30
gen 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 46 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.677

CALCIATORI PROFESSIONISTI? Si… sto c….

Sia chiaro sin da subito, questo post non è riferito nè alla Società Hellas Verona nè ad alcun giocatore del Verona, quanto al Sistema Calcio nel suo insieme e alla categoria dei calciatori in particolare

Mi riferisco al diritto al rifiuto da parte dei calciatori di accettare una destinazione diversa dalla squadra in cui militano.

Il lavoratore calciatore, sotto contratto con una determinata squadra, ha infatti “diritto” a rifiutare eventuali trasferimenti temporanei proposti dalla Società, qualora la stessa non lo ritenga utile al progetto tecnico.

E fin qui ci siamo. Un diritto è un diritto.

Vediamo però anche i doveri.
Se un calciatore gioca male, va in crisi, si infortuna, non riprende la forma per sua colpa, non fa una vita da atleta, litiga con il tecnico o non fa spogliatoio, la Società sino a prova contraria deve comunque corrispondere in pieno quanto economicamente previsto dal contratto.

Ora mi chiedo: se un diritto è tale in quanto legalmente e giuridicamente riconosciuto, per quale motivo una maestra o un professore, pur di lavorare devono accettare sedi dall’altra parte dell’Italia, gli ufficiali delle forze armate trasferimenti ogni tre anni decisi dai vertici dello Stato Maggiore, o ancora, è il caso dei lavoratori romani di Sky Italia, devono accettare il trasferimento d’ufficio presso la sede di Milano, salvo perdere il posto di lavoro?

SE È UN DIRITTO DEVE VALERE PER TUTTI ALTRIMENTI È UN PREVILEGIO

Credo sia un atto di civiltà raddrizzare questa stortura che nel caso dei calciatori vede sempre il coltello dalla parte di questi ultimi.
Buonuscite o ritocchi economici all’ingaggio per andare in prestito, buonuscite o ritocchi per accettare un trasferimento a titolo definitivo, buonuscite o ritocchi per risoluzione di contratti e chi più ne ha più ne metta. E CHECCAZZO…

Come dovrebbe essere?
IO SOCIETÀ ASSUMO TE CALCIATORE PER UNO, DUE, TRE, CINQUE ANNI, RICONOSCENDOTI UN INGAGGIO A 5/6 ZERI.
EBBENE IO PAGO, TU LAVORI… MA DOVE LO DECIDO IO NON TU.
Peccato (SECONDA STORURA) che qualora così fosse, il giocatore che tutti definiamo “professionista” potrebbe diciamo comportarsi da “non professionista” e rendere altrove quello che gli pare e piace e non quello per cui è molto ben pagato.

Ecco perché le Società sono restie a tenere calciatori col “mal di pancia” pur legati da un contratto che loro stessi hanno concordato. Perché è risaputo che chi resta mal volentieri diventa un danno anziché un beneficio, con in più la beffa di pagargli per giunta qualche milioncino all’anno.

No cari “calciatori professionisti”, l’Italia ha una storia secolare di emigranti che hanno cercato lavoro altrove… e non un lavoro per arricchirsi ma per sopravvivere.
Ogni giorno migliaia di giovani vivono lontano da casa per costruirsi un futuro accettando di tutto (dai tirocini mal pagati, agli stage infiniti non retribuiti).

Quindi nel riconoscere i vostri diritti accettate anche voi il ”sacrificio” di lavorare per un datore che ha il diritto (perché vi paga) di mandarvi a lavorare dove più gli pare.
Lo fanno milioni di italiani per 1200 euro al mese non potete farlo voi per centinaia di migliaia, se non milioni di euro all’anno?

Perché se la politica è l’esempio più alto dello “schifo e la feccia morale” del Paese Italia, il Sistema Calcio, tra Palazzo, Società e voi calciatori è ben piazzato in seconda posizione.

2.677 VISUALIZZAZIONI

46 risposte a “CALCIATORI PROFESSIONISTI? Si… sto c….”

Invia commento
  1. Pres scrive:

    Basterebbe fare come per i professionisti del Baseball americano.
    A parità di ingaggio garantito le società si possono scambiare giocatori ed essi sono obbligati ad accettare.

    In fin dei conti prendono ingaggi che un operaio o un impiegato come me si sognano, ritengo più che giusto che almeno un minimo di sacrificio possano farlo.

    1. Buon giorno a te caro amico.
      Il racconto che troverai a seguire è frutto di situazioni reali, ben poco invece è frutto di situazioni parzialmente ipotizzate o comunque da me interpretate. Sicuramente molti sono i riscontri oggettivi seri. E per finire anche di voci (o sussurri) giunti a me da amici che hanno contatti davvero vicinissimi a chi detiene lo scettro del potere.
      Naturalmente nomi e personaggi della storiella sono tutti inventati, ma potrebbero essere non volutamente casuali.
      Scordati che io metta per iscritto nomi e cognomi reali, sono già rimasto scottato abbastanza con certa gente per aver imparato a diffidarne quanto basta. Buona lettura, amico.

      La premessa, in ogni romanzo o storiella, è doverosa. Ed eccola, quindi.
      Alcune parole della lingua Italiana cambiano radicalmente il proprio significato in base al contesto in cui vengono dette o scritte. Una di queste parole è il vocabolo visionario.
      Così di getto, per me il visionario è una persona che riesce ad anticipare il corso naturale degli eventi, oppure che sa in anticipo come finirà un affare, o che riesce a fare delle previsioni su situazioni sconosciute o non ancora accadute ma che poi puntualmente si avverano. Visionario però è anche uno che mezzo disidratato gira a vuoto nel deserto, convinto di camminare in direzione di un lago inesistente.
      E non è forse un visionario colui che si impasticca o che fa uso di sostanze allucinogene? Questa cosa personalmente non mi riguarda.
      Ma credo che un visionario sia anche colui che vede pericoli, imbrogli, sotterfugi e cospirazioni ovunque.
      Io non mi impasticco e non giro a vuoto nel deserto. Decidilo tu quindi, al termine di questo romanzetto, che tipo di visionario io sia.

      Questa non è una favola a lieto fine, è la storia di un Parcheggio. Ma non di un parcheggio qualunque, freddo ed anonimo. E’ la storia del mio Parcheggio del cuore. Bello, grande, affascinante, non per ricconi ma per tutti coloro che lo meritano. Vecchio forse, ma sempre attuale e con tanta storia e tradizione.
      Anni addietro il Titolare di questo Parcheggio era un uomo buono, che si dedicava anima e cuore alla manutenzione del Parcheggio, e che era sempre pronto a scambiare una chiacchiera con i suoi affezionati clienti. Lui che veniva sempre nel suo amato Parcheggio, che lo custodiva e lo curava.
      Un brutto giorno la sua salute cagionevole gli fece capire che non poteva più permettersi di stare dietro a tutto ciò che il Parcheggio necessitava. E anche se a malincuore, si vide costretto ad accettare di suddividerlo prima, e di cederlo totalmente poi, ad un altro gestore. Il Filippino. Costui era una persona boriosa, arrogante, supponente, viscida, sgradita ai più. Con amicizie e conoscenze molto importanti ma anche pericolose, poiché molto losche.
      La famiglia sconsigliò varie volte il Titolare di mettersi in affari con il Filippino. Ma ahimè non riuscì ad impedire che le cose andassero in quella maniera. E così in breve tempo, i tanti clienti si ritrovarono con un nuovo gestore del Parcheggio.
      Per comprare il Parcheggio all’epoca non occorrevano cifre folli, che il Filippino tra l’altro nemmeno possedeva. Ma dato che il Titolare era intenzionato a lasciare, questo non si fece tanti scrupoli. Promise (senza peraltro mantenere) molte cose, consegnò pochi spiccioli alla presenza di 2 testimoni di parte, e in poco tempo divenne il nuovo gestore.
      Grazie alla sua consueta abitudine di circondarsi di loschi figure, il Filippino chiamò come suo aiutante il losco Prelato. Tipico snob arrogante presuntuoso, forbito ma senza alcuna conoscenza in tema di parcheggi, il fetente Prelato serviva solo per spianare la strada, aprire le porte, intrecciare rapporti con i potenti, programmare le cose per conto di altri. Tra le altre nefandezze, il viscido Prelato mise in atto un ricambio sistematico e generalizzato tra tutti i lavoratori ed assistenti del Parcheggio, inserendo al loro posto lavoratori immigrati e altre manovalanze di dubbia capacità. Tra di loro certamente anche uno che per comodità nel racconto viene identificato come il Parente. Legato ad un altro protagonista marginale di cui si parla in seguito, tale Imperatore Avaro.
      Subito dopo, il Filippino contattò un altro dei tanti potenti che conosceva, il Furbacchione. Con pochi scrupoli ma tanti, tanti soldi nascosti in giro per il mondo frutto di chissà quali imbrogli. Il Furbacchione capì subito che avrebbe potuto guadagnare molto dal suo sodalizio col Filippino, ma sottovalutò le capacità dell’oscuro Prelato.
      Al momento buono l’infame Prelato sparì di scena, così come le prove che attestavano l’amicizia sancita tra i 2 famigerati amici in occasione dell’acquisto del Parcheggio. Ci sarebbero voluti molti mesi prima che il Furbacchione potesse sperare di riavere quanto aveva fatto pervenire al ladrone chiamato Filippino.
      Durante i primi tempi di gestione, il Filippino sembrava avere a cuore le sorti del Parcheggio, benchè non desse mai confidenza ai propri clienti. Tuttavia i tanti posti sembrano belli, grandi, comodi, con le strisce colorate estremamente visibili, in numero più che sufficiente. Molti clienti sulle prime si ritenevano soddisfatti. Di certo non il sottoscritto, ma questa mia opinione è di parte, influenzata dal fatto che la direzione un bel giorno mi impedì di parcheggiare per un determinato periodo. Affermarono che la mia auto era sgradita, a quel tempo…
      In ogni caso, il maledetto Prelato, sfruttando la sua losca rete di conoscenze e di collusioni, riuscì persino a far eleggere il Filippino (come dispensatore di preziosi consigli) presso la associazione dei parcheggiatori. E di li a poco tempo questa banda di sinistri figuri decise che alcuni parcheggi meritavano certe attenzioni mai viste prima.
      Per evitare il pericolo della grandine e degli acquazzoni improvvisi, ai peggiori parcheggi venne garantita la possibilità di usufruire di un ombrellone gigante per determinato periodo di tempo. Ma mica a tutti, naturalmente, solo a quelli che potevano meritarselo. Le cose vennero decise e sistemate in modo tale che il Parcheggio ne fosse adeguatamente provvisto, specie nella zona del posto auto del Furbacchione. Ma mentre quello si fregava le mani dalla contentezza, il lurido Prelato gli aveva nel contempo cambiato il posto. E così il Furbacchione rimase con un pugno di grandine sul cofano e l’auto sporca di fango.
      Anche alcuni clienti avevano anche subodorato che quella dell’ombrellone era una faccenda poco chiara. Qualcuno se ne era anche pubblicamente lamentato, ma fu ignorato o messo in condizione di non nuocere.
      Nel frattempo, sganciatosi dalle sgrinfie del Furbacchione, il Filippino in brevi termini era riuscito a diventare quasi autonomo, ma allo stesso tempo a far scappare molti dei clienti. Ed anche gli ultimi affezionati pian piano si accorsero del grave errore commesso dando bado alle lusinghe dell’indegno Filippino. Ci fu addirittura qualche dipendente (un lavamacchine, un guardiano, un responsabile ed un paio di posteggiatori) che osò ribellarsi a quelle orrende situazioni. Finirono tutti quanti per essere dapprima degradati, infine licenziati o allontanati con metodi poco ortodossi. In particolare un ragazzo, detto il Giardiniere, aveva avuto un incidente sul lavoro e non riusciva più a parcheggiare bene. In men che non si dica la direzione gli fece sapere di avergli revocato il posto auto. Il Giardiniere invece di rassegnarsi decise di battagliare per quanto gli spettava. Ne nacque un litigio che si prolungò nel tempo e che alla fine vide premiate le ragioni del giovane. Meno male, ogni tanto un poca di giustizia!
      Un bel giorno un uomo distinto ed attraente che piaceva molto alle donne (il Gentiluomo) si fece avanti con un gruppo di amici e chiese al Filippino se fosse interessato a lasciare a loro la gestione del Parcheggio. In parte o completamente, volevano rilevarlo in tempi e in modi da stabilirsi. La risposta del putrido Filippino fu frustrante, al punto che Gentiluomo e amici vari si guardarono bene dall’assecondare le pretese del farabutto, e voltarono i tacchi. Forse ci avrebbero riprovato, ma solo a tempo debito.
      Nel frattempo, dato che lo schifoso Prelato ormai si era (almeno in teoria) defilato, Filippino piano piano intuì che lo stato di grazia del Parcheggio era ormai agli sgoccioli.
      Chiamò pertanto alla sua corte mastro Pulcinella, uno che aveva già insegnato i criteri di gestione presso altri parcheggi. Legato a filo doppio con un guardiano di bassa levatura, specializzato nel far la guardia alla porta di servizio sul retro, un essere talmente scarso ed inetto da non meritarsi nemmeno un nomignolo con la iniziale maiuscola. La sua imperterrita resistenza al soldo del Filippino era dovuta solo alla sua amicizia con mastro Pulcinella ed all’esiguo compenso che gli veniva passato in cambio della sua fedeltà.
      Tra i compiti principali di Pulcinella c’era quello di tenere in ordine i conti pubblici del Parcheggio. Inoltre non doveva assolutamente permettere che i clienti del Parcheggio arrivassero nella zona di competenza del Filippino. Entrambi ignoravano però un particolare molto importante.
      Non tutti i clienti erano uguali. C’erano quelli usuali e quelli saltuari. C’erano clienti bonaccioni e pazienti, c’erano i brontoloni ma tranquilli, c’erano anche quelli che non perdevano occasione per disapprovare l’operato di mastro Pulcinella, del suo mentore e del guardiano alla porta posteriore. Ma soprattutto c’erano pochi clienti che per scelta o per imposizione non frequentavano molto il Parcheggio, alcuni addirittura quasi mai. Frequentavano molto più assiduamente la palestra. E spesso cercavano un qualche pretesto per usare le facce altrui come sacchi da allenamento per il loro sport preferito, la boxe.
      Un bel giorno alcuni palestrati si presentarono in incognito a casa del Filippino (prima) e poi anche presso il suo ufficio non lontano da casa. Salvo i pochi presenti, nessuno sa con precisione cosa accadde, ma è certo che da quel giorno l’atteggiamento del Filippino cambiò repentinamente. Anche perchè si era finalmente reso conto della crescente insoddisfazione dei clienti.
      Tanto per cominciare mise in atto una strategia infida per quanto alla fine inutile. I clienti che frequentavano il Parcheggio avevano la possibilità di riunirsi ed associarsi, da tanti e tanti anni. C’era infatti una Organizzazione specializzata che faceva da legame tra i vari clienti associatisi in diverse zone. A capo di questa Organizzazione c’era il Ciccio, un persona molto conosciuta nell’ambiente, che da tanto tempo ormai non aveva un lavoro fisso se non quello di seguire tutto quanto concerne il Parcheggio e le varie attività collaterali che lo riguardano. Tra le altre cose, Ciccio era piuttosto inviso ai Palestrati, che non gli avevano mai perdonato un errore marchiano. Un episodio increscioso accaduto anni prima in un remoto parcheggio, dove alcuni clienti locali avevano rubato l’auto aziendale contenente vario materiale da sempre gelosamente custodito dai clienti e dai Palestrati. In ogni caso torniamo al racconto.
      Tanti anni prima delle vicende attuali, il Parcheggio aveva conosciuto un periodo di incredibile prosperità, di enorme notorietà, di grandissima popolarità ed ammirazione da parte di tantissimi clienti ed anche di tanti addetti del settore. Merito principale di tanto splendore andava sicuramente attribuito ad un uomo grandissimo e capacissimo, il Signore. Uomo serio e pacato, schivo, poco propenso alle luci della ribalta, ma onesto e bravissimo nel fare il proprio lavoro. Arrivato ad una certa età, il Signore si era fatto da parte, pur rimanendo sempre nel cuore e nella memoria dei clienti per la sua inarrivabile ed invidiabile carriera.
      Certo di fare bella figura con i clienti ormai scontenti, il laido Filippino con l’aiuto di Ciccio e dell’Organizzazione, utilizzò il pretesto di una giornata di pulizie e di restyling per indurre il Signore ad intervenire all’evento in qualità di ospite. Ciccio e l’Organizzazione invitarono il Signore con la scusa di un aperitivo in compagnia di pochi intimi. In realtà il Filippino ne aveva approfittato per circuire il Signore con uno sporco imbroglio, del tutto a sua insaputa, e cioè quello di farlo commuovere agli occhi dell’intera clientela con la scusa della sua nomina a Cliente più importante del Parcheggio. Almeno in teoria questa era una grande onoreficenza, che lasciò apparentemente senza parole il Signore. Solo pochi eletti sapevano la verità, ossia che le parole al Signore erano venute a mancare per la sgradita sorpresa e perchè aveva intuito fin dal suo arrivo il losco piano messo in atto dal putrido Filippino con l’aiuto di Ciccio e vari altri membri della Associazione. Fortuna che almeno buona parte dei cliente si rese conto di quanto basso fosse stato il colpo del Filippino, e così ciò che doveva essere un grande evento gli si ritorse contro.
      Ormai quasi solo e squattrinato come non mai, il Filippino diede carta bianca a mastro Pulcinella per iniziare la vendita sistematica dei migliori posti auto, in concomitanza con l’insistente richiesta in prestito ai vicini di qualche piccolo spazio angusto e sconnesso. Giusto per far tacere i tanti clienti scontenti.
      Tali saldi organizzati e diretti da mastro Pulcinella fruttarono parecchi introiti al Filippino. Non quanto basta tuttavia per colmare le gravi mancanze pregresse, specie nei confronti dell’ex amico Furbacchione, che mai avrebbe digerito gli scherzetti subiti.
      Resosi conto che anche svendendo i posti auto più ampi e costosi gli incassi non sarebbero mai bastati, Filippino contattò quindi l’amico dei tempi d’oro. Il losco Prelato non si fece scrupolo alcuno. Innanzitutto si incontrò con il Filippino, ed insieme andarono a presenziare alla riunione della associazione dei parcheggiatori. Tempo prima, il direttore generale era stato defenestrato e bisognava trovarne un altro. Tra i vari candidati c’era anche un giovane onesto con idee innovative, il Montanaro. Ma ahimè essendo troppo puro d’animo non poteva rientrare nella lista dei cosiddetti papabili e fu prontamente fatto fuori. Naturalmente grazie al veto del Filippino, del suo alleato il maledetto Prelato, del suo amichetto l’Imperatore Avaro (quello del Parente…), e dell’altro compare di merende, l’immondo essere chiamato il Giocattolaio. Ai quali si unirono via via vari altri innominati posteggiatori.
      Era assai difficile sapere in anticipo le altre decisioni del gran collegio dei posteggiatori. Molti spingevano affinchè l’ombrellone fosse smantellato definitivamente. Altri avrebbero preferito che i fondi destinati allo stesso venissero suddivisi per procurare tanti piccoli ombrelli. Solo la casta dei loschi figuri voleva lasciare tutte le cose inalterate, quella era la ragione per cui il giovane Montanaro era stato defenestrato preventivamente. Alla fine il consiglio dei parcheggiatori decise di rimandare il tutto a data da destinarsi.
      Nel frattempo, il nostro povero Parcheggio giaceva senza manutenzione, senza attenzioni, nessuno che se ne curasse minimamente. Ogni tanto una giornata di pallido sole rendeva meno amara la suo tribolata esistenza. C’era anche chi scommetteva riguardo le vicende del parcheggio. Ma era ormai chiaro a tutti che senza l’installazione di un nuovo ombrellone, le auto sarebbero andate perse in brevissimi termini. E così i clienti e le sorti di tutto il personale. Dopo avere tappato le falle principale nel suo barcone di legno marcio, il Filippino si ricordò delle promesse di quei bonaccioni dei Palestrati. Così in gran segreto contattò un eminente Politico. Il quale fece sapere al Gentiluomo che era giunto il momento di fare una chiacchierata in merito al futuro imminente del Parcheggio.
      Le pretese del farabutto che lo gestiva si erano nettamente ridimensionate. Le falle maggiori erano state sistemate, benchè ormai i posti auto migliori non fossero più disponibili. Il Parcheggio era stato degradato di livello e quindi anche il suo valore appariva deprezzato di molto. Se lo avessero voluto davvero, avrebbero potuto ottenerlo ed utilizzarne gli spazi anche per altre attività. Lavaggio auto, lucidatura, cambio gomme, manutenzione ordinaria, ecc. Insomma un progetto allettante che avrebbe reso felici i nuovi proprietari ma soprattutto i tanti clienti, ormai disillusi dopo anni di continue ed immeritate tribolazioni.
      E’ difficile avere la certezza assoluta di come il racconto visionario di queste situazioni vada a finire per davvero. Forse nessuno sa per certo se si avvererà nella sua parte finale. Molto dipende anche dalle decisioni future dell’associazione dei posteggiatori. Di certo sembra solo che entro qualche mese il Parcheggio non avrà più lo stesso proprietario, quel farabutto di Filippino che tanto lo ha dissanguato, specie negli ultimi periodi. Appare inoltre lampante che l’uscita di scena del titolare coincida anche con l’allontanamento di mastro Pulcinella e della inetta guardia della porta di servizio posteriore.
      Ma chissà se il nostro povero Parcheggio potrà godere dei privilegi offerti da uno status di secondo livello oppure se la mancanza di adeguata manutenzione lo abbia ormai ridotto ai margini dei parcheggetti di periferia dove non ci sono negozi e solo appartamenti sfitti e fatiscenti. Tutti sperano in bene, nessuno sa davvero come si evolveranno le cose con un nuovo gestore, sperando se ne possa davvero trovare qualcuno ed in tempi brevi.
      Certo è che dopo tanto malessere e tanta disonestà, ai tanti affezionati clienti interessa principalmente che venga fatta piazza pulita, una volta per tutte. E che mai più tali situazioni si debbano ripetere nel nostro tanto amato e bistrattato Parcheggio. Se il Parcheggio dovrà morire, che morte sia purchè sia rapida e il più indolore possibile.
      Io sono un Visionario, ma ci credo nella risurrezione, per lo meno in quella del Parcheggio.
      Ciao mio caro amico, e grazie per la tua paziente lettura.

      • Mariino scrive:

        L’OSSERVATORE ogni tanto incontra il CICCIO mentre passeggia con il suo cane.Avendo intuito che il Ciccio sa molte cose sul parcheggio ,nell’ultimo incontro casuale,gli ha chiesto ingenuamente se il Filippino vendera’ il parcheggio.Non ottenendo alcuna risposta e’ indeciso se parcheggera’ la sua macchina in quella rimessa oramai fatiscente.

      • altolago scrive:

        Ciao Cesare,
        speriamo che i palestrati siano in forma nel caso il parcheggiatore intenda continuare a mantenerlo per se senza apportare migliorie.
        No no credo tu sia un sognatore. O meglio,lo spero vivamente. E’ un parcheggio storico dove tanti hanno portato la loro macchina e anche dove i figli dei figli la porteranno.
        Occorre però che anche quelli addetti alla biglietteria e alla sistemazione delle auto si diano una mossa e spieghino meglio dove sistemare le auto, prima del caos.
        Ciao, a mercoledì e che il buon dio degli sfigati guardi giù.

      1. Cesare Settore Superiore scrive:

        Per altolago, stefano 50/60, maxx, simone.

        Confermata riunione del 7 febbraio ore 19,30 con serata de ciacole sportive annessa alla pizzeria indicada precedentemente.
        Sara’ presente anche un me bon amigo che par tanti anni ha fatto el grafico pubblicitario per Giovanni e Mirko Martinelli.
        Puntualmente silurado 2 anni fa per divergenze di vedute con la nova direzione. Uno che conosse l’ambiente HV come casa sua.

      2. altolago scrive:

        Ciao Stefano.
        L’è dura ne sto momento, proprio dura. Ma se te ghe pense ben de sti momenti ghe n’aven passà altri e ala fine ne semo sempre risollevè. Questo l’è l’unico motivo che me tien ancora convinto che qualcosa, prima o dopo, de positivo el sucedarà.
        Mi per esempio son convinto che da Genova sta per arivar bone notissie e alora vedo sta pressia de trovar su soldi come la necessità de qualcheduno de risolvar el prima possibile i so problemi, anche par evitarghene de peso.
        Eco parchè credo che la B no la sia miga sto gran dramma, anzi spero la sarà la svolta.
        Adesso però l’è arivà el momento che tifosi (quei veri che i va al stadio, no quei che pontifica dale poltrone (oovio che no l’è miga riferida a quei che sta a 1000Km de distansa) )e i giornalisti e ribadiso i giornalisti i fasa partir la parte dura dela contestasion.
        Multe a iosa come la proposto Cesare e insulti a camionè e tension al massimo.
        Abbandono delle conferenze, indagini a gogò e attacchi continui da parte dei giornalisti (dai quali vanno esclusi gli edili ovviamente).
        Solo creando un clima ostile al massimo ghe ne andemo fora.
        Certo che se ala conferensa de fusco i giornalisti i va a domandarghe se l’è soddisfatto e a quele de pecchia che modulo el ga en mente de adotar ciao ……
        Vien mercoledì.

        1. ironchicco scrive:

          Cesare sei un mito… Che passion! Complimenti. Alcuni nomi dei personaggi sono davvero divertenti :)

          1. Francesco scrive:

            Cesare
            Ciao Cesare leggo sempre con grande interesse quello che scrivi e spesso mi illumini perché tante volte mi è successo negli ultimi anni di non capire il senso di molte cose che accadevano nel Parcheggio, che anche io utilizzo da più di 20 anni. Quello che più mi fa male di tutta questa storia, è come il gestore sia stato capace di cancellare le emozioni che solo il Parcheggio riusciva a darmi. me ne sono reso conto con molta chiarezza l'ultima volta che ho larcheggiato l'auto 2 settimane fa, dove il servizio era stato a dir poco scadente… Non ero per nulla incazzato o triste… Io pretendo di incazzarmi e di essere triste se il servizio non è all'altezza, rivoglio le mie emozioni e la mia passione. Mi auguro di cuore che tu sia uno di quei visionari che fa previsioni che puntualmente si avverano

            1. Tomhv scrive:

              Cesare .. grazie per lieta novella ( Speremo se avveri)

              1. altolago scrive:

                Contenti?
                PAZZINI è andato via, no se paga più ingaggi e adesso puntemo Icardi de l’inter (e el milan) con i soldi risparmiè.
                Adesso con ci bisogna torsela?
                A proposito belo el titolo su quel che ariva da l’Inghilterra: nuovo acquisto….. pecà che el sia l’ennesimo prestito.
                Ma si adesso metemo questo qui, quel’altro la. Domenica en ataco? Pektovic of course, quel si che l’è n’atacante da gol, sopratuto miga nostro.
                Che miserie.

                • Andrea scrive:

                  No son mia contento, ma secondo mi l’era necessario.

                  Ghe’ do robe in sta facenda: da un lato un comportamento bruto da parte dela società (in particolar Setti, che prima el gà firmà un contrato de 5 ani e adeso par mandarlo via el le fa metar fora rosa). Un contrato assurdo (5 ani a 1 milion de euro l’ano per un zugador de più de 30 ani!), ma te lo ghè firmà e nessuno te gà costreto.

                  Da l’altra parte, Fusco gestisse adesso una società sensa schei e Pazzini el costa tanto: e, par na squadra come la nostra trovarse un contrato del genere fato da altri l’è un problema: tanto più che par come l’è Pazzini deso e par la squadra che semo noaltri (che zughemo più distanti da la porta de lo scorso ano), Pazzini nol serve più.

                  Comunque, tornando al tema de MIcheloni, parlemo de na categoria privilegiata (concordo con Mauro): e anca el comportamento de Bessa (che sensa el Verona e sensa Pecchia el saria a Como in C) el me gà stomegà.

                1. altolago scrive:

                  Simone vien el 7. Te togo tutti i dubbi.

                  • Simone scrive:

                    Ghe son. Così te te cavi un po’ de dubbi anca ti. Comunque sto in collegamento con Cesare. E se vol unirse anche Andrea, ben venga.

                    • Andrea scrive:

                      Ghe vegnarea volentieri, ma abito non proprio visin: passo i 100 km.

                      Se se rifà qualcosa magari più avanti, de sabo o de domenega quando go manco problemi de fameia e de laoro, vegno.

                  1. bardamu scrive:

                    Parole sante! ( ma quanti topic sforni? Si vede che ti manca Verona…). Bei tempi quando le società possedevano il cartellino del giocatore. E quando il mercato si faceva solo d’estate.
                    Per le società è diventato più difficile fare le famose “plusvalenze” mentre i giocatori arrivano a guadagnare cifre spropositate e quindi servono altre entrate.
                    E’ un meccanismo che favorisce i club più importanti e con più disponibilità economiche.

                    • micheloni scrive:

                      Senza far paragoni con gli altri blog del TG Gialloblù, vorrei ricordarti che un blog non è un mensile o un settimanale ma una finestra che apre spunti per riflessioni e confronti. Se frequentassi i blog nazionali o meglio ancora internazionali scopriresti che l’anomalia non sono affatto io che posto spesso ma coloro che tra un post e l’altro lasciano intervalli ampi qua to poco consoni alla web comunication.

                      • Marco scrive:

                        Il confronto, anche con chi gestisce i blog, dovrebbe essere la normalità, concordo. L’impostazione del tuo blog è quindi apprezzabile.

                      • bardamu scrive:

                        Guarda che era una battuta. Apprezzo molto sia il fatto che scrivi spesso ( e anche quello che scrivi ), sia il fatto che, almeno tu, interagisci con gli utenti.
                        Sul fatto che ti manchi Verona credo non ci siano dubbi, o no?

                    1. IL SAGGIO DICE scrive:

                      Mi trovo piú in accordo con Rh che con te , Mauro. I calciatori guadagnano per quello che fanno guadagnare , sono lavoratori precarissimi e non dobbiamo guardare solo la A come esempio. Un professionista in B o in C guadagna la metá , puó rimanere disoccupato da un momento all’altro causa infortunio, finita la carriera spesso deve fare terapie antidolorifiche costose e il denaro non dura in eterno. Io stesso sono stato vittima di ricatti a livello dilettantistico una ventina di anni fa , quando la società che aveva il mio cartellino mi disse che o andavo a giocare in una squadra che avevano deciso loro o potevo restare fermo un anno. E io non guadagnavo nulla , il guadagno era solo loro che avrebbero incassato dal prestito. Quell’ episodio mi fece abbandonare il calcio a 22 anni. Se queste cose succedono tra i dilettanti , io non oso pensare a quali braccio di ferro ci siano ogni giorno tra una società ed un calciatore. Pretendiamo sempre la massima professionalità dagli atleti , ma bisognerebbe vedere quanto sono professionali anche i dirigenti. Credo che se una dirigenza è seria , la maggior parte degli atleti si comporterà di conseguenza. Su Pazzini , visto che tutti lo hanno tirato in ballo , dico la mia : quando hai un quinquennale, porti una squadra in A con i tuoi goal , la società ha un parco attaccanti scarso , un allenatore deve fare in modo che Pazzini giochi al meglio delle sue possibilità. Non gli è stata offerta questa possibilità né a livello di modulo nè a livello di minutaggio. Un bel calcio in culo a livello morale , dopo un’ annata in cui senza di lui non saremmo in A. Rifiutando le cessioni a squadracce , sta tutelando il suo fine carriera e la sua immagine. Come ha fatto Albertazzi rifiutando la cessione ad Avellino e decidendo di vedere riconosciuti da un giudice i suoi diritti , che non erano certo quelli di non sapere l’ entitá del suo infortunio o di doversi cambiare in un altro spogliatoio neanche fosse un appestato.

                      • Simone scrive:

                        Non tutti i giocatori guadagnano per quello che fanno guadagnare, altrimenti non ci sarebbero società che faticano a livello di bilancio o che vanno sull’orlo del fallimento. Ci vorrebbe semmai una “scala mobile”, cioè “tu guadagni ciò che mi fai guadagnare. Ma a quel punto non avrebbero senso i contratti intesi come sono intesi ora nel mondo del calcio. Poi non si può semplicemente pensare, dopo aver visto le sue prestazioni (ha giocato dall’inizio con Fiorentina, Sampdoria, Lazio, Benevento, Chievo, Cagliari, Bologna, solo dopo l’infortunio ha cominciato a giocare meno, cioè da dicembre), e dando un’occhiata alle sue precedenti tre stagioni in A, che il giocatore in B era una cosa è in A totalmente un’altra? Sui problemi di spogliatoio non ne ho idea e non credo che qui qualcuno ne sappia di più. Dobbiamo solo sperare che chi giocherà davanti farà meglio. E personalmente spero ne arrivi un altro. Anche se ho forti perplessità a riguardo.

                        • IL SAGGIO DICE scrive:

                          Su Pazzini ho parlato di minutaggio e modulo. Chiedergli di fare il centravanti in un 4 3 3 in serie A è chiedergli di fare cose che vanno contro la sua natura. Non è un palleggiatore , spalle alla porta non è un fenomeno . È un uomo d’ area abile nel terzo tempo di testa e sui palloni vaganti. Il centravanti lo puó fare in B . Ma parliamo di un’ altra categoria. Un po’ come Bessa che in B come mezz’ ala sembrava un fenomeno , in A si è rivelato un flop. Pecchia cosa fa ? Lo inventa mediano ! Ora se ne andrá probabilmente in una squadra che lo fará giocare trequartista con due punte davanti o con un altro trequartista a fianco e un vero centravanti . Cosí potrá rendere al meglio , secondo me. I mal di pancia spesso nascono perché i mister sanno allenare con uno o due moduli , usano sempre quelli e snaturano i giocatori chiedendogli di fare cose che non hanno mai fatto prima a certi livelli. Poi ci sono quelli baciati dalla fortuna come Souprayen, che giocano sempre anche fuori ruolo , ma a quello il mal di pancia mica viene di sicuro, perché sanno di aver goduto di un credito maggiore rispetto a quello che si sarebbero meritati.

                          • Simone scrive:

                            Pazzini ha giocato a due punte in A anche in altre annate, e con squadre piu forti di questa che non giocavano prevalentemente in contropiede. Eppure il risultato è sempre stato questo. Secondo me in Spagna, con le difese meno importanti rispetto alle nostre, sempre se verrà confermata la cosa, potrà fare meglio. Qui quest’anno ha dimostrato di non saper fare un lavoro utile per la squadra e nemmeno dì essere così in grado di fare la differenza in area. Come nelle sue ultime tre annate di A, dov’è stato allenato da altri allenatori e aveva squadre più strutturate. Bessa: le partite migliori che ha fatto quest’anno sono state a mio modo di vedere la prima (da falsa punta), con la Sampdoria da interno, nello spezzone col Milan dietro la punta ma con la squadra che girava alla grande (merito più di questo secondo me) e l’ultima col Napoli da centrocampista centrale dove ha dato al centrocampo il dinamismo che un Fossati non avrebbe dato, risultando tra l’altro il giocatore ad aver recuperato più palloni (al pari della prima). Quindi paradossalmente sembra che in A le cose (poche) buone le abbia fatte vedere più quando è stato chiamato a metterci quantità piuttosto che qualità. Se secondo lui può fare la differenza in un’altra squadra di categoria in un altro ruolo bene. Vedremo cosa farà a Genova. Ricordo che stiamo parlando di un giocatore di 25 anni che ha fatto in carriera una buona stagione in una squadra che lottava per determinati obiettivi, ovvero lo scorso anno qui a Verona in B. Ed io penso che paradossalmente la società speri che entrambi facciano bene altrove altrimenti te lo ritroveresti di nuovo qui con relativi ingaggi ed il morale da riprendere, come la loro carriera.

                      1. stefano 50/60 scrive:

                        Mauro ciao, con stò post apri una di quelle porte che nascondono tanta di quella merda da far impallidire la faccia di un gobbo….senza offesa per nessuno quanti statali mantengono il posto di lavoro per diritto, voto di scambio, di vino, volutamente staccato, anche se lavoro non cè nè ? (almeno per tanti dipendenti di ditte private ? )……detto questo si può anche esser d accordo con quanto scrivi, però bisogna anche sottolineare con forza la cialtronaggine di chi glielo ha fatto firmare quel contratto al Pazzo ( ritengo sia Lui l’ oggetto del Tuo post )…..pare peraltro che rischi l esclusione dalla lista però…però immenso…..alloa bisogna prender un altra punta centrale sennò chi zuga…….mi o Ti ?

                        • altolago scrive:

                          L’è ovvio che l’è riferio a Pazzini. Aven capio che che el ghe sta sule bale.
                          Ma ostrega è tutto chiaro; la crisi del Verona l’è colpa di Pazzini.
                          Per il bene di questa società di m…. el ga da rinunciar a un contratto firmà a so tempo con la pistola puntà ala testa de setti e bigoncio e trattà quest’anno da infame.
                          Tuti quei che i le offendi i se desmentega che se semo in A l’è sopratutto grazie a Pazzini che el na tirà fora dale petole en mille occasioni.
                          Vigliacco sto sport dove en du mesi se se desmentega tuto.

                          • micheloni scrive:

                            Pazzini? Mi sembra di aver parlato di “calciatori” in generale. Ma sei libero di pensarlo. Non ho nulla contro di lui. Ritengo tuttavia che quando guadagni 3300€ netti al giorno, 100 mila€ netti al mese per 10 mesi, se a 34 anni non fai più parte di un progetto, forse potresti andare incontro ad una Società che in tre stagioni ti ha messo in banca oltre 2 milioni e mezzo di euro, ricevendo in termini di gol, risultati e leadership una sola stagione alla sua altezza, nel campionato di serie B. Pazzini ha tutto il diritto? NO! noi abbiamo tutto il diritto di rivendicare cio che pur pagato non ha dato (e il fatto che non sia solo colpa sua non è un’attenuante).

                            • Maxhellas scrive:

                              Progetto?
                              Scusa Mauro, ma come fai a dire “fuori dal progetto” parlando del Verona?
                              L’unico “progetto” è quello di festeggiare a Boscomantico a giugno.
                              O vedi altri “progetti” tu?

                            • altolago scrive:

                              visto che te riferee a Pazzini. No ghe gnente de mal, ma mi vecio tifoso de altro stampo penso che la riconoscenza nel calcio l’è na bruta bestia.
                              Comunque io fossi Pazzini non mi muoverei e glieli farei pagare tutti fino all’ultimo centesimo.
                              Mandorlini non ha fatto uguale fino a che non ha trovato una nuova squadra? E perchè bisognerebbe aiutare una società del genere?
                              Attendo risposte vere per cortesia.

                            • RH scrive:

                              Nello specifico, Pazzini ti ha portato quasi da solo in SerieA (parlemose ciaro, con Pazzini e altri 10 vinci la B, con Romulo+10 no, specie se l’allenator l’è pecchia, e romulo l’è el meio dopo el pazzo della rosa dell’an passà). Differenza tra A (35mln di diritti TV) e B (15mln di paracadute + 5mln di diritti TV). Conta anche i costi (14mln in B, 20mln in A), ma metti in conto che senza la A quell’anno perdevi i 3su4 per il paracadute-bis, ergo a spanne la A ti ha portato almeno almeno dai 5 ai 10 mil in più. 2,5+ (netti) che sappia io si avvicinano molto da lordi a quelli che ti ha portato, anche mettendo in conto che quest’anno stia in panca tutto l’anno.. E invece della panca, pure quest’anno, sai chi è il top scorer del Verona? Indovina..

                              • Simone scrive:

                                Sul resto, il mercato estivo e quello che si appresta a finire è chiaro nella sostanza. Fare cassa dove e come si può per mantenere i conti in ordine, e prendere giocatori ma senza che diventino automaticamente una spesa per il futuro (prestiti, la maggior parte secchi). Risultato: in caso di salvezza si riproporrà (se rimanesse questa società) questo schema con magari qualche azzardo in più (al secondo di A qualche piccola garanzia in più la dovresti comunque avere, in caso di B hai già una base ingaggi che ti garantisce la sopravvivenza con una certa agevolezza (da vedersi in questo senso se è come cambierà eventualmente il discorso paracadute, ma ad ora non si sa nulla).

                              • Simone scrive:

                                In A d’altronde sarebbe stato un po’ più difficile arrivarci con Nicolas, Souprayen, Bianchetti, Caracciolo, Boldor, Zuculini rotto, Zuculini fratello (che contro ogni attesa in realtà è stato determinante al pari di Ferrari, scarto di Donadoni a Bologna che non lo ha voluto nemmeno quest’anno) Siligardi, Luppi, Troianiello, Bessa (grande annata, ma pure l’unica della sua carriera ad ora), Pisano scazzato e infortunato per 4 periodi della stagione, Ganz, Zaccagni, Valoti, Fares e il Gomez versione odierna. Me par normale, ecco, sempre par parlarse ciaro. La A poi, se sa, l’è un’altra roba. Per Pazzini lo è da tre stagioni abbondanti. Fermo restando che i gol su rigore li sa segnare. Sul resto è mancato però. Al pari delle sue ultime annate in massima serie. Nonostante abbia giocato da titolare partite in cui qualcosa in più avrebbe dovuto garantirlo.

                          • Simone scrive:

                            L’articolo l’è un ragionamento sui professionisti del calcio che rifiuta trasferimenti perché i pol permetterselo. El problema non è se Pazzini se ne va, cosa che avrebbe per altro probabilmente fatto già la scorsa estate se a squinzi non avesse chiesto di pareggiare l’ingaggIo che el ciapa qua (ma Squinzi oltre che i schei el g’ha anca che el sa farse i conti evidentemente), ma se non verrà sostituito in meglio. Per quello che ha fatto vedere quest’anno me lo auguro. Perché prima dei nomi, di cui mi importa zero e tra cui non g’ho personalmente alcun idolo, vien el Verona.

                            • altolago scrive:

                              Simone no semo miga pitari. Elo da ieri che i calciatori i rifiuta o i te obbliga ai trasferimenti? Ma dai. Ti te continui a scrivar contro Pazzini disendo che no te ne frega gnente Ma no te ghe crede gnanca ti. Mi no difendo miga Pazzini a priori.
                              Ma no se pol miga dir che due anni fa…. Contestavene Mandorlini perchè no el le fasea miga sugar con Toni o al posto de Toni. Se la società l’a fato un eror a torlo e a farghe firmar un contratto del genere forse bisognaria torsela con la società
                              No voria miga che se tornese ai tempi de Sogliano e le colpe che ghe sta dato da tanti (si da tanti) sui busi de bilancio del Verona. Comunque te affronto volentieri el 7. Son poco giovane ma tosto (ex carabinier).
                              Ciao. Spero che ghe sia Andrea che de Sogliano l’a capio tuto.

                              • Simone scrive:

                                Altolago, credeme, ti quando scrivo te capissi sempre una parte de quel che intendo. Ignorando L’altra. Mi non giudico Pazzini o chi per esso per quel che fa o decide della sua carriera. I eroi i è pochi ecde sicuro non li cerco in questo mondo, dove provo sentimenti e attaccamento solo per la maglia, o meglio il simbolo (perché sui colori ghe ne sarea da dir). Perché probabilmente la maggior parte de noialtri i avarea fatto la stesa cosa. A mi me interessa se l’è utile o no al Verona. Due anni fa no. L’anno scorso si. Quest’anno no. Punto.

                        • RH scrive:

                          Ti stimo molto Mauro, infatti scrivo solo da te o quasi, ma non condivido questo post così superficiale stavolta.
                          Fare il calciatore professionista ti obbliga a molti doveri fin da piccolo abbandonando studi e famiglia a 13anni. I laureati, con un futuro in cui giocarsela in un mondo diverso dal calcio sono dell’ordine di poche decine in qualche migliaio, e pochi sono quelli con un nome tale da garantirsi una carriera più lunga degli atletici 15 anni nel mondo pallonaro in cui sei fisicamente abile (io ho 27 anni e sono considerato un bocia che puzza ancora del latte della mamma, nel calcio sarei quasi vecchio), questo significa che se perdi due anni per infortunio a 22 o 23 anni, hai compromesso una carriera. Se ti laurei con un anno di ritardo, è quasi del tutto ininfluente.

                          Questi invece di avere uno stipendio costante medio ne hanno tanti(ssimi) e tutti subito, e soprattutto hai 20anni e il pensiero costate sull’oggi; sei fortunato se trovi qualcuno che li gestisca con sale in zucca al posto tuo, perché io stesso anche avessi due milioni sul conto in banca, attualmente non saprei come investirli perché rendano nel lungo periodo. E se non li investi per quanti siano, durano gran poco, specie se ti fai abbindolare da mammelle e spacchi vertiginosi, come ognuno di noi a 20 anni ha fatto (con qualche zero in meno nel conto in banca). e le dententrici di suddette prosperità, con ogni probabilità, più che a conservarli, sono più brave a ciucciare (i soldi…).
                          Inotre, altrettanto pochi sono quelli che percepiscono mensilità altissime. Pensi che un terzino del Benevento prenda i milioni?? Quelli che prendono mensilità a 7 cifre annuali sono paragonabili al top management e non ai lavoratori comuni.
                          Con tutto il rispetto, Pazzini può permettersi dire di no a qualsiasi trasferimento imposto, è come se si dicesse a Caressa di trasferirsi a condurre il tggialloblu. il terzinaccio da lega Pro del pordenone, se lo mandano a farsi le ossa ad Olbia, ci va, eccome se ci va.

                          Sia ben chiaro, pagherei di tasca mia per essere un calciatore professionista ma non è tutto rose e fiori; son dei privilegiati, è vero, ma privilegiati talentuosi, con un fisico ai limiti umani e sottoposto ad allenamenti volti a sfidare questi limiti. Aggiungi poi che ogni giorno ad una critica costante da 1mld di persone che tra stadio e tv ti sta guardando (detto da uno che se ha la collega “simpatica” che lo guarda si blocca, e se il cliente contesta un lavoro non mangia per un giorno, non oso immaginare ricevere la pioggia di critiche che si prende un Bianchetti per aver concesso 5metri a un attaccante, magari dopo 90 minuti impeccabili)

                          Ogni tanto è bene pensarle queste cose prima di fare giudizi affrettati, sarebbe cosa buona e giusta non criticare dalla poltrona perlomeno chi è in buona fede.
                          Torniamo a contestare quei f.d.p. che svendono tutto e ci distrugono il potere di sognare con piena volontà, noi gli atleti professionisti che ce la mettono tutta, rei di pensare a star bene e non a quello che vuole un dirigente per lui. tuteliamoli dalle grinfie avide e doppiogiochiste degli agenti piuttosto e lasciamo ai giocatori il diritto di fare del loro talento ciò che vogliono

                          • micheloni scrive:

                            Anche tu convinto del riferimento a Pazzini? È solo uno dei tantissimi che difendono i propri interessi e i previlegi riservati alla sua categoria professionale. E comunque… se a Fabio Caressa dicessero che deve lasciare Milano per trasferirsi a Roma lui non può rifiutarsi salvo rimanere a spasso. E per un milione netto all’anno stai tranquillo che se imposto viene anche a condurre il TG Gialloblù. Ma lui non è un calciatore e quindi un previlegiato e Sky non è una Società di calcio ma una holding internazionale che dispone dei suoi lavoratori come meglio crede.

                            • RH scrive:

                              Ho usato pazzini perché è uscito sopra, ma posso citare anche dzeko o cacia con le dovute proporzioni, non cambia di molto la faccenda..
                              Se Caressa a SKY prende 10 per 3anni e senza una motivazione per cui il suddetto non risulti colpevole (chessò, bestemmia in diretta TV o simili) ma perché la direzione vuole così, un conto è che da commentar la prima serata del sabato passi alla partita delle 18 (da titolare a panchina), un altro è convincerlo a firmare per il TGG a prendere anche 10 ma per 1 anno, o a telearena sempre per 3anni ma a prendere 8, lui dirà di no. giustamente, perché lui si chiama comunque Caressa e ha un discreto potere contrattuale, e un domani se molla sky va a mediaset prendendo 9.9 ma magari per 4 anni, o va a commentare il football americano per 15 -esperienza che non ricerca- come il pazzo penso avrebbe trovato un sassuolo qualsiasi che lo pagasse leggermente meno o per meno anni 3anni fa, motivo per cui hai dovuto promettergli quel contratto all’epoca (200 gol in saccoccia, più di 100 in serie A, centinaia di presenze, e vanta nazionale e i più grandi club italiani, non è un pincopalla qualsiasi).
                              Nella stessa squadra, se la bocca a tira albertazzi o gonzalez viene trattato ai limiti dell’umano, esattamente come i suddetti romani mandati a milano, è una cassata che tutti i giocatori fanno il bello e il cattivo tempo! solo quelli top se lo possono permettere, e Albertazzi ha giocato in serie A, non è un ragazzino della primavera, esattamente come non dubito che tra i trasferiti ci siano fior fior di professionisti, che però evidentemente non hanno lo stesso peso specifico di Caressa. Manzoni vendette il proprio sterco inscatolato a peso d’oro, chi è “arrivato” è un privilegiato, al mondo funziona così da sempre e non certo per colpa del calcio. Il prezzo lo fa chi compra, che non è il pres del PSG o del City, ma chi compra il prodotto calcio, ovvero io e tutti noi, che non possiamo farne a meno
                              Un conto è la mancanza di professionalità (che se certificata porta il licenziamento anche per loro! La strategia del Verona per Abertazzi era dimostrare che non si era presentato all’allenamento senza avvisare. Ballardini fu licenziato per giusta causa, Evra a Marsiglia idem), un altro è la resa che non è quanto ti aspettavi. Io, data analyst, pretendo di essere pagato se mi assumono e dopo mi nascondono i dati della loro azienda, e loro DEVONO pagarmi. Se non mi piace il taglio di capelli che mi fa il barbiere, io lo pago comunque.

                          • RH scrive:

                            (scusa Stefano ma non riuscivo a pubblicare e basta e così ho risposto ad un commento)

                        1. altolago scrive:

                          Simone, a parte che sa c.asso feto en piè ale siè e mesa, mi no definiso miga Pazzini un eroe.
                          Ma sto accanimento no el me piase miga. El par che la sia colpa sua se semo penultimi.
                          El nero la fato la so unica bela partia e el par el salvator dela patria. Ribadiso, me par de vedar e lesar le stesse robe de Sogliano tri anni fa. OH mi son fato così. No me piase miga sto modo de ragionar e lo digo.
                          Ps capiso ben (carabinier ex si, ma no salame).

                          1. Mauro, mauro, ma sa combinito?
                            Te sito fatto l’amante del ceo? Con tutta la feccia che ghe sulla tera, proprio uno del ceo? No dai!
                            Dimme Mauro, come casso fallo el deficente de ceoloto a conossar i to (eventuali) problemi de alitosi? Secondo mi:
                            1) O lè el to amante segreto, ma adesso non l’è più segreto. Ahi, ahi, ahi…
                            2) Oppure lè quel testa de cazzo che provoca con irritante regolarità par dopo sparir per giorni, el troll che sfonda el casso in tutti i blog alla medesima maniera.
                            Una cosa quest’ultima che t’avea fatto presente già varie volte. In ogni caso, te si ti el paron de casa.
                            Penseghe ti, adesso.
                            Ma non sta lassar le robe in sospeso.
                            Ci rompe i coioni va eliminato per sempre.
                            Guarda sa fa fusco e el so amatissimo dator de lavoro, tanto par restar in tema…

                            • micheloni scrive:

                              Lo ignorassimo tutti quando cazzeggia sul blog forse si stancherebbe.
                              Ah mandami nuovamente il tuo indirizzo mail per un contatto.

                            1. Cinghiale Bianco scrive:

                              basta leggere le prime due righe del post..
                              p.s. risolto i problemi di alitosi?

                            Lascia un Commento

                            Accetto i termini e condizioni del servizio

                            Accetto i termini sulla privacy

                            *