14
ago 2018
AUTORE micheloni
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440

B a 19? giusto così… ora anche la A a 18.

E così si è arrivati alla B a 19 squadre (sarebbe stato meglio a 20 così da evitare i turni di riposo),  con tanto di calendario per la prossima stagione e gli inevitabili ricorsi che seguiranno.

 

Sono anni che si parla di riformare i campionati ma alla fine tutto resta immutato.

L’occasione del fallimento di Bari, Cesena e Avellino sembra tuttavia aver dato il “la” ad un cambiamento storico che farà senz’altro da precursore ad una futura Serie A a 18 squadre.

 

E a conti fatti a mio avviso, è per entrambe le categorie, la cosa migliore.

 

Da qualche anno a questa parte stiamo infatti assistendo a fallimenti in serie in Cadetteria e in Serie A ad un copione che si ripete, con almeno una squadra condannata alla retrocessione a nemmeno metà torneo e una seconda a metà del girone di ritorno.

Formazioni totalmente inadeguate alla categoria che nulla danno (a qualsiasi livello, sportivo ed economico) e tanto tolgono.

 

Senza dubbio anche i paracadute appannaggio delle retrocesse sono complici di questa situazione, basta fare due conti.

 

Una squadra di provincia neopromossa in A dovrebbe spendere tutto o quasi delle entrate per essere minimamente competitiva e sperare in una salvezza comunque difficile da conquistare.

 

Immaginiamo invece che gli investimenti in serie A siano minimi e venga da subito messo in conto di retrocedere. Dei circa 30 milioni di entrate, se ne possono mettere da parte almeno una decina netti, che sommati ai 10 di paracadute una volta retrocessi, fanno 20.

E chi li ha mai visti venti milioni di guadagno in due anni?

 

Per dirla in breve una promozione e immediata retrocessione portano una valanga di soldi nelle tasche delle società e fanculo i tifosi e la loro passione.

 

C’è poi l’aspetto del prestigio che è direttamente proporzionale a quello economico, sul quale anni fa Lotito aveva provato ad accendere i riflettori.

In sintesi, il presidente della Lazio sosteneva che il valore della Serie A  si abbassa di brutto con squadre come Frosinone, Empoli, Benevento, Crotone, Cesena, Pescara (per citare le retrocesse degli ultimi 5 anni) a cui si possono aggiungere i vari Chievo, Spal e Sassuolo il cui apporto in termini di abbonati, appeal di squadra ospite e seguito televisivo, sono inferiori a tante squadre di B, (Verona e Palermo per dirne due).

Perché non ho inserito l’Hellas Verona nell’elenco delle “provinciali inutili” al sistema calcio italiano?

Per quanto fatto sul campo nel recente passato avremmo dovuto essere i primi della lista,  ma storia e prestigio dei gialloblù non possono essere certo equiparati alle compagni di cui sopra.

 

Io sarei per un’organizzazione dei campionati all’americana (dove determinate regole economiche, societarie e strutturali  valgono per tutti gli sports professionistici più famosi, dal basket al football, dall’hockey al baseball).

Stadi all’altezza, soglia minima di supporter (abbonamenti), introiti minimi garantiti alle pay-tv.

Se rispetti questi standard partecipi, altrimenti grazie e un “si accomodi” tra i semi professionisti o addirittura i dilettanti.

 

So che ciò è in totale contrasto con i principi sportivi più elementari dove chi se lo è meritato sul campo ha tutto il diritto di giocare in A o in B, a prescindere da storia, prestigio e seguito di tifosi.

Ma detto tra noi, che il mito di Ronaldo ci azzecca qualcosa col Chievo Verona? Dove verrà venduta nel mondo la super sfida Juventus-Empoli? e Frosinone-Inter? Figuriamoci Spal-Chievo.

 

Abbiamo fatto del calcio un business? E business sia.

Parlare di valori oggi sa infatti di retorica ipocrita se non di  di autentica presa in giro.

 

 

 

12
ago 2018
AUTORE micheloni
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NON È QUESTO IL NOSTRO TORNEO… ma bisogna far presto.

Personalmente ho sempre considerato la Coppa Italia un’enorme spreco di tempo ed energie fisico-mentali al punto da tirare un sospiro di sollievo ad ogni eliminazione.

Quando non hai praticamente nessuna probabilità di arrivare in fondo e con in più la formula della gara secca sempre in casa delle più forti, la scelta migliore è uscire prima possibile così da dirottare tutto il lavoro sull’unico obiettivo importante della stagione, la promozione diretta in serie A.

Ma così è come la vedo io ovviamente.

Certo uscire al primo test importante contro una formazione di Lega Pro seppur candidata al ripescaggio in B, fa male e mette a nudo le tante criticità che una così imponente rifondazione in termini di nuovi giocatori, inevitabilmente crea. Meglio adesso che poi comunque.

Ho già ribadito in un mio precedente post come Fabio Grosso non abbia potuto contare su una struttura di squadra pre esistente.

Il parco giocatori ereditato dalla gestione Fusco-Pecchia era di una mediocrità imbarazzante, così come il livello di gioco espresso.

Bisognava resettare e ripartire da zero. Lo si è fatto ma questo ha un prezzo.

 

Serve tempo e un grande lavoro per amalgamare il gruppo, dare un’identità di gioco, affinare i mille dettagli che nel calcio di oggi fanno la differenza. Solo dopo la qualità dei singoli peserà come deve sull’esito finale.

 

Non mi preoccupa quindi che una buona squadra di Lega Pro che vale una mediocre di B, abbia messo in difficoltà un Verona tecnicamente superiore come organico ma ancora  totalmente disorganizzato e lungi dall’aver trovato meccanismi, organizzazione e sistemi di gioco efficaci.

 

Seguo da troppi anni il calcio per non sapere che più giocatori nuovi corrisponde a più tempo per far quadrare il tutto. E nessun tecnico possiede la bacchetta magica per abbreviare i tempi

Dawidowicz è qui da una settimana così come Marrone, Ragusa da due, Henderson e Balkovec idem (considerato che solo il 1 agosto hanno ottenuto il regime di svincolati e hanno potuto allenarsi con il gruppo).

Troppo poco per pretendere un’identità di gioco e di squadra.

 

È un Verona “work in progress“ e non è quindi il caso di aprire sterili processi alla prima difficoltà.

 

Chissà che un rinvio anche di una/due settimane dell’inizio del campionato di B non sia benefico al tecnico per portare la squadra ad un livello atletico ottimale e che questi pochi giorni dalla chiusura del mercato facciano chiarezza sulle situazioni ibride che male hanno fatto al Verona lo scorso anno e vorremmo sinceramente non rivivere.

 

E perché no, magari vedere qualche ulteriore rinforzo (personalmente in fatto di esterni di difesa tra Eguelfi, Almici, Balkovec e Crescenzi non vorrei per paradosso arrivassimo a rimpiangere Souprayen).

 

D’Amico ha fatto in generale un buon lavoro, ma va detto subito: “non è tutto oro quel che luccica” e lui lo sa.

 

03
ago 2018
AUTORE micheloni
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3.739

… A CESARE QUEL CHE È DI CESARE

ACQUISTI

Gustafson

Tozzo

Crescenzi

Eguelfi

Di Carmine

Henderson

Balkovec

Laribi

Marrone

Ragusa

Cissè

Saveljev

Boldor

Almici

Dawidowicz

 

 

Alla luce di questo e con altri 20 giorni di mercato, accusare il DS Tony D’Amico di immobilismo sa di assenza dalla realtà.

 

Certo, quantità non è sempre sinonimo di qualità e quindi ognuno è ovviamente libero di vedere un Verona rinforzato o indebolito. Libertà di pensiero assoluta. Meglio ancora se scevra da pregiudizi di sorta.

 

Personalmente ritenevo necessario un imponente arrivo di facce nuove per ridare tono ad un ambiente a dir poco frustrato dopo la deprimente stagione scorsa.

In attesa di capire valore e prospettiva dei vari Almici, Eguelfi, Gustafson e giovani vari non posso non prendere atto che giocatori come  Laribi, Henderson, Di Carmine, Marrone, Ragusa e Dawidowicz sono figure di tutto rispetto per la categoria.

 

Molto è stato fatto. qualcosa resta ancora da fare… sopratutto dietro.

E una volta chiarito il destino di Pazzini sarà più facile dare un valore a questa campagna acquisti.

 

Solitamente la forza di una retrocessa sta nel poter sfruttare gran parte di una  rosa che, rivelatasi inadeguata per l’obiettivo salvezza, è comunque tanta roba se posta in ottica serie B.

 

Ebbene il Verona non ha potuto permettersi nemmeno questo vantaggio, per due semplicissimi motivi: il primo è la rosa della scorsa stagione, talmente scarsa da risultare oggettivamente tale anche in una serie inferiore. Il secondo che la maggior parte dei giocatori era in prestito o a fine contratto e vuoi per scelta societaria, che loro, di fatto non sono più gialloblù.

 

Per questo il lavoro del DS D’Amico era a mio avviso ancora più difficile… perché rifondare è assai più complicato che correggere un gruppo con qualche buon inserimento mirato (vedi Benevento).

 

So che molti tireranno ancora in ballo l’aspetto economico e le tante considerazioni dette e ridette mille volte. È un loro diritto ci mancherebbe.

Ma vedere sempre e solo nero anche quando si evince qualche sprazzo di lavoro ben fatto sa di integralismo ideologico.

 

E detto da uno che a presidente e società non ha risparmiato nulla, ritengo che ogni forma di integralismo (religioso, politico, sociale e ideologico) sia a suo modo pericolosa e controproducente.

Si può contestare la figura di un presidente e l’operato di una società anche prendendo atto che sono arrivati nuovi giocatori sulla carta più che validi per provare a risalire da subito in Serie A (speranza questa che spero sia auspicio di tutti: anti-Setti e non).

 

 

Detto questo, imperativo: COMPLETARE  LA DIFESA!

 

 

 

 

25
lug 2018
AUTORE micheloni
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4.263

RIDIAMOCI SU…

DI CARMINE: OBBLIGO DI RISCATTO SE IL VERONA FA UN PUNTO. I forti timori del presidente del Perugia.

 

DOPO HENDERSON E BALKOVEC UN ALTRO EX BARI, SOMMA, NEL MIRINO DEL VERONA: D’Amico: ad averlo saputo prima risparmiavo i soldi di Cissè…

 

FALLIMENTO BARI: il Verona ci prova anche su San Nicola… malcontento di San Zeno.

 

QUOTA ABBONAMENTI: testa a testa col Chievo…

 

“STIAMO LAVORANDO PER MIGLIORARE”… (che difficile però fare interviste senza poter dire “siamo in crescita)”.

 

GROSSO 2: “DUE SOLI INFORTUNI IN TUTTO IL RITIRO, SIAMO SODDISFATTI”. Il preparatore atletico in bicicletta a Madonna Corona per ringraziare la Madonna.

 

IMPROCEDIBILITÀ CHIEVO: fermento al carcere di Montorio. Tutti vogliono l’ avvocato dei clivensi!

 

BARRESI IN OTTICA MILAN: vuoi vedere che avevamo un fuoriclasse in società e non ce ne siamo accorti?

 

“SETTI ORA PARLA CON I FATTI”: al termine i “fatti” gli hanno chiesto un euro per tornare a casa.

 

“NON FAREMO L’ABBONAMENTO PER CONTESTARE LA SOCIETÀ”: cortei di protesta dei titolari di banchetti di birra e panini con la salsiccia fuori la Curva Sud.

 

CURVA SUD: “NOI FAREMO L’ABBONAMENTO”: rientra la protesta dei paninari.

 

TUTTOMERCATOWEB: si cerca la talpa di Via Belgio che spiffera le mille offerte che appaiono ogni giorno sul sito.

 

IL MIO GRANDE AVVOCATO GUIDO BEGHINI: “sono in ferie vedi di non scrivere cazzate”

 

IO: “azz mi è scappato il dito su pubblica”

 

AII (Associazione Ironici Italiani): “Va tranquilo vecio” (Sezione di Verona)

21
lug 2018
AUTORE micheloni
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2.198

PUNTO (e a capo)

Presto o tardi arriva sempre il momento in cui bisogna smettere di guardare indietro e concentrarsi sul presente… è infatti il solo modo per tornare a guardare al futuro.

 

Non si tratta di mettere una pietra sopra a nulla sia chiaro. La realtà rimane quella che è… Setti è quello che è.

 

Ma ad un mese dall’inizio del campionato, quando si è detto di tutto e di più su Società, Grosso, D’Amico e sulla grande disaffezione dei tifosi, trovo giusto tornare a parlare di calcio giocato, di campo, di giocatori, di moduli, criticità e prospettive.

 

Personalmente rifuggo da qualsiasi forma di estremismo (dai “quasi nessuno” che vedono un ottimo Verona,  ai tanti disfattisti che ci vedono giá retrocessi il Lega Pro).

Ecco perché proverò a fare una  disamina generale ad oggi sul mercato, scevra da pregiudizi di qualsiasi tipo (DS figlioccio di Fusco ecc. ecc).

Un richiamo a tutta l’onestà intellettuale che alberga in me insomma. Ci provo almeno.

 

La linea di mercato va detto è quella classica “settiana”, ovvero  “vendere, incassare, comprare a poco, possibilmente a nulla”.

Dare colpe al DS di questo è ingeneroso. Se lavori con Setti è così. Punto.

 

Il fatto poi di aver approfittato del fallimento del Bari per ingaggiare un paio di giocatori a mio avviso validi, senza pagarli in quanto svincolati, lo trovo semmai un merito e non una colpa.

 

Sino a qualche settimana fa confesso la mia totale insoddisfazione.

Almici, Crescenzi, Gustafson e Laribi (con solo quest’ultimo di valore superiore) lasciavano alquanto a desiderare.

 

Dopo l’arrivo di Henderson e Di Carmine, oltre a Eguelfi e Balkovec, la rosa inizia a prendere corpo, e con qualche aggiustamento in difesa dico che bisogna essere “gufi alla morte” per vedere in questo Verona una formazione che lotta per non retrocedere in Lega Pro.

Se mi chiedete se a fronte delle entrate mi sarei aspettato di più vi dico: e certo!.

Il bicchiere però è questo. Ognuno può vederlo come vuole: mezzo pieno (Setti avrebbe potuto fare anche peggio)  o mezzo vuoto (con oltre 30 milioni di entrate aveva di dovere di fare di più).

Resta il fatto che il bicchiere resta a metà e nessuna delle due correnti di pensiero è in grado di riempirlo. Punto.

 

Manca un mese alla parola del campo. Qualcosa si è fatto. Tanto ancora è da fare, soprattutto in difesa.

 

Chiedo tuttavia a voi amici un atto di sincerità.

Chi di voi rimpiange oggi i vari Fares, Valoti, Viviani, Brosco, Bearzotti, Buchel, Petkovic e altri che se ne sono andati? Suvvia, ma ve li ricordate in campo?

 

C’è un campionato da vincere. E questo per un vero tifoso dell’Hellas Verona deve valere di più di qualsiasi idiosincrasia nei confronti di Società e presidente.

 

Non smetterò di lottare tranquilli… se servirà in prima linea, come sempre…  ma sento crescere dentro quella voglia di tifare per il “mio” Hellas Verona che vive in me da sempre

Devo per questo sentirmi in colpa? MAI. (e a capo)

17
lug 2018
AUTORE micheloni
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2.875

ALLA DERIVA… NEL MARE TEMPESTOSO

Di fronte ai sentimenti spesso e volentieri le parole sono inutili, vacue, talvolta meno assordanti del silenzio.

 

Mai come ora sento i tifosi smarriti, sfiduciati, i più addirittura rassegnati.

 

C’è disaffezione, un lento allontanarsi per non soffrire un minuto di più.

Perché tanto non cambia nulla.

Perché alla fine non contiamo nulla, o cercano di farci sentire tali,  o peggio ancora, scegliamo di non scendere proprio in campo.

 

Diventiamo spettatori inermi del più squallido dei saccheggi, l’anima di future generazioni che non sogneranno in gialloblù per colpa di qualcuno che di loro se ne è fregato, e forse dei loro padri che si sono arresi senza combattere, tronfi nello sventolio di bandiere bianche, in attesa  che qualcun altro si assuma oneri, senza onori. Comodo così. Molto comodo.

 

Se ti azzardi anche solo ad avere un’idea sei “contro”, sei “solo contro tutti”… solo, si, solo… … solo che stavolta i “tutti sono i tuoi”.

 

 

Abbiamo il tifo più bello del mondo ma ora che serve per tracciare la rotta giusta da seguire,  non lo sento nemmeno bisbigliare.

 

Così non va.

 

Siamo una nave alla deriva senza Comandante, dove le molte voci creano solo confusione e  chi come me ama navigare, sa  che ciò porta dritti dritti a frangere  sugli scogli per la peggiore delle fini.

 

Tifosi dell’Hellas Verona… mitici Butei, prima che sia troppo tardi, virate la prua verso il mare tempestoso, per male che vada vomiteremo l’anima, ma quanto meno la “nave” sarà salva.

15
lug 2018
AUTORE micheloni
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1.737

E LE STELLE STANNO A GUARDARE

La bellezza del calcio è che riesce talvolta a sovvertire i pronostici e zittire gli scettici.

 

Sarebbe quindi stupido a un mese dalla fine del mercato e relativo inizio di torneo fare un processo alle intenzioni basato sulle qualità e potenzialità dei nuovi acquisti.

 

La storia recente racconta di promozioni conquistate con gente caparbia, umile, disposta al sacrificio e tutt’altro che famosa.

Chiaro che la differenza la fanno i buoni giocatori e più ce ne sono meglio è, poi se al comando c’è un buon allenatore capace di creare il gruppo tutto diventa se non più facile certamente meno proibitivo.

 

Dico questo perché potrebbe accadere che Grosso si riveli un ottimo tecnico e D’Amico un potenziale grande DS, il che equivarrebbe ad un mea culpa collettivo e a tanta cacca da mangiare per le dovute scuse (come non ne mangiassimo abbastanza per colpa della Società).

 

Eviterò di scadere quindi nel cattivo gusto di considerare ora inadatti allo scopo (che rimane esclusivamente la promozione diretta in A) calciatori come Almici, Laribi, Boldor, Crescenzi, Gustafson o chi arriverà in futuro.

Come sempre sarà il campo a dirci se Tony D’Amico avrà lavorato bene o male.

Il fatto che Grosso dichiari di essere soddisfatto dell’attuale organico è molto ma molto preoccupante visto che parliamo della seconda peggior difesa e di uno dei peggiori attacchi della scorsa serie A. E se non lo vede un Campione del Mondo rimango senza parole.

 

 

Per il momento le cose stanno così:

 

Setti ha fatto le sue scelte. Non erano quelle auspicate dai tifosi. Se ne è fregato ed è andato avanti per la sua strada.

Lui è il presidente e può farlo ci mancherebbe.

Purtroppo non c’è nessuno attorno che gli ricordi che le “sue” scelte negli ultimi tre anni hanno partorito solo umiliazioni, squallore calcistico, risultati due anni su tre devastanti.

 

Da qui il consiglio di lasciare quell’atteggiamento borioso e supponente: quanto visto nell’ultima stagione impone “recie basse e còa tra le gambe” e non quell’aria da sborone ranzanesco.

 

So che un giudizio sulla sua presidenza si deve basare sulla totalità della sua gestione, ovvero dalla promozione in A mandorliniana ad oggi.

 

Ci mancherebbe. Una promozione e tre campionati in A di cui il primo con un esaltante 10 posto sono tanta roba.

Erano gli anni d’oro.

Quelli in cui si programmava, si investiva, si spendeva, si vinceva.

Il perché tutto questo da tre anni non accada più è ormai il segreto di Pulcinella (ma si può dire solo protetti da un nickname).

 

A dire della società nelle ultime tre stagioni i circa 80 milioni di euro provenienti da paracaduti e diritti televisivi a cui vanno aggiunti gli introiti degli abbonamenti e degli sponsor e soprattutto le  decine di milioni derivanti da cessioni di calciatori,  sono serviti giusto giusto a tenere i conti a posto.

Il fatto in sè che insistano nel farci credere che il Verona ha costi di gestione di circa 35-40 milioni di euro l’anno è inaccettabile e questo continuo piangersi addosso non funziona più da tempo (e il boicottaggio dei tifosi alla campagna abbonamenti ne è la dimostrazione).

 

Investimenti non ne vedo, acquisti di giocatori che possano generare future plusvalenze nemmeno, centro sportivo lasciamo perdere.

 

“Ci sono i bilanci” dichiara la Società.

“Tante cose non quadrano” risponde Verona col Cuore.

 

“E le stelle (dalle gialle fiamme) stanno a guardare… “

 

 

 

 

12
lug 2018
AUTORE micheloni
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CONFERENZA STAMPA AI RAGGI S e I (satirici e ironici)

D’AMICO: “vogliamo solo giocatori attaccati alla maglia”

(certi valori li ricordi al suo presidente non a noi tifosi)

 

 

D’AMICO 2: “Grosso è il nostro nuovo mister. E’ stata una scelta condivisa pienamente con il presidente”

(NO gentile Tony, Grosso è stata una SUA scelta, che in quanto low cost è stata chiaramente apprezzata dal SUO presidente).

 

 

D’AMICO 3: “Fabio rispecchia totalmente la nostra idea di calcio”

(“nostra idea di calcio?”, ma perché Setti ha un’idea di calcio? E da quando? Strano, nessuno se n’è mai accorto, giuro)

 

D’AMICO 4: “Chi verrà a Verona arriverà senza se e senza ma, per noi questa è la prerogativa fondamentale”.

- (ho girato la frase al mio amico psicologo per capirla… l’ho richiamato che stava lui stesso dallo psicologo)

(se ingaggia i giocatori con la loquacità espressa nella sua prima intervista arriveranno giocatori con al massimo la terza media… ma spero sia stata l’emozione della prima volta)

- (Consiglio le seguenti letture: “Italiano” di Gian Luigi Beccaria e “Come parlare in pubblico” di Dale Canergie)

 

 

GROSSO: “Setti? Ancora non ci siamo confrontati a lungo ma ci siamo già reciprocamente piaciuti”. (siamo a posto, un altro che crede alle favole).

 

GROSSO 2: “Il presidente è una persona ambiziosa che vuole riscattare la stagione passata”

(“ambizione e riscatto” sono parole nobili e non vanno MAI sprecate a sproposito).

 

GROSSO 3: “Pazzini? Ho parlato con lui, sono sempre stato onesto e leale con i miei giocatori“

(Mister cominci a non trattarci da trogloditi e a domanda risponda, sul serio però, non frasi fatte e senza senso come questa).

 

GROSSO 4: “La rosa che ho adesso non sarà quella della stagione che affronteremo. Alcuni andranno via, altri arriveranno“

(si chiama calcio mercato Mister… qui a Verona conosciuto anche  come “svendita totale” o “acquisti a costo zero”).

 

GROSSO 5: “Poco entusiasmo quest’anno?“

(poco significa che qualcosa c’è… sorry, l’entusiasmo è morto il giorno in cui abbiamo smesso di credere a questa società).

 

 

GROSSO 6: “Cissè? Ha grandi potenzialità“

(si certo e le dimostrerà appena sarà calcisticamente maturato, ovvero attorno ai 34-35 anni)

 

GROSSO 7: “ So di essere in una società ambiziosa che sta facendo di tutto per mettere a disposizione una squadra di qualità, capace di vincere il più possibile”

(ma ci crede a quello che dice? 20 milioni di paracadute e tra i 16 e 18 milioni di entrate da cessioni dal 1 gennaio ad oggi… Almici (pagato poco), Laribi (pagato niente), Cissè (pagato poco e per farla venire a Verona) le sembrano “colpi” in chiave promozione?).

(squadra capace di vincere il più possibile? No Mister dopo gli ultimi tre anni e la valanga di milioni piovuti sul Verona, questa squadra deve “vincere e basta” non il più possibile. Non ammetterlo è mettere avanti le mani e questo ce li fa girare, oh se ce li fa girare. Non sia complice o farà la fine di Pecchia.)

 

GROSSO – D’AMICO: nessuno dei due ha mai pronunciato le parole “Seria A”, “Promozione”  (scaramanzia o consapevolezza?)

 

 

TMW: “Di Gaudio. Il Parma chiede soldi”

(perché come volevano pagarlo, con capi della Manila Grace?)

 

 

CASO BARANA: “l’ufficio stampa dell’Hellas Verona annuncia che la prossima conferenza stampa sarà programmata appena conosciute le date delle vacanze di Francesco Barana così che egli sia effettivamente impossibilitato a parteciparvi”

- (l’ufficio stampa dell’Hellas Verona è formato da giornalisti “professionisti”… esattamente come il sottoscritto).

 

( ironia e satira… do you know Società Hellas Verona?).

 

 

 

 

 

 

 

06
lug 2018
AUTORE micheloni
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3.796

FASTIDIOSI-NUOVE MAGLIE-MAI CONTENTI

Il blog compie un anno.

Auguri a tutti e un grazie di cuore al Direttore Editoriale del TG Gialloblù nonchè amico Gianluca Vighini, ma soprattutto ai tanti, tantissimi tifosi che hanno dato un senso a questo spazio con interventi mai banali, giustamente incazzosi data la stagione fallimentare vissuta e sempre comunque intrisi di amore viscerale per l’Hellas Verona.

Non un anno facile, anzi. Qualche scivolone dovuto all’inesperienza e una bella querela per diffamazione ricevuta da Maurizio Setti. Non mi sono fatto mancare nulla diciamo.

Grazie anche alla vostra straordinaria correttezza mi vanto di non aver mai dovuto bannare nessuno. Nemmeno coloro che puntualmente frequentano il blog con il solo scopo di provocare e creare zizzania tra i tifosi.

Ciò non significa che sarà sempre così. Perché c’è momento e momento.

Ogni pensiero e opinione è degno di rispetto, ma so riconoscere i “rompicoglioni” che non scrivono per dire la loro, nè per stimolare un confronto, figuriamoci l’essere propositivi, ma solo per punzecchiare, infastidire, stimolare brutte reazioni o peggio ancora umiliare chi di suo è già quotidianamente offeso da una proprietà sempre più arrogante e prepotente.

A questi dico che mai come ora c’è bisogno di unità di intenti tra i tifosi gialloblù e non sarà certo questo mio spazio, l’arena in cui consumare lotte intestine tanto futili quanto ignobili.

Chi intendesse quindi perseverare in tali sterili provocazioni si accomodi pure… il dito su “banna utente” è pronto. Chi vuol essere il primo?

 

Capitolo “fastidiosi” chiuso, apriamo quello dei “mai contenti”.

Sono state presentate (in forma sempre più anonima e impersonale) le nuove maglie di gara dell’Hellas realizzate dallo sponsor tecnico Macron per la prossima stagione di B.

Volete sapere il mio pensiero? Non me ne fotte niente.

Mentre noi tutti ci scazzavamo sulle tonalità di giallo e di blu, qualcuno tramava strategie per sgretolare una grande realtà calcistica come l’Hellas Verona portandola ad un livello di anonimato, mancanza di credibilità e disaffezione mai riscontrati prima.

 

Giusto difendere la tradizione, i simboli e i colori dell’Hellas Verona ma non può una divisa di gara rappresentare un tema di discussione in un momento in cui una città e una tifoseria odiano (ricambiati) il presidente Setti che a sua volta non manca occasione per indebolire la squadra a suon di “prestiti” e “svincolati” in entrata, salvo rimpinguare le casse della società (speriamo solo quelle) a botte di milioni vendendo tutti i “meno peggio” della rosa.

Personalmente trovo le maglie “oneste” con finalmente  la giusta gradazione di blu e la seconda e terza maglia  a loro modo tutt’altro che ignobili.

Ciò che mi interessa è invece chi le indosserà.

Quanto chi le vestirà vorrà sputare sudore e lacrime per tornare in serie A, quante palle avrà per superare i momenti difficili, quanto carattere e personalità per imporre gioco e storia del glorioso Hellas Verona.

Possono fare la più bella maglia dell’Hellas Verona dal 1903 ad oggi ma se poi me la indossa il povero (incolpevole quanto scarso) Souprayen… di che stiamo parlando?

Basta quindi polemiche sterili. ORA PIÙ CHE MAI DOBBIAMO RESTARE UNITI.

 

Ho chiuso il mio precedente post con un appello a tifosi, imprenditori e governanti della città… e un grido: FERMATELI.

Rileggendolo però l’ho trovato un po’ alla “armiamoci e partite”; giusto quindi cambiarlo così:

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI… FERMIAMOLI !!!

 

 

 

 

05
lug 2018
AUTORE micheloni
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HELLAS… È SMANTELLAMENTO

Non che l’Hellas Verona pullulasse di campioni, tantomeno di grandi talenti, ma certo qualche bel profilo, magari non adeguatamente valorizzato, lo avevamo anche noi. .

Nomi che non hanno reso in gialloblù quanto ci si sarebbe aspettato e forse nemmeno per colpa loro, se è vero che c’è chi ha passato anni tra terzino e ala o da centrocampista a mezzapunta e talvolta anche punta, smarrendosi in un labirinto di ruoli che non può non mandare in tilt.

Evidenti in tal senso le responsabilità degli allenatori che li hanno gestiti. Disastrosi non solo nei risultati ma evidentemente anche nella crescita tecnica di calciatori talentuosi gestiti da schifo.

Se tuttavia questi giocatori vengono oggi cercati da club di A significa che in qualche modo “altri” allenatori ne hanno individuato le potenzialità e convinti di poterli mettere al posto giusto farli rendere al meglio

Ecco allora il talento Bessa andarsene a metà stagione al Genoa dove rimarrà salutando definitivamente i gialloblù per un entrata credo di oltre 4 milioni di euro.

A seguire Fares, che frutterà alle casse dell’Hellas una plusvalenza di ben 3 milioni di euro.

Stesso destino e stessa plusvalenza se D’Amico chiuderà  per Valoti anch’egli come il marocchino quasi sicuro di tornare in A con la  Spal.

Aggiungiamo se non erro i 3 milioni di Bruno Zuculini al River e lascio a voi tirare le somme.

 

Parliamo di milioni signori, non spiccioli, che si sommano ai 20 di paracadute.

 

In entrata al momento un terzino e due centrocampisti. Uno in prestito con obbligo di riscatto, uno  svincolato e uno in prestito secco.

 

Mi perdonerà il buon D’Amico ma se fare il DS è vendere la qualità e comprare al discount lo so fare anch’io e detto tra noi non credo che farei tanto peggio.

 

Al Verona per ripartire serve aria fresca e quindi sono in linea di massima favorevole ad un ricambio sostanzioso di giocatori, molti dei quali segnati dalla dura contestazione nei loro confronti la stagione scorsa.

 

Incassare però tra oggi a un anno la bellezza di circa 13 milioni spendendo al momento per il solo futuro riscatto di Almici (e quanto sarà mai?) sa tanto di smantellamento.

 

L’idea diventata ormai certezza tra i tifosi che Setti lascerà  dopo aver spolpato il patrimonio del Verona diventa a questo punto più che credibile.

 

Mi rivolgo a coloro che amano l’Hellas, al Sindaco  Sboarina (il Verona è patrimonio della sua città non lo dimentichi e lo difenda per quel che può), a quegli imprenditori che potrebbero se solo volessero rilevare la Società, a tutti i tifosi, ultrà e non… PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI… FERMATELI!