10
dic 2018
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2.227

IL PAGELLONE DI BENEVENTO-H.VERONA

SILVESTRI 6,5. Attento ed efficace, in particolare sulle conclusioni da fuori di Bandinelli e sul rigore da “Scherzi a parte” di Coda.

CRESCENZI 6-. Un’unica vera incursione in cui si mangia il 2-0 davanti a Montipò. Molto poco aggressivo in fase difensiva.

MARRONE 6-. Torna dietro senza che se ne capisca il senso. Un paio di volte fuori posizione, non preciso con la linea. E’ andata bene aver trovato di fronte due avversari che hanno fatto poco per metterlo in difficoltà.

DAWIDOWICZ 6. Più a suo agio da difensore che da centrocampista; non sempre preciso, utile di testa. Approfitta anche lui della serata no di Coda e Asencio.

BALKOVEC 5. Non spingendo dovrebbe pensare solo alla fase difensiva, ma soffre Improta prima e Ricci poi. La cosa migliore la punizione da cui scaturisce il gol, imperdonabile la trattenuta (dopo essersi fatto saltare) a cinquanta metri dalla porta che gli costa il secondo giallo e che rivitalizza il Benevento.

GUSTAFSON 5. Poco filtro, poco peso, mai pericoloso. Non aggiunge niente ad un centrocampo che ha subito Tello e Bandinelli.

DANZI 5. La mossa a sorpresa della settimana di Grosso che anziché confermare Marrone lo ha chiamato al debutto. Ha provato a rendersi utile e a mettere un po’ di ordine del giro palla (all’indietro) ma passati i primi venti minuti è sparito dal gioco.

dall’80’ Laribi s.v. Pochi minuti e l’occasione per chiudere la gara, sciupata con un appoggio al portiere.

ZACCAGNI 7. L’eccezione ad un centrocampo piatto e statico. Se non ci prova palla al piede (sua l’iniziativa che porta alla punizione da cui scaturisce il gol e l’espulsione di Costa), manda in porta Matos con una verticalità improvvisa. E pensare che dopo 16 minuti in uno scontro di gioco gli si era girata la caviglia…

MATOS 6,5. L’unico che punta e che salta l’uomo. Consegna su un vassoio d’argento il gol del vantaggio a Di Carmine, che sbaglia clamorosamente a un metro dalla porta. Bravo nel tap in decisivo, un po’ meno quando passa a Montipò il pallone del 2-0. Comunque l’unico esterno che fa l’esterno.

dal 79’ Ragusa s.v.

DI CARMINE 5. Due errori sottoporta che non si possono concedere, specie se si fa la prima punta in una squadra che ambisce alla promozione: prima sull’occasione creata da Matos (errore tecnico) e poi sulla punizione respinta del gol, perché il primo tap in davanti a Montipò è il suo e non fa gol nemmeno li. Buon per lui che Coda abbia calciato un rigore ridicolo.

LEE 5.5. Intraprendente, tanta corsa, ma sempre eccessivamente frenetico e mai concreto. Gioca solo quando ha la palla, inesistente la fase difensiva, ingenuità pesante sul rigore.

dall’87 Empereur s.v.

GROSSO 5,5. Ennesimo cambio di formazione, centrocampo statico, stucchevole giro palla all’indietro, ritmi lenti, difesa che concede sempre qualcosa (anche con l’uomo in più), scarsa aggressività e Di Carmine che sottoporta continua a non essere Pazzini (rigorosamente in panchina). Tralasciando, nell’occasione, anche il regalo di Natale in gentile anticipo di Coda… Rispetto ad altre è cambiato il risultato; e non è poco. Ma se si tratta del prolungarsi di una lenta agonia o di un qualcosa da cui poter ripartire (qualora questa squadra sia mai partita…) lo diranno solo le prossime. L’impressione però è che per vincere il campionato serva ben altro.

PICCININI 5. Qualche dubbio sul gol di Matos che ha fatto infuriare il Benevento, pochi sull’espulsione di Costa e Balkovec. Aiutato dai collaboratori (ma a sbagliare) su tre o quattro fuorigioco che hanno penalizzato entrambe le contendenti. In linea con la pochezza della partita.

11
nov 2018
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3.124

IL PAGELLONE DI BRESCIA-H.VERONA

SILVESTRI 4. Poco feeling con la linea difensiva, incerto in un paio di interventi, topica micidiale sul secondo gol. Stavolta va a fondo pure lui.

 

CRESCENZI 4. Recuperato all’ultimo, non ha nemmeno il sostegno della condizione. Ci ha messo un po’ di volontà ma è stato inconsistente nelle due fasi.

 

dal 83’ Zaccagni s.v. Era già incomprensibile l’assenza iniziale, l’ingresso a sette minuti dalla fine lo è ancora di più.

 

CARACCIOLO 4. Il gol non cancella una partita disastrosa: imbarazzante nell’uno contro uno, si addormenta sul vantaggio di Donnarumma, in ritardo e girato di spalle nel tentativo di chiusura (o presunto tale) in scivolata sul 3-1 sempre di Donnarumma. E pensare che dovrebbe essere il perno della difesa…

 

MARRONE 4,5. Meno peggio di Caracciolo, con l’alibi di non essere un centrale difensivo e di giocare da 12 partite fuori ruolo.

 

EMPEREUR 4,5. Disponibile nel tentare di reinventarsi in un ruolo che non gli appartiene. Lento, macchinoso e quasi mai efficace.

 

LARIBI 4. Non trova una posizione in campo, ma l’atteggiamento non consente alibi. Zero quantità, zero qualità.

 

dal 59’ Matos 5,5. Almeno ha provato a saltare l’uomo e a mettere in difficoltà la difesa avversaria. Mezzora di gran lunga superiore all’ora di chi lo ha preceduto.

 

COLOMBATTO 4. Involuto e poco utile alla squadra, come diversi colleghi di maglia. Non copre, non contrasta, non da ritmo, non un’idea di gioco. Imbarazzante il confronto con Tonali.

 

HENDERSON 4. Si perde nelle novità del centrocampo disegnato (male) da Grosso. Sovrastato da Bisoli, mai in partita.

 

dal 1’ s.t. Dawidowicz 4. Marca “a vista” Torregrossa nell’occasione del 4-1 che ha tutto il tempo di prendere la mira e calciare e prende giallo per un goffo tentativo di simulazione. Per caratteristiche non poteva essere lui né a dare la sveglia né ad alzare il ritmo dopo quel pessimo primo tempo.

 

RAGUSA 4,5. Prova a darsi da fare ma con pochissima qualità e senza costruire nulla di buono, più utile in un paio di ripiegamenti difensivi che nella metà campo avversaria.

 

DI CARMINE 4. La prima conclusione verso lo specchio della porta dopo 48’ di nulla. Oscurato da Pazzini, alla dodicesima il bilancio è lontano dall’essere positivo.

 

PAZZINI 5,5. Prova a rendersi pericoloso in una squadra senza anima né gioco, trovando pure la zampata giusta per confermarsi – nonostante le scelte tecniche dell’allenatore – il miglior realizzatore della squadra. Assurde le panchine precedenti, assurdo che solo ora sia stato provato insieme a Di Carmine.

 

GROSSO 4. Scelte chiare… ma confuse, che stanno producendo zero gioco, zero idee, zero anima, giocatori fuori ruolo e situazioni di campo incomprensibili; come Pazzini fuori quattro giornate di fila salvo poi essere quello che segna più di tutti, anche quando la quadra fa fatica a fargli arrivare un pallone decente in area. O ancora Pazzini-Di Carmine insieme solo alla dodicesima (ma veramente non si poteva provare prima?) o i sette minuti più recupero di oggi all’unico centrocampista per caratteristiche con la capacità di inserirsi e portare palla (tra parentesi, fino a prova contraria, pure il secondo marcatore della squadra). Indifendibile.

 

GHERSINI 6. Ininfluente sul risultato.

03
nov 2018
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2.469

IL PAGELLONE DI H.VERONA-CREMONESE

SILVESTRI 6-. Attento tra i pali e in uscita, colpevolmente sorpreso anche lui come il resto della difesa sul gol del pareggio.

CRESCENZI 5. Un minimo intraprendente, ma dalla sua parte ha fatto meglio Perrulli.

CARACCIOLO 6-. Arriva alla sufficienza ma solo per il gol, che poi è un clamoroso regalo di Radunovic. Alti e bassi, tra un paio di notevoli svarioni qualche chiusura provvidenziale e un secondo giallo rischiato più volte. Finisce a corto di energia.

MARRONE 5,5. Provvidenziale in una chiusura dopo una palla persa in uscita da Caracciolo a inizio ripresa. Più nel ruolo del solito, ma sul gol guarda passargli davanti il pallone senza intervenire e non si accorge di Arini dietro le spalle e un paio di volte è stato salvato nel fuorigioco dalla giornataccia dei guardalinee.

EMPEREUR 5. Fuori posizione, non ha il passo per fare il terzino. Non è mai salito e dietro Castrovilli lo ha bucato un paio di volte.

CALVANO 5. Poca autonomia, poca personalità nel non andare oltre il compitino.

dal 57’ Dawidowicz 5. Non aggiunge nulla ad un centrocampo ancora una volta sotto tono.

COLOMBATTO 5. Uno dei più involuti; poche idee, poca costruzione, più attento a coprire che a offendere.

ZACCAGNI 6+. L’unico che in un centrocampo piatto e assai poco dinamico, si è preso la briga di andare in verticale e di provare due o tre incursioni palla al piede, raccogliendo per strada un paio di cartellini gialli degli avversari e l’assist per la traversa di Ragusa. Ma come sempre, non è arrivato in fondo alla partita.

dal 75’ Laribi 4. Per l’atteggiamento e la palla persa a due minuti dalla fine che ha innescato una pericolosissima ripartenza di Castrovilli. Dovrebbe fare la differenza, continua a deludere.

RAGUSA 5,5. Non gli fanno difetto né la disponibilità (specie nei rientri) né l’impegno. Ma a parte un colpo di testa a chiusura di un break di Zaccagni finito sulla traversa ha inciso pochissimo nella partita.

TUPTA 5. Si è trovato addosso il peso di una scelta tecnica incomprensibile, dandosi da fare ma senza essere mai pericoloso. Si è mosso tanto, ma ha legato poco. E da esterno fa molta fatica.

CISSE’ 5. Un pallone in diagonale all’inizio per Crescenzi e un tiro finito fuori dallo stadio. Per liberare Grosso dal Bari forse si poteva pescare di meglio.

dal 57’ Di Carmine 5. E’ la scelta di Grosso che per lui continua a sacrificare Pazzini nonostante un solo gol in undici partite e un lavoro da punta centrale isolata, che ancora non gli appartiene. Nell’unica occasione si fa ribattere il tiro nell’area piccola.

GROSSO 4 Continua a cambiare formazioni iniziali senza mai trovare una quadra sul gioco dando l’impressione di non sfruttare al meglio la rosa a disposizione. Ha creato il caso Pazzini (non facendolo giocare) e non fa nulla per farlo rientrare (quattro partite filate in panchina senza entrare), nonostante la squadra non convinca (questa volta è stata anche contestata) per prestazioni e risultati (5 punti nelle ultime 6 partite). Ancora una volta rivedibile (molto) nella gestione dei cambi.

GIUA 5,5. Fischietto emergente che non tradisce in personalità quando corregge al volo l’errore del collaboratore che segnala un fuorigioco inesistente nell’azione del gol della Cremonese, che però è comunque viziato dalla disattenzione (non l’unica) del collaboratore. “Morbido” nell’interpretazione di alcuni falli.

31
ott 2018
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1.999

IL PAGELLONE DI ASCOLI-H.VERONA

SILVESTRI 5,5. Poco impegnato, impreciso sull’unico tiro in porta, di Frattesi, prima del gol.

ALMICI 5. Poca spinta, pochissima qualità al cross.

CARACCIOLO 5. Ordinato e preciso in copertura, ma sul gol lascia a desiderare.

MARRONE 5,5. Meno in difficoltà del solito perché meno impegnato in una partita dove l’Ascoli è entrato pochissimo in area di rigore. Prova di testa nel finale ma non rovina la statistica degli 0 tiri nello specchio della porta.

BALKOVEC 5. Suo un cross sbagliato che diventa l’unica cosa che può assomigliare ad un tiro in porta nel secondo tempo. Per il resto spinge, ma non mette un pallone decente in area di rigore.

HENDERSON 5. Mai pericoloso, gira lontano dalla porta e sul gol guarda Cavion tirare.

DAWIDOWICZ 5. Dà poco al palleggio e dietro si schiaccia troppo, non riuscendo quasi mai a portare pressione sul portatore di palla.

GUSTAFSON 4,5. Gioca poco, ma per quel che ha fatto vedere ha giocato pure troppo. Lento, macchinoso e impreciso. E regala un pallone sanguinoso a Rosseti in apertura di ripresa che va fuori di un niente.

dal 62’ Zaccagni 5,5. L’unico della metà campo che almeno ha provato a buttarsi dentro con un paio di accelerazioni.

RAGUSA 4,5. Stesso copione che col Perugia, discreto inizio ma scelte finali sempre sbagliate. E poi è sparito.

dal 82’ Lee s.v. Cambio incomprensibile se hai Pazzini in panchina e se l’obiettivo degli ultimi 8’ di recupero è strappar via la partita con i denti.

DI CARMINE 4. Corpo estraneo e sempre in fuori gioco. Non è una prima punta e gli chiedono di star solo li davanti. In ritardo nell’unico pallone giocabile (78’) dalla fascia.

LARIBI 5. Il primo tiro verso la porta (senza prenderla) dopo 65’ di giro palla all’indietro e in orizzontale. Non si accende e non è la prima volta.

dal 74’ Matos s.v. Se è stato messo per dare vivacità e creare qualche pericolo, obiettivo non raggiunto.

GROSSO 4. Zero tiri in porta, zero occasioni create, attaccanti poco coinvolti e mai pericolosi, gioco lezioso, Pazzini riserva delle riserve…  e nessuno che lo metta in discussione o quantomeno si chieda se sta sfruttando al meglio l’organico a disposizione. Continuiamo così, facciamoci del male.

SERRA 6. Partita a ritmi lenti, unico dubbio un mezzo contatto Brosco-Laribi che inizia fuori dall’area.

27
ott 2018
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2.663

IL PAGELLONE DI H.VERONA-PERUGIA

SILVESTRI 8. Il 2-1 al Perugia non passa dal gioco (lezioso) di Grosso, ma dalle sue parate: dal rigore annullato a Vido, al doppio intervento finale, prodigioso, su Dragomir. Non benissimo sul primo gol di Melchiorri, ma alla fine il protagonista assoluto è lui.

CRESCENZI 5. Meno appariscente nella corsa, spinge poco e male. E sul gol di Melchiorri si fa infilare al pari di Caracciolo.

CARACCIOLO 5. Sbaglia sul primo gol, regge un paio di uno contro uno con Vido ma dentro l’area del Verona nel secondo tempo le ha prese quasi sempre il Perugia. Ha avuto un’occasione dall’altra parte, calciando però da difensore.

MARRONE 5. Infilato da Vido in quello che poteva essere subito lo 0-2 dopo il gol di Melchiorri, sempre in difficoltà nella propria area di rigore. Alza la qualità del palleggio ma un centrale dietro dovrebbe soprattutto saper difendere.

BALKOVEC 5. Poco intraprendente e da compitino fino all’errore del rigore che poteva costare la vittoria.

HENDERSON 7. Un capolavoro su punizione ma anche la capacità di attaccare l’area o di creare superiorità sull’esterno. Ha finito camminando, ma ha fatto un’ora importante.

dal 74′ Gustafsson s.v.

COLOMBATTO 5. Nè incontrista, nè regista, non chiude mai sulla profondità del Perugia. Delusione.

ZACCAGNI 6+. L’unico capace di andare a chiudere l’azione dentro l’area di rigore, uno dei più lucidi e dei più propositivi… e ancora una volta il primo ad uscire.

dal 55’ Dawidowicz 5. Suo l’unico break dopo il 2-1, con un colpo di testa da angolo, ma è stato un cambio difensivo non pervenuto, perché il Verona da lì in poi ha sofferto (e tanto) il Perugia.

RAGUSA 5,5. Si è dato da fare, specialmente all’inizio quando però non ha sfruttato a pieno le difficoltà di Felicioli che era sempre due contro uno. Discreta gamba, ma male nelle scelte finali o nell’ultimo passaggio.

DI CARMINE 6,5. Avulso dal gioco perché troppo solo, ma decisivo negli episodi. Sbaglia l’unica palla gol del primo tempo a freddo, dopo 5 minuti, anticipando El Yamiq ma non trovando lo specchio della porta. Poi si porta via d’esperienza la punizione del primo gol e sfrutta al meglio l’errore di Cremonesi sul secondo, con una palombella che beffa Gabriel. Il problema non è lui o Pazzini, ma perché non lui con Pazzini.

LARIBI 5. Un tiro telefonato al 45’, settanta minuti di nulla.

dal 70’ Tupta s.v. Largo a sinistra è solo un fuori ruolo in più a quelli che già ci sono.

GROSSO 5. Deve tenersi stretto il risultato perché vince in una partita in cui il Verona ha fatto pochissimo ed è uscito indenne da un secondo tempo (dopo aver trovato il 2-1 di Di Carmine) in totale e ingiustificata sofferenza. Nuovamente rivedibili non solo le scelte iniziali, ma anche quelle a gara in corso.

MARINELLI 5. Fa arrabbiare il Perugia che ha ragione di recriminare sulla punizione che porta al gol di Henderson e per altri episodi non decisivi in cui è molto “casalingo”. Indiscutibile il rigore.

21
ott 2018
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2.410

IL PAGELLONE DI VENEZIA-H.VERONA

SILVESTRI 6,5. Bravo ma anche fortunato su Segre, che gli spara addosso il pallone del pareggio già al 18’. Sale in cattedra nella ripresa alzando prima sopra la traversa un tiro dalla distanza di Schiavone e poi respingendo una punizione ben calciata da Garofalo. Preciso e puntuale su ogni intervento.

CRESCENZI 6+. Tra i migliori in un primo tempo in cui ha spinto con continuità, trovando anche l’assist per Zaccagni nel gol del vantaggio. Come il resto della squadra meno bene nella ripresa, in cui a tratti ha sofferto la vitalità di Di Mariano.

CARACCIOLO 5,5. Prezioso sulle palle sporche e per un paio di interventi in area su palloni diventati pericolosi, come al 40’ quando su una conclusione di Schiavone ribattuta in area da Marrone, ha anticipato Litteri. Ma sull’episodio decisivo del gol di Di Mariano poteva e doveva fare meglio.

MARRONE 5,5. Da centrocampista impiegato nella coppia centrale aggiunge qualità alla partenza dell’azione, ma a livello difensivo nonostante qualche buona chiusura non dà ancora sicurezza. Pizzicato alle spalle da Falzerano nel primo tempo, ha rischiato nella ripresa per un contatto in area con Litteri.

BALKOVEC 5. Molto meno intraprendente di Crescenzi, ha sofferto la vivacità di Falzerano lasciando troppo spazio nella ripresa anche a Bruscagin. Autore di due conclusioni finite distantissime dalla porta di cui non se ne sentiva il bisogno.

HENDERSON 5,5. Meno concreto del solito, talvolta impreciso e con qualche ricamo di troppo. Incide poco soprattutto in fase offensiva dove altre volte aveva fatto la differenza.

COLOMBATTO 6. Molto meglio nel primo tempo, anche se con qualche sbavatura nel palleggio. E’ calato nella ripresa dove a parte un bel cambio di campo sui piedi di Ragusa ha fatto vedere poco del suo fornito repertorio.

ZACCAGNI 6,5. Gol a parte, uno dei pochi che sa andare in verticale assicurando entrambe le fasi (difensiva e offensiva). Il più brillante della mediana, il primo ad uscire.

dal 68’ Dawidowicz 5,5. Il cambio che non ti aspetti a venti minuti dalla fine di una partita da vincere (sull’1-1) contro un avversario di caratura modesta… ma tant’è. Si mette a fare il play senza aggiungere né togliere qualcosa ad una squadra che ha sofferto oltre misura il carattere del Venezia.

RAGUSA 5,5. Un po’ di gamba nel primo quarto d’ora ma poi è andato troppo in orizzontale, saltando poche volte l’uomo. Qualche spunto nella ripresa: nel primo ha sciupato una grossa occasione facendosi chiudere lo specchio della porta da Vicario, nel secondo ha pescato Di Carmine sul secondo palo nell’occasione del palo. Poco lucido in area anche su un pallone capitatogli sui piedi all’82’ e calciato malamente sopra la traversa da ottima posizione.

dal 86’ Tupta s.v.

DI CARMINE 5. Gioca punta centrale con due attaccanti esterni lontani, che non lo aiutano mai, senza dare l’impressione di essere il centravanti boa che aiuta a salire la squadra giocando spalle alla porta. Pochissimo nel vivo del gioco, ha sciupato due occasioni prendendo un palo di testa da un metro e appoggiando nelle mani del portiere un altro colpo di testa da ottima posizione su un’iniziativa di Ragusa.

LARIBI 5. Qualche spunto a macchia di leopardo, in cui lascia solo intravedere giocate e colpi risolutivi. Nel concreto sono più i momenti in cui si estranea rispetto a quelli in cui è nel vivo della partita e sciupa con un colpo di testa debole, da pochi metri, il match point già alla fine del primo tempo.

dal 80’ Cissè s.v. Se le intenzioni di Grosso erano quelle di vincere la partita e non di contenere il Venezia, va sottolineato che non ha tirato mai in porta e nei pochi minuti in campo non è stato nemmeno mai pericoloso. Ma se vale la prima, c’è da chiedersi perché non ricorrere ad una punta centrale che ha segnato in carriera 124 gol più di lui (fonte: transfermarkt.it); e in categorie decisamente superiori.

GROSSO 4,5. Gestione poco lucida (dall’esclusione iniziale di Pazzini, al cambio di Zaccagni, al mancato ingresso nella ripresa ancora di Pazzini) di una gara in cui il Verona avrebbe dovuto vincere per manifesta superiorità, e invece ha sofferto oltre ogni logica un avversario tecnicamente modesto ma con molto più carattere e molta più voglia di strappare il risultato. Un Verona prevedibile, che concede sempre qualcosa dietro e che ancora una volta (per scelta tecnica) ha regalato all’avversario il miglior attaccante della categoria. Anche quando, verso la fine, la partita bisognava strapparla via con i denti buttando palla nell’area avversaria. Un punto nelle ultime tre partite, per quella che ragionevolmente dovrebbe essere la corazzata del campionato,  non può essere considerato un buon punto.

ABBATTISTA 6. Di manica larga su un paio di episodi dubbi accaduti nell’area del Verona, porta a casa con discreta personalità una partita complicata dalle condizioni meteo e del terreno di gioco. Da rivedere l’azione in chiusura di primo tempo che ha visto Di Carmine fermato a due passi da Vicario, dopo un pallone recuperato (pare in maniera regolare) da Ragusa in pressing su Domizzi.

 

 

06
ott 2018
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2.757

IL PAGELLONE DI H.VERONA-LECCE

SILVESTRI 6+. Un miracolo a tempo (su un colpo di testa di Tabanelli nel primo, nel faccia a faccia con Palombi nel secondo) ad evitare un passivo ancora più pesante.

 

CRESCENZI 5. Ha lavorato bene davanti ma malissimo dietro, anche per la scarsa copertura degli esterni offensivi. Scherzato da Mancosu in occasione del primo gol del Lecce.

 

MARRONE 5. Senza Caracciolo ha fatto il punto di riferimento in un ruolo in cui non riesce a far emergere le proprie qualità. Un paio di chiusure importanti (su Calderoni alla fine del primo tempo e su La Mantia al quarto d’ora della ripresa), un paio di lanci in verticale su Pazzini e un colpo di testa da angolo di poco alto sulla traversa. Ma dentro l’area di rigore spesso è un disastro, vedere la facilità disarmante con cui lo salta via Palombi a dieci minuti dalla fine.

 

EMPERUR 5. Uno dei debuttanti dal primo minuto che non ha convinto. E i maggiori pericoli nel primo tempo il Lecce li ha creati in fotocopia proprio nella sua zona di competenza (l’occasione di Tabanelli e il gol di La Mantia).

 

EGUELFI 5. E’ riuscito nell’impresa quasi impossibile di far rimpiangere Souprayen. Era la prima, speriamo che le prossime siano (molto) migliori.

 

dal 74’ Ragusa 5. Inizia con due palle perse consecutive e il suo quarto d’ora è tutto li.

 

DAWIDOWICZ 4,5. Due colpi di testa da azione d’angolo nell’area del Lecce (peraltro senza prendere la porta) le uniche due cose buone della sua partita. Impreciso nel palleggio, ha coperto poco, si è fatto scappar via La Mantia in occasione dello 0-1. Molto deludente.

 

COLOMBATTO 4,5. La fotografia della sua partita è l’ultima punizione, calciata malissimo. La brutta copia del giocatore che ha impressionato a Crotone. Urge riscatto.

 

MATOS 6+. A volte troppo frenetico e impreciso nell’ultimo passaggio. Ma c’è stato un Verona prima dell’infortunio di Matos e uno dopo. E il primo è stato nettamente migliore.

 

dal 39’ Cissè 4,5. Esterno o vicino a Pazzini sembra li per caso.

 

LARIBI 5. Di gran lunga il più pericoloso del Verona ma sbaglia un rigore in movimento al 14’ e sceglie la soluzione più difficile al 20’ quando era riuscito a bucare la difesa su un pallone “bucato” da Pazzini. Poi, come altre volte, per recuperare dagli errori ha voluto strafare uscendo a poco a poco dalla partita e ritrovandosi solo nella parte finale del secondo tempo. Occasioni, le prime due, che se sfruttate avrebbero probabilmente incanalato la partita su binari diversi.

 

LEE 4,5. Corre tanto ma non crea un pericolo e non aiuta in copertura. La cosa più utile è stata l’ammonizione dopo 11’ quando ha bloccato con un fallo tattico una pericolosa ripartenza degli ospiti.

 

dal 56’ Zaccagni 5. Ha provato un paio di trenate per scuotere la squadra ma è imperdonabile quando guarda calciare Mancosu dal limite il pallone del 2-0 senza portare un minimo di pressione.

 

PAZZINI 5. Cercato solo in verticale, abbandonato in area, ci ha provato ma stavolta non ci è riuscito. E il guizzo giusto gli è stato annullato per un dubbio (molto dubbio) fuorigioco.

 

GROSSO 4,5. Ennesima rotazione dell’11 titolare che non porta a nulla, s’incarta nei cambi come a Salerno rinunciando a Di Carmine insieme a Pazzini anche sotto di due gol in casa per tenere in campo attaccanti esterni che non creano pericoli alla porta di Vigorito. Verona che continua ad avere lacune nella fase difensiva e che guarda troppo l’avversario, senza portare mai pressione sulla palla. Sconfitta che fa suonare un campanello d’allarme. Venezia (il 21) sarà già una gara spartiacque.

 

ARBITRO Massimi 4. Resta il dubbio su tre situazioni nell’area del Lecce in cui il Verona ha reclamato il rigore e sul fuorigioco che toglie il 2-1 finale a Pazzini (che dalla tv sembra non esserci).

 

 

 

 

 

 

26
set 2018
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3.327

IL PAGELLONE DI H.VERONA-SPEZIA

SILVESTRI 6,5. Un intervento decisivo a dieci minuti dalla fine su Mora, disinnescata dopo la ribattuta dal fuorigioco di Gyasi. Ma era stato bravo anche all’inizio, su Okereke. In generale dà sicurezza alla difesa.

 

CRESCENZI 6,5. Generosità allo stato puro anche a destra, tanto da finire con i crampi. Un po’ in difficoltà all’inizio ma è venuto fuori alla distanza, usando la sua dote principale: la corsa.

 

MARRONE 5,5. Fa quel che può, ma è fuori posizione sul gol di Bidaoui e più in generale conferma tutte le perplessità dell’impiego in un ruolo che alla quinta giornata ancora non gli appartiene.

 

CARACCIOLO 6,5. Regge il reparto, facendo anche per due; come quando al 36’ va a chiudere dentro l’area sull’occasione di Okereke con Marrone preso in mezzo dall’uno-due dell’attacco ospite. Prova di spessore.

 

BALKOVEC 6-. Era partito bene, con un bello spunto al 20’ in cui è arrivato davanti a Manfredini. Poi, complice la mancanza del passo gara si è spento, limitandosi al compitino e a girar palla dietro nel palleggio.

 

GUSTAFSON 5. Penalizzato dalla mancanza di condizione. Ha girato a vuoto per più di mezzora, sbagliando anche appoggi semplici. Un leggero miglioramento nella ripresa ma una partita in cui proprio non ha lasciato il segno.

 

dal 60’ Zaccagni 7. Appena entrato regala una punizione dai 20 metri allo Spezia che poteva costar cara, ma subito dopo ha tolto sicurezza al centrocampo ospite con un paio di percussioni centrali che hanno lasciato il segno. Fino al gol, pesantissimo, a chiudere sul secondo palo nel cuore dell’area una bella giocata nata sull’asse Crescenzi-Matos.

 

COLOMBATTO 6+. Meno offensivo e più regista rispetto a Crotone, in una partita in cui Marino lo ha individuato come la fonte del gioco del Verona, appiccicandogli addosso Okereke per contenerne il palleggio. Pur con qualche errore prova non da stropicciarsi gli occhi ma di sostanza.

 

HENDERSON 6-. Anche se con poca lucidità e con qualche errore nel palleggio resta uno dei punti fermi del nuovo centrocampo del Verona. Ha retto, con molta fatica.

 

dal 85’ Calvano s.v.

 

MATOS 7+. Vede la porta e fa vedere la luce al Verona in un momento difficilissimo, sotto di un gol e con l’inerzia della gara dalla parte dello Spezia. Al posto giusto al momento giusto sull’iniziativa di Pazzini ribadita in rete con la complicità di Manfredini, generoso in qualche rientro, ma anche l’assist finale per Zaccagni. Questa volta decisivo.

 

PAZZINI 6. Ha cercato qualche sponda ma non ne ha trovate e allora sotto di un gol si è inventato l’azione personale che ha portato al pareggio di Matos. Importante anche a mezzo servizio.

 

dal 66’ Tupta 6-. Bravissimo nel crearsi in pieno recupero la palla del 3-1 da un rilancio di Silvestri… ma poi le occasioni bisogna concretizzarle. E su questo bisogna ancora lavorare.

 

LARIBI 5. Fuori dalla partita, prestazione molto deludente.

 

GROSSO 6,5. Marino aveva trovato le mosse giuste per metterlo in difficoltà, ma l’ha girata dalla panchina venendo a capo di una partita sporca, che ha confermato la complessità dei turni infrasettimanali e di quel turnover in cui il Verona non ha ritrovato le stesse certezze di Crotone.

Per questo sono tre punti ancora più importanti e ancora più pesanti.

 

ARBITRO Marini 5,5. Qualche dubbio su intervento al limite dell’area su Crescenzi due minuti prima del gol di Zaccagni e sul mancato secondo giallo a Crimi nel recupero.

22
set 2018
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IL PAGELLONE DI CROTONE-H.VERONA

SILVESTRI 6+. Bene tranne che nell’occasione del gol di Firenze, su cui poteva fare meglio. Un intervento importante su un colpo di testa di Faraoni nel primo tempo e prezioso poi nel recupero, con due interventi, uno plastico in presa e un’uscita di pugno, a tamponare gli ultimi assalti dei padroni di casa.

 

ALMICI 6. Molto coperto, anche perché dalle sue parti agiva un brutto cliente come Martella. Ha fatto muro dietro usando più la spada che il fioretto. Evitabile il giallo preso per un intervento scomposto lontanissimo dalla porta.

 

CARACCIOLO 6+. Partita attenta, un giallo evitabile per un intervento fuori tempo lontano dalla porta su Nalini e una puntata offensiva pericolosa proprio all’inizio del secondo tempo, disinnescata con qualche brivido da Festa. Qualche imbarazzo della linea difensiva sulle incursioni di Faraoni nel primo tempo.

 

MARRONE 6-. Qualche buona lettura nelle coperture e la disponibilità ad accettare un ruolo che non ne mette in risalto le qualità migliori. Poco a suo agio quando ha dovuto fare il difensore dentro l’area di rigore.

 

CRESCENZI 6+. Sempre sotto pressione nella fascia scelta dal Crotone per attaccare, con Faraoni troppo libero specie nel primo tempo di mettere dentro l’area palloni potenzialmente pericolosi. Nonostante questo si è fatto anche vedere nella metà campo avversaria, confermando la quantità come dote migliore.

 

DAWIDOWICZ 6. Ha dato sostanza e solidità al centrocampo facendo quello che doveva, anche se qualche errore nel palleggio poteva costare caro.

 

HENDERSON 7. Lavoratore oscuro che cresce di partita in partita; ordinato nel tenere la posizione, tanti palloni recuperati ma anche l’attacco all’area di rigore nell’occasione del primo gol, a sfruttare il tiro in porta riuscito male e diventato assist di Laribi.

 

MATOS 6. Ha dato il suo contributo, anche se ha inciso pochissimo nel primo tempo. Meglio nel secondo con qualche break che ha messo in difficoltà la compassata linea difensiva del Crotone e l’intuizione per Tupta nell’azione del 2-0. Vedesse anche la porta…

 

dal 79’ Lee s.v.

 

COLOMBATTO 7. Ordinato e molto aggressivo: attaccante aggiunto in più situazioni in cui ha saputo entrare dentro l’area di rigore per concludere l’azione, ma anche capace di allargarsi a sinistra, quasi da esterno. Cresce gara dopo gara e dimostra di avere la qualità di adattarsi al ruolo che volta per volta gli disegna l’allenatore.

 

LARIBI 6-. Ha avuto tanto spazio per andare, soprattutto nel primo tempo, ma ha inciso pochissimo, sciupando due ottime occasioni con altrettanti passaggi al portiere da dentro l’area di rigore tra il 16’ e il 17’ del primo tempo. Disponibile a qualche rientro su Faraoni solo dopo la mezzora, si è un po’ riacceso ad inizio ripresa quando ha scaldato le mani a Festa. E’ entrato anche nell’azione del secondo gol ma nel complesso era lecito aspettarsi molto di più.

 

dal 61’ Ragusa 6. Un paio di strappi apprezzabili per volontà e gamba e per ritrovare la condizione.

 

TUPTA 6,5. Al debutto da titolare in serie B ha creato da solo due-tre occasioni in cui ha dimostrato velocità, movenze da attaccante e personalità nell’andare alla conclusione. Gli è mancato il gol, sfiorato con il palo interno nell’azione che ha portato il 2-0 di Colombatto ma nonostante gli errori alla conclusione ha dimostrato di essere un’ulteriore alternativa per il ruolo di attaccante centrale.

 

dal 69’ Cissè 6. Ha messo il fisico e quel poco di condizione che aveva da mettere in campo per difendere il vantaggio, dimostrando che quella di Tupta era comunque una scelta obbligata.

 

GROSSO 7. Scelte offensive obbligate, atteggiamento molto positivo, Verona che è andato per fare e ha fatto la partita in casa di una diretta concorrente per la promozione. La migliore da quando è a Verona.

 

ARBITRO Sacchi 6. Partita che è sfilata via senza troppi problemi nonostante qualche momento di tensione per un paio di situazioni che hanno coinvolto Benali prima con Dawidovicz e poi con Lee.

16
set 2018
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Sport

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IL PAGELLONE DI H.VERONA-CARPI

SILVESTRI 6-. Bene in un paio di interventi, molto meno sul gol di Poli.

 

ALMICI 6. Spinge, a volte da attaccante aggiunto quando un paio di volte va a chiudere l’azione sul palo prendendosi gli spazi lasciati da Matos. Poco impegnato nella fase difensiva.

 

CARACCIOLO 6. Meno dell’ordinaria amministrazione in una partita dove la linea difensiva è stata spesso a guardare o coinvolta solo nel palleggio, con però un paio di imbarazzi da palla ferma e un gol molto simile a quello preso col Padova.

 

MARRONE 6-. Una disattenzione pericolosa nel primo tempo, con la palla regalata a Jelenic sui trenta metri. Per il resto anche lui poco sollecitato.

 

CRESCENZI 6+. Corsa, generosità ma anche un po’ di confusione. Il più per il rigore procurato.

 

dal 84’ Balkovec s.v.

 

HENDERSON 6,5. L’uno-due riuscito sul gol di Laribi, un altro paio di palloni giocati bene in profondità, più presenza. Un passo avanti notevole rispetto al Padova.

 

COLOMBATTO 6+.  Ordinato in regia, efficace nella fase di disturbo. Disponibile anche da interno di centrocampo dopo l’ingresso di Dawidowicz.

 

ZACCAGNI 6. Buona gamba, qualche accellerazione in un centrocampo che senza troppa fatica ha sovrastato quello dell’avversario.

 

dal 66’ Dawidowicz 6. Potenza ma anche progressione. Lascia intravedere buone qualità che potranno essere utili sia per il centrocampo che per il reparto difensivo.

 

MATOS 6-. Si è procurato il secondo rigore ma ha anche sciupato un’occasione clamorosa per il gol personale su una splendida imbeccata di Laribi. Tanto movimento, poca concretezza.

 

PAZZINI 7,5. In campo per l’infortunio di Di Carmine ha portato spessore, personalità, carattere. Rigori e gol su azione a parte non solo ha dimostrato che ci sta, ma anche che in serie B fa ancora la differenza.

 

LARIBI 7. Mette in mostra i colpi del suo repertorio, segnando il primo gol e sfornando due o tre giocate importanti fuori e dentro l’area di rigore. Talvolta poco continuo o poco cattivo nelle conclusioni, ma la qualità non gli fa difetto.

 

dal 79’ Lee s.v.

 

GROSSO 6. Risultato più che gioco, ma vittoria che dà tranquillità e permette di lavorare nelle migliori condizioni contro un avversario modesto e arrendevole. Adesso sarà ancora più difficile non provare a far giocare insieme Pazzini e Di Carmine, dopo una gara che dovrebbe comunque aver cambiato le gerarchie degli attaccanti.

 

ARBITRO VOLPI 5,5. Rigori tanto ingenui quanto netti, grazia Mbaye dalla doccia anticipata per una gomitata a Pazzini. Da rivedere il 5-1 annullato sull’ultima azione di gioco.