25
feb 2018
AUTORE micheloni
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2.006

BLOOD SWEAT AND TEARS

Verona-Torino era una di quelle partite da dentro o fuori.

Ebbene il risultato ci dice che siamo ancora dentro.
Non è stata una gran partita (abbiamo offerto di meglio) ma si è rivisto il cuore, quel battito in più degli avversari che fa arrivare primi sulla palla, che fa muovere le gambe anche quando non ne hai più, che ti fa credere anzichè cadere.

Una partita che ha sancito l’importanza nei quattro di difesa di un ragazzo come Ferrari, la leadership silenziosa ma autoritaria di Vukovich, la propensione offensiva di Valoti, ma che una volta di più ha evidenziato la pochezza di un centrocampo in cui spiace dirlo ma Calvano è al massimo un buon rincalzo e non un titolare (suo il pallone perso, tra i tanti, che ha dato il via al pareggio del Toro) e che forse quella casella libera in rosa, il “tirchio-presidente” farebbe bene a colmarla con uno svincolato di maggior qualità tecnica. Sempre naturalmente se alla salvezza ci crede.

Una cosa è certa. I giocatori ci credono, e sicuramente anche più di noi tifosi che tuttavia cerchiamo di far sempre la nostra parte, cantando e sostenendo i gialloblù.

Tra una lettera aperta e l’altra, tra un video-confessione e l’altro, in una penosa diatriba tra protagonisti attuali e passati delle recente storia gialloblù, il campo sentenzia intanto che non siamo ancora spacciati, anzi, se a Benevento…

È la partita della vita.
Serve un’impresa.
La prima di una serie.

Blood, sweat and tears… sangue sudore e lacrime… com’è giusto che sia… perché una resurrezione bisogna pur sempre meritarsela.

IO CREDO… RISORGERÒ (speriamo anche a nuova vita senza triade)

22
feb 2018
AUTORE micheloni
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1.661

L’AUTOIRONIA È RESILIENZA

C’era una volta, ai tempi della televisione in bianco e nero, un programma che rendeva tutti allegri… si intitolava “Oggi le Comiche”.

Charlot, Buster Keaton, i bambini di Simpatiche Canaglie, senza dimenticare Gianni e Pinotto, ma soprattutto Stanlio e Ollio (che a Verona non ho mai capito perché tutti chiamavamo “Oglio e Staglio”).

Quante risate. Eh si. Ridere fa bene, lo sanno tutti. E se si hanno buoni motivi per piangere ecco che recuperare dal profondo del cuore un sorriso fa ancora più bene.

Ma come trasformare le lacrime in sorrisi? Semplice… con l’autoironia.

Si, quella stessa autoironia di cui voi tifosi gialloblù siete maestri e che rappresentate da sempre in modo esemplare quanto originale.

Quale altra tifoseria infatti, di fronte alla lenta discesa negli inferi del fondo classifica intona il coro da funerale religioso “Io credo… risorgerò”?

Per non parlare poi delle tante risposte ironiche da voi postate sui vari blog.

Battute che regalano ilarità e più esaltano gli aspetti negativi di questo disastroso momento del Verona, più ne esorcizzano la drammaticità.

Dettagli, sfumature a volte cercate tra le righe, che mi rendono felice di avere nel blog Butei tanto originali quanto comicamente demenziali.

Butei che hanno nel loro DNA l’abitudine alla sofferenza ma anche il dono appunto dell’autoironia, dalla notte dei tempi foriera della più salda forma di resilienza.

 

Butei che riescono a sorridere e dimenticare tante bruttezze anche semplicemente incitando a mó di “discorso, discorso, discorso”, i proclami in stile “ducesco” del nostro grande unico inimitabile tifoso Batista… che per quante astrusità e insulsaggini possa declamare tra un olè e l’altro, mai raggiungerà per qualità e quantità quelle contenute nei 50 minuti del video-sermone-presidenziale.

 

Il che è tutto dire… … pardon, “tutto ridere”.

20
feb 2018
AUTORE micheloni
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2.409

FAKE-SCOOP… MAURO MICHELONI NUOVO ALLENATORE DELL’HELLAS VERONA!

Ma si presidente Setti, ci pensi… pensi allo scoop… sarà il primo presidente in Italia e nel mondo a fare una scelta scellerata e unica nella storia del calcio moderno… ma che dico… antico, moderno, passato presente e futuro.
L’unico… ma ci pensa??? Passerà alla storia… presidenteeee!

Si certo… so di essere per lei una delle persone probabilmente più odiate,
Ma suvvia… lo scoop vale il suo perdono nooo? E daiiii.
Consideri la mia proposta, che pur sembrando una sterile provocazione, le assicuro racchiude in sè una verità… amara, certo… molto amara… ma pur sempre verità.

PRENDA ME COME NUOVO ALLENATORE DELL’HELLAS VERONA!

Immagini i titoli sui giornali, i servizi di Sky… sarebbe un evento folle quanto epocale… ma ci pensa?

MAURO MICHELONI… EX DJ IN GIOVENTÙ, NOTO QUANTO DATATO CONDUTTORE TELEVISIVO E ATTUALMENTE FILMAKER GIRAMONDO, SCELTO DALLA SOCIETÀ COME NUOVO TECNICO DEL VERONA.

Non ho il patentino di allenatore certo ma trovare uno che lo possiede che si presti a fare da tecnico di facciata per rispettare le regole FIGC non sarebbe un problema… dai su… lo sa bene.

POSSO PROVARE A CONVINCERLA?

SEGUA ATTENTAMENTE IL MIO PROGETTO TECNICO.
- Perderò tutte le partite decisive, quelle insomma alla nostra portata e quindi da vincere a tutti i costi.
- Beh, per mero calcolo delle probabilità qualche incontro capiterà magari di vincerlo… prima o poi una squadra in crisi infatti purtroppo si becca sempre.
- Ma… tranquillo. Vedrò di perdere subito e possibilmente in modo ignobile le gare immediatamente successive. Sia mai che la tifoseria almenti inutili speranze.
- Garantisco inoltre partite in cui non tireremo mai in porta. Ma proprio mai. Anzi dirò di più. Riuscirò a farlo per due partite consecutive così da portare il record a 180 minuti senza tiri ed occasioni gol. Come dice?… è impossibile? Ma no dai, diciamo “difficile” ok? E comunque io credo nelle mie possibilità. Ce la farò. Ho grande stima di me stesso.
- Perdere per perdere lo farò poi nel modo peggiore, così da restare coerente con le modalità di retrocessione del nuovo corso dell’Hellas Verona. Ovvero da “rassegnati”.
- Farò coraggiose quanto incomprensibili scelte di formazione… talmente insensate da sembrare fatte per estrazione a sorte dei titolari.
- Metterò puntualmente giocatori fuori ruolo, sia mai che qualcuno si senta a suo agio e si inventa di sfoderare senza preavviso prestazioni superlative.
- Le dirò di più… mi supererò inventando nuovi ruoli per calciatori totalmente inadatti a ricoprirli. Roba che persino il Number One Josè Mourinho mi chiamerà per complimentarsi della novità che cambierà irrimediabilmente il modo di fare “pessimo calcio” a livello planetario.
- Sarò un grande motivatore… come? Nello spogliatoio? Nooo… e a che serve nello spogliatoio… presidente, che ha capito… nelle conferenze stampa pre partita no? È lì che so dare il meglio di me.
- Vedrà poi le mie capacità artistiche nel recitare la parte dell’allenatore affranto, distrutto per l’ennesima figuraccia ma allo stesso tempo fermamente convinto della salvezza del Verona. Roba da candidatura all’Oscar come ”miglior protagonista nelle interviste post partita“.
- E non si preoccupi… saprò essere un perfetto allenatore aziendalista disposto a rinnegare il rinnegabile pur di rispettare qualsiasi scelta sua o del DS Fusco.
- Accetterò tutto lo prometto… anche di lasciare Fossati in panchina sino al termine del campionato… così impara a dire di no…. Pensi che come punizione arriverei persino a preferirgli nel suo ruolo un trequartista come Valoti… o peggio ancora uno mai preso in considerazione da nessun allenatore manco in Lega Pro, come Calvano.

NOOOOO!!!!!
COME DICE PRESIDENTE? UN ALLENATORE COSÌ CE L’HA GIÀ?

COME?… … DICE CHE SA FARE PERFETTAMENTE E ANCHE MEGLIO TUTTO QUANTO NELLE MIE INTENZIONI?

OHH PECCATO… PECCATO DAVVERO. CI TENEVO TANTO.

Ma se servisse ripetere in futuro un ennesimo disastroso campionato come quello in corso mi tenga presente mi raccomando.

E poi pensi… risparmierebbe mezzo milione lordi di euro… mica bruscolini… si perchè io non le costerei proprio nulla… lo farei per amore dell’Hellas Verona… no presidente… no… no! parliamo di amore… si insomma, di amore… quello vero. Non so se mi capisce… non mi capisce vero? Già… chissà perché la cosa non mi stupisce.

COME DICE? SAREBBE PER ME IMPOSSIBILE FARE MEGLIO DELL’ATTUALE. TECNICO?
PUÒ DARSI… MA MI CREDA… SONO ASSOLUTAMENTE, INFINITAMENTE CERTO… CHE IO, MAURO MICHELONI, TUTTO FUORCHÈ UN ALLENATORE PROFESSIONISTA, NON RIUSCIREI COMUNQUE A FARE PEGGIO.

P.S.
si capisce il lato ironico o devo taiarla a fettine come la bondola?

17
feb 2018
AUTORE micheloni
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2.063

SI TORNA A GIOCARE… SI DEVE TIFARE.

Il nuovo corso in tema di comunicazione aperto da Setti ha acceso dibattiti sia televisivi che social di grande partecipazione e non c’è blog che non sia pieno di post, vuoi sulla trasmissione tv che ha visto ospite l’allenatore Pecchia, vuoi sul “video-risposte ai tifosi” del presidente.

La sensazione è che l’apertura al confronto sia stata in linea di massima apprezzata da molti, mentre al contrario, i contenuti espressi da entrambi abbiamo sortito l’effetto di ampliare ancor più la frattura tra Società e tifoseria.

Una diatriba che viaggia tra sentimenti e dialettica alla velocità virale del web… facendoci quasi dimenticare che torna il campionato e lunedì sera, il Verona scende in campo all’Olimpico con la Lazio.

Ci saranno i soliti irriducibili che non mancheranno di far sentire la loro voce nel catino romano e i più che seguiranno la partita in tv.

Voglio credere che per quanto contro pronostico e missione quasi impossibile, tutti, gli uni e gli altri tiferanno Verona, mettendo da parte per 90 minuti i rancori contro Società e tecnico.

Per quanto le parole scalfiscano il nostro presente, sono destinate a diventare esse stesse passato e il nuovo presente se si ama davvero il Verona più di ogni altra cosa non può che essere tifare e tifare ancora affinché si possa tornare con punti importanti in chiave salvezza.
Che ciò sia improbabile è dato dall’enorme differenza tecnica e non bastasse dal fatto che i biancocelesti arrivano alla sfida dopo tre sconfitte consecutive e in chiave Europa League ma soprattutto corsa al quarto posto per la Champions, non possono perdere altri punti per strada.

Per contro una sconfitta dei gialloblù non sposterebbe di un millimetro le convinzioni già espresse dal presidente sulla conferma del tecnico, quanto la sospresa di portare a casa punti preziosi non sposterebbe di un millimetro la mia.

Si torna a giocare e dico per fortuna.
Si torna a soffrire certo ma dovremmo essere ormai vaccinati.
Si torna a sperare perché siamo tifosi dell’Hellas.

Spengo quindi volentieri le polemiche per qualche giorno…
Non esiste infatti augurarsi una sconfitta per veder avvallate le proprie idee critiche in quanto la critica è in sè negazione della resa e speranza di riscatto.

Al proposito però vorrei dare un consiglio al presidente Setti:
Visto l’ammontare dei diritti tv del prossimo anno, ampiamente superiori a quelli attuali, che ne dice di alzare e di molto il premio salvezza?

Vedi mai che il dio denaro fa il miracolo che non ti aspetti?

15
feb 2018
AUTORE micheloni
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1.518

PECCHIA E IL MIO PERCHÈ DOVREBBE DIMETTERSI

MISTER PECCHIA, QUANDO SECONDO LEI UN ALLENATORE, A FRONTE DEL MANCATO ESONERO DA PARTE DELLA SOCIETÀ, PER UNA MERA QUESTIONE DI DIGNITÀ E RISPETTO VERSO SE STESSO, DOVREBBE DARE LE PROPRIE DIMISSIONI?

Era questa la domanda che avrei fatto a Mister Pecchia qualora avessi partecipato alla trasmissione di Vighini.
Non avevo tuttavia dubbi sul fatto che il termine “dignità” sarebbe volato via nel più assoluto silenzio come una piuma al vento.

Approfitto quindi del post del tifoso Cesare per ripostare dalla Treccani il termine “dignità”.
DIGNITÀ: Condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso.

Certo non semplice da decifrare in ogni concetto fondamentale, ma uno su tutti si rifà all’oggetto della mia domanda: “il rispetto ch’egli deve a se stesso”.

E IN QUESTO “RISPETTO CHE DEVE A SE STESSO” È INPLICITO QUANTO SEGUE:

- all’orgoglio di non mollare, esiste l’obbligo di chiedere seriamente a se stessi se si è o meno in grado di raggiungere un obiettivo o anche più semplicemente migliorare uno stato delle cose giunto a livelli disastrosi. È AUTOCRITICA

- Ripetere ad ogni post partita frasi del tipo “dobbiamo crescere”, “dobbiamo fare meglio”, “dobbiamo lavorare di più”, “abbiamo giocato male”, “abbiamo sbagliato l’approccio alla partita”, “abbiamo mollato nel finale”, “avevamo preparato bene la partita” È DERESPONSABILIZZAZIONE
- e che è mai questo continuo uso del plurale majestatis? Noi? Noi chi? Certo, i giocatori hanno le loro grosse responsabilità, la Società non ne parliamo, ma perché usare sempre il noi e mai “io”? È CINISMO E OPPORTUNISMO

L’AUTOSTIMA DEVE ESSERE SEMPRE CONTROBILANCIATA DA UNA SEVERA AUTOCRITICA, CIÒ AL FINE DI EVITARE CHE SFOCI IN SUPERBIA E OSTINAZIONE.

Non ho dubbi che l’autostima di Pecchia sia elevata… li nutro invece sulla sua capacità di essere critico in ordine al suo ruolo di allenatore.

LO FOSSE si sarebbe chiesto perché qualche buon risultato a parte ha rimediato sempre e solo scoppole, un ripetersi di errori ed equivoci tattici e sconfitte su sconfitte.

LO FOSSE si sarebbe chiesto se per caso questo roteare continuo di giocatori in ogni zona del campo o insistere su determinati giocatori chiaramente non pronti, o schierati fuori ruolo, non crei più danni che vantaggi. È ELEMENTARE

LO FOSSE si domanderebbe perché prendiamo gol sempre con le medesime modalità e nonostante gli allenamenti le cose non cambiano, anzi se possibile peggiorano. È DEPRIMENTE

LO FOSSE non predicherebbe dopo ogni fuoco di paglia (Milan e Firenze) un cambio di rotta che puntualmente non solo non avviene ma fa tornare la squadra a livelli preoccupanti di fragilità pregressa. È DISILLUSIONE

LO FOSSE non potrebbe ignorare il fatto che la squadra cambi radicalmente spirito e atteggiamento solo a seguito di ritiri punitivi fatti di duri allenamenti quotidiani (e non due orette al giorno per quattro giorn)i. È PROBLEMA PSICO-ATLETICO (chiederei al riguardo lumi a Vittorino Andreoli)

LO FOSSE eviterebbe ad ogni conferenza pre-partita di ”pensare positivo” ribadendo la necessità di tornare a far punti, salvo poi razzolare malissimo e uscire puntualmente sconfitti e umiliati. È ILLUSIONE
Perpetuare gli stessi errori, dinamiche tecniche e motivazionali e pensare che senza modificare alcunchè, qualcosa possa cambiare con la partita successiva. (e perché mai? e per opera di chi? dello Spirito Santo?) È FILOSOFIA DA “GRATTA E VINCI”

Allenare i reparti al fine di migliorarli e prendere puntualmente grappoli di gol o non tirare quasi mai in porta (record con la Samp 0 tiri in 94 minuti). È LA NEGAZIONE DEL CONCETTO DI ALLENAMENTO

La carne è carne e il pesce, pesce. E Valoti non sarà mai un centrocampista puro, così come Fares un terzino nella difesa a 4 (semmai esterno dei 5 di centrocampo in quella a tre), Rómulo terzino è indebolire il centrocampo più di quanto si rinforzI la difesa, È IL RITORNELLO DEI COMMENTATORI TV

Un falso 9 deve avere una caratteristica imprescindibile: essere un attaccante… proposti in quel ruolo nell’ordine Bessa, Valoti e Fares, che attaccanti non sono e segnano si e no un gol a stagione se va bene. È ABC DEL CALCIO

”PERCHÉ IL SUO GRADO, LE SUE QUALITÀ, LA SUA NATURA DI UOMO E IL RISPETTO CHE GLI È DOVUTO E CHE DEVE A SE STESSO”…. LO OBBLIGANO A DOVER ACCETTARE IL FATTO DI ESSERE CONCAUSA DELL’ATTUALE SITUAZIONE E CHE NONOSTANTE IL SUO GRANDE IMPEGNO DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA DI CAMBIARE IN MEGLIO NEL PROSSIMO FUTURO. .

IN UNA PAROLA… È DIGNITÀ.

13
feb 2018
AUTORE micheloni
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1.927

LA DOMANDA CHE IO AVREI FATTO A PECCHIA

Ho rivisto in streaming l’intervista a Fabio Pecchia nel programma tv di Gianluca Vighini e in primis ne ho apprezzato il coraggio a partecipare ad un confronto che ben sapeva essere pieno di domande scomode e accusatorie.
Egli è tuttavia un avvocato e sa bene come difendersi da qualsiasi attacco.
Ho letto anche i molti post che accusavano i presenti di aver ”poco infierito” nei suoi confronti, salvando il solo Francesco Barana, l’unico a detta della platea televisiva che con i suoi interventi avrebbe messo in difficoltà l’allenatore gialloblù.

Sposo per altro in pieno i post di Vighini e Gaburro che in modo concettualmente diverso tra loro, pongono l’accento sulle dinamiche diverse che reggono un dibattito in un salotto televisivo da quelle di un’aula di tribunale.

Detto questo, capisco anche i tifosi, che assetati di verità, avrebbero voluto quano meno sentirle determinate domande e poco importa se il “dimplomatese” a cui il mondo del calcio ci ha abituato avrebbe partorito risposte evanescenti o totalmente insufficienti.

Mi sono chiesto, fossi stato presente, cosa avrei chiesto io… beh, forse mi sarei limitato ad una sola e unica domanda che si badi bene non avrebbe accettato però alcuna risposta diplomatica.

Eccola:

MISTER PECCHIA, QUANDO SECONDO LEI  UN ALLENATORE, A FRONTE DEL MANCATO ESONERO DA PARTE DELLA SOCIETÀ, PER UNA MERA QUESTIONE DI  DIGNITÀ E RISPETTO VERSO SE STESSO, DOVREBBE DARE LE PROPRIE DIMISSIONI?

P.S
Parliamo di dignità. Quindi per favore evitiamo la solita tiritera del perché mai dovrebbe essere l’allenatore a dimettersi rinunciando a tanti soldi ecc. ecc.
La domanda ha un suo preciso fondamento e avrei davvero piacere se Mister Pecchia potesse gentilmente rispondere.
Immaginando tuttavia che ciò non avverrà mai sarei curioso di sapere la vostra, su quando un allenatore, pur rimettendoci, dovrebbe dimettersi.

12
feb 2018
AUTORE micheloni
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2.348

QUANDO, QUANDO, QUANDO!

Quando un allenatore denuncia un clima ostile senza chiedersi il perché di questa ostilità…

Quando un allenatore parla di passo indietro senza rendersi conto che non c’è mai stato un passo avanti…

Quando un allenatore non vede i propri limiti e non riconosce i propri fallimenti, ripetendo ad libitum la stessa solfa post partita da mesi…

Quando un allenatore non capisce che è giunto il tempo di arrendersi all’evidenza…

Quando un allenatore sposa un progetto che fa acqua da tutte le parti e anziché denunciarlo accetta qualsiasi diktat venga dall’alto…

Quando un allenatore accetta senza batter ciglio una rosa scarsa e accetta di vendere a gennaio giocatori importanti senza che siano adeguatamente rimpiazzati…

Quando un allenatore non impone alla Società le proprie esigenze ma al contrario subisce da questa decisioni punitive a carico di giocatori che depotenziano un organico già in sè mediocre…

Quando un allenatore in due anni non capisce che Rómulo terzino è un danno in fase difensiva e una perdita di qualità a centrocampo…

Quando un allenatore taglia fuori Souprayen perché scarso nella fase difensiva e insiste con Fares terzino, scarso a difendere quanto se non più di Souprayen…

Quando un allenatore pur di accondiscendere la linea dura del DS rinuncia ad un nazionale Under 21 a favore di un neoacquisto straniero apparso lontanissimo dal livello tecnico-tattico necessario per reggere il massimo campionato italiano…

Quando un allenatore chiede rotazioni di ruoli e compiti che fanno venir la nausea ai giocatori come i buteleti sulla giostra delle tazzine a Gardaland…

Quando un allenatore insiste con Calvano (da mistero in Lega Pro alla A, (preferendolo a Fossati epurato da Fusco), senza capire che per caratteristiche avere a centrocampo un doppione di Buchel non serve praticamente a nulla…

Quando un allenatore credendosi il padreterno pensa di trasformare un giocatore come Valoti in centrocampista…

Quando un allenatore non ha l’umiltà di chiedere scusa a tutti i tifosi del Verona per un campionato fallimentare sotto tutto gli aspetti…

Quando un allenatore è tutto questo e non si dimette .. È SENZA VERGOGNA!

10
feb 2018
AUTORE micheloni
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1.570

COME REPUBBLICA COL BERLUSCA… 10 DOMANDE A SETTI

Il post di Roby mi ha acceso una lampadina.

“Micheloni IDEA!!!! Riusciamo mica a fare una lista delle domande e delle risposte date dal presidente?”

 

Recuperare le fonti certe delle risposte con tanto di “quando e dove” sono state rilasciate è lavoro non semplice e richiede tempo.

Farlo senza verifiche significherebbe stare al gioco del presidente che altro non aspetta che un passo falso per passare a vie legali.

 

Ho invece un’idea più semplice e a mio avviso più efficace.

 

Ricordate il quotidiano Repubblica quando stilò le famose 10 domande per Berlusconi?

Domande che in attesa di risposta furono provocatoriamente pubblicate ogni santo giorno per mesi sul quotidiano.

Come a dire: noi non molliamo nella lecita richiesta di avere risposte.

Domande talmente scomode che mai hanno avuto risposta da parte dell’interessato ma che rappresentavano da sole un j’accuse pesante, a cui i silenzi del Silvio Nazionale non facevano che conferire credibilità e sostanza.

 

10 DOMANDE PER IL PRESIDENTE SETTI

 

CHE NE DITE?

 

(alla fine a pensarci bene è ciò che fanno alcuni dei nostri blogger, attraverso i post od ogni qualvolta in conferenza stampa hanno di fronte un rappresentante della Società, moltiplicato per mille, duemila, cinquemila mail)

 

E SE NON RISPONDE?

sarà la conferma che ci abbiamo azzeccato.

09
feb 2018
AUTORE micheloni
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2.043

ED “EGLI” FINALMENTE PARLÒ… par colpa mia.

Il saggio del mio povero nonno diceva: “a olte fasendo la roba sbajà te finisi sensa saverlo par far quela giusta”.
Infatti.
Se il Sig. Maurizio Setti Presidente dell’Hellas Verona F.C. è uscito dal guscio, (come citato nella sua odierna lettera aperta alla città) è “essenzialmente” per colpa/merito del mio post ad immaginaria firma di Giovanni Martinelli, con il quale, come egli sostiene, “ho superato i limiti” facendo traboccare il vaso della sua infinita pazienza.

Per questo dopo le scuse (dovute e sentite credetemi), mi sono cosparso il capo di cenere, ho scritto sulla lavagna 2000 volte “non devo parlare per conto dei morti”, per penitenza indosso il cilicio dal giorno del post incriminato e ho iniziato un percorso di autoflagellazione quotodiana partendo da 20 frustate, a scendere ogni giorno di una, appunto per 20 giorni. A questo aggiungo la rinuncia per punizione ai gnocchi del Venardi Gnocolar e ai galani de carneval.

Prometto di non rifarlo più (giurin giurello) anche perché non vorrei essere condannato per recidiva alla pena di un anno ”senza lesso co la pearà e tajadele coi fegadini”.

Battute a parte ho letto con attenzione la lettera di Setti.
Lascio a voi amici il compito di confutare ed eventualmente contestare le sue dichiarazioni premesso che approvo il suo invito a sostenere la squadra sempre e comunque nella difficile corsa alla salvezza.

Ciò che conta oggi (e non è poco) è che finalmente il presidente, anche se con una lettera aperta, ha parlato ai tifosi.

“Lassù qualcuno mi vuole bene”

07
feb 2018
AUTORE micheloni
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2.636

CHIEDO SCUSA…

Se c’è una cosa che amo dei blog è che non perdonano.
La libertà del singolo di esprimere la propria opinione è sacra quando espressa in tono civile e non gratuitamente offensiva.
Prendo quindi atto che il mio pensiero di “immaginare” il sentimento di un grande uomo qual’è stato Giovanni Martinelli si è rivelata un’idea di cattivo gusto.
E DI QUESTO ME NE SCUSO CON I LETTORI.
Non era affatto mia intenzione parlare per conto di una grande persona che purtroppo non è più con noi.

Il titolo era inizialmente “Lettera immaginifica ad un presidente da un PRESIDENTE”, laddove il maiuscolo e minuscolo rappresentavano in sè lo spessore umano di due figure così lontane umanamente parlando.
Poi non so perché ma la parola “immaginifica” è sparita dalla mia mente. Non che cambiasse granchè, ma certo avrebbe aiutato ad individuarne il carattere fantasioso della forma, lasciando come spunti di riflessione i contenuti.

L’intento era infatti porre all’attenzione generale il semplice fatto che tutto ciò che Giovanni Martinelli sperava per il ”suo” Verona cedendolo a Setti è andato disatteso. E questo perché l’attuale presidente ha “venduto” a Martinelli promesse e garanzie che non avrebbe mai mantenuto.
Ma quel che mi fa rivoltare lo stomaco è che davanti ad un uomo provato e sofferente, Maurizio Setti ha mentito sapendo di mentire e questo a non riesco proprio a perdonarglielo.

Ecco perché ho immaginato che lassù il nostro beneamato PRESIDENTE si sentisse tradito, offeso da questo millantatore di sogni esattamente come ci sentiamo traditi noi tifosi.

Ho cercato infatti di “immaginare” la sua educazione e grande sensibilità riversandole in parole… frasi… che hanno tuttavia ottenuto un effetto imprevisto. Accentrare l’attenzione sulla forma anziché sui contenuti.

Se ciò è tuttavia accaduto non è certo per colpa di chi legge quanto invece di scrive, ragion per cui rinnovo le mie scuse a coloro che hanno inteso come atto di presunzione il ”mio parlare per conto di…”

Resta in ogni caso l’essenza che il mio precedente post intendeva esprimere.
“sign. presidente, se conserva dentro di se un minimo di dignità (ne dubito ma lo spero), ricordi ciò che era nell’animo del nostro amato PRESIDENTE Martinelli… affidare l’Hellas Verona ad una persona corretta, seria e onesta che metta gli interessi della squadra prima dei propri”.
Faccia la cosa giusta… venda e se ne vada.