cultura per esempio in Inghilterra i tifosi non seguono gli allenamenti ma piuttosto aspettano la squadra fuori dallo stadio dopo la partita. Mi è successo diverse volte. È il modo che hanno loro non solo per entrare in contatto (permesso e assolutamente sempre civile) con la squadra ma anche per socializzare tra i tifosi stessi. Tra l’altro quando vedono che sei straniero ti chiedono il perché segui quella squadra e da lì partono diversi discorsi (da quelle parti qualcuno ora conosce il Verona e le similitudini che lo legano in qualche modo a loro. Ma ti racconterò anche di queste cose quando ci vedremo).

          1. altolago scrive:

            Ricapitoliamo.
            Mauro Micheloni scrive un articolo nel quale si fa riferimento alla passione e alla rabbia che consegue alla situazione attuale.
            Cesare fa riferimento al fatto che se entrasse un cinese a gestire il Verona esisterebbe ancora questa passione o andrebbe bene lo stesso?.
            Io rispondo che se un cinese entrasse, non fosse come quelli del milan (affaristi riciclatori) e faccio l’esempio del bar gestito da cinesi dove non se ti fanno un caffè (che anche loro faranno buono per forza: basta schisar en boton), ma un CAPPUCCINO dove devi mettere arte e conoscenza per farlo decente sennò diventa una sbobba.
            Da alora stè disquisendo de bar e caffè sensa arivar ala sostansa.
            Elo meio el bilancio perfetto del sigaro en bocca a un c.retino o magari qualche debito ala Arvedi o Martinelli?
            Elo meio n’alenator en giaca e cravata o ala Mandorlini en tuta?
            Eco l’è qua che se diferensia el modo de vivar el calcio fra voialtri e quei come mi.
            Mi preferiso mile volte Martinelli che l’arivava a Sandrà e prima de andar en campo el se fermava a parlar con chiunque
            anca solo par dir che l’era dura tirar avanti da solo, piutosto del infelice de adeso che no el se vedi mai.
            Preferiso ancora un alenator come Mandorlini che durante na contestasion (dopo la partia col gubbio) la lasà li l’alenamento e le vignuo a parlar con la gente par spiegar che i sugadori i era i primi a esar dispiasui.
            Ma lo vedio Mandorlini a dir che con la juve, l’inter ecc le ovvio perdar…. Feme en piaser.
            Meio un Ferrari (Nicola) che dopo la contestasion el ga avuo el coraio (en realtà butà fora da Mandorlini) de fermarse a sentirse dir quel che el se meritava. Salvo dala domenica dopo diventar el meio del Verona .
            Ve lo vedì adesso un bessa che el se ferma a parlar con la gente? Sia mai che no el se sporca…
            E Sogliano contestà a Sandrà, no l’è miga scapà via. Gente con i maroni quela.
            Ha ma el bilancio l’è a posto e no fen miga la fine del vicensa….. E chi se ne frega. Entanto noialtri no ripartaresene miga dai diletanti ma dalla C dove semo sa stè e no è morto nesuno.
            E se ripartir da li el fese pulisia de quei inutili incapaci be mile volte meio.
            El calcio del futuro elo quel dele televisioni e dei gruppi d’affari che compra sugadori e squadre? Poarini voialtri che che ve lo dovarè sorbir. Mi entanto me son goduo Bagnoli che l’arivava al’alenamento en bicicleta, i stadi sensa tornel e le trasferte sensa guardie.
            Comunque scordeve i cinesi. El so parlamento la vietà ancora de comprar squadre a l’estero. La capio che i el serviva solo a portar fora capitali e riciclar soldi en nero.No i è miga semi…

              1. Cesare Settore Superiore scrive:

                Premetto di non essere un grande frequentatore di bar.
                Gli aperitivi, le bevute e/o le discussioni varie preferisco farle a casa mia, con gli amici.
                Nella mia zona ci sono tantissimi bar che hanno cambiato proprietario. Nel 95% dei casi sono stati rilevati da cinesi.
                Chiedo ai vari utenti che di bar si intendono più di me se per loro la cosa fa differenza. Ossia, ci sono probabilità che cambiando il proprietario Italiano la clientela affezionata si rifiuti di frequentare il bar perchè gestito da cinesi?
                Lo chiedo con uno scopo ben preciso, naturalmente, e assai provocatorio.
                Se un domani l’Hellas Verona venisse rilevato da un cinese (o coreano o indonesiano o giapponese, ecc.), i tifosi si rifiuterebbero di rinnovare il proprio abbonamento?
                I tifosi smetterebbero improvvisamente di amare la propria squadra del cuore causa la nazionalità del nuovo proprietario?
                Io dico di no, ma parlo per me solamente.
                Sperare in un mecenate Veronese è assai utopistico. In una cordata di imprenditori anche quello mi sembra assai improbabile. E allora mi chiedo: Ma siamo davvero sicuri che un cinese si comporterebbe peggio di questo straccivendolo arrogante e presuntuoso, benchè Italiano?

                • IL SAGGIO DICE scrive:

                  In borgo Milano c’è un Bar Hellas con tanto di logo gestito dai cinesi da anni . Zona case Mazzi , se vuoi farci un pellegrinaggio e assaggiare il caffè

                  • NIKE scrive:

                    Seguo l’Hellas dai tempi di Cadè e Valcareggi purtroppo anche a me negli ultimi tempi mi è sopraggiunta una sorte di rassegnazione ed apatia cosa molto strana che non mi era capitata nemmeno nei periodi bui di Lega Pro.
                    Comunque i nodi verranno presto al pettine la prossima partita sarà la partita chiave non solo per la stagione in corso.
                    I veronesi hanno la qualità di essere molto pazienti e credo che se malauguratamente non arriverà la vittoria contro il Crotone si scatenerà il putiferio con la contestazione all’unico responsabile di questo scempio, ormai ha capito anche lui che è seduto su una polveriera ha giocato fin troppo, la corda ad un certo punto si spezza, Game is over signor straccivendolo

                • altolago scrive:

                  Ciao Cesare; fino a pochi anni fa c’era in una delle principali arterie di ingresso alla città un bar gestito da veronesi. Avevano dei cornetti sempre caldi e ben imbottiti di marmellate e creme, e non ti dico che cappuccini squisiti facevano. Mi fermavo sempre a fare colazione ogni volta dovevo venire in città per lavoro.
                  Una mattina (erano alcuni mesi che non avevo più avuto occasione di fermarmi) entrai nel bar e scoprii che i titolari erano diventati cinesi.
                  Bene ho bevuto un cappuccino orrendo e il cornetto l’ho buttato dopo il primo morso.
                  Conosco altri che li dentro non ci vanno più, come me.
                  Ecco speriamo che se dovessero arrivare dei cinesi non fossero come quelli del milan.
                  Ghe sa questo che el tol matos e boldor anca se esar peso de quel de adeso l’è difficile, molto difficile.

              2. Simone scrive:

                RH, fa’ finta che quel che scrivo el sia rivolto a chi sa leggere e na n prenderla ancora sul personale chè no sen mia buteleti de l’asilo fa mandar a divertirse al bottagisio.

              3. RH scrive:

                Dire che scelgo un bar solo per il caffè buono è come dire che tifo Verona perché la squadra è forte.
                Io frequento spesso e volentieri i bar, di varia natura, sia per cappuccio e brioches la mattina che eventuali aperitivi, che serate. Generalmente sempre quelli o comunque una cerchia ristretta di posti. E c’è chi sceglie il bar perché è comodo, chi per il prezzo, chi per la simpatia del titolare o di chi ci lavora, o magari perché il gruppo si trova lì, chi per interesse perché magari detiene la proprietà dei muri, e chi perché il posto è “di tendenza”.
                Banalmente, se il bar non tira più, chi ci va per tendenza lo abbandona, ma se alzano i prezzi, penso perdano anche tanti di quelli che vanno per vicinanza.
                Io, per dire, non sono mai tornato in un bar che è stato rilevato da cinesi, ma per me chi sia il titolare o comunque l’interfaccia con la clientela conta molto. Noto anche che la gente messa meglio economicamente lì evita, eppure questi lavorano ancora, sia con soliti clienti abitueé che per abitudinari (? non saprei dire se son sempre quelli che girano o c’è ricambio) “nuovi”, dal muso giallo (e anche perché su di loro i controlli sono diversi, ho visto coi miei occhi porcherie igienico sanitarie che voi umani… ma questo è un altro discorso).

              4. IL SAGGIO DICE scrive:

                Ti sto dicendo che esiste un Bar Hellas gestito dai cinesi , che mai me lo sarei aspettato e che magari il caffè lo fanno buono , visto che è aperto da anni e la gente ci va. Abbiamo assaggiato quello del Bar Setti e ultimamente è annacquato e bruciacchiato , ma di alternative non ce ne sono e quindi è giusto incazzarsi , ma se lui si rompe le palle l’ alternativa è il fallimento e la serie D . Al momento lui ci sta offrendo bilanci a posto e quella che è sempre stata la nostra realtá , ossia un’ altalena tra A e B . Tutto il suo vecchio esibizionismo era motivato dai soldi di Volpi , ora si è ridimensionato e ci offre poco. Meglio di niente , però.

              5. altolago scrive:

                Ciao Cesare, volea dir che l’è meio che te vegni sul lago a far colasion che ghe ancora dei bar come dio comanda dove i fa dei caffè superboni.
                L’è ovvio che no te sere miga a Ferrara con el padova parchè rispetto a mi (purtroppo par mi) te sere massa giovane.
                Cero che a lesarve chissà en quante trasferte magari ne semo incrociè:
                - a Graz a farne empienir de acqua dai idranti
                - a Bucarest soto la neve
                - a Utrecht magari su uno de quei pulmann en colonna da Amsterdam su l’autostrada
                (che spetacolo)
                - a Stettino quando ala fine dela partia i polacchi i a sercà de vegnar da noialtri tirando
                sassi come come se piovesse e dove mi son fra quei sfighè arivè al stadio a un
                quarto d’ora dala fine.
                El padrin no l’è miga Franco Bergamaschi. El te costaria na bira sto eror ma go paura che qualcheduno el scriva che al stadio bisogna bear solo chianti o barolo.
                E comunque Butei sempre e solo HELLAS VERONAAAAAAAA!!!!!!!
                Eco lo savea, anca nela m…erda sta passion maledetta no la passa mai. Franco va in mo.na

              6. RH scrive:

                Ancora rispondi ai miei post? Non mi interessano le tue analisi statistiche storipiate e le tue elucubrazioni mentali inutili, ceolino mancato

              7. Simone scrive:

                Oddio, col buon Arvedi qui abbiamo visto il fu Peppe Cannella, che oltre ad aver lavorato male sul campo (con poco pure lui, certo), non è che abbia nemmeno contribuito a tenere i conti a posto. Tra Fusco e lui non avrei grossi dubbi su chi scegliere. Fusco che fu apprezzato molto a Bologna e che ha il compito principale, si sa, di tenere a posto i bilanci con poco in mano in caso sia di A che di B. Errori di mercato, seppur con poco in mano, ne ha fatti eccome, squadra poco fisica, ritardi gravi di mercato eccetera. Di balle vere e proprie però non so quante ne abbia dette in sostanza (e qui si parla di un ambiente, quello del calcio in generale, in cui le balle sono per vari motivi all’ordine del giorno, intendiamoci). Setti quando arrivò parlò di modello Borussia, Europa league, centro sportivo, consolidamento in A, di maglie che dopo il primo anno di Nike non sarebbero più state da catalogo, di conti a posto, di stipendi non pagati per punizione, eccetera. Come dice Saggio, andrebbero valutate le tempistiche e le situazioni in cui disse quelle cose. L’idea che in alcune di esse il vento sia cambiato semplicemente perché sono cambiate da allora le premesse (vedi Volpi) è piuttosto forte e verosimile. Altre invece temo fossero balle vere e proprie.

              8. RH scrive:

                Setti offre un caffè certamente non speciale, ma tutto sommato nemmeno orribile (el caffé de Arvedi, quel si che fasea angossa! ma ghe voleine ben a quel proprietario perché in fondo ce la metteva tutta). Ora il proprietario del bar è un personaggio, a chi piaceva e a chi meno, ma è da un po’ che non si fa vedere e adesso non piace a nessuno. Poi il serviente che ci lavora sembra che ti prenda per i fondelli col sorrisino ebete, e non si ha ben presente se fa il massimo col caffè scarso che ha oppure ad un espresso già mediocre ci aggiunge acqua o ci sputa dentro. Ma il vero problema è che quello che ha in mano il bar, ha la delega per comprare il caffè e tiene in mano i conti, oltre che esser messo lì a parlar coi clienti, è una persona fastidiosa, falsa, non capisce che il caffè che prende non va bene (però, si dice, faccia tornare i conti) ed è pure napoletano, che per un Veronese non è certo un valore aggiunto. Non li capisce proprio i suoi clienti..
                Al bar ormai ci si va solo per la compagnia, quella non manca mai anche se qualcuno preferisce la moglie o la morosa ogni tanto, o le gite sul lago. Quando setti ha aperto, il caffé era perfino buono, e il posto di tendenza. Grazie a Dio, quelli che venivano per quest’ultimo motivo non vengono più (ma commentano ancora su fb e blogs nelle recensioni, come se ci andassero ancora, e quello fosse il loro posto),Ma loro, i Butei, ci sono, e anche col caffé strasso ci si diverte sempre, specie dopo i resentini con la Sambuca. Penso che senza di loro non andrei di certo al bar, e se il proprietario dovesse cacciarli, o in troppi se ne andassero perché il posto non piace più, me ne andrei con loro

              9. Simone scrive:

                Saggio, tralasciando il discorso pecchia (c’è chi è d’accordo e chi no, ora non mi interessa), questa squadra se vuole salvarsi ha soprattutto bisogno di rinforzi sul mercato. Che non so se arriveranno e come . Ma soprattutto io non so se ci siano offerte per il Verona o se ci saranno. E nessuno qui lo può sapere perché anche esistessero saremmo gli ultimi a saperlo per ovvi motivi. Il Barana stesso dice che il Verona ha sempre avuto una proprietà e che se Setti volesse vendere, lo farebbe entro fine anno. Specie se per l’appunto i conti sono a posto. Perché una società coi conti a posto ha una base su cui poter costruire. E spero che per costruire qualcosa (che non siano livelli alti davvero) non servano per forza solo arabi o cinesi. Come dimostrano altre società.

              10. IL SAGGIO DICE scrive:

                Simone , scusa ma quale altro ? Non c’è nessuno all’ orizzonte. Forse solo cinesi e arabi . Setti all’ inizio faceva promesse , e diciamo che a parte pochi – Barana era uno di quelli – gli abbiamo creduto e dato fiducia. Primo anno di B e sú diretti. Primo anno di A e salvi giá a gennaio. Poi cedette Jorginho e sorsero i primi dubbi. Ora è chiaro a tutti che le domande iniziali che gente come Barana si poneva erano legittime. Barana si chiedeva semplicemente del come è perché un imprenditore di Carpi con un non ricchissimo portafogli si volesse cimentare nel mondo del calcio. I brontolii per le maglie da catalogo , l’ internazionalizzazione del brand e gli aumenti degli abbonamenti ci sono stati dall’ inizio. Ma moltissimi mandavano giú perché comunque si era di nuovo in A dopo piú di una decade. Adesso tutti a brontolare. A me sinceramente basterebbe che le maglie uscissero sporche e sudate dal campo e che i giocatori facessero i giocatori e non i social vip. E che la prima scelta di mercato non sia quale attaccante prendere , ma quale allenatore. E Pecchia per la A si è dimostrato confusionario e non pronto. Ora non possiamo neppure esonerarlo perché mancano i soldi per un altro mister di rango. Finiremo in B , prenderemo un altro allenatore e probabilmente risaliremo , perché comunque il paracadute ci fará partire avvantaggiati . E se cosí non sará e saremo ancora per anni in B , facciamocene una ragione perché i soldi di Setti sono questi e nessun imprenditore veronese si è mai offerto di aiutarlo per fare un Hellas che asfalti sul campo la concorrenza dei pandorati in primis. Ecco perché ti dico che se il magliaro va via , stufo delle critiche e delle contestazioni , il rischio che prima si intaschi tutto l’ intascabile e poi dichiari fallimento esiste.

              11. Simone scrive:

                Saggio. D’accordo, fino a prova contraria, sul punto bilanci a posto. Bene. Cosa che ti manterrebbe in equilibrio anche in caso di B (obiettivo dichiarato – non la serie b ma il fatto di creare le basi per restare in piedi anche in caso accadesse). Bene. Il suo vecchio esibizionismo (che non c’è più da due anni e mezzo ormai) era motivato (probabilmente) dai soldi di Volpi. Già. Anche un cinese può fare il caffè buono, specie se entra in contatto con la realtà locale. Verissimo. Se Setti mollasse saremmo in D? Se mollasse a nessuno, sicuramente. Se mollasse a e alcun altro (e io Verona bene o male nella sua storia una proprietà l’ha sempre avuta), dipenderebbe da quel qualcun altro. Non c’è nulla di scritto prima, sia nel bene che nel male.

                1. CInghiale Bianco scrive:

                  Nelle prime 20 giornate del campionato Serie A 2017-18 il Giudice Sportivo ha sanzionato le Società elevando multe per complessivi € 528.000, di cui € 353.500 (67%) per intemperanze delle tifoserie ed il restante 33% (€ 174.500) per comportamento non consono dei tesserati in generale (giocatori, dirigenti e raccattapalle).
                  Solo il ChievoVerona è l’unica società, attualmente, a non avere ricevuto alcuna multa.
                  La società più sanzionata in assoluto, invece, è la Roma (€ 80.000), seguita dal Verona (€ 78.500) e dal Napoli (€ 77.000).

                  • Maxhellas scrive:

                    Bravi!
                    Quindi tutti dritti in paradiso senza passare da tappe intermedie!
                    Bravissimi!
                    Vi invidio!
                    Eh, si vede l’alito da basabanchi che vi circonda. Sembra di poterlo toccare con mano.
                    Sia lodato gesù cristo!

                  • IL SAGGIO DICE scrive:

                    Cinghios , a voi non risultano multe perché fanno prima a mandarle direttamente a casa con raccomandata a tutti i 20 membri canterini del North Side , quelle volte che li riescono a sentire.

                  • Simone scrive:

                    Questi dati indicano il fatto di come una multa in più o in meno non faccia alcuna differenza e che non incida minimamente sulla volontà di cedere una società perché le tre società sopra citate non sembrano essere in vendita. Può tutt’al più far pensare un eventuale interessato se ne vale la pena, ma probabilmente neanche tanto.
                    Leggo invece con un certo interesse di ragionamenti sull’identità, sulla veronesità, eccetera. Boh, qui bisogna capirsi: cosa significa identità per quanto riguarda la veronesità? Il veronese è un tipo con aspetti bigotti, con alcuni lati certamente razzisti, sicuramente tendente ad un certo classismo, con un’ironia spesso fine a se stessa, e che ghe piase el goto. Diciamo che la veronesità che intendiamo nel contesto stadio è anche un’altra cosa. O era un’altra cosa (concordo con molti aspetti del ragionamento di Bardamu). Che comprende alcuni di questi aspetti (che personalmente possono piacere come no, e sui quali ci si può rivedere come no), ma anche altri. L’aspetto politico all’inizio era un altro, poi cambiò negli anni Ottanta. Ma l’elemento decisivo che ha marchiato la definizione di ”tifo veronese” è stato l’incontro col Calcio ed il Tifo Inglese, dal quale si è importato lo stile e una certa mentalità. Quello fu l’aspetto veramente decisivo. La nostra origine (e qui premetto che io non faccio parte di alcun gruppo organizzato, non è nella mia indole e quindi non mi è mai interessato, ma riconosco aspetti importanti in questo), come tifoseria, è quindi una sorta di ibrido tra quello che siamo come veronesi e quello che abbiamo imparato dallo stile inglese. E personalmente la parte che più mi piace riguarda la seconda (che conosco abbastanza bene perché seguo una squadra e frequento una tifoseria importante di quelle parti un paio di volte l’anno). Quella veronese è/era riconosciuta come una delle tifoserie più English Style d’Italia. Perché si tifa(va) sempre e comunque, le contestazioni eventuali si fa(ceva)no dopo una partita e non nel mentre, perché si (anda)va in trasferta in massa, perché c’era una sorta di codice d’onore particolare (che nulla ha a vedere con quello di altre regioni più a sud, intendiamoci), eccetera. Leggo che per mantenere una certa veronesità la dirigenza dovrebbe avere gente rappresentativa in tal senso. Concordo, ma con un ma. Chi ha rappresentato il Verona negli anni, prima di farlo e di venire qui non sapeva nemmeno cosa fosse il sentirsi veronesi (calcisticamente parlando, contesto stadio sottolineo, il contesto cittadino ha anche altri fattori come scritto sopra), ma lo ha imparato e interiorizzato col tempo. Ora gli attuali fanno fatica? Può essere. Di chi la colpa? A mio avviso non è da attribuire ad un solo elemento. Certamente quello societario ha un peso specifico, perché se mi riempi i quadri di gente lontana dall’esserlo diventa difficile (ma qui la provenienza geografica c’entra fino ad un certo punto, ad esempio: un Gigi Sacchetti, nato a Reggio Calabria, sicuramente è più gialloblù di un Nereo Bonato, che è nato a Verona ma che dell’essere veronese ha aspetti reali ma distanti da quello del veronese, sponda Hellas, da stadio), perché all’interno della società quel sentimento, tenuto tra l’altro sistematicamente lontano dalla gente, difficilmente può decollare. La società ora più che da napoletani mi sembra composta paradossalmente da dei tedeschi asettici, non so se mi spiego. Ma d’altra parte c’è anche un aspetto che riguarda e riguarderà. temo, sempre più una crisi di identità del tifo(so) stesso. Crisi che riguarda ormai la maggior parte delle tifoserie, come stato detto anche qui con testimonianze e informazioni varie. Cantava Gaber “… Se invece sto leggendo Hegel, mi concentro, sono tutto preso, non da Hegel, naturalmente, ma dal mio fascino di studioso. E se mi viene bene, se la parte mi funziona, allora mi sembra di essere una persona. … Ma da oggi ho voglia di gridare che non sono stato mai me stesso e dichiaro senza pudore che io recito come un fesso. E se mi viene bene, se la parte mi funziona, allora mi sembra di essere una persona. Se un giorno noi cercassimo chi siamo veramente ho il sospetto che non troveremmo niente.” Ecco, a me interesserebbe che da questo punto di vista la società facesse un’analisi e un’autocritica seria. E contemporaneamente la facessero anche i tifosi, senza nascondersi sempre sul “la colpa è di quell’altro”.

                2. Simone scrive:

                  Okay, ti rispondo privatamente.

                  1. Dandy scrive:

                    @altolago: parto dalla fine: seppur velocemente (sono usciti stamattina) gli ho scorsi e ho visto I macro-dati che fanno capire la dimensione complessiva.
                    Sul resto continui a qualificarti da solo etichettando la passione di gente che non conosci. Sono sempre stato abbonato, lega pro compresa, facendo le capriole perché in alcuni anni risiedevo all'estero e mi è capitato di fare trasferte (Ravenna con gol allo scadere di Ceccarelli, Rimini 3-2 sotto il diluvio, Busto Arsizio 0-0 da comparse de noia, Padova 1-0 gol di Campisi chiusa al pubblico ospite) con tirate anche da 1000km oltre a quelli di trasferta per tornare a baita. Quindi non ho timore che la mia passione sia seconda a quella di altri. E sono pure molto critico verso temi di principio di questa società (colori, simboli ecc..). Ho solo il timore che guardando con razionalità alle cose quello che ci può essere all'orizzonte sia peggio ancora di quello che è l'attuale, un po come successo all'epoca di Eros Mazzi (per la cronaca, quelli che riabilitano Pastorello rispetto a setti mi fanno ridere).

                    • Mariino scrive:

                      Comunque Dandy di sicuro con questo presidente soffriamo tutti noi tifosi.Na faccia da culo oltretutto che disprezza l’Hellas e simpatizza per gli studenti greci,Non e’ detto che un cambio societario possa essere peggio di questo cui i risultati sportivi sono solo un’opzione non una componente importante al pari dei bilanci.

                    • altolago scrive:

                      ok dandy meten che ho en pò esagerà e te chiedo scusa se son andà sora le righe.
                      Detto ciò però no metarla sul piano dele trasferte. Te perdi en partensa. Beato ti che te riese a ricordartele. mi, tolto le più lontane no rieso più a far i conti.
                      Ma te sfuggi par l’ennesima volta el senso dell’articolo de Mauro Micheloni e le varie risposte dei butei, mi compreso.
                      Quà el problema no l’è miga vardar i bilanci se ie sani o meno. O meio mi voria vedar el bilancio dele società en Lussemburgo e i so atti costitutivi. En bilancio te lo meti a posto come te vol, anca de na SpA.
                      El problema che un presidente che l’è arivà a Verona con soldi miga soi (Volpi te diselo niente?) e che no l’è miga en grado de sostegnar un’attività de questo livel, el sta mandando en mona la vera ricchezza del Verona: i so tifosi.
                      La cominciaà con Puliero che l’era un istitusion soprattutto per quei che ,magari per l’età, no i pol miga vegnar alo stadio, e par tanti altri che con Puliero i a “visto” le partie anca sensa television, e dopo le maie e i colori e i distintivi che par lu no le volea dir gnente, ma che par ci con sti colori e sti simboli l’è cresuo ecome se i ga valor..
                      Seto mai andà a Peschiera? Paren la juventus o el Milan. Energumeni che te ferma e no io te lasa gnanca saludar en sugador; N’aria da gente dealtro mondo che no la ghe centra niente con noialtri.
                      Bei tempi Sandrà quando alenator e sugadori i se fermava prima e dopo i allenamenti magari a bear un caffè o a commentar le partie.
                      No vedeto miga che tuti stemo disendo che l’è la passion che la sta scomparendo. Che vegnar alo stadio l’è solo un’abitudine; che i vensa o che i perda oramai l’è quasi lo stesso?
                      Serie A o B o C par tanti de noialtri l’è la stessa roba, basta no sentir più dir che con la juve o el napoli te pol solo perdar e che le partie che conta i è altre.
                      Zio can na volta quando arivaa la juve o altre grosse no te vedee l’ora de arivar alo stadio e provar a far l’impresa; adesso l’è normale perdar?
                      Ghe qualcosa de sbaglià e no semo miga noialtri.
                      Senza rancore.

                      • Ziga scrive:

                        Grande altolago!!! Par mi dandy, simone e compagnia non i è altri che Vighini e soci…

                        • Simone scrive:

                          Ziga, mi qua ghe ne conosso un pochi, qualcuno ghe n’ho conosuo e ieri ho manda un’email a Cesare che me lo ha chiesto. E son tra quelli che pensano che per rilanciarsi servirebbe un cambio di proprietà. I “ragionamenti” fuori luogo sugli altri risparmiateli pure.

                  2. altolago scrive:

                    Ciao Stefano, intanto grazie perchè te capisi quando uno el scrive magari anca andando oltre (mi no voria mai ofendar nessuno) parchè el se fa ciapar dal nervoso.
                    Anca mi ho scritto (a Dandy) che i bilanci, anca delle SpA te li rebalti come te vol.
                    Mi de nome me ciamo Franco e seto perchè? perchè el me padrin de battesimo le stà un grande giocatore del Verona del passato.
                    Figurete son nato e cresuo magnando pan e Hellas. A me moier ghe digo sempre (tocandome le bale) che quando la sarà la me ora en man voi solo la sciarpa che me porto da tanti anni endoso en casa e en trasferta.
                    Me fa mal quando se vol rendar sociologico el nostro amor e la nostra passion.
                    L’è evidente che chi serca de complicar na roba così semplice no la mai provà certe emozioni. Eccome se ricordo spessia, ma anca busto, ma anca ferrara (67-68), tra i primi a scavalcar la rete (volea la maia de Gianni Bui, ma i ma fregà sul tempo), e stettino e bucarest e e e……….
                    Anca mi saria d’accordo per una grande contestazione che partisse na volta tanto dala curva. No cantar, no tifar e se le robe le se meti mal, fora tuti.
                    Ma no l’è miga abastansa. Servi anche che i giornalisti veronesi (son ormai stufo de ripetarlo) i se meta sulla stessa lunghezza d’onda e i comincia a disertar le conferenze stampa degli inutili allenatore e direttore e che i domanda a gran voce una conferenza del sigaro in bocca a un cretino, al quale sigaro farghe domande serie e no sui programmi o sul mercà.
                    Sucedaralo mai? Si se tutti e digo Cesare, Max, Giorgio e tutti quei che scrivi rabiè qua insima i cominciese a insistar ogni giorno parchè tutti cominciesimo a parlar la stessa lingua.
                    Intanto ciao.
                    Ps fregatene dei radical chic e compagnia bela, no i a mai fato gnente de importante. Meio la me curva brutta, sporca e cattiva che le poltrone imbottite.

                    1. Dandy scrive:

                      @Altolago: capisco benissimo e fidati che concordo assolutamente. I tempi di Martinelli sono stati meravigliosi e ricordo bene l'allenamento sotto l'acqua a Sandra prima di Verona-Brescia (anche se c'era già setti). Ciò detto sto solo scrutando il futuro, sperando che non si vada addirittura in peggio. Questo basandomi sul fatto che il calcio ormai è questo, mica solo per noi (a proposito di bilanci oggi è fallito il Vicenza e non so se ripartendo dalla serie D i tifosi avranno tutto questo entusiasmo) e non so chi altri di tanto meglio di Setti potrà rilevarci dato il nostro appeal. Dopodiché se mi dici che preferisci un presidente alla Arvedi in C che uno alla Setti in A la trovo comunque un'opinione rispettabile anche se poi l'entusiasmo andrebbe visto alla prova dei fatti (mi ricordo il blocco abbonamenti e la contestazione a Sandra, non tutto questo entusiasmo nell'annata Previdi, anche se il clima generale era sicuramente migliore).

                      • altolago scrive:

                        ciao Dandy, te do un suggerimento a ti e anca a Max. Controllè i bilanci dele società del tizio de carpi e vedì che emolumenti el se da. Controlè dal bilancio del Vr altrettanto. Lo sto scrivendo da mesi ai giornalisti veronesi che evidentemente i le trova dificile. Volì vedar che la risposta a tutto stò ambaradan lè lì?

                      • Mariino scrive:

                        Qui il sordomuto invece di una contestazione tipo Sandra’ o Cavalcaselle col poro Conte al massimo gli sbattono in faccia petali di rose.Una curva oramai collassata che non fa piu’ da traino ma solo rutti di birra

                      1. Matteo scrive:

                        Mauro sta attento che adesso arriva quei a dirte "con Setti abbiamo fatti 4 anni di A e 2 di B"…

                        • micheloni scrive:

                          Risponderei loro che me ne fotto della categoria se il prezzo è perdere l’orgoglio. Giovanni Martinelli lo ha acceso in Lega Pro, Setti lo sta soffocando in 4 anni di A e 2 di B.

                          • Franchellas scrive:

                            Caro Mauro ,
                            Come dici tu l’orgoglio , o per meglio dire l’onore , di essere tifoso dell’Hellas e’ unico , rischia di svanire , anche se è un effetto trasversale a tutto il mondo del calcio , ma soprattutto impone adesso la reazione : rabbia , orgoglio ..ma poi la reazione ..come sosteneva anche la grande Oriana contro chi ci vuole sottomettere come nello spirito e cancellare nella storia.
                            La passione esige di fare qualcosa : tifoseria , blog , stampa tutto deve essere finalizzato a far sparire i mercanti dal tempio ! Finanche a disertare lo stadio e a non fare più un solo abbonamento !
                            E ormai non serve più nemmeno aspettare se ci salveremo o no , anzi per assurdo un altro anno di A ci condannerebbe ad ulteriori dosi di malox e a figure di m….perché i saprofiti troverebbero altro sangue da succhiare ….L’unica spinta deve essere ritrovare la passione , l’amore e l’onore di essere fan dell’Hellas , dopo verrà l’ambizione di tornare in alto!

                        1. Dandy scrive:

                          @Altolago: evito di dirti cosa ci sia scritto sul bilancio per due motivi: 1) perché è proprio questo uno dei motivi di questa mood: approfondire richiede tempo ed è difficile mentre è ben più rapido è facile riempirsi la bocca con affermazioni tipo: dove sono spariti i soldi del paracadute che non ha comprato nessuno, lestofante delinquente 2) perché con le tue affermazioni dicendo a me -per il solo fatto che oso contraddire con argomentazioni fattuali (come i bilanci) le affermazioni da babaioni che non approfondiscono di cui sopra- che "sporco" il blog e sono "falso come l'istat" (ah ah ah) ti qualifichi da solo

                          • altolago scrive:

                            senti inutile; questa è la dimostrazione che non capisci un emerito c.a.z.z.o di questo blog. A me personalmente di dove siano finiti i soldi non me ne può fregar di meno. Ma la situazione in cui versa la squadra che io e tanti altri amiamo e che ci fa soffrire non è colpa di nessun altro se non di chi la gestisce. Tu ste cose manco ti avvicini a capirle e il fatto che continui a sparar idiozie nel tentativo di difendere l’indifendibile dimostra la tua pochezza. Attento però perchè adesso stai toccando la mia e nostra fede. Non tirare troppo la corda che te poderese restar engropà. >infine cosa cavolo contraddici se neanche li hai letti i bilanci come dici tu stesso?

                          • Maxhellas scrive:

                            Non ti preoccupare. Sono analista di credito: mi prenderò tutto il tempo che mi serve e farò un resoconto molto dettagliato su ciò che si capisce e anche su ciò che non si capisce, o che per lo meno non è sufficientemente spiegato. Sperando che quest’ultima area dia molto piccola. Vedremo.
                            Sono molto curioso anch’io, soprattutto di vedere alcune voci di spesa e la parte delle operazioni con parti correlate.

                          1. Robyz scrive:

                            Sottoscrivo e condivido ogni singola parola di Mauro e di Giorgio. Vado allo stadio dal 1981, quindi (sportivamente parlando) di gioie e di dolori ne ho viste parecchie, ma MAI ho provato rassegnazione come adesso. Sono ancora abbonato ma sinceramente comincia a diventare mentalmente un peso. Sottrarre tempo alla famiglia e al tempo libero per andare allo stadio con i presupposti che questa società ha creato in questi ultimi anni non mi solletica più. C’era molto più entusiasmo in lega pro…. ora oltre alla rassegnazione pre e post partita non c’è altro. In più di 35 anni di stadio la frase “non sono queste le partite da vincere” non le avevo mai sentite, come non avevo mai sentito tutte le balle raccontate da questa dirigenza assente e arrogante. La rivalutazione di quel personaggio di Pastorello non pensavo fosse possibile ma credo che in quel periodo almeno abbiamo visto qualche bel giocatore è mai sentito che le partite con le grandi o medie(addirittura) non sono quelle da vincere…Brutta cosa la disaffezione, soprattutto se si trasforma in indifferenza. Quello che ci sta inoculando questa pseudo società .

                            1. Nucky scrive:

                              La differenza rispetto ai tempi del barbabianca è che allora tutti erano compatti nel contestare il vicentino mentre oggi c’è ancora qualcuno che tende a dare credito al carpigiano ma E’ BENE CHIARIRE una volta per tutte che se esistiamo ancora e siamo in Serie A lo si deve solamente ad Arvedi e Martinelli, Setti ha semplicemente raccolto quello che è stato seminato prima di lui, per coloro che non lo contestano ci sono due termini: IGNORANZA o MALAFEDE.

                              1. Jolly Roger scrive:

                                Butei io ho un esempio emblematico e brutto sul clima che noegli ultimi 2 anni si respira attorno all’Hellas. Sabato sera pizzata con famiglia, a mio figlio (9 anni, abbonato con me) metto in testa il primo berretto che trovo: Hellas. Usciamo di casa e ci rechiamo in pizzeria. Vedo che, uscito dalla macchina, si toglie il berretto e se lo mette in tasca.
                                Alchè io gli chiedo “Che c’è, ti vergogni ?”
                                E lui “Sì, se incrocio qualche mio amico mi prende in giro”.

                                Per colpa di Setti una generazione di padri che ha vissuto il sogno fa fatica a trasmettere passione per gli stessi colori (che effettivamente non sono più gli stessi, ndr) ai loro ragazzini (i cui amici tifano Rube, Inter, Chievo, etc).

                                E questo io non lo perdoerò MAI al SensaCalSetti.Un bambino che nella propria città si vergognia di indossare lo stemma della squadra della propria città dimostra il FALLIMENTO del progetto in essere.
                                SETTI VATTENE

                                • micheloni scrive:

                                  Tu e tuo figlio non meritate questo. Quando si giocava contro la Cavese o la Juve Stabia, il Lumezzane piuttosto che la Pro Patria, nessuno si vergognava di indossare il marchio del Verona Hellas, anzi, proprio dal baratro della Lega Pro si è alimentato un sentimento di appartenenza e fierezza di essere “Gialloblù” che ribadisco non si respirava a Verona nemmeno negli anni d’oro dello scudetto. Ora siamo in Serie A, siamo penultimi ma non ancora condannati e per assurdo appartenenza e fierezza non solo sono venuti meno ma affiora addirittura un senso di vergogna che nessun tifoso mai dovrebbe provare. RASSEGNAZIONE E DISAFFEZIONE SONO CELLULE MALATE… ARRIVARE ALLA METASTASI È SOLO UNA QUESTIONE DI TEMPO. NON PERMETTIAMOLO!

                                • Jolly Roger scrive:

                                  scusate gli errori , ho scritto di getto con il cell

                                1. dodo scrive:

                                  mai parole furono più giuste.. E un misto di rassegnazione e impotenza.. Come tutti quando vediamo una fiammella di salvezza si spera divampi e invese i che pesta in sima che la resta bela smorsa

                                  1. Giorgio scrive:

                                    Caro Mauro,
                                    eccomi qua … leggo che sei rimasto colpito dalle mie parole e nei commenti comprendo anche che le mie sensazioni e stati d’animo sono condivisi da molti tifosi. Sto riflettendo e penso che è dura essere innamorati senza essere corrisposti e questo è quello che accade a noi tifosi, i silenzi di questa società sono assordanti perché sono sintomo di indifferenza. E comunque che in Via Belgio serpeggiava indifferenza, irriconoscenza e arroganza lo si era capito da tempo … i primi segnali sono arrivati con l’allontanamento di Puliero dalle radiocronache perché non schierato con la società, i colori delle maglie travisati, quello strano stop al blog di Vighini dopo un attacco diretto alla società, e poi il comportamento ingrato nei confronti di alcuni tesserati. Indipendentemente dal parere di molti tifosi io dico il mio … dopo anni di impegno e serietà in tutte le categorie Rafael ha fatto una grossa cazzata, era il caso di silurarlo senza se e senza ma? per sostituirlo in questo modo….Moras giocatore serio e attaccato ai colori era disposto a tutto pur di rimanere, silurato anche se credo potesse ancora dire la sua visto i centrali che abbiamo … Albertazzi silurato pesantemente è tanto peggio di quelli che abbiamo in rosa? … il guerriero Maietta silurato anche a brutte parole dal Presidente, le meritava per ciò che comunque ha dato per questi colori? … Mandorlini che ci ha portato dagli ultimi posti della c alla A, silurato, era tanto più scarso degli allenatori arrivati dopo di lui? … Toni per ciò che ha dato all’Hellas e al calcio italiano non era forse il caso di tenerlo con noi anziché silurarlo? Oggi teniamo a mente le parole della sua ultima conferenza stampa… Gomez, un bravo ragazzo attaccato ai colori gialloblù dopo anni silurato e nemmeno portato in ritiro con la squadra.
                                    Ecco, ciò che sta accadendo oggi credo sia anche il frutto di questi atteggiamenti.

                                    1. STEFANO scrive:

                                      Grande Mauro
                                      Ciao Mauro

                                      1. mir/=\ko scrive:

                                        io da 4 anni martello i maroni su Settorello, sul suo essere inconsistente economicamente e sulla sua politica di progressivo impoverimento del club. non ero solo 4 anni fa, ma comunque eravamo in pochi ad intravedere, già allora e nell'ottimismo generale della piazza, questo scenario di miseria!!!!!! disinteressata era la piazza di allora che si copriva gli occhi e che nulla vedeva e disinteressata lo è tuttora … bisogna forse affogare nella merd…. per vedere una civile ma dura presa di posizione della nostra Curva?????? PASTORELLO VATTENE…. E SETTI!???? ….. RESTA??????

                                        1. picchu scrive:

                                          A supporto della tua tesi il numero dei Butei presenti in trasferta… paradossalmente si era di più in lega pro da ultimi in classifica che ora in serie a, vista che allora ci si sentiva parte di un qualcosa… ora si ha la sensazione di andare a vedere le partite di una squadra che non ha niente a che fare con noi

                                          1. Dandy scrive:

                                            Segnalo a tutti (giornalisti in primis) che è uscito il bilancio. Così almeno quelli dei "soldi spariti" parlano con cognizione di causa.

                                            • altolago scrive:

                                              ti invese che te l’è sa leto te pol iluminarne sensa che perdema tempo.
                                              Dopodeche se te pol evitar de sporcar l’ultimo blog de livel sensa le to elucubrazioni, te ne fe en piaser.
                                              A meno che no te sie el ladron soto mentite spoglie. Te si peso del l’istat e i so dati enventè.

                                            • Maxhellas scrive:

                                              Benissimo.
                                              Sarà mia cura procurarmelo in originale, analizzarlo a fondo e riportarvi tutto quello che si capisce e tutto quello che non si capisce.

                                            1. Nicola Benato scrive:

                                              Tegnemo duro come i Spartani dell'Hellas…..e non l'è mia vera che non esiste i miracoli, noialtri ghe nemo avudo esperienza diretta 1984/1985

                                              • altolago scrive:

                                                Ciao Nicola, guarda che però nel 84 no è miga suceso un miracolo. Tuto l’è nato da una programazione precisa che l’è comincià en serie B con l’arivo del grande OSVALDO. E’ ariva i Tricella e i Di Gennaro e i altri anno dopo anno ma con scelte precise dela società e dell’allenator ensieme. I savea cosa i stava costruendo e dove i volea e i podea arivar. L’ano prima del scudeto seremo nele coppe europee.
                                                Quei i era dirigenti che prima de tutto iera innamorè dela squadra e della città. Questo l’è un delinquente.
                                                Comunquel belo l’accostamento con i spartani.

                                              1. bardamu scrive:

                                                E’ verissimo. Al Bentegodi quest’anno si respira un’aria diversa. L’ho detto ad alcuni amici già all’inizio del campionato: non mi sento più a mio agio su quegli spalti che frequento da 40 anni e passa. Non mi piace il clima generale, non condivido il fatto che si contestino tecnico e direttore sportivo DURANTE la partita ( una volta durante la partita si sostenevano i colori e basta ) e, ovviamente, mi piace molto poco il comportamento della squadra.
                                                Credo anch’io che il responsabile principale di questa situazione sia Setti, ma non posso non aggiungere che sono rimasto deluso anche dal comportamento di molti, non di tutti per fortuna, fratelli di tifo.

                                                1. Giampaolo Vetrioli scrive:

                                                  Questi sono i sentimenti che sto provando anch'io però starò sempre vicino al Hellas Verona

                                                  1. altolago scrive:

                                                    Caro Mauro, niente di nuovo sotto il sole. I sentimenti del tuo amico sono gli stessi di molti di noi “vecchi” fruitori del tempio e di tanti stadi d’Italia e d’europa…
                                                    Tempi che furono oramai, l’Hella era la mia vita dal lunedì alla domenica. Nei miei viaggi di lavoro in giro per il brutto paese anche con i miei clienti di Agrigento come di Udine o Genova o qualsiasi altra città i primi saluti riguardavano la mia passione per il Verona. E il lunedì mi telefonavano da tutte le parti per congratularsi o prendermi per i fondelli; non importava il risultato ma ero orgoglioso di scambiare commenti sul mio Verona anche con chi di calcio magari non capiva nulla , ma si interessava anche solo per farmi piacere. Non vedevo l’ora che arrivasse il fine settimana per correre a Verona o partire per qualche trasferta con gli amici.Magari tornavo a casa il venerdì sera dopo una settimana di viaggi, ma ero pronto per i miei colori a qualsiasi sacrificio. Oggi invece il tempio è diventato solo un obbligo solo perchè sono abbonato e non glieli regalo a quel letamaio i miei soldi gratis. Di trasferte non voglio più sentirne parlare. Nè mi va più di commentare con nessuno risultati e classifiche. Si devo dire che è riuscito nell’impresa di stancarmi tanto è vero che sto seriamente pensando di non abbonarmi più dall’anno prossimo almeno finchè sara lui a comandare e rubare.
                                                    Oramai solo i ricordi mi tengono attaccato a questa passione e a volte parlando con gli amici dico che almeno noi abbiamo avuto la fortuna di avere vissuto gli anni di Chiampan,ma anche di Garonzi e gli altri che hanno fatto grande l’Hellas. Ma a quelli di oggi cosa resta? E lo dico con preoccupazione perchè se vengono a mancare i tifosi il Verona è finito visto il disinteresse dell’imprenditoria veronese; i cinesi no per favore.
                                                    Ciao e speriamo in un miracolo (anche se ai miracoli non ho mai creduto).

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