20
feb 2018
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1.052

IL PAGELLONE DI LAZIO-H.VERONA

NICOLAS 6,5. Tiene a galla come può un Verona preso a pallate da destra, da sinistra e anche dal centro. E se alla fine il conto dei gol presi non è cresciuto come la borsa in piena bolla speculativa è anche merito dei suoi interventi.

ROMULO 5. Corre di qua e di la facendo soprattutto tanta confusione. E spreca il pallone per riaprire la partita ignorando Petkovic solo in mezzo all’area.

CARACCIOLO 6-. Dove l’hanno messo ha provato a stare: prima centrale a tre, poi esterno alla Caceres. L’unica cosa a cui non poteva mettere una toppa è la gran confusione che si è vista in campo.

VUKOVIC 4,5. Qualche buco, qualche pezza, ma tenere a galla una squadra che dietro ha concesso qualcosa come 20 tiri dentro l’area di rigore era impresa impossibile.

BOLDOR 4. Impietoso primo confronto con la categoria. Tolto l’imbarazzo iniziale ci ha anche provato, sbattendo via qualche pallone, provando a chiudere in qualche circostanza. Ma se marchi a tre metri dentro l’area di rigore (primo gol di Immobile) poi alla fine devi ringraziare che gli avversari ne hanno fatti solo due.

FARES 4,5. Buona volontà ma imbarazzante nelle due fasi. Non solo quella difensiva, dove a volte fa capire di non sapere né dove stare, né cosa fare, ma anche in un paio di ripartenze dove ha fatto la cosa sbagliata.

BUCHEL 4. Avrebbe fatto fatica in un centrocampo in superiorità numerica, figurarsi nel due contro tre in cui si è trovato. Inesistente sul piano del palleggio, inconsistente nel fare filtro davanti alla difesa, sovrastato da avversari tecnicamente fuori portata.

dal 12’ s.t. Calvano 5,5. Tecnicamente e tatticamente lo stesso problema di Buchel, ma con un atteggiamento diverso. Anche se in un contesto di partita diverso da quello del primo tempo.

VALOTI 4. Filtro che non filtra, confusionario nel palleggio, spesso in ritardo. In costante sofferenza in una posizione che non gli è consona e in un centrocampo che non a caso è il più debole della serie A.

MATOS 4. Unico che talvolta accenna a ragionare, ma fumoso e inconsistente. E all’inizio in un ruolo (interno di centrocampo) che proprio non gli appartiene.

dal 22’ s.t. Petkovic 5. Non cambia le sorti del tiro a bersaglio Lazio e non riesce a portare maggiore peso e consistenza all’attacco.

VERDE 4. Punta, poi esterno, ma sempre in confusione. Non una giocata degna di nota.

dal 18’ s.t. Aarons 4. Non si capisce ancora perché l’abbiano portato a Verona e cosa ci abbia visto Pecchia per schierarlo titolare nelle ultime due. Per la terza volta non pervenuto.

KEAN 4,5. Il primo accenno di presenza al 42’ con un pallone buttato nel nulla dell’area laziale, dove peraltro doveva esserci lui. Il secondo con una girata fuori specchio al quarto d’ora della ripresa, non lega, non cuce, non allunga la squadra, non riparte.

PECCHIA 4. Verona senza idee e senza identità. Prima a tre, poi a quattro, centrali diventati terzini, attaccanti diventati esterni nella confusione più totale di una squadra dominata e schiacciata (20 tiri subiti dentro l’area di rigore, 30 totali, 17 nel primo tempo – un record), mai in grado non solo di impensierire ma anche di andare addosso o portare pressione all’avversario.

Arbitro Calvarese 5,5. Agevolato dal nulla cosmico del Verona, che sovrastato dall’inizio alla fine è riuscito a farsi ammonire solo col portiere per perdita di tempo. Ci stava un giallo per simulazione a Lulic che finge un contatto in area con Buchel nel primo tempo.

11
feb 2018
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IL PAGELLONE DI SAMPDORIA-H.VERONA

NICOLAS 6-. Disastroso, quasi al limite dell’imbarazzo con i piedi (anche senza il pubblico del Bentegodi che rumoreggia sui retropassaggi…); ma se non è finita in goleada (oltre che per gli errori di Zapata e Linetty), è stato anche per merito suo.

ROMULO 5. Qualche giochino di troppo nelle vicinanze dell’area di rigore, dove in un paio di circostanze si è complicato inutilmente la vita e come altre volte pigro nei rientri. Ha provato a spingere ma con meno qualità del solito al cross.

VUKOVIC 6+. Fisico, ha personalità ed è concreto. Un errore grossolano nell’occasione divorata da Zapata al 10’ del s.t. ma tanta solidità e un gol fatto (di Quagliarella) salvato con un intervento provvidenziale dopo 17 minuti di gioco.

CARACCIOLO 6. Partita onesta senza grosse incertezze. L’esperienza e la solidità di Vukovic aiuta, ma a prescindere dai due centrali senza il supporto di una fase difensiva di squadra di livello per la categoria si continueranno a prendere gol (già 48, 2 di media a partita).

FARES 5-. Spiace ripetersi: buona volontà e verso la fine una sgroppata interessante, ma i soliti, estenuanti, limiti difensivi. Nel non saper portar pressione, o non nell’andare addosso all’avversario con i tempi giusti, che non caso spesso porta sempre allo stesso tipo di ammonizione. Tante partite nello stesso ruolo senza vedere miglioramenti. Soprattutto nella marcatura.

AARONS 4. Non si innesca mai; né a destra, né a sinistra. E in quei tre o quattro palloni che gioca sbaglia cose facilissime. Per un’ora un regalo di Pecchia a Giampaolo.

dal 13’ del s.t. Verde 5,5. Due lampi di pancia in 2’ appena entrato (che per inciso è molto di più di quanto ha fatto Aarons nelle ultime due partite), ma poi si è spento. Comunque incomprensibile la scelta iniziale di Pecchia di preferire al suo posto un giocatore appena arrivato, che non conosce la squadra e per quel che si è visto anche fuori condizione.

VALOTI 5. Nel grigiore generale (tattico soprattutto) e dentro una partita che ha visto i due centrocampisti del Verona presi sempre in mezzo dal rombo della Samp era stato uno di quelli che almeno aveva provato ad essere utile, abbassandosi anche a difendere dentro la propria area. Il rigore regalato alla fine, però,  abbassa la valutazione.

BUCHEL 4,5. Poco dinamico per caratteristica è stato preso in mezzo dalla superiorità numerica del centrocampo di casa, che è stato dominante nella partita. A qualche errore nel palleggio (evitabile), ha aggiunto la poca predisposizione alla fase difensiva – nel limitare Caprari, che giocava tra le linee, o nel seguire fin dentro l’area gli inserimenti dei centrocampisti, come nel caso di Barreto “mollato” senza un perché al limite dell’area di rigore nell’azione del gol dell’1-0.

dal 38’ s.t. Felicioli s.v.

MATOS 5. Propositivo, qualcosa nell’uno contro uno ma zero concretezza in rifinitura o nell’ultima scelta.

PETKOVIC 5-. Quasi sempre fuori dal gioco, specie nel primo tempo dove tra una rotazione di esterni e l’altra si è trovato anche impiegato largo a sinistra, rimanendo comunque per lunghi tratti un corpo estraneo alla squadra. Partita senza un perché.

dal 20’ s.t. Calvano 5,5. Entra e non cambia niente, ma almeno cerca di andare addosso all’avversario.

KEAN 6+. Nessuna occasione, nessun tiro in porta; ma è quello che più di tutti si è sbattuto davanti, quasi sempre da solo, quasi sempre senza saper cosa fare dopo aver portato su palla. E nel primo tempo è lui (molto più di Petkovic) che in fase difensiva si abbassava ad aiutare un centrocampo in palese difficoltà. Lascia intravedere lampi di classe e giocate di qualità, ma se lo fai partire a 60-70 metri dalla porta poi è difficile chiedergli di essere anche pericoloso.

PECCHIA 4. Scelte tecniche iniziali molto discutibili (Aarons), giocatori dimenticati in panchina senza una spiegazione (Verde, Fossati), cambi cervellotici, giocatori ruotati da destra a sinistra apparentemente senza logica e in qualche caso pure fuori ruolo (Petkovic a sinistra). Questo in una partita dove il Verona è stato dominato, incapace di creare almeno i presupposti per poter essere pericoloso (zero parate di Viviano, zero occasioni da gol) e in sofferenza costante soprattutto a livello tattico. Colpa dell’ambiente?

Arbitro Pairetto 6. Sbaglia qualcosa, non concede un angolo a Kean, la valutazione di un paio di falli ma fa scorrere via la partita senza incidere minimamente sul risultato.

04
feb 2018
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2.606

IL PAGELLONE DI H.VERONA-ROMA

NICOLAS 5. Cavolata con rimedio (per demerito altrui) sul rigore in movimento regalato a Dzeko nel secondo tempo. Bravissimo nel leggere il taglio dell’attaccante della Roma ma molto fortunato nell’intervento (girato con la faccia rivolta verso la porta e non verso l’avversario) nella parata uno contro uno del 37’ del p.t. Già prima, al 10’, un liscio su un retropassaggio che poteva costare caro e prima ancora sorpreso sul gol. Una partita con qualche buon intervento, ma anche pesanti imprecisioni.

FERRARI 6. Ha tenuto botta contro la catena di sinistra della Roma e ha cercato di proporsi, con qualche buono spunto nel secondo tempo. Tatticamente uno dei più adeguati.

VUKOVIC 6. In difficoltà per la forza e le capacità tecniche di Dzeko ma anche a causa del lavoro sbagliato della catena di sinistra, che ha concesso moltissimo alla Roma. Nonostante questo ha retto, confermando solidità nel gioco aereo.

CARACCIOLO 6. Si è fatto prendere alle spalle da un taglio di Dzeko nell’occasione poi salvata da Nicolas del 37’ ma ha messo insieme tre-quattro chiusure in area determinanti (una in particolare, da dietro, su El Shaarawy). Nel complesso, come Vukovic, ha tenuto botta contro avversari di valore elevato.

FARES 4,5. Qualche sgroppata e un paio di iniziative offensive. Ma soprattutto tanta imprecisione e una fase difensiva imbarazzante: da come ha marcato Under nell’azione del gol dopo 46 secondi dall’inizio, fino all’ultima occasione di Strootman nel recupero. E la Roma, dalla sua parte, ha costruito la partita.

ROMULO 5,5. Nel primo tempo ha corso di più per soddisfare le richieste dell’allenatore (che lo ha spostato da destra a sinistra, per fargli finire la frazione da trequartista dietro la punta), che per altro. Ha provato ad accendersi all’inizio del secondo tempo, poteva e doveva fare molto di più ma nella pochezza del Verona post-mercato e post-epurazioni è anche l’unico ad avere il cambio di passo.

VALOTI 6-. Primo filtro della metà campo, si è visto più in fase di contenimento che in fase propositiva ma nel primo tempo specialmente è stato bravo a tenere botta nonostante la superiorità numerica centrale della Roma. Per la prestazione e per la crescita nel secondo tempo, non doveva né uscire né tantomeno essere il primo dei cambi.

dal 22’ Calvano 6. Diligente, assicura il compitino.

BUCHEL 5,5. Compassato, volenteroso, ma come altre volte impreciso (è lui che perde palla sul gol di Under) e non sempre puntuale nelle chiusure. Epurati a parte, l’unico rimasto con caratteristiche di costruzione del gioco: fa quel che può, che spesso non basta. Ammonito per un’invenzione di Fabbri.

dal 42’ s.t. Souprayen s.v.

AARONS 5. Non poteva essere pronto tatticamente, non era pronto fisicamente. Nonostante le cervellotiche elucubrazioni di Pecchia, che per cercare di trovargli una posizione ha spostato e girato giocatori per tutto il primo tempo, è stato un pesce fuor d’acqua finché è rimasto in campo.

dal 26’ s.t. Lee 5. Evanescente, nonostante fosse fresco e il Verona potesse sfruttare l’uomo in più.

PETKOVIC 5+. Poca roba. Ha provato a far qualcosa nel primo tempo ma è sparito quando Pecchia lo ha spostato a sinistra. Fuori dall’area non ha inciso e dentro l’area non ha sfruttato un paio di palloni che gli sono capitati.

MATOS 6. Ha creato qualche presupposto e firmato l’unica conclusione pericolosa verso la porta di Allison ma è stato poco concreto e poco lucido nell’ultima giocata. Specie nel secondo tempo quando il Verona con l’uomo in più ha sbattuto più volte centralmente contro il muro della Roma.

PECCHIA 4. Inspiegabile la scelta di un giocatore non pronto fisicamente e non ancora dentro la squadra come Aarons dal primo minuto, con Verde spedito in tribuna per scelta tecnica. Le epurazioni post-mercato (scelta tecnica, la comunicazione della società) hanno anche privato la panchina di quel poco che c’era in rosa dopo la campagna cessioni di gennaio (Calvano primo cambio, Lee unica scelta nel reparto attaccanti). In più squadra con giocatori che sanno dove iniziano ma non sanno dove finiscono, dato che cambiano continuamente posizione durante la partita (vedi la girandola di spostamenti che ha coinvolto più volte Aarons – che non ha mai trovato una posizione in campo – Petkovic – spedito persino sull’esterno sinistro – e Romulo).
Ha proposto ancora una volta una catena sinistra debolissima in fase difensiva e una squadra che ha creato qualche presupposto, ma molto imprecisa e che è mancata di qualità negli ultimi venti metri (dove è palese la mancanza di un giocatore da area di rigore). Condizioni che hanno annullato il vantaggio della superiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo, maturata dall’espulsione di Pellegrini.

Arbitro Fabbri 4,5. Ci prende nell’espulsione di Pellegrini, ma ne sbaglia diverse e in almeno tre, quattro episodi inverte falli e punizioni a danno del Verona. Un’invenzione autentica l’ammonizione a Buchel che entra in scivolata pulito sul pallone. Ingiusta anche l’espulsione di Pecchia, seppur tarantolato, che protesta in occasione del giallo a Buchel girandosi verso la panchina e non aizzando il pubblico o rivolgendosi al direttore di gara.

28
gen 2018
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3.451

IL PAGELLONE DI FIORENTINA-H.VERONA

NICOLAS 7. Puntuale tra i pali, un gran riflesso sul piazzato di Gil Dias che poteva riportare in partita la Fiorentina a un quarto d’ora dalla fine, un pizzico di fortuna nella prima azione viola dei due inizi di tempo, attento nello sparecchiare a bisogno l’area di rigore. Prestazione convincente.

FERRARI 7+. Baluardo difensivo e tanta intraprendenza nell’accompagnare l’azione offensiva. Gol ma soprattutto prestazione.

CARACCIOLO 6,5. Decisivo quasi per caso dopo pochi secondi dall’inizio, quando ribatte (di spalle) la conclusione a botta sicura di Chiesa innescato da un errore di Fares, attento e concentrato nel resto della partita. Subito un buon feeling con Vukovic.

VUKOVIC 6,5. Ha portato personalità, centimetri e concretezza alla linea difensiva. E (non solo per il gol del vantaggio iniziale) ha dimostrato di sapere come farsi sentire anche nell’area avversaria. Peccato per l’errore sul gol viola ma un debutto oltre le aspettative.

FARES 5,5. Da terzino poco in fase offensiva e una fase difensiva rivedibile, con un paio di errori sciagurati (su Chiesa) che potevano costare carissimi. Segno che attenzione e tempi di gioco (difensivi) sono da migliorare.

ROMULO 7,5. Dopo un periodo in cui il desiderio di essere protagonista più che dare aveva tolto qualcosa alla squadra, è tornato ad esaltarsi e ad essere devastante negli spazi. Non ha segnato, ma ha fatto segnare. E ammonire qualche avversario che non sapeva più come contenerlo. Adesso, però, serve continuità.

dal 45’ s.t. Zuculini s.v.

BUCHEL 6. Partita di impegno e di sostanza nel fare schermo davanti alla difesa, ma con ancora tanti errori evitabili e qualche palla persa in uscita che altre volte erano costate carissime.

VALOTI 7. Considerato il ruolo, forse la vera sorpresa della giornata. Ha basato al sodo, con grande attenzione e intelligenza tattica, dando quell’equilibrio che tante altre volte era mancato.

MATOS 7. Partita importante, sul piano delle idee e della capacità di creare occasioni per i compagni. Bene nell’uno contro uno, disponibile al sacrificio anche quando Pecchia lo ha messo a fare la punta centrale. Gli è mancato solo il gol.

PETKOVIC 6+. Occasioni da gol zero, ma tanto lavoro sporco utile alla squadra. Suo l’assist del 3-0 di Kean.

dal 24’ s.t. Calvano 6. La consueta umiltà nell’entrare e nel mettersi a disposizione della squadra.

KEAN 7,5. Avviso ai naviganti: visto il contesto e un percorso di quasi solo bassi e pochissimi alti, l’errore dopo una partita del genere è farlo fenomeno. Perché, e non solo per la doppietta, oggi… oggi, è stato la vera chiave del Verona che a sorpresa ha sbancato Firenze. Ora serve, per lui, come per tutti, con-ti-nui-tà nel rendimento.

dal 16’ s.t. Souprayen s.v.

PECCHIA 7. Due cose importanti: il risultato – che non cambia la situazione di classifica ma almeno lascia intravedere un barlume di speranza – e quella reazione emotiva manifestata a fine partita che può rappresentare un punto di ripartenza. Nonostante il ritiro e le scelte (forti) fatte a livello di gruppo in settimana, il perché si è passati dalla non dignitosa sconfitta col Crotone ad una gara quasi perfetta contro la Fiorentina è difficile da capire, prima da che da spiegare.

Arbitro Gavillucci 6. A parte una chiamata di fuorigioco inesistente su una ripartenza che poteva portare Romulo e altri due compagni soli davanti a Sportiello in un tre contro zero che si vede solo in allenamento, una condotta di gara che non ha influito sul risultato.

21
gen 2018
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3.176

IL PAGELLONE DI H.VERONA-CROTONE

NICOLAS 5. Regala dopo 30 secondi la prima occasione al Crotone, il segnale di un approccio alla gara totalmente sbagliato. Poche responsabilità sui gol, nel finale (anche grazie agli errori altrui) evita una sconfitta ancora più di indecorosa.

FERRARI 5. Si adatta al ruolo di esterno, cerca di non affondare da centrale. Ci ha provato; ma, non per colpa sua, confronto impietoso con l’ultimo Caceres.

HERTAUX 4. Al limite dell’imbarazzo contro il “falso nueve” (Trotta) del Crotone.

dal 1’ s.t. Pazzini 5. Chiedere il miracolo a uno messo sul mercato in estate, e poi fatto diventare la riserva prima di Kean e adesso perfino di Petkovic arrivato da una settimana è quantomeno irreale. Un paio di spunti, nel nulla cosmico.

CARACCIOLO 4,5. Paga gli imbarazzi di una difesa contro cui basta una palla in verticale per andare in difficoltà. Paradossalmente, l’attaccante più pericoloso (palo di testa).

FARES 4. Errori tecnici imbarazzanti, come la capacità nel difendere. Vedere la facilità con cui Ricci lo salta nell’azione dello 0-2.

ROMULO 4. Leader (presunto) di una squadra in uno scontro diretto senza carattere prima che allo sbando. Sbaglia un’occasione insbagliabile alla fine del primo tempo e guarda Stoian (che era suo) segnare indisturbato il gol che chiude la partita.

B.ZUCULINI 3. Vecchi fantasmi che tornano dal passato: irruente all’inizio, su quel fallo inutile che regala la punizione-capolavoro a Barberis, in tilt per frustrazione su Benali. Essere leader non significa menare a sproposito lasciando i compagni in dieci.

BUCHEL 4. Errori tecnici a ripetizione. Nonostante una concorrenza serratissima, tra i peggiori in campo.

VALOTI 4. Un pesce fuor d’acqua. Specie quando ha fatto l’esterno di sinistra.

dal 15’ s.t. Verde 5. Condizioni fisiche non al top, mezzora che non ha cambiato il senso della partita.

MATOS 5. Ha provato a fare qualcosa, ma ha concluso nulla.

PETKOVIC 4. Lento, macchinoso, alla ricerca di una posizione come rifinitore, ininfluente come finalizzatore.

dal 23’ s.t. Calvano s.v. Entra per difendere il 3-0, al posto di una punta. Buona volontà in una categoria che per il momento non gli appartiene.

PECCHIA 3. Scelte iniziali, cambi e approccio ad uno scontro diretto (una delle poche partite “giocabili” del mini campionato del Verona) imbarazzanti; come la difficoltà cronica di assorbire le ripartenze e la fase difensiva di una squadra che vuole salvarsi prendendo oltre 2 gol di media a partita (44 in 21 gare, due in meno del Benevento). Inoltre avvalla ogni decisione di mercato, anche quelle tecnicamente incomprensibili: tipo Petkovic (tra l’altro subito titolare) con Pazzini in casa o la cessione di Caceres, uno dei pochi realmente da categoria nel girone d’andata.

ROCCHI 7. Partita fin troppo facile visti i ritmi e l’aggressività del Verona, però non sbaglia niente: usa il var sul tocco di mano di carambola di Trotta (giudicato involontario), ammonisce quando deve e senza preferenze, usa giustamente il rosso diretto per Zuculini. Ineccepibile.

06
gen 2018
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2.986

IL PAGELLONE DI NAPOLI-H.VERONA

NICOLAS 5. A parte un’uscita a vuoto nel primo tempo su un cross dalla sinistra di Insigne che porta al palo di Martens, bene fino al gol di Koulibaly – che è un suo errore e che rompe gli equilibri. Per il resto para il parabile.

FERRARI 6-. Cerca di contenere Insigne e prova a proporsi. L’infortunio al 90’ (sommato alla partenza di Caceres) una pessima notizia per la seconda difesa più perforata della serie A.

HERTAUX 5. Più le difficoltà di tutto il resto, colpevole sul secondo gol del Napoli.

CARACCIOLO 5,5. Prova a tenere botta, qualche volta riuscendoci. Ma il problema (oltre alla qualità degli avversari) è stato anche il poco filtro della metà campo.

CACERES 6. Ha provato ad offendere, ma non gli è andata bene come contro la Juve. Resta uno dei pochi da categoria, una buona prova difensiva e la sensazione che la sua partenza (che il d.s. della Lazio Tare ha ribadito per certa prima della gara contro la Spal) apre non un buco ma un voragine.

VERDE 5. Considerando che Hisaj non si è mai visto, grande attenzione alla fase difensiva. Ma a livello offensivo è stato nullo. Non una ripartenza, non uno spunto.

dal 36’ s.t. Felicioli s.v.

BUCHEL 5. Difficile tenere botta in inferiorità numerica contro una metà campo meglio organizzata e nettamente superiore sul piano individuale. Poco filtro, poco palleggio, un errore sanguinoso su cui Insigne fa palo nella ripresa. Però firma una velleitaria conclusione (un tiro debole da fuori area che finisce distante dalla porta) che rappresenta pur sempre il 50% del peso offensivo del Verona visto a Napoli.

BESSA 5. Per caratteristiche non è un mediano, soprattutto in serie A. Averlo abbassato al posto di Zuculini non ha rinforzato la metà campo.

dal 30’ s.t. Calvano s.v.

FARES 4,5. Tanta buona volontà che come altre volte non basta. Nè da esterno, né da “spalla” o presunta tale, di Kean.

ROMULO 5. Un pesce fuor d’acqua da rifinitore, qualche tentativo di sgroppata quando è tornato a destra. Inconcludente.

KEAN 4. Non per colpa sua, ma non è adeguato al ruolo che gli viene chiesto. Che è quello di un giocatore che da solo dovrebbe mettersi sulle spalle il peso offensivo di una squadra che deve salvarsi.

dal 12’ s.t. Pazzini 5. Sbaglia davanti a Reina nell’unico pallone giocato (e giocabile). Ma quel tiro è anche l’unico nello specchio della porta del Verona visto a Napoli.

PECCHIA 4. Dopo 19 partite giocatori fuori posizione e una girandola di cambiamenti che non porta a nulla. Romulo trequartista, poi Fares (che Fusco in settimana ha indicato come il miglior terzino sinistro della rosa), poi ancora Romulo, con Bessa mediano e Fossati in panchina; superato (e non si capisce il perché) nelle gerarchie da Calvano che fino a metà campionato era fuori lista. Per salvarsi non si possono fare solo delle gran barricate davanti all’area di rigore, specie se hai preso 41 gol dall’inizio del campionato e se il tuo peso offensivo in alcune gare è zero.

Arbitro Abisso 6. Nonostante le proteste, vibrate, di Pecchia e della panchina, non sembra esserci errore nell’episodio chiave del primo gol del Napoli.

31
dic 2017
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2.539

IL PAGELLONE DI H.VERONA-JUVENTUS

NICOLAS 6,5. Ne prende tre ma ne evita un paio, uno in faccia ad Higuain e un altro su una punizione di Dybala.

FERRARI 5,5. Non sicurissimo. Spesso in difficoltà contro Alex Sandro, peraltro mai filtrato da Romulo.

CARACCIOLO 5. Intimorito dalla qualità degli avversari. Nell’eurogol di Dybala marca guardando… e camminando all’indietro.

HERTAUX 4,5. In difficoltà (come tutti) contro Higuain. Regala il pallone del primo gol e sui due di Dybala è in ritardo prima e spettatore poi.

CACERES 7+. Personalità, carattere e un gol da giocatore vero. Uno dei pochissimi da categoria messi in campo da Pecchia.

dal 34’ s.t. Pazzini s.v. Ancora una volta in campo a partita compromessa.

ROMULO 5-. Parte volendo strafare, come sempre contro le grandi. Finisce per combinare nulla.

B.ZUCULINI 6. Discreto filtro difensivo, favorito dalla fase di attesa molto bassa. Un po’ più in difficoltà nella ripresa.

BUCHEL 6-. Qualche buon rientro nel primo tempo, ha pagato il confronto con avversari fuori portata.

VERDE 5. A volte più basso e molto meno intraprendente di Caceres. Un tentativo, velleitario, nel primo tempo, risultato comunque il 50% del peso offensivo della squadra.

BESSA 5. Mai pericoloso. Corre, ma a vuoto.

dal 42’ s.t. Calvano s.v.

KEAN 5. E’ questo. Un paio di spunti, il tentativo (non riuscito) di dare verticalità al gioco, zero pericolosità e peso offensivo.

dal 36’ F.Zuculini s.v.

PECCHIA 5. Se non era grave perdere (in quel modo) a Udine figuriamoci se lo è perdere con la Juventus. C’è stato un momento della partita, dieci minuti, dopo l’1-1, in cui si poteva incidere dalla panchina, ma Pazzini è entrato come sempre a gara finita (e tre minuti dopo è uscito Kean). Individuata a 34-35 punti la quota salvezza, c’è da capire come pensa di fare 21-22 punti nel girone di ritorno con Kean davanti e soprattutto prendendo più di 2 gol di media a partita (39 in 19).

Arbitro Mazzoleni 6. Nel dubbio ha fischiato da una parte sola, inutile dire quale. Ma non ha inciso sul risultato.

23
dic 2017
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2.825

BUON NATALE AGLI ALTRI

Partita imbarazzante, da 4 gol a 0, da 21 tiri in porta a 1, dove si sono visti errori di tutti i tipi (tattici, tecnici, individuali), dove la prestazione generale è stata pessima e l’atteggiamento della squadra indecoroso a tal punto da meritare un Natale in ritiro. Da Setti, che smentisce le smentite e nonostante paracaduti e diritti non investe più da mesi sulla squadra (parole di Fusco), al direttore sportivo che costruzione della squadra a parte non ha preso l’unica decisione tecnica possibile prima del mercato, all’allenatore che in due anni non ha saputo colmare lacune difensive evidenti accettando ogni situazione possibile, al direttore generale che per l’ennesima volta ha inaugurato l’antistadio (ancora senza spogliatoi), alla squadra che regala partite da far perdere la passione di tifare Hellas: VOTO 4.
Buon Natale agli altri.

17
dic 2017
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3.012

IL PAGELLONE DI H.VERONA-MILAN

NICOLAS 7,5. Non solo per un paio di interventi importanti, fantastica la parata su Suso a botta sicura del 36’, ma per la reattività, l’attenzione sulle palle aeree, la capacità di sparecchiare l’area in quelle situazioni che restando a metà o stando in porta potevano diventare tutti potenziali pericoli. Una prestazione da categoria.

FERRARI 6,5. Ha assorbito lo spostamento sulla fascia interpretando bene il ruolo (ha difeso ma anche spinto) e gestendo le difficoltà di una partita specie all’inizio in cui serviva aggressività e personalità nei duelli uomo contro uomo. Certo, Borini era avversario diverso da Suso, ma non è mai stato pericoloso.

HERTAUX 6,5. Bene nel gioco aereo, ha concesso niente più del fisiologico ad attaccanti di qualità. Salva un gol fatto nella prosecuzione dell’azione che ha portato Suso davanti a Nicolas.

CARACCIOLO 7. Si rifà degli errori di Ferrara con un gol pazzesco (il primo in serie A) e pesantissimo. L’unico brivido nei primi secondi della ripresa, su un pallone regalato a Kalinic poi quando è arrivato in ritardo è stato solo per meriti altrui.

CACERES 7,5. Devastante, ha radicalmente cambiato la consistenza e il peso specifico della fascia sinistra del Verona. Mossa tattica vincente non soltanto perché ha retto su Suso, a cui ha concesso solo un paio di sprazzi, ma perché lo ha anche attaccato, risultando pericoloso anche nella conclusione. Un delitto non far di tutto per tenerlo fino a fine stagione.

ROMULO 8. Non segna, ma fa segnare. Non segna ma spacca la partita con trenate da centometrista che hanno annientato il Milan. Per questo può tranquillamente essere definito il migliore in campo. Non bene solo quando Pecchia lo ha spostato a sinistra nella seconda parte del primo tempo e nei rientri, ad una velocità diversa di quando ha la palla tra i piedi. Ma a destra è stato determinante, sovrastando chiunque sia passato dalle sue parti. Gattuso se lo sognerà anche di notte (e c’è da credere che non saranno sonni tranquilli).

BUCHEL 6-. Il solito lavoro ma con una dinamicità diversa e un passo meno convincente rispetto alle ultime uscite. Non sempre puntuale nel proteggere i centrali, specie sui rientri di Suso e a tratti sulle gambe.

B.ZUCULINI 6+. Il più a suo agio in una partita dai ritmi alti dove bisognava essere aggressivi, anche alla luce di una direzione di gara che specie nella prima mezzora non penalizzava lo scontro fisico. Lucido e di sostanza anche dopo il cartellino giallo nonostante l’inferiorità numerica in mezzo al campo si sia un po’ sentita. Resta uno dei punti fermi del Verona rimodellato da Pecchia in questa seconda parte del girone d’andata.

VERDE 6-. Fuori dalla partita nel primo tempo, anche quando Pecchia (penalizzando Romulo che stava facendo bene a destra) ha deciso di invertire le posizioni dei due esterni. Un po’ meglio nella ripresa, anche se era lecito aspettarsi qualcosa in più. Da apprezzare comunque il lavoro che ha fatto su Suso in fase di contenimento.

VALOTI 6. Determinato, dal punto di vista dell’agonismo stava lavorando bene. Poi un colpo alla schiena lo ha tolto dai giochi.

dal 22’ p.t. Bessa 7. Il primo finalmente della giornata. Sarà un caso, ma in una posizione (da trequartista) più consone alla sue qualità offensive e in cui non doveva rientrare fino al limite dell’area ha fatto meglio e si è gestito meglio. Rompendo le scatole al Milan e sporcando tante ripartenze e davanti prima lavorando a sinistra il pallone del 2-0 di Kean e poi con il colpo da biliardo sull’assist di Romulo che è valso il 3-0 del delirio gialloblù. Certo, migliorando la condizione può anche aiutare di più in fase difensiva (è sempre un po’ pigro nei rientri); ma è tornato a determinare. E questa è una delle migliori notizie della giornata.

dal 38’ s.t. F.Zuculini s.v.

CERCI 6. Poca roba l’impatto offensivo nella mezzora che è rimasto in campo, ma era tanto solo e a parte un paio di buoni gesti tecnici e il tentativo di dare verticalità non è riuscito a fare. Infortunio (muscolare) che preoccupa per i tempi di recupero.

dal 31’ p.t. Kean 6,5. Il secondo finalmente della giornata. Finalmente utile, anche se prima del gol non si era praticamente mai visto e la sua partita è iniziata non al cambio con Cerci ma dopo che Romagnoli lo ha tirato giù al 3’ del secondo tempo. E finalmente decisivo, perché il gol del 2-0 (sul quale è stato freddo e preciso) è quello che ha tagliato le gambe al Milan. Come tutti i giocatori della sua età, si è esaltato dopo il gol. Ma per poter diventare un vice di qualcuno deve ancora lavorare moltissimo.

PECCHIA 7,5. Sotto l’albero trova un sacco di belle cose: tre punti contro il Milan, la difesa per una volta imbattuta, uno spirito guerriero mai visto prima, una gran partita di Romulo, una gran partita di Nicolas, il gol di Kean, il gol (e la prestazione) di Bessa. Però per ottenere tutto questo ci ha messo del suo. Caceres a sinistra (su Suso, il giocatore più pericoloso del Milan) è una mossa tecnica che ha dato una svolta alla partita. Si è incasinato solo quando ha invertito Verde e Romulo, ma quando ha riportato Romulo a destra ha asfaltato un Milan reso ancora più piccolo dalla prova del Verona. Una vittoria, la prima fuori dal mini campionato delle pericolanti a cui ci hanno detto dobbiamo aggrapparci, che può rappresentare una svolta se seguita a gennaio da un mercato vero che possa dare all’allenatore qualche strumento in più (vedi giocatori di categoria – possibilmente non con, o reduci da, problemi fisici) per giocarsi la salvezza.

Arbitro Orsato 4,5. Per 45 minuti ineccepibile: accettava il gioco fisico, pochi interventi, metro unanime, solo un cartellino a Bruno Zuculini che ci poteva stare. Poi, nei secondi di recupero del primo tempo, l’episodio che cambia tutto perché dopo averla vista col var non può essere solo da giallo la sbracciata di Borini su Alex Ferrari. Altro svarione, colpevole, all’inizio del secondo tempo perché Romagnoli si aggrappa a Kean e lo stende da ultimo uomo (altro giallo difficilmente comprensibile anche nelle postille del regolamento). Coscienza sporca che forse determina il rosso finale a Suso, espulso per un’entrata sopra le righe su Verde a terra, che sa più di compensazione… Ma a partita finita.

10
dic 2017
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Sport

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IL PAGELLONE DI SPAL-H.VERONA

NICOLAS 6+. Graziato tre volte (Borriello 22’, Grassi 35’, l’arbitro sul gol annullato un paio di minuti prima del gol di Paloschi), ma anche un paio di guizzi salva risultato, come sulla zampata di Paloschi, al 28’ s.t. che manda a sbattere sul palo con un riflesso straordinario. Il suo l’ha fatto.

CACERES 6,5. Nella prima parte poteva far meglio in entrambe le fasi, sia quando ha difeso, sia quando si è proposto. Nella seconda, quando ha alzato la posizione, è stato una spina nel fianco nei 20’ in cui il Verona ha fatto molto bene, fase coronata dal gol splendido del 2-0 arrivato con un diagonale da attaccante vero dopo una corsa di quaranta metri e un inserimento da dietro con i tempi giusti. Qualche lacuna difensiva nel finale, quando il Verona butta via quanto faticosamente costruito.

FERRARI 5,5. A parte una sbavatura dopo 6’ su Grassi, un primo tempo di buon livello contro attaccanti di categoria. Qualche sbavatura nella ripresa. Va molle sul contrasto con Paloschi nell’occasione del 2-1 che riapre una partita che al 40’ del s.t. (sul 2-0) era lecito aspettarsi vinta.

CARACCIOLO 4. Meno sicuro già prima dei tre minuti che purtroppo azzerano tutte le note di merito delle ultime settimane. Si fa fregare di Paloschi nel 2-1, regala il rigore del 2-2. E si riparte da zero, con due punti in meno e tanti dubbi in più su un reparto in difficoltà per il comportamento della squadra ma anche per sciagurati errori individuali.

FARES 5. Nell’ultima apparizione, in coppa contro il Chievo, era stato un punto di riferimento. Oggi decisamente no. Atteggiamento diverso, errori superficiali, a volte indolente nei rientri. Mette buona volontà e gamba in qualche ripartenza, tipo il break al 44’ che per poco non è valso il 3-2 di Romulo, ma Lazzari lo ha sovrastato. Ed è uno che è partito tre anni fa più in basso di lui (Lega Pro) e che oggi è sembrato avere molta più voglia.

ROMULO 6. Attivo, propositivo, è andato al cross e ha cercato la conclusione. I primi venti minuti del secondo tempo da trequartista per scardinare con le entrate da dietro la difesa della Spal sono state una chiave in positivo; peccato si sia mangiato due gol. Clamoroso il primo, in cui si è stoppato da solo in area dopo un rimpallo fortunato in chiusura di primo tempo, un po’ di sfortuna nel secondo episodio sulla carambola con Gomis dopo il 2-2 della Spal, sulla quale forse poteva fare meglio.

BUCHEL 5,5. Meno propositivo rispetto a Sassuolo e Genoa, costretto a dare equilibrio per l’assenza di Zuculini e la vicinanza di un giocatore con doti diverse da quelle dell’intenditore
(Bessa). Qualche ripiegamento, ma non ha mai acceso la luce. Si autolimita con l’ammonizione, evitabilissima, che prende per un intervento in ritardo a centrocampo dopo 22’.

BESSA 4,5. Non incontra, non costruisce, fuori dal gioco; non bene anche quando ha avuto la palla tra i piedi. Ma metterlo da centrale in un centrocampo a due significa aumentargli i problemi che ha con la categoria, non aiutarlo a risolverli.

VERDE 6,5. Poca roba, qualche tentativo di ripartenza nel primo tempo. Molto meglio il secondo che anche lui timbra con l’azione fantastica che vale il 2-0 di Caceres, arrivato grazie ad una palla messa dentro a difesa schierata che è colpo da gran giocatore. Costretto a uscire nel finale; e fuori lui, dopo Cerci, si è spenta la luce.

dal 34’ s.t. Calvano s.v. Pecchia lo mette in protezione sulla fascia sinistra, rinunciando di fatto a ripartire nei 10 minuti in cui il Verona butta via la partita. Il debutto in serie A se lo era meritato in Coppa.

CERCI 6,5. E’ entrato in tutte le azioni più pericolose, fornendo assist e cercando il gol con quella classica azione chiusa col tiro a giro che ancora non viene. Bravo specie nel primo tempo ad abbassarsi ed allargarsi per cercare quegli spazi che la Spal non concedeva centralmente. Procura e realizza il rigore dell’1-0. Deve ancora migliorare in fase di conclusione, ma con o senza non è stata la stessa cosa.

dal 27’ s.t. Pazzini 6. Sarà logoro, senza allenamento, sempre infortunato, magari anche sul mercato. Ma finché c’è, e almeno fino a gennaio c’è, rinunciarci pare una follia. Entra e si procura con esperienza qualche punizione, caricando di tre cartellini gialli gli avversari. Pur nella difficoltà di una condizione inesistente (un allenamento con la squadra nelle ultime due settimane), non gioca da solo e si mette a disposizione dei compagni.

KEAN 4. Partita da “prendo palla e fo tutto mi…”, con il risultato di non aver creato nessuna opportunità se non un solo tentativo nel finale di primo tempo in cui è stato bravo ma anche fortunato. Ingenuità e atteggiamento da giocatore giovane, con un futuro davanti, ma (come altri) oggi non pronto per dare garanzie in una squadra che si gioca la salvezza.

dal 18’ s.t. Valoti 5. Entra, ma non entra in partita in un momento in cui serviva dare sostanza e fisicità al centrocampo. Poteva e doveva fare molto di più.

PECCHIA 5,5. Altri due punti buttati via nonostante quella crescita che riecheggia nelle sue parole fin quasi alla noia in ogni conferenza stampa prima e dopo ogni partita. Cambi obbligati, scelte che si possono discutere; ma l’impressione è che a parte il giochi uno o giochi l’altro, perché non entra questo anziché quello, continui a mancare quel carattere che in partite determinanti consenta alla squadra di arrivare al risultato superando quei limiti individuali (oltre che di applicazione difensiva) che continuano ad esserci. Buttata via, col pareggio regalato alla fine, anche l’intuizione vincente di Romulo alto dietro Kean che all’inizio del secondo tempo sembrava aver posto le basi per decidere la partita.

Arbitro Rocchi 4. A parte un secondo rigore reclamato nel recupero dalla Spal per un mano di Caracciolo in area (il braccio è dietro la schiena e il difensore è girato sul tiro di Floccari) e il rigore – indiscutibile – del 2-2, toppa quasi tutti gli episodi decisivi. Ignora una trattenuta molto sospetta di Vicari su Cerci al 10’, ignorando anche il var. Ma tre minuti dopo va diretto con un giallo da coscienza sporca da Viviani che ferma Romulo al limite dell’area con un intervento che lascia qualche dubbio perché sembra prima sulla palla che sul piede. Viviani graziato del secondo giallo nell’azione del rigore di Cerci, quando da già ammonito tampona in area l’attaccante del Verona.
Molto dubbio anche il gol annullato alla Spal per carica di Floccari su Nicolas (che sembra fare tutto da solo, perdendo la presa).