12
giu 2017
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Par tirar tardi

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PRONTO? SOCCORSO? BEH, INSOMMA, SI, MA QUASI PRONTO…

CRONACHE
Insomma credevo che la sfiga dell’anno scorso (due craniate per un totale di undici punti “teorici”, perchè rifiutati) fosse finita, invece c’è lo strascico.
Avevo fatto sistemare lo “scooterone” dal mio meccanico di fiducia (?) – “mi raccomando controlla bene i freni, avevo chiesto” – e così ho cominciato a gironzolare.
Avevo tuttavia notato che il freno anteriore, dopo un po’ d’uso, tendeva a bloccare la moto per il surriscaldamento del disco.
Venerdì chiamo il mio meccanico di fiducia (?), gli spiego il fatto e lui mi dice: “…strano portamela Lunedi che diamo un’altra occhiata…”, ed io: “ma nel frattempo posso circolare in città, andatura lenta…”, “sì, fu la risposta, ma DIMENTICA il freno anteriore e usa con parsimonia quello posteriore a tamburo”.
Detto e fatto.
Ieri avevo alcune incombenze non rimandabili in zone diverse della città, giro ignorando assolutamente di avere un freno anteriore, quando…
All’altezza del pericoloso incrocio multiplo della ex Stazione Verona Caprino (tra Porta San Giorgio e l’inizio di Via Mameli), velocità tra i 30/40 km/h, improvvisamente il freno anteriore si blocca da solo e la moto mi sbalza in mezzo alla strada, un voletto di due metri.
Sia benedetto l’obbligo del casco e l’alternanza dei semafori (in questo caso era rosso).
Mi alzo da solo senza nessun apparente dolore, tranne una “paca” sulla coscia, vengo aiutato a trascinare la moto sul marciapiede da alcuni conoscenti del Bar da Mauri (vecchia conoscenza Sanzenate).
Tutti solevati per il rischio corso nel caso il semaforo fosse stato verde e io in mezzo alla strada, offro giro di bevute e aspetto il raffredamento del disco per tornare a casa a motore spento (400 metri).
Lungo la strada comincio a riflettere: ha senso andare in giro a 70 anni suonati con una moto così pesante, e se mi succede qualcosa con tutti gli impegni morali e materiali su cui sono impegnato, e la sofferenza che potrei procurare alle persone che mi vogliono bene, ed alcune hanno già sofferto oltre misura…
E così ti accorgi che il tempo ti cambia e che tali pensieri, solo una decina d’anni fa, manco ti sfioravano.
Arrivato a casa mi tolgo i pantaloni stracciati dall’asfalto e vedo un ematoma delle dimensioni di un grosso melone sulla coscia (verranno misurati in ortopedia in 22 cm. x 19 cm.).
Cosa fare?
Seguendo l’istinto primordiale (sconsiderato) che ha accompagnato la mia vita, mi dico che non farò proprio niente.
Poi salgono alla mente i pensieri di qualche riga sopra e decido di chiamare un caro amico, primario in pensione e mio personale “Guru” medico spiegando i fatti e le mie intenzioni.
Stefano, questo il suo nome, me ne dice un sacco e una sporta, in dialetto stretto di cui è studioso e gran poeta.
“Podito caminar?”
“No adesso no, onestamente mi fa parecchio male…”
“E alora te ciami el 118 e te te fe vegnar tor a casa …”
“L’ambulanza Stefano… no dai me vergogno, no son mai montado insima…”
“No sta far el stronso super eroe, e voi che te me mandi la foto de l’ambulansa e del pronto socorso, so’ stado ciaro?!”
Chiaro.
Entrato alle 21, sono uscito alle 3 di notte, firmando una liberatoria con la quale rifiutavo di sottopormi alla TAC cranica, di prassi quando si prende un colpo in testa e vieni sottoposto ad un trattamento anticoagulante per un vasto ematoma (15 iniezioni di eparina nella pancia, un trattamento per evitare eventuali trombosi).
Perchè ho rifiutato la TAC?
Ho semplicemente chiesto al medico una previsione sui TEMPI per la TAC, la refertazione, l’arrivo alla sua attenzione per essere dimesso.
Mi viene risposto “un’ora e mezza”, che tradotto con i calcoli temporali con cui mi avevano fatto UN SOLO esame, potevano significare anche tre ore buone.
Così me ne sono tornato a casa, dolente un bel tot.
Forse qualcuno si chiederà che fine avevano fatto i buoni proponimenti sopra descritti.
La risposta è talmente banale da vergognarsene: se nessuno è perfetto, io lo sono meno ancora.
Avanti un altro.

P.S.:
Se qualcuno poi si domandasse perchè non ho preso un taxi, risponderei che erano esattamente vent’anni che non entravo al Pronto Soccorso.
Quello che c’era prima distava 250 metri da dove abito, questo, “nuovo”, quasi un kilometro, e chi lo sapeva…

p.p.s.s.:
non voglio nemmeno pensare a cosa succede nei Pronto Soccorso dell’Italia centro-meridionale, no anzi generalmente lo leggo, incredulo, sulle cronache dei quotidiani.

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92 risposte a “PRONTO? SOCCORSO? BEH, INSOMMA, SI, MA QUASI PRONTO…”

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  1. Gazza scrive:

    Circa due mesi fa IO HO visto in lingua originale sottotitolato “The Whole Truth”, un buon thriller che si svolge praticamente in un aula giudiziaria.
    Agli appasionati del genere lo consiglio, per la regia, il tono inusuale, recitazione e finale di quelli giusti e tosti.
    Potrebbe già esere in programmazione col titolo “Una Doppia Verità”.
    Comunque l’avvocato è Keanu Reeves

    • bardamu scrive:

      Visto ieri in una sala del multicinema della grande mela ( con una temperatura adatta a conservare i ghiaccioli ed un volume da discoteca, spettatori in sala: 7). La sceneggiatura è interessante anche se questa storia del finale a sorpresa… il cast, pur ottimo sulla carta, non al meglio. Keanu Reeves soprattutto sembra spaesato e fuori ruolo ( con Matthew MCConauguey sarebbe stato un altro film ). La Zellweger irriconoscibile ( sulla strada del ritorno ho buttato lì a mia moglie che l’attrice le assomigliava, lei ha escluso che potesse essere la Renee…). L’unico veramente notevole è Belushi, peccato che si veda poco.
      Voto finale: 6 stiracchiato. Forse andava affidato anche ad un regista con più manico.

    • Ciucco Norris scrive:

      Processo per doping alla Juve. Il pm chiama a testimoniare un medico che ha analizzato i risultati dei valori di ematocrito di alcuni gobbi. Il medico spiega al giudice che i valori nella media sono da ritenersi al limite del consentito , ma ci sono ” sospetti ” valori nella deviazione standard. Il giudice chiede che minchia sia questa deviazione standard. L’ avvocato difensore di Agricola manco lui sa che minchia é questa deviazione standard , ma capendo che il giudice ne ha capito meno di lui comincia a interrompere la deposizione del medico dicendo che sono valori irrilevanti. Il giudice si sforza di capire che cosa sia quella cosa misteriosa , col medico che ci prova in tutti i modi ma niente , il giudice non capisce. A quel punto il giudice , spazientito, se la prende con l’ avvocato della difesa dicendogli che deve fare silenzio perché il suo brusio di sottofondo lo disturba. Al che l’ avvocato della difesa avanza , in modo abbastanza subdolo , l’ idea che se nessuno capisce cos’ é questa deviazione standard é meglio passare oltre. Il giudice capisce che il difensore sta cercando di fregarlo e si incazza come una belva. A quel punto il colpo di scena : Agricola e Giraudo chiedono al giudice di sospendere la seduta poiché non vogliono più avvalersi di quell’ avvocato difensore diventato antipatico al giudice. Ora capisci perché sui dibattimenti giudiziari italiani i film scarseggiano ?

      • Ciucco Norris scrive:

        L’ avevo visto anni fa per cui ho cannato qualche particolare. Ma se vuoi farti due risate amare:
        https://youtu.be/G8SP3AGHOMk

        • Ciucco Norris scrive:

          Direi più di ” qualche “.
          Segnati anche Devil’ s Knot , storia di un grosso errore giudiziario USA , se non lo hai giá visto.

          • Ciucco Norris scrive:

            Sì, la regia é fiacchetta , scarna , non cerca il colpo a sorpresa o almeno non fa in modo che gli eventuali restino impressi. Sembra quasi un film TV . Però interessante per valutare quanto la pena di morte possa essere sbagliata ANCHE per motivi di errori giudiziari grossolani , che come abbiamo visto , accadono .

          • Gazza scrive:

            Ciucco mi hai “obbligato” a rivederlo…
            Infatti se il film si incardina su un eclatante “mostruosità” giudiziarie, la regia, a distanza di decenni dal fatto risulta di maniera, per non dire fiacca.
            L’innocenza dei giovani imputati di omicidio a fini “satanici” è assolutamente evidente.
            E’ incredibile il comportamento della polizia e la mancanza di approfondimento su un “sospettabile” patrigno delle vittime.
            Ho detto che il Topic sta per terminare, ma un piccolo rilancio sui film thriller-giudiziari tratti da storie vere, e la QUAESTIO del colpevole in libertà piuttosto che un innocente condannato, mi pare degna di attenzione.
            Visti i tempi che corriamo…

          • Gazza scrive:

            Caro Ciucco, si ho visto alcuni anni fa il film da te citato, qualche discreta reminiscenza mi è rimasta e l’antico dilemma: “meglio” un colpevole libero o un innocente condannato, si riproporrebbe.
            Nel nostro paese magari con maggior forza.
            Comunque siamo anche il paese che ha dato i natali ad una mente brillante come Cesare Beccaria (“Dei Delitti e delle Pene”), libro allora influente e letto praticamente in tutta Europa.

    1. Gazza scrive:

      SERVIZIO CLIENTI

      Per migliorare il mio paradossale Inglese guardo i film in lingua originale.
      Non so se sia in programmazione, ma SCONSIGLIO caldamente ” A Hologram for the King” con Tom Hanks al suo peggio.

      • Gazza scrive:

        Mi pare di aver letto che in Italia il film esce col titolo “Aspettando il Re”.
        Solo alcune curiosità:
        Il film inizia con questa https://www.youtube.com/watch?v=I1wg1DNHbNU
        Altre “strane” citazioni musicali durante il film: I Chicago (…) e la Electric Light Orchestra (!?!)

      • Ciucco Norris scrive:

        Io sto cercando di migliorare il mio napoletano guardando Gomorra sottotitolato…
        NB : la Apple fa telefoni che si rompono. Ho perso il tuo numero. Me lo manderesti via SMS ? Grazie.
        In fede,
        Tecnoinvalido76

      • bardamu scrive:

        Eh, ultimamente il buon Tom si è un po’ lasciato andare, come avvenuto in parecchie occasioni anche per De Niro. Rimane comunque uno dei miei preferiti ( anche nel da te detestato “il miglio verde”… ;-) )
        Stasera ti saprò dire com’è “una doppia verità”

        • Ciucco Norris scrive:

          De Niro é a un passo da reclamizzare biscotti qui in Italia. Ha fatto pessime scelte . L’ ultimo suo film che salvo , con un 7 di stima é The Score. Praticamente millenni fa. Invece sono rimasto recentemente sorpreso da un commuovente Schwarzenegger in ” Maggie “. Film che parla di una zombie , ma potrebbe anche strizzare l’ occhio a temi come eutanasia o affronto della morte quando non improvvisa.

      1. Gazza scrive:

        Siamo in dirittura per il cambio Topic.
        Dopo il PRIMO PREMIO per la miglior battuta al duo Gaton-Ciucco,
        Il SECONDO (quasi un primo ex aequo) va a quel malcunà del Begbie col suo “WARM HOLE”… dopo una passatina di Lex Steele o Jack Napier o Blackzilla o Shorty Mac… :D :D :D

        1. bardamu scrive:

          Qui c’è qualcuno che lancia il sasso e poi si nasconde ( non si limita a nascondere la mano ), vero Canegrandis? Hai inviato questo popo’ di bagolo e non ti sei più fatto vivo…
          Mi sento chiamato in causa dal Dominus e intervengo. Non l’ho fatto prima per varie ragioni, non ultima quella che il “timor” è così forte che si estende anche all’affrontare l’argomento.
          Ma il motivo principale è che in questo campo la ragione conta nulla, e il pensiero del più grande filosofo vale quanto quello del modestissimo estensore di questo “post”.
          Quindi dovrei andare troppo sul personale, e ciò è contro l’etichetta di un blog.
          Lancio solo un ulteriore spunto: ma la prospettiva dell’eternità non è altrettanto disturbante quanto quella della fine del tutto?

          • Gazza scrive:

            Sì Bardo, per me, ripeto per me, è assai disturbante e bene hai fatto ad introdurre la “quaestio”.
            Lessi il libro di Simone de Beuvoir “Tutti gli Uomini sono Mortali” (tranne il fachiro Fosca…?) quando ero troppo giovane.
            Con una punta di disinvolta blasfemia, le riflessioni (vere) su questo che segue mi hanno fatto capire di più
            -> https://www.youtube.com/watch?v=6c75cOL0G8I

            • Maxx scrive:

              Ma che problemi avete, ragazzi?
              Teorizziamo sul TEMPO (non noi, i siensiati e i fachiri) come facciamo a sapere cos’è la MANCANZA DEL TEMPO? (dalla quaestio sono esentate le massaie che hanno giorni di 25 ore perché si alzano un’ora prima la mattina…)

              Interstellar. I nostri eroi riescono a salvare il genere umano e creare un nuovo mondo manipolando il tempo e passando attraverso un warm hole creato dagli umani del futuro; uomini del futuro che però non avrebbero potuto esistere senza quel warm hole manufatto. Il film è simpatico, ma se si impappinano sul tempo anche gli eroi, figuriamoci Voi due…

              Ps.
              Il problema di fondo è l’esistenza, non l’eternità. Noi ne conosciamo un pochino una e a malapena.

              Discutevo con un tipo ateissimo senza remore. Mi prendeva per i fondelli (o proprio per il qulo? Mah…) perché credo in qualcosa di superiore: “Un Dio? Ahahahahah! Eterno? Ahahahahah! Che ha creato il tempo, lo spazio, l’universo, la vita, l’Uomo? Ahahahahah!”. Gli ho chiesto: “E per te, invece, come è andata?” Mi dice: “Beh, è semplice! C’era una specie di sasso, senza spazio né tempo, che ad un certo punto è esploso (e questo è già il primo bug, l’esplosione ha bisogno di tempo…) nel big bang e ha creato il tempo, lo spazio, l’universo, la vita, l’Uomo. Così ho scoperto che Dio assomiglia moltissimo all’uomo roccia dei Fantastic Four (quelli della Marvel, non quelli di Liverpool).

              • Ciucco Norris scrive:

                Per la precisione é La Cosa e non Uomo Roccia. Cerca di non sbagliare le divinità altrui , per cortesia ; – )

                • Maxx scrive:

                  Soory. Sì, me n’ero accorto alla prima rilettura dopo l’INVIA. Uomo roccia, di primo acchito, mi sembrava più esplicito/calzante per la battuta.

                  Comunque grazie: interessante riguardarsi il film dopo una discussione e con altra chiave di lettura. Direi che la clip che mi ha preso di più, questa volta, è stato il primo dialogo tra Joseph Cooper ed il suocero Donald sotto la veranda.

              • Gatón scrive:

                worm hole

              • Maxx scrive:

                Che poi quelli di Liverpool erano i Fabulous Four…

            • bardamu scrive:

              Già. Anche Fruttero & Lucentini hanno toccato il tema, con la maestria che li contraddistingueva, in un pregevolissimo romanzo ( l’amante senza fissa dimora ) dal titolo fuorviante, che tu ovviamente non leggerai ( e non saprai mai cosa ti sei perso… ;-) )

              • Gazza scrive:

                Intanto bisognerebbe che qualcuno spiegasse a MaXXX, che el se gode a far el (finto) rozzzo, che l’interrogarsi sulla fine-esistenza in modo filosofico – quella pratica-reale ognuno la vive, in modo più o meno cosciente – ha avuto bisogno almeno di alcuni concetti, come ad esempio della sua negazione (non esistenza) e del suo contrario (eternità).
                E se non lo farà nessuno, lo farò io in settimana (de faciu).

                A Bardo dico invece che il libro da lui citato, con passione motivata e accentata visto l’argomento, mi è stato meravigliosamente descritto e “spiegato” tempo fa da un amico, gran letterato con cui sto ossequiosamente silente.
                E magari mi presti anche quello ( :) )

                Più il tempo passa (ma passa?) e più fatico a dire con cognizione: ” Alè (licenz.poetic.) ‘nemo a robe più grandi…” (Ad Maiora).

                • Simone scrive:

                  Mr Gazza, plachi pure l’urgenza dell’auto segnalazione dell’Io ogni volta che ne fa giustamente uso. Uso dell’Io che per altro è naturale e ben accetto pure dal sottoscritto quando formula pensieri ed opinioni, che in quanto tali passano inevitabilmente dall’Io, per l’appunto.. Mi sa che mi ha inteso proprio male (o di un bene mal digerito). Vabbè, non importa, e non mi pare il caso di intavolare una discussione pubblica a riguardo per ‘sì poco. Ad hominem… P.S. Personalmente il timore della morte che preferisco e che trovo più sano è quello che si prova quando ha a che fare con un’esperienza vitale. Una sorta di reazione da contrasto. Quando ha a che fare con l’esistenza in quanto tale lo percepisco in maniera molto più ombelicale. E se avessi fiducia incondizionata nell’essere umano penserei che potrebbe far di meglio.

                • Gazza scrive:

                  MaXXX, assolutamente no ovviamente.
                  IO HO solo spiegato che c’è da discutere, ma sugli Atti di Fede, che talora mi imbarazzano, non mi permetto.
                  Penso che ti costerò un po’ di più… :)

                • Maxx scrive:

                  Nino, non c’è nulla di più personale della filosofia (e la FEDE può, forse, esserne considerata parte; la religione è un paio di maniche del tutto diverso).
                  Sei sicuro che i concetti di esistenza ed eternità che IO HO e che tu hai riportato siano del tutto identici a quelli tuoi? Io no.

                • Gazza scrive:

                  …che dopo c’è il correttore di bozze…
                  “accentare”, riferito ad un concetto, è un mio neologismo.
                  Ehhh lo so, lo so, è antipatico il farlo.
                  Del resto anche il Conduttore di questo Blog non brilla per simpatia, era…

          1. Paperinik scrive:

            La domanda che porrei al Presidentissimo del club e suoi apostoli è: ma in questo periodo caldo dove lucille luminose dai ai 18 ai 22 si denudano davanti ai nostri occhi quasi innocenti…quale santo o astrofisico o alieno non si perderebbe in piccole, leziose considerazioni terrene?Thanks

            • Gazza scrive:

              Paper non essere così assolutista.
              A parte le legittime attrazioni tra omo-generi, ci sono ALTRI godimenti che gli Humans hanno inventato dal momento che scoprirono che la continuità della specie (procreazione) non era l’unica finalità.
              Alcune sconfinano nella patologia, altre sono borderline.
              Che poi a IO, due bei coseni, un dawn the back a mandolino, due caviglie nervose su gamba leggera, ed un viso solo gradevole, piacciano assai è… Tutta un’altra storia.
              Ma non la sola, ricordati che “…fatti non “fummo” a viver come bruti…”.
              Ciao pedemontaro.

            1. Gazza scrive:

              Simone, non c’era spazio sotto il tuo post, quindi ti rispondo qui.
              Non vedo nessun “equivoco” nelle tue valutazioni.
              L’unica cosa che ci tengo a ricordare è che, su questo spazio (gentilmente concesso da Telenuovo), IO decido cosa scrivere, e le eventuali richieste di scrivere “altro”, o in “altro” (???) modo le valuto IO.
              Quell’ “IO” così evidenziato ti sembra narcisistico o megalomanico?
              Pazienza.
              Quello che IO scrivo, si può integrare, contrastare, dissentire, e così via…
              Io spesso tratto argomenti che fanno parte di esperienze altrui, ma trovo più onesto partire sempre dalla MIA, anche per le eventuali valutazioni di cronaca nazionale.
              Cordialmente.

              P.S.:
              A questo post NON seguirà dibattito

              • Simone scrive:

                Gazza, davvero, confermo l’impressione: non hai capito il senso di ciò che ho scritto a riguardo , che è “altro” e probabilmente un po’ più complesso. Ma può succedere via web se non si conosce veramente la persona e non si ha quindi la necessaria natural-empatia .. Una discussione pubblica sulla questione poi, sì, non ha il benché minimo senso, anche perché il pubblico potrebbe giustamente annoiarsi. Va ben così, pazienza. L’errore mio è stato nel sopravvalutare il mezzo. Non credo la persona, che non metto in discussione essere un abile ascoltatore.

              1. fioldePreben scrive:

                adesso che ho letto e capito che l’argomento è la paura di morire mi sento di dire solo una cosa: per questo tantissimi abbracciano la fede.

                https://www.youtube.com/watch?v=1vKppfa7FIE&list=PL8FA2715CEE6310ED&index=18

                Tu sei una ballerina
                ma stai danzando nell’aria
                prima o poi tu cadrai

                Sei un sognatore
                una notte al luna park
                ma ancora vuoi tutto

                Sei in pericolo
                L’ultimo della fila
                ma la visione dura per sempre

                Perciò basta resistere
                puoi fare che ti accada
                raggiungi le stelle e volerai

                Sei affamato di paradiso
                Affamato di paradiso
                Affamato di paradiso
                ma ti serve un po’ di inferno

                Tu sei un corridore
                ma stai inseguendo te stesso
                Senti il caldo respiro sulla tua spalla

                Sei una emozione
                Scorri fredda, scorri calda
                Il giovane può solo invecchiare

                Noi siamo la luce del sole
                Possiamo brillare e risplendere
                e i nostri sogni sono ciò di cui siamo fatti

                Perciò basta resistere
                puoi fare che ti accada
                raggiungi le stelle e volerai

                Sei affamato di paradiso
                Affamato di paradiso
                Affamato di paradiso
                ma ti serve un po’ di inferno

                • Gatón scrive:

                  Ciao fiòl, visto che te ghe si e che te piase parlar anca de l’origine de l’universo volea farte na dimanda:
                  A Focus i a dito che el telescopio Keck l’a visto dele galassie a 13 miliardi de ani luce de distansa.
                  http://www.focus.it/scienza/spazio/galassie-lontane-tra-telescopi-e-lhc-siamo-sempre-piu-vicini-al-big-bang
                  Alora vol dir che cuela galassia l’era là 13 miliardi de ani fa, ando la sia adeso no me interesa.
                  Ma se el Big Bang l’è sta 16 miliardi de ani fa, vol dir che cuela galassia la ga meso 3 miliardi de ani a rivar a na distansa de 13 miliardi de ani luce…
                  Alora o el me amigo Einstein primo (se no te l’avei capìo el secondo son mi :-D ) l’a sbaglià tuto con le so teorie e la velocità dela luce no l’è mia on limite insuperabile, o el Big Bang l’è sta tanti ma tanti miliardi de ani prima de cuel che i dise i siensiati, e cuel che i ne conta l’è solo el limite dato dai strumenti.
                  On me amigo ucraino siensiato sul serio che el vive in Merica e el laora al Fermilab l’è dela stesa idea, tuto dipende dai strumenti che gavemo.
                  O che el spassio el sà slargà sensa che le galassie le se mova…
                  Grassie al Parón de casa che el ne dà el posto ‘ndo discutar anca de ste robe piassè grande de noantri.

                  • Gazza scrive:

                    Gatto Mammone, la comunità scientifica mi pare generalmente pronta ad ammettere di aver sbagliato i calcoli, e che il BIG BANG, Disegno Divino per i credenti, è parecchio anteriore a ciò che si riteneva.

                    • bardamu scrive:

                      Sì, vabbè, e poi? quando abbiamo datato con esattezza il big bang ( sempre ammesso che l’universo sia nato così..) cosa abbiamo concluso? Come ho già scritto in questo campo la teoria di Einstein vale la mia. E a Maxx dico che sono ben lungi dall’avere certezze sulla non esistenza di un “progetto superiore”. Come Socrate ho l’unica certezza di non sapere. Il che è,comunque, già qualcosa.

                      • Gazza scrive:

                        Caro Bardo, nel campo dell’astrofisica non conosco l’importanza che possa avere la DATAZIONE degli eventi, ma a naso ne ha.
                        Nell’antropologia e nell’ archeo-paleo antropologia, le datazioni delle scoperte, che talora si misurano a centinaia di migliaia di anni, quando non milioni, è fondamentale.
                        Il “chi siamo”, per ora, si può aiutare con il “chi-come eravamo”.
                        Sul come saremo sono un po’ in difficoltà a distinguere tra “aspirazioni dal sapore bufaloide” e le caute, lente, sperimentali previsioni di scienziati accettati dalla maggioranza della comunità scientifica mondiale.

                1. Ciucco Norris scrive:

                  Maxx , in Interstellar se non ho capito male , Nolan si interroga sull’ esistenza dell’ uomo chiedendosi se sia giusto misurare la nostra esistenza e la possibilità che esistano altre forma di vita superiori basandoci sulle conoscenze attuali. Lui usa un pretesto narrativo : la manipolazione della gravità ( intesa come forza ) per manipolare tutto il resto. Un pretesto narrativo che abbraccia la teoria degli universi paralleli. Cosa giá vista e discussa, i somma. E senza trovare grandi risposte. Perché siamo mentalmente incapaci. Il nostro cervello ci permette e permetterá sempre di spingerci fino ad un certo punto oltre il quale , per limiti organici , non potremo mai arrivare.
                  Le religioni danno una giustificazione semplicistica del ” tutto ” che ci circonda.
                  Ma se vogliamo , anche la teoria del caos lo può essere , poiché si basa sul massimo raggiungibile dei nostri studi e conoscenze in ambito scientifico.
                  Esiste allora un Dio ? Un Dio che ci ha creati ? Ma chi ha creato Dio ? Forse il caos ? O un Dio a lui superiore ?
                  É un cane che si morde la coda.
                  Io so solo che , da buon insonne , noto che ogni estate i passeri sotto casa mia iniziano a fischiettare alle 4 e 20 precise. Non avendo sveglie , e il ritmo biologico non può essere così preciso , come regolano il loro risveglio ? Usano anche loro il tempo , o la loro esistenza si basa attorno a parametri a noi sconosciuti ? Metteresti la mano sul fuoco su tutto quello scoperto dall’ uomo riguardo la vita dei passeri ?
                  O di altre specie ?
                  E se fossi un Dio, premieresti l’ esistenza di un essere così ignorante e limitato come l’ uomo ?
                  ( il candidato ha il tempo maxx di una vita per rispondere e nel limite di 1060 caratteri ).

                  • Maxx scrive:

                    La tua considerazione mi dà gioia.
                    Mi riguarderò il film: mi sembra di ricordare che ad un certo punto si dica “Non sono stati gli alieni (?), siamo noi!”. Ma non sarà prima di stasera.

                    Io NON sono bigotto. Ho un sacco di dubbi ma ho anche sensazioni (magari indotte e/o figlie di un’educazione) che mi portano a pensare ad un disegno. Diverso dal caos.

                    E’ un sacco di tempo che non ho deja vu. Da giovane ne avevo qualcuno, roba piccola. Ma uno, mi sembra intorno ai 30 anni, era talmente complesso e preciso che mi ha spaventato. Teoricamente il caos non lo permetterebbe.

                    Ps. C’è stato un tempo che mi svegliavo sempre, immancabilmente, alle 02:51 precise (di notte :) ed ovviamente purché avessi dormito almeno mezz’oretta). E’ durato per un paio di mesi o forse più. Non chiedermi che cosa significhi. Passera? :lol:

                    Legenda. Mi sento meno bigotto di quelli che sono SICURI che Dio non esiste.

                    • Ciucco Norris scrive:

                      Sì , sono loro stessi e non degli alieni. Se ho capito bene , arrivano a manipolare lo spazio e il tempo , imparando a viaggiare tra universi paralleli e spostandosi su pianeti esistenti in questi universi. Altrimenti scazzerebbe il finale, dove Matt prende l’ astronave per andare a trovare la figlioletta nell’ universo parallelo in cui laTerra sta per morire.

                      • Maxx scrive:

                        Quisquilie, Ciucco.
                        Il mio messaggio (simile peraltro a quello di Nolan, forse) è che la nostra sia una “guerra tra poveri”, dove ci sono bigotti nell’uno e nell’altro senso.
                        Io trovo più corretto, alla luce delle nostre conoscenze, essere meno rigidi.

                        • Simone scrive:

                          Ciucco, non è purtroppo questione di buona o cattiva condotta. Il punto è che l’uomo se si mette in testa una cosa, prima o poi ci arriva, e quello che lo rende pericoloso è la bramosia di Potere. L’invenzione di Dio originariamente ho sempre avuto l’idea che servisse per tenere a bado (vedi timore di Dio) questo nostro lato. Poi Nietzsche ha capito tutto con un certo anticipo. E infatti il vaso di Pandora si è aperto del tutto.

                        • Ciucco Norris scrive:

                          Verissimo. Anche perché chi abbraccia appieno le teorie scientifiche non ha certezze assolute e la stessa teoria del Big Bang é , per quel poco che posso capire ,piena di paradossi.
                          Ma per quel che mi riguarda , come personcina che ondeggia tra ateismo e agnosticismo ( piú per la seconda , anche se paradossalmente una esclude praticamente l’ altra ) , non credo che l’ uomo sia un essere così superiore da meritare il premio postumo per buona condotta. É su questo punto che mi scontro maggiormente con le religioni.

                      • Ciucco Norris scrive:

                        Ah no , lui alla fine va a salvare la collega !!! E quindi ? Resta valida la teoria degli universi paralleli o , se il film non é incentrato su questa chiave di lettura , la tua osservazione su uomini del futuro che si autosalvano nel passato é più che legittima.

                        • Maxx scrive:

                          Parla di “noi stessi evoluti” (sempre se non ricordo male…) e non di universi paralleli. O meglio, di universi “paralleli” raggiunti però fisicamente, e passando attraverso il wormhole (thanks Tom!) manufatto.

                  1. fioldePreben scrive:

                    Ma Gazzini..intanto buonasera, poi mi scuso ma non leggo tutto, prima scrivo. Apro posito: dei post in rispost ho letto solo questo stralcio: “Hospja!
                    Noto che dopo oltre sei anni di frequentazione e accese discussioni il MaXXX ha messo un po’ d’ordine nella zucca.
                    Non male.” e un pò m’ha fatto pensare.
                    Non nascondo che approcciando la lettura del post dopo un discreto tempo passato senza aprire il blog pensavo che Lei fosse ancora in quel di Bombasa..ricredendomi, quasi immediatamente alle parole: “ex Stazione Verona Caprino (tra Porta San Giorgio e l’inizio di Via Mameli”.
                    Spero, comunque che Vussuría vada per lo meglio e spero che un giorno possa riusire, e vero, ad eguagliare il buon vecchio MaXXX.
                    E forsa il Verona!!
                    Apro e chiudo una parentesi: potresti vendere lo scuterone e cominciare a pensare a l’Ape ;) col freno davanti non si scherza Erino..me par..no Valentino. Spero tu abbia ringraziato il tuo Signore a dovere e con l’ui l’angelo custode che ha messo la sua ala destra a servizzio della causa.

                    Hasta Tento.

                    1. Gazza scrive:

                      Hospja!
                      Noto che dopo oltre sei anni di frequentazione e accese discussioni il MaXXX ha messo un po’ d’ordine nella zucca.
                      Non male.
                      L’AUTOSTIMA è una percezione da maneggiare con molta cura, e va messa SEMPRE in discussione.
                      L’ho imparato sui banchi dell’Università dove ero arrivato baldanzoso e carico di idee.
                      Dopo un anno di lezioni di grandi e grandissimi docenti, la mia autostima era ai minimi storici.
                      Avevo capito di non aver capito (quasi) un cazzo!
                      Poi la lenta risalita, qualche buon risultato fuori e dentro le aule universitarie mi rimisero in linea di galleggiamento.
                      Altri risultati professionali e privati, tra alti e bassi, costruirono quel nocciolo FLESSIBILE che si chiama autostima.
                      Com’è ovvio sono state le esperienze negative, lentamente risolte, a dare l’abbrivio a quella che, invece di chiamare autostima, chiamerò “valutazione discreta della mia esistenza” (almeno fino a ieri…).
                      Del doman non v’è certezza.

                      P.S.:
                      In questi ultimi tre anni c’è una sola persona di questo Blog che ho VOLUTO conoscere personalmente.
                      E’ un uomo di spessore, con scelte di vita, in nome della propria dignità e di alcuni principi, che lo hanno portato a vivere una vita (mi pare) sacrificata, ma portata con il giusto orgoglio, mentre potrebbe essere ai vertici di un’importante azienda veronese che conosco bene.
                      Ogni tanto sparisce, ma io gli ho fatto sapere che sono sempre disponibile per lui.
                      Anche perchè al primo incontro non la finiva mai di chiamarmi dottore, facendo praticamente il mio tassista, finchè non l’ho mandato dove doveva.
                      Uomo di intelligenza vivissima con approccio cauto e modesto al suo sapere.
                      Bella conoscenza, chissà se viventerà un’amicizia.

                      p.p.s.s.:
                      ho in mente di lanciare una specie di Blog/Rubrica dal titolo: “IO HO…” visto, letto sentito, rivisto… e così via.
                      Ma prima che Simone la consideri una provocazione, quel “IO HO…” sarà aperto atutti quelli che hanno qualcosa da dire in qualsiasi campo.
                      Adelante comp… oops!
                      Adelante Amigos!

                      1. Gazza scrive:

                        Niente da fare a quel che vedo.
                        Non riesco a far decollare qualche ragionamento sul “timor mortis”.
                        Non penso che parlarne sia una mancanza di rispetto per la “Grande Sorella”.
                        Però va bene così, libertà punto (.)

                        • Maxx scrive:

                          Il timor mortis esiste almeno quanto il timor vitae.
                          Poi ci sono i distinguo:
                          - di chi ha visto qualcuno soffrire veramente la vecchiaia.
                          - di chi ha visto situazioni di non ritorno, aspettando con trepidazione la morte di chi amava e che non riusciva a morire nonostante dolori atroci
                          - di chi ogni tre mesi andava a controllare come si evolveva il suo quadro clinico
                          - di chi era stato considerato un morto che cammina ed ha scoperto che c’era una second life
                          - di chi aveva sperato di morire purché sopravvivesse la madre dei suoi due figli, molto più importante.
                          Immagino ci siano altri TOT (cit.) motivi per parlare con Sorella Morte. Questi sono i miei.

                        • Gazza scrive:

                          …autenticazione…

                          • Ciucco Norris scrive:

                            Io ne ho. Parecchio.Credo sia una cosa più diffusa tra chi ondeggia tra ateismo e agnosticismo.
                            Ho paura del come e di aver ragione sul ” poi ”.

                          • Simone scrive:

                            Un piccolo ragionamento, se vuoi una critica, ma senza cattiveria, eh. Dal mio punto di vista trovo spesso un difetto strutturale nei tuoi scritti, che inevitabilmente (o forse no?) porta molti lettori partecipanti a scivolare su un altro argomento. Non mi piace molto, in generale, il fatto di mettere spesso esperienze personali dirette, seppur nel tentativo (credo, anche se un certo narcisismo egocentrico da parte tua non lo escludo del tutto, anzi) di allargarle su argomenti che vanno al di là di te. Il risultato che vedo è che spesso si viene a parlare appunto di te – quando non si fa una ”certa gara” a mostrare il proprio sapere ma in modo (vado a sensazioni piene, sia chiaro) sempre a loro volta egocentrico più che realmente costruttivo -, magari non pochi tendono a lodarti come persona di cultura, ad innalzarti a essere meraviglioso, eccetera (Maxx con il suo “Mi sa che state un po’ troppo mitizzando il Nino. A volte è anche umano…” scritto come commento nel pezzo precedente lo aveva già ipotizzato e forse intuito), a volerti conoscere addirittura personalmente (che non c’è nulla di male,ovviamente)… ma questo sembra non di rado prendere il sopravvento sul tema, non so se mi spiego. Da questo punto di vista, personalmente, preferisco un altro tipo di impostazione sui pezzi.

                            • Maxx scrive:

                              Conosci pochissimo il Gazza e conosci pochissimo anche me.

                              Credo che io e lui (più il Nino che lui) possiamo considerarci buoni amici, ma il “nostro rapporto” è tutt’altro che piatto. Continuiamo a prenderci in giro, a provocarci e a provocare reazioni un pelo scomposte per il gusto di una discussione sanguigna. Quella battuta che ho fatto andava in questo senso; non è né ipotizzato, né intuìto: lo conosco piuttosto bene, abbastanza da non aver bisogno né di intuire, né di ipotizzare.

                              ——-

                              Che Nino abbia un’autostima esagerata è un dato di fatto, ma non avrebbe potuto avere il suo vissuto se ne fosse stato sprovvisto. E, del suo vissuto, l’autostima ne è in parte il risultato.
                              E’ lui stesso il primo a mitizzarsi, ma non è spocchia e non risulta così sgodibile; fa parte del suo carattere, prendere o lasciare.

                              E’ un interlocutore spesso invadente e tende ad accentrare l’attenzione su di sé (almeno con me, anche se in questo senso gli somiglio molto) ma è attentissimo all’altro.
                              Nelle discussioni tende a dar ragione a sé stesso in maniera un po’ assolutista, ma ascolta ciò che hai da dire e lo valuta. E, se ne vale la pena, per “la prossima volta” un po’ cambia. Ho scritto anche “E vedo che qualcosa hai imparato…” che per me era/è molto più VERO della battuta che hai citato: mi sentirei di dire che la risposta a Canegrandis, sebbene la faccia passare come farina del suo sacco, sia un pensiero scritto a quattro mani. Ne avevamo discusso in termini simili pochi giorni prima e qualcosa di MIO che non era SUO c’è; in fondo, mi ha già canzonato su questo blog definendomi “palestra”.

                              Ha un miliardo e mezzo abbondante di difetti, ma è fondamentalmente onesto con sé stesso e con gli altri.
                              E’ disponibile; non so quanto aiuto possa dare (non sa fare un ‘azzo! :) ) ma su di lui ci puoi contare.

                              Sempre indeciso tra l’essere un ottimista con paranoie e/o un pessimista con entusiasmo.
                              E al verificarsi di un evento ti chiede: “Cosa ti avevo detto?” – E tu: “Assolutamente nulla al proposito!”. Ed è vero.

                              Il suo modo di scrivere, partendo da ciò che gli succede (o gli succede attorno) per trarne discussione, credo possa essere considerato “style”. Personalmente lo apprezzo non considerandolo fine a sé stesso.

                              Ps. La mia opinione è che sia molto più legato alla vita di ciò che vorrebbe dimostrare. Ma ovviamente non glielo dirò mai. Specialmente in presenza di terzi.
                              Ha ancora cose MOLTO IMPORTANTI da fare per altri ed il motto “Nessuno è indispensabile” non lo convince del tutto.
                              Però ha ANCHE cose da fare per sé stesso. Inoltre, credo che Ciucco qui sopra abbia colto nel segno: «Credo sia una cosa più diffusa tra chi ondeggia tra ateismo e agnosticismo. Ho paura del come e di aver ragione sul ”poi”» appartenga anche a lui.

                              Pps. @ lettore notturno 2
                              Ora hai un quadro abbastanza completo su come il Nino venga recepito. Sei ancora sicuro di volerlo conoscere? :lol:

                              Ppps. Non prendetemi troppo sul serio. Gazza è molto peggio di così. Ma non avrei mai il coraggio di dirglielo dal vivo.

                              • Simone scrive:

                                Maxx, non è questione di conoscere e quanto , o meno, ma di effetti e sensazioni che mi risultano da certi scritti. Personalmente non sempre apprezzo questo stile per i motivi che ho citato. Infatti non sempre mi viene da entrare in certe discussioni. Tutto lì.

                            • Ciucco Norris scrive:

                              Per quel posto come correttore di bozze siamo giá alle semifinali. Arrivi tardi.

                        1. senex scrive:

                          dall’Epistolario di Seneca a Lucilio

                          Chiunque decida di essere felice, pensi che esiste un solo bene, cioè ciò che è onesto; infatti se pensa che ve ne sia qualcun altro, anzitutto, giudica male la provvidenza, perché molte sventure accadono agli uomini giusti e perché qualsiasi cosa che ci è data è di breve durata ed esigua se la paragoni alla durata del mondo intero. Da questo lamento deriva che siamo interpreti ingrati dei benefici divini: ci lamentiamo che sono non continui, che ce ne tocchino pochi, incerti e destinati a svanire. Da ciò deriva che non vogliamo né vivere né morire: ci prende un odio verso la vita e un TIMORE DELLA MORTE. Ogni proposito è incerto, né alcuna felicità può soddisfarci pienamente. La causa, appunto, è che non siamo giunti a quel bene immenso e insuperabile dove è necessario che si fermi la nostra volontà perché non esiste luogo oltre la sommità. Chiedi perché la virtù non abbia bisogno di nulla? Gode di ciò che ha a disposizione, non desidera ciò che non ha; quel che per essa è grande è quel che basta. Allontanati da questo principio: non vi sarà pietà, non vi sarà fedeltà, infatti chi vuole osservare l’una e l’altra (virtù) deve sopportare molti di quelli che sono chiamati mali, e deve sacrificare molte di quelle cose di cui ci compiaciamo come se fossero (veri) beni. Viene meno il coraggio, che deve dare prova di sé nel pericolo; viene meno la grandezza d’animo, che non può risaltare se non disprezza come cose di poco conto ciò a cui il volgo aspira come grandissimi beni; viene meno la riconoscenza e la restituzione di un favore se temiamo la fatica, se abbiamo conosciuto qualcosa di più prezioso della fedeltà, se non guardiamo alle cose migliori.

                          Non sono sicuro di essere in “tema”, ma la centralità della VIRTU’ non mi pare malaccio ricordarla.

                          Un cordiale saluto al conduttore del blog

                          • do minus gazza scrive:

                            Caro Senex, benvenuto.
                            Ti ringrazio della trasposizione, ma non credo che la frase (il concetto…) “Timor Mortis Conturbat Me” sia tratto da Seneca.
                            Dopo l’incipit di Canegrandis, sotto forma di domanda a me rivolta, ho fatto qualche ricerca ed ho trovato questo che traduco con le mie miserabili reminiscenze di Latino:

                            “Sono un peccatore quotidiano e non ho rimorso. Ma il TIMORE DELLA MORTE MI TURBA perchè nell’Inferno non vi è redenzione per alcuna cosa. Dio abbi pietà di me, e salvami”

                            Un Amico che “SA”, e molto, mi ha detto che è una parte delle liriche di Giovanni da Palestrina.
                            -> https://www.youtube.com/watch?v=YVhl5hQzyxE

                          1. Gatón scrive:

                            A volte l’ultima speranza è nel “rigor mortis” :-D

                            1. homage scrive:

                              Un piccolo omaggio a Mister Gazza per il modo in cui ha cercato di trattare un pilastro dell’esistenza, la non esistenza
                              https://www.youtube.com/watch?v=YyknBTm_YyM

                              1. lettore notturno 2 scrive:

                                ” Timor mortis conturbat me”, dovrevve essere il centro di questo topic, grazie a Canegrandis; e, francamente non la situazione della buona, media, mala, sanità.
                                In questi quattro anni che seguo questo blog mi è parso di cogliere un cambiamento in Gazzini, meno cazzeggio più riflessione.
                                Il testo del Topic ed il post collegato sono notevoli e di grande onestà intellettuale, che mi appare densa di dubbi, ripensamenti, decisioni drastiche.
                                Gazzini, una persona che amerei conoscere personalmente, ma mi pare di aver capito che il filtro è a maglie strette.
                                Se non continuerà a vivere senza il “timor mortis” e non farà altre disgrazie, sento che siamo destinati ad incontrarci.
                                Io lo spero.

                                • Gazza scrive:

                                  Caro Lettore 2, guarda che le maglie strette non si addicono alla stagione, così torna un po’ di cazzeggio.
                                  Vorresti conoscermi?
                                  Credimi, lascia perdere (per referenze negative in merito qui ci sono almeno 5 validi giudicanti).
                                  Comunque concordo con te che il tema della forte o labile presenza del “timor mortis” in un soggetto è un argomento serissimo, ma tosto.
                                  Occorrono ANCHE buone letture alle spalle per evitare che l’autoanalisi non sia falsata da particolari contingenze.
                                  Occorrono grandi riflessioni su se stessi e non sono come bere un bicchiere d’acqua.
                                  Eppure qui ci sono almeno 5/6 lettori di mia conoscenza che qualche strumento cerebrale per “strologare” sull’argomento ci sono.
                                  Io potrei scrivere almeno una paginata, e, me lo dico da me, non banale.
                                  Ma io voglio sentire quelli che qui leggono.

                                1. Ciucco Norris scrive:

                                  Curiositá : sei entrato in codice di che colore è uscito in codice di che colore ? Perché al PS io ci sono finito due volte nell’ ultimo anno. Prima volta entrato in codice giallo e dimesso in codice verde , la seconda entrato in codice verde e dimesso in bianco. In entrambi i casi non mi ero inventato nulla e mi sono state fatte cure che il mio medico di base non avrebbe potuto farmi. Spesi 50 euro la prima volta , quasi 100 la seconda. Per cosa paghiamo le tasse se poi , quelle poche volte che dobbiamo usufruire di servizi pubblici di base , ci costa quasi come andare privatamente ?

                                  • Gazza scrive:

                                    Sono entrato in “codice giallo”.
                                    Ho fatto alcune radiografie e una visita ortopedica, dovrò fare un controllo tra 15 giorni.
                                    In minuscolo invisibile, e sotto forma di INFORMAZIONE; vengo reso edotto che: “…desideriamo renderla partecipe che il Servizio Sanitario Regionale ha impiegato Euro 135, 45 per il suo percorso di cura”.
                                    Per la visita di controllo è chiaramente scritto che PRIMA devo passare dall’ Accettazione/Cassa, ma non ho ben capito per quale importo…

                                    • Ciucco Norris scrive:

                                      Quello che ti frega é il codice con cui ti dimettono. Che guarda caso é spesso piú basso come gravità a quello con cui sei entrato. Politiche aziendali ?
                                      Comunque il primo a inventarsi quella dicitura fu se non sbaglio il ” Celeste ” , che ci teneva a far sapere ai suoi cittadini quanto fossero ” parassiti ” del SS lombardo. Qualcun altro la ritenne una buona idea…
                                      Per me é… ( 92 minuti di applausi )

                                  • bardamu scrive:

                                    Be’, insomma… sul costo delle prestazioni sanitarie in Italia, abituati da sempre ad una assistenza pressochè gratuita, abbiamo idee un po’ vaghe.
                                    Conosco un paio di cittadini statunitensi in là con gli anni che hanno scelto di vivere in Italia proprio perchè nel loro paese non potrebbero permettersi l’assicurazione sanitaria.
                                    Ultimamente coi referti vengono consegnati anche i costi teorici delle prestazioni ricevute. Leggendoli possiamo capire qual’è la differenza tra il “ticket” che ci viene richiesto, se non siamo esenti, come compartecipazione e la reale spesa che dovremmo affrontare se non intervenisse l’assistenza dello Stato.
                                    L’assegnazione dei “codici” in PS è stata decisa alcuni anni fa per disincentivare l’uso improprio che veniva fatto da molti utenti del ricorso alla medicina d’urgenza.
                                    Un’altra strada avrebbe potuto essere quella di inviare il paziente al proprio medico senza erogare alcuna prestazione.
                                    Si è scelto di assicurare ugualmente la prestazione ma di mantenere la gratuità solo per quelle realmente rispondenti al criterio dell’emergenza, facendo pagare il ticket come se il pz. si fosse rivolto alla normale trafila per tutte le altre ( più ovviamente un ulteriore ticket per la prestazione medica al PS ).
                                    Possiamo rivolgere molte sacrosante critiche alla sanità italiana, l’unica che non possiamo proprio fare, almeno per la stragrande maggioranza dei casi, è sui costi.

                                    • Ciucco Norris scrive:

                                      Mica son d’accordo . Sia come dipendente che come imprenditore , se tu Stato mi mangi il 50 % ogni mese in trattenute e tasse e poi , in uno dei pochi servizi di base , mi fai sentire pure in colpa quelle poche volte di cui ne ho usufruito , mettendomi sopra la dicitura di quanto ” sono costato realmente ” … Nel mio caso : 50 euro una flebo di cortisone e 100 euro un’ ecografia. Se vado privatamente al CEMS uguale , per un’ ecografia. Non siamo poi così distanti dagli USA , concettualmente. Allora non mangiatemi tutto in tasse, grazie.

                                      • bardamu scrive:

                                        Capisco che tu sia contrariato, ma ti invito a riflettere sul fatto che se malauguratamente avessi avuto bisogno di qualche intervento più importante o di qualche esame diagnostico più costoso negli USA, senza adeguata assicurazione sanitaria ( che costa un occhio della testa ), ti saresti dovuto vendere la casa.
                                        Qui viene curato gratis chiunque, non solo quelli che come me e te pagano le tasse ( mi riferisco ad emergenze vere, non ad esami diagnostici routinari o a medicazioni di poco conto).
                                        Che poi le tasse che paghiamo siano tra le più alte del mondo e che in cambio riceviamo ben poco, bè, questo è un altro discorso sul quale mi trovi perfettamente d’accordo ( anch’io pago forse più del 50% di quanto “guadagno” in tasse ).

                                        • Begbie scrive:

                                          In anni di viaggi negli USA (penso di esserci stato circa 30 volte), ho avuto solo una volta bisogno del sistema sanitario. O meglio, mia moglie ne ha avuto bisogno. Due anni fa, a causa di un malinteso col nostro medico di base, siamo partiti senza un antibiotico contro la bronchite e, il giorno dopo aver toccato il suolo della American Promised Land, la bronchite in questione si fa insopportabile. Per comprare l’antibiotico serve una prescription, e per ottenerla bisogna passare da una visita in un medical center. Siamo andati a quello più vicino e dopo circa un’ora di attesa mia moglie è stata visitata, devo dire molto accuratamente. Abbiamo ottenuto la nostra prescription e il conto totale (visita + antibiotico) è ammontato a USD 140,00 (che poi la nostra assicurazione ha rimborsato). Comunque so di gente che per una fratturina al radio si è vista presentare un conto di USD 4.500.
                                          Diciamo che il diverso sistema sanitario negli USA è, secondo me, una conseguenza del cardine fondamentale della società americana: il senso della responsabilità personale. Premesso che ovviamente la tassazione è più bassa che da noi e che contando l’assicurazione l’esborso non è poi molto diverso, se sei responsabile e paghi l’assicurazione – o se l’azienda per cui lavora la paga, molto probabile – non hai problemi. Se invece sei irresponsabile e speri che vada tutto bene, ti presentano un conto molto salato. In Italia invece, paghi o non paghi (per effettiva incapienza o per evasione), ti curano e il conto è minimo.
                                          Ho un amico che era canadese e, trasferitosi negli USA, ha poi preso la cittadinanza americana. In Canada il sistema sanitario è più o meno come il nostro (retaggio British?). Un giorno gli ho chiesto, dato che aveva vissuto metà della sua vita in Canada e metà negli USA, quale sistema preferisse. Mi ha risposto che quello americano è migliore: paghi la tua polizza e hai accesso a cure top in ospedali top. In Canada va più a fortuna, mi diceva. E la tassazione in Canada è circa 10% più alta di quella USA, d’altra parte quelle prestazioni da qualche parte devono arrivare.

                                        • Ciucco Norris scrive:

                                          P.S : in effetti però col 50% di tasse prima delle elezioni asfaltano ovunque , mettono le rotonde e riattivano funicolari ferme da mezzo secolo. Bìsognerebbe votare più spesso , o no ?

                                        • Ciucco Norris scrive:

                                          In USA costa circa 150 euro al mese. Diciamo che con tutte le trattenute o le tasse che mi mette lo Stato ( tra cui tasse di possesso sulla casa !!! ) e i servizi che mi offre , c’è qualche cosa che non torna se entro in un pronto soccorso con la faccia gonfia e tonfi ovunque , specificando che ho una forte allergia a una cosa che ho ingerito per sbaglio , mi fanno una flebo di cortisone al volo ( codice giallo ) salvo , ripeto , dimettermi in codice verde e farmi pagare 50 euro . 50 euro una flebo? Mi avessero messo dentro anche na punta di Viagra capirei…

                                  1. canegrandis scrive:

                                    Ti auguro una pronta e piena guarigione e poi direi che in queste occasioni l’importante è portare a casa la pellaccia anche se ammaccata.
                                    I motociclisti, che abbiano o meno 70 anni, sono la “categoria mobile” più a rischio di incidente e raramente per propria responsabilità, ma così è…

                                    Mi incuriosisce particolarmente la tua riflessione e capisco i tuoi scrupoli morali e materiali riguardo ad una malaugurata dipartita, ma ti chiedo: un minimo di timor mortis proprio non c’é?

                                    • Gazza scrive:

                                      Caro Paolo, ahimè non c’è.
                                      Non si tratta di idiotesco-finto eroismo, c’è la fase giovanile, e un po’ più su, nella quale non ci pensi.
                                      Poi c’è quella attuale dove, essendo discretamente soddisfatto del tuo “cammin di vita”, ti preoccupi di coloro che restano dopo di te e non gradisci che abbiano rogne e dolori a causa tua, e per inciso qualcuno che qui legge sa che certe cose VANNO PENSATE CIVICAMENTE DA VIVI, e non “se ciava chi restarà”.
                                      Ci sarebbe anche un pelino-pelino di “filosofia” di mezzo, ma di quella eventualmente ne ciacoleremo camminando intorno al Binti.
                                      Per puro sfizio, durante la lunga-lunga attesa al Pronto Soccorso, ho provato a contare quante volte ho scambiato due chiacchere con la GRANDE SORELLA.
                                      Contando quella di ieri sono arrivato a SEI, chiare e tonde.
                                      Questo non vuol dire che a certe cose ci si “abitua”, per carità!, però dentro qualcosa scatta.

                                      P.S.:
                                      Capiamoci “hic manebo optime”, ma ho già detto a qualcuno di voi che mi occorrerebbero ancora un 10/12 anni per “sistemare” le cose, che poi si tratta statisticamente del cosiddetto “Tempo di Vita Attesa”.
                                      Poi…

                                      • Maxx scrive:

                                        Immagino di essere quel “qualcuno che qui legge”, o uno di quelli, visto che una paio di volte abbiamo affrontato l’argomento. E vedo che qualcosa hai imparato… :)

                                        In realtà i percorsi per dar del tu alla Grande Sorella sono più d’uno e non dipendono esclusivamente da fattori anagrafici.

                                      • lettore scrive:

                                        Una domanda (Canegrandis) e una risposta (Gazzini), estremamente interessanti.
                                        Come spesso accade, quando si viene qui c’è da riflettere.

                                      1. Gazza scrive:

                                        Che siano bravi, per quel che ho visto, la sensazione è quella.
                                        Pazienti lo sono un po’ meno.
                                        Ma in quella “frontiera” d’ingresso, posso anche capire che la pazienza si usuri in fretta.

                                        • bardamu scrive:

                                          “Paziente”, per definizione, deve esserlo, e tanto, chi si avvale dell’opera del santone. Al pronto soccorso, poi, complici molti cittadini che vi si rivolgono impropriamente, e un’organizzazione non proprio perfetta, pazienti bisogna esserlo al cubo.
                                          A me ne sono successe di tutti i colori ( a proposito dei colori dei codici… ): l’anno dello scudetto, per dirne solo una, venni spedito a farmi le radiografie alla caviglia destra, gonfia come un melone, al padiglione che si trovava a 100 metri circa dal PS: ero solo, e ci andai saltellando…
                                          La conseguenza peggiore, però, fu che mi persi la trasferta di Bergamo causa ingessatura, che oggi non mi sarebbe stata certamente applicata ( avevo una banale distorsione…).
                                          Quando ci penso rivolgo ancora giaculatorie non propriamente canoniche all’alto dei cieli.

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