22
apr 2017
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IL PAGELLONE DI BARI-H.VERONA

NICOLAS 7. Una parata importante sul colpo di testa di Furlan nel primo tempo, attento fino all’ultimo sulla punizione di Galano alzata sopra la traversa del 95’. Stavolta nessuna incertezza.

ROMULO 7. Finalmente. Finalmente ed era ora. Incisivo, continuo e dentro la partita. Con Souprayen ha dominato le corsie esterne. Qualcosa da limare, vedi la simulazione del tutto inutile nel contatto con Moras nel secondo tempo, ma quando gioca così è utile alla squadra.

FERRARI 5,5. Un’ingenuità grossolana nel secondo giallo, perché da già ammonito allunga la gamba per fermare Martinho sotto gli occhi dell’arbitro. Peccato, perché fino a quel punto aveva fatto meglio di Bianchetti: positivo nel fermare una ripartenza frontale sempre di Martinho dopo 15’, attento nel tenere la posizione e nel confronto con Maniero. Il primo errore lo commette quando esce in ritardo su Martinho e prende giallo al 32’. Il secondo (ancora sul brasiliano ex Verona) è il più pesante e poteva essere decisivo.

BIANCHETTI 6-. Le solite incertezze nel primo tempo, acuite dallo spostamento sul centrosinistra che di sicuro non gli ha giovato. E’ lontano da Furlan sul colpo di testa in cui il Bari rischia il pareggio, incerto nell’assorbire un retropassaggio di Pazzini, fa prendere un contropiede assurdo al 43’ (concluso da un tiro da fuori di Galano) su un giro palla tranquillo per un errore elementare in uscita. Decisamente meglio nel secondo tempo, dopo l’espulsione di Ferrari e l’ingresso di Boldor che lo ha riportato sul centrodestra e per la prestazione della squadra che ha saputo assorbire nel migliore dei modi l’uomo in meno rimanendo compatta e ripartendo sempre.

SOUPRAYEN 7. Ha vinto alla grande il duello sulla fascia di competenza, correndo moltissimo, spingendo e difendendo. Attento anche alle diagonali. Prestazione importante.

FOSSATI 6,5. Un buon primo tempo; bene nel palleggio, bravo nell’assorbire anche qualche imprecisione di Bessa nel giro palla, attento nelle coperture. Poi Greco lo ha azzoppato al 26’ e la sua partita è finita al 45’.

dal 1’ s.t. Valoti 6,5. Al suo ingresso (per una questione di caratteristiche) c’era qualche dubbio perché era la stessa scelta che non aveva pagato con lo Spezia, in una partita per di più dove con un risultato di vantaggio sembrava più appropriato inserire un centrocampista meno offensivo e più di contenimento per mantenere l’equilibrio. Invece ha fatto bene, si è compattato con Bruno Zuculini, specie nel 4-4-1 uscito dopo l’espulsione ed è stato bravo nelle due fasi, sia nell’interdizione che nelle ripartenze. E per due volte Micai gli ha negato il merito del gol.

B.ZUCULINI 8. Enorme in fase di tamponamento, grintoso per tutti i 95’, lucido nel giro palla e cattivo nell’andare a concludere. L’unico problema era la posizione di Martinho, che soprattutto all’inizio gli pestava i piedi in impostazione e poi in ripartenza agiva nella sua posizione. E’ stato bravo nel non perdere mai le misure e non farsi mai portar fuori, lasciando l’ex Verona ai due centrali quando si allargava, ed è stato monumentale per tutto il resto. Poteva farne un altro ma meritatissima la soddisfazione del gol che ha chiuso la partita,

BESSA 7. Non benissimo dal punto di vista tecnico già nel primo tempo, quando ha sbagliato tre o quattro palloni strani per lui. Ma è difficile trovare un giocatore con la sua qualità che corre così tanto e che poi riesce comunque a dare il la a tutte le azioni più importanti della sua squadra. Con il contagiri il pallone per Romulo nell’azione del primo gol, decisivo nell’azione del secondo (sua l’azione in solitaria sulla destra e l’assist dal fondo per la doppia conclusione di Valoti prima e Bruno Zuculini poi). Peccato per qualche ripartenza gestita male che poteva portare ad un risultato ancora più rotondo ed eclatante, ma è stato determinate ai fini di una vittoria che (in contemporanea alla sconfitta col Frosinone) a cinque giornate dalla fine può anche risultare determinante.

SILIGARDI 5.5. E’ rimasto largo, confinato sull’esterno; lontano da Pazzini. Mai pericoloso e mai dentro la partita. Una delle poche note stonate della partita.

dal 6’ s.t. Boldor 6,5. Non tira di fioretto, brandisce una spada. E non chiedetegli l’eleganza… Ma è un concentrato di solidità e concretezza, uno dei pochi che al bisogno sbatte via palla senza preoccuparsi di dove la tira, perché a volte, per un difensore, l’importante è liberare. Peccato che nelle gerarchie di Pecchia, che ha avuto il merito di lanciarlo, sia l’ultima scelta nei centrali.

PAZZINI 7,5. Stavolta pervenuto, pervenuto eccome. Non solo per il gol, l’ennesima zampata che lo consacra re dei bomber della B, ma per il lavoro sporco, per il duello tutto di forza con Tonucci che in area non lo lasciava respirare, in una partita in cui ha aiutato la squadra, preso punizioni, dato una mano anche nella propria area di rigore sulle azioni da palla ferma, con una continuità a livello fisico che lascia ben sperare per le ultime cinque partite.

dal 41’ s.t. Troianiello s.v.

LUPPI 6,5. Non è mai stato pericoloso, ma a differenza di altri compagni è l’ideale per una partita di battaglia. Nessun ricamo, tanta concretezza: ha coperto bene la fascia soprattutto dopo l’espulsione di Ferrari, ha lottato su ogni pallone e preso tante botte. Utile alla squadra, un esempio di sacrificio.

PECCHIA 7. Chi l’avrebbe mai detto. Chi avrebbe mai detto che in due giornate avrebbe preso 6 punti al Frosinone che due domeniche fa sembrava scappato. L’unica nota negativa è che non è riuscito a trovare le contromisure a Martinho, che finché è stato in campo è l’unico che ha creato qualche difficoltà, ma la squadra ha sempre fatto la partita, si è compattata dopo l’espulsione di Ferrari abbassandosi ma coprendo benissimo il campo, compattandosi e ripartendo sempre. Creando anzi diverse palle gol in dieci contro undici, occasioni che potevano sicuramente portare ad un risultato più pesante. Ma può essere una vittoria decisiva.

Arbitro Manganiello 6,5. Bene, non benissimo ma bene. Tenendo conto di come è partito, permettendo al Bari un gioco eccessivamente duro (era da giallo già l’entrata di “avvertimento” di Sabelli su Luppi dopo 28 secondi). Ma ha avuto personalità e l’ha tirata fuori a partita in corso.

17
apr 2017
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-CITTADELLA

NICOLAS 6. Un solo intervento e nemmeno di rilievo. Ha pulito l’area due o tre volte, bravo nel portare a casa in tuffo un pallone di Benedetti messo dentro dalla destra.

ROMULO 6. Senza ali di ruolo nel Cittadella aveva ampia possibilità di entrare nella metà campo avversaria e creare superiorità, ma lo ha fatto poco nel primo tempo. Male al cross e per niente incisivo anche in fase di rifinitura. Meglio nel secondo tempo quando Pecchia lo ha alzato prima a centrocampo e poi nei tre davanti. Il suo merito nella partita è stata la difesa caparbia e sostenuta del pallone da cui è nato il 2-0 di Pazzini.

BIANCHETTI 5,5. Tanto, troppo in affanno, specie nel primo tempo; quando dove non c’erano difficoltà se l’è quasi create. Un po’ meglio nella ripresa con qualche chiusura di testa a sottolineare una crescita individuale che è andata di pari passo con la crescita della squadra.

CARACCIOLO 6+. Inizio shock, con due rinvii sbagliati nella stessa azione in cui il Verona ha seriamente rischiato di prendere gol (e Bianchetti di fare rigore su Chiaretti). Poi, per fortuna, si è ripreso ed è cresciuto col passare dei minuti.

SOUPRAYEN 7. Molto meglio di Romulo nello sfruttare gli spazi che il Cittadella lasciava sulle corsie esterne già nel primo tempo. A cui va aggiunta un’ottima ripresa, in cui ha tentato addirittura di chiudere un’incursione personale con una conclusione dentro l’area col destro, che notoriamente è un piede che non usa nemmeno sotto tortura. Due episodi hanno segnato la sua partita: la contestazione della tribuna su un retropassaggio a Nicolas sul finire del primo tempo e il colpo che gli ha aperto la testa subìto nella ripresa, giocata col turbante. Episodi che gli hanno provocato una sana risposta di personalità e carattere.

FOSSATI 6. Ordinato, ha dato peso e sostanza alla metà campo, anche soffrendo qualcosa di troppo in un primo tempo in cui ha concesso un paio di incursioni al limite dell’area troppo facili. E’ cresciuto alla distanza. Per caratteristiche e personalità l’unico sostituto possibile di Franco Zuculini nella rosa del Verona.

B.ZUCULINI 6+. Ha lavorato tanto in chiave difensiva, soffrendo moltissimo nel primo tempo il rombo del Cittadella e il 4 contro 3 continuo che si creava in mezzo al campo. Anche lui (nonostante qualche imprecisione insolita nel palleggio) in grande crescendo nel secondo tempo, con la palla del 2-0, su una ripartenza guidata da Bessa, annullata solo dalla bravura di un Alfonso super reattivo nel buttarsi per terra.

BESSA 7,5. Conferma di essere non solo un tiratore provetto, per ampio distacco il più pericoloso nel calciare dalla distanza. Ma anche che quando si abbassano i ritmi e lui riesce ad agire sulla trequarti ha strappi impressionanti e decisivi nell’equilibrio delle partite. Segna il primo gol con un’azione individuale, il gol (sesto in stagione) che aiuta la squadra e che libera la mente dalle pressioni, e procura sempre con un’iniziativa personale il secondo. Decisivo.

dal 40’ s.t. Valoti s.v.

FARES 5,5. Anonimo e fuori contesto per ampi tratti di partita, prima a sinistra e poi a destra. Un guizzo dal limite dell’area in chiusura di primo tempo, con grande risposta di Alfonso.

dal 11’ s.t. Ferrari 6+. Una bella iniziativa personale al 35’. Più in generale, con ordine e lucidità, ha giocato il pezzo di gara in cui il Verona ha fatto meglio.

PAZZINI 7. E’ il giocatore più facile da gestire quando non sta bene: perché non puoi non farlo giocare. Perché anche se non ci arriva, ha le gambe che non girano, si limita ad un comunque efficace gioco sporco (prendere falli per far salire la squadra, procurandosi punizioni) non puoi lasciar fuori quello che più degli altri nel Verona ha il colpo, la giocata vincente. E alla fine, il gol, (il 22° stagionale) la giocata decisiva che maschera i problemi di gioco o la mancanza idee, è quello che più di tutti incide nel valutare la prestazione.
LUPPI 6- Ha cercato di star vicino a Pazzini, sostituendo nella posizione in campo e nell’interpretazione del ruolo l’ultimo Siligardi. Ce l’ha messa, come sempre, è anche entrato nell’azione del primo gol, ma non è mai riuscito a rendersi pericoloso.

dal 30’ s.t. Troianiello s.v.

PECCHIA 6. Talmente onesto da sembrare ingenuo quando ammette che aveva preparato una partita diversa. Ma il Verona visto col Cittadella, più pratico, più cinico, molto meno lezioso, che ha saputo più soffrire che costruire ed ha finito in crescendo con una gestione più saggia e concreta della partita, è piaciuto. Ed è sembrato molto più “sul pezzo” per la volata finale. Soprattutto dopo un primo tempo in cui, bravura e pressione del Cittadella a parte, alla squadra sembrava pesare tutto il doppio.
I cambi di modulo e di interpreti, che non sono mancati nemmeno questa volta, con Romulo che ad esempio è partito basso a destra, poi ha fatto l’interno di centrocampo e ha finito alto a sinistra nel 4-2-3-1 finale, confermano che esiste un limite sottilissimo tra confusione e duttilità. E che alla fine il risultato è quello che fa pendere l’ago della bilancia da una o dall’altra parte. Sperando di non essere smentiti già alla prossima tre punti che in contemporanea alla sconfitta del Frosinone (a cui hanno regalato un rigore, invertendo un fallo) e al divario sempre più ampio dalle quarte (otto punti che lasciano aperta la possibilità delle tre promozioni dirette), possono rappresentare a sei giornata dalla fine la vera svolta della stagione.

Arbitro Pinzani 6+. Ha fischiato tutto quello che doveva fischiare, ammonendo poco e lasciando giocare. Molti dubbi su un intervento all’inizio di Bianchetti su Chiaretti che pareva da rigore e sui 7’ di recupero finali.

11
apr 2017
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IL PAGELLONE DI NOVARA-H.VERONA

NICOLAS 5,5. Alcune incertezze, alla fine non determinanti, ma che hanno portato a rischi inutili: in uscita (in particolare su una rimessa laterale da cui il Novara ha costruito un’occasione importante), palla al piede. Episodi che non hanno inciso sul risultato ma che hanno reso ancora più insicura una difesa già in difficoltà per conto suo; sia a livello di linea, sia a livello individuale. Da rivedere sul primo gol, bene in un’occasione su Macheda.

ROMULO 5-. I preziosismi fini a stessi non mancano mai (colpi di tacco, doppi passi…). Cose utili e concrete manco l’ombra. Va solo con la palla, senza non un movimento. Tanti cross, quasi tutti sbagliati. E sul gol del 2-1 del Novara guarda Calderoni partire e battere a rete pensando che forse doveva marcarlo un altro.

FERRARI 5,5. Il meno peggio di una linea da incubo. L’unico almeno a provare a reggere fisicamente il confronto con Galabinov. Salva un gol con un intervento provvidenziale davanti alla porta sul primo doppio svarione del primo tempo (22’ e 23’ – liscio di testa di Bianchetti che libera al tiro Adorjan davanti a Nicolas e sullo sviluppo dell’azione seguente l’uscita fuori tempo del portiere su una rimessa laterale battuta sulla riga di fondo).

BIANCHETTI 4,5. Tante lacune, sul piano individuale e sul piano tattico. Disarmante il confronto personale con Galabinov.

SOUPRAYEN 5. Porta palla nel primo tempo, sparisce nel secondo. E la difesa su Macheda (se si può parlare di difesa…) che gli gira intorno con una facilità disarmante sulla traversa presa dall’attaccante del Novara al 14’ del s.t. è la parte peggiore del repertorio.

FOSSATI 6-. Primo tempo quasi perfetto: giro palla, recuperi, fase difensiva, coperture preventive sugli sganciamenti di Romulo che restava quasi sempre alto, una palla d’oro per Pazzini al 34’ salvata da Mantovani. Nella ripresa in calo come il resto della squadra, ed è lui che probabilmente tiene in gioco Macheda nella palla respinta e ributtata in area dal Novara che porta all’1-1.

dal 47’ s.t. Valoti s.v. E’ entrato dopo il 2-1, quando forse era più lecito aspettarsi Ganz almeno per l’assalto finale. Ma il gol è arrivato lo stesso e lui è andato anche alla conclusione.

B.ZUCULINI 6-. Aggressivo e molto fisico. Come Fossati primo tempo quasi perfetto, soprattutto nella capacità di recuperare palla e dare intensità alla manovra, nel secondo tempo ha pagato un evidente calo fisico.

BESSA 6. Gol a parte l’unico che ha calciato in porta (da fuori). E che nel secondo tempo ha provato a dare una scossa con tre o quattro ripartenze a tutto campo finalizzate però male.

SILIGARDI 6+. E’ tornato attaccante esterno nel 4-3-3, ma rispetto al passato molto più dentro il campo e più vicino a Pazzini. Per un’ora ha fatto bene andando anche oltre il gol e aiutando la squadra a ripartire. E’ uscito un attimo dopo aver dato una palla gol a Pazzini, annullata da un intervento prodigioso di Chiosa.

dal 23’ s.t. Caracciolo 6. Anche se non nelle migliori condizioni ridà un po’ di solidità ad una linea che col Novara ha fatto male sotto tutti i punti di vista.

PAZZINI 6. Non pervenuto e spiace dirlo per 90 minuti e spiccioli. Non un problema di voglia o di sacrificio perché mosso si è mosso, ma spesso in ritardo; già ad inizio partita poco pronto su una ribattuta del portiere su una bella conclusione di Bessa da fuori in cui proprio gli è mancato il guizzo. E di botte ne ha prese come sempre perché non è uno che tira mai indietro la gamba o evita il contatto fisico. Ma per un’ora abbondante Luppi e Siligardi erano stati molto più pericolosi di lui. Poi, dal nulla, su una palla priva di senso buttata in area alla disperata e respinta a casaccio da Da Costa, quando tutto sembrava perduto e si profilava la seconda sconfitta consecutiva, si è inventato una giocata da campione che ha tenuto a galla il Verona e Pecchia.

LUPPI 6,5. Poco da dire se non per un’ora per distacco il migliore in campo. Grande temperamento, sacrificio, ripartenze, l’assist per Siligardi; nessun colpo ad effetto, nessuna giocata da fenomeno, solo sudore e concretezza. E’ uscito dalla partita quando il Verona è tornato col 3-5-2, ma aveva già speso moltissimo.

dal 31’ s.t. Cappelluzzo 5. Pensando anche a Ganz lasciato in panchina, alla fiducia che gli ha dimostrato l’allenatore e ad altre volte in cui era entrato e si era dato da fare, avrebbe dovuto entrare in campo e, parlando figurativamente, mangiare l’erba. Invece non l’ha fatto.

PECCHIA 5. Tralasciando il valore dell’avversario ed errori individuali a parte, è difficilmente spiegabile dopo tanti mesi di lavoro come ogni palla buttata dentro l’area diventi una specie di incubo e come la linea difensiva prenda ancora gol come l’1-1 di Macheda. Da qui le perplessità nella scelta iniziale di mettere Romulo basso (il brasiliano sembra essere l’unico mai in discussione) con Bianchetti sul centrosinistra e Ferrari sul centrodestra, che ha portato all’esclusione per la seconda volta di Caracciolo, il più affidabile sinora dietro – giustificata da Pecchia con qualche problema fisico patito dall’ex bresciano, che però a partita in corso è entrato. Discutibili anche i cambi. Il cambio di modulo subito dopo una ripartenza di Luppi e un tiro di Bessa che sembravano aver riportato in partita il Verona dopo 20’ di grande sofferenza e la scelta di lasciare in panchina Ganz, che pure a Vercelli aveva fatto il Pazzini della situazione, mascherando problemi (possesso palla ma pochi tiri in porta; squadra fragile, soprattutto dietro) che purtroppo per il Verona si trascinano da tempo.

Arbitro Ghersini 4,5. Come sia stato capace di non mandare fuori Mantovani (che andava ammonito molto prima) e nel finale Troest, che davanti a lui ha trattenuto palesemente Pazzini (che poi l’ha altrettanto mandato palesemente a quel paese), non si sa.

05
apr 2017
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-SPEZIA

NICOLAS 6,5. Una parata clamorosa, in tuffo, a mano aperta, su Maggiore. Il suo l’ha fatto.

FERRARI 4,5. Bene nei primi venti minuti, poi si è fatto trovare fuori posizione nell’occasione di Maggiore e non ne ha più imbroccata una. Infortunio finale a parte, palesemente in difficoltà quando è stato spostato a sinistra.

BIANCHETTI 6. Un appoggio sbagliato sottolineato dai mugugni del Bentegodi ma senza Caracciolo ha cercato, riuscendoci, di tenere in piedi una difesa che non aveva mai giocato insieme. E comunque meglio un suo cross nel finale dalla destra per Pazzini che una ventina inutili di Romulo.

PISANO 5. Portato a giocare la palla per caratteristica, nel primo tempo ha spinto anche da terzo centrale riuscendo ad arrivare anche un paio di volte alla conclusione. Colpevole nell’occasione del rigore, ma è difficile essere lucidi quando si cambiano quattro ruoli nella stessa partita (è partito a sinistra nella difesa a tre, poi nel secondo tempo è passato sul centrodestra, poi ha fatto per una decina di minuti l’esterno destro a 4 e ha finito come esterno a sinistra).

ROMULO 4. Pochissima qualità, pochissima personalità quando nel finale ha evitato una conclusione da buona posizione scaricando palla nel traffico. Anche disciplinato tatticamente, con il riferimento del binario di destra, resta a lungo fuori dal gioco non trovando mai una giocata degna del suo valore e del suo ingaggio.

BESSA 5. Si è abbassato molto per avviare l’azione, facendo il vero regista della squadra; ma con poche idee. E lo si è perso negli ultimi venti metri, dove non è mai stato una volta pericoloso.

B.ZUCULINI 6. Uno dei pochi a cadere in piedi, anche per aggressività e grinta.

dal 36’ s.t. Cappelluzzo s.v. Buttato nella mischia nel finale, fa poco. Ma non si poteva chiedere al più giovane di cambiare l’inerzia della partita.

VALOTI 4,5. In difficoltà nell’interpretare il ruolo di interno puro di centrocampo. Doveva dare qualcosa sul piano dell’imprevidibilità, entrando da dietro; ma non l’ha mai fatto.

dal 15’ s.t. Luppi 5,5. Ha provato a dare la scossa appena entrato, ma è stato un fuoco di paglia. E col passare dei minuti si è spento anche lui.

SOUPRAYEN 4,5. Doveva spingere sulla corsia sinistra, invece è rimasto lungo fuori dal gioco e specie nel primo tempo è stato più offensivo (da centrale) Pisano.

dal 25’ s.t. Zaccagni 5,5. Ha fatto poco e si è preso anche un giallo che lo toglie dai convocati per il Novara. ma mettere un po’ di ordine nel Verona di oggi sarebbe stata un’impresa titanica per chiunque.

SILIGARDI 5. Attivo all’inizio, ha cercato un paio di volte l’uno-due con Pazzini ed è andato anche alla conclusione. Ma la sua partita è finita 38’ quando per un eccesso di generosità è andato a tamponare Bessa in area meglio piazzato per cercare la conclusione dopo un rimpallo in area. Da li in poi è evaporato.

PAZZINI 5. A parte quando andava a parlare con Nasca e su quella bella torsione di testa nel finale uscita di poco, non lo si è quasi mai visto. Preoccupante l’abbattimento del post-partita.

PECCHIA 4. Mantiene il modulo delle ultime due partite ma nonostante la buona prova di Trapani cambia ancora una volta gli interpreti, con forzature iniziali (Pisano e Ferrari nei tre dietro e Valoti in mezzo, molto più offensivo dell’equilibratore F.Zuculini) che non hanno pagato. Come il ritorno di Romulo, mai in discussione nelle scelte dell’undici titolare ma da settimane non all’altezza in partita. Tanta confusione anche durante la gara, con cambi di modulo e di posizioni in una ricerca frenetica di correttivi mai trovati. Molto preoccupante l’abbattimento del post-partita.

Arbitro Nasca 4. E’ vero che la prestazione negativa del Verona, per ammissione degli stessi protagonisti, va oltre qualsiasi cosa, qualsiasi rigore non dato, qualsiasi direzione avversa. Ma gli episodi decidono le partite; e a volte anche le stagioni. Da una parte è stato rigore (sacrosanto sul braccio di Pisano), dall’altra no (con un colpo da pallavolo in area annullato da una spinta inventata).

01
apr 2017
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IL PAGELLONE DI TRAPANI-H.VERONA

NICOLAS 6. Non benissimo nel primo tempo, qualche incertezza nelle uscite, a volte insicuro, l’incomprensione con Bianchetti al 20’, con una palla da destra lasciata pericolosamente sfilare nell’area piccola. Meglio nella ripresa, è rimasto freddo davanti a Jallow e si è fatto trovare pronto su un paio di conclusioni da fuori potenzialmente pericolose.

FERRARI 6,5. Eleganza e sostanza. Perfetto tatticamente, saltato solo una volta da Jallow nel secondo tempo, ha reso bene sia da terzo centrale che da esterno a quattro dopo l’ingresso di Luppi. E da sempre la sensazione che non gli scotti la palla tra i piedi.

BIANCHETTI 6+. A parte l’episodio con Nicolas e un’uscita sbagliata all’inizio rimediata da Caracciolo, più sicuro e molto più pratico del solito. Pulito anche nelle chiusure.

CARACCIOLO 6,5. Sicuro e attento. Ha rimediato un giallo evitabile, su un’uscita palla al piede che si poteva evitare, ma dietro è stato come altre volte molto affidabile. E ha messo una gran pezza dopo 9’ di gioco, chiudendo in area su Jallow pronto alla conclusione in una delle poche sbavature avute dai tre centrali.

PISANO 6+. Più contenuto nella spinta rispetto a Souprayen ma comunque efficace. Bene anche dopo l’ingresso di Luppi, in cui si è alzato a fare il centrocampista esterno. Ha solo un po’ rischiato nella ripresa, per un contatto con Pigliacelli evitabile da già ammonito.

F.ZUCULINI 6+. Era partito bene, aggressivo, solido, perno di un centrocampo con meno fantasia ma tanto equilibrio. Il suo infortunio (trauma contusivo al ginocchio destro da valutare nei prossimi giorni) l’unica nota stonata della giornata.

dal 40’ p.t. Valoti 6. Ha fatto fatica ad entrare in partita, ordinato tatticamente ma poco tranquillo nella gestione della palla. Sanguinosa la persa del 17’ s.t. che ha innescato la ripartenza di Jallow. Poi è via via cresciuto, innescando con un paio di recuperi altrettante ripartenze. Più a suo agio nel finale quando Pecchia lo ha alzato dietro Pazzini.

B.ZUCULINI 7. Una diga. Ha calamitato palloni, mettendoci fisico e intelligenza tattica. Un eccellente filtro davanti alla difesa.

ZACCAGNI 6,5. Poteva segnare il gol del vantaggio dopo un quarto d’ora, ma dopo un grande inserimento e un’ottima preparazione, doveva fare qualcosa in più nella conclusione finale che ha invece esaltato Pigliacelli. Però una buona partita, di sostanza ma non solo.

dal 25’ s.t. Luppi 7. E’ entrato benissimo, permettendo al Verona dopo una decina di minuti di sofferenza di ripartire e di tornare a gestire con tranquillità il giro palla. Gol meritato e pesantissimo.

SOUPRAYEN 6,5. Bene nell’aggressione degli spazi e nella spinta, è entrato nell’azione del gol con un colpo inusuale nel suo repertorio, il velo con cui sul cross di Pisano ha fatto scorrere la palla a Siligardi che poi ha trovato Pazzini libero nell’area piccola. E col nuovo modulo di gioco, sgravato da alcuni compiti di copertura, è più sicuro anche in fase difensiva.

SILIGARDI 6+. Conferma di trovarsi a suo agio con il nuovo sistema di gioco. Sempre in partita, nel primo tempo ha sfruttato il lavoro in appoggio di Pazzini dando fastidio al Trapani attaccando in verticale e andando tre, quattro volte alla conclusione. Unico neo, doveva incidere di più al tiro. Ma un giocatore assolutamente ritrovato che può essere finalmente protagonista.

dal 35’ s.t. Fossati 6. Dieci minuti fatti bene, con la giusta attenzione e determinazione in un finale in cui il Verona non ha solo gestito. E una conclusione dal limite, a chiudere un’ottima ripartenza, che meritava di più.

PAZZINI 6,5. E’ l’esempio di quanto un giocatore della sua classe, anche non al meglio, possa essere importante e determinante giocando per la squadra. Novanta minuti in cui è andato sempre in appoggio, ha mandato in porta Zaccagni nel primo tempo, ha fatto lavorare la difesa avversaria
liberando spazi per gli inserimenti in particolare di Siligardi. Si è visto poco in fase conclusiva, ma la zampata giusta per indirizzare la partita è la sua. Intoccabile.

PECCHIA 7. Risultato e prestazione. E una lettura chirurgica della partita vinta anche grazie alla mossa Luppi nel secondo tempo. Un Verona che con il nuovo modulo di gioco è più solido, più pratico, tiene meno la palla ma conclude di più ed espone a meno rischi la difesa.

Arbitro La Penna 6,5. Ha fatto giocare, da entrambe le parti. Una conduzione omogenea che ha reso la partita piacevole.

26
mar 2017
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-PISA

NICOLAS s.v. Della sua partita resta l’uscita coraggiosa sui piedi di Gatto del primo tempo e nessuna parata.

PISANO 6+. Ha fatto il terzo centrale con attenzione, attento negli anticipi, efficace /anche usando il mestiere) nell’uno contro uno. Uno dei più avvelenati nel finale contro Rapuano.

CARACCIOLO 6,5. Anche lui molto attento, ha concesso poco agli avversari. Resta il centrale più affidabile e non a caso è il perno anche della nuova difesa a tre.

BOLDOR 5,5. La disattenzione sul gol di Tabanelli ha rovinato una buona partita. Concreto, pratico, attento sui blocchi. Bene fino a quella palla, lente, ampiamente gestibile, arrivata dalla sinistra che purtroppo è costata la vittoria.

ROMULO 6. Solista finalmente disciplinato dal punto di vista tattico con il nuovo modulo. Ha occupato sempre la stessa zona del campo, molto largo a destra, con qualche buona giocata (la palla per Ganz nel s.t.) ma ancora qualche pausa. Può essere più incisivo, però è stato ordinato.

F.ZUCULINI 7,5. Per quasi un’ora è stato il vero trascinatore, l’anima della squadra. Senza mai tirar via la gamba, senza mai mollare una palla. Prezioso nelle due fasi, uno dei protagonisti dell’azione (bellissima) che ha portato al gol Siligardi. Uscito lui e nonostante un Pisa che non ha creato nulla di particolare è come si fosse spenta la luce.

dall’11 s.t. Fossati 5,5. E’ entrato in un momento in cui servivano forze fresche in mezzo al campo ma non ha dato quello che ci si poteva aspettare. In difficoltà un paio di volte contro Peralta.

B.ZUCULINI 7+. Aggressivo in fase di interdizione, ha recuperato palla, si è proposto. Per un’ora ha giganteggiato in mezzo al campo, correndo per due. Meno influente da interno di centrocampo, ma la miglior prestazione da quando è a Verona.

BESSA 6. Meno vistoso del solito per il cambio di modulo, che lo ha portato a giocare meno palloni andando più sulla verticalità. Si è mosso molto nel primo tempo in evidente calo nella ripresa, anche se proprio nei minuti finali ha tirato fuori una giocata straordinaria con quello slalom in area non sfruttato a dovere da Zaccagni.

dal 23’ s.t. Zaccagni 5,5. Protagonista nell’azione del rigore non dato (anticipa Mannini che gli prende la gamba) ma rispetto ad altre volte non è entrato bene dalla panchina. Ha cercato di portare troppo palla in un momento in cui serviva invece ritrovare fluidità. E ha toppato clamorosamente il rigore in movimento che gli aveva messo sui piedi Bessa nel finale.

SOUPRAYEN 6,5. Ha fatto tutto bene; nella spinta, ma stavolta soprattutto in fase difensiva, agevolato dal cambio di modulo che gli ha portato la copertura alle spalle di Boldor. Attento nelle diagonali, efficace e grintoso nell’uno contro uno e nella sfida da scintille con Mannini.

SILIGARDI 7+. Recuperato da un sistema di gioco che lo ha portato più vicino alla manovra e a Pazzini, da seconda punta e non più da attaccante esterno. Finalmente continuo, punto di riferimento offensivo finchè è stato in campo, qualche giocata ad elevato tasso tecnico, il gol del vantaggio e altro.

PAZZINI 6+. Ha dato il massimo per quelle che sono le sue attuali condizioni. E’ arrivato solo una volta alla conclusione, ma ha lavorato molto per la squadra mettendoci fisicità, esperienza. Inoltre ha tenuto impegnati i due centrali del Pisa lasciando spazi per Siligardi, a cui ha dato anche l’assist per il gol.

dal 30’ s.t. Ganz 6+. Dei tre entrati è quello che ha avuto il miglior impatto. Ha cercato di dare una mano nelle ripartenze, vicino al 2-0 con una bella girata di testa su cross perfetto di Romulo disinnescata da un grande intervento di Ujkani.

PECCHIA 6. Doveva cambiare modo di giocare e ha cambiato. Sorprendendo tutti non solo con le due punte vicine (un peccato non averle viste prima) ma anche con i tre centrali e Romulo e Souprayen larghi sulle fasce. Ne è uscito il Verona migliore dell’ultimo periodo, molto più ordinato, di quantità in mezzo al campo, che ha cercato la verticalità sin dall’inizio dell’azione togliendosi l’incubo di concedere ripartenze. Resta qualche dubbio sul cambio di Siligardi, che da mesi non stava facendo così bene e meritava di stare in campo 90’, e sulla gestione di un secondo tempo in cui la squadra è fisiologicamente calata ma anche dove chi è entrato non ha dato il cambio di passo. Il gol preso nell’unico tiro in porta del Pisa e il rigore clamoroso non dato nel finale finiscono inevitabilmente per condizionare umore e giudizi.

Arbitro Rapuano 3. Assolutamente complice del pareggio con il rigore non dato nel finale. Ma in grande confusione già durante la partita, in particolare nella gestione a vanvera dei cartellini con dei gialli che non erano nemmeno falli (B.Zuculini), dei rossi ignorati (Masucci, gomitata a Pisano – fischia il fallo, quindi vede il braccio alto e nemmeno ammonisce), nel permettere una continuità di falli a giocatori già ammoniti (Lisuzzo e Di Tacchio nel primo tempo, Mannini, palese anche nelle proteste, nel secondo). Chirurgico, infine, nell’ammonire nel finale Romulo e Bessa (proteste nella baraonda per il mancato rigore su Zaccagni) che erano in diffida e salteranno Trapani. Clamoroso anche il fatto che alla fine sia stato tra i primi a lasciare il terreno di gioco nonostante il regolamento dica altro, e cioè che l’arbitro debba essere l’ultimo ad uscire, dopo i giocatori. Nella migliore delle ipotesi uno dei più scadenti visti negli ultimi anni al Bentegodi.

18
mar 2017
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IL PAGELLONE DI PRO VERCELLI-H.VERONA

NICOLAS 6. Attento su un punizione dalla destra battuta in porta da Aramu e su un altro tiro da fuori. Bravo Bianchi sul gol.

PISANO 5. Palle inutili dalla tre quarti nella ripresa, due traversoni sbagliati dal fondo nel primo tempo e poca condizione. Di positivo può esserci solo il rientro.

BIANCHETTI 5,5. Poco sollecitato, qualche errore tecnico nei disimpegni e la sensazione che il pallone gli scotti sempre troppo tra i piedi. Pericoloso davanti dopo 4’ con un tiro al volo, su respinta della difesa, disinnescato con una prodezza da Provedel.

dal 40’ s.t. Fares s.v. Uno dei pochi cross degni di questo nome, messo dietro la linea difensiva appena entrato. Peccato che in area non ci fosse nessuno.

CARACCIOLO 6-. Un po’ troppo avanti sull’azione del gol di Bianchi, nata però da una palla gestita male in uscita e passata per una deviazione di Souprayen. La nota positiva (o forse la più negativa della giornata) è che è stato l’attaccante più pericoloso prima del miracolo di Ganz.

SOUPRAYEN 5. Forse un po’ condizionato da un colpo in testa preso dopo pochi minuti, ma impreciso, a volte in imbarazzo nel controllo di palla, poco efficace nella spinta e dietro (anche se è nel primo tempo è mancato l’aiuto di Zaccagni) come al solito ha fatto fare un figurone all’avversario di turno (stavolta Berra).

ROMULO 4,5. In confusione, ha sbagliato cose semplicissime e indisponente quanto i suoi doppi passi. Da valore aggiunto sta diventando un problema.

dal 24’ s.t. Cappelluzzo 6-. Il suo lo fa sempre, anche se in B non può essere lui l’attaccante che sposta gli equilibri.

FOSSATI 5. Partita anonima e con tanti errori. Timido nell’andare a chiudere su Bianchi nell’azione del gol, poco lucido nel palleggio. E graziato da Minelli su una sbracciata sempre ai danni dell’attaccante di casa. Lontanissimo parente di quello ammirato ad inizio stagione.

BESSA 6. Fa tutto e corre tanto, percui col passare dei minuti perde in lucidità. Anche in una partita con pochi spunti le cose migliori sono passate dai suoi piedi, ma non può essere sempre e costantemente l’unica fonte di gioco.

SILIGARDI 5,5. La solita partita, di quelle che ti chiedi cosa spinga l’allenatore a metterlo in campo e con il dubbio (dopo averlo visto due anni) che sia un talento sopravvalutato. Stavolta però con un lampo e mezzo: la punizione sull’esterno dell’incrocio dei pali e la palla finale per Ganz che vale un punto.

GANZ 6+. Per 90’ ne ha prese pochissime. Nell’unico pallone decente messo in area ha fatto gol. Ma andava assistito in maniera diversa e non a caso è andato meglio quando gli è stato messo vicino Cappelluzzo.

ZACCAGNI 5. Un po’ troppo nervoso, ammonito, ha accentrato molto su di sé il gioco nel primo tempo senza mai trovare soluzioni positive. E dietro non ha quasi mai supportato Souprayen.

dal 1’ s.t. Luppi 5,5. Buona volontà, ha dato qualcosa anche se non è mai stato concreto fino in fondo.

PECCHIA 5. Di buono c’è solo il risultato. Ancora una formazione iniziale diversa, discutibile l’aver accantonato Ferrari per un Pisano ancora molto indietro e con i crampi ben prima del finale, squadra che ancora una volta in trasferta ha subìto la gara, involuta nel gioco e con poche idee. Nonostante 11 corner a 1 e il doppio del possesso palla, poche occasioni da gol.

Arbitro Minelli 4,5. Infelice e poco lineare nella gestione dei falli: a volte ha tollerato contrasti ben oltre il limite (vedi Comi/Pisano nel finale), a volte ha fischiato contatti appena accennati. Grazia Fossati (gomitata a Bianchi), non vede una punizione dal limite dell’area su un contatto Bani/Ganz, chiude un occhio su un’entrata da rosso diretto di Comi, da dietro, su Fossati.

14
mar 2017
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-ASCOLI

NICOLAS s.v. Un solo intervento su un tiro da lontanissimo di Mignanelli.

FERRARI 5,5. Stavolta deludente, ha partecipato poco al gioco e nel primo tempo ha sciupato con conclusioni da dimenticare due buone occasioni nell’area dell’Ascoli

BIANCHETTI 5,5. Sempre poco sicuro; nei rilanci, nel palleggio. E attaccato va in difficoltà.

CARACCIOLO 6+. Il più affidabile dei difensori, preziosa una diagonale lunga al 38’ del s.t. che ha chiuso la porta in faccia a Mignanelli lanciato a rete.

SOUPRAYEN 6. Lacune tecniche ma volontà indiscutibile. Ha portato in avanti tanti palloni.

F.ZUCULINI 5,5. Tanto impegno e coinvolto nel gioco, ma ha sbagliato molto nei passaggi e nelle conclusioni. Ed è calato alla distanza. Sua l’occasione più importante alla fine del primo tempo (solo davanti al portiere dopo respinta e rimpallo) annullata dall’intervento decisivo da dietro di Mengoni.

dal 20’ s.t. Zaccagni 5,5. Cambio forse ritardato, ma non è entrato bene in partita. Doti indiscutibili ma deve pensare meno all’estetica della giocata

FOSSATI 5,5. Partita difficile, rientrava dopo tre giornate e la frattura al naso che non è stata ancora del tutto assorbita. Sempre con l’uomo addosso, ha svolto il compito tattico dando equilibrio ma ha faticato nella costruzione del gioco.

ROMULO 4. Da un punto di vista caratteriale apprezzabile il prendersi la responsabilità di un rigore in un momento così difficile e importante della stagione; ma poi si deve spaccare la porta, non calciare a due all’ora battezzando un palo e sperando che il portiere vada dall’altra parte. Da un punto di vista tecnico se per caratteristiche non si da equilibrio e nel proprio dna c’è la qualità… per allora si deve spaccare la partita; invece gioca tanti palloni ma tra tocchi, tocchetti, tocchettini, colpi di suola (davanti a Lanni, subito dopo il rigore sbagliato) ne sbaglia altrettanti e non determina il risultato (… da tempo).

SILIGARDI 5,5. Quello di prima le recenti panchine: qualche accenno di giocata, mai decisiva, le solite pause e poco deciso in area, vedi il colpo di testa passato a Lanni da libero sul secondo palo (22’ s.t.).

dal 39’ s.t. Luppi s.v. Una buona punizione sparata prima sulla barriera e poi alta.

CAPPELLUZZO 6. Ha fatto il suo, da solo, contro i centrali avversari facendo a sportellate e mettendoci tanta fisicità. Poteva far meglio di testa dopo 5’ ma si è procurato il rigore. Partita onesta.

dal 18’ s.t. Ganz 6,5. Mezzora, ma ha creato diversi pericoli. C’era sul gol annullato per fuorigioco da una chiamata millimetrica del collaboratore di linea, ha preso il palo di testa, è andato un paio di volte alla conclusione. Stavolta un buon impatto e l’atteggiamento giusto.

BESSA 6,5. Gira e rigira quello che determina sempre tutto. Dopo mezzora si è abbassato per dare un po’ di geometria al gioco ed è entrato in tutte le occasioni più pericolose; sbagliando anche qualcosa ma facendo ancora una volta la solita partita di qualità e quantità. Se il Verona è Pazzo-dipendente per il gol, altrettanto è Bessa-dipendente per il gioco.

PECCHIA 5,5. La cosa più importante della serata è la classifica. Di un campionato (mediocre?) che con 7 sconfitte in 30 partite permette di essere secondi (quindi in serie A) dopo uno 0-0 interno con l’Ascoli a quota 53 punti e a soli 2 punti dalla prima (la Spal). Sul resto, rigore sbagliato a parte, c’è tanto da rivedere. Dalle scelte iniziali, sempre diverse (adesso si è tornati a Siligardi nella rotazione degli esterni, effetto anche di un mercato di gennaio che non ha risolto il vero problema della stagione), ad un gioco meno corale e sempre molto frenetico, ad una squadra che ha supremazia territoriale e crea occasioni ma poi non le concretizza. Più portata a veli, colpi di tacco, giocate d’esterno e finezze anche nei momenti caldi delle partite piuttosto che ad una sana voglia di determinare il risultato.

Arbitro Piccinini 5,5. Chiamata difficilissima ma corretta sul gol annullato a Ganz, rigore generoso.

05
mar 2017
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IL PAGELLONE DI BRESCIA-H.VERONA

NICOLAS 6. Nessun intervento di rilievo, ha pulito bene l’area su un paio di punizioni messe dentro dall’esterno e niente più. Giornata relativamente tranquilla.

FERRARI 6,5. Caparbio, deciso nei contrasti, buona spinta e buone sovrapposizioni. Poteva far meglio dal punto di vista tecnico (nella qualità al cross e nel limare qualche imprecisione), ma conferma con la continuità nell’impiego anche la fase di crescita.

BIANCHETTI 5,5. Come settimana scorsa mette lo zampino nell’azione del gol ma dietro è stato spesso incerto ed è andato in difficoltà nell’uno contro uno sia con Caracciolo (che ha leve lunghe e a cui è bastata una finta in un corpo a corpo per mandarlo dall’altra parte) e sia nel secondo tempo con Bonazzoli.

CARACCIOLO 6,5. Ha risposto con concentrazione e personalità ai fischi del suo vecchio pubblico, che voleva condizionarne la prova. Importante soprattutto un intervento con la punta del piede in area di rigore su un’incursione pericolosa del Brescia subito prima dei 5’ di recupero, che ha salvato un imbarazzo nell’area di rigore del Verona.

SOUPRAYEN 5,5. Partecipa sempre allo sviluppo dell’azione, ma poco brillante nella spinta e sempre in difficoltà in fase difensiva. Un po’ per la mancanza di coperture preventive (come all’inizio sul primo attacco del Brescia che ha spostato rapidamente palla da sinistra a destra, in cui non c’era perché era rimasto alto), un po’ per qualche lettura sbagliata (quando stringere, quando stare largo), un po’ nell’uno contro uno contro un avversario apparso modesto come Camara.

ZACCAGNI 6,5. La zampata preziosissima che ha deciso la partita e altro con la solita interpretazione di più ruoli nella stessa gara: prima interno di centrocampo, poi alto a destra, poi ancora interno di centrocampo. Bene quando ha giocato semplice, un po’ meno quando ha cercato di fare da solo (soprattutto in ripartenza) mostrando eccessiva sicurezza dei propri mezzi.

dal 22’ Fossati 6-. Un po’ a sorpresa fuori dall’undici titolare (terza consecutiva) ha dato più solidità al centrocampo in un momento di partita in cui il Verona ha sprecato moltissimo in ripartenza, ma non anche mai veramente rischiato contro un Brescia solo offensivo. Il meno è per quell’intervento, ingenuo, nel recupero, che ha regalato al Brescia una punizione dal limite dell’area e anche l’unico modo per rendersi pericoloso.

B.ZUCULINI 6+. Giocatore meno dinamico di Fossati, che ha sostituito nei compiti e nel ruolo, ma importantissimo nel dare equilibrio a una metà campo sempre molto propositiva con Romulo da una parte e Zaccagni/Bessa dall’altra. Non ruba l’occhio, anche se poi cifre alla mano gioca decine e decine di palloni, sembra poco appariscente, ma è in crescita, tatticamente è una sicurezza ed è fondamentale per tamponare le ripartenze avversarie.

ROMULO 6,5. La pochezza della metà campo avversaria gli ha concesso quell’anarchia stavolta molto positiva che lo ha portato soprattutto nel primo tempo a giocare a tutto campo, creando diverse situazioni pericolose. Meno vivace e meno lucido nel secondo tempo, soprattutto nella gestione e nella finalizzazione di un paio di ripartenza.

FARES 6-. Ha fatto il compitino. Sicuramente più a suo agio da attaccante esterno rispetto alla posizione che Pecchia gli aveva disegnato a Frosinone, ha aiutato Souprayen sulla catena di sinistra e ha cercato di rendersi utile con qualche iniziativa soprattutto nel primo tempo. Con scelte però quasi mai azzeccate.

dal 17’ s.t. F.Zuculini 6-. E’ entrato bene, non ha mai tirato via la gamba, è stato anche pericoloso nell’area avversaria ribadendo ulteriormente la superiorità del centrocampo del Verona rispetto a quello del Brescia. Ma mezzo punto in meno per la gestione scellerata di un paio di ripartenze: una in cui ha tirato da centrocampo ignorando due compagni liberi di andare in porta e una in cui invece, forse per l’errore precedente, non ha calciato da ottima posizione sciupando l’ennesima opportunità di chiudere la partita.

PAZZINI 6. Ha impegnato i due centrali finendo però per subire molto la gabbia che gli ha costruito intorno Pecchia e la fisicità di Blanchard. Poca lucidità in area di rigore (dove gli è mancato lo spunto nonostante più di un pallone interessante) e nell’appoggiarsi sugli esterni, ma ha speso tantissimo per aiutare la squadra e per cercarsi il pallone lontano dalle sue zone di gioco.

dal 37’ s.t. Cappelluzzo s.v.

BESSA 6,5. Gli è mancato il gol. Ha avuto un paio di occasioni importanti ma non gli si può chiedere tutto: ha costruito, recuperato palloni, rifinito; ma è anche rientrato diverse volte ad aiutare la difesa unendo tecnica e corsa (tanta corsa). Normale che poi sia mancata un po’ di lucidità sotto porta.

PECCHIA 6,5. Scelte iniziali che hanno destato qualche perplessità (Fares, Franco Zuculini in panchina), ma squadra che ha vinto (ed è la seconda consecutiva), che è stata superiore dal punto di vista del gioco (Verona con la manovra, Brescia solo in verticale) e che ha interpretato bene la partita nei due tempi. Unico neo la mancanza di concretezza in un secondo tempo dove il Verona ha avuto almeno sei o sette ripartenze in campo aperto per andare a segnare e la paura, molto emotiva, del finale.

Arbitro Aureliano 6. Ha lasciato correre molto, sin troppo a volte, ignorando anche qualche trattenuta da giallo. Ma ha usato la stessa linea da entrambe le parti senza condizionare la partita.

01
mar 2017
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IL PAGELLONE DI H.VERONA-TERNANA

NICOLAS 6,5. Una parata, ma determinante. Sul colpo di testa di Avenatti che tira via dall’angolino con un riflesso prodigioso.

FERRARI 6+. Partita ordinata, senza mai soffrire l’esterno avversario e con la giusta aggressività
per tutti i 90’ (prende giallo per un’entrata decisa nei minuti finali a risultato acquisito).

CARACCIOLO 6,5. Dominante nel gioco aereo, specialmente nell’area avversaria (sua la traversa che ha innescato il 2-0 di Pazzini), anche grazie all’equilibrio della squadra ha concesso pochissimo centralmente.

BIANCHETTI 6,5. Come Caracciolo ha beneficiato dell’atteggiamento del resto della squadra, che non ha mai messo in difficoltà la linea difensiva. Buon rientro, con qualche pallone sbattuto via senza rischiare e col merito di essere entrato nell’azione del 2-0 con quel colpo di testa che ha permesso l’ultima zampata di Pazzini.

SOUPRAYEN 6-. Partita di routine, senza particolari spunti, in cui ha concesso un paio di volte troppo facilmente il fondo agli avversari.

F.ZUCULINI 7. Protagonista assoluto della partita. Ha fatto tutto bene: grande intensità, la giusta aggressività nel recupero palla ma anche determinazione e voglia nell’andare a riempire l’area di rigore inserendosi da dietro. Andrà gestito, non avrà ancora i 90’ sulle gambe, ma in questo momento è il vero intoccabile del centrocampo del Verona.

dal 11’ s.t. Luppi 6-. Fa infuriare Pecchia per non aver inseguito un avversario. Da fresco poteva dare molto di più.

B.ZUCULINI 6-. Tatticamente quasi perfetto, poco propositivo nella costruzione del gioco con qualche errore di troppo dal punto di vista tecnico; in particolare l’appoggio sbagliato che ha regalato il rigore alla Ternana.

ROMULO 6+. Più ordinato e forse non a caso anche più concreto del solito. In un’occasione in area di rigore poteva fare meglio ma è andato tre volte alla conclusione nella prima mezzora, ha messo dentro palloni importanti. In ripresa.

dal 35’ s.t. Fossati s.v. Deciso e aggressivo nei pochi minuti in campo. L’aver rifiatato un paio di partite può solo che avergli fatto bene.

ZACCAGNI 6+. Buona gara prima da attaccante esterno, cercando di riempire l’area di rigore ma anche attento a ripiegamenti difensivi, e poi da interno di centrocampo.

PAZZINI 7+. Gol a parte (una perla il primo, esempio di determinazione e di voler determinare il secondo) ha lottato e preso colpi restando sempre dentro la partita. Ma è una doppietta pesantissima che rilancia il Verona, riavvicina il Frosinone e chiude un digiuno di gol che durava da 270 minuti. Determinante.

dal 29’ s.t. Cappelluzzo 6+. Ha sempre l’atteggiamento e la voglia giusta, anche giocando pochi minuti; e per questo non è un caso che nelle ultime partite nelle gerarchie abbia superato Ganz. Si procura un “quasi” rigore (fallo netto, non dato, ma fuori area al 39’) e cerca un gol in acrobazia facendo a sportellate con la difesa avversaria.

BESSA 7. Conferma che può giocare e far bene ovunque, da interno di centrocampo, da trequartista o come stavolta da attaccante esterno. Rispetto al solito (anche per la posizione un po’ più defilata) ha giocato forse meno palloni, ma ha corso comunque tantissimo aumentando qualità delle giocate e la pericolosità al tiro da fuori.

PECCHIA 6,5. A prescindere dalla qualità dell’avversario è stato un Verona che ha vinto in una partita molto delicata (soprattutto per l’allenatore), mostrando grande ordine tattico, compattezza (di gioco e di gruppo, coeso attorno a Pecchia), una buona fluidità e una buona manovra. Un Verona che a parte il rigore regalato ha concesso pochissimo agli avversari ed è stato molto più incisivo in attacco nonostante il solo Pazzini con due centrocampisti adattati attaccanti esterni. Ora serve continuità in tutto (scelte, atteggiamento, prestazioni e risultati).

Arbitro Illuzzi 6. Valutazione corretta sul rigore della Ternana e sul giallo a Nicolas. Forse è stato un po’ di manica larga su qualche entrata eccessivamente dura degli ospiti ed era fallo, non rigore, ma punizione dal limite su Cappelluzzo nel finale. Nel complesso però non ha inciso sul risultato finale dando sempre l’impressione di tenere in mano la partita.