12
mar 2018
AUTORE micheloni
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IL MIO BLOG È IL VOSTRO BLOG…

CI SONO STORIE CHE MERITANO MOLTO DI PIÙ CHE L’ESSERE UNO FRA I TANTI POST DI UN BLOG.

QUESTO È IL MIO BLOG E PER MIO INTENDO DI TUTTI… QUINDI FACCIO QUELLO CHE MI DICE IL CUORE

QUESTO HA SCRITTO CESARE SUL PRECEDENTE POST E QUESTO A MIO AVVISO MERITA LA PRIMA PAGINA. (HO OMESSO IL FINALE AL QUALE DEDICHERÒ PRESTO UN MIO PENSIERO A RIGUARDO)

 

Sabato 10 marzo 2018.
Mancano circa 15 minuti al termine della partita che il Verona sta conducendo per 1 a 0 sui rivali nella stracittadina.
Aggrappato alla ringhiera degli spalti della Curva Sud Superiore il piccolo Riccardo di 8 anni segue le vicende in campo.

Ma si gira spesso verso gli spalti per vedere i tifosi che gridano come dannati, che cantano cori strani che anche lui cerca di imparare, che si prodigano a sventolare le sciarpe e che agitano la bandierina.

Ne hanno una quasi tutti quanti.

Chissa’ perche’ mamma e papa’, che sono li proprio dietro le sue spalle non hanno voluto comprargliela.
Il piccolo Riccardo sta ancora chiedendosi come potra’ raccontare la sua serata del Bentegodi ai compagni di scuola, quando tra la folla dietro di lui scorge un tipo strano.

E’ un vecchio con i baffi grigi. E’ grande e grosso, indossa un giubbino blu con una piccola scritta sul lato: Brigate Gialloblu.

E poi ha dei partaloni militari un berretto color kaki. Sembra un militare in pensione ma tra le mani ha una asta grande e grossa che supporta una enorme bandiera.
Scende gli scalini e si fa largo tra gli spettatori finche’ arriva proprio a fianco del piccolo Riccardo.

Si china proprio su di lui e gli chiede come si chiama e quanti ha.
Riccardo gli risponde con un filo di voce.

E lui gli dice che ormai e’ troppo vecchio per sventolare da solo quella grande bandiera. “Me la daresti una mano, Riccardo? Aiutami a sventolarla dai.”

 

Riccardo si aggrappa con le sue manine a quella enorme asta e inizia a muoverla insieme al vecchio sconosciuto.
Mamma e papa’ alle sue spalle smettono di parlare tra loro. Tirano fuori i cellulari per immortalare con foto e video il loro figliolo in piedi, davanti alla ringhiera protettiva che agita la bandiera con il vecchio ultra’.
Poi si accorgono che una alla volta le mani del vecchio si sono staccate dall’asta, sorretta adesso solo dalla balaustra e dalle manine del piccolo Riccardo. Ha lo sguardo di chi sta toccando il cielo con un dito, nonostante lo sforzo per sostenere da solo quella enorme bandiera.
Dopo qualche secondo il vecchio si china su di lui e gli dice qualcosa, mentre riprende l’asta e ricomincia a sventolarla.
Il piccolo Riccardo gli sorride e annuisce.

Il vecchio ultra’ gli fa una carezza sulla testa e torna al suo posto, alcuni scalini piu’ in alto.
La mamma chiede a Riccardo cosa gli ha detto il vecchio tifoso.
“Che lunedi quando tornero’ a scuola posso raccontare a tutti i miei amici di avere sventolato la bandiera grande.

Quella del Settore Superiore, insieme al vecchio Cesare.

E mi ha anche promesso che un giorno, quando saro’ piu’ grande di oggi, me la fara’ sventolare tutta da solo”.

 

GRAZIE CESARE

Mauro Micheloni

 

 

 

 

 

 

 

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29 risposte a “IL MIO BLOG È IL VOSTRO BLOG…”

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  1. IL CANTO DEL CIGNO.

    Caro Mauro, cari amici e tifosi, voglio ringraziarvi tutti quanti per l’affetto, per la stima, per i commenti (pacati, entusiastici o sarcastici, non importa) e per le tante parole che mi avete riservato.
    Non ho distrutto nessun bar, ne in Corso Cavour ne da altre parti.
    Non assaltato banche.
    Non ho buttato giù vetrine.
    Non esploso petardi o bombe carta.
    Non ho partecipato ad agguati o a risse.
    No ho rubato nulla a nessuno.
    Non ho malmenato gli steward o gli sbirri.
    Ho solo fatto il tifoso, così come lo so fare dal lontano 1973.
    Alla vecchia maniera, con la mia bandiera la 2 aste sempre esposta in trasferta, con quella grande sugli spalti del Bentegodi. Con il mio vecchio giubbino delle Brigate Gialloblu, con i miei onnipresenti Rayban, con i cori, con gli striscioni ironici, e con tanti fumogeni accesi. Tanti e sempre. Altro che sky e il tasto verde per votare l’uomo partita.
    Il calcio è cambiato, io purtroppo no.
    Non sapersi adattare ai tempi che cambiano è una cosa gravissima, il sistema non lo prevede e non lo tollera.
    Dato che sono un recidivo che non si adatta ai sistemi ed alle nuove regole hanno deciso che la devo pagare.
    Da stamattina sono stato ufficialmente interdetto da tutti gli stadi Italiani per i prossimi 5 anni. Ed in occasione di ogni partita del mio Verona, dovrò recarmi in caserma dai CC. per depositare la mia firma, a testimonianza della mia lontananza dal famigerato teatro della mia inguaribile passione.
    Oggi questo è il canto del cigno.
    Da oggi scompare per sempre il vecchio Cesare, fondatore e responsabile del Settore Superiore.
    Chi mi vorrà incontrare potrà farlo a casa mia, la mia porta è aperta. Oppure potrà venire laggiù nella nostra tana, il bunker SS in località San Martino Buon Albergo. Li non mancano mai i tifosi veri. Li ci sarà sempre la birra fesca per gli amici e per gli amici degli amici. Li ci saranno sempre le vecchie bandiere, i libri, le foto, i dischi, i ricordi e la passione, tanta tanta passione per l’Hellas Verona.
    E li, purtroppo ci sarà anche una TV sintonizzata sul canale che trasmette le partite del Verona, poichè non mi resta altro da fare. Li al bunker SS mancano solo i giocatori e gli sbirri. Ma ne facciamo a meno di entrambi.
    Chiunque mi volesse contattare, da oggi mi troverà un pò più disponibile. La mia e-mail è questa:
    cesarenh3@libero.it
    Da oggi il vecchio cesare SS non esiste più, e non scriverà mai più qui sul blog.
    Evidentemente è il segno dei tempi che cambiano, prima o dopo doveva succedere.
    Grazie comunque a tutti voi.
    E forza Hellas Verona!

    Clic.

    1. Luca scrive:

      CURVA SUD MARCHE
      Saluto Cesare, Stefano 50/60 Altolago e tutti gli altri. Un saluto ve lo manda anche il mio piccolo Filippo e parlando di bandiere da sventolare, con il Crotone uno Stwuard non gli ha fatto entrare un asta perché alta 7/8 centimetri in più rispetto alla regola. Nemmeno davanti a un bambino che scoppiava a piangere e a un padre come me che era atroce quello che stavano facendo soprattutto per chi come noi si sobbarca 800 km per vedere la partita… niente da fare, il pianto è continuato fin quando sono arrivati i butei che hanno riempito Filippo di regali gialloblu'.
      Vi abbraccio tutti, evviva la Curva Sud, Butei Liberi !

      • Ciao Luca.
        Devi capire che gli steward hanno delle precise direttive a cui attenersi. Il buon senso non è previsto, non è una direttiva contemplata. Se la tua asta è più lunga di 8 cm. rispetto ai canonici 120 cm. di cui si palrla nelle leggi vigenti, deve essere autorizzata dalla Società che ne richiede a sua volta autorizzazione alla questura di Verona.
        se non è autorizzata, la tua lunghissima e pericolosissima asta al Bentegodi non entra.
        Ad Ascoli nel 2012 le aste delle bandiere a detta del responsabile della sicurezza non potevano entrare perchè di plastica, ossia fatte di un materiale NON NATURALE. sai come venne risolto il problema? Nel parcheggio attiguo allo stadio c’erano vari alberi. Tagliammo alcuni rami e liutilizzammo per sostenere le bandiere. Quando le forze dell’ordine ci chiesero perchè, la risposta fu molto semplice: sono aste di legno, un materiale che più naturale di così non esiste. E che ti ci creda o no, ci furono autorizzate!
        Nel 2011 a Bassano del Grappa io mi presentai con la mia solita bandiera a 2 aste di misura regolamentare e in PVC flessibile. Gli steward mi diswsero che non potevo portare dentro 2 aste, solo una per ciascuna bandiera poteva essere autorizzata. Così staccai una delle 2 aste e sopra gli legai con il nastro adesivo un fazzoletto. La seconda asta con la bandiera la portò dentro uno dei miei amici.
        Il solerte steward mi chiese cosa fosse quel fazzoletto bianco di 20×20 cm. sull’asta. Risposi tranquillamente che sopra alla mia asta avrei sventolato ciò che mi pareva giusto, purchè non risultasse offensivo o razzista. Ed una piccola bandierina bianca non lo è. E così anche quella volta si salvarono capra e cavoli.
        Invece nel settore ospiti di Cagliari (ottobre 2017) le aste di 120 cm. in PVC passano senza problemi. Ma ahimè a Bergamo Orio al Serio tali oggetti sono considerati bagaglio ingombrante e quindi non possono essere imbarcati in cabina. Come si risolve il dilemma? Semplice. Basta usare 3 aste di 50 cm. ciascuna, ognuna di diametro leggermente più piccolo dell’altra. Poi si infilano una dentro l’altra e si creano così le aste telescopiche. La cui misura totale da chiuse è di 50 cm. Ryanair le autorizza, le autorità aeroportuali anche. Quando si arriva allo stadio si estraggono e si uniscono tra loro con il nastro adesivo, rispettando rigorosamente la misura massima di lunghezza di 120 cm.
        Ricordalo, ti verrà buono per la prossima volta che incontrerai lo zelante di turno senza un briciolo di buon senso…

        • bardamu scrive:

          Fantastico compendio su come aggirare con arguzia la tragicomica burocrazia.
          Ne approfitto per farti i miei più sinceri complimenti per il bellissimo pezzo che forma l’oggetto di questo topic ( che mi era stato inviato via uozzapp dall’amico Begbie ) e per esprimerti la mia più totale e partecipata solidarietà per un provvedimento che spero non sia stato preso.
          Certo che fa un po’ specie, per non dire rabbia, pensare ad una “giustizia” come quella italiana che fa sì dei signori di napoli vengano a cercare di devastare un bar e aggredire i suoi occupanti e non ne sia ancora stato identificato solo uno; o che nei cortei delle zecche in cui vengono devastate città e feriti poliziotti non si riesca a riconoscere un solo partecipante. Mentre basta che un tifoso gialloblù emetta un peto e spuntano filmati e registrazioni.
          Non meraviglia, né stupore, solo tanta rabbia…

          • Caro amico Bardamu, io sono uno di quelli vecchio stampo.
            Il buon Tuffi in persona mi ha insegnato che gli amici degli amici, sono sempre e comunque amici.
            Che il Begbie ti avesse mandato il mio messaggio whatsapp non lo sapevo.
            A me ha risposto subito, domenica mattina alle 8.
            Dandomi del maledetto teppista.
            Da che pulpito…

            • bardamu scrive:

              A mi per la verità el Tuffi, ma soprattutto el Max, i me dava scopeloti perché fasea el saluto col braccio teso… :-)

      1. Luca scrive:

        CURVA SUD MARCHE
        CESARE, ma perché è già stato notificato? non avevo capito e me ne scuso!

        • Scuse accettate, ci mancherebbe.
          No, non mi è ancora stato notificato nulla, a onor del vero.
          Ma nutro ben poche speranze, con quello che sta succedendo ultimamente da queste parti.
          Comunque se per ipoteticissima ipotesi domenica fossi ancora libero, sappi che mi farà davvero piacere offrire a te e a tutti i lettori qui partecipanti una bella birra gelata, in compagnia.
          E quello che prometto lo mantengo sempre!

        1. IL SAGGIO DICE scrive:

          Quando sono stato in Tibet a meditare , per aumentare il mio livello di saggezza , ho proprio pensato a questa norma dei 120 centimetri. Mi sono recato dal maestro d’ armi Mona Koh , il quale mi ha rivelato che nel Kendo Da Stadio un bastone é meglio che sia sotto il metro e venti , se voglio fare realmente male a qualcuno. Piú lungo é e piú sará difficile colpire qualcuno con efficacia , in caso di resistenza non passiva. Mi ha poi dato in mano una canna da pesca lunga tre metri e mi ha detto di cercare di colpirlo con forza. Non ci riuscivo , il maestro si muoveva agilmente come una carpa rispetto al mio lento oscillare del bastone flessibile. Quindi il saggio Mona Koh mi ha detto che le nuove regole del Kendo Da Stadio lo rendono ancora piú pericoloso di quelle vecchie , a meno che le aste lunghe tre metri non vengano unite per costruire un Bangalore che colleghi le due curve a 120 metri di distanza.

          1. bardamu scrive:

            Leggo solo ora che in est è stato arrestato un 22enne per aver fatto esplodere un petardo. Uno di quelli che ci ammorbano i pomeriggi da Natale all’ultimo dell’anno.
            Riempiremmo 2 o 3 carceri solo a Verona se tutti i cretini che fanno esplodere petardi venissero arrestati.
            Ma va ben. Dura lex, sed lex.
            Nel frattempo siamo ancora in attesa di sapere i risultati delle indagini sui simpatici napoletani che in occasione della partita col ceo sono venuti a render visita ad alcuni nostri tifosi mentre erano in un bar di corso Cavour.
            Eppure dalla spocchia e arroganza del rappresentante delle forze dell’ordine in una trasmissione di telarina, che minacciava querele a destra e a manca nel silenzio prostrato dei politici presenti ( l’unica che, ad onor del vero ha tentato di protestare timidamente era stata la giornalista Vaccari ) ci si sarebbero aspettati arresti dei responsabili nel giro di pochi giorni.
            E invece nulla, nel mutismo dei nostri ( ? ) rappresentanti in parlamento e in municipio, e con l’assordante silenzio dei media veronesi.
            Complimenti vivissimi a tutti.

            1. Luca scrive:

              CURVA SUD MARCHE
              caro Cesare, problema già risolto in quel modo la partita dopo!
              Buona giornata a tutti e ci vediamo domenica.
              Avanti Blu!

              1. hearthellas scrive:

                Il racconto mi ha sinceramente emozionato.
                Io non ho avuto la fortuna di Riccardo nell'incontrare una persona come Cesare, ma mi sono ritrovato a tifare Hellas da sempre, in un una famiglia dove mio padre non era di Verona e mia madre non era interessata al calcio. Lo considero ancora oggi una specie di miracolo che solo il grande cuore Hellas poteva avverare. Quel senso d'identità nell'essere già da bambino abituato a non vincere sempre, a stare dalla parte di chi deve lottare per ottenere qualcosa di anche piccolo, a rialzarsi quando si cade, senza abbattersi nelle difficoltà. Tutto questo oltre ad una squadra di calcio era per me l'Hellas all' affacciarsi degli anni '90 (sono dell'83) e sono sicuro che ci siano altre storie come la mia.
                Un grazie di nuovo a Cesare e a chi come lui fa in modo di tramandare certi valori e passione vere ed a Micheloni per avere ricreato uno spazio che si era perduto da tanto tempo.

                1. Non sono qui per scrivere dei bilanci taroccati di questa società tanto ricca di chiacchiere e tanto povera di umanità.
                  Non parlo dei nuovi diritti televisivi che hanno generato tanta linfa mediatica, prima del tutto sconosciuta, in un personaggio che nemmeno voglio nominare, tanto è grande il mio disprezzo nei suoi confronti.
                  Non spreco più tempo per criticare dei dirigenti che sono più commercialisti che sportivi.
                  Ho già detto tutto tanto tempo fa di un allenatore che è capace di fare di il lavoro per il quale è stato chiamato tanto quanto sono bravo io nel citare i brani di letteratura epica o i passi della Bibbia.
                  I giocatori di questa squadra sono solo dei professionisti pagati per giocare. Chi più paga più ha probabilità di accaparrarseli, almeno finchè li continuerà a pagare. Fu così anche per gente come Giovanni Dalle Bande Nere e la sua compagnia di ventura. Pretendere amore per la maglia dai mercenari è come sperare in un acquazzone nel deserto del Sahara a luglio.
                  Oggi voglio scrivere solo per ringraziare 3 persone speciali.
                  La prima è Mauro Micheloni che ho imparato a conoscere ed apprezzare sul serio solo da alcuni mesi, pur avendolo conosciuto per sbaglio tanti anni fà. Grazie per accoglierci tutti quanti, Mauro. Un blog come il tuo mancava per davvero. Un blogger come te ancora di più.
                  La seconda persona si chiama Riccardo ed ha solo 8 anni. Sabato mi ha dato modo di rivedermi in lui, 49 anni dopo. Sono sicuro che tra alcuni anni Riccardo sarà in prima fila al Bentegodi, intento a sventolare una grande bandiera gialloblu.
                  La terza è la più importante di tutti, anche perchè non c’è più ormai da anni.
                  Si chiamava Paolo Trabucchi. Era uno di quelli presenti quella sera del 30 novembre 1971 presso il BAR OLIMPIA di Piazzetta Isotta Nogarola. Lui mi ha insegnato ad amare il Verona. Lui mi fatto capire davvero cosa significhi tifare per questa maglia e per questi colori. Lui mi ha inculcato certi valori, che a mia volta cerco (senza mai riuscire ad eguagliarlo) di trasmettere a qualche piccolo, giovane tifoso. Sperando che possa un giorno ricordarsi dei miei insegnamenti, così come io mi ricordo di quelli dell’amico Paolo Trabucchi, dopo oltre 49 anni. Grazie ancora di cuore, grande Tuffi!

                  • fenomeno scrive:

                    Cesare, è il mondo che ha perso l’umanità, è il mondo che è diventato social, si è brandizzato, si è internazionalizzato, ha bisogno di feedback, di media partner, di magliette home ed away….il tuo a me è sembrato un gesto normale, in questa epoca “drogata” invece viene enfatizzato, anche da te stesso, come gesto straordinario….

                    • Cesare Settore Superiore scrive:

                      Hai detto delle cose giustissime. Ma io non ho enfatizzato il mio gesto, proprio per nulla. Perche’ non e’ stato un gesto straordinario, vado fiero di poter dire di averlo fatto anche varie altre volte con altri giovani tifosi. Una sola cosa e’ certa. Il sorriso del piccolo Riccardo e l’emozione che traspariva nei suoi occhi durante quello sventolio erano davvero sinceri. Quelle sono le cose che vanno dette ed enfatizzate. Ma finche’ ti limiti ai proclami ed alle critiche dietro una tastiera, certe emozioni non le potrai mai capire. Ne enfatizzarle.

                      • Fenomeno scrive:

                        In realtà non avevo alcun intento critico nei tuoi confronti, anzi…mi faceva specie che un bel gesto genuino stia diventando merce rara da dover essere messa in evidenza…comunque stai criticando e lanciando proclami anche tu da dietro una tastiera

                  1. IL SAGGIO DICE scrive:

                    Cesare , prega chi ritieni opportuno che non ti abbia visto il prode Steward , altrimenti ti porteranno presto in gattabuia per adescamento di minore. Lí cercheranno di farti capire che é una cosa sbagliata , attraverso interminabili colloqui con Don Phil Pedo , prete lobbista americano e azionista di una squadra che tu adori perché ha gli stessi colori e simboli della tua. Altolago ha giá preparato il cianuro da portarti in cella per un onorevole suicidio.

                    • Grazie per l’incoraggiamento.
                      Prego avvisare Altolago che durante l’ultima seduta dall’odontotecnico ho già provveduto a farmi installare una capsula speciale dal contenuto similare. Si potrà pertanto risparmiare un viaggio dal nord del Benaco fino alla ridente località di Montorio.
                      I proventi risparmiati li potrà donare alla fondazione P.A. Luan che si occupa del recupero dei disadattati che non hanno trovato di meglio da fare che affiliarsi alla famigerata North Side.
                      Organizzazione criminale di stampo clerical-popolare con lo scopo dichiarato di raccogliere monetine da 50 cents da inserire nella slot della macchinetta del tamburo, una volta ogni 14 giorni.
                      Sabato sera ne avevano raccolte ben 8. Ogni monetina inserita corrisponde a DUE minuti DUE di un insopportabile tum-tum-tum peraltro tollerato a fatica dallo stesso Mr. Steward.
                      Solo perchè troppo impegnato con il pazzo ed il suo kit da piccolo chimico…

                      • IL SAGGIO DICE scrive:

                        Io mi aspetto un gesto solidale del Micheloni , ossia regalare al North Aids la drum machine con la quale incise le hit degli anni 80.

                      • altolago scrive:

                        elo istesso se porto na bosa de ciareto?
                        O coro el riscio de esar meso dentro ensieme al Cesare per trasporto de liquido infiammabile (el cor).
                        Ps.col cuco che devolvo a qualche asociasion. Piutosto ofro n’ultima piseta, prima del suicidio assistito direttamente dal primario in abito talare, a Cesare e al secondin (basta che no el sia en tristo).
                        Saluti burloni, ma gavì miga altro da far?

                    1. Arnoldfranco scrive:

                      Un’ammonizione ai genitori del piccolo Riccardo, par non averghe comprado LA BANDIERA e un plauso a Cesare!!!

                      1. IL SAGGIO DICE scrive:

                        Sinceramente mi stupisce il fatto che ti soffermi su una cosa normalissima come quella fatta da Cesare e sorvoli sulla cro aca nera che piú nera non si puó. Un pazzo é entrato in tribuna con un kit del piccolo chimico ed é riuscito a costruire nei bagni un ordigno termonucleare che non é esploso in tutta la sua potenza solo grazie al coraggio di un certo Steward , americano che odia le armi , che si é lanciato di pancia sopra all’ ordigno e ha attutito la deflagrazione. Immediato l’ arresto dell’ Unabomber nostrano . Steward verrá promosso all’ antimafia e spedito a Napoli ad indagare sugli strani rumori che si odono provenire da ogni settore. Alcuni , sicuramente complottisti , sostengono che siano petardi o bombe carta e che sia impossibile arrestare i fabbricanti. Riuscirá Steward a riportare la Pace anche lí ? Forza Steward

                        1. maurizio scrive:

                          …. ho dimenticato Bari! ….. dove abbiamo vinto!

                          1. maurizio scrive:

                            Mio nipote ha appena compiuto 9 anni. In maggio gli scade la tessera del tifoso: quindi, questo è il quinto anno che è abbonato. In trasferta a Ferrara, Sassuolo, Parma, Frosinone, Vicenza, Modena, Cesena Carpi, Roma, Milan e … Benevento! Allo stadio sventola la bandiera acquistata a Cesena, cara, gioisce, urla e, a fine gara "saluta" i tifosi avversati: io ….. la mia parte l'ho fatta!

                            1. Maxhellas scrive:

                              Bravo Mauro!

                              Quanto scritto da Cesare merita sicuramente di essere messo in evidenza.

                              Ogni spiegazione di cosa significa essere tifoso del Verona è racchiusa li dentro!

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