20
ago 2018
AUTORE Bette
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APPLAUSI E PUGNO DI MOSCHE

Il Chievo ha sorpreso tutti. E’ stato anche fortunato ma ha retto bene e nonostante la legittima sconfitta le indicazioni che sono arrivate sono positive. Certo, si dice, con la Juventus le motivazioni si trovano da sole ma la capacità con cui ha retto in particolare la difesa francamente non me l’aspettavo. Prendete la prova dei quattro dietro,  Cacciatore e Rossettini in particolare e la sicurezza di Sorrentino: direi che la piena sufficienza non possa essere loro negata tenuto conto del potenziale che si trovavano di fronte.

Ritengo che Giaccherini dovrà essere l’arma in più quest’anno, quella che per qualche stagione, anche se a corrente alterna è stato Birsa che comunque potrà recitare a sua volta un ruolo da protagonista. Per quanto riguarda il ruolo di centravanti abbiamo visto che particolari problemi non ce ne sono e questo fa ben sperare per il futuro.

Ovvio poi andando al concreto restano solo le lodi che danno solo morale: il Chievo ha raccolto zero nonostante a un certo punto davvero l’impresa era a un passo. Prima della gara ero fuori dal Bentegodi a intervistare un po’ di gente e la voce unanime era (0-3, 0-4, 0-5). D’Anna il giorno precedente alla partita aveva bussato alla porta dicendo: “Guardate che ci siamo anche noi” e in effetti il Suo Chievo per qualche buona cosa si è fatto apprezzare. La squadra gialloblù ha fatto la sua partita difensiva e in ripartenza cosa comune a tutti coloro che affrontano la Juventus.

Nota di mercato: vero che è terminato ma quello dei parametri zero continua. Tra i giocatori svincolati ci sono delle ottime opportunità (lista permettendo): Miguel Veloso, Marquinho su tutti e anche Marchisio che però onestamente, come ingaggio, sembra fuori portata.

Il mercato del Chievo infatti, condizionato dalle vicende sulle presunte plusvalenze fittizie, è stato discreto. Qualche ritocco in più a parer mio non guasterebbe.

27
lug 2018
AUTORE Bette
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OCCASIONE UNICA

Mi auguro che al termine della stesura dei calendari società e tifosi del Chievo abbiano esultato. Giocare la prima di campionato contro la Juventus nel giorno del debutto di Cristiano Ronaldo in Italia è un’occasione davvero unica. Tutto il mondo sarà infatti focalizzato sul Bentegodi e per la società di Luca Campedelli sarà senz’altro una vetrina da sfruttare nel modo migliore. Visibilità alle stelle, impatto, stadio completamente esaurito e la possibilità, perchè no, di sorprendere. Del resto meglio affrontare subito squadre di questa portata che sono ancora in fase di rodaggio piuttosto che a campionato già entrato nel vivo.

Poi, tralasciando il “bisogna incontrarle tutte” (smettiamola con questa dichiarazione banale) il calendario si presenta piuttosto equilibrato per il Chievo: più difficile all’inizio ma più agevole verso la fine e cioè quando conta davvero…

Sono curioso di vedere come sarà l’approccio della squadra: negli ultimi anni il Chievo aveva costruito le proprie salvezze a inizio stagione racimolando tanti punti che poi si sono rivelati determinanti. Sarà interessante capire come è stato impostato il lavoro da Lorenzo D’Anna e dal suo staff.

Nota a margine sulla vicenda delle presunte plus-valenze: stracciarsi le vesti oggi e fare del moralismo di fronte a queste cose significa non conoscere la materia. Non ci sono regole scritte che stabiliscano il valore di un giocatore: chi può dire questo vale X e l’altro vale Y? Ognuno di noi sui giocatori ha la sua idea in testa. Per me Pogba a 100 milioni e Neymar a 200 e oltre sono valutazioni  assurde: per un altro invece può essere ancora poco. Nessuno può stabilire il valore effettivo di questo o l’altro atleta.

05
lug 2018
AUTORE Bette
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17 ANNI… E IL “BUON NOME”

Ripartire così dà forza. Chi si aspettava un presidente abbattuto e dimesso deve invece mettersi il cuore in pace. Luca Campedelli è più battagliero che mai anche a fronte di questa vicenda sulle presunte plusvalenze che avrebbero truccato i bilanci. “Possono anche fucilarmi, so che la mia società ha agito sempre seconde le regole” ha tuonato ai nostri microfoni subito dopo la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione… Poche parole decise prima di ripetere allo sfinimento che l’obiettivo stagionale, neanche a dirlo, è quello della salvezza.

L’ambiente del Chievo all’alba del diciassettesimo anno di Serie A negli ultimi diciotto mi pare sereno e rilassato. Non manca l’organizzazione e soprattutto si vede la cura dei dettagli. L’ufficio stampa sempre puntuale, il marketing guidato da Simone Fiorini attento alle piccole cose che fanno la differenza e soprattutto una diffusa cordialità, mai scontata in un ambiente come il calcio.

Ho visto le nuove maglie disegnate dal presidente. La dicitura latina sul braccio “Omnes insani Veronenses” riprene l’antico adagio “Veronesi tuti mati” e poi l’indovinello veronese sul colletto sono quei particolari curiosi e molto accattivanti. Pochi sanno inoltre che il carattere utilizzato per i nomi sulle maglie e i numeri sono stati ripresi direttamente dall’epigrafe di Cangrande alle Arche Scaligere evidenziando un meticoloso e mai banale lavoro grafico.

In ultimo la squadra che va ritoccata ma che davanti è già molto competitiva. Il tempo per intervenire non manca: intanto le basi sono state gettate…

30
mag 2018
AUTORE Bette
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IL CUORE CONTA ANCORA

Cacciare Maran è stata una delle scelte più difficili per Campedelli. Sì, perchè nel calcio milionario dei diritti tv il cuore, in certi casi, conta ancora. Ci sono momenti in cui prendere decisioni dolorose è inevitabile. Maran era capitano quando Campedelli divenne presidente nel 1992: chiaro che tra i due il rapporto non può ridursi alla concezione datore di lavoro-dipendente.

La politica della fidelizzazione porta a questo: hai accanto gente che fa parte da sempre del tuo mondo ma quando bisogna voltar pagina ci pensi due, tre, dieci, cinquanta volte. Campedelli ha avuto la forza e il coraggio di cambiare non senza dolore…

…e state pur certi che la riflessione su D’Anna è passata anche da questi ragionamenti. L’attuale allenatore è un altro della vecchia guardia: uno che ha vissuto tutto il passaggio della favola Chievo da assoluto protagonista e poi è tornato nella veste di allenatore preparato. “Il settore giovanile è un’altra cosa” ripetono quelli che di calcio se ne intendono davvero ma Campedelli ha sempre visto in D’Anna qualche cosa di diverso. I due si capiscono al volo: poche parole e tanta concretezza. Poi, ovvio, c’è il campo. Trentotto partite sono una vita e la Serie A se non sei pronto non dà scampo. Il presidente è un attento osservatore anche degli staff tecnici: pesa le persone e ne valuta le competenze. Non basta un buon allenatore, serve anche un contorno che sia all’altezza della situazione. E se Campedelli ha deciso di prendere questa strada significa che è convinto davvero.

Adesso servirà una decisa unione di intenti con il direttore sportivo Romairone che ha rinnovato fino al 2021.

Un passo alla volta, il Chievo prende forma…

21
mag 2018
AUTORE Bette
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LA VITTORIA DI CAMPEDELLI

Un dato soltanto. 17 anni di Serie A (i prossimi) negli ultimi 18 anni. Signori, non si inventa niente, non si parla di fortuna o sfortuna. Qui conta la programmazione, le idee, e soprattutto il voler mantenere ad ogni costo la categoria.

E’ senz’altro la vittoria di Campedelli che lo ripaga di tante notti insonni: è stato lui per primo a vedersi a un passo dal baratro e ad avere la forza di reagire, a dare la scossa quando, a detta di molti, era una follia. E’ lui ad avere rapporti sportivi importanti con i presidenti più influenti, ad aver scelto il pacato ma presente Romairone, è stato lui ad aver venduto Inglese a 12 milioni di euro e ad averlo trattenuto, ad aver rilanciato Giaccherini e a riscattarlo praticamente a zero, a dare fiducia a D’Anna che si è dimostrato all’altezza.

Il presidente lo vedete in disparte ma è quello che conta di più, non ama delegare ma deve farlo. Nessuna testata giornalistica scrive mai: “Era presente all’allenamento” perchè non è una novità. C’è sempre. Vive di Chievo e per il Chievo. Poi ottiene risultati e tutti si chiedono come faccia. Non gli sfugge niente, vede tutto e parla poco.

E’ la sua salvezza, la più sofferta. Sa circondarsi di persone del Chievo, fidelizza coloro che sono stati suoi giocatori: ha una politica sportiva lungimirante perchè, sebbene sia passato sottotraccia, negli ultimi anni ha rinnovato Veronello, allestito il Centro sportivo Bottagisio con tutte le componenti annesse, ha creato il Centro Medico Atlante. Vede nelle strutture il futuro più che nel patrimonio dei giocatori: è uno che guarda il dettaglio, dall’aria condizionata ai succhi di frutta in ritiro, fino alle cose più importanti. Questo fa la differenza. E’ dentro la macchina operativa, non gli viene riportato niente perchè lui c’è. E i suoi giocatori hanno vinto anche per lui, si sono battuti per lui in queste ultime tre giornate quando sostituire Maran non è stato certo facile.

E dunque sarà ancora Serie A, un altro anno… Con la possibilità di programmare con sapienza e tranquillità. Il pericolo scampato, statene certi, lo terrà come una preziosa lezione…

14
mag 2018
AUTORE Bette
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NON E’ UN MIRACOLO

Lo diceva Lorenzo D’Anna il giorno del suo insediamento. “Qui bisogna lavorare prima di tutto sulla testa perchè le qualità non mancano”. Detto fatto, due partite e sei punti e la salvezza a portata di mano seppure non ancora conquistata. Certamente il passo avanti è stato notevole: vincere con Crotone e Bologna ha dato carica ed entusiasmo ad un ambiente che dopo l’esonero di Maran avrebbe anche potuto sciogliersi e precipitare.

Non credo che un allenatore in due settimane possa far miracoli. Non credo nemmeno che il Chievo possa esser passato da “squadra scarsa, vecchia, spenta” a “brillante e spietata” in così poco tempo: di sicuro ha sistemato un paio di situazioni (ruolo di Giaccherini su tutti) e quantomeno la scossa è arrivata.

Certamente il merito della società è stato quello di provarci e crederci con convinzione: l’investimento su Giaccherini, il fatto di trattenere Inglese, il doloroso cambio di allenatore per risvegliare la squadra e non dare alibi denota come Campedelli voglia mantenere la categoria ad ogni costo. Non tutti ragionano così e infatti ne hanno pagato le conseguenze.

 

07
mag 2018
AUTORE Bette
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VITTORIA CHIAVE… MA NON E’ FATTA

Non voglio spegnere entusiasmi, non è giusto farlo ma tenere i piedi per terra questo sì. Non è salvo il Chievo. Sento un’eccessiva sicurezza che certamente non fa bene. Ovvio che era determinante vincere col Crotone, ovvio che c’è una spinta diversa adesso nell’andare ad affrontare il Bologna ma non si commetta l’errore di considerare chiusa la pratica.

A mio parere mancano ancora tre punti almeno per poter far festa senza dover badare troppo a quello che fanno gli altri. Bologna e Benevento non sono oggi avversari impossibili tenuto conto che hanno di fatto chiuso il loro campionato ma state pur certi che nessuno regalerà punti.

Non possiamo dire sia stato un Chievo spettacolare (non era nemmeno possibile) ma certamente è stato pratico e concreto, esattamente ciò che il suo nuovo allenatore chiedeva. Brutto sì ma vincente… e alla fine conta solo quello.

Ho rivisto giocatori motivati ed è un segnale confortante per la fine della stagione. Penso a Gobbi, a Rigoni, a Radovanovic. Direi che sì adesso il vento può prendere un’altra piega ma si tenga alta l’attenzione…

30
apr 2018
AUTORE Bette
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1.892

DOLOROSO… MA INEVITABILE

Si badi bene… l’esonero di Maran non è figlio della partita contro la Roma. La situazione era tesa da qualche mese ed era quasi inevitabile si arrivasse a questo epilogo. Molti si chiedono se abbia senso cambiare a tre giornate dalla fine. La verità è che Campedelli non ha mai esonerato a caso (sia chiaro, non rinnego le critiche mosse all’esonero di Corini che pagò oltremodo quell’inizio di stagione). Il presidente è uno di cuore: uno che sta male per il Chievo, male dentro e che soffre per la sua squadra. Sono certo che dire “Cambiamo Maran” sia stata una delle decisioni più dure del suo percorso perchè a quell’aria fredda e distaccata davanti alle telecamere fa da contraltare un uomo che per il Chievo si butterebbe nel fuoco. Non è bello parlare adesso a giochi fatti: Maran ha fatto un grandissimo lavoro al Chievo, ha ottenuto risultati eccellenti e gli va dato il merito di quanto raggiunto. Il suo cammino col Chievo, lo dico senza timore di essere smentito, si sarebbe comunque concluso a fine anno a prescindere dal risultato (ricordo che ha un contratto che si rinnova automaticamente in caso di salvezza). Era finito un ciclo ed è chiaro  però che una separazione così traumatica a tre giornate dalla fine non piaccia.

Arriva Lorenzo D’Anna, pupillo del presidente, un altro da Chievo. Uno storico, della vecchia guardia che adesso si giocherà l’occasione della vita. Con la Primavera ha dimostrato di essere un tecnico capace e preparato… adesso manca l’appello con i grandi, non è la stessa cosa… A lui il compito di traghettare la squadra alla salvezza… e poi, voglio sbilanciarmi, anche di costruire il Chievo del futuro…

23
apr 2018
AUTORE Bette
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CHIEVO, ADESSO E’ DAVVERO DURA

E’ dura, sempre di più. Anche se la prestazione confortante contro l’Inter comunque dà testimonianza che il Chievo non è morto. Certo la classifica è deficitaria e adesso conta solo il pragmatismo, portare a casa punti non importa in che maniera. Essere brutti o belli è l’ultimo dei pensieri. Il Chievo ha giocato una buona gara ma quando le cose non girano funziona così: prendi pali, sbagli un gol all’ultimo secondo, non porti a casa risultati. E’ la fotografia di una seconda parte di stagione in salita dove le cose hanno preso una tendenza inaspettata sconvolgendo piani e minando certezze acquisite da tempo.

Oggi processare qualcuno è inutile, conta arrivare alla salvezza prima possibile perchè potrebbe essere pericoloso rimandare tutto all’ultima giornata. E’ vero che il calendario, trasferta di Roma a parte dice che il Chievo deve affrontare Crotone, Bologna e Benevento: sulla carta avversari abbordabili ma attenzione…

16
apr 2018
AUTORE Bette
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COMPATTARSI

Al di là del pareggio con il Torino, al di là di come finirà questa stagione, al di là dei gol presi e di quelli mancati, l’ambiente del Chievo è da ricompattare. E non mi riferisco solo allo spogliatoio. Ho parlato con una persona che era allo stadio e mi diceva che la gente non era particolarmente vicina alla squadra. Cacciatore fischiato, Castro fischiato. Insomma un clima poco avvolgente. La stessa situazione l’aveva evidenziata Sorrentino qualche settimana fa chiedendo di compattarsi e poi, alla fine, tirare le somme. La stagione non è stata certo esaltante, quindi la gente da una parte va capita. Dall’altra però va pure inteso che la dimensione stessa del Chievo può portare ad annate così e non c’è da sorprendersi. Poco conta che la squadra sia da 16 anni in Serie A…

Qui serve prima di tutto mantenere la categoria e poi valutare errori e intervenire. E’ fuor di dubbio che molti giocatori non hanno reso come ci aspettava: le stagioni di Birsa, Meggiorini, Castro, Hetemaj non sono state certamente brillanti e gli equilibri difensivi hanno vacillato parecchio. Però il Chievo è ancora lì a lottare per salvarsi e restare in A il prossimo anno significa ingenti entrate economiche dai diritti televisivi (in teoria 48 milioni) e la possibilità di rivedere molte situazioni. In questo momento difficile è già importante tenersi stretto il punto con il Torino e andare a Ferrara a fare una grande partita… Poi sarà tempo di giudizi…