19
ago 2019
AUTORE Bette
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SI FA DURA

Abbiamo passato l’intera estate a discutere del mercato del Chievo. La realtà oggi è che i giocatori cosiddetti in esubero sono ancora parte integrante della rosa e salvo operazioni miracolose dell’ultim’ora ne faranno parte per il resto dell’annata.

Le cessioni di Tomovic e Hetemaj sembravano cosa fatta, l’addio di Giaccherini scontato, quello di Vignato praticamente ovvio. E poi Djordjevic fuori dai parametri e Stepinski corteggiato da tutti. Nomi pesanti per la B che ha in mente il Chievo fatta anzitutto di una robusta pulizia e di un sostanziale ridimensionamento dei costi.

Prima la rivoluzione, poi il consolidamento, poi i risultati. Passi che difficilmente verranno confermati dai canali ufficiali ma che sono l’ovvia conseguenza di una retrocessione tutta da digerire.

Il presidente non guarda in faccia nessuno, questo lo sappiamo. Se deve mettere alla porta qualcuno lo fa, qualunque sia il nome che porta sulla schiena o sul biglietto da visita. Adesso però è diverso: occorre fare i conti con giocatori retrocessi, con ingaggi molto alti (escluso Vignato) e dai quali il Chievo vuole monetizzare il più possibile. Tutto questo le altre società lo sanno e non hanno fretta: aspettano l’ultimo secondo utile del mercato per piazzare eventualmente l’affondo e mettere Campedelli e Pellissier “con le spalle al muro”. Basterà? Forse! Ma non è scontato…

A oggi la rosa del Chievo al completo, considerati anche i nomi degli “esuberi” è una corazzata per la B. Con un buon difensore e un centrocampista la squadra può tranquillamente ambire alle posizioni di vertice. Ovvio, serve testa e convinzione perchè il solo curriculum poco conta in una categoria dove corsa e determinazione fanno la differenza considerata la scadente qualità.

 

23
lug 2019
AUTORE Bette
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RICONOSCENZA PERDUTA

A prescindere da come andrà. Amen. Se ne faranno tutti una ragione e sarà uno dei tanti passaggi del calciomercato.  Mi permetto però di evidenziare un aspetto sulla vicenda che riguarda Emanuel Vignato: il Chievo lo ha preso da bambino, lo ha fatto crescere, l’ha coccolato in un ambiente sereno. Lo ha portato nell’olimpo del calcio… scusate se è poco. Adesso il giocatore, 19 anni, zero esperienza, qualche apparizione in Serie A, un gol, una buona tecnica ma ancora tutto da dimostrare volta le spalle, alza il muro, non rinnova mettendo la società alle strette (il contratto è in scadenza a Giugno 2020 e questa è l’unica finestra utile per il Chievo per poter monetizzare).

Ormai va così. Fai qualche manciata di minuti in Serie A e sei già un arrivato. Altrochè gavetta, altrochè farsi le ossa. Un attaccante degli anni ’80 diceva che per essere uno “da Serie A” devi aver fatto almeno cento partite. Oggi no, è diverso. Valutazioni folli e procuratori la fanno da padrone e chissenefrega se dietro di te ci sono quelli che ti hanno portato lì e che per te hanno speso tempo e soldi.

E voi al suo posto? E’ la classica, ovvia, ridondante domanda. E voi che fareste? La Germania chiama, è appetibile. Ci sono in ballo tanti soldi (sicuramente) e un futuro radioso (tutto da scrivere). Evitiamo le ipocrisie, ma onestamente, per uscire di scena, c’è modo e modo…

27
giu 2019
AUTORE Bette
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FEMMINILE, SI DICA LA VERITA’

Non bisogna raccontare favole alla gente. Il calcio femminile oggi non può mantenersi da solo. Se uno sponsor importante salta, salta tutto il progetto. Funziona così un po’ ovunque a meno che tu non sia Juventus, Inter, Milan, Roma o a meno che tu non sia in un campionato estero dove il calcio femminile vale esattamente quello maschile.

Si fa presto a parlare di progettualità. Si fa presto a sputar sentenze quando non si sanno le cose. Per mantenere una società femminile ad alti livelli servono soldi, tanti. La differenza con il mondo maschile è che quello gode di benefici incredibili senza i quali avrebbe vita breve (diritti televisivi, paracadute su tutti)

Il calcio femminile in Italia oggi è uno sport a perdere. Non vi sono entrate ma solo costi. Non è una cosa di poco conto, signori. Parlo per esperienza diretta perchè ho io stesso una squadra femminile di calcio a 5 in Serie A2 Nazionale. L’obiettivo delle società è quello di lavorare per trovare nuove aziende a supporto ma nel momento in cui il meccanismo s’inceppa ecco che crolla tutto.

Detto questo fa rumore veder saltare una società come il Chievo Valpo che tanto bene aveva fatto negli ultimi anni. Meglio però fare un passo indietro prima di farsi del male seriamente. La Serie A femminile è ormai un campionato professionistico a tutti gli effetti sebbene chi dovrebbe garantire il passaggio al professionismo se ne guarda bene. Mi domando il perchè in un momento storico in cui “fa figo” elogiare le ragazze del mondiale senza però poi dare seguito alle chiacchiere.

17
giu 2019
AUTORE Bette
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MEGLIO UNO “FUORI DAL CORO”

Doveva essere una cosa di qualche giorno, una formalità. E invece il Chievo a oggi non ha ancora l’allenatore. Si sono sprecati litri di inchiostro per cercare di arrivare al nome senza però ottenere la fatidica conferma. Il cerchio si è stretto attorno a pochi: Marcolini, Italiano (verso lo Spezia), Pavanel. Più il solito Mister X a sorpresa.

Tra questi ovviamente non avrei il minimo dubbio. Il profilo giusto è Massimo Pavanel, allenatore affamato, determinato, carico capace di cogliere il meglio da ogni situazione. L’abbiamo conosciuto e apprezzato per tanti anni alla Primavera di Verona andando a capire l’uomo prima e l’allenatore poi. Una persona piena di risorse e di valori, vincente nell’animo. A lui va dato il merito di aver valorizzato giovani del calibro di Donsah, Zaccagni, Fares, Danzi, Alba, Cappelluzzo, Tupta, Kumbulla. Lui sarebbe il profilo giusto per il Chievo per ricostruire un ambiente inevitabilmente demoralizzato dopo l’ultima disastrosa stagione. Ma Pavanel non resterà ad aspettare in eterno: a ore infatti dovrà dare una risposta alla Triestina con cui ha sfiorato una miracolosa promozione in Serie B. Lasciarsi sfuggire un allenatore simile sarebbe davvero un errore.

Degli altri onestamente ho poche referenze. Vedo il Chievo indirizzato su Michele Marcolini, una scelta in casa così com’è stato Pellissier. Non sono convinto, scusatemi. Questa idea di circondarsi di persone eccessivamente “aziendaliste” può essere un’arma a doppio taglio. Una voce fuori dal coro serve. Un parere che vada “contro” è necessario. Uno che alzi la mano e dica: “Così non va” farebbe solo bene alla società e al presidente.

14
mag 2019
AUTORE Bette
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UN ADDIO DOLOROSO MA NECESSARIO

Quando si ammaina una bandiera così importante si è per forza tristi. A prescindere dal fatto di tifare o meno una squadra o un giocatore ci si rende conto che un’epoca importante si chiude e non è mai bello. E’ così anche per Pellissier che ho spesso criticato ma, si badi bene, non rinnego nulla… sarebbe troppo facile adesso. Per onor di cronaca devo ammettere che Sergio mi ha stupito: lo davo sul viale del tramonto nel 2012 e invece ha dimostrato anche quest’anno che senza infortuni poteva ancora dire la sua.

L’ho sempre considerato un elemento fondamentale ma allo stesso anche difficile da gestire. Non è un caso che i rapporti con Corini siano stati difficili e quelli con Maran e D’Anna non particolarmente brillanti. Il suo peso specifico era ed è sempre stato notevole, vuoi per l’indiscussa autorevolezza nello spogliatoio, vuoi per quel rapporto filiale col presidente. Un rapporto che ha fatto le fortune del Chievo ma che in qualche caso ha creato inevitabili tensioni con gli allenatori.

A 40 anni però è giusto farsi da parte… è giusto lasciare spazio ad altri e permettere a coloro che guideranno il Chievo di scegliere senza timore di inciampare. Perchè volente o nolente le esclusioni di Pellissier hanno sempre fatto rumore.

Il suo ruolo sarà ancora dentro la società, per forza… ma non come allenatore come lui stesso ha ammesso dopo essersi preso gli applausi di San Siro.

E allora adesso è tempo di applausi… Giù il cappello, per una carriera davvero meravigliosa…

23
apr 2019
AUTORE Bette
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PARACADUTE E RISALITA

Il presidente Luca Campedelli ha voluto minimizzare la cosa. E’ evidente però che 25 milioni di euro di paracadute consentiranno al Chievo di disporre, in Serie B, di un budget di quattro volte superiore a tutti gli altri. Una cifra che darà modo alla società di allestire una squadra pronta a risalire subito sebbene all’orizzonte si prospetti una inevitabile rivoluzione.

Non solo dunque 25 milioni… da mettere in conto saranno anche tutte le cessioni e i risparmi sugli ingaggi dei giocatori più rappresentantivi… “Resteranno in due” diceva Campedelli nel corso della nostra intervista esclusiva… Ovvio che la squadra è da rifondare, ovvio anche che con una cifra di tale portata sarà quasi scontato per il Chievo costruire una rosa all’altezza.

Mi aspetto infatti che la società agisca alla stessa maniera del 2007 con la convinzione vera di risalire subito e riprendersi la Serie A. A mio parere servirà grande equilibrio e pazienza in sede di mercato perchè davvero per essere protagonisti in questa Serie B non servono grandi cose…

A guidare la riscossa sarà ancora Sergio Pellissier in rappresentanza dei veterani. Molto più difficile invece ritrovare al raduno Sorrentino, destinato a rimanere in Serie A. Stefano continua a rimanere un ottimo portiere e senz’altro non mancheranno le pretendenti.

06
apr 2019
AUTORE Bette
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UOMINI DI PAROLA, MERCE RARA

Perché il titolo? Ve lo spiego subito. Era Settembre. Chiesi a Luca Campedelli un’intervista a tutto campo, la vicenda plus-valenze era già entrata nel vivo. Mi disse: “Non adesso, quando sarà il momento Le prometto che parlerò”. Sono passati diversi mesi e lui ha mantenuto la parola. Mi ha concesso una lunga intervista esclusiva nella quale abbiamo parlato di tutto nella sala stampa del Bottagisio. Merce rara coloro che anche a distanza di tempo non dimenticano le promesse fatte. Badate bene… Non abbiamo scherzato… Non sono mancate domande fastidiose sul bilancio “Siamo mediamente sani”, sulla gestione “Dovevo essere più incisivo”, sugli errori “E’ tutta colpa mia”. Campedelli ha risposto a tutto, con garbo come sempre. Mezz’ora che ci ha fatto capire qualche cosa di più del presidente ma che ha evidenziato come l’amore per il Chievo sia immutato.

“Piangerò due giorni dopo la retrocessione, poi ripartiremo” direi che riassume alla perfezione lo stato d’animo di un uomo che sta vedendo la propria creatura sprofondare ma che ancora non vuole accettare l’inevitabile.

Lui…“Deluso da tanti, ma non faccio nomi” perché chi è un signore, lo è fino in fondo. State pure certi che quelli che l’hanno deluso saranno accompagnati alla porta ma non vi saranno squilli di tromba ad annunciarlo.

Adesso l’obiettivo di Campedelli è ricostruire, se vogliamo, rifondare il Chievo che scenderà in Serie B per tentare l’immediata risalita ma… non nominategli il paracadute che “Serve solo per pagare i conti del ristorante dell’anno prima”… Non sono d’accordo e l’ho fatto notare al presidente.

Dunque ripartire, a testa alta e con la consapevolezza degli errori fatti in passato con o senza Giovanni Sartori mai davvero dimenticato e che “Riprenderei ma in un’altra veste”…

Alla fine dopo aver pesantemente bocciato l’idea del nuovo stadio “Proposta irrispettosa per il Chievo” mi stringe la mano, non prima di essersi tolto il cappello. Gli educati e gli onesti si comportano così…

22
mar 2019
AUTORE Bette
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FERMATE QUESTO SCEMPIO!

Chiariamo subito una cosa: nella Serie A di oggi nessuna società è brava. Se gestire l’attività sportiva accumulando di anno in anno debiti su debiti significa essere bravi amministratori allora mi fermo qua.

L’inchiesta della Gazzetta dello Sport sui bilanci della Serie A è qualcosa di assurdo. Giustamente viene titolato “Profondo rosso” per il clamoroso e continuo proliferare di debiti in maniera incontrollata senza che nessuno faccia qualcosa.

https://www.gazzetta.it/Calcio/19-03-2019/i-conti-club-serie-a-scopriteli-nell-infografica-interattiva-33047994791.shtml#large

La gente capace di “fare calcio” non è di sicuro in Italia. Leggete i numeri che quelli non sono confutabili… Siamo al cospetto di società che vivono per la maggior parte sui diritti televisivi e sui paracaduti, che hanno (escluse le prime) pochissimi benefici dallo stadio e dagli sponsor e che se le cose funzionassero in maniera giusta avrebbero già chiuso i battenti…

Finiamo dunque di incensare questi signori, di dire loro “bravi” quando portano a compimento determinate operazioni. Non fosse per tutte le agevolazioni e i benefici di cui godono ogni anno farebbero al massimo campionati dilettantistici e anche lì, forse, non sarebbero all’altezza.

Si fermi dunque subito questo indecente spettacolo…

Non si permetta più loro di fare mercato, di accumulare debiti, di prendere in giro la gente e chi lavora con serietà…

Tutti capaci di spendere di più di quello che si incassa…

I bravi, ricordatevelo, non stanno certo nel calcio di oggi…

19
mar 2019
AUTORE Bette
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COLPEVOLI E FUTURO

Spiace dirlo ma la stagione è andata. Lo dico prima del tempo in maniera che poi, qualora avvenisse il miracolo sportivo, sarò ben felice di essere stato smentito.

Lo scrivevo qualche settimana fa ma ancora non ho ottenuto risposte esaustive… Attendiamo… Quello che mi piacerebbe capire è quali siano le prospettive future per il Chievo. Quali gli scenari possibili in Serie B? Verrà fatta una squadra pronta a risalire subito o saranno fatte altre considerazioni? Da chi ripartire? Mimmo Di Carlo sarà ancora l’allenatore? Domande che tutti oggi si pongono…

La società non sta parlando… evidentemente si aspetta la matematica prima di esprimere opinioni in merito ma sono quasi certo che la nuova programmazione sia già iniziata.

Credo che sette, otto giocatori (i più indiziati sono De Paoli, Giaccherini, Leris, Kyine, Stepinski, Djordjevic, Hetemaj) prenderanno altre strade. Il Chievo avrebbe in questo modo la possibilità di monetizzare e con il robusto paracadute potrà, volendo, gestire l’annata con più serenità. Stiamo parlando di cifre da mal di testa: 25 milioni per il solo assurdo paracadute più gli incassi relativi alle cessioni… Il Chievo godrà dunque di un budget senza precedenti in cadetteria…

Ovviamente questa retrocessione ormai prossima non potrà essere sbrigativamente archiviata… chi ha colpe sono certo che pagherà… la logica del “tutti colpevoli” non la comprendo… ci sono ruoli ben precisi e definiti e ovviamente se sei ultimo dall’inizio alla fine evidentemente sono state sbagliate diverse cose…

 

Mi aspetto dunque dal presidente Luca Campedelli una decisa presa di posizione anche per spiegare alla gente quale sarà il futuro…

25
feb 2019
AUTORE Bette
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FATELA FINITA!

Si ergono a professori, eppure io di professori non ne vedo. Vedo piuttosto altezzosi arroganti che pensano di aver scoperto chissà che cosa e che si permettono di porsi con tono saccente e presuntuoso.

Allenatori, direttori sportivi, presidenti che dicono di tutto e di più solo perchè sono nel calcio… Ecco appunto nel calcio… dove nella maggior parte dei casi l’ignoranza regna sovrana.

Una tendenza che si sta espandendo sempre di più in particolare nei post-partita dove il fatto di aver preso un gol alla fine sembra poter giustificare la maleducazione.

Fatela finita! Imparate ad accettare il confronto, imparate a rispondere a domande vere…

Cercano solo considerazioni morbide e accomodanti, domande che facciano risaltare i loro risultati e nascondano gli insuccessi.

Musi duri, facce incazzate, scontrosi… ma ve l’ha mai detto nessuno: chi accidenti siete??? Cos’avete inventato? Fate calcio, non dimenticatelo… non avete inventato vaccini, cure per tumori, soluzioni per il surriscaldamento del pianeta…

Fate Calcio e abbiamo detto tutto…

Scendete dalla pianta e tornate sulla terra! Tornate nel mondo reale, confrontatevi con tutti, che da insegnare non avete niente…