19
apr 2018
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2.035

IL PAGELLONE DI H.VERONA-SASSUOLO

NICOLAS 4. Errore inconcepibile, che costa la partita e azzera almeno tre parate salva risultato. Però alla fine ci mette la faccia al posto della società (presidente – direttore operativo).

ROMULO 4. Un paio di sgroppate, due palloni messi dentro giusto per timbrare il cartellino, zero leadership; eppure è il capitano, che in una stagione del genere si è pure permesso l’esultanza polemica dopo il rigore col Cagliari. Vederlo come un possibile trascinatore o come l’elemento in grado di fare la differenza uno degli errori più grandi.

FERRARI 4. Salva un gol dopo 2’, prova a metterci qualche toppa e assiste impotente alla sciagurata uscita di Nicolas che mette sui piedi di Lemos il gol partita. Il suo “non so cosa fare, non so a chi darla” al minuto 39 di una inqualificabile ripresa l’emblema della resa.

VUKOVIC 4. Potrebbe, ma non fa. Nè da difensore e ancor meno quando gli viene chiesto di fare l’attaccante. Graziato da Guida per una sbracciata su Politano.

SOUPRAYEN 4. Ancora una volta fa quel che può.

F.ZUCULINI 4. Un po’ di verve, l’unica conclusione pericolosa ma anche due-tre palloni sanguinosi persi e una condizione fisica che non gli consente di essere un salvagente a cui abbracciarsi.

dal 8’ s.t. Matos 4. Sinistra, destra, centro: nel casino disorganizzato del Verona gioca ovunque e da nessuna parte.

DANZI 6. Lotta e lascia intravedere personalità e visione di gioco. Ha più senso vedere in campo lui che altri.

VALOTI 4. Uno dei più propositivi fino al gol-regalo di Nicolas. Restare a galla nel secondo tempo sarebbe stato impossibile per chiunque.

CERCI 4. Partita finita alla seconda volta che ha difeso dentro la propria area di rigore e ha provato a ripartire. Evanescente sia da esterno che da punta centrale. Potrebbe fare molto di più ma andrebbe utilizzato anche molto meglio.

dal 25’ s.t. Petkovic 4. Attaccante che anche questa volta non tira e non tiene un pallone.

FARES 4. Il terzino sinistro titolare che diventa di punto in bianco l’attaccante titolare è la fotografia del caos tattico del Verona. Non fa salire la squadra, non difende un pallone, non ha le caratteristiche per giocare spalle alla porta. Ininfluente anche da attaccante esterno, irritante quando gioca di tacco.

VERDE 4. Un altro che dovrebbe lasciare tacchi, doppi passi e colpi di suola in spogliatoio, pensando a cose più concrete. Nel primo tempo non è nemmeno dispiaciuto, ma la ripresa non ha fatto prigionieri.

dal 20’ s.t. Lee 4. A volte entra e porta un po’ scompiglio, altre non capisci perché e per cosa l’abbiano preso. Stavolta è buona la seconda.

PECCHIA 4. Peggio di Benevento, nell’ennesimo scontro diretto perso senza nemmeno lottare. Imbarazzante pochezza tecnica della rosa messa a disposizione dalla società a cui si aggiunge una non meno imbarazzante pochezza tattica. Però non è colpa sua se è ancora l’allenatore del Verona.

Arbitro Guida 5,5. Non ha dubbi sull’abbraccio di Acerbi a Cerci del finale di primo tempo che forse poteva essere da Var.

15
apr 2018
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2.305

IL PAGELLONE DI BOLOGNA-H.VERONA

NICOLAS 6. Il solito film già visto altre volte: tre parate importanti (su Dzemaili e Pulgar nel primo tempo, ancora Dzemaili nella ripresa) che tengono a galla il Verona nell’attesa che avvenga quel qualcosa che poi non avviene. Molto meno bene sulla punizione di Verdi; calciata benissimo… ma sul palo del portiere.

FERRARI 5. La girandola delle scelte volute da Pecchia lo fa tornare esterno di difesa dopo la parentesi da centrale. Subisce Palacio, spinge pochissimo. Una brutta caduta dopo 30’ che un po’ ne condizione la prestazione.

CARACCIOLO 5. Torna titolare confermando l’involuzione del post-derby: poco aggressivo, sempre distante dall’uomo, anche in area di rigore, spesso in ritardo (come l’intervento su Destro, al 17’, costato l’amminizione)

VUKOVIC 5. Un paio di buone chiusure all’inizio, poi qualche errore disarmante per uno della sua esperienza. Si fa fregare da Destro nell’azione del 2-0 di Nagy ma sembrava fallo.

FELICIOLI 6-. Ordinato, anche se timido. Discreto dietro (contro l’avversario più pericoloso, Verdi), poca spinta ma almeno non fa danni. Però tecnicamente regge la categoria.

ROMULO 4. Vaga per il campo senza costrutto, mangiandosi al 7’ del s.t. la palla arrivatagli per caso che poteva valere il pareggio (solo davanti a Mirante non prende nemmeno la porta) e quasi regalando al Bologna il 2-0 mezzora prima del gol di Nagy (palla persa in uscita al 17’ s.t.). Disarmante.

dal 22’ s.t. Lee 6+. Un paio di spunti e un tiro (la prima parata di Mirante al minuto 88) che almeno hanno dato un po’ di vivacità alla solita partita piatta e abulica del Verona. In pochi minuti è stato più utile di Romulo, Aarons e Petkovic messi insieme.

FOSSATI 5. Troppo timido e poco dentro il gioco, poteva fare molto di più. Fuori causa alla mezzora dopo una brutta caduta sulla spalla.

dal 38’ s.t. Matos s.v. Una palla d’oro – l’apertura a sinistra con i giri giusti al 45’, messa purtroppo sui piedi sbagliati.

VALOTI 6. Non una prestazione da ricordare, ma almeno un po’ di aggressività, un paio di palloni sradicati agli avversari, un barlume di idea.

CERCI 5,5. Cerca quello spunto personale che non gli viene, anche per una condizione molto aprossimativa da post-infortunio. Ma è di gran lunga l’unico mai banale davanti, che ha nelle corde e nei piedi la giocata per creare qualche pericolo nello sterile e spuntato attacco del Verona. Per questo – anche pensando ad una chiave di gestione dell’impegno infrasettimanale – non si capisce proprio perché sia stato il primo ad uscire.

dal 15’ s.t. Petkovic 4,5. Dopo aver litigato con la palla e sbagliato quelle due situazioni in cui era stato coinvolto (continuando a dar ragione a chi l’ha ceduto e non a chi l’ha preso), Matos gli ha confezionato un cioccolatino che era solo da scartare alle spalle di Mirante… Ma anche li si è incartato.

FARES 5. Confermato punta centrale (dopo essere stato per mesi il terzino sinistro titolare e nonostante gli acquisti nel parco attaccanti del mercato di gennaio), ha corso, è rientrato, non si è risparmiato muovendosi su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento… Ma non ne ha dati nemmeno ai propri compagni. Perché attaccante centrale in serie A non lo si diventa… Si prende quando è il momento. E questa, ovviamente, non è una sua colpa.

AARONS 4. Non dà nulla. Ma proprio nulla. E non è la prima volta.

PECCHIA 4. Appena dignitoso l’impegno, non il gioco e l’atteggiamento rinunciatario di una squadra che sta bassa e subisce dentro la propria area di rigore. Rotazioni a parte, scelte disarmanti a partita in corso.

Arbitro Abisso 5. Un paio di interventi da giallo ignorati, uno in particolare di Palacio in ritardo su Fossati. E l’impressione che su Vukovic fosse fallo nell’azione del 2-0 finale.

P.S.

SETTI 4. Se questo è combattere…

08
apr 2018
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2.838

IL PAGELLONE DI H.VERONA-CAGLIARI

NICOLAS 7. Una parata salva risultato su Faragò da due metri, puntuale nel gioco aereo.

FERRARI 6-. Primo tempo timido, poca spinta e qualche grattacapo sugli inserimenti degli esterni. Nel secondo, anche col cambio di modulo, ha pensato solo a difendere.

BIANCHETTI 6,5. Poche sbavature, buona copertura dei due centrali davanti alla difesa, buon feeling con Vukovic. Un buon rientro.

VUKOVIC 6,5. Come per Bianchetti lo schermo dei due centrali di centrocampo ha aiutato, lui ha fatto il resto. Deciso, puntale nell’attaccare alto, poche sbavature.

SOUPRAYEN 5,5. Tanta buona volontà ma anche tanti limiti tecnici in una categoria dove il piede non è un optional.

FOSSATI 7. Personalità, palleggio, schermo davanti alla difesa. E all’occorrenza difesa dentro l’area di rigore. La sua gestione da “dimenticato” in panchina è uno dei misteri della stagione.

F.ZUCULINI 7. Capitano senza fascia, è la forza propositiva, l’esempio che trascina, la leadership. L’applauso spontaneo di un pubblico giustamente arrabbiato dopo l’indegna prova di Benevento è la dimostrazione di cosa si apprezza a Verona.

dal 32’ s.t. Tupta 6. Altro misteriosamente sparito dai radar dopo gennaio (nonostante l’assenza di attaccanti veri in rosa…) che di colpo ricompare; rendendosi utile nel far salire la squadra con qualche ripartenza nel finale.

CERCI 5,5. Fuori dal gioco, timido nell’attacco all’area e nell’uno contro uno; non ancora pronto fisicamente.

dal 14’ s.t. Valoti 6. Dà una mano alla squadra nonostante lo sballottamento di ruoli continuo (dopo l’interno di centrocampo e il trequartista, oggi sull’esterno al posto di Cerci).

ROMULO 6. A tutto campo, in un ruolo dove può permettersi anarchie tattiche e corse nel vuoto. Rigore pesante, ma l’esultanza con il dito alla bocca a mo’ di state zitti dopo l’indecorosa non-prova di Benevento anche no.

AARONS 5. Dentro perché a Pecchia servivano gamba e resistenza. Mah…

dal 24’ s.t. Caracciolo s.v. Entra per difendere il risultato e alzare lo scudo difensivo che per una volta regge fino alla fine.

FARES 7. L’altroieri terzino (che presuppone dei compiti specifici, soprattutto difensivi), ieri esterno sinistro di centrocampo (che presuppone l’attenzione ad altre cose), oggi punta centrale (che richiede doti completamente diverse dai due precedenti): nonostante questo (che per qualcuno è far crescere un giocatore) ce la mette sempre, tanto da finire stremato ma uno dei migliori . Con un numero d’attaccante vero e destro addosso a Cragno al 14’ della ripresa e una diagonale difensiva lunghissima dentro la propria area di rigore a salvare su Ionita nel recupero del primo tempo.

PECCHIA 6. Scelte forti, non tutte convincenti, ma che danno un segnale diverso rispetto al passato (centrerà l’addio di Fusco?). Visti oggi diventa ancora più inspiegabile l’assenza dal campo nelle ultime settimane di Fossati e F.Zuculini (per un Buchel mai convincente).

VALERI 6,5. Agevolato dai ritmi bassi. Aiutato dal var sul rigore decisivo e su un altro paio di situazioni delicate.

04
apr 2018
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2.929

IL PAGELLONE DI BENEVENTO-H.VERONA

SILVESTRI 8. Nove, dieci parate decisive: non salva il risultato, ma la faccia sì.

FERRARI 4. Sovrastato da Letizia, irriconoscibile.

CARACCIOLO 4-. Non esce mai, marca a cinque metri, e sul gol di Letizia si gira pure di spalle.

VUKOVIC 4. Conferma l’involuzione, personale oltre che della squadra.

SOUPRAYEN 4. Fa sempre quel che può, che nell’inciso non è peggio di quanto fanno compagni tecnicamente più blasonati.

ROMULO 4-. Utile quanto i suoi (inutili) colpi di tacco.

BUCHEL 4-. Zero schermo difensivo e tanti errori. Il più grande considerarlo un titolare.

CALVANO 4. Sovrastato come il resto della squadra nella mezzora in campo.

dal 26’ s.t. Felicioli 4. L’unico che, almeno, ha tirato tre scarpate ad avversari che per 90’ sono andati a velocità doppia.

VERDE 4-. Inconsistente. E come Romulo si industria in giochetti insopportabili che non portano, e soprattutto non dimostrano, niente.

VALOTI 4. Fuori partita; sia da (presunta) spalla di Cerci, sia da centrocampista centrale.

dal 1’ s.t. Petkovic 4-. Corre meno di Cerci al rientro da un infortunio. E il peso offensivo è tutto nei gol segnati nelle 36 presenze in serie A (0).

CERCI 4. Non gli si poteva chiedere molto, ma il minino sindacale sì. Sempre in fuorigioco e nell’unica vera occasione sbaglia un assist facile per Valoti.

dal 21’ s.t. Fossati 4. Il meno colpevole perché l’ultimo ad entrare.

PECCHIA 4-. Lezione di calcio e 19 tiri a 1 dall’ultima in classifica.

DOVERI 6,5. Azzecca le decisioni più importanti. L’atteggiamento remissivo del Verona gli rende la vita facilissima.

31
mar 2018
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2.159

lL PAGELLONE DI INTER-H.VERONA

NICOLAS 4. Regala una chanches a Silvestri autoescludendosi dal match-salvezza di Benevento, il tutto per impedire un 4-0 a poche briciole dalla fine.

FERRARI 4. Mai visto così in confusione: buggerato da Rafinha già prima del gol di Perisic, dove non tiene la linea ed è pure in ritardo. Perde palla nell’azione del terzo gol. Partita da dimenticare, e pure in fretta…

dal 12’ s.t. Bianchetti 5. Positivo solo il rientro, dopo mesi. Fuori ruolo, non tiene l’uno contro uno né con Candreva, né con Perisic, che gli vanno via sempre. Un sussulto nell’azione che porta al palo di Fares.

CARACCIOLO 5. Affonda come il resto di una linea difensiva in difficoltà su ogni palla in verticale.

VUKOVIC 4. Il peggio di sé in una partita: errore da principiante dopo 37’’, si intorcola in area anche sull’azione del 3-0, perché potrebbe arrivare prima di Icardi. Ora torni quello di prima.

SOUPRAYEN 4,5. Fa quel che può.

ROMULO 5. Qualche accellerazione, ma la cosa più importante la fa da portiere impedendo il 4-0 a B.Valero. Ed è tutto dire…

BUCHEL 4,5. Sovrastato; e un giallo inutile dopo 4’.

CALVANO 5. Distruttore che non riesce a distruggere. Pericoloso con una bella conclusione che meritava miglior sorte.

FARES 5. E’ l’esterno difensivo titolare a sinistra; ma gioca in attacco. Corre per tre, gira come una trottola e prende pure un palo. Ma anche un’ammonizione, evitabilissima, che lo toglie dai convocati per il Benevento. Nel nulla cosmico, almeno ci ha provato.

AARONS 4,5. Sballottato prima a destra, poi a sinistra, poi centrale, non trova mai una posizione e un perchè. Unico guizzo una girata in area che sfiora il palo.

dal 20’ s.t. Verde 5. Si allinea alla pochezza generale mostrata dal Verona.

PETKOVIC 4. Prende una punizione all’inizio e poi comincia a girare, e girare, e girare ancora in tutti i ruoli dell’attacco senza un briciolo di costrutto.

dal 33’ s.t. Cerci s.v. Ha fatto quello che doveva: una sgambata in vista di Benevento.

PECCHIA 4. Scelte discutibili (è crescita cambiare un’altra volta ruolo a Fares?), approccio imbarazzante (gol dopo 37 secondi su rimessa laterale), squadra molle e disorganizzata, sempre in ritardo; ed è tornata l’improvvisazione, con moduli cambiati e rotazioni degli attaccanti che hanno portato solo tanta confusione. E caso mai ci fosse stata volontà di gestire, tre gol e due squalificati per mercoledì non sono un buon risultato. Per salvarsi serve più lucidità e più determinazione.

ROCCHI 6. Vede bene sul contrasto D’Ambrosio-Petkovic, forse sorvola su un mani poco chiaro in area dell’Inter, grazia Souprayen per un abbraccio in area su Eder. Nicolas gli da poco scelta. La dimostrazione che si può arbitrare anche senza il var.

18
mar 2018
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2.577

IL PAGELLONE DI H.VERONA-ATALANTA

NICOLAS 6. Bene sulle palle alte, letture appropriate e un paio di interventi, uno alla Garella su Ilicic, che hanno evitato un passivo ancora più imbarazzante.

FERRARI 4,5. In difficoltà su Spinazzola, in tilt nel finale del primo tempo, quando sbaglia e risbaglia su Gomez, prendendosi anche l’ammonizione. Nella ripresa ha salvato un gol fatto con un’intervento alla disperata dentro l’area di rigore ma non ha dato certezze.

CARACCIOLO 5. Un intervento decisivo alla prima delle numerose palle in area arrivate dal lato di Fares. Contro una squadra che forzava molto sugli esterni sono andati in difficoltà più i difensori laterali dei centrali, ma qualcosa meglio si poteva comunque fare.

VUKOVIC 5. Nonostante le condizioni fisiche non ottimali ha cercato di restare a galla, tenendo la linea, con qualche fuorigioco, l’unico a reggere di fisico in qualche contrasto. Ma con cinque gol sul groppone è affondato anche lui.

FARES 4. Superficiale, inadeguato nel difendere, un rigore regalato: una follia lasciarlo solo contro Ilicic (che difatti lo ha scherzato per tutta la partita). E davanti ha preso un minimo di coraggio dopo lo 0-3.

ROMULO 4. Fuori partita sia da esterno che da interno di centrocampo. Non garantisce nemmeno il minimo sindacale nel contropiede. E sì che dovrebbe essere l’elemento di maggiore qualità della squadra. Dovrebbe, appunto…

CALVANO 5. Ci ha messo la gamba, con i suoi ritmi e le sue possibilità. Ma l’Atalanta è andata ad una velocità decisamente diversa.

BUCHEL 4. Almeno Calvano ci ha provato…

dal 1’ s.t. Valoti 4,5. Stavolta inconsistente, ma non era nemmeno la partita che poteva essere ribaltata da un singolo.

VERDE 4,5. L’unica azione importante della partita del Verona porta la sua firma (la ripartenza e il pallone stampato sul palo da Matos nel primo tempo). Ma è stata anche l’unica cosa per la quale lo si è notato in campo.

dal 10’ s.t. Aarons 4,5. Evascenente, ancora una volta.

MATOS 5. Regala a Cristante il gol dopo un minuto e mezzo. Attaccante che non attacca quasi mai la porta, nell’unica occasione ha preso un palo che rappresenta tutto il potenziale offensivo espresso dal Verona nella partita. Nell’inconsistenza cronica dell’attacco, ha cercato almeno di portar su qualche pallone.

PETKOVIC 4. Segnare non è il suo mestiere, e lo abbiamo capito. Ma se non lotta, non corre, non porta pressione e non tiene su un pallone, che sia uno, cosa ci sta a fare in campo?

dal 24’ s.t. Felicioli s.v. Pecchia lo mette sullo 0-4 per contenere i danni. Forse era meglio metterlo dall’inizio per tentare di contenere Ilicic…

PECCHIA 4. Prepara la partita col 4-4-2 ma dopo 20’ minuti passa al 4-3-3, senza che cambino le cose. Col rientro di Romulo (per l’ennesima volta inconsistente, anche dopo il cambio di modulo e di posizione in campo) archivia la scelta vincente del derby: quella di mettere un giocatore di copertura ed equilibrio davanti a Fares, totalmente inefficace nella difesa su Ilicic. D’accordo la forza dell’Atalanta ma è inaccettabile il crollo del secondo tempo (anche la Juventus doveva essere fuori portata per la Spal…).

Arbitro Di Bello 6. Ammonisce quando deve, aiutato dal Var sul gol annullato a Gomez e sul rigore causato dall’ingenuità di Fares.

11
mar 2018
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3.136

IL PAGELLONE DI H.VERONA-CHIEVO

NICOLAS 6,5. Da brivido un rinvio regalato a Birsa ma anche e soprattutto la parata su Castro salva risultato nel finire del primo tempo. Poi un’adeguata ordinaria amministrazione.

FERRARI 7. Partita importante: ha attaccato e difeso per novanta minuti, spendendo moltissimo ma rimanendo lucido e in partita sino alla fine. Uno dei migliori.

CARACCIOLO 7. Annulla con il gol partita un paio di pericolose sbavature (una in particolare sul colpo di testa di Bani da azione d’angolo che Meggiorini per poco non ribadisce in rete). Un gesto tecnico da attaccante vero che regala al Verona derby e una più concreta speranza di salvezza.

VUKOVIC 7. Errore tattico sull’occasione di Castro; l’unico di una partita per il resto quasi perfetta.

FARES 6,5. Meno propositivo del solito ma anche molto meno in difficoltà, grazie anche al grande lavoro svolto da Felicioli davanti a lui.

VERDE 6,5. Partita di grande sacrificio e determinazione. A lui si può chiedere un po’ di qualità in più, specie al cross, ma sotto il piano dell’impegno e dell’attenzione tanta roba.

dal 19’ s.t. F.Zuculini 6,5. E’ entrato con lo spirito del guerriero che va in battaglia buttandosi nel mezzo della mischia, laddove serve la “garra”. Ed è stato un ottimo innesto in un momento delicato della partita.

CALVANO 7. Lottatore, distruttore di gioco, l’incontrista di personalità che mancava (e che incomprensibilmente per mesi è rimasto fuori lista, tranne poi, dopo le cessioni di gennaio, diventare centrale nella rincorsa alla salvezza). Sempre posizionato bene, ha annullato con una partita di grande sostanza e attenzione tattica la superiorità numerica che aveva il Chievo centralmente. Protagonista.

dal 43’ s.t. Fossati s.v. Spiccioli di partita mettendosi a disposizione della squadra.

BUCHEL 6,5. Non sempre pulito, non sempre efficace, ma con Calvano ha vinto il confronto contro avversari che presi singolarmente sembravano una spalla sopra. Sempre in partita, si è gestito bene l’ammonizione (evitabile, per proteste) presa dopo 28’, ha provato anche a farsi “sentire” con un paio di tiri da fuori.

FELICIOLI 6,5. La mossa vincente di Pecchia che in un colpo solo ha trovato un sostituto molto ordinato e attento al dare equilibrio alla squadra di Romulo e la copertura ideale per Fares, molto meno in difficoltà del solito a livello difensivo. Ma ha anche cercato di proporsi in fase offensiva, arrivando due o tre volte a chiudere fin dentro l’area di rigore. La sorpresa della giornata.

dal 39’ s.t. Aarons 6. Ingenuo il fallo che ha regalato al Chievo l’ultima occasione della partita; ma prima si è messo a disposizione facendo quello che doveva per aiutare la squadra a rifiatare.

MATOS 7. La fotografia della sua partita è la giocata con cui dopo 88’ minuti giocati senza risparmio e correndo moltissimo, ha lasciato Cacciatore sul posto costringendolo al fallo. Partita di grande spessore, per come ha cercato di essere pericoloso a livello offensivo (pur non avendo caratteristiche da uomo d’area di rigore) e per come si è sbattuto in un lavoro di copertura continuo e costante (come Petkovic) che ha molto migliorato il modo di difendere di squadra.

PETKOVIC 7. Partita da applausi nonostante non abbia nemmeno provato a concludere verso la porta. Ha corso per 90’, portato pressione con un’intensità ammirevole, preso un sacco di botte e (soprattutto nella parte finale quando Pecchia è passato a tre a centrocampo e lo ha alzato a fare la punta centrale), facendo pure ammonire mezzo Chievo. Ha cercato di cucire gioco ma sempre con grande attenzione alla fase difensiva. Non è un finalizzatore, l’attaccante che continua a mancare come il pane; ma se gioca con questa intensità e determinazione può dare una grossa mano.

PECCHIA 7. La partita perfetta, nonostante assenze pesanti per una rosa già al limite. Partita in cui ha azzeccato tutto: nella preparazione della gara, nelle scelte iniziali, nello sfruttare al momento giusto quel poco che c’era dalla panchina. Un Verona solido, determinato, finalmente aggressivo, che lotta. A cui manca qualità in area di rigore, ma compatto ed equilibrato (adesso sì) nel difendersi; e con una proposta di gioco superiore ad un avversario che resta superiore dal punto di vista tecnico. Sorprendente e vincente la mossa di Felicioli: ma avrebbe giocato anche se fosse stato disponibile Romulo? E se Kean non si fosse fatto male all’ultimo? Quello che conta, è comunque la vittoria. E l’aver allungato la corsa alla salvezza.

ARBITRO DAMATO 5. Fa a gara con mezzo Chievo per il ruolo di peggiore in campo. Ignora un paio di interventi da giallo di Bani (uno dei migliori dei suoi), che salta sempre col gomito alto e di Hetemaj, che calpesta Petkovic. Poi ammonisce Matos per la sciocchezza di una distanza e nel primo tempo Buchel per proteste. Grazia anche Dainelli nel finale, per un doppio intervento su Aarons. Ne ammonisce tanti ma non dà l’impressione di avere in pugno la partita.

25
feb 2018
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-TORINO

NICOLAS 6+. Non grandi interventi ma un lavoro continuo e proficuo di pulizia dell’area in particolare sulle palle alte. Partita attenta e positiva.

FERRARI 6,5. Continuo e costante nell’attenzione alla fase difensiva, contiene bene la pericolosità di Niang aggiungendo qualche intelligente puntata offensiva.

CARACCIOLO 5,5. Primo tempo non all’altezza: svagato, tal volta non posizionato bene, in difficoltà sui tagli di Belotti. Un po’ meglio nella ripresa, a parte il disastro collettivo dell’azione del pareggio del Torino; prestazione nel complesso poco brillante.

VUKOVIC 7+. Fisico e con molto mestiere. Anche lui un po’ in difficoltà nel primo tempo nelle uscite e nel due contro uno su Belotti, che nei tagli ha messo in difficoltà entrambi i centrali. Ma era stato prezioso nell’azione del gol del vantaggio, con l’assist di testa per Valoti. Dominante, invece, nella ripresa; specie quando c’era da ribattere all’assalto finale del Toro.

FARES 6. Primo tempo sorprendente, soprattutto a livello tattico: attento nelle chiusure, posizionato bene, un paio di diagonali da difensore, perfetto negli anticipi, qualche sortita offensiva senza mai andare in affanno contro un avversario tostissimo come Iago Falque. Secondo tempo, invece, di segno opposto;  in sofferenza. Soprattutto dopo il gol del pareggio (che ha tolto un po’ di fiducia non solo a lui ma a tutta la squadra) e in particolare in quell’ultimo quarto d’ora di assalto del Toro, che ha martellato dalla sua parte facendo emergere un po’ di fisiologica  stanchezza ma anche riemergere i limiti difensivi di sempre.

CALVANO 7. La vera sopresa della giornata. Tanta umiltà e determinazione nella prima da titolare: dinamico, fisico, duro nei contrasti, senza la paura di portare pressione ad avversari di spessore e grande attenzione a non sbagliare nel palleggio. Il feeling immediato con Valoti ha fatto la differenza. Esce esausto, merita la riconferma. Da applausi.

dal 30’ s.t. Fossati 6. Entra bene e porta bene perché subito dopo il Verona trova il gol partita. Prezioso e al servizio della squadra nella gestione dei minuti finali. Un bene sia rientrato nel radar di Pecchia dopo settimane di incomprensibile assenza.

VALOTI 8. L’Mvp della partita. Ispirato sin dalle prime battute, si è trovato bene da subito con Calvano andando in fiducia dopo il primo gol e sorprendendo per l’interpretazione del ruolo, sia da un punto di vista tattico sia da un punto di vista fisico. Continuo, attento negli anticipi, solido, determinato nel portar pressione e nel recupero di palla anche nella ripresa; dove ha trovato la perla del gol vittoria concludendo con merito e precisione una bella giocata di Petkovic. Se trova continuità (ma solo se trova continuità di prestazioni) può diventare un fattore in chiave salvezza.

ROMULO 5,5. Il difetto di sempre: di voler fare troppo tutto da solo e di andare a proporsi di qua e di la per il campo in nome di una voglia di mettersi in mostra che (nel suo caso) non è mai sinonimo di equilibrio (di squadra). Voglia di strafare che lo porta a commettere un errore sciagurato alla fine del primo tempo in una zona non di sua competenza, rimediato con il cartellino giallo che gli farà saltare il match chiave di Benevento.

dal 13’ s.t. Matos 6-. Come Romulo a volte un po’ troppo innamorato del pallone. Lotta, si mette a disposizione, poca lucidità nelle scelte. Ma dalla panchina è uno che ha i colpi per cambiare le partite.

PETKOVIC 6+. A livello di sacrificio, nei rientri, nel fare da collante, nell’aiuto alla squadra, discreto già nel primo tempo, dove però è stato praticamente nullo in fase offensiva. Un po’ più di qualità nella ripresa; e un paio di giocate (una girata all’inizio disinnescata da un bell’intervento di Sirigu e l’azione che porta al 2-1 di Valoti) che gli fanno lasciare la firma sulla partita.

VERDE 6. Tanta disponibilità al sacrificio, rientri lunghi, attenzione alla fase difensiva, ma pochi spunti degni di nota. Può fare di più.

dal 20’ s.t. F.Zuculini 6,5. Micidiale per la vigoria che ha portato, per la carica, la voglia di andare senza paura addosso all’avversario. E’ stato anche impreciso, ma i classici 25 minuti fatti bene che possono pesare sulla storia di una partita.

KEAN 6+. Gli è mancata la stoccata, ma tanto lavoro oscuro e una personalità sommata ad una presenza in partita diversa rispetto al girone di andata.

PECCHIA 6+. Partita molto sorprendente, visto i disastri delle ultime uscite. Successo legittimo, figlio di una prestazione questa volta sì convincente; anche alla luce di quel secondo tempo dove la solita ripartenza non assorbita e una catena di errori sciagurati sembravano aver compromesso un buonissimo primo tempo. Scelte iniziali azzeccate (da capire quanto “forzate” dalle squalifiche), Calvano ha fatto bene esaltando anche le caratteristiche di Valoti, Matos dalla panchina poteva essere un fattore, cambi puntuali. Ma perché tutto questo non sia solo pura illusione (e questo successo non sia figlio del caso – come è successo per il 4-1 di Firenze) serve continuità. Continuità di risultati, ancor prima che di prestazioni.

Arbitro Massa 5. Tra punizioni non date, girate, falli una volta da giallo, la volta dopo no… il solito Massa. Almeno però questa volta nessun errore che è costato la partita.

20
feb 2018
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IL PAGELLONE DI LAZIO-H.VERONA

NICOLAS 6,5. Tiene a galla come può un Verona preso a pallate da destra, da sinistra e anche dal centro. E se alla fine il conto dei gol presi non è cresciuto come la borsa in piena bolla speculativa è anche merito dei suoi interventi.

ROMULO 5. Corre di qua e di la facendo soprattutto tanta confusione. E spreca il pallone per riaprire la partita ignorando Petkovic solo in mezzo all’area.

CARACCIOLO 6-. Dove l’hanno messo ha provato a stare: prima centrale a tre, poi esterno alla Caceres. L’unica cosa a cui non poteva mettere una toppa è la gran confusione che si è vista in campo.

VUKOVIC 4,5. Qualche buco, qualche pezza, ma tenere a galla una squadra che dietro ha concesso qualcosa come 20 tiri dentro l’area di rigore era impresa impossibile.

BOLDOR 4. Impietoso primo confronto con la categoria. Tolto l’imbarazzo iniziale ci ha anche provato, sbattendo via qualche pallone, provando a chiudere in qualche circostanza. Ma se marchi a tre metri dentro l’area di rigore (primo gol di Immobile) poi alla fine devi ringraziare che gli avversari ne hanno fatti solo due.

FARES 4,5. Buona volontà ma imbarazzante nelle due fasi. Non solo quella difensiva, dove a volte fa capire di non sapere né dove stare, né cosa fare, ma anche in un paio di ripartenze dove ha fatto la cosa sbagliata.

BUCHEL 4. Avrebbe fatto fatica in un centrocampo in superiorità numerica, figurarsi nel due contro tre in cui si è trovato. Inesistente sul piano del palleggio, inconsistente nel fare filtro davanti alla difesa, sovrastato da avversari tecnicamente fuori portata.

dal 12’ s.t. Calvano 5,5. Tecnicamente e tatticamente lo stesso problema di Buchel, ma con un atteggiamento diverso. Anche se in un contesto di partita diverso da quello del primo tempo.

VALOTI 4. Filtro che non filtra, confusionario nel palleggio, spesso in ritardo. In costante sofferenza in una posizione che non gli è consona e in un centrocampo che non a caso è il più debole della serie A.

MATOS 4. Unico che talvolta accenna a ragionare, ma fumoso e inconsistente. E all’inizio in un ruolo (interno di centrocampo) che proprio non gli appartiene.

dal 22’ s.t. Petkovic 5. Non cambia le sorti del tiro a bersaglio Lazio e non riesce a portare maggiore peso e consistenza all’attacco.

VERDE 4. Punta, poi esterno, ma sempre in confusione. Non una giocata degna di nota.

dal 18’ s.t. Aarons 4. Non si capisce ancora perché l’abbiano portato a Verona e cosa ci abbia visto Pecchia per schierarlo titolare nelle ultime due. Per la terza volta non pervenuto.

KEAN 4,5. Il primo accenno di presenza al 42’ con un pallone buttato nel nulla dell’area laziale, dove peraltro doveva esserci lui. Il secondo con una girata fuori specchio al quarto d’ora della ripresa, non lega, non cuce, non allunga la squadra, non riparte.

PECCHIA 4. Verona senza idee e senza identità. Prima a tre, poi a quattro, centrali diventati terzini, attaccanti diventati esterni nella confusione più totale di una squadra dominata e schiacciata (20 tiri subiti dentro l’area di rigore, 30 totali, 17 nel primo tempo – un record), mai in grado non solo di impensierire ma anche di andare addosso o portare pressione all’avversario.

Arbitro Calvarese 5,5. Agevolato dal nulla cosmico del Verona, che sovrastato dall’inizio alla fine è riuscito a farsi ammonire solo col portiere per perdita di tempo. Ci stava un giallo per simulazione a Lulic che finge un contatto in area con Buchel nel primo tempo.

11
feb 2018
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Sport

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IL PAGELLONE DI SAMPDORIA-H.VERONA

NICOLAS 6-. Disastroso, quasi al limite dell’imbarazzo con i piedi (anche senza il pubblico del Bentegodi che rumoreggia sui retropassaggi…); ma se non è finita in goleada (oltre che per gli errori di Zapata e Linetty), è stato anche per merito suo.

ROMULO 5. Qualche giochino di troppo nelle vicinanze dell’area di rigore, dove in un paio di circostanze si è complicato inutilmente la vita e come altre volte pigro nei rientri. Ha provato a spingere ma con meno qualità del solito al cross.

VUKOVIC 6+. Fisico, ha personalità ed è concreto. Un errore grossolano nell’occasione divorata da Zapata al 10’ del s.t. ma tanta solidità e un gol fatto (di Quagliarella) salvato con un intervento provvidenziale dopo 17 minuti di gioco.

CARACCIOLO 6. Partita onesta senza grosse incertezze. L’esperienza e la solidità di Vukovic aiuta, ma a prescindere dai due centrali senza il supporto di una fase difensiva di squadra di livello per la categoria si continueranno a prendere gol (già 48, 2 di media a partita).

FARES 5-. Spiace ripetersi: buona volontà e verso la fine una sgroppata interessante, ma i soliti, estenuanti, limiti difensivi. Nel non saper portar pressione, o non nell’andare addosso all’avversario con i tempi giusti, che non caso spesso porta sempre allo stesso tipo di ammonizione. Tante partite nello stesso ruolo senza vedere miglioramenti. Soprattutto nella marcatura.

AARONS 4. Non si innesca mai; né a destra, né a sinistra. E in quei tre o quattro palloni che gioca sbaglia cose facilissime. Per un’ora un regalo di Pecchia a Giampaolo.

dal 13’ del s.t. Verde 5,5. Due lampi di pancia in 2’ appena entrato (che per inciso è molto di più di quanto ha fatto Aarons nelle ultime due partite), ma poi si è spento. Comunque incomprensibile la scelta iniziale di Pecchia di preferire al suo posto un giocatore appena arrivato, che non conosce la squadra e per quel che si è visto anche fuori condizione.

VALOTI 5. Nel grigiore generale (tattico soprattutto) e dentro una partita che ha visto i due centrocampisti del Verona presi sempre in mezzo dal rombo della Samp era stato uno di quelli che almeno aveva provato ad essere utile, abbassandosi anche a difendere dentro la propria area. Il rigore regalato alla fine, però,  abbassa la valutazione.

BUCHEL 4,5. Poco dinamico per caratteristica è stato preso in mezzo dalla superiorità numerica del centrocampo di casa, che è stato dominante nella partita. A qualche errore nel palleggio (evitabile), ha aggiunto la poca predisposizione alla fase difensiva – nel limitare Caprari, che giocava tra le linee, o nel seguire fin dentro l’area gli inserimenti dei centrocampisti, come nel caso di Barreto “mollato” senza un perché al limite dell’area di rigore nell’azione del gol dell’1-0.

dal 38’ s.t. Felicioli s.v.

MATOS 5. Propositivo, qualcosa nell’uno contro uno ma zero concretezza in rifinitura o nell’ultima scelta.

PETKOVIC 5-. Quasi sempre fuori dal gioco, specie nel primo tempo dove tra una rotazione di esterni e l’altra si è trovato anche impiegato largo a sinistra, rimanendo comunque per lunghi tratti un corpo estraneo alla squadra. Partita senza un perché.

dal 20’ s.t. Calvano 5,5. Entra e non cambia niente, ma almeno cerca di andare addosso all’avversario.

KEAN 6+. Nessuna occasione, nessun tiro in porta; ma è quello che più di tutti si è sbattuto davanti, quasi sempre da solo, quasi sempre senza saper cosa fare dopo aver portato su palla. E nel primo tempo è lui (molto più di Petkovic) che in fase difensiva si abbassava ad aiutare un centrocampo in palese difficoltà. Lascia intravedere lampi di classe e giocate di qualità, ma se lo fai partire a 60-70 metri dalla porta poi è difficile chiedergli di essere anche pericoloso.

PECCHIA 4. Scelte tecniche iniziali molto discutibili (Aarons), giocatori dimenticati in panchina senza una spiegazione (Verde, Fossati), cambi cervellotici, giocatori ruotati da destra a sinistra apparentemente senza logica e in qualche caso pure fuori ruolo (Petkovic a sinistra). Questo in una partita dove il Verona è stato dominato, incapace di creare almeno i presupposti per poter essere pericoloso (zero parate di Viviano, zero occasioni da gol) e in sofferenza costante soprattutto a livello tattico. Colpa dell’ambiente?

Arbitro Pairetto 6. Sbaglia qualcosa, non concede un angolo a Kean, la valutazione di un paio di falli ma fa scorrere via la partita senza incidere minimamente sul risultato.