18
mar 2018
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-ATALANTA

NICOLAS 6. Bene sulle palle alte, letture appropriate e un paio di interventi, uno alla Garella su Ilicic, che hanno evitato un passivo ancora più imbarazzante.

FERRARI 4,5. In difficoltà su Spinazzola, in tilt nel finale del primo tempo, quando sbaglia e risbaglia su Gomez, prendendosi anche l’ammonizione. Nella ripresa ha salvato un gol fatto con un’intervento alla disperata dentro l’area di rigore ma non ha dato certezze.

CARACCIOLO 5. Un intervento decisivo alla prima delle numerose palle in area arrivate dal lato di Fares. Contro una squadra che forzava molto sugli esterni sono andati in difficoltà più i difensori laterali dei centrali, ma qualcosa meglio si poteva comunque fare.

VUKOVIC 5. Nonostante le condizioni fisiche non ottimali ha cercato di restare a galla, tenendo la linea, con qualche fuorigioco, l’unico a reggere di fisico in qualche contrasto. Ma con cinque gol sul groppone è affondato anche lui.

FARES 4. Superficiale, inadeguato nel difendere, un rigore regalato: una follia lasciarlo solo contro Ilicic (che difatti lo ha scherzato per tutta la partita). E davanti ha preso un minimo di coraggio dopo lo 0-3.

ROMULO 4. Fuori partita sia da esterno che da interno di centrocampo. Non garantisce nemmeno il minimo sindacale nel contropiede. E sì che dovrebbe essere l’elemento di maggiore qualità della squadra. Dovrebbe, appunto…

CALVANO 5. Ci ha messo la gamba, con i suoi ritmi e le sue possibilità. Ma l’Atalanta è andata ad una velocità decisamente diversa.

BUCHEL 4. Almeno Calvano ci ha provato…

dal 1’ s.t. Valoti 4,5. Stavolta inconsistente, ma non era nemmeno la partita che poteva essere ribaltata da un singolo.

VERDE 4,5. L’unica azione importante della partita del Verona porta la sua firma (la ripartenza e il pallone stampato sul palo da Matos nel primo tempo). Ma è stata anche l’unica cosa per la quale lo si è notato in campo.

dal 10’ s.t. Aarons 4,5. Evascenente, ancora una volta.

MATOS 5. Regala a Cristante il gol dopo un minuto e mezzo. Attaccante che non attacca quasi mai la porta, nell’unica occasione ha preso un palo che rappresenta tutto il potenziale offensivo espresso dal Verona nella partita. Nell’inconsistenza cronica dell’attacco, ha cercato almeno di portar su qualche pallone.

PETKOVIC 4. Segnare non è il suo mestiere, e lo abbiamo capito. Ma se non lotta, non corre, non porta pressione e non tiene su un pallone, che sia uno, cosa ci sta a fare in campo?

dal 24’ s.t. Felicioli s.v. Pecchia lo mette sullo 0-4 per contenere i danni. Forse era meglio metterlo dall’inizio per tentare di contenere Ilicic…

PECCHIA 4. Prepara la partita col 4-4-2 ma dopo 20’ minuti passa al 4-3-3, senza che cambino le cose. Col rientro di Romulo (per l’ennesima volta inconsistente, anche dopo il cambio di modulo e di posizione in campo) archivia la scelta vincente del derby: quella di mettere un giocatore di copertura ed equilibrio davanti a Fares, totalmente inefficace nella difesa su Ilicic. D’accordo la forza dell’Atalanta ma è inaccettabile il crollo del secondo tempo (anche la Juventus doveva essere fuori portata per la Spal…).

Arbitro Di Bello 6. Ammonisce quando deve, aiutato dal Var sul gol annullato a Gomez e sul rigore causato dall’ingenuità di Fares.

11
mar 2018
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-CHIEVO

NICOLAS 6,5. Da brivido un rinvio regalato a Birsa ma anche e soprattutto la parata su Castro salva risultato nel finire del primo tempo. Poi un’adeguata ordinaria amministrazione.

FERRARI 7. Partita importante: ha attaccato e difeso per novanta minuti, spendendo moltissimo ma rimanendo lucido e in partita sino alla fine. Uno dei migliori.

CARACCIOLO 7. Annulla con il gol partita un paio di pericolose sbavature (una in particolare sul colpo di testa di Bani da azione d’angolo che Meggiorini per poco non ribadisce in rete). Un gesto tecnico da attaccante vero che regala al Verona derby e una più concreta speranza di salvezza.

VUKOVIC 7. Errore tattico sull’occasione di Castro; l’unico di una partita per il resto quasi perfetta.

FARES 6,5. Meno propositivo del solito ma anche molto meno in difficoltà, grazie anche al grande lavoro svolto da Felicioli davanti a lui.

VERDE 6,5. Partita di grande sacrificio e determinazione. A lui si può chiedere un po’ di qualità in più, specie al cross, ma sotto il piano dell’impegno e dell’attenzione tanta roba.

dal 19’ s.t. F.Zuculini 6,5. E’ entrato con lo spirito del guerriero che va in battaglia buttandosi nel mezzo della mischia, laddove serve la “garra”. Ed è stato un ottimo innesto in un momento delicato della partita.

CALVANO 7. Lottatore, distruttore di gioco, l’incontrista di personalità che mancava (e che incomprensibilmente per mesi è rimasto fuori lista, tranne poi, dopo le cessioni di gennaio, diventare centrale nella rincorsa alla salvezza). Sempre posizionato bene, ha annullato con una partita di grande sostanza e attenzione tattica la superiorità numerica che aveva il Chievo centralmente. Protagonista.

dal 43’ s.t. Fossati s.v. Spiccioli di partita mettendosi a disposizione della squadra.

BUCHEL 6,5. Non sempre pulito, non sempre efficace, ma con Calvano ha vinto il confronto contro avversari che presi singolarmente sembravano una spalla sopra. Sempre in partita, si è gestito bene l’ammonizione (evitabile, per proteste) presa dopo 28’, ha provato anche a farsi “sentire” con un paio di tiri da fuori.

FELICIOLI 6,5. La mossa vincente di Pecchia che in un colpo solo ha trovato un sostituto molto ordinato e attento al dare equilibrio alla squadra di Romulo e la copertura ideale per Fares, molto meno in difficoltà del solito a livello difensivo. Ma ha anche cercato di proporsi in fase offensiva, arrivando due o tre volte a chiudere fin dentro l’area di rigore. La sorpresa della giornata.

dal 39’ s.t. Aarons 6. Ingenuo il fallo che ha regalato al Chievo l’ultima occasione della partita; ma prima si è messo a disposizione facendo quello che doveva per aiutare la squadra a rifiatare.

MATOS 7. La fotografia della sua partita è la giocata con cui dopo 88’ minuti giocati senza risparmio e correndo moltissimo, ha lasciato Cacciatore sul posto costringendolo al fallo. Partita di grande spessore, per come ha cercato di essere pericoloso a livello offensivo (pur non avendo caratteristiche da uomo d’area di rigore) e per come si è sbattuto in un lavoro di copertura continuo e costante (come Petkovic) che ha molto migliorato il modo di difendere di squadra.

PETKOVIC 7. Partita da applausi nonostante non abbia nemmeno provato a concludere verso la porta. Ha corso per 90’, portato pressione con un’intensità ammirevole, preso un sacco di botte e (soprattutto nella parte finale quando Pecchia è passato a tre a centrocampo e lo ha alzato a fare la punta centrale), facendo pure ammonire mezzo Chievo. Ha cercato di cucire gioco ma sempre con grande attenzione alla fase difensiva. Non è un finalizzatore, l’attaccante che continua a mancare come il pane; ma se gioca con questa intensità e determinazione può dare una grossa mano.

PECCHIA 7. La partita perfetta, nonostante assenze pesanti per una rosa già al limite. Partita in cui ha azzeccato tutto: nella preparazione della gara, nelle scelte iniziali, nello sfruttare al momento giusto quel poco che c’era dalla panchina. Un Verona solido, determinato, finalmente aggressivo, che lotta. A cui manca qualità in area di rigore, ma compatto ed equilibrato (adesso sì) nel difendersi; e con una proposta di gioco superiore ad un avversario che resta superiore dal punto di vista tecnico. Sorprendente e vincente la mossa di Felicioli: ma avrebbe giocato anche se fosse stato disponibile Romulo? E se Kean non si fosse fatto male all’ultimo? Quello che conta, è comunque la vittoria. E l’aver allungato la corsa alla salvezza.

ARBITRO DAMATO 5. Fa a gara con mezzo Chievo per il ruolo di peggiore in campo. Ignora un paio di interventi da giallo di Bani (uno dei migliori dei suoi), che salta sempre col gomito alto e di Hetemaj, che calpesta Petkovic. Poi ammonisce Matos per la sciocchezza di una distanza e nel primo tempo Buchel per proteste. Grazia anche Dainelli nel finale, per un doppio intervento su Aarons. Ne ammonisce tanti ma non dà l’impressione di avere in pugno la partita.

25
feb 2018
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-TORINO

NICOLAS 6+. Non grandi interventi ma un lavoro continuo e proficuo di pulizia dell’area in particolare sulle palle alte. Partita attenta e positiva.

FERRARI 6,5. Continuo e costante nell’attenzione alla fase difensiva, contiene bene la pericolosità di Niang aggiungendo qualche intelligente puntata offensiva.

CARACCIOLO 5,5. Primo tempo non all’altezza: svagato, tal volta non posizionato bene, in difficoltà sui tagli di Belotti. Un po’ meglio nella ripresa, a parte il disastro collettivo dell’azione del pareggio del Torino; prestazione nel complesso poco brillante.

VUKOVIC 7+. Fisico e con molto mestiere. Anche lui un po’ in difficoltà nel primo tempo nelle uscite e nel due contro uno su Belotti, che nei tagli ha messo in difficoltà entrambi i centrali. Ma era stato prezioso nell’azione del gol del vantaggio, con l’assist di testa per Valoti. Dominante, invece, nella ripresa; specie quando c’era da ribattere all’assalto finale del Toro.

FARES 6. Primo tempo sorprendente, soprattutto a livello tattico: attento nelle chiusure, posizionato bene, un paio di diagonali da difensore, perfetto negli anticipi, qualche sortita offensiva senza mai andare in affanno contro un avversario tostissimo come Iago Falque. Secondo tempo, invece, di segno opposto;  in sofferenza. Soprattutto dopo il gol del pareggio (che ha tolto un po’ di fiducia non solo a lui ma a tutta la squadra) e in particolare in quell’ultimo quarto d’ora di assalto del Toro, che ha martellato dalla sua parte facendo emergere un po’ di fisiologica  stanchezza ma anche riemergere i limiti difensivi di sempre.

CALVANO 7. La vera sopresa della giornata. Tanta umiltà e determinazione nella prima da titolare: dinamico, fisico, duro nei contrasti, senza la paura di portare pressione ad avversari di spessore e grande attenzione a non sbagliare nel palleggio. Il feeling immediato con Valoti ha fatto la differenza. Esce esausto, merita la riconferma. Da applausi.

dal 30’ s.t. Fossati 6. Entra bene e porta bene perché subito dopo il Verona trova il gol partita. Prezioso e al servizio della squadra nella gestione dei minuti finali. Un bene sia rientrato nel radar di Pecchia dopo settimane di incomprensibile assenza.

VALOTI 8. L’Mvp della partita. Ispirato sin dalle prime battute, si è trovato bene da subito con Calvano andando in fiducia dopo il primo gol e sorprendendo per l’interpretazione del ruolo, sia da un punto di vista tattico sia da un punto di vista fisico. Continuo, attento negli anticipi, solido, determinato nel portar pressione e nel recupero di palla anche nella ripresa; dove ha trovato la perla del gol vittoria concludendo con merito e precisione una bella giocata di Petkovic. Se trova continuità (ma solo se trova continuità di prestazioni) può diventare un fattore in chiave salvezza.

ROMULO 5,5. Il difetto di sempre: di voler fare troppo tutto da solo e di andare a proporsi di qua e di la per il campo in nome di una voglia di mettersi in mostra che (nel suo caso) non è mai sinonimo di equilibrio (di squadra). Voglia di strafare che lo porta a commettere un errore sciagurato alla fine del primo tempo in una zona non di sua competenza, rimediato con il cartellino giallo che gli farà saltare il match chiave di Benevento.

dal 13’ s.t. Matos 6-. Come Romulo a volte un po’ troppo innamorato del pallone. Lotta, si mette a disposizione, poca lucidità nelle scelte. Ma dalla panchina è uno che ha i colpi per cambiare le partite.

PETKOVIC 6+. A livello di sacrificio, nei rientri, nel fare da collante, nell’aiuto alla squadra, discreto già nel primo tempo, dove però è stato praticamente nullo in fase offensiva. Un po’ più di qualità nella ripresa; e un paio di giocate (una girata all’inizio disinnescata da un bell’intervento di Sirigu e l’azione che porta al 2-1 di Valoti) che gli fanno lasciare la firma sulla partita.

VERDE 6. Tanta disponibilità al sacrificio, rientri lunghi, attenzione alla fase difensiva, ma pochi spunti degni di nota. Può fare di più.

dal 20’ s.t. F.Zuculini 6,5. Micidiale per la vigoria che ha portato, per la carica, la voglia di andare senza paura addosso all’avversario. E’ stato anche impreciso, ma i classici 25 minuti fatti bene che possono pesare sulla storia di una partita.

KEAN 6+. Gli è mancata la stoccata, ma tanto lavoro oscuro e una personalità sommata ad una presenza in partita diversa rispetto al girone di andata.

PECCHIA 6+. Partita molto sorprendente, visto i disastri delle ultime uscite. Successo legittimo, figlio di una prestazione questa volta sì convincente; anche alla luce di quel secondo tempo dove la solita ripartenza non assorbita e una catena di errori sciagurati sembravano aver compromesso un buonissimo primo tempo. Scelte iniziali azzeccate (da capire quanto “forzate” dalle squalifiche), Calvano ha fatto bene esaltando anche le caratteristiche di Valoti, Matos dalla panchina poteva essere un fattore, cambi puntuali. Ma perché tutto questo non sia solo pura illusione (e questo successo non sia figlio del caso – come è successo per il 4-1 di Firenze) serve continuità. Continuità di risultati, ancor prima che di prestazioni.

Arbitro Massa 5. Tra punizioni non date, girate, falli una volta da giallo, la volta dopo no… il solito Massa. Almeno però questa volta nessun errore che è costato la partita.

20
feb 2018
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IL PAGELLONE DI LAZIO-H.VERONA

NICOLAS 6,5. Tiene a galla come può un Verona preso a pallate da destra, da sinistra e anche dal centro. E se alla fine il conto dei gol presi non è cresciuto come la borsa in piena bolla speculativa è anche merito dei suoi interventi.

ROMULO 5. Corre di qua e di la facendo soprattutto tanta confusione. E spreca il pallone per riaprire la partita ignorando Petkovic solo in mezzo all’area.

CARACCIOLO 6-. Dove l’hanno messo ha provato a stare: prima centrale a tre, poi esterno alla Caceres. L’unica cosa a cui non poteva mettere una toppa è la gran confusione che si è vista in campo.

VUKOVIC 4,5. Qualche buco, qualche pezza, ma tenere a galla una squadra che dietro ha concesso qualcosa come 20 tiri dentro l’area di rigore era impresa impossibile.

BOLDOR 4. Impietoso primo confronto con la categoria. Tolto l’imbarazzo iniziale ci ha anche provato, sbattendo via qualche pallone, provando a chiudere in qualche circostanza. Ma se marchi a tre metri dentro l’area di rigore (primo gol di Immobile) poi alla fine devi ringraziare che gli avversari ne hanno fatti solo due.

FARES 4,5. Buona volontà ma imbarazzante nelle due fasi. Non solo quella difensiva, dove a volte fa capire di non sapere né dove stare, né cosa fare, ma anche in un paio di ripartenze dove ha fatto la cosa sbagliata.

BUCHEL 4. Avrebbe fatto fatica in un centrocampo in superiorità numerica, figurarsi nel due contro tre in cui si è trovato. Inesistente sul piano del palleggio, inconsistente nel fare filtro davanti alla difesa, sovrastato da avversari tecnicamente fuori portata.

dal 12’ s.t. Calvano 5,5. Tecnicamente e tatticamente lo stesso problema di Buchel, ma con un atteggiamento diverso. Anche se in un contesto di partita diverso da quello del primo tempo.

VALOTI 4. Filtro che non filtra, confusionario nel palleggio, spesso in ritardo. In costante sofferenza in una posizione che non gli è consona e in un centrocampo che non a caso è il più debole della serie A.

MATOS 4. Unico che talvolta accenna a ragionare, ma fumoso e inconsistente. E all’inizio in un ruolo (interno di centrocampo) che proprio non gli appartiene.

dal 22’ s.t. Petkovic 5. Non cambia le sorti del tiro a bersaglio Lazio e non riesce a portare maggiore peso e consistenza all’attacco.

VERDE 4. Punta, poi esterno, ma sempre in confusione. Non una giocata degna di nota.

dal 18’ s.t. Aarons 4. Non si capisce ancora perché l’abbiano portato a Verona e cosa ci abbia visto Pecchia per schierarlo titolare nelle ultime due. Per la terza volta non pervenuto.

KEAN 4,5. Il primo accenno di presenza al 42’ con un pallone buttato nel nulla dell’area laziale, dove peraltro doveva esserci lui. Il secondo con una girata fuori specchio al quarto d’ora della ripresa, non lega, non cuce, non allunga la squadra, non riparte.

PECCHIA 4. Verona senza idee e senza identità. Prima a tre, poi a quattro, centrali diventati terzini, attaccanti diventati esterni nella confusione più totale di una squadra dominata e schiacciata (20 tiri subiti dentro l’area di rigore, 30 totali, 17 nel primo tempo – un record), mai in grado non solo di impensierire ma anche di andare addosso o portare pressione all’avversario.

Arbitro Calvarese 5,5. Agevolato dal nulla cosmico del Verona, che sovrastato dall’inizio alla fine è riuscito a farsi ammonire solo col portiere per perdita di tempo. Ci stava un giallo per simulazione a Lulic che finge un contatto in area con Buchel nel primo tempo.

11
feb 2018
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IL PAGELLONE DI SAMPDORIA-H.VERONA

NICOLAS 6-. Disastroso, quasi al limite dell’imbarazzo con i piedi (anche senza il pubblico del Bentegodi che rumoreggia sui retropassaggi…); ma se non è finita in goleada (oltre che per gli errori di Zapata e Linetty), è stato anche per merito suo.

ROMULO 5. Qualche giochino di troppo nelle vicinanze dell’area di rigore, dove in un paio di circostanze si è complicato inutilmente la vita e come altre volte pigro nei rientri. Ha provato a spingere ma con meno qualità del solito al cross.

VUKOVIC 6+. Fisico, ha personalità ed è concreto. Un errore grossolano nell’occasione divorata da Zapata al 10’ del s.t. ma tanta solidità e un gol fatto (di Quagliarella) salvato con un intervento provvidenziale dopo 17 minuti di gioco.

CARACCIOLO 6. Partita onesta senza grosse incertezze. L’esperienza e la solidità di Vukovic aiuta, ma a prescindere dai due centrali senza il supporto di una fase difensiva di squadra di livello per la categoria si continueranno a prendere gol (già 48, 2 di media a partita).

FARES 5-. Spiace ripetersi: buona volontà e verso la fine una sgroppata interessante, ma i soliti, estenuanti, limiti difensivi. Nel non saper portar pressione, o non nell’andare addosso all’avversario con i tempi giusti, che non caso spesso porta sempre allo stesso tipo di ammonizione. Tante partite nello stesso ruolo senza vedere miglioramenti. Soprattutto nella marcatura.

AARONS 4. Non si innesca mai; né a destra, né a sinistra. E in quei tre o quattro palloni che gioca sbaglia cose facilissime. Per un’ora un regalo di Pecchia a Giampaolo.

dal 13’ del s.t. Verde 5,5. Due lampi di pancia in 2’ appena entrato (che per inciso è molto di più di quanto ha fatto Aarons nelle ultime due partite), ma poi si è spento. Comunque incomprensibile la scelta iniziale di Pecchia di preferire al suo posto un giocatore appena arrivato, che non conosce la squadra e per quel che si è visto anche fuori condizione.

VALOTI 5. Nel grigiore generale (tattico soprattutto) e dentro una partita che ha visto i due centrocampisti del Verona presi sempre in mezzo dal rombo della Samp era stato uno di quelli che almeno aveva provato ad essere utile, abbassandosi anche a difendere dentro la propria area. Il rigore regalato alla fine, però,  abbassa la valutazione.

BUCHEL 4,5. Poco dinamico per caratteristica è stato preso in mezzo dalla superiorità numerica del centrocampo di casa, che è stato dominante nella partita. A qualche errore nel palleggio (evitabile), ha aggiunto la poca predisposizione alla fase difensiva – nel limitare Caprari, che giocava tra le linee, o nel seguire fin dentro l’area gli inserimenti dei centrocampisti, come nel caso di Barreto “mollato” senza un perché al limite dell’area di rigore nell’azione del gol dell’1-0.

dal 38’ s.t. Felicioli s.v.

MATOS 5. Propositivo, qualcosa nell’uno contro uno ma zero concretezza in rifinitura o nell’ultima scelta.

PETKOVIC 5-. Quasi sempre fuori dal gioco, specie nel primo tempo dove tra una rotazione di esterni e l’altra si è trovato anche impiegato largo a sinistra, rimanendo comunque per lunghi tratti un corpo estraneo alla squadra. Partita senza un perché.

dal 20’ s.t. Calvano 5,5. Entra e non cambia niente, ma almeno cerca di andare addosso all’avversario.

KEAN 6+. Nessuna occasione, nessun tiro in porta; ma è quello che più di tutti si è sbattuto davanti, quasi sempre da solo, quasi sempre senza saper cosa fare dopo aver portato su palla. E nel primo tempo è lui (molto più di Petkovic) che in fase difensiva si abbassava ad aiutare un centrocampo in palese difficoltà. Lascia intravedere lampi di classe e giocate di qualità, ma se lo fai partire a 60-70 metri dalla porta poi è difficile chiedergli di essere anche pericoloso.

PECCHIA 4. Scelte tecniche iniziali molto discutibili (Aarons), giocatori dimenticati in panchina senza una spiegazione (Verde, Fossati), cambi cervellotici, giocatori ruotati da destra a sinistra apparentemente senza logica e in qualche caso pure fuori ruolo (Petkovic a sinistra). Questo in una partita dove il Verona è stato dominato, incapace di creare almeno i presupposti per poter essere pericoloso (zero parate di Viviano, zero occasioni da gol) e in sofferenza costante soprattutto a livello tattico. Colpa dell’ambiente?

Arbitro Pairetto 6. Sbaglia qualcosa, non concede un angolo a Kean, la valutazione di un paio di falli ma fa scorrere via la partita senza incidere minimamente sul risultato.

04
feb 2018
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-ROMA

NICOLAS 5. Cavolata con rimedio (per demerito altrui) sul rigore in movimento regalato a Dzeko nel secondo tempo. Bravissimo nel leggere il taglio dell’attaccante della Roma ma molto fortunato nell’intervento (girato con la faccia rivolta verso la porta e non verso l’avversario) nella parata uno contro uno del 37’ del p.t. Già prima, al 10’, un liscio su un retropassaggio che poteva costare caro e prima ancora sorpreso sul gol. Una partita con qualche buon intervento, ma anche pesanti imprecisioni.

FERRARI 6. Ha tenuto botta contro la catena di sinistra della Roma e ha cercato di proporsi, con qualche buono spunto nel secondo tempo. Tatticamente uno dei più adeguati.

VUKOVIC 6. In difficoltà per la forza e le capacità tecniche di Dzeko ma anche a causa del lavoro sbagliato della catena di sinistra, che ha concesso moltissimo alla Roma. Nonostante questo ha retto, confermando solidità nel gioco aereo.

CARACCIOLO 6. Si è fatto prendere alle spalle da un taglio di Dzeko nell’occasione poi salvata da Nicolas del 37’ ma ha messo insieme tre-quattro chiusure in area determinanti (una in particolare, da dietro, su El Shaarawy). Nel complesso, come Vukovic, ha tenuto botta contro avversari di valore elevato.

FARES 4,5. Qualche sgroppata e un paio di iniziative offensive. Ma soprattutto tanta imprecisione e una fase difensiva imbarazzante: da come ha marcato Under nell’azione del gol dopo 46 secondi dall’inizio, fino all’ultima occasione di Strootman nel recupero. E la Roma, dalla sua parte, ha costruito la partita.

ROMULO 5,5. Nel primo tempo ha corso di più per soddisfare le richieste dell’allenatore (che lo ha spostato da destra a sinistra, per fargli finire la frazione da trequartista dietro la punta), che per altro. Ha provato ad accendersi all’inizio del secondo tempo, poteva e doveva fare molto di più ma nella pochezza del Verona post-mercato e post-epurazioni è anche l’unico ad avere il cambio di passo.

VALOTI 6-. Primo filtro della metà campo, si è visto più in fase di contenimento che in fase propositiva ma nel primo tempo specialmente è stato bravo a tenere botta nonostante la superiorità numerica centrale della Roma. Per la prestazione e per la crescita nel secondo tempo, non doveva né uscire né tantomeno essere il primo dei cambi.

dal 22’ Calvano 6. Diligente, assicura il compitino.

BUCHEL 5,5. Compassato, volenteroso, ma come altre volte impreciso (è lui che perde palla sul gol di Under) e non sempre puntuale nelle chiusure. Epurati a parte, l’unico rimasto con caratteristiche di costruzione del gioco: fa quel che può, che spesso non basta. Ammonito per un’invenzione di Fabbri.

dal 42’ s.t. Souprayen s.v.

AARONS 5. Non poteva essere pronto tatticamente, non era pronto fisicamente. Nonostante le cervellotiche elucubrazioni di Pecchia, che per cercare di trovargli una posizione ha spostato e girato giocatori per tutto il primo tempo, è stato un pesce fuor d’acqua finché è rimasto in campo.

dal 26’ s.t. Lee 5. Evanescente, nonostante fosse fresco e il Verona potesse sfruttare l’uomo in più.

PETKOVIC 5+. Poca roba. Ha provato a far qualcosa nel primo tempo ma è sparito quando Pecchia lo ha spostato a sinistra. Fuori dall’area non ha inciso e dentro l’area non ha sfruttato un paio di palloni che gli sono capitati.

MATOS 6. Ha creato qualche presupposto e firmato l’unica conclusione pericolosa verso la porta di Allison ma è stato poco concreto e poco lucido nell’ultima giocata. Specie nel secondo tempo quando il Verona con l’uomo in più ha sbattuto più volte centralmente contro il muro della Roma.

PECCHIA 4. Inspiegabile la scelta di un giocatore non pronto fisicamente e non ancora dentro la squadra come Aarons dal primo minuto, con Verde spedito in tribuna per scelta tecnica. Le epurazioni post-mercato (scelta tecnica, la comunicazione della società) hanno anche privato la panchina di quel poco che c’era in rosa dopo la campagna cessioni di gennaio (Calvano primo cambio, Lee unica scelta nel reparto attaccanti). In più squadra con giocatori che sanno dove iniziano ma non sanno dove finiscono, dato che cambiano continuamente posizione durante la partita (vedi la girandola di spostamenti che ha coinvolto più volte Aarons – che non ha mai trovato una posizione in campo – Petkovic – spedito persino sull’esterno sinistro – e Romulo).
Ha proposto ancora una volta una catena sinistra debolissima in fase difensiva e una squadra che ha creato qualche presupposto, ma molto imprecisa e che è mancata di qualità negli ultimi venti metri (dove è palese la mancanza di un giocatore da area di rigore). Condizioni che hanno annullato il vantaggio della superiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo, maturata dall’espulsione di Pellegrini.

Arbitro Fabbri 4,5. Ci prende nell’espulsione di Pellegrini, ma ne sbaglia diverse e in almeno tre, quattro episodi inverte falli e punizioni a danno del Verona. Un’invenzione autentica l’ammonizione a Buchel che entra in scivolata pulito sul pallone. Ingiusta anche l’espulsione di Pecchia, seppur tarantolato, che protesta in occasione del giallo a Buchel girandosi verso la panchina e non aizzando il pubblico o rivolgendosi al direttore di gara.

28
gen 2018
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IL PAGELLONE DI FIORENTINA-H.VERONA

NICOLAS 7. Puntuale tra i pali, un gran riflesso sul piazzato di Gil Dias che poteva riportare in partita la Fiorentina a un quarto d’ora dalla fine, un pizzico di fortuna nella prima azione viola dei due inizi di tempo, attento nello sparecchiare a bisogno l’area di rigore. Prestazione convincente.

FERRARI 7+. Baluardo difensivo e tanta intraprendenza nell’accompagnare l’azione offensiva. Gol ma soprattutto prestazione.

CARACCIOLO 6,5. Decisivo quasi per caso dopo pochi secondi dall’inizio, quando ribatte (di spalle) la conclusione a botta sicura di Chiesa innescato da un errore di Fares, attento e concentrato nel resto della partita. Subito un buon feeling con Vukovic.

VUKOVIC 6,5. Ha portato personalità, centimetri e concretezza alla linea difensiva. E (non solo per il gol del vantaggio iniziale) ha dimostrato di sapere come farsi sentire anche nell’area avversaria. Peccato per l’errore sul gol viola ma un debutto oltre le aspettative.

FARES 5,5. Da terzino poco in fase offensiva e una fase difensiva rivedibile, con un paio di errori sciagurati (su Chiesa) che potevano costare carissimi. Segno che attenzione e tempi di gioco (difensivi) sono da migliorare.

ROMULO 7,5. Dopo un periodo in cui il desiderio di essere protagonista più che dare aveva tolto qualcosa alla squadra, è tornato ad esaltarsi e ad essere devastante negli spazi. Non ha segnato, ma ha fatto segnare. E ammonire qualche avversario che non sapeva più come contenerlo. Adesso, però, serve continuità.

dal 45’ s.t. Zuculini s.v.

BUCHEL 6. Partita di impegno e di sostanza nel fare schermo davanti alla difesa, ma con ancora tanti errori evitabili e qualche palla persa in uscita che altre volte erano costate carissime.

VALOTI 7. Considerato il ruolo, forse la vera sorpresa della giornata. Ha basato al sodo, con grande attenzione e intelligenza tattica, dando quell’equilibrio che tante altre volte era mancato.

MATOS 7. Partita importante, sul piano delle idee e della capacità di creare occasioni per i compagni. Bene nell’uno contro uno, disponibile al sacrificio anche quando Pecchia lo ha messo a fare la punta centrale. Gli è mancato solo il gol.

PETKOVIC 6+. Occasioni da gol zero, ma tanto lavoro sporco utile alla squadra. Suo l’assist del 3-0 di Kean.

dal 24’ s.t. Calvano 6. La consueta umiltà nell’entrare e nel mettersi a disposizione della squadra.

KEAN 7,5. Avviso ai naviganti: visto il contesto e un percorso di quasi solo bassi e pochissimi alti, l’errore dopo una partita del genere è farlo fenomeno. Perché, e non solo per la doppietta, oggi… oggi, è stato la vera chiave del Verona che a sorpresa ha sbancato Firenze. Ora serve, per lui, come per tutti, con-ti-nui-tà nel rendimento.

dal 16’ s.t. Souprayen s.v.

PECCHIA 7. Due cose importanti: il risultato – che non cambia la situazione di classifica ma almeno lascia intravedere un barlume di speranza – e quella reazione emotiva manifestata a fine partita che può rappresentare un punto di ripartenza. Nonostante il ritiro e le scelte (forti) fatte a livello di gruppo in settimana, il perché si è passati dalla non dignitosa sconfitta col Crotone ad una gara quasi perfetta contro la Fiorentina è difficile da capire, prima da che da spiegare.

Arbitro Gavillucci 6. A parte una chiamata di fuorigioco inesistente su una ripartenza che poteva portare Romulo e altri due compagni soli davanti a Sportiello in un tre contro zero che si vede solo in allenamento, una condotta di gara che non ha influito sul risultato.

21
gen 2018
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-CROTONE

NICOLAS 5. Regala dopo 30 secondi la prima occasione al Crotone, il segnale di un approccio alla gara totalmente sbagliato. Poche responsabilità sui gol, nel finale (anche grazie agli errori altrui) evita una sconfitta ancora più di indecorosa.

FERRARI 5. Si adatta al ruolo di esterno, cerca di non affondare da centrale. Ci ha provato; ma, non per colpa sua, confronto impietoso con l’ultimo Caceres.

HERTAUX 4. Al limite dell’imbarazzo contro il “falso nueve” (Trotta) del Crotone.

dal 1’ s.t. Pazzini 5. Chiedere il miracolo a uno messo sul mercato in estate, e poi fatto diventare la riserva prima di Kean e adesso perfino di Petkovic arrivato da una settimana è quantomeno irreale. Un paio di spunti, nel nulla cosmico.

CARACCIOLO 4,5. Paga gli imbarazzi di una difesa contro cui basta una palla in verticale per andare in difficoltà. Paradossalmente, l’attaccante più pericoloso (palo di testa).

FARES 4. Errori tecnici imbarazzanti, come la capacità nel difendere. Vedere la facilità con cui Ricci lo salta nell’azione dello 0-2.

ROMULO 4. Leader (presunto) di una squadra in uno scontro diretto senza carattere prima che allo sbando. Sbaglia un’occasione insbagliabile alla fine del primo tempo e guarda Stoian (che era suo) segnare indisturbato il gol che chiude la partita.

B.ZUCULINI 3. Vecchi fantasmi che tornano dal passato: irruente all’inizio, su quel fallo inutile che regala la punizione-capolavoro a Barberis, in tilt per frustrazione su Benali. Essere leader non significa menare a sproposito lasciando i compagni in dieci.

BUCHEL 4. Errori tecnici a ripetizione. Nonostante una concorrenza serratissima, tra i peggiori in campo.

VALOTI 4. Un pesce fuor d’acqua. Specie quando ha fatto l’esterno di sinistra.

dal 15’ s.t. Verde 5. Condizioni fisiche non al top, mezzora che non ha cambiato il senso della partita.

MATOS 5. Ha provato a fare qualcosa, ma ha concluso nulla.

PETKOVIC 4. Lento, macchinoso, alla ricerca di una posizione come rifinitore, ininfluente come finalizzatore.

dal 23’ s.t. Calvano s.v. Entra per difendere il 3-0, al posto di una punta. Buona volontà in una categoria che per il momento non gli appartiene.

PECCHIA 3. Scelte iniziali, cambi e approccio ad uno scontro diretto (una delle poche partite “giocabili” del mini campionato del Verona) imbarazzanti; come la difficoltà cronica di assorbire le ripartenze e la fase difensiva di una squadra che vuole salvarsi prendendo oltre 2 gol di media a partita (44 in 21 gare, due in meno del Benevento). Inoltre avvalla ogni decisione di mercato, anche quelle tecnicamente incomprensibili: tipo Petkovic (tra l’altro subito titolare) con Pazzini in casa o la cessione di Caceres, uno dei pochi realmente da categoria nel girone d’andata.

ROCCHI 7. Partita fin troppo facile visti i ritmi e l’aggressività del Verona, però non sbaglia niente: usa il var sul tocco di mano di carambola di Trotta (giudicato involontario), ammonisce quando deve e senza preferenze, usa giustamente il rosso diretto per Zuculini. Ineccepibile.

06
gen 2018
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IL PAGELLONE DI NAPOLI-H.VERONA

NICOLAS 5. A parte un’uscita a vuoto nel primo tempo su un cross dalla sinistra di Insigne che porta al palo di Martens, bene fino al gol di Koulibaly – che è un suo errore e che rompe gli equilibri. Per il resto para il parabile.

FERRARI 6-. Cerca di contenere Insigne e prova a proporsi. L’infortunio al 90’ (sommato alla partenza di Caceres) una pessima notizia per la seconda difesa più perforata della serie A.

HERTAUX 5. Più le difficoltà di tutto il resto, colpevole sul secondo gol del Napoli.

CARACCIOLO 5,5. Prova a tenere botta, qualche volta riuscendoci. Ma il problema (oltre alla qualità degli avversari) è stato anche il poco filtro della metà campo.

CACERES 6. Ha provato ad offendere, ma non gli è andata bene come contro la Juve. Resta uno dei pochi da categoria, una buona prova difensiva e la sensazione che la sua partenza (che il d.s. della Lazio Tare ha ribadito per certa prima della gara contro la Spal) apre non un buco ma un voragine.

VERDE 5. Considerando che Hisaj non si è mai visto, grande attenzione alla fase difensiva. Ma a livello offensivo è stato nullo. Non una ripartenza, non uno spunto.

dal 36’ s.t. Felicioli s.v.

BUCHEL 5. Difficile tenere botta in inferiorità numerica contro una metà campo meglio organizzata e nettamente superiore sul piano individuale. Poco filtro, poco palleggio, un errore sanguinoso su cui Insigne fa palo nella ripresa. Però firma una velleitaria conclusione (un tiro debole da fuori area che finisce distante dalla porta) che rappresenta pur sempre il 50% del peso offensivo del Verona visto a Napoli.

BESSA 5. Per caratteristiche non è un mediano, soprattutto in serie A. Averlo abbassato al posto di Zuculini non ha rinforzato la metà campo.

dal 30’ s.t. Calvano s.v.

FARES 4,5. Tanta buona volontà che come altre volte non basta. Nè da esterno, né da “spalla” o presunta tale, di Kean.

ROMULO 5. Un pesce fuor d’acqua da rifinitore, qualche tentativo di sgroppata quando è tornato a destra. Inconcludente.

KEAN 4. Non per colpa sua, ma non è adeguato al ruolo che gli viene chiesto. Che è quello di un giocatore che da solo dovrebbe mettersi sulle spalle il peso offensivo di una squadra che deve salvarsi.

dal 12’ s.t. Pazzini 5. Sbaglia davanti a Reina nell’unico pallone giocato (e giocabile). Ma quel tiro è anche l’unico nello specchio della porta del Verona visto a Napoli.

PECCHIA 4. Dopo 19 partite giocatori fuori posizione e una girandola di cambiamenti che non porta a nulla. Romulo trequartista, poi Fares (che Fusco in settimana ha indicato come il miglior terzino sinistro della rosa), poi ancora Romulo, con Bessa mediano e Fossati in panchina; superato (e non si capisce il perché) nelle gerarchie da Calvano che fino a metà campionato era fuori lista. Per salvarsi non si possono fare solo delle gran barricate davanti all’area di rigore, specie se hai preso 41 gol dall’inizio del campionato e se il tuo peso offensivo in alcune gare è zero.

Arbitro Abisso 6. Nonostante le proteste, vibrate, di Pecchia e della panchina, non sembra esserci errore nell’episodio chiave del primo gol del Napoli.

31
dic 2017
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-JUVENTUS

NICOLAS 6,5. Ne prende tre ma ne evita un paio, uno in faccia ad Higuain e un altro su una punizione di Dybala.

FERRARI 5,5. Non sicurissimo. Spesso in difficoltà contro Alex Sandro, peraltro mai filtrato da Romulo.

CARACCIOLO 5. Intimorito dalla qualità degli avversari. Nell’eurogol di Dybala marca guardando… e camminando all’indietro.

HERTAUX 4,5. In difficoltà (come tutti) contro Higuain. Regala il pallone del primo gol e sui due di Dybala è in ritardo prima e spettatore poi.

CACERES 7+. Personalità, carattere e un gol da giocatore vero. Uno dei pochissimi da categoria messi in campo da Pecchia.

dal 34’ s.t. Pazzini s.v. Ancora una volta in campo a partita compromessa.

ROMULO 5-. Parte volendo strafare, come sempre contro le grandi. Finisce per combinare nulla.

B.ZUCULINI 6. Discreto filtro difensivo, favorito dalla fase di attesa molto bassa. Un po’ più in difficoltà nella ripresa.

BUCHEL 6-. Qualche buon rientro nel primo tempo, ha pagato il confronto con avversari fuori portata.

VERDE 5. A volte più basso e molto meno intraprendente di Caceres. Un tentativo, velleitario, nel primo tempo, risultato comunque il 50% del peso offensivo della squadra.

BESSA 5. Mai pericoloso. Corre, ma a vuoto.

dal 42’ s.t. Calvano s.v.

KEAN 5. E’ questo. Un paio di spunti, il tentativo (non riuscito) di dare verticalità al gioco, zero pericolosità e peso offensivo.

dal 36’ F.Zuculini s.v.

PECCHIA 5. Se non era grave perdere (in quel modo) a Udine figuriamoci se lo è perdere con la Juventus. C’è stato un momento della partita, dieci minuti, dopo l’1-1, in cui si poteva incidere dalla panchina, ma Pazzini è entrato come sempre a gara finita (e tre minuti dopo è uscito Kean). Individuata a 34-35 punti la quota salvezza, c’è da capire come pensa di fare 21-22 punti nel girone di ritorno con Kean davanti e soprattutto prendendo più di 2 gol di media a partita (39 in 19).

Arbitro Mazzoleni 6. Nel dubbio ha fischiato da una parte sola, inutile dire quale. Ma non ha inciso sul risultato.