25
nov 2011
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Tranche de Vie: L’antro della Tegolìna

Ci sono cose per le quali -talora&talquando- ti va di ringraziare lo status di "anziano".
Una "grazia" è quella di aver potuto vedere alcuni Film Capolavoro che, se li passassero oggi in qualche rete tv, non se li filerebbe nessuno, se non l’appassionato tosto.
Uno di questi è "8 e 1/2" di Federico Fellini del 1963.
Penso di averlo capito solo alla terza visione, verso la fine dei ’70.
Alla prima visione ero in compagnia, però fui il solo a provare un’ emozione, molto esclusiva e complice, davanti a questa scena:
http://www.youtube.com/watch?v=cJQuZXoyc5U
Gli amici e le amiche, non ci trovarono nulla di particolare.
Altre educazioni, altri censi, altri percorsi.
Ma io avevo "un precedente".
Siamo intorno al 1956/57, i Bastioni di San Bernardino e San Zeno sono una zona di gioco un po’ "off-limits", specie per quelli con la mamma "occhiuta" (ed un po’ ossessiva) com’era la mia.
Penso che durante la guerra la cattiva fama di quel luogo fosse alimentata dal fatto di essere frequentata anche da "massaie", scarse ai fornelli, ma in grado d’integrare il -magro- bilancio familiare.
La presenza nei dintorni di ben tre caserme militari, faceva sì che il "mercato" fosse a domanda sostenuta.
C’erano anche due campetti da calcio, o meglio, due "spianate" che si usavano per giocare: niente erba, niente pali, niente delimitazioni del campo.
Non era infrequente che i più scarsi restassero fuori dalla "ciama" per comporre le squadre.
Io ero fortissimo nel ruolo di "recupera palloni", non proprio nel senso de Una Vita da Mediano del Liga, ma in quello stretto di raccattapalle.
Capiamoci: se c’è un "bastione", per forza di cose c’è un "vallo", e QUELLI erano da 30/40 metri di discese ardite e di risalite (con pendenze del 78.2%, no faolìne!).
Va da sè che al secondo/terzo recupero un po’ ti scazzavi e con aria disinvolta andavi altrove con gli altri brocchi esclusi.
La meta obbligata diventava allora far visita al R-ifugio e -pour cause- alla "Tegolìna".
Il R-ifugio era in realtà una sorta di "casamatta" riadattata a R-ifugio antiaereo nella Seconda Guerra Mondiale.
Ricordo che fino ad una trentina d’anni fa, quella grande "R" bianca su campo nero era ancora visibile
http://forum.worldwar.it/Public/data/northwolf/200831201130_rifugioantiaereo.jpg
Lì, terminata la guerra, aveva trovato "rifugio" giornaliero una Donna, detta appunto la "Tegolìna" (non ho mai saputo il perchè di quel nome).
Il ricordo delle sue fattezze è totalmente oscurato nella memoria, come la sua età.
In QUELLE condizioni poteva avere tra i 40 ed i 65 anni senza ridere (e da ridere aveva poco).
Ricordo solo che era "brutta", molto "brutta", e se posso dirlo (sì che posso) assai abbruttita da quel "vivere" nella spelonca.
Noi scarsi al fubàl si andava là sperando -invano- che il RITO si ripetesse.
Il "rito" (iniziatico) era stato ideato l’anno prima dal poro Carlìn D.P., allora quattro anni più vecchio di me, ruspante, aQquartierato e molto sgàio.
Carlìn era riuscito a convincere la Sig.ra Tegolìna a "farcela vedere" per circa 200/300 Lire, lira più lira meno.
Non posso farmi capire del tutto senza scadere in una indesiderata volgarità, non ho vena "letterata", insomma NON si trattava di vedere per la prima volta la "cicina" (che in quartiere popolare era mica così difficile), era…, era…, era vedere una "HAIRY pussy" che dava un tono esistenziale, almeno allora ed a quell’età.
Avevamo fatto colletta in quattro: Carlìn, mi, G.T. ed uno che non ricordo più.
Entrati uno alla volta nella spelonca, buia e maleolente, "per non dar nell’occhio" (te pol mainarte), cacciata la pila, la Sig.ra Tegolìna si alzò la gonna (o almeno così intuii) e si fermò.
Al che Carlìn le ricordò che il "patto" era "altro".
La risposta della Signora fu di quelle "indimenticabili" (con voce irata, sibilata e ruvida):" T’aveo dito gnente buteléti mocajoni però…!!".
Io non avevo il moccio al naso, ma quattro anni di meno degli altri, e la frase riguardava -senza equivoci- solo me.
Uscii ed aspettai (ritengo sconsolatamente).
Per circa uno/due anni, come detto all’inizio, tornavo al R-ifugio con compagni di "merenda" diversi, ma la Signora Tegolìna inevitabilmente sibilava: "G’avìo i schèi? No?!? Alora fora dale bale!".
Sto giochino di life-fitness alla Plèi-Stèsciòn non lo trovate, vi auguro comunque molta felicità.
Stesso.

da nino a NINO: http://www.youtube.com/watch?v=PowGcY9wnfs

 serendipity1947@gmail.com

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31 risposte a “Tranche de Vie: L’antro della Tegolìna”

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  1. chivers scrive:

    Beh, ho detto la mia sulla Tegolina e, anche se noncredo di aver conosciuto la Garibalda/i…. trovo da dire qualcosa lo stesso, alla mia maniera, però, in musica, associando nome del gruppo e tema strisciante del topic:
    http://www.youtube.com/watch?v=_v_PLiVKnr4&feature=related

    Chissà se Fish li conosce, visto che sono genovesi; ma dipende dall’età… sono degli anni 70, ed io me li ricordo (musica un po’ datata sentita adesso… già…).

  2. i.v.a. inclusa scrive:

    caro el me tommyfrizante, anca mè te volarea cosita almanco me sentarea ancora na SIGNORAGGIA ! !
    http://www.youtube.com/watch?v=pA67HXs1swE

  3. Tommyantisignoraggistaguz scrive:

    " Vorrei infastidire i grandi banchieri come fece Louis McFadden, denunciarli come Arrigo Molinari, informare come Giacinto Auriti, contrastarli come John F. Kennedy, accreditare moneta come Abraham Lincoln, disturbarli come Ezra Pound, bloccarli come Omar Torrijos, resistere come Salvador Allende, delegittimare il debito pubblico come Rafael Correa, emettere banconote come Aldo Moro, lavorare come James Garfield, ribellarmi come Mahatma Gandhi, minacciarli come Andrew Jackson, esser riconosciuto come Maurice Allais, insegnare come Federico Caffè, insistere come William McKinley, unire le persone come Thomas Sankara, accusare come Rodrigo Rosemberg, rivelare come Jürg Heer, far dichiarazioni come Nigel Farage, documentare come Aaron Russo e salvare persone come Mark Phillips. "

  4. Giuliano 63 scrive:

    @ hellassa : tutto giusto, pero sul nome …. Mi me parea " garibaldi " forse me sbaio…. Te se gho qualche annetto ormai…..
    @dominus nonché Gazza: escludo associazione fra le due persone , Garibaldi o garibalda che dir si voglia era molto " very normal" niente " colori " strani.

  5. Maxx scrive:

    Grande Gatòn

  6. Gatón scrive:

    Strana la dicotomia tra mandorlato e torrone…

  7. gazza scrive:

    Il titolo del nuovo Topic è pronto, però non mi dispiace completare questo, che era, come scritto da qualcuno, un semplice "omaggio" ad un piccolo segmento di "storia sociale" di questa città.
    Me lo consente il garbato e spiritoso post di
    => archivista
    cui do il benvenuto nel caso non sia uno dei "soliti noti" (…).
    E’ vero, mi ero dimenticato della "mitica" Signora Seven Bellys (che potrebbe essere anche la "GaribaldA" citata da Roby e Giuliano, anche se non mi coincidono i periodi di "esercizio professionale"-n.d.g.).
    Bisogna ricordare che nel 1958 le "Case di Tolleranza" (gentile eufemismo usato al posto di postriboli o bordelli) erano state soppresse in base ad una legge.
    Solo una percentuale minima delle Signorine che colà esercitavano, accettarono un posto di lavoro (normale) in aziende che furono appositamente costruite.
    Fu un ennesimo fallimento di "riconversione industriale", comunque nobile nella sua intenzione.
    A Verona, fino al ’77 o ’78, esisteva una di quelle aziendine (con oltre una ventina di lavoratrici).
    Lavorava per "conto terzi", cioè per una grande azienda della nostra città.
    So fin troppo bene come andò a finire: "chiusa" per "casini" (amministrativi).
    Già dai primi anni ’60 le Signorine avevano continuato ad esercitare, chi in casa propria, chi per la strada.
    Erano poche, "conosciute"- almeno di vista- anche da chi, come lo scrivente, non si è mai avvalso della loro compagnia "a pagamento".
    Non creavano "disturbo", erano inserite (lo scrivo con tono pacatissimo) nell’ ""arredo urbano"" periferico, come in una qualunque città dell’europa che ho visitato.
    Poi c’è stata "l’industrializzazione del settore" e sono nati dei veri problemi per l’ordine pubblico.
    Non sono informato sul dibattito che c’è stato su tale materia.
    C’è chi ha detto che "l’offerta della merce" è il volano del problema, e chi, di converso, ha affermato che "senza domanda " il problema non esisterebbe.
    Spero che a nessuno venga in mente di regolare la questione istituendo la T.d.C., la Tessera del Cliente…
    http://www.youtube.com/watch?v=_e-x-DPn1Gk&feature=related
    Se non mi sbaglio, il "barbuto" della prima scena è la voce solista di questa grande Band
    http://www.youtube.com/watch?v=GU9cbwo7y1E&feature=related

  8. archivista scrive:

    Strano che mister Gazzini non abbia citato la indimenticabile SETE PANSE.
    Era una mite Signora da Passeggio dei tempi di mio padre, quindi del gazza.
    Il motivo del nome è facile da capire e passeggiava proprio nelle zone tra la Stazione F.S., San Bernardino e San Zeno.
    Era una ante-punk, così mi riferisce el me vecio, si colorava i capelli nei più svariati colori, dal viola brillante, al verde acido, al giallo o arancione, tipo giubbetti obbligatori delle autovetture.
    Mica scema, la si poteva vedere a ducento metri di distanza rispetto alla concorrenza.
    Mi unisco entusiasta al coro Alè Verona alè alè alè……….e Mandorlato è un grande e lo sa anche il gazza……..hahaha

  9. hellassacheizuga scrive:

    Giuliano, correggo: la suddetta l’era sopranominà la "GaribaldA", de la quale se vociferava l’abilità nei pom… ni a bagnomaria… ahahaha :-)

  10. gazza scrive:

    => El Morisco
    è da giugno che non "discuto" TECNICAMENTE il Mister.
    Sarò anche scarso a "leggere le partite", ma non mona.
    Cambia il "soffia" (informatore-n.d.g.), mi sembri poco aggiornato… :) )

    Alèèè!

  11. el morisco scrive:

    Gazza ho visto robe da strofinarse i oci!!!!!!
    Cosa devo fare per convincerti che il Mandorlo è un grande tecnico??!!
    Aleeee ;)

  12. gazza scrive:

    …ah beh che bella notizia!
    Diciamo che il "clima" per un nuovo Topic adesso c’è…’AZZ se c’è…!
    http://www.youtube.com/watch?v=81Nbo0iVGbU
    Attenzione all’ "errore" di ortografia…
    NON è "maTàr" (copàr), ma bensì maTTàr, fare i maTTi… :) ) ;)

  13. gazza scrive:

    Si dice ALLEZ, con du ele.
    Se lo vuoi rendere "slang", puoi dire Alè.
    Adesso c’è un appuntamento che non vorrei perdermi, dopo cinque anni.
    Vediamo.

  14. alez gaz scrive:

    dai Don ,la tegolina è il passato e le hai fatto un omaggio che non si sarebbe mai sognata.
    per come l’ha descritta Chiver penso che ne nessuno ghe l’abbia nianca mai fatto
    sotto un altro topic…please. :)
    http://www.youtube.com/watch?v=Eo2Lb5d2dRc

  15. gazza scrive:

    Sobrietà Trash ovvero il Brodo di Coltura

    - Papà mi sento una merdha…
    - Beh adesso non esagerare coi trionfalismi.

    - Hai simulato un orgasmo, confessa!
    - Prova a simulare un’erezione, così ti vendichi…

    - La religione è l’oppio dei popoli…
    - A quanto pare sì, e già infuria la lotta per il controllo dei mercati.

    - Con la mappatura del genoma umano sappiamo tutto di come siamo fatti.
    Continuiamo a non sapere a che cacchio serviamo.

    Tratti da:
    "Anni Frolli"
    di francesco T.ullio A.ltan
    (2001-Einaudi Tascabili)
    http://www.romamoda.tv/public/foto1/alt3731.jpg

  16. Durex scrive:

    L’osservazione di quel Isotta-Gazza sui "cavalieri del presente" l’ho trovata splendida.
    Per età io sono uno della generazione del presente che spera di avere un futuro, però i miei ricordi sebbene recenti sono vivi e mi aiutano a vivere meglio.
    Sia quelli gradevoli sia quelli sgradevoli.
    Adirittura i secondi sono anche più utili.
    Se la vicenda della Tegolina narrata dal Sior Gazza non è una metafora, o uno dei suoi giochi affabulanti, mi allineo con coloro che hanno detto che quella da lui vissuta è una "cosa" impossibile oggi, ma ache vent’anni fa.
    Però l’ho letta con vero piacere, bello stile, una narrazione in bianco e nero senza enfasi.
    Molto apprezzati anche i post di Chiver e Mario.
    Una domanda indiscreta Gazza: quel T.A. della "drammatica reincarnazione in se stesso" è per caso il mitico Tullio Altan?

  17. mario scrive:

    Istinto primordiale…per el balon o per la "selva oscura"? (Diversamente da Dante noi non riuscivamo a entrarci…ma una volta entrati vi si saremmo persi volentieri). A proposito della quale i più grandicelli raccontavano imprese mirabolanti da loro compiute,conquiste napoleoniche…spesso frutto di una fantasia un pò più sviluppata e spregiudicata della nostra. Ma bastava perchè ai nostri occhi apparissero come nibelungici eroi impadronitisi del Sacro Graal…
    Sarà ma a distanza (ahimè) di decenni quegli istinti primordiali non hanno cessato di appassionarci.
    Il gol in senso calcistico e in senso metaforico rimane un Santo Graal.

  18. gazza scrive:

    L’imperituro motto di questo blog è:
    "Se non hai niente da dire, dillo qui".
    Pertanto, rispondendo all’incipit del =>MaXXX
    confermo che non vi sono "tesi o teoremi" nei miei Topic d’apertura.
    Quel che mi frulla in mente scrivo, poi è il "pubblico" che valuta.
    La "frullata" per questo topic è stata una recensione di Paolo Isotta (famoso critico di musica classica&lirica) sul "Don Giovanni" di Mozart.
    Parlando della figura di Don Giovanni, ad un certo punto Isotta scrive: "…il giovane Cavaliere (don Giovanni-n.d.g.) non è soltanto un dissoluto…quanto l’espressione al massimo grado di una forza che non incontra ostacoli e se li incontra li infrange. Don Giovanni NON HA RICORDI, vive in un eterno presente e nell’ossessione di manifestare tale forza".
    Madame Tegolìne non è un gran "ricordo" (efficacissima, brutale ma veritiera, in tal senso, la descrizione che ne da il =>Chivers) ma appartiene indelebilmente alla categoria dei ricordi.
    Tutto lì, sostanzialmente.

    Note gazziane:
    => cani&porci
    stre-pi-to-sa citazione!
    => Chivers
    annota che ho omesso di parlare dei "giubbetti segna-porte".
    Vero, ma il motivo è un altro.
    Quando NON…ci giocavo io, per la nota broccaggine, le porte di quel campetto dei Bastioni erano delimitate da dei maròcoli (pezzi di muro di case bombardate), dolorosissimi a caderci sopra (e capitava).
    La generazione successiva (cui Chivers appartiene) era più "fighèta & sensibile", pensò bene di sostituirli con dei morbidi "giubbetti".
    Un campo da calcio improvvisato può non avere limiti in senso laterale.
    In tal senso ho visto innumerevoli partite sulle spiagge (anche Africane) nelle quali si continuava a calciare anche se la palla finiva in acqua.
    Ma se non c’è qualcosa che "definisca" il "luogo" dove "fraccare"…il Calcio non esiste.
    Tu chiamalo se vuoi "istinto primordiale riproduttivo" (e concettuale…).
    Strana la Gente delle Porte.
    http://www.youtube.com/watch?v=awi14wDTxNw :) )
    _____________________
    Peggio non poteva capitare. Sono morto e mi sono reincarnato in me stesso.
    (T.A.)

  19. Cani et Porci scrive:

    Delle volte, la pastina, la supera la tegolina
    http://www.youtube.com/watch?v=uG_lP57PynA

  20. fish scrive:

    Che belo ‘sto Story-topic…
    Mi ‘ste belle esperiense non le potevo fare,parchè ero una aletta guizzante e lasciavo il campetto per ultimo.
    La Tegolina piaceva anca a mì,però…

    http://www.youtube.com/watch?v=IzlHz5oc3xU

    e facevo sempre la fine de ‘sto pasticcerin…

  21. chivers scrive:

    Stesso quartier del Nino, un po’ di anni in meno (+ di 5, -di 10), stessi bastioni dove giocare a calcio con i giubbetti a far da palo (el Nino non lo dice… perché non giocava…), la "leggenda" della Tegolina si tramandava forse arricchita di invenzioni popolari; io, la Tegolina intesa come persona, l’ho vista non più di 2 volte, ma ero già di bocca raffinata e non di bocca buona, non avrei mai pensato di guardarla in modo diverso da quello che era, brutta orrenda sporca spetenada, vestita perlopù di nero con strasse ammassate e attorciliate, fagotti sulle spalle (non esisteva ancora i sacchetti di plastica, giusto per far capire ai più giovani); quasi impossibile avvicinarsi alla casamatta se non altro per una sorta di timore che veniva dai racconti di casa; noi buteleti di quei primi Anni 60 la paragonammo a Maga Magò nella "Spada nella roccia". Un giorno qualcuno disse "l’è un pesso che no se vedo più in giro la vecia Tegolina…" e si tornava a giocare a calcio senza che le nostre vite fossero scalfite più di tanto.

    PS: credo (perché era quello che si diceva) che il soprannome "Tegolina" le venisse dal fatto che non potendo permettersi sigarette si fumava quelle "tegoline" prodotte da alcune piante presenti sui quei bastioni, sorta di sigarette verdastre che duravano una trentina di secondi ma che si avvicinavano alle sigarette, anche noi marajeta le fumammo prima di passare alle cicche vere e proprie.

  22. el Morisco scrive:

    Io non so esattamente quanti anni abbia Don Gazza ma sicuramente un’esperienza come quella che ha descritto lui è impossibile al giorno d’oggi.
    Fino ai quindici anni gli interessi sono quasi esclusivamente per giochi e ancora giochi con gli amici.
    Dopo, appena si avvertono le prime pulsioni verso "altro" non è così complicato soddisfarle come probabilmente avveniva una volta.
    Il topic del Don è un racconto breve il cui contenuto senti di averlo letto o visto da qualche altra parte.
    http://www.youtube.com/watch?v=j4C0szpgokQ
    Saperlo scritto e vissuto da uno che vedi alla domenica in vesti completamente DIVERSE, ha tutto un altro sapore.
    http://www.youtube.com/watch?v=9cN6z8GeAf8&feature=related
    Thenkiù Don Alfredo Philippe Gazza.

  23. giuliano63 scrive:

    " Me piase ste storie de vita Vissuta….." io che ci ho un’po di anni meno di lei ricordo una certa "Garibaldi" che " passeggiava " in zona stazione F.s , nome datole da noi "boci" per la sua veneranda età, che era comunque la gioia dei camionisti per Lire 5.000.Niente a che vedere col mondo dei "bocia " di oggi : playstation , cellulare. Che sia il Tempo che avanza………
    " e ho detto quasi tutto… "

  24. fioldePreBen scrive:

    …perseguitato dal ”pronome clitico”…

  25. macistino scrive:

    Sporcaciòni!

  26. elbutel scrive:

    Che sia lo stesso "qualcuno" che, al girarsi della francese in questione, disse "Parbleu!", al ché la risposta fu "no no, l’è maronsina"?

  27. Gatón scrive:

    Come disse qualcuno davanti ad una "bald pussy" francese…
    Rasée ?
    No!
    Dépilée ?
    No !
    Et comment, alors ?
    …consommée….

  28. elbutel scrive:

    Nino, bella storia. Mi piacciono questi ricordi di un’infanzia che è impossibile ai nostri tempi, tempi completamente elettronici. Tempi inoltre dove la hairy pussy è scomparsa, fuori moda! Tutte Hollywood o Brazilian, de ‘sti tempi… e lancerei un sondaggino: preferite hairy or shaved???

    Infine un PiEsse: no tette sì ancora iscritto ala cena… ‘sa spetito?????

    Colonna sonora (e risposta al sondaggio): http://www.youtube.com/watch?v=zARg_K4jRhA&feature=related

  29. Maxx scrive:

    Vogliate aggiungere un qualche segno di punteggiatura dopo "piccola divagazione", preferibilmente i due punti. Thanks

  30. Maxx scrive:

    Non so dove vuoi andare a parare col tuo racconto di vita. Non ti spetterà alcun grammy (gnàn un grammo de grammy!).
    Ne riesco ad evincere un solo pensiero, che è cruccio per genitori di adolescenti qual io sono:
    La vita vissuta, "toccata", non fa più parte del subire cui abbiamo abituato i nostri figli.

    Pur essendo mooooooolto più giovane di te, anche nel nostro paesello avevamo riti simili a quelli cui partecipavi. E ne gioivamo, pur quelli bravissimi a giocare a balòn, e primi della ciàma come (immodestamente) me.

    Piccola divagazione qualche (pochi) anni fa, un gruppetto di ragazzi era seduto sul muretto difronte al nostro bar. Quello che sembrava il capobranco, urlava più forte degli altri.
    D’un tratto alcune forèste (non nel senso di Hairy pussy, bensì straniere), si son trovate a passar loro vicino.
    Il capobranco, (forse aveva visto qualche clip di qualche film degli anni buoni), ha emesso un inequivocabile (e simpatico, devo dire) fis-cio di richiamo. Mi son detto: oh, sebbene non sembri, han gli stessi pulsi di "NOI" vecchi.
    Le ragazze, divertite, si son fermate e si sono avvicinate al manipolo, magari proprio con la volontà di far festina.
    Tempo 6/7 secondi, il gruppo è sparito in tutte le direzioni, compreso il capobranco.
    Ahimè.

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