11
mar 2018
AUTORE micheloni
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HA VINTO L’ABITUDINE A SOFFRIRE.

Per quanto mi sforzi di considerare Verona-Chievo un derby, non mi riesce di viverlo come tale. Che ci volete fare, se non lo sento non lo sento, punto.
Per me era una partita casalinga contro una squadra alla portata, con in palio 3 punti preziosissimi in chiave salvezza per entrambe le compagini.
Un tiro. Un gol. Tanto è bastato ad un Hellas rimaneggiato per far suo l’incontro.
La differenza secondo me? L’abitudine del Verona all’emergenza, alla rincorsa, al non potersi permettere mai passi falsi, al fondo classifica, alle critiche e alle contestazioni, alla strizza al culo che ci accompagna dalla prima giornata di campionato.
Il Chievo non ha evidentemente ancora realizzato che la serie B è dietro l’angolo e in campo si è visto in termini di cartellini gialli, a conferma di un nervosismo e di uno stato d’animo insoliti per i bianco-azzurri (tali sono i colori sociali del Chievo).

Diciamoci la verità… è stata tecnicamente parlando una bruttissima partita, tutta nervi, fisicità, corsa e determinazione.

Se c’era un centrocampo anomalo viste le pesanti assenze era quello del Verona, parso tuttavia più coeso e ordinato di quello clivense, per non parlare dell’attacco dove Inglese, Meggiorini, Giaccherini e Pellissier hanno creato una sola palla gol in 94’ di partita (errore di Vukovich e miracolo di Nicolas in uscita su Inglese).

Se di Calcio (volutamente con la C maiuscola) se n’è visto poco in compenso di cuore ce n’è stato davvero tanto da parte del ragazzi di Pecchia.
Calvano ha dato gambe e pressing, Buchel calma e ragione nelle giocate, Verde e Fares encomiabili per i chilometri macinati nelle due fasi, Ferrari immenso.
Nota di merito per Felicioli. Non facile la prima da titolare in una partita così importante e decisiva.
Personalmente lo trovo molto più concreto di Fares nel ruolo di terzino di fascia (non per niente è un Nazionale Under 21).

Massacrato di critiche quando a mio avviso lo ha meritato, trovo giusto dare gran parte del merito della vittoria anche a Mister Pecchia. Indovinata la formazione (ennesima di emergenza) ancor più i cambi. Ottimo l’approccio mentale alla gara.

Avremo tempo per disamine più accurate, ora mi voglio godere questa vittoria meritata quanto probabilmente fondamentale in chiave salvezza.

Dopo aver mangiato tanta cacca i tifosi dell’Hellas meritano di assaggiare finalmente un buon dolcetto.

La strada è lunga ma per una volta la salita è meno ripida e gli avversari che ci precedono sempre più vicini.

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20 risposte a “HA VINTO L’ABITUDINE A SOFFRIRE.”

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  1. altolago scrive:

    Ciao a Stefano, Cesare (reclutatore un km avanti a tutti gli infami nonni e zie in norsai coi nipotini incarcerati e obbligati) e a tutti quelli che qui scrivono .
    Ribadisco che per me questa è la partita che vale tutto il campionato, non per i risultati a venire, ma per il gusto di inchiapettare quegli insulsi che fingono di tifare(???) per una indefinibile squadra di un tristo quartiere di Hellas Verona e basta.
    Non c’è niente da fare; li odio con tutto il cuore e il fegato possibile. La loro sola presenza anche a 100 metri da me mi da fastidio, come mi danno fastidio le loro litanie, i finti cori, i due sfigati a tette nude a fingere la loro rudezza, e come diria Stefano le so scorese mentali:
    E la ricciuta goduria è resa ancora più completa dal fatto che mentre scrivo li vedo in classifica a soli tre punti dalla B.
    Anche perchè la sola idea che loro retrocedano e noi ci possiamo salvare la me fa corar en bagno a espellarli con estrema soddisfazione mentale e corporale.
    A proposito, non so se siete al corrente di quanto accaduto alla fine della partita nella zona est, quando una ventina di inutili idioti senza sciarpe hanno aggredito alcuni tifosi Hellas, scappando poi vigliaccamente (c’erano dubbi?) pur prendendo sciafoni e pesatè a iosa. So che ne sono stati presi alcuni da parte della forza pubblica.
    Ecco, a parte tutto, ritengo il fatto positivo, perchè apre finalmente le porte al diritto di non limitarsi più a offenderli
    solo a parole, ma al diritto di autodifesa (aiuto) nei prossimi incontri ravvicinati.
    Vedremo se la curia e il vescovo interverrano per confessarli e rimetterli sulla giusta via.
    Intanto godo, godo e godo ancora.

    • IL SAGGIO DICE scrive:

      Il saggio ti aveva avvisato che non erano tutti cosí buoni come li si dipingeva. Ora per punizione per non avere creduto al saggio , al prossimo assalto dovrai rispondere con la resistenza nonviolenta e realizzare il tuo sogno di diventare un peacekeeper con la bandiera della pace tatuata sul braccio. Alé alé alé viva viva viva viva

      • altolago scrive:

        Se porto la bandiera con la scritta PACHE fa lo stesso?
        Però avvertimi anche per specificare quanto sono vigliacchi a prendersela con gente indifesa.
        Non vedo l’ora che assaltino la SUD…..che goduria.

    1. Maxhellas scrive:

      Hei, ma il nostro candido suino non si fa più vivo??? E’ forse anche lui dal vescovo???

      1. Cesare Settore Superiore scrive:

        Sabato 10 marzo 2018.
        Mancano circa 15 minuti al termine della partita che il Verona sta conducendo per 1 a 0 sui rivali nella stracittadina.
        Aggrappato alla ringhiera degli spalti della Curva Sud Superiore il piccolo Riccardo di 8 anni segue le vicende in campo. Ma si gira spesso verso gli spalti per vedere i tifosi che gridano come dannati, che cantano cori strani che anche lui cerca di imparare, che si prodigano a sventolare le sciarpe e che agitano la bandierina. Ne hanno una quasi tutti quanti. Chissa’ perche’ mamma e papa’, che sono li proprio dietro le sue spalle non hanno voluto comprargliela.
        Il piccolo Riccardo sta ancora chiedendosi come potra’ raccontare la sua serata del Bentegodi ai compagni di scuola, quando tra la folla dietro di lui scorge un tipo strano. E’ un vecchio con i baffi grigi. E’ grande e grosso, indossa un giubbino blu con una piccola scritta sul lato.
        Brigate Gialloblu.
        E poi ha dei partaloni militari un berretto color kaki. Sembra un militare in pensione ma tra le mani ha una asta grande e grossa che supporta una enorme bandiera.
        Scende gli scalini e si fa largo tra gli spettatori finche’ arriva proprio a fianco del piccolo Riccardo. Si china proprio su di lui e gli chiede come si chiama e quanti ha.
        Riccardo gli risponde con un filo di voce. E lui gli dice che ormai e’ troppo vecchio per sventolare da solo quella grande bandiera. “Me la daresti una mano, Riccardo? Aiutami a sventolarla dai.” Riccardo si aggrappa con le sue manine a quella enorme asta e inizia a muoverla insieme al vecchio sconosciuto.
        Mamma e papa’ alle sue spalle smettono di parlare tra loro. Tirano fuori i cellulari per immortalare con foto e video il loro figliolo in piedi, davanti alla ringhiera protettiva che agita la bandiera con il vecchio ultra’.
        Poi si accorgono che una alla volta le mani del vecchio si sono staccate dall’asta, sorretta adesso solo dalla balaustra e dalle manine del piccolo Riccardo. Ha lo sguardo di chi sta toccando il cielo con un dito, nonostante lo sforzo per sostenere da solo quella enorme bandiera.
        Dopo qualche secondo il vecchio si china su di lui e gli dice qualcosa, mentre riprende l’asta e ricomincia a sventolarla.
        Il piccolo Riccardo gli sorride e annuisce. Il vecchio ultra’ gli fa una carezza sulla testa e torna al suo posto, alcuni scalini piu’ in alto.
        La mamma chiede a Riccardo cosa gli ha detto il vecchio tifoso.
        “Che lunedi quando tornero’ a scuola posso raccontare a tutti i miei amici di avere sventolato la bandiera grande. Quella del Settore Superiore, insieme al vecchio Cesare. E mi ha anche promesso che un giorno, quando saro’ piu’ grande di oggi, me la fara’ sventolare tutta da solo”.

        Ecco avvocato.
        Nel memoriale difensivo che stai preparando per gli integerrimi tutori della legge, mettici dentro anche questo breve racconto. Raccontagli che il vecchio ultra’ prima di ritirarsi forzatamente dalle scene ha compiuto la sua ultima malefatta.
        Ha reso felice un bambino di 8 anni.
        Raccontagliela a loro questa cosa. E digli anche di andare a chiedere al piccolo Riccardo di 8 anni se anche lui pensa che un simile individuo si meriti davvero di essere interdetto da tutti gli stadi per i prossimi 5 anni.

        • Maxhellas scrive:

          Senza parole!
          In queste righe c’è tutto. Tutti i perché e i come del tifoso del Verona.
          Grande Cesare!

        • Ginulfi scrive:

          Racconto commovente!
          Sono tornato indietro di 40 anni, quando un giorno un “vecio” degli Ultras mi disse:
          “Brao Bocia, l’è tutta la partia che te guardo, non t’è mai smesso de cantar, questi iè i batocoli, sona ti el tamburo!”
          Adesso go i cavei grigi, ma son ancora qua, al me posto, che canto, sigo, bestemmio, me incasso, gioisso e pianso come un butin par na partia dell’Hellas.
          Tra 40 anni Riccardo ricorderà quel vecchio Ultras, sempre al suo posto, fiero di essere sempre un Butel dell’Hellas!

        • Parmenide scrive:

          E, nell’”Apologia di Socrate” (30 D; 41 D), contro i suoi accusatori, il Nostro rileva in modo splendido come il virtuoso custodisca nella sua stessa virtù la difesa più alta, la rocca inespugnabile anche per coloro che, senza alcuno scrupolo, mandano a morte un uomo ingiusto: “Io non credo che sia possibile che un uomo migliore riceva danno da uno peggiore. Anito potrebbe condannarmi a morte, cacciarmi in esilio e spogliarmi dei diritti civili. Ma, queste cose, costui e forse altri con lui crederanno che siano grandi mali, mentre io non penso che lo siano. Io credo, invece, che sia un male molto più grande fare quelle cose che ora fa Anito, ossia cercare di mandare a morte un uomo contro giustizia…….

        1. RH scrive:

          Sul “derby”, io sono delle nuove generazioni che dovrebbero sentirlo di più, di logica, di quelli che hanno saputo dell’esistenza del ceo vent’anni dopo che hanno cominciato a seguire il Verona. Personalmente non mi cambia più di tanto vincere col ceo o con un Benevento qualsiasi (però vincere con Napoli, Juve, Vicenza, Pescara, Salerno, ecc. me godo da mati), 3punti contro una diretta concorrente. Bellissimo, ma tutto qua.
          Però a dovere di cronaca non la sento una partita come le altre, perché se disgraziatamente la si perde, mi fa male. Eccome se me lo fa! Forse è l’unica partita che chiedo ai giocatori di non perdere, assieme a napoli. Perdere contro gli inferiori mi brucia, eccome se mi brucia

          1. RH scrive:

            pensare che se non si fosse fatto male Zaccagni, Calvano col piffero che lo si scopriva. Idem per un Caracciolo partito ultimo difensore delle gerarchie, e pure ieri grazie a Dio cheam si è fatto male prima dell’inizio partita.. Vai a capirlo il calcio. Io ieri ai 12mln di inglese ho preferito un gratuito petkovic

            1. Luca scrive:

              CURVA SUD MARCHE

              Cesare, un applauso te lo meriti tutto!!!

              1. IL SAGGIO DICE scrive:

                Ho ancora in corpo l’ adrenalina da due vittorie di fila. Nella mia infinita saggezza, riconosco che la partita é stata
                pesantemente condizionata dal fatto che in curva nord la tifoseria ospite non si é accorta della fine del minuto di silenzio. Alé alé alé bum bum viva viva viva viva

                1. stefano 50/60 scrive:

                  ciao Maurito Ti scrivo mentre ascolto bruno mars, finesse…..stasera ho il cuore in festa, specialmente perchè giocare contro quella scorreggia virtuale mi infastidisce peggio che uno stitico che se la fa nelle braghe….lo so, ci sarà da cagare lamette arrugginite e per il largo fino alla fine ma almeno andremo in campo col sangue alla bocca e non da già condannati….che dire, hanno lottato tutti…..calvano ci mette l anima……petkovic il corpo……ma tutti hanno dato quel che avevano è per me va ben così comunque vada…questo è il mio tifo verso il Verona….questo per me è amare la maglia, non come quegli evasi dal condom in nord che vanno allo stadio perchè non sanno cosa cazzo fare…..e ora avanti col carro…chissà che non viviamo un altra pagina del nostro stupendo libro, stupendo sia che ci siano pagine scritte colla merda sia con lacrime di gioia….questo è il Verona, questi siamo noi……anche con una società gestita da persone che non sanno una minchia di noi, e nulla fanno per saperlo a parte raccontarci nelle interviste un sacco di puttanate……stame ben Maurito, e un abbraccio a Alto e Cesare che sanno cosa vuol dire amare una maglia……ps, col tamburo ì sonava stasera, gnanca in un villaggio vacanze ormai…ridicoli…..inutili……TRISTI……….in tanti annI di A non siete riusciti a scalfirci di un millimetro nonostante sguazzassimo nella melma e tanto meno guadagnarvi un millimetro di amore, fede e rispetto….tornate nel camuzzoni, magari con le canoe e le spade da scherma, quello è anche troppo per voi flatulenze vestite…..

                  1. bastian scrive:

                    L’ho già postato da un altra parte ma lo riposto anche qua..scusime butei ma sono ripetitivo…Tutto giusto ma possiamo iniziare tutti a chiamarla “stracittadina” la partita coi diversamente Veronesi?Perchè è piu’ appropriato innanzitutto ,perchè il vero Derby è uno solo ed è quello coi magnagati , poi per non dare troppa importanza al nulla.AVANTIBLUUUUUUUUU

                    1. maurizio scrive:

                      Era ora che ci mettessero cuore e coglioni. Vedi Pecchia che il pubblico non è contro? Si può perdere ma solo se si esce con la maglia sudata!

                      1. Mariino scrive:

                        Mauro mi hai rubato le parole

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