05
ago 2020
AUTORE Bette
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BRAVO CHIEVO, ADESSO CREDICI

Qualificarsi ai play-off era ordinaria amministrazione. Giocarsela così contro l’Empoli è stata senz’altro una bella prova d’orgoglio e maturità. Bravo Chievo, davvero. Bella prestazione, determinata, attenta. Di carattere. Con questi presupposti la squadra di Aglietti può ritagliarsi un ruolo importante in questi spareggi. Plaudo all’allenatore e al suo staff che stanno interpretando questo percorso esattamente come dovevano fare. Profilo basso, prendendosi rimproveri e critiche quando è servito ma anche i giusti riconoscimenti.

Certamente avere una rosa cortissima non aiuta. Siamo ad Agosto, si è giocato ogni quattro giorni. Queste gare tolgono energie fisiche e mentali. Due tempi supplementari sono stati logoranti e oltremodo “fastidiosi”. Sabato sarà ancora play-off e la storia cambia. Il Chievo com’era largamente previsto sta raschiando il fondo del barile. Negli undici titolari è una squadra che può dire la sua: poi con i cambi qualcosa perde nonostante Ceter Valencia, ad esempio, sia entrato con la giusta convinzione. Ed è qui che l’organizzazione tattica di Aglietti sta emergendo. Era il momento giusto…

30
lug 2020
AUTORE Bette
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TRA PESSIMISMO E REALTA’

Mi scrivete che sono “pessimista cronico”. Io aggiungo che sono semplicemente obiettivo e vicino alla realtà. Se pensate che vi debba dire a prescindere che il Chievo gioca in grande stile solo per far contento qualcuno probabilmente avete sbagliato posto. Non cambio idea. L’ho detto, l’ho scritto. A prescindere da come andrà, le riflessioni dovranno essere profondissime, attente e ponderate.

Ricordo a tutti che andare ai Play-Off è l’obiettivo minimo non un traguardo incredibile quest’anno. La società, da quando è arrivato il nuovo allenatore, ha sempre parlato di Serie A a chiare lettere; quindi porre l’accento sul deludente campionato finora disputato non mi par affatto fuori luogo.

Mi leverò volentieri il cappello se il Chievo raggiungerà la promozione: mi congratulerò con chi di dovere felice di essere stato smentito. Ma non pensate che possa cambiare idea per sole due buone partite disputate. L’intero campionato è stato un continuo di prestazioni altalenanti, in un torneo, lo ribadisco, tra i più mediocri di sempre. Il Cittadella, quinto, ha perso tante partite quante il Trapani penultimo. E vogliamo ancora parlare di grande impresa arrivare ai Play-Off? Onestamente non la vedo così.

Senz’altro va applaudito l’allenatore perchè in un contesto oggettivamente complicato ha saputo rialzare il morale, cosa che mai avrei creduto.

25
lug 2020
AUTORE Bette
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UN SOLO OBIETTIVO

Come due finali. Si dice così, in questi casi. Una frase che non è il massimo ma che oggi rende davvero l’idea. Ebbene, dopo il successo sul Cittadella adesso restano due appuntamenti chiave in un campionato dove sembra che tutti facciano a gara per non entrare nei play-off. Analizzate la classifica e guardate come il Crotone secondo e in Serie A abbia perso ben nove partite e il Pordenone, neo-promosso, nonostante il diluvio di sconfitte (12) sia ancora lì, abbondantemente dentro la zona nobile.

Basta questo per smentire chi parla di campionato “equilibrato” invece che di “mediocre” come sarebbe più opportuno. Veramente serviva poco o nulla per essere tra le primissime e restarci fino alla fine. Non ditemi infatti che il Crotone abbia questa rosa irresistibile. Semplicemente ha trovato compattezza e continuità, due elementi chiave che sono maledettamente mancati al Chievo per tutta l’annata.

Adesso però, come sostengono gli inguaribili ottimisti, tocca azzerare tutto. Battere Benevento e Pescara e prendersi la migliore posizione possibile nei play-off. E poi inizierà tutto un altro campionato. Chiaro, stiamo parlando del minimo obiettivo. Raggiungere gli spareggi promozione deve essere l’ordinaria amministrazione per questa società che aveva sensibilmente alzato l’asticella dopo l’esonero di Marcolini (in quel caso in modo compatto).

Poi a prescindere da come finirà toccherà analizzare bene il tutto. Con obiettività: dato che di decisioni discutibili ne sono state prese parecchie. Sarebbe opportuno da parte della società stare quantomeno a sentire chi si confronta con spirito costruttivo senza per forza di cose “dar ragione”. E’ indubbio infatti che il Chievo di oggi non è quello di ieri e chi nega questo mente sapendo di mentire.

14
lug 2020
AUTORE Bette
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NOTTE FONDA

Pesantissimo. Sportivamente inspiegabile. Una sconfitta da notte fonda. Dovevano essere le partite della svolta (viene da sorridere a parlare così a quattro giornate dalla fine). Dovevano essere le gare che quantomeno davano la certezza di partecipare ai Play-Off. Abbiamo invece assistito esattamente al contrario. E quel che più balza agli occhi è senza dubbio l’arrendevolezza. Una squadra spenta, demotivata lontana anni luce da quello che da sempre la società chiama “spirito Chievo”. Che fine ha fatto? Disperso chissà dove.

Trovo assurdo che non vi sia una presa di posizione netta da parte di chi fino a oggi ha guidato la nave. Non voglio sentire l’allenatore, il direttore sportivo, il dirigente, il consigliere. Vorrei sentire il presidente uscire allo scoperto per raccontarci quali siano le sue intenzioni per il Chievo di oggi e di domani. Ricordo una memorabile presentazione del 2014 dopo l’addio di Sartori e l’uscita di scena di Costanzi. Campedelli disse: “Non ho carattere? Sappiate che l’unica cosa che un presidente di calcio e soprattutto quello del Chievo ha è il carattere”. Dava l’idea quel giorno che nonostante le difficoltà la barra era ancora dritta e il condottiero saldamente al timone. Oggi fatico a vedere tutto questo. La gente infatti s’interroga, vorrebbe sapere. Ci sono anche tifosi fedelissimi che desiderano essere messi al corrente su cosa sarà il Chievo del futuro.

Ma quel che più resta oggi è la sensazione che nel campionato di Serie B più mediocre di tutti i tempi si stia gettando al vento un’occasione.

12
lug 2020
AUTORE Bette
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NON MI E’ CHIARO

Della partita col Trapani penso che ci sia poco da commentare. Rischierei di essere ridondante e inutilmente ripetitivo. La squadra non brilla, non ha mai brillato. E’ maledettamente spenta tanto che anche i modesti ma agguerriti siciliani sono riusciti a strappar punti. Roba da matti. Se non vinci partite del genere, se giochi così penso che anche i play-off siano a forte rischio. Non me l’aspettavo sono sincero. Non pensavo che il Chievo potesse far così male.

Ci sono giocatori in questa squadra che già sanno di andar via, altri che in qualche modo si proverà a non far rientrare nella futura programmazione per ovvi motivi di ingaggio (Obi, Giaccherini, Djordjevic). Ci sono dirigenti storici che lasciano, segretari che dopo vent’anni prendono la porta, medici che escono di scena in sordina, atleti liquidati dalla sera alla mattina. Francamente ci sto capendo poco, non mi è chiara la strategia organizzativa e quale sia la programmazione. Non mi è chiaro come stia effettivamente il Chievo dal punto di vista economico (del paracadute abbiamo già abbondantemente parlato), chi abbia il controllo sportivo della situazione né chi l’avrà in futuro. Non comprendo nemmeno se Pellissier ci sarà ancora, se toccherà a lui rifondare la squadra perché, parliamoci chiaro, dovesse arrivare la promozione, qui c’è da mettere mano pesantemente.

Mi tengo tutte queste domande in attesa di rivolgerle alla società, per farmi un quadro della situazione più netto e preciso e per poter aiutare se possibile anche Voi tutti a comprendere. Onestamente sto notando parecchia confusione accanto a un diluvio di addii dirigenziali perlopiù discutibili nelle modalità. E’ comprensibile che la retrocessione abbia dato una mazzata tremenda ma l’altra volta (nel 2007) era stato diverso. Quanto brillante e determinato era il Chievo? Quanta voglia aveva di riprendersi quello che aveva perduto? Quella stessa voglia che io, scusate, oggi non vedo affatto.

04
lug 2020
AUTORE Bette
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PER I PLAY-OFF SERVE UN’ALTRA FAME

Sì, lo so… era fallo su Garritano e quindi il gol della Virtus Entella doveva essere annullato. E quindi staremo parlando di un’altra partita… e quindi, e quindi… detto questo non volevo assistere a questa partita. Era quello che speravo non accadesse dopo la buona prova di Frosinone. Che Chievo è stato? Poco o nulla. Tutto quello che non ti porta in Serie A. Avete visto veemenza? Fame? Cattiveria? Io onestamente no.

La modestissima Virtus Entella ha tenuto il campo più che bene senza neanche troppo faticare. Anche i telecronisti di Dazn facevano notare che un tridente come quello del Chievo non l’ha di fatto nessuno in B ma se le prestazioni sono queste meglio cambiarli tutti e tre. E meno male che lo schema che ha portato al pareggio è riuscito alla perfezione.

Devo dirvi che non ho buone sensazioni. Questa squadra deve andar su diretta perchè per i play-off occorre una voglia diversa.

30
giu 2020
AUTORE Bette
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1.018

CHE NON SIA LA SOLITA STORIA

Ci risiamo. La storia l’abbiamo già vista e speriamo davvero che poi non sia come le altre volte. Un bel Chievo, intraprendente dall’inizio, capace di aggredire il Frosinone. Un atteggiamento da squadra che ha fame e voglia di vittoria. Bene, fino qui. L’auspicio è che non sia un fulmine a ciel sereno. Onestamente ho visto una squadra determinata, più concentrata. Pochi errori e tanta buona volontà.

Devo dire che vittorie come quella col Frosinone fanno rabbia. Accidenti. Un Chievo che finora ha disputato un campionato al di sotto delle aspettative si ritrova in piena corsa ancora per la promozione diretta. Questo a testimonianza di come questa Serie B definita “equilibrata” si possa tradurre in “scadente”. E il Chievo con gli interpreti di cui può comunque disporre e un allenatore capace ha il dovere oggi più di provare a prendersi la Serie A senza passare dai play-off.

Nota a margine. Forse tempi e modi non sono quelli più giusti considerato che sono atleti che hanno fatto la storia ma non proseguire con Frey, Cesar, Meggiorini è oggi una scelta saggia e giusta. Tocca trovare aria nuova, stimoli nuovi, interpreti affamati. Che sia Serie A o B puntare a un nuovo corso diventa necessario…

22
giu 2020
AUTORE Bette
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PUNTO DI SPERANZA

Dopo mesi di sosta forzata diciamo che per certi aspetti va bene così. Se si pensa che di fronte c’era la seconda forza del campionato (niente di che eh, si badi bene) e che qualche noia di troppo c’è stata tra infortuni e litigi fuori dal campo tutto sommato un punto a Crotone non è da buttare. Se aggiungiamo poi che la prestazione ha regalato qualche, sottolineo qualche, lampo interessante si può guardare con fiducia alle prossime partite.

Certo è che questo Chievo fatica a scaldare i cuori. E questo succede dall’inizio. Apprezzo Aglietti, per me è un ottimo allenatore e ritengo che la scelta sia stata assolutamente azzeccata. Se c’è una figura che può risollevare la deludente prima parte di stagione non può che essere lui. Detto questo manca qualcosa, quella spinta, quel fuoco che possa proiettare la squadra verso la Serie A. Mi auguro sia solo un’impressione e che già con lo Spezia possa essere smentito.

Il Chievo è la squadra che assieme al Venezia ha pareggiato di più. Non un primato così nobile considerato che arrivare in Serie A diventa fondamentale per la società. Solo un salto di categoria infatti garantirebbe di tornare a guadagnare in maniera importante sul fronte diritti televisivi, di gran lunga superiori rispetto al residuo di paracadute che spetterebbe al Chievo in caso di permanenza in Serie B. Certo c’è poi una realtà da toccare con mano: al di là di tutte le parole andarsi a prendere il Crotone oggi distante otto punti sarà un’impresa quasi impossibile.

02
giu 2020
AUTORE Bette
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CHE BOTTI!

Rompere il silenzio con un botto inatteso. Che sta succedendo al Chievo? La domanda sorge spontanea alla luce degli ultimi fatti. Michele Sebastiani, segretario storico della società, lascia. Un altro pezzo di quella favola costruita negli anni chiude la porta. Andrà alla Spal dove lo aspetta un nuovo percorso. “Ci sono problemi?” chiedo. “Cose che succedono” mi rispondono. Certo fa pensare. Dalla società minimizzano, è prassi. Spengono i riflettori, lo fanno sempre. “Va via solo lui?” incalzo… domanda sospesa.

Sì perchè da giorni tiene banco un’altra questione. Pellissier e De Giorgis stanno litigando? Diciamo che qualche problema c’è. Anzitutto facciamo chiarezza. Sergio è la bandiera, è l’indimenticato capitano, è un “figlio” del presidente, è oggi il direttore sportivo della società. Giorgio è l’uomo di fiducia di Luca Campedelli, da sempre gravita in orbita Chievo, è uno che ha un certo peso là in Via Galvani. Personalità forti, gente che vuole contare, prendere decisioni. Sul tavolo una linea da decidere che evidentemente, oggi, non coincide. C’è anzitutto una Serie A da andarsi a conquistare e questo, credetemi, mette d’accordo tutti. Ma vi sono strategie e futuro da programmare, scelte di mercato. Chi conta di più? Durissima oggi tracciare una strada univoca, impensabile ancor più scegliere uno e mettere alla porta l’altro. Luca Campedelli, nel mezzo, attende. Come sempre, osserva e riflette. Poi decide. E sappiamo, difficilmente torna indietro. Il suo obiettivo è che questa frattura si ricomponga e che le strade, per il bene del Chievo, possano continuare a viaggiare insieme. Se questo non sarà, ovviamente si arriverà, comunque sia, a un doloroso divorzio.

Intanto s’avvicina la ripresa (?). In mezzo a tutto questo Alfredo Aglietti ha le idee chiare. Sa dove vuole arrivare. E lo farà senza Cesar e Frey intanto, a scadenza il 30 Giugno. Storia diversa invece per Meggiorini che comunque arriverà a fine stagione e poi, ragionevolmente, potrà essere riconfermato. Al Chievo pesano inoltre i contratti onerosi di Giaccherini e Djordjevic in essere fino al 2021. Possibile che questi vengano allungati e la cifra spalmata. Ma… è solo l’inizio.

10
mar 2020
AUTORE Bette
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QUELLO CHE SERVIVA

Aglietti mi piace. Concreto, pratico. Uno che guarda solo all’obiettivo finale. Con tanti punti da recuperare in effetti non c’è molta scelta. Tocca mettere a posto quello che non funziona, dare una identità e portarla fino in fondo. L’allenatore sta proponendo un sistema di gioco interessante: questo 4-3-3 consente di schierare assieme Vignato e Giaccherini e quelli bravi, si sa, è meglio averli sempre in campo.

Interessante poi analizzare il fatto che tutti e tre i gol realizzati nella gestione Aglietti siano arrivati dagli attaccanti: nella conferenza di presentazione il tecnico toscano parlava proprio di questa necessità e per ora le cose stanno funzionando. Sia chiaro, è molto presto. Due gare dicono poco o niente ma la tendenza è positiva e mi pare che la squadra stia rispondendo nel modo giusto.

Vero, adesso arriveranno appuntamenti più probanti, gare che ci diranno in effetti se questo cambio in corsa è stato o meno efficace. Le possibilità di riprendersi il secondo posto ci sono tutte: come vediamo ogni settimana vi sono risultati sorprendenti e chi fino a poche settimane fa era in fondo alla classifica oggi si ritrova virtualmente promosso. Mai come quest’anno l’incertezza regna sovrana…