03
dic 2017
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Par tirar tardi

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L’UOMO E IL SUO DOPPIO

Fin dall’Università, dalla lettura e dalle lezioni di Psicologia (avevamo anche il Trattato di Psicoanalisi di Cesare Musatti che tenne anche una Lezione Magistrale, prima che i “rivoluzionari” impedissero lezioni serie), l’Uomo e il suo Doppio è stato il filo conduttore della mia vita e delle mie azioni, in ogni campo.
Ma il Topic originario che avevo in mente sfiorava solamente quel dato.
Avevo assistito ad una trasmissione di Sky, non ben riuscita, sul ritorno dirompente in alcune “piazze” della “Droga delle Droghe: l’EROINA, dove l’asse Rogoredo-Bergamo è diventata la “capitale” europea dello spaccio di quella sostanza, con mini-dosi in vendita a 5 EURO!
Alcuni giorni dopo, parlando con un amico che avevo sempre ritenuto abbastanza colto e che aveva visto la stessa trasmissione, se ne esce con: “…non capisco come facciano a “non uscire da quel tunnel di morte, prima apparente, poi effettiva…”.
Il discorso, per me, finì lì.
Come fanno a non “uscirne”(?!?) mi sembrava una bestemmia scientifica e culturale.
E pensai alla mia “modesta” dipendenza dall’ansiolitico per dormire che mi trascino da circa trent’anni.
A tutti gli sforzi che ho fatto, sottoponendomi anche ad una laboriosissima terapia che mi liberò, con fatica, per un anno.
Poi al primo “incidente di percorso” che mi procurò un ingovernabile stato d’ansia, ricominciai, con la folle affermazione: “Tanto smetto quando voglio…”.
E non fu così.
Andai anche da uno Psicologo, bravo, del Comportamento.
Non più di quattro sedute perchè alla fine feci un lungo discorso passando dalle varie tappe della mia vita e arrivando ad una mia conclusione.
Il terapeuta mi guardò e disse: “credo che i nostri incontri finiscano qui, ti sei fatto un’autodiagnosi su cui non ho nulla da aggiungere, se ne sentirai il bisogno, ma non credo, ci vediamo dopo l’Estate”.
Ci vedemmo sì, ma su un campo da tennis per una bella partita.
Credo che sto facendomi del male, non perchè il farmaco sia tossico, ma perchè di notte sono Hyde, pieno di idee, di fermento intellettuale, con visione “presbite” di dove il mondo sta andando e sono spesso demoralizzato pensando alle nuove generazioni.
Poi, in un momento di lucidità, penso alle generazioni passate, anche quelle lontane, e capisco che ogni essere vivente “ha avuto le sue gatte da pelare”.
Ma non è un conforto.
Segue…, forse.

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16 risposte a “L’UOMO E IL SUO DOPPIO”

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  1. Gazza scrive:

    Mi accorgo purtroppo che non è stato colto UN messsaggio che ho tentato di offrire ai lettori mettendo in gioco la mia persona.
    Quindi, per ora e per quanto non so, voglio continuare a dormire piuttosto di passare le notti in bianco.
    La sostanza che adopero non è TOSSICA, non inibisce alcuna facoltà psicologica (almeno nel mio caso) e viene venduta solo con prescrizione medica.
    Per quanto riguarda il capire bene il concetto di dipendenza, ogni dipendenza (fumo, alcolici, sesso e così via), occorrono prima alcune buone letture.
    A partire da papà Freud.
    Cordialmente

    • nocturnio scrive:

      Bravo mr.Gazza, qualcuno deve aver letto male il titolo del tuo topic: L’Uomo e il suo Oppio.
      Ma ghe n’è altre…..

    1. Neurone scrive:

      Gazza, poichè condivido sostazialmente le posizioni da te espresse sulla “questione” di Israele, che in realtà è un problema che rigarda tutto il cosiddetto medio-oriente ed oriente, vorrei approfondire il tema del topic, in particolare là dove, con non poco coraggio, parli della tua complessa esperienza per tentare di uscire dalla dipendenza farmacologica.
      Faccio veramente fatica a pensare che una persona che ho conosciuto attraverso i tuoi scritti, con la tua non banale esperienza, con le complesse responsabilità professionali che hai affrontato e risolto (non ti inquietare, le conosco ma, come tuo legittimo desiderio, non ne parlo), ti risulti così difficile uscire da quella dipendenza.
      Se vuoi, potresti specificare meglio.
      Sempre con stima e grazie comunque.

      • Riziero scrive:

        Caro Gazza, si tratta, più o meno, della stessa domanda che volevo rivolgerti anch’io, specificando che una mancata risposta non modifica di un millimetro il giudizio positivo che ho su di te.
        Aggiungo, senza alcuna volontà critica, che le tue convincenti “lotte” contro il razzismo, l’antimeridionalismo un tanto al chilo, l’assenza di un minimo di senso civico come comunità, sembrano collidere con la tua “incapacità” ad operare su te stesso una lotta contro un farmaco non necessario come una terapia salva salute o salva vita.

        • Paperinik scrive:

          sarò breve e diretto, anche se assolutamente non voglio rispondere per monsieur Gazzini.È al limite dell’incredibile ingenuità quello che hai scritto nelle ultime righe. E parlo non solo per me

      1. paperinik scrive:

        Gazza, il mio Hyde rifiuta la diplomazia per questioni politiche interne. Mi preoccupa un pò. Ma qua si tratta più di antimeridionalismo (moderato o inestistente a seconda dei casi) che antisionismo.Azz caschetto, elmetto, maschera antigas(!????!)..ma forse l’è meo la penna che la baionetta.Tocca ragionare.

        1. Gazza dr.Jekill scrive:

          Chi mi conosce sa che da sempre, anche pubblicamente, sono “ferocemente” contro l’antisemitismo e il negazionismo.
          Lo Stato d’Israele e le sue politiche richiedono un ragionamento più complesso e critico.
          Ma le decisioni de “L’Incosciente in Chief” USA sono una follia che destabilizzerà in modo grave tutta l’area mediterranea ed oltre.
          Hyde invece è contento, perchè è un idiota.

          • Gazza dr.Jekill scrive:

            Leggo altrove, purtroppo lo scrive un amico, che l’antisionismo (?!?) è una forma ipocrita di antisemitismo (??).
            Questo potrà andar bene ai “nominalisti”, specie di destra, che sono l’uno e l’altro, e non solo loro, ma non a me.
            Che Israele faccia la “faccia feroce” (e non solo) nei confronti di tutti quei governanti arabi, o loro rappresentanti a vario titolo, che hanno sancito e ripetuto che nel 2022 Israele sarà distrutta, mi pare del tutto legittimo.
            Ma che tutte le azioni di Israele vengano considerate difensive o “preventivamente?!!?…difensive”, non aiuta ad avere una visione onesta di ciò che accade in quell’area-polveriera.
            E non ho nessuna difficoltà a dichiarare che la presenza dello Stato israeliano la considero strategicamente e politicamente utile per l’Europa.
            Ma fermarsi lì, anche questo non aiuta a capire che la diplomazia, per quanto talora debole, sia lo strumento principe per regolare molti conflitti.
            Il verbo “normalizzare” non esiste in nessun dizionario politico a Sud Sud-Est dell’Italia.

          1. Flute de Pan scrive:

            Bella la sottolineatura tra l’incomunicabilità silente, esaltata da Antonioni, e quella “sguaiata” di oggi.
            Ma dall’”osservator Gazza” c’è da aspettarsi queste chicche.
            Credo che nella incomunibilità sia Hyde che vince la partita.
            https://www.youtube.com/watch?v=o8UfT2OWuis
            Immagino sia ampiamente conosciuta dal nostro.
            Saluti

            1. Gazza scrive:

              A Gatòn, amico onesto e brava persona.
              Ho riguardato su tua richiesta “L’Eclisse” di M.Antonioni.
              Mi ha fatto piacere e finalmente l’ho capito.
              Nel film c’è una incomunicabilità silente, adesso c’è una incomunicabilità alquento sguaiata.
              Mi scuserai se non lo considero un film per le tue preferenze, tuttavia è vero ci sono una decina di minuti girati all’Aeroporto di Boscomantico (dal minuto 43 al 47).
              Seguirà visione a casa mia perchè E’VIETATO DUPLICARE I FILM!
              :!

              1. michele tenzon scrive:

                suvvia si consoli, il mondo è meglio ora. Con o senza “rivoluzionari”

                https://chomsky.info/20110614_en/

                • Gazza scrive:

                  Caro Tezon benvenuto.
                  I parametri socio-economici direbbero di si.
                  Di generazioni ne ho passate almeno quattro, non ho nostalgie fondamentali.
                  Rimpiango un certo controllo dei sentimenti “d’odio” (che pure esisteva) e qualche buona conversazione potendo misurare l’espressione del tuo amico o interlocutore, senza digitare alcunchè.
                  Noam Chomsky era già nei programmi universitari prima del ’68, poi divenne, suo malgrado, un’icona.
                  Di non facilissima lettura, pur essendo il più grande Linguista del ’900, condividevo di più la sua scienza, qualche leggera perplessità sulla sua “espressione” politica.
                  Un fondamentale comunque.
                  >>> https://www.youtube.com/watch?v=zQgz1l2TQEE
                  Un po’ pesantino, ma Chomsky viene onorato formalmente e ciclicamente.
                  Cordialmente

                  • michele tenzon scrive:

                    Ho perso del tutto l’abitudine di sentirmi chiamare per cognome. Lo accetto solo perché storpiato. Mi piace anche di più.

                    Delira spesso ma non qui. Del resto parlerei solo per sentito dire quindi, taccio e, per di più, il video non è disponibile. Forse per questioni di confine, una delle cose che son migliorate ma non abbastanza.

              Rispondi a Gazza dr.Jekill

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