18
feb 2020
AUTORE Bette
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CHE SIA L’INIZIO

Non ho intenzione di esternare elogi particolari. Quel che mi auguro è che questo meritato successo sulla Salernitana sia solo l’inizio. Ecco non vorrei ci trovassimo di fronte ai tanti “fulmini a ciel sereno” di questa stagione che poi non avevano seguito. La vittoria fa sicuramente comodo in virtù di una situazione che si stava creando poco piacevole (l’abbraccio a Marcolini dopo il rigore trasformato non è casuale).

Il Chievo da qui ha la possibilità di ricostruire un percorso nuovo tenuto conto che chi sta più avanti sembra stia giocando a farsi del male. Certo tocca anzitutto dare continuità alla prestazione, alla determinazione messa in campo in una partita tutt’altro che facile. Poi in accompagnamento ci saranno i risultati ma se prima non vi sarà la tanto decantata “identità” tra una settimana riparleremo delle solite cose.

Ritengo che adesso più che mai sia arrivato il momento della verità e di capire che strada intende intraprendere questa società. Se restare in B un altro anno, ripulire il monte ingaggi da contratti folli, prendersi un altro paracadute da dieci milioni (che farebbe comodo), oppure tentare per davvero la scalata verso i primi posti assolutamente alla portata.

Questa via di mezzo, questo limbo, queste vittorie importanti accompagnate da pareggi piatti o da sconfitte clamorose rischiano di essere solo controproducenti…

10
feb 2020
AUTORE Bette
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GUARDARSI LE SPALLE

Che dire a questo punto? Difficile. Il Chievo riesce sempre a sorprendermi e, scusate, non certo in positivo. Se non vinci nemmeno partite così che vuoi fare? Dopo aver giocato anche discretamente e tutto sommato aver creato diverse occasioni da gol pareggi col Pisa e dunque devi iniziare a guardarti alle spalle.

La classifica non è corta solo verso l’alto ma anche tremendamente verso il basso e la tendenza non è certo dalla parte del Chievo. La squadra fatica a vincere, fatica ad imporsi e dall’inizio è discontinua. Mi ero illuso ma non cambio idea: questa rosa è forte per la Serie B ma manca sempre qualcosa (anzi più di qualcosa) per emergere.

Vi prego… non ditemi: “Siamo questi”… perchè rose alla mano in questa Serie B non vedo fenomeni, anzi…

Di Marcolini, delle perplessità di aver affidato la panchina della ricostruzione a un allenatore allineato ma tutto sommato inesperto già vi ho detto. E’ una mia idea e la porto avanti con convinzione.

Il Chievo, parlo come società, ha cambiato modo di porsi. Negli anni per allenatori, portieri e giocatori che sbagliavano non c’era appello… Oggi è tutto diverso e non so quanto sia favorevole questa eccessiva pazienza…

27
gen 2020
AUTORE Bette
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CHE FATICA!

Dai, su… avanti! Che fatica Chievo, che fatica! Anche contro l’Empoli scusate ma rimango sulle mie posizioni.

E non comprendo nemmeno i toni trionfalistici di alcune testate giornalistiche che parlano di squadra solida, di Meggiorini bomber (sei reti), di un ritrovato spirito.

Io vedo una squadra ancora dentro ai play-off perchè questa B manifesta settimana dopo settimana i suoi limiti, le sue carenze. Dove tutto è ancora aperto per la promozione diretta perchè, con tutto il rispetto, a condurre le danze del secondo posto c’è da tempo il neo-promosso e altalenante Pordenone che non riesce a dare l’accelerata decisiva.

“Questa è la B” dicono in tanti. “Tocca stare agganciati al treno”. Io credo invece che questa logica sia molto pericolosa e un rischio enorme.

Siamo sempre al cospetto di una squadra che non riesce mai a spiccare il volo, a dare continuità alle vittorie, a inserire la marcia giusta. Accelera e frena, frena bruscamente, poi riparte piano. No, scusate. Non credo proprio che questa sia la strada…

20
gen 2020
AUTORE Bette
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FORTI… PER LA B

“Lo prenda Lei il Chievo se pensa sia così facile”… così mi è stato detto simpaticamente qualche giorno fa. Ebbene non si tratta di banalizzare il tutto, mai l’ho fatto. Comprendo molto bene le difficoltà e anche le problematiche che stanno alla base di una società. La discesa in B è una mazzata, ovvio, ma per quanto lo sentiremo questo ritornello??

Che cambi tutto, sì, è evidente. Che si debba riprogrammare da capo assolutamente chiaro. Ma che si continui a giustificare prestazioni e risultati altalenanti con la medesima frase ritengo sia piuttosto limitativo.

Il Chievo ha vinto contro il Perugia, quindi bene così. Ha preso i tre punti e conta questo. Poi ovvio sull’andamento della partita possiamo discutere ma quando le cose non girano da qualche partita meglio prendersi la vittoria a prescindere da come sia arrivata e pensare alla prossima.

Continuo a pensare che se l’idea è salire in Serie A occorre fare già oggi degli interventi propedeutici al salto di categoria. Impensabile infatti la prossima estate trovarsi a dover rifare da cima a fondo la squadra per poter essere competitivi. Torno a ripetere, per non essere frainteso, che questa squadra sia forte per la B. Ovvio che per la A i vari Giaccherini, Djordjevic, Obi non possono bastare, anzi. Per questo dico che, in base alle possibilità, sia doveroso programmare già oggi il futuro.

16
gen 2020
AUTORE Bette
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IMPERATIVO: SALIRE!

Luca Campedelli parla di salvezza. Sergio Pellissier di promozione. Il gioco delle parti è chiaro, le posizioni sono sempre quelle da Luglio. Uno tira da una parte, l’altro dall’altra. Loro sono la società. Giustamente fanno questo.  Chi osserva da fuori però non può non vedere… l’ingresso del nuovo marchio, non propriamente l’ultimo dei loghi, dà una inevitabile responsabilità alla società anche perchè solo un salto di categoria consentirà un reale consolidamento del binomio Chievo-Mitsubishi. Non è per tutti e da tutti disporre di un’azienda di questo genere. Per questo oggi il Chievo ha il dovere di salire in Serie A. Inconsciamente è l’obiettivo di tutti, dichiarazioni di facciata a parte.

Dal mercato qualcosa arriverà. Intanto tenersi Vignato fino a Giugno è già una buona operazione. Il Chievo incasserà i soldi della cessione (meno male) e disporrà del giocatore più talentuoso per altri sei mesi. Poi, ovvio, tocca muoversi anche su altri fronti, portiere su tutti. E il recupero dei giocatori più esperti e rappresentativi è un tassello in più.

Sull’inesperienza poi di Michele Marcolini di fare da sintesi a tutto questo abbiamo già parlato e sarei lieto d’essere smentito alla fine. Pellissier a precisa domanda ha risposto ovviamente che dell’allenatore è soddisfatto ma è chiaro che molte cose all’andata non sono andate come la società voleva.

I presupposti per un cambio di marcia e per una immediata risalita ci sono…

29
dic 2019
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SENZA INFAMIA E SENZA LODE

Cosa resta di questa Domenica in Abruzzo? Cosa resta di questo Girone d’andata? Poco o nulla. Un Girone mediocre, senza infamia e senza lode, dove ha prevalso “il non farsi male” più che la voglia di vincere e provare ad essere protagonisti. Chi si appella alla “classifica corta” ignora l’andamento del Chievo. Anche contro il Pescara qualche buona giocata c’è stata ma non sufficiente per promuovere pienamente la prestazione. Dall’Abruzzo il Chievo torna con un sei striminzito che non può certo voler dire squilli di tromba.

E a proposito di punti… dal Pordenone che occupa il secondo posto, e cioè l’ultimo valido per salire direttamente in Serie A, la distanza è di otto lunghezze. Una voragine. Essere a un punto dalla zona play-off non può certo essere un vanto. Risentitevi la telecronaca di Dazn, riascoltate le parole di Stefan Schwoch, uno che la Serie B l’ha mangiata per anni a colazione, pranzo e cena. Sentite il suo commento sul reparto avanzato del Chievo, sul potenziale inespresso. Inspiegabile.

Qualcuno era convinto che al ripetitivo “giro di boa” il Chievo potesse essere così in ritardo? Io no. E sono certo che in molti la pensano come me. Si tenga sempre presente infatti che il budget potenziale a disposizione è di circa sei-sette volte superiore a tutti gli altri grazie al paracadute salva società.

Adesso arriva la lunga sosta. Dicevo che Cittadella, Benevento, Pescara avrebbero dovuto dare delle risposte. Onestamente sono rimasto “senza risposta”. E tutto questo rammarica perché non si può pensare che la squadra che per quasi vent’anni ha dato battaglia in Serie A in tutti i campi d’Italia sia quella timida e dimessa di questo Girone d’Andata.

27
dic 2019
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TUTTO TACE

E’ silenzio assoluto. In casa Chievo nonostante la pessima classifica, la seconda sconfitta consecutiva in casa, la Serie A che sembra distante anni luce, nessuno (per ora) ha in mente di prendere decisioni forti. Il presidente Campedelli osserva la situazione. Certo non può essere felice di questa prima parte di stagione dove la sua squadra ha zoppicato continuamente senza mai convincere per davvero. Cinque sconfitte sono troppe per chi ha ambizioni forti considerato che poi, a fare da contraltare, vi sono le sole sei vittorie in mezzo a un mare di pareggi raccattati qua e là.

Il Benevento è più forte del Chievo? Ne siamo tutti convinti? Io no. Il Benevento è senz’altro più squadra e probabilmente è più consapevole dei propri mezzi rispetto alla squadra di Marcolini. La prima mezz’ora aveva francamente illuso un po’ tutti: abbiamo visto un Chievo ordinato, attento che ha concesso poco o nulla. Poi? Sì vero, fosse finita in parità  nessuno si sarebbe stracciato le vesti però è arrivata un’altra sconfitta e pesa come un macigno.

Credo non sia giusto che tutto passi sotto traccia come nulla fosse. Insomma, se la volontà è salire in Serie A come si va ripetendo di continuo qualche cosa si dovrà pur fare. Negli anni la pazienza del presidente aveva una durata di sei-otto partite, poi tanti saluti all’allenatore e a chi non funzionava. Adesso noto una eccessiva cautela che non so quanto bene possa fare. Non voglio pensare che la società creda che questo sia il massimo che si può ottenere. Riprendersi la categoria è vitale per il Chievo, che, scendendo in B ha potuto beneficiare di un robusto paracadute da 25 milioni di euro. Ecco, solo per questo, la classifica dovrebbe essere molto diversa…

21
dic 2019
AUTORE Bette
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BUON PUNTO? NON CI CREDO

Mi direte che il Cittadella è sempre insidioso… vero l’ho detto anch’io nella sintesi. Mi direte che un punto preso dopo aver giocato un pessimo primo tempo va tenuto stretto. Non so. Io credo che sia stata gettata un’altra occasione contro una squadra discreta, organizzata ma non fenomenale.

Vedo un Chievo che ha sempre il freno a mano tirato, che non spicca mai il volo che fatica ad entusiasmare. Non mi aspetto il bel calcio, sia chiaro. Mi aspetto di vedere la fame e la voglia di riprendersi la Serie A, obiettivo dichiarato dalla società. Così onestamente la vedo molto dura.

Il Chievo ha regalato un tempo al Cittadella. Impietose le statistiche mostrate dopo la prima frazione. Zero tiri in porta, zero tiri fuori. Il nulla. Non è una buona cosa dopo che sei reduce dall’allucinante sconfitta casalinga contro la Juve Stabia.

Ho apprezzato la scelta di Marcolini di sostituire Semper, che sarà pure giovane, ma in questa parte di stagione non ha dato garanzie. Forse, ripensandoci (e io francamente mai ho avuto dubbi), il quarantenne Sorrentino avrebbe fatto molto comodo…

E adesso sotto con Benevento e Pescara… due partite che potrebbe dire molto sul futuro della stagione…

14
dic 2019
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DELUSIONE TOTALE

Si fa fatica a commentare una cosa del genere. Una partita vinta e blindata contro una squadra che definire modesta è dire poco e poi un crollo totale. Già pareggiare sarebbe stato sportivamente drammatico considerato che con questi punti persi il Chievo ha gettato un’altra occasione.

Metto in discussione tutti, in questo momento. E non perchè si è perso. Il Chievo oggi si trova ancora in alto in classifica perchè la Serie B è mediocre: non ricordo in queste sedici partite una gara veramente convincente, una partita da ricordare. E per carità, la rosa non sta offrendo molto considerato che i pezzi migliori (in teoria) sono tutti fuori. Un caso? Voglio pensare che sia così.

Certo è che di questo passo in Serie A non ci si va. Gettare la croce addosso all’arbitro (primo rigore generoso) o a Semper (insicuro dall’inizio della stagione) sarebbe un inutile scarica-barile. Tocca prendere consapevolezza che questa non può essere la strada e mi aspetto una strigliata incisiva anche da parte di chi comanda.

08
dic 2019
AUTORE Bette
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BASTA POCO

Basta guardar la classifica per rendersi conto di quello che andiamo dicendo da tempo. Tra il Cittadella secondo e i play-out vi sono soltanto otto punti: un margine risicato che evidenzia l’equilibrio di questo campionato di Serie B. Detto del Benevento che sta facendo campionato a sé, sebbene mi aspettassi il Chievo lassù in alto a comandare, le altre stanno dimostrando di poter vincere e perdere con tutti.

E la squadra di Marcolini, diciamoci la verità, non brillantissima, sta sfruttando in pieno la situazione. Di questo va dato atto al Chievo perché la Serie B funziona così. Poi sì, tocca sottolineare, per dover di cronaca, che l’allenatore settimana dopo settimana si trova costretto a inventarsi qualcosa di nuovo. Le assenze di Cesar, Djordjevic e Giaccherini, tre pilastri di questa squadra si fanno sentire e non è sempre facile fronteggiare le partite senza i giocatori chiave. Sta succedendo da tanto tempo e per questo mi aspetto in sede di mercato interventi da parte della società.

Se la volontà, come detto a più riprese, è quella di risalire immediatamente ecco che diventa necessario guardarsi intorno e mettere in rosa gente pronta da subito a fare le differenza e magari che possa tornar utile all’eventuale salto di categoria. Salire in A infatti, con l’idea poi di rifondare completamente tutto, potrebbe rivelarsi un enorme problema. A mio parere invece, gettare già le basi per il futuro se ve ne fosse l’opportunità sarebbe fondamentale.

Non dimentichiamoci che la società sta fronteggiando da mesi il problema Vignato. Il giocatore da Febbraio, se non rinnova, potrà firmare con chiunque essendo a scadenza e per il Chievo sarebbe un danno enorme dal punto di vista economico. Meglio dunque, visto che il rinnovo pare molto distante, sperare di piazzare il giocatore a qualcuno già in questa finestra di mercato, magari appellandosi alle amicizie che la società negli anni ha coltivato e che quest’estate si sono rivelate determinanti per l’iscrizione alla Serie B.