23
giu 2017
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Par tirar tardi

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E TU COSA FARESTI?

Ho ricevuto una mail bella e molto articolata sul Topic pprecedente, che qui riassumo (rispettando, ma non comprendendo perchè non vengano messe sotto forma di post).
Anche se non serviva, visto l’anonimato, ho chiesto e ottenuto il permesso di pubblicarla.

“Caro Gazzini…, ho letto l’interessante discussione sul “timor mortis” e gli sviluppi del tema…
Poi come spesso accade, il blog di Mister Gazza ha virato sui legal thriller.
Io ho una domanda, che spesso mi sono posto e che rivolgo al blog.
Sono abbastanza sicuro che i numerosi serial killer, o assassini per una volta, mai ritrovati, abbiano avuto il sostegno di qualcuno che sapeva, specialmente in famiglia, e ha sempre taciuto.
Ho detto che mi sono posto la terribile domanda se la cosa fosse capitata a me.
Avrei taciuto e protetto oppure no.
Mi sono dato una sofferta risposta e vorrei precisare che non si tratta di un gioco autolesionista, certe domande pesanti è utile rivolgerle a se stessi, indipendentemente dai turbamenti che esse provocano…”.

P.S.:
Non conosco l’estensore, nè so chi gli possa aver fornito la mia mail.
L’impressione è che si tratti di una persona colta e non giovanissima, ma è solo una mia impressione perchè si può essere giovani, colti ed “esperti”, l’anzianità non fa grado.
Neanche alcolico.

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66 risposte a “E TU COSA FARESTI?”

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  1. Gazza scrive:

    Sì proprio Lei, anzi una parte di noi, se n’è andata con quel pronome personale (Lei) sempre così declinato per ridicolizzare il nostro occulto (palese) servilismo nei confronti dei potenti.
    Aveva 84 anni Paolo del Villaggio più globale possibile, prima ancora che M. McLuhan desse alto lignaggio sociologico al termine “Villaggio Globale”.
    A 84 anni ci può stare di andarsene, Hellassa su questo ci bacchettò a suo tempo, un po’ a ragione.
    Io sono moderatamente orgoglioso che mia moglie Nancy, nata in un villaggio (!) di 4000 anime, dopo aver messo a dura prova la tenuta della sua “vescica” ridarola con Charlot (Charlie Chaplin), impazziva per Fantozzi capendo la metà dei significati sub-liminali (non sempre) dei suoi personaggi.
    Volle rivedere volte e volte i suoi film con le mie spiegazioni.
    Per pudore non le ho mai chiesto di quelle sue corse, ridendo, alla toilette di casa.
    Ricordo che tempo fa, dopo l’ennesima visione di un suo film le chiesi, col mio claudicante Inglese se esistessero in Kenya delle figure/tipologiche fantozziane.
    La risposta di una giovane ragazza di villaggio fu “…noi ridiamo quando i nostri comici imitano personaggi VERI (…), della politica, della musica o della Tv, e con fatica coniò una perifrasi per dirmi che Fantozzi non era “reale” era “more than real” (surreale)…beyond, a great discovery for me and my mind”.

    A proposito di Villaggio Globale e ovviamente di Internet, ho letto su un quotidiano che non ricordo, che, socialmente parlando, la carta igienica era più ATTESA dall’umanità che non Internet…

    1. bardamu scrive:

      Torno da una settimana di vacanza e mi ritrovo ‘sto popo’ di topic.
      Alla faccia…
      Gli argomenti sono molti e sono stati quasi tutti affrontati.
      Canegrandis, però, ha proposto una deviazione, che è rimasta non frequentata, che a me pare ancora più interessante del tema originale.
      Perchè introduce l’elemento del coraggio, del rischio personale, oltre a quello del dolore intimo che si proverebbe a denunciare un familiare.
      Anch’io, come lui, mi sono posto più volte quella domanda: se vivessi in certe regioni d’Italia, avrei il coraggio di ribellarmi all’andazzo? Che potrebbe anche tradursi in: se vivessi in un paese dominato da una feroce dittatura avrei il coraggio fisico di ribellarmi?
      Onestamente temo di no.
      E la cosa mi fa vergognare parecchio.

      • Paperinik scrive:

        Questo è un tema che purtroppo mi tocca da vicino. Fa già parte di un retaggio culturale insito in determinati ambienti (e non sono pochi) per certe circostanze.Nel mio caso sono andato avanti un paio di volte. La prima ha sortito degli effetti sul lungo.Ma era un pescetto di scarsa importanza.La seconda invece è stata letteralmente insabbiata.È stata presa in carico la denuncia e di lì a poco si è fermata.5 anni dopo,Il pm ha dovuto portare avanti la questione perché oltre 100 persone non ne potevano più e hanno deciso di denunciare la situazione.Il risultato è stato che capo e scugnizzi assoldati hanno chiuso la ditta e sono spariti.Probabilmente a far danni da altre parti.Altre volte invece ho lasciato perdere, perché i rischi erano troppo alti e il gioco non valeva la candela.C’erano di mezzo anche dei soldi chiaramente.

      1. Riziero scrive:

        Dio salvi la Magistratura e la Giustizia!
        Un’invocazione neutra priva di tifoseria.
        Ho letto con attenzione l’articolo di Massimo Fini postato da Simona.
        Fini è una persona intelletualmente onesta, ma guarda solo il nocciolo del problema riguardante i Pubblici Ministeri.
        Tutto ABBASTANZA vero per quanto riguarda le procedure, ma Fini omette un particolare.
        Durante un’inchiesta un PM dovrebbe tenere estremamente riservate le proprie indagini, e distinguere quelle, magari “pruriginose” sessuali o strettamente personali SENZA RILEVANZA PENALE!
        E invece le veline informative escono, tutte e di qualsiasi genere, e qual’è il giornale che ne fa larghissimo uso ed abuso?
        Fatalità, mera fatalità, il giornale dove scrive anche Massimo Fini che rimane, lui, un’anima candida.
        Che poi la maggior parte degli indiziati, si dimostrino alla fine, ripeto alla fine della procedura, delle anime poco candide, e come tali da giudicare, è tutto un altro discorso.

        • Simone scrive:

          Scrive il Fini: “Ritorniamo a Woodcock. Se si va poi a ben guardare si vede che le sue inchieste “finite nel nulla” lo sono perché i reati di cui si occupava sono stati nel frattempo depenalizzati o innocuizzati con leggi ‘ad personam’ o ‘ad personas’, o sono caduti in prescrizione, o le sue indagini sono state trasferite.
          Il problema dell’Italia non è John Henry Woodcock. Sta nel fatto che nell’ex Bel Paese chiunque, in qualsiasi settore, si metta di traverso agli affari di ‘lorsignori’ deve essere, in un modo o nell’altro, eliminato.” A mio avviso questo è il punto focale. Fermo restando che le rivelazioni secondo Travaglio non sono uscite dalla Sciarelli anche perché Woodcock non la tiene mai informata sul suo lavoro (questa almeno la versione), mi viene da chiedermi se in realtà certe notizie non vengano date non secondo “il copione di legge” in primis proprio in “reazione ” a questo. Sapendo che una volta annusato il pericolo il potere ci metterà una pezza per auto proteggersi in questo paese, e quivdi renderà il tutto comunque inutile .(colletti bianchi in carcere gran pochi, eppur…), la notizia la diamo con le tempistiche “alternative “. Almeno così i cittadini sanno. Cittadini che però stanno comunque lì imbambolati. Quindi operazione sostanzialmente inutile, perché finché l’opinione pubblica risulta sterile, nulla cambierà in questo paese . E anzi pian piano ci sotterreremo sempre più da soli. Questo a mio avviso il senso profondo del pezzo.

        • Gazza scrive:

          Il link dell’articolo di Fini è stato postato da SimonE, un frequentatore abbastanza assiduo del Blog.
          Non condivido lo stile finiano, ma scriverebbe le stesse cose anche per altri quotidiani.
          Scriverlo su Il Fatto, giornale che non si scusa mai per gli abusi e le topiche, che hanno spesso gravi conseguenze, ha però un significato che va oltre la conclamata innocenza di spirito di Massimo Fini.

          • Gazza scrive:

            …autenticato…

            • Riziero scrive:

              Intanto comincio con lo scusarmi con Simone e garantisco a Gazzini di avere un’età dove non si scherza da tempo con i cognomi o con i nomi (uno che porta il mio poi…..).
              Avendo fatto un post OT, ne vorrei fare uno sul tema.
              A proposito del film citato da Gazzini, mi sono fatto convinto, solo su sensazione, che nel caso di tutela familiare, omertosa o meno, siano proprio le madri a giocare un ruolo predominante sull’eventuali volontà contrarie dei padri.

        1. Gazza scrive:

          C’è un film che ho appena visto, si chiama “The Dinner” (sconsigliato).
          I figli di due fratelli uccidono col fuoco una “homeless”.
          Il film della scena è andato sui social, ma non ha scatenato particolari reazioni.
          Uno dei padri è un importante senatore che decide di rendere pubblico il fatto distruggendo di fatto la sua carriera politica,
          Le madri come “erinni” particolari si oppongono con tutti i mezzi.
          Il film finisce sospeso, senza possibilità di intuirne la fine.
          La decisione finale è il silenzio, ma è una decisione illusoria nell’epoca dei social.
          Non ho dubbi che la stragrande maggioranza dei famigliari abbia nel corso della storia coperto i crimini dei figli e parenti e TEMO molto che ciò continuerà ad avvenire.
          Questa non è “evoluzione”!
          Quale società civile ci aspetta?
          Se chi parla di un evento criminoso verrà chiamato “infame”, se “la spia è peggio del ladro” (affermazione senza spiegazione alcuna!), diverranno “patrimonio oscuro” di una società che è mia per contingenza.
          Finite alcune cose che mi stanno molto a cuore, considero il mio tempo cosciente di vita sofferto e di pura sopravvivenza obbligata.
          Perchè io vivrò quel mi resta fino in fondo.
          Tutto e difficile (davvero?), ma il “terno al lotto” di chi verrà scoperto perchè ci sono le indagini e di chi la farà franca perchè COPERTO e, per imitazione dei pubblici funzionari, COLPEVOLI e COPERTI pure loro in modo ancora più obbrobrioso, mi deprime indicibilmente.

          • Ciucco Norris scrive:

            Nino, a mio parere NON esiste al mondo persona che non sia stata omertosa ALMENO una volta nella vita seguendo i codici del” vivi e lascia vivere’ , del ” é uno dei nostri ” , ” chi fa la spia non é figlio di Maria”.
            Ci sono milioni di casi di omertá su reati più o meno gravi ed alcuni di essi li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Da chi sa che il vicino di casa non paga alcune tasse non perché non può, ma perché non vuole ( es: il canone televisivo ) e lo tace alle autoritá; da chi sa che il proprio datore di lavoro evade alcuni obblighi ( di tasse , di sicurezza, contrattuali nei confronti di colleghi , perfino palese mobbing ) ; da chi vede aggredire una persona perché indossa una sciarpa di un colore diverso e , pur vedendo il tutto , non denuncia gli aggressori alle autoritá che stanno lí a pochi passi ( succede ogni domenica in tutti gli stadi , aggressioni e rapine a rotta di collo , ma il fenomeno non si placa perché coperto da omertá) ; etc etc.
            Si parte dalle piccole cose e poi si arriva ai casi piú eclatanti che ci lasciano a bocca aperta.
            La domanda da porsi é però questa : é il caso eclatante , magari impunito o punito alla leggera , che genera i casi minori o viceversa ? Il pesce inizia a puzzare sempre dalla testa oppure più spesso inizia a puzzare dalla coda ? O siamo al 50 e 50 ?
            Quello che vorresti tu , un mondo dove non esiste omertá o complicità é un mondo che non esisterá mai perché tutti , ripeto , da sempre , viviamo nell’ omertá per pura convenienza. Da qui , forse , nasce la domanda posta nel topic , che in un mondo perfetto non si sarebbe mai materializzata.

            • Gazza scrive:

              Ciucco sono piuttosto pragmatico quindi vivo immerso fino al naso nel mio tempo e ho studiato i tempi trascosrsi.
              Rivendico il diritto, su CERTI REATI, liberi e felici, di avere una doppia punta di disgusto.
              Non ho mai neanche provato a fermare un treno in manovra, cioè lento, col deretano.
              Odio Torquemada, detesto Saint Just e… qualche magistrato velinaro che trova di “FATTO” (ohibò) pseudo giornalisti mestatori le cui finalità sono orrende perfino in confronto ad Orwell (fatte le prporzioni).

              • Ciucco Norris scrive:

                Diciamo che ogni giornale ha il suo padrone. Di FATTO quel giornale é stato fondato da un giustizialìsta che ha fatto le sue fortune anche grazie ad influenti amicizie coi PM. Ora é partito per la tangente , forse a causa dei troppi yes men che lo circondano , ma a inizio carriera ha scoperto cosine interessanti che sono diventate patrimonio culturale. Poi ci sono quelli che cercano di imitarne lo stile e la carriera , ma di FATTO e a scanzi di equivoci, risulta evidente che hanno dei padroni sia a livello politico che a livello di ” informatori “. Ma può esistere ìl giornalista libero ? Per me é un ossimoro.

            • Ciucco Norris scrive:

              P.S : in un mondo perfetto , a mio avviso , anche il ” segreto del confessionale ” sarebbe reato o quanto meno da abolire.

          1. mi e ti anni fa scrive:

            Caro Nino, com’è cambiato nel corso degli anni il tuo blog…….
            Io so che in compagnia puoi cazzeggiare per ore sull’acqua calda prendendo in giro los amigos ma prendendo in giro prima te stesso, bella tecnica.
            So anche che si può parlare molto seriamente un po’ di tutto, e io, forse lo hai e mi hai dimenticato, sono ricorso a te per un consiglio su una cosa famigliare che ASSOMIGLIA, solo assomiglia per fortuna, a quello che avete discusso qui.
            Io sono d’accordo con “sospeso”, hai posto un quesito “terremotante” le coscienze, però non possiamo mica sempre parlare del “nostro Hellas”!
            A me ha colpito molto l’esempio che ha portato Lupus in fabula, che quasi nessuno ha ripreso.
            Eppure la violenze domestiche “silenziose” ma praticamente evidenti sono all’ordine del giorno nel silenzio totale, e lo dico anche per me che ne avevo sentore su una famiglia del mio condominio, ma un po’ vigliaccamente ho fatto “gli affari miei”.
            Poi ho traslocato, ma il rosico dentro mi è rimasto.
            Ho parlato anche troppo.
            Un saluto a tutti e un abbraccio al Nino.

            • Gazza scrive:

              Scusa ma non entro nel merito di questo strano tuo post, assurdamente confidenziale, enfatico e complimentoso, come fossimo stati a cena una settimana fa, dove si parla di fatti privati che riguardano anche me, quando chi segue con sufficiente regolarità il Blog sa che dei fatti riguardanti la mia persona PRIVATA, io sono l’unico abilitato a parlarne.
              Ti ho scritto una mail all’indirizzo che hai usato per il tuo post, se è una mail vera potrai rispondermi, VIA MAIL, altrimenti ricambio i saluti e NON segue dibattito

              P.S.:
              Ti avrei bannato, ma qui non si usa (per ora).

              • Lupus in Fabula scrive:

                Eh no! ( :-D )
                l’unico che raccoglie il sasso che ho lanciato te vol banarlo?

                Manderò giù anche questa…

                Però lancio un’altro sassolino, di quelli piatti, quelli che Amelie raccoglieva per poi fare “ricochet”, per farlo rimbalzare sulle acque calme di un canale: anche a me è capitato di assistere, a 21 anni ad un episodio di brutalità domestica di un padre contro madre e figlia. L’ho solo sentito, che forse è stato peggio, proveniva da una finestra al terzo piano di una casa in fondo a via Campofiore, di fronte all’Università. A piano terra c’era un gommista, che ha continuato a fare il suo lavoro, persone che entravano e uscivano dall’Università, passanti….io. Abbiamo TUTTI ignorato le suppliche di pietà della mamma e della figlia, le urla di furore del padre, il suono delle percosse. Avrei potuto chiamare la polizia, gridare, fare qualcosa, ma stavo andando dalla morosa e avevo fretta.
                Tutti avevamo qualcosa da fare di più importante che non fosse fermare quell’assurdità e ancora oggi mi chiedo: quanta parte della mia vita ho passato credendo di essere presente?

            1. Gazza scrive:

              Domani chiusura del Topic, proverò a dire la mia.

              1. neurone scrive:

                Questo topic mi ha davvero imbarazzato, in senso anche positivo, ma non per un sereno ragionamento.
                Ho smozzicato pensieri e parole, piene di se e ma.
                Non ho un’anagrafe freschissima ma non avevo mai pensato che mi potesse capitare un evento simile.
                Anche nell’anonimato di un blog non si può fare il furbo, e il quesito del Gazza è di quelli che fanno avvitare anche i convincimenti di cui ti sentivi sicuro.
                Continuerò a pensare e fare cose che non mi pongano “mai” davanti a un dilemma come questo.

                1. Marco scrive:

                  Argomento pruriginoso e che ti mette in diretto contatto con il tuo io interiore. Ho letto i vari commenti e ho cercato di capire cosa avrei fatto io. La risposta è che non lo so. Dopo l'io cosciente e razionale entrano in gioco l'inconscio e l'ego suoeriore. Proprio quest'ultimo quando viene sollecitato ci fa compiere azioni che nella normalità non faremmo. A difesa dell'omertoso va cosiderato anche l'egoismo per le difficoltà e le "perdite di tempo" che un processo comporterebbe, ci sarebbero spese da sostenere, c'è il proprio orgoglio da sotterraneo sotto metri di terra, c'è la consapevolezza di essere additati come famigliare dell'omicida. Tutto ciò potrebbe sopperire al senso di colpa dell'omertà? Ah, saperlo prima. Si prenderebbero le dovute precauzioni, purtroppo non è così e scopriamo chi siamo veramente solo quando ci siamo dentro fino al "non fate l'onda". Rispettare la legge o essere omertosi. Lealisti o complottisti. Duri e puri o accomodanti. Ai posteri l'ardua sentenza (cit. ). Fermo restando che io sono per la giustizia, sperando che sia giusta.

                  El Giara dal telefonin

                  1. sospeso... scrive:

                    La questione posta da Gazzini ha una radice profonda, psicologica-morale e sostanziale, che facciamo quasi ogni giorno: si chiama SCELTA.
                    Il conduttore del blog riporta una “cosa” altrui e non è dato sapere se Mr.Gazza, un non professionista della penna pubblica, ma molto professionale e esperto, ci abbia “messo mano” e non solo per una sintesi.
                    Faccio notare che il quesito morale viene posto su un reato estremo come l’omicidio, e nientemeno che quello seriale.
                    Ma a scendere i tipi di reato sono molteplici e forse, solo forse, più gestibili dal punto di vista della scelta morale da compiere o da sottacere.
                    E’ comunque fuori discussione che questo è il topic più “terremotante” tra quelli offerti in questi anni.
                    Caro Gazzini, alla tua domanda rispondo con turbata franchezza: non lo so.
                    Ma è un gran topic, sia per come è stato proposto, l’averlo proposto, e la discussione di qualità, talora imbarazzante, che si è sviluppata diventando un moltiplicatore di dubbi.

                    • Gazza scrive:

                      Caro Sospeso, benvenuto e ciao.
                      E’ vero, non ho fatto solo il riassunto, ma dei vari esempi che venivano fatti nella mail ho scelto quello che condividevo e che mi aveva sempre fatto riflettere, anche con inquietudine sul “Silenzio degli Innocenti Colposi”.
                      Proviamo a ridurre l’impatto “terremotante” dell’omicidio.
                      Scopri che tuo figlio o tuo fratello ruba, e lo sai con certezza perchè ne hai le prove,
                      Cosa fai?

                      A tal proposito, seppure indiretta, ho una esperienza personale.
                      Una trentina d’anni fa ho fatto il direttore sportivo “factotum” di una squadra amatoriale che partecipava ad un campionato del C.S.I.
                      I giocatori andavano dai 18 ai 36 anni ed erano in parecchi.
                      C’era un Presidente finanziatore (la cosa non costava poco) e avevamo un buon seguito di amici di vari quartieri.
                      Al termine di una partita fatta tra di noi, il campionato era sospeso, al rientro negli spogliatoi la cattiva sorpresa.
                      Eravamo stati derubati per una cifra che si aggirava intorno alle novecentomila Lire, una cifra seria per quel tempo
                      Imbarazzo generale, qualcuno comincia a guardare qualcun altro, magari riflettendo su chi si era momentaneamente assentato dalla partita, e così via.
                      Alla fine si decide che prima della partita, tutti gli effetti personali sarebbero stati consegnati a una persona di fiducia e inoltre viene fatto l’elenco individuale, sebbene approssimativo, del denaro mancante.
                      Io nel frattempo un’idea me l’ero fatta e in settimana mi avvicinai ad uno dei finanziatori della squadra e, rischiando la fine di un’amicizia gli chiesi : “…senti…ma tu la paghetta settimanale la dai a tuo figlio…?”.
                      Una settimana dopo sentii suonare il campanello di casa, era il finanziatore della squadra che, in lacrime amarissime, mi diceva che sì, era stato suo figlio, che i soldi li aveva praticamente già spesi, nel frattempo mi consegnava le novecentomila Lire di tasca sua e mi pregava di restituirle alla squadra con in fianco suo figlio, perchè lui non sarebbe stato presente per l’insostenibilità della vergogna.
                      Gli manifestai la perplessità di avere suo figlio in fianco, ma insistette: “Speremo che el proa un poca de vergogna e che la ghe serva de lesiòn!”.
                      Purtroppo non servì, ma questa è tutta un’altra storia.
                      Si badi bene che nonostante il mio intervento sul padre, la cosa poteva tranquillamente sciogliersi nel tempo, senza colpevoli.
                      Ma quel padre decise diversamente.
                      Solo perchè non c’erano conseguenze penali?
                      Solo perchè io avevo avuto un sospetto?
                      Sicuri?

                      • Paperinik scrive:

                        Gli avevi messo la pulce nell’orecchio Gazza e cmq avevi fomentato un sospetto.Quindi un po’ entrambi forse: buon nome da tenere pulito e allo stesso tempo coscienza del finanziatore che reclamava la sua parte.Ma se o anche per questo, lo hai capito a pelle quando lo hai avuto davanti.

                    • Maxx scrive:

                      “Sono abbastanza sicuro che i numerosi serial killer, o assassini per una volta, mai ritrovati, abbiano avuto il sostegno di qualcuno che sapeva…”
                      Non solo serial killer, quindi, ma anche assassini per una sola volta. Magari con la possibilità di redenzione se non entrano nel vortice della “giustizia”.
                      https://www.youtube.com/watch?v=Od2v86KR8g4

                      “La bocca sollevò dal fiero pasto…” Immagino che tutti, come me, si siano posti il problema dell’Ugolino conte, finito all’inferno per aver mangiato i suoi figli. Istinto, regole, eternità attraverso i geni… Un casino.
                      E Interstellar, ancora Interstellar.
                      Il dott. Mann, quello che è sospeso tra l’istinto di sopravvivenza, la propria, e quella della specie (famiglia…)

                      • fioldePreben scrive:

                        Io non ho figli quindi podarea anca taser.
                        Tu Maxx DB(dal Benaco) vorresti dirmi che copriresti tuo figlio assassino na olta sola?

                        • Maxx scrive:

                          Non ho detto questo, assolutamente.
                          Dico che è una scelta difficile. Immagino che avere un figlio assassino sia peggio che saperlo morto. La distruzione della famiglia che ne deriva è ben peggiore. Non so dove possa arrivare l’alienazione dalle proprie capacità trovandosi in questo frangente: non si tratterebbe più di “coprire un delinquente”, ma sarebbe un tentare di proteggere anche gli altri membri della famiglia che sono incolpevoli. Ma sto facendo un’esercizio di immaginazione, valutando possibilità e mettendomi dalla parte di un padre alle prese con questo disastro di cui probabilmente si sentirebbe in parte responsabile.
                          E provocando una discussione su cose che, come già detto, possiamo solo supporre. Non è un topic che può portare a risposte.

                          Ps. Immaginiamo una situazione limite: un ragazzo commette un reato grave: un padre e/o una madre, non credi che abbiano la speranza di “rieducarlo” meglio di quel che potrebbero fare altri galeotti? Se la funzione del carcere è quella, (ed abbiamo visto che in Italia questo non succede) quali possono essere le tarme che rodono il cervello di un genitore a mandarlo a perdizione sicura? Dilemmi dilanianti.

                    • Gazza scrive:

                      Ciamato educatamente in causa, in un post complesso, domani preciserò.

                    1. Ciucco Norris scrive:

                      Le parole piú utilizzate in questo topic sono state famiglia, sangue , scelte . Mi riallaccio a queste tre parole per cercare di capire una cosa successa tre giorni fa : forse non ce ne siamo resi conto , ma NOI veronesi di città siamo stati complici di un caso di ” parentopoli ” politica a cielo aperto e conclamata che magari da qualche altra parte avrebbe fatto storcere il naso a molti cittadini. Forse esagero , ma io sono rimasto allibito di fronte al fatto che in un Paese devastato dal nepotismo e fai concorsi truccati per favorire i ” figli di ” , in molti non si siano posti la domanda se fosse giusto mettere a sedere sulla poltrona cittadina piú importante una persona il cui merito principale é quello di essere la ” fidanzata di “.

                      1. canegrandis scrive:

                        Di primo impatto leggendo il testo della mail dell’amico di Nino direi che, figlio, padre o fratello che sia, un assassino non lo si dovrebbe coprire e che coprire un serial killer sarebbe rendersene complici.
                        Riguardo ad altri reati il mio “senso civico” già traballa parecchio.

                        Poi seguendo il filo rosso delle denunce e delle coperture mi sono chiesto “e se mi fossi trovato nelle condizioni di un Libero Grassi avrei denunciato o avrei coperto con il silenzio i miei aguzzini?”
                        E così si è aperto il conflitto fra timor mortis (o piacere per la vita) e dignità (o rispetto di sé, o orgoglio).
                        Certo, poi pensi che alla fine dei cent’anni da pecora rimpiangeresti sicuramente il giorno da leone, ma ci vuole una razionalità mica da ridere.

                        1. Gazza scrive:

                          A Grandi Personaggi, Grandi Azioni, e io sono uno banalmente normale.
                          Non per svicolare, ma mi sono domandato spesso cosa farebbero (avrebbero fatto) in casi gravi, figure come Kant, Pascal, Hegel & Co.
                          So cosa fa (pare) Donaldo il Trumph, copre qualsiasi magagna, anche se non “secretata”…
                          Se non ricordo male anche Donat-Cattin, e Cossiga, a vario titolo, furono accusati (e assolti) l’uno per aver in qualche modo coperto il figlio Marco, tra i fondatori di Prima Linea e autore dell’omicidio del giudice Alessandrini, e Cossiga per averlo avvertito che il figlio Marco era sdtato individuato.
                          Ho dell’altro da aggiungere, ma questa non è la sera giusta.
                          Avverto un grosso rischio, oggettivo, nelle difficoltà che sono state evidenziate, giustamente, un po’ da tutti, e cioè che il passo verso l’omertà come strumento di autodifesa, non solo fisica, ma anche emozionale, è lì lì, manca un centimetro.

                          • Maxx scrive:

                            Non sono d’accordo sull’ultimo periodo.
                            L’omertà fa parte di un codice. Il “sangue”, coi codici, non ha nulla a che fare. Da una parte un “dovere”, dall’altra una sofferenza.
                            Ho vissuto posti dove vigeva l’omertà, anche nelle cose più piccole, dove anche chiedere un indirizzo era un “affronto” se chi ci abitava era “uno di noi”.
                            Il quesito che tu hai posto non fa parte di quel che passa sotto “omertà”. L’omertà non ammette il “…e tu cosa faresti…”. E’ la mia opinione. Augh!

                            • forse scrive:

                              Il “sangue” ha i suoi codici, eccome e li evidenzi proprio tu: dovere o sofferenza.
                              La seconda parte mi sembra una sorta di “vigliaccheria di branco”, che pure esiste.
                              Ma il discorso, a metà, del grande Gaz non fa una piega.
                              Aspetto il resto.
                              Wankan tanka!

                              cantina:
                              Gaz, mi stanno stressando perchè ti vogliono a una cena “ristretta” (in diese :D :D )
                              O’ proà a spiegarghe che se i resta in sinque ghè na posibilità che te convinsa.
                              Par atirarte i mà dito che i vol parlar anca del to blog!!!!!!
                              o’ pensà, bòn così col cuco che el vien.
                              Vedi ti

                              • Maxx scrive:

                                Forse, forse mi sono spiegato male.
                                Da una parte c’è una scelta sofferta, dall’altra parte la scelta non c’è.

                                C’è un film che non riesco a vedere senza soffrire ed è “Il Miglio Verde”.

                                “Quel che succede nel Miglio Verde, rimane nel Miglio Verde”. Non è una scelta, è così.

                                Quella di infrangere la legge, facendo uscire di prigione John per curare la moglie di Moores, quella sì è una scelta, sofferta e presa in modo democratico dalle pur integerrime guardie.

                                La coscienza soggettiva ha codici, se li ha, del tutto personali, pertanto non ascrivibili a CODICE. Altrimenti questo topic ed il suo “…e tu cosa faresti?” non avrebbe alcun motivo d’esser stato posto. Sarebbe stato un:
                                - In caso di consanguineità si denuncia (oppure assolve) perché è così!
                                - In caso di amicizia si denuncia (oppure assolve) perché è così!
                                - In caso di affiliazione a logge NON si denuncia (omertà) perché è così!
                                - In tutti gli altri casi si denuncia, senza se e senza ma.

                                Ma non pretendo di convincere nessuno alla mia teoria.

                                • Ciucco Norris scrive:

                                  Buona questa. Allora io per undici anni sono stato omertoso e complice : il mio lavoro consisteva nel falsificare dati inerenti i risultati dei controlli qualità. Ho perfino bruciato documenti , su richiesta di una collega , che avrebbero aiutato la GDF a scovare il mucchio di nero che faceva l’ azienda. In tutto nel nome di una specie di patto di sangue tra me , il proprietario e i colleghi. Sono pentito di quello che ho fatto , non mi piaceva ma mi sono trovato di fronte al quesito se seguire la coscienza e campare d’ aria o diventare omertoso e complice per 1600 euro al mese. Per questo riesco a capire chi decide di vivere nell’ omertá per sopravvivere . E così ritorno a quello scritto piú sotto : bisogna trovarsi nelle situazioni. É praticamente impossibile sapere prima cosa si farebbe.

                              • fioldePreben scrive:

                                il sangue è una scusa, come tante altre dietro cui barricarsi e fare opposizione(anche di coscienZa)..bisogna vegnerghene fora..e non è un eufemismo, ma una formalità!! è un dato di fatto! i fatti son fatti e più si fanno e più son fatti!!

                                è una questione di qualità

                                https://www.youtube.com/watch?v=5bkaL0A-9cQ

                          1. Gazza scrive:

                            Avanti, avanti, piano piano questo “quesito” scava nelle coscienze (almeno in chi ne ha una), ha scavato anche in me anche ora, che pure me lo ero giahttp://blog.telenuovo.it/nino-gazzini/2017/06/23/e-tu-cosa-faresti/ posto oltre un decennio fa…

                            • Maxx scrive:

                              Forse (FORSE) sarebbe più facile comportarsi in modo giusto sapendo che la giustizia e chi la gestisce si comporta in modo giusto. Diventa un po’ più complicato per chi non ha più fiducia nella giustizia e la considera un affaire personale/personalizzato.

                              Magari al mutare degli anni, muta la “giustizia” e la percezione di ciò che è giusto; di conseguenza mutano anche le coscienze.

                              Una volta era nella “logica” delle cose sopprimere il neonato con disturbi (generalmente intossicandolo col cosiddetto “olio fumante”). Era una cosa generalmente ammessa e so che anche i miei nonni lo hanno fatto con la loro secondogenita. Il dottore certificava “Nato/a morto/a”: tutti sapevano e nessuno si scandalizzava, men che meno denunciava.

                              • Paperinik scrive:

                                Per la seconda parte non dico niente Maxx.È una percezione di un mondo diverso da quello odierno.Sulla prima parte ti do invece abbastanza ragione. Io non credo ciecamente in una forma di giustizia equa, almeno nel nostro paese.Ho conosciuto troppa gente da galera bellamente fuori a fare danni di qualsiasi tipologia e altri che per reati da 3 mesi si sono beccati 2 anni. Detto questo l’omertà è un brutto esempio sociale, ma è applicata da una grossa percentuale della popolazione nostrana, compreso chi dovrebbe punirla.

                                • Maxx scrive:

                                  Stavo infatti pensando a gente massacrata per uno spinello o per aver preteso di bere una birra dopo le ore 20 (lì dalle tue parti, Vanchiglia). Poi invece uno qui al mio paese, ovviamente non dei “nostri” che sorpreso a rubare in casa ha accoltellato un ragazzo ed ha tentato di accoltellarne anche il padre, è stato rilasciato dopo un paio di giorni. Il padre, invece, ha dovuto patteggiare la pena e risarcire il tipo per averlo bloccato fino all’arrivo delle FdO. Sequestro di persona!

                                  Questo fiacca un po’ la nostra volontà di far le cose che andrebbero fatte.

                                  • Ciucco Norris scrive:

                                    Ih ih , buona questa. Sono stato più volte azzannato da quel pipistrello con il collare. Mi metto a ridere. Però apprezzo la sua tenacia nel cercare di staccarmi una mano ogni volta che vado dai miei. Ottimo cane da guardia , veramente.
                                    Se lo denunciassi , verrei poi ucciso come un cane da mio padre. Guai a toccargli il suo pipistrello a 4

                                  • Maxx scrive:

                                    Ps. Te la sentiresti di denunciare il tuo pinscher?

                                  • Maxx scrive:

                                    Ciucco, lo sai che se il cagnolino incazzato, per quanto piccolo, azzanasse il ladro e gli rovinasse i calzini, glieli devi rimborsare? Al ladro, ovviamente, non al pinscherlo…

                                  • Ciucco Norris scrive:

                                    Un mesetto fa alle 9 di sera hanno provato a entrare in casa dei miei. Mio padre era in ospedale , mia mamma dorme coi tappi nelle orecchie ( mio padre russa misteriosamente ). Ad avvisare mia madre della presenza estranea é stato il pinscher : quei cagnolini da 2 kg che continuano ad abbaiare fortissimo.Te ne prendi uno , maschio , lo piazzi a dormire in salotto e dormirai sonni tranquilli. Fa cacchette piccolissime da raccogliere e se gli insegni a farla in quei tappetini per cani , non devi neanche portarlo fuori. Non metterlo nel cassetto come faresti con una pistola , però.

                            1. Gazza scrive:

                              Ho letto tutto con una leggerissima punta d’orgoglio per quello che avete scritto su QUESTO argomento e su questo Blog (è la prima, e ultima, volta in otto anni che scrivo una cosa simile).

                              …Abramo per “fede” era pronto a tagliare la testa del figlio Isacco…
                              Anche per questo e molto altro (credo…) occorse un Nuovo Testamento.
                              La rappresentazione di un ‘Entità Suprema “sadica”, anche se solo a parole, era pesantina.

                              • Ciucco Norris scrive:

                                O forse occorse perchè Abramo , in veritá rispose : ” Prima falo ti con to fiol e dopo vedemo “.
                                Cassanate a parte , concordo : nel Vecchio si percepisce un Dio sadico e troppo vendicativo. Il Nuovo é tutta un’ altra Storia.

                              1. Ciucco Norris scrive:

                                “Non conosco l’estensore, nè so chi gli possa aver fornito la mia mail ”
                                Potrebbe essere un attento osservatore. Un individuo poco sociale , che sceglie per invidia le sue vittime sui social network , adescandole tramite email…
                                Sto scherzando , ovviamente :-)
                                ( forse )

                                1. Begbie scrive:

                                  Questa è davvero difficile. Penso che come tutte le scelte segnanti che la vita ci pone, ci sia una valutazione – forse anche inconscia – di costi/benefici. Oppure, se preferite, un conflitto tra coscienza e convenienza. Non so assolutamente dire cosa farei se mi capitasse in prima persona, in questo sono d’accordo col Maxx. Ma anche Paperinik ha scritto una cosa secondo me giusta: conosco famiglie che nasconderebbero per proteggere un proprio membro, e ne conosco che invece denuncerebbero.

                                  1. fioldePreben scrive:

                                    Credo che una perversione tale dovrebbe(!) avere la forza di sciogliere il vincolo(che come tutti i vincoli sfalsa la realtà, una sorta di buco nero che piega lo spaziotempo) familiare. Io credo che lo infamerei (e con lui chi lo copre). Non lo farei se sentissi un mio fratello fare uh uh allo stadio. Magari ghe digo simia!!

                                    https://www.youtube.com/watch?v=B9FzVhw8_bY

                                    1. Ciucco Norris scrive:

                                      Mah. Impossibile pensare a cosa si farebbe con assoluta certezza. Dipende dai casi , dai reati , dai contesti. Ma se proprio dovessi scegliere tra bianco e nero , sono stato cresciuto col motto ” Vedi de rigar frigo , che come to fato , te disfo ” e devo dire che lo sevguirei anch’ io. Ma a ciacole boni tutti…

                                      • amleto scrive:

                                        Hai ragione ciucco, con l’anonimato tutti eroi.
                                        Però vorrei sapere chi, di fronte ad alcune scene famigliari di cronaca nera, protettiva oltre ogni evidenza, non si è mai posto il dilemma (un po’ atroce Gazza) evidenziato nel blog.

                                        • Ciucco Norris scrive:

                                          Il massimo che mi é capitato é stato un conoscente che , accusato giustamente di rapina e aggressione , mi ha chiesto di testimoniare il falso. Gli ho detto NO e che il processo lo avrebbe aiutato a non fare più cazzate. E da quella volta lì , infatti , non ne ha più fatte. Mi parla ancora , quindi credo che abbia capito il perché del mio NO cosí deciso. Ma era un conoscente…

                                      1. Gatón scrive:

                                        Mi chiedo se sia più pesante il senso di colpa per una complice omertà o il dolore nel vedere un proprio congiunto subire i rigori della legge, rispettivamente controbilanciati dalla vicinanza familiare o dallo sgravio di coscienza.
                                        In ogni caso dipende dal valore che si attribuisce a ciascuna delle parti coinvolte.
                                        Meglio non essere chiamati a fare di queste scelte.

                                        • Maxx scrive:

                                          Interessante.
                                          E, di conseguenza, bisognerebbe valutare ANCHE la fiducia che abbiamo nella giustizia giusta. La percezione di una legge forte coi deboli e debole coi forti…

                                        1. Paperinik scrive:

                                          Va da persona a persona e da famiglia a famiglia.Ne ho conosciute che coprirebbero potenzialmente di tutto. Io stesso, per un reato che non includeva la violenza fisica ho aiutato uno storico amico.Non ne ho tratto alcun giovamento, ma nel dispiacere della situazione ho avuto poche esitazioni.Cmq le variabili sono parecchie, non solo di ordine morale come avete già evidenziato.

                                          1. Lupus in Fabula scrive:

                                            Denunciare un proprio parente, Il padre, il figlio, la moglie (Harrison Ford ne “Presunto innocente”, il fratello lo zio ecc., pone di fronte alla violazione di una vecchia, atavica, viscerale tradizione che, un anziano signore calabrese mi riassunse con: “la propria carne, si arrostisce, ma non si mangia”.

                                            1. Maxx scrive:

                                              In alcuni frangenti, non puoi sapere come ti comporteresti se…, finché non toccassi con mano.
                                              Questo è uno di quelli.
                                              Possiamo enunciare principi e/o fare tutti i distinguo del mondo; “Faccio quel che è giusto” è ciò che ognuno vorrebbe dire, sapendo però che è una prova particolarmente difficile.

                                              Credo che il motivo per cui i post non saranno molti (a meno che non viriamo su altri argomenti) è che la soluzione del quesito non sia raggiungibile. I dati che abbiamo sono del tutto insufficienti.

                                              • Gazza scrive:

                                                Mai come questa volta leggo e basta, ma la mia – chiamiamola “opinione” – ovviamente me la sono fatta e ri-fatta, altrimenti non avrei mai pubblicato quella mail.
                                                Tuttavia non mi è chiaro che cosa intenda MaXXX per “dati insufficienti” (immagino di natura personale, avendo MaXXX dei figli che certamente non fanno pensare a vederli autori di reati).

                                                • Maxx scrive:

                                                  Niente, Nino. Era un ribadire che puoi fare mille congetture, ma finché non ti ci trovi in mezzo, non saprai mai come possano/possono essere le tue reazioni.

                                                  Puoi trovarti nel mezzo di un reato senza intenzione. Alla guida di un auto con due bicchieri di vino in corpo. Chi di noi non ha mai commesso ‘sto reato? Chi di noi ha denunciato o si è autodenunciato?

                                              1. do minus gazza scrive:

                                                Va da sè che il reato non deve essere solo l’omicidio, la domanda vale anche per altri reati.

                                                P.S.:
                                                Prevedo pochissimi post, l’argomento è “duro” e inquietante.

                                                • Lupus in Fabula scrive:

                                                  Se andiamo su altri reati, chi è senza peccato scagli la prima pietra… :-D .
                                                  Io mi riferisco soprattutto al famoso caso Fritzi, dove l’intera famiglia era coinvolta. Un crimine che va al di là di ogni umana comprensione, taciuto e perpetrato per 24 anni.

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