27
dic 2019
AUTORE Bette
CATEGORIA

Sport

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TUTTO TACE

E’ silenzio assoluto. In casa Chievo nonostante la pessima classifica, la seconda sconfitta consecutiva in casa, la Serie A che sembra distante anni luce, nessuno (per ora) ha in mente di prendere decisioni forti. Il presidente Campedelli osserva la situazione. Certo non può essere felice di questa prima parte di stagione dove la sua squadra ha zoppicato continuamente senza mai convincere per davvero. Cinque sconfitte sono troppe per chi ha ambizioni forti considerato che poi, a fare da contraltare, vi sono le sole sei vittorie in mezzo a un mare di pareggi raccattati qua e là.

Il Benevento è più forte del Chievo? Ne siamo tutti convinti? Io no. Il Benevento è senz’altro più squadra e probabilmente è più consapevole dei propri mezzi rispetto alla squadra di Marcolini. La prima mezz’ora aveva francamente illuso un po’ tutti: abbiamo visto un Chievo ordinato, attento che ha concesso poco o nulla. Poi? Sì vero, fosse finita in parità  nessuno si sarebbe stracciato le vesti però è arrivata un’altra sconfitta e pesa come un macigno.

Credo non sia giusto che tutto passi sotto traccia come nulla fosse. Insomma, se la volontà è salire in Serie A come si va ripetendo di continuo qualche cosa si dovrà pur fare. Negli anni la pazienza del presidente aveva una durata di sei-otto partite, poi tanti saluti all’allenatore e a chi non funzionava. Adesso noto una eccessiva cautela che non so quanto bene possa fare. Non voglio pensare che la società creda che questo sia il massimo che si può ottenere. Riprendersi la categoria è vitale per il Chievo, che, scendendo in B ha potuto beneficiare di un robusto paracadute da 25 milioni di euro. Ecco, solo per questo, la classifica dovrebbe essere molto diversa…

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11 risposte a “TUTTO TACE”

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  1. Fabio scrive:

    L’impressione è che la situazione stia sfuggendo di mano… ma anche che le assenze dei più forti troppo fragili x dar sicurezza alla squadra abbiano fatto perdere certezze.. l’esonero di Marcolini potrebbe avere lo stesso effetto di quello di D’Anna… una situazione molto difficile che potrebbe fare da spartiacque x il futuro del Chievo.. c’è da capire se il mercato può dare una mano..
    Bruciare Marcolini però non mi da il senso che possa risolvere molte cose… per chiamare chi in serie b?

    1. Lu scrive:

      Analisi estremamente superficiale, come spesso le capita.

      1. mir/=\ko scrive:

        Caro Betteghella, analisi errata in toto! Rosa che solo tu giudichi da promozione diretta… rileggiti bene i nomi di certi "perfetti sconosciuti" giunti a Verona solo per contenere i costi e poi leggiti quella del Benevento.

        • Bette scrive:

          Il Chievo è sceso in Serie B con un paracadute da 25 milioni di euro… circa sei-sette volte il budget di tutti gli altri… sul reparto arretrato posso darti ragione… da centrocampo in su non dovrebbe essercene per nessuno

        1. Oste Chri scrive:

          Bette, secondo me è l’allenatore….bastava un Nicola…

          1. mir/=\ko scrive:

            Bisogna pagarli gli allenatori buoni! con quali soldi? il Chievo è finito! rassegnatevi alla prossima serie C, è solo questione di tempo. Dai, sempre meglio che il fallimento. Dopo Sartori è stato un declino lento che terminerà con la serie C.

            1. Marvins scrive:

              Se la società vuole tornare subito in serie A secondo me avrebbe dovuto dare una guida tecnica con esperienza alla squadra che francamente giudico quest'ultima costituita da buoni giocatori di prospettiva ma con poca o nulla di esperienza per la categoria.
              Marcolini é un buon allenatore ma è evidente che anche per lui la nuova categoria si sta rivelando difficile …per tanto non mi stupisco dei risultati fin qui ottenuti.
              Ripeto, felice di essere smentito

              1. Alessandro scrive:

                Ottima analisi, anche se oggettivamente questa sconfitta è meno preoccupante di altre. Perdere con una corazzata come il Benevento può capitare, le sconfitte che pesano enormemente sulla classifica sono quelle con la Juve Stabia ed il Trapani.
                Rimane chiaro il fatto che in caso di risultato negativo anche a Pescara il mister, se la società punta davvero al ritorno in serie A, deve essere messo in seria discussione.
                La rosa avrà dei difetti, che devono essere corretti sul mercato di gennaio, ma, a fine girone di andata, essere più vicini alla zona playout che alla zona promozione diretta è davvero un risultato vergognoso.

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