13
dic 2017
AUTORE micheloni
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C’ERA UNA VOLTA… un Presidente…

C’era una volta… un Direttore Sportivo di una squadra di serie A, che un bel giorno decise di acquistare il Verona pur non possedendo il denaro necessario… per questo si affidò ad un grande industriale amico… peccato però che quei soldi fossero frutto di speculazioni finanziarie e fallimenti industriali che di lì a poco avrebbero portato addirittura all’arresto dell’amico, nonchè ad uno dei crac finanziari più pensanti della storia moderna del nostro paese.
Questo presidente finì per lucrare sull’Hellas Verona, portando il Verona alle soglie della serie C e spolpandolo sia del patrimonio calciatori che societario.
Il suo nome era Giambattista Pastorello, il nome dell’amico Calisto Tanzi, il crac era quello della Cirio.

C’era una volta… un “Conte”, che parlava un italiano molto, ma molto veronesizzato.
Possedeva diverse proprietà e innamorato del Verona decise contro il parere dei suoi figli di acquistare la squadra proprio da Gianbattista Pastorello.
Purtroppo ciò non bastò per evitare la Lega Pro e anni assai difficili.
Il suo nome era Piero Arvedi. Morì a 77 anni in un incidente stradale il 19 marzo 2009.

C’era una volta… un imprenditore piccolo piccolo ma dall’animo grande grande. Salvò il Verona dal fallimento e spese più di qualche milione di euro per allestire una squadra che fosse attrezzata per tornare in B… obiettivo che raggiunse al secondo tentativo, ma che purtroppo non potè festeggiare.
Il suo nome era Giovanni Martinelli e morì il 15 ottobre 2013 a 62 anni sconfitto da una malattia incurabile.

C’era una volta un uomo titolare di un’azienda di abbigliamento, che dopo un’esperienza come consigliere nel Bologna Calcio, decise di alzare l’asticella acquistando il Verona da Giovanni Martinelli… si dice di lui che al pari di Pastorello, lo fece però con i soldi di un “amico”.
Grandi progetti, grandi promesse… tutte disattese.
Il suo nome è Maurizio Setti, l’amico (o “ex amico”), il petroliere Gabriele Volpi.
Quattro presidenti, quattro storie diverse. Due di loro ci hanno purtroppo lasciato.

Verrebbe da dire che “l’erba cattiva non muore mai”, ma qualora risultasse fraintendibile mi limito ad un più semplice ”ad andarsene sono sempre i migliori”

11
dic 2017
AUTORE micheloni
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1.220

LA FORTUNA VA MERITATA

“La fortuna aiuta gli audaci”.
Il Verona visto a Ferrara ha finalmente ritrovato i giocatori chiave per inseguire la salvezza, Cerci, Caceres e Rómulo hanno infatti trascinato la squadra al doppio vantaggio… ma poi?
Poi capita che Kean (fino a quel momento veloce e fisico contro la difesa avversaria) viene sostituito con un Valoti abulico, disordinato, smarrito.
Poi accade che Cerci, migliore in campo tra i gialloblù, esca acciaccato per Pazzini (in ripresa da un infortunio), bravo a guadagnare alcune punizioni ma lontano dalla pericolosità dell’ex Torino e Atletico Madrid.
Poi succede ancora che Verdi, chiamato nel finale più a difendere che ad attaccare, viene sostituito da Pecchia con l’ultimo arrivato Calvano, che credo abbia toccato in tutto si è no 5 palloni e mi risulta abbia caratteristiche tutt’altro che difensive.
Risultato = Hellas meno offensivo e Spal che ci schiaccia nella nostra metà campo e comincia a crederci.
La “fortuna” tuttavia, visti ”gli audaci” gialloblù in difficoltà ha deciso di aiutarli.
Tocco di Grassi… PALO
Colpo di testa di Grassi… PALO
GOL PER LA SPAL… annullato dal Var nonostante a detta di tutti (me compreso) fosse più che regolare.
Tre campanelli di allarme che dovevano rappresentare qualcosa di più del solo essere tre straordinari “colpi di culo”.
Ma era davvero inevitabile rinunciare totalmente alla fase di attacco per difendere il doppio vantaggio? Davvero il Verona non ne aveva più?
Qualcosa ci dice di no.
E lo conferma l’azione in contropiede dei gialloblù al 3’ di recupero, conclusa da un indomabile Rómulo addosso al portiere spallino, con la palla che si impenna e scende verso la porta sguarnita… poteva essere il 3-2… peccato però che la fortuna avesse nel frattempo cambiato casacca, decidendo di aiutare i più audaci, che in quel momento erano i bianco-azzurri… e infatti… la palla scende… sembra entrate in rete… ma sfiora il palo destro ed esce sul fondo.
Fosse ancora in vita il mio grande “nonno contadin”… avrebbe sentenziato: “ala fortuna bisogna darghe na man, se no la cambia paròn… e quando no l’è cul… l’è sfiga”…

06
dic 2017
AUTORE micheloni
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COLPA DI CHI???

Si è a lungo parlato di “campionato alla nostra portata” indicando nella trasferta di Cagliari lo spartiacque tra una serie di partite considerate proibitive e altre appunto abbordabili.
Cagliari, Bologna, Sassuolo, Genoa, Spal e Udinese erano i match da capitalizzare in termini di punti.
Ne abbiamo disputati 4 su 6. Due in casa e due fuori. Bottino. 3 punti col Sassuolo a fronte del minimo di 5 (a voler essere pessimisti) che ci si sarebbe potuti attendere.
Da sempre al centro della contestazione c’è stato lui, il mister Fabio Pecchia, seguito dalla coppia Setti-Fusco.
Paradossalmente però, mano a mano che queste “partite alla nostra portata” fallivano nel risultato, ne è uscito un Verona diverso per volontà, voglia di lottare, determinazione e, anche se non eccelsa, capacità di far gioco.
Pur raccogliendo nulla, la squadra ha giocato all’altezza delle avversarie e talvolta direi anche meglio.
Ma il calcio non è sport che si vince ai punti e quindi se non segni, come recita il post di Gianluca Vighini, non vai da nessuna parte.
I tifosi del Verona non sono stupidi e di calcio ne capiscono eccome.
Hanno chiesto carattere, lo hanno avuto.
Hanno chiesto di non mollare mai e la squadra ha lottato sino all’ultimo secondo di ogni partita.
Hanno chiesto di giocarsela con tutti e a consuntivo, tolto Cagliari, abbiamo giocato meglio noi di Bologna, Sassuolo e Genoa.
Quindi?
Quindi hanno capito che i grandi limiti di questo Verona prim’ancora che l’allenatore sono la mancanza di uomini chiave, quali un attaccante da doppia cifra e una sua valida riserva.
Potremmo disquisire anche sul reparto difensivo ma visto il Ferrari, ottimo contro il Genoa, si può capire cosa abbia significato per Pecchia farne senza per due mesi.
Su queste pagine ho spesso e volentieri criticato l’allenatore, e sono pronto a rifarlo qualora ne avverta l’opportunità.
A fronte delle ultime prestazioni però, mi sento di dire che forse senza ”questo” Pazzini (più un problema che una risorsa) e Kean (troppo ragazzino per incidere) e con due attaccanti veri noi non saremmo dove invece purtroppo stiamo.
Joao Pedro, Pavoletti, Sau, Farias… Destro, Palacio e Verdi… Berardi, Matri, Falcinelli…, Pandev, Lapadula, Taarabt.
Noi? Fares, Valoti, Bessa… Colpa di Pecchia?

Ma dai… non prendiamoci in giro.

04
dic 2017
AUTORE micheloni
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1.231

SI PUÒ?… SI

Si può sostenere che il Verona ha giocato meglio del Genoa in formazione tipo nonostante le molte importanti assenze? SI

Si può perdere subendo gol nell’unico tiro nello specchio della porta in 95 minuti? SI

Si può perdere con il nostro portiere mai impegnato in tutta la partita? SI

Si può perdere quando il gol avversario è in fuorigioco (di poco ma evidente) ma il VAR dice che va bene così? SI

I giocatori hanno dato tutto sino alla fine? SI

Si può affrontare ogni partita sempre senza uomini importanti? SI

Si può perdere dopo un possesso palla e dominio territoriale largamente a favore? SI

Si può perdere perché non abbiamo attaccanti validi per la serie A? SI

Si può sentenziare che Tupta vale quanto Kean che ad oggi non ha determinato nulla nonostante le molte occasioni per dimostrarlo? SI

Si può crederci ancora? Nonostante tutto la classifica dice che SI… le ultime prestazioni dicono SI… la rabbia ci dice SI… il cuore, sempre e solo SI.

04
dic 2017
AUTORE micheloni
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207

SI PUÒ?… SI

Si può sostenere che il Verona ha giocato meglio del Genoa in formazione tipo nonostante le molte importanti assenze? SI

Si può perdere subendo gol nell’unico tiro nello specchio della porta in 95 minuti? SI

Si può perdere con il nostro portiere mai impegnato in tutta la partita? SI

Si può perdere quando il gol avversario è in fuorigioco (di poco ma evidente) ma il VAR dice che va bene così? SI

I giocatori hanno dato tutto sino alla fine? SI

Si può affrontare ogni partita sempre senza uomini importanti? SI

Si può perdere dopo un possesso palla e dominio territoriale largamente a favore? SI

Si può perdere perché non abbiamo attaccanti validi per la serie A? SI

Si può sentenziare che Tupta vale quanto meno quanto Kean e che questi non è attaccante da serie A? SI

Si può crederci ancora? Nonostante tutto la classifica dice che SI… le ultime prestazioni dicono SI… la rabbia ci dice SI… il cuore, sempre e solo SI.

04
dic 2017
AUTORE micheloni
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NON FACILE… NON IMPOSSIBILE

Ha senso scrivere un post a poche ore dalla partita col Genoa?
Si se serve a lasciar traccia di un pensiero prim’ancora che il campo sentenzi il suo verdetto. Così facendo nessuno potrà dire che eventuali considerazioni post partita sono frutto del solo risultato o di prestazione e risultato nel suo insieme.
Tutto è nato nel leggere la probabile formazione del Genoa che scenderà in campo al Bentegodi.
Dio mio, mi son detto… e questi sarebbero una squadra alla nostra portata?
Si, perché il solo aspetto che rende questa partita uno scontro salvezza è l’insolita classifica dei grifoni che bazzicano stranamente nei bassifondi pur con una rosa da potenziale zona UEFA.
Per il Verona sia chiaro è una partita da vincere a tutti i costi, ma che sia “alla nostra portata” è sinceramente tutto da dimostrarsi.
Vediamo insieme chi sono i nostri avversari.
Perin,portiere della Nazionale.
Izzo e Spolli, buoni difensori con grande esperienza in A.
Zukanovic, dal Chievo alla Roma, tutt’altro che scarso.
Rosi, una vita in serie A e sempre a buoni livelli
Veloso, giocatore di livello internazionale, punto!
Laxalt, uno dei migliori esterni della serie A attuale.
Bertolacci, già nel giro della Nazionale ed ex Milan.
Rigoni, ha fatto benissimo al Chievo e ora al Genoa.
Taarabt, ex Milan in prestito dal Benfica.
Pandev, ex Inter e Nazionale Macedone
In alternativa a Pandev, Lapadula, ex Milan.

Ora, sulla carta, paragonare questi giocatori con i nostri mi sembra ingeneroso. Giusto in un paio di ruoli reggeremmo il confronto.

Con questo che voglio dire?
Che sbaglia chi pensa che sarà una passeggiata.
Che il post di Gianluca Vighini assurge quindi ad una sua logica (che ovviamente si scontra con la faciloneria del tifoso, per cui è tutto semplice anche quando semplice non è).
Non voglio dire che “non si può” vincere. Voglio dire che qualora sarà vittoria sarà una grande vittoria non solo per i tre preziosissimi punti, ma soprattutto perché ottenuti contro una squadra tecnicamente a noi superiore.
Se invece sarà pareggio conterà la prestazione. Se si tiene testa ad una formazione superiore potremo ben sperare contro le nostre pari livello.
La terza ipotesi non è contemplata perché è l’unico risultato che il Verona non può assolutamente permettersi.
Anche se decimati e con gli ennesimi adattamenti tattici (spero sino all’ultimo di non rivedere Rómulo terzino) e con un attacco ancora spuntato, l’Hellas cercherà la vittoria e sospinto dal Bentegodi darà l’anima per ottenerla.
Poi appunto ci sono gli avversari e questi sono tutt’altro che scarsi come molti invece stanno pensando.
Forza Hellas, che sia la partita della svolta definitiva.

04
dic 2017
AUTORE micheloni
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NON FACILE… NON INPOSSIBILE

Ha senso scrivere un post a poche ore dalla partita col Genoa?
Si se serve a lasciar traccia di un pensiero prim’ancora che il campo sentenzi il suo verdetto. Così facendo nessuno potrà dire che eventuali considerazioni post partita sono frutto del solo risultato o di prestazione e risultato nel suo insieme.
Tutto è nato nel leggere la probabile formazione del Genoa che scenderà in campo al Bentegodi.
Dio mio, mi son detto… e questi sarebbero una squadra alla nostra portata?
Si, perché il solo aspetto che rende questa partita uno scontro salvezza è l’insolita classifica dei grifoni che bazzicano stranamente nei bassifondi pur con una rosa da potenziale zona UEFA.
Per il Verona sia chiaro è una partita da vincere a tutti i costi, ma che sia “alla nostra portata” è sinceramente tutto da dimostrarsi.
Vediamo insieme chi sono i nostri avversari.
Perin,portiere della Nazionale.
Izzo e Spolli, buoni difensori con grande esperienza in A.
Zukanovic, dal Chievo alla Roma, tutt’altro che scarso.
Rosi, una vita in serie A e sempre a buoni livelli
Veloso, giocatore di livello internazionale, punto!
Laxalt, uno dei migliori esterni della serie A attuale.
Bertolacci, già nel giro della Nazionale ed ex Milan.
Rigoni, ha fatto benissimo al Chievo e ora al Genoa.
Taarabt, ex Milan in prestito dal Benfica.
Pandev, ex Inter e Nazionale Macedone
In alternativa a Pandev, Lapadula, ex Milan.

Ora, sulla carta, paragonare questi giocatori con i nostri mi sembra ingeneroso. Giusto in un paio di ruoli reggeremmo il confronto.

Con questo che voglio dire?
Che sbaglia chi pensa che sarà una passeggiata.
Che il post di Gianluca Vighini assurge quindi ad una sua logica (che ovviamente si scontra con la faciloneria del tifoso, per cui è tutto semplice anche quando semplice non è.
Non voglio dire che “non si può” vincere. Voglio dire che qualora sarà vittoria sarà una grande vittoria non solo per i tre preziosissimi punti, ma soorattutto perché ottenuti contro una squadra tecnicamente a noi superiore.
Se invece sarà pareggio conterà la prestazione. Se si tiene testa ad una formazione superiore potremo ben sperare contro le nostre pari livello.
La terza ipotesi non è contemplata perché è l’unico risultato che il Verona non può assolutamente permettersi.
Anche se decimati e con gli ennesimi adattamenti tattici (spero sino all’ultimo di non rivedere Rómulo terzino) e con un attacco ancora spuntato, l’Hellas cercherà la vittoria e sospinto dal Bentegodi darà l’anima per ottenerla.
Poi appunto ci sono gli avversari e questi sono tutt’altro che scarsi come molti invece stanno pensando.
Forza Hellas, che sia la partita della svolta definitiva.

29
nov 2017
AUTORE micheloni
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RICETTA: “MORALE AL CUCCHIAIO”

Il blog che ha preceduto Chievo-Hellas di Coppa Italia rifaceva il verso ad un goliardico coro della Sud: “Di questa partita non me ne frega un c….”.
Ebbene lo confermo. Tutto serviva al Verona tranne che andare ai supplementari 5 giorni prima del match decisivo contro il Genoa.
Certo battere il Chievo è sempre piacevole… avrei tuttavia barattato il passaggio del turno con il punto del pareggio che avremmo meritato nella gara purtroppo persa circa un mese fa.
E come non bastasse ora ci aspetta un altro bel infrasettimanale a San Siro col Milan. Facciamocene una ragione.
Sull’incontro: È stata oggettivamente una brutta partita, imbottita di riserve e di giovani da entrambe le parti.
Cosa ci ha detto alla fine?
Che Silvestri è un buon portiere (ma in quanto a piedi è messo peggio di Nicholas). Che Fares cresce di partita in partita, tecnicamente e di personalità. Che Lee ha gamba e dribbling ma si vede che gioca coi compagni solo in allenamento. E infine che il giovane Primavera, Tupta, mi è piaciuto di più in mezz’ora di gara di quanto mi abbia impressionato Kean nelle sue molte apparizioni sino ad oggi. Almeno tiene palla, salta sui palloni alti, fa salire la squadra e corre il doppio.
Per il resto di questo “derbyno” di Coppa resterà nella memoria soprattutto il cucchiaio di Fossati. Grande coraggio. Grande incoscienza. Bravo.
Sia chiaro non ho gufato per la sconfitta, ho semplicemente lasciato fosse la partita a sentenziarne l’esito, pronto ad accettare con serenita tanto una vittoria che la sconfitta.
Abbiamo vinto?. Bene. Fa morale.
Abbiamo sprecato energie certo… ma i miracoli che fa il morale alto valgono bene tutte le energie spese.
Quindi ben venga questa vittoria se regalerà ai giocatori la gioia di allenarsi e di crederci.

Ora si torna a far sul serio… forza ragazzi.

28
nov 2017
AUTORE micheloni
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1.353

DIQUESTAPARTITANONMENEFREGAUNC….

Si è così. Di Chievo-Hellas Verona di Coppa Italia come direbbero a Roma “non me ne pò fregà ddemeno”.
In tutta sincerità ho sempre pensato che questa competizione sia un pò una presa in giro. Coinvolge infatti tutte le categorie professionistiche nazionali ma alla fine se la giocano le solite big.
Big che non solo entrano in scena a tabellone avanzato, ma a conferma dell’appeal alquanto scarso del torneo mandano in campo tutte le seconde linee preservando i titolari.
E pensare che il Verona alla finale di Coppa Italia,oggi TIM CUP, ci è arrivato ben due volte, ma una volta la Juventus e una la Roma ci hanno negato la gioia di aggiungere un’altro trofeo nazionale allo storico scudetto dell’85.
Qualcuno obietterà che un derby è sempre un derby e in quanto tale va onorato.
In campionato forse, in Coppa anche no grazie.
Il Verona, oggi più che mai, ha bisogno di preservare le energie per l’unico obiettivo che conta, la salvezza.
La rosa è quella che è almeno sino a gennaio, gli infortunati ancora troppi e per nulla leggeri.
Alcuni giocatori hanno bisogno di riprendersi con programmi di allenamento mirato. Altri stanno migliorando la forma ma non sono ancora al top. Altri ancora ad oggi hanno speso tanto ed è giusto rifiatino e si preparino al match col il Geona nel posticipo di lunedì.
Il solo “titolare” che a mio avviso potrebbe giocare è Hertaux in quanto squalificato per la prossima partita.
Per il resto spazio a Silvestri, Felicioli, Bearzotti, e speriamo in avanti di vedere dal 1’ il coreano Lee. Magari con la sorpresa di rivedere in campo anche per uno spezzone di partita, il guerriero Franco Zuculini.
Perderemo? E vabbè… Sopravviverò.
Ma è un derby dirà qualcuno… sarà… ma per me è solo un impegno infrasettimanale di cui avremmo volentieri fatto a meno visto il momento cruciale se non quasi vitale del nostro campionato.
So che molti non approveranno la mia posizione, ma il presente calcistico è fatto talvolta di priorità… e Chievo-Hellas di Coppa Italia di sicuro non lo è.

26
nov 2017
AUTORE micheloni
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1.302

IL GRUPPO È CON PECCHIA… E NOI?

È la terza volta che abbozzo riflessioni e pensieri, ma niente, confusione totale… cancello…ricomincio.

Apro la app del TG Gialloblù e vedo che lo smarrimento è condiviso, che anche gli altri blog sono tutti antecedenti la partita, segno che non sono il solo a cercare un senso a questa seconda vittoria stagionale del Verona che in quel di Sassuolo ha sfoderato la partita della vita… tutta anima e cuore, ma anche gioco e tattica, per come Pecchia ha saputo sopperire alla totale mancanza di attaccanti, riproponendo quel “falso nueve” visto in più di un’occasione a inizio campionato.

A Reggio Emilia si è infatti vista una squadra abulica, incapace di produrre gioco, che in 94’ ha impegnato una sola volta il portiere avversario, sterile, con un solo tiro nello specchio della porta su 15 effettuati nel corso della partita. Questa squadra però aveva la maglia neroverde, non gialloblù. Il Sassuolo sembrava la copia conforme del Verona di inizio stagione. Sconnesso, confusionario… mediocre per non dire scarso.

Dove arrivino i meriti del Verona e i demeriti del Sassuolo nella vittoria gialloblù è troppo presto per capirlo.
A me basta aver visto (perdonatemi il gioco di parole) la quadra dei miglioramenti di squadra, già emersi in sprazzi di partita con Cagliari, Inter e soprattutto Bologna.

Il fascino arcaico del gioco del calcio è anche sconfessare convinzioni, annullare certezze, regalare rivincite.

Quella di Sassuolo doveva essere verosimilmente l’ultima di Pecchia sulla panchina del Verona. Un film già visto due anni fa con esonero alla 14ma di andata e un inseguimento vano alla salvezza. E invece no. Vittoria in trasferta, prestazione convincente, gol e occasioni gol, rete inviolata e mai in affanno nonostante Hertaux avesse timbrato la “cazzata” quotidiana che puntualmente rischia di vanificare i più buoni propositi.

E adesso? Già adesso! Che ne facciamo degli strali contro Pecchia e Fusco? Se si ama il Verona si deve accettare l’evidenza dei fatti che racconta di una squadra forse davvero mediocre, ma certamente unita e coesa, di un gruppo che non si è sfaldato anche nei momenti peggiori, di un allenatore che ha sempre creduto nel valore (pur non eccelso) dei suoi giocatori.

Probabilmente la verità come spesso accade sta nel mezzo.
Il Verona è competitivo solo se alcuni suoi giocatori importanti sono all’altezza del loro nome.
Questo Verona non può prescindere dalle qualità di Alessio Cerci, Daniele Verde, Martin Caceres, Bruno Zuculini, né dalla crescita di Fares, Nicholas e Bessa, tantomeno dai recuperi di Ferrari e Franco Zuculini.
Ma per essere davvero competitivi serve altro… molto altro.

Unica nota stonata della nelle vittoria di Sassuolo l’uscita polemica dal campo di Cerci al momento della sostituzione. Pecchia lo ha aspettato sino ad oggi dandogli minuti che non aveva nelle gambe. Un minimo di gratitudine non avrebbe gustato.
Voglio tuttavia guardare all’accaduto in modo diverso. Cerci voleva rimanere in campo per contribuire a questa importante vittoria e ciò fa capire che il giocatore all’Hellas vuole la salvezza tanto quanto noi.

Ultima analisi. I festeggiamenti dopo ogni gol e al fischio finale ci consegnano un gruppo in sintonia con l’allenatore. Questo Verona è con Pecchia, che piaccia o meno.

E se così è, va preso atto che almeno per il momento (e spero non solo per il momento) la salvezza la dovremo raggiungere con il Mister di Latina. Perché la squadra è con lui e lo segue.

Non si gufa per perdere al solo fine di far fuori un allenatore.
Chi ama il Verona non fa certe cose.
Pecchia ci ha sconfessato. Diamogliene atto e auguriamoci che Sassuolo non sia stato solo un fuoco di paglia, che rappresenti davvero la fine di un incubo e l’inizio del nostro campionato.
In attesa che anche Setti faccia il suo a gennaio.
Serve muoversi in anticipo. Non negli ultimi minuti di mercato. Giusto DS Fusco?