04
dic 2018
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RITORNO ALLA NORMALITA’

Il Chievo farà molta fatica a salvarsi, questo è ovvio. La realtà è piuttosto evidente ma se c’è una speranza di poter centrale il miracolo sportivo è passare attraverso questa “normalità”.

Mimmo Di Carlo da quando è tornato sulla panchina gialloblù ha semplicemente fatto le cose semplici. Non ha promesso filosofie particolari o calcio spettacolo ha solo parlato di concretezza e attaccamento: ha fatto due mosse sistemando la squadra e il Chievo ha ritrovato la sua logica. Una logica che mancava tremendamente e che infatti aveva portato la squadra laggiù in fondo in classifica.

Adesso invece quantomeno si respira un’aria differente… nonostante l’ultimo posto, nonostante la Serie B mai così vicina, nonostante gli ovvi problemi derivati da questa situazione, il Chievo può ragionare in maniera completamente diversa.

L’ambiente è compatto, ha ritrovato i suoi uomini ed è tornato ad essere unito. Non era scontato ma Mimmo Di Carlo ha avuto la capacità di toccare le corde giuste.

Ha rimesso Pellissier al centro del progetto dandogli importanza e facendo capire a tutti che lui è ancora il capitano. Francamente io per primo ero molto scettico.

Il percorso di ricostruzione rima oggi con normalità ed è la cosa più eccezionale che si potesse fare…

13
nov 2018
AUTORE Bette
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FUGA E TEATRINI

Fulmine a ciel sereno? Non tutti ci giurano. C’è chi sospetta che Ventura maturasse l’addio già da settimane, dal post disfatta contro l’Atalanta giusto per essere chiari. Quello che non torna (almeno a oggi) è il teatrino messo in scena. Perché raccontare assurdità in conferenza stampa? Perché inscenare il “tutti uniti” chiamando a raccolta i giocatori più rappresentantivi? Perché dire “adesso c’è la luce in fondo al tunnel?” Perchè fare filosofia il primo giorno e poi iniziare a scaricare colpe sul suo predecessore? Perché annunciare che “dopo la sosta saremo pronti e competitivi”?

Ventura ha fallito. Mestamente. Questa è la realtà. Scappare via in questa maniera è una sconfitta su tutta la linea. Ma cosa pensava di trovare? Il Chievo oggi non ha bisogno di allenatori che parlano da professori o che filosofeggiano di massimi sistemi: il Chievo ha bisogno di gente affamata che si assuma responsabilità e che abbia la capacità e la forza di metterci la faccia senza alibi.

In questo spazio parlavo dell’assurdo scaricabarile inscenato dall’allenatore nelle recenti conferenze stampa. Un ritornello che si ripete e che affonda le sue radici nel 2007 quando retrocesse lui in Serie C col Verona ma la colpa “era di chi c’era prima”. O come lo scorso anno quando lui non ha portato la Nazionale ai Mondiali ma “c’era la squadra che lo aveva esautorato”; o come adesso che la colpa è della situazione che ha ereditato. Basta!

E devo sinceramente applaudire il capitano Pellissier (che talvolta ho criticato) per la durissima presa di posizione contro l’allenatore Ventura a difesa di tutto l’ambiente. Bravo Sergio!

Certo anche da parte della società ci sono moltissime responsabilità: chi fa sbaglia e in questo caso Campedelli ha sbagliato. Consiglio al presidente di dar retta alle persone che ha intorno, quelle da Chievo s’intende, e che possono senz’altro dargli le dritte giuste.

Attendiamo intanto che l’allenatore depositi in sede le proprie dimissioni e poi tolga il disturbo. Dia le dimissioni però adesso. Non si tiri indietro sperando che sia la società a cacciarlo via per potersi prendere lo stipendio. Ambiente e giocatori ci hanno già messo la pietra sopra. Da domani si volti pagina.

05
nov 2018
AUTORE Bette
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L’ASSURDO SCARICABARILE

Giampiero Ventura si è seduto sulla panchina del Chievo dopo l’ottava giornata non a cinque turni dalla fine della stagione. La situazione era oggettivamente difficile: un’estate tribolata, le penalizzazioni, un mercato che non ha regalato squilli di rilievo, una classifica tremenda.

Detto questo basta alibi. Ho ascoltato la conferenza stampa pre-gara di Ventura. Poi l’ho riascoltata. Poi non contento l’ho sentita una terza volta perchè non ci volevo credere. Un continuo ripetitivo scaricabarile su chi l’ha preceduto: D’Anna ha fatto senz’altro male ed è stato giustamente cacciato. Da tre giornate allena Ventura e il Chievo ha perso tre volte, fatto due gol e subiti nove, tirato in porta forse tre volte in tre partite. Sarebbe più opportuno essere umili in una situazione di questo tipo e non imputare colpe ad altri.

Il messaggio che è arrivato a tutti è stato questo: “Chi mi ha preceduto ha fatto un disastro. Ho trovato una situazione tremenda, dal punto di vista fisico e mentale. Il lavoro che sto facendo andava fatto in ritiro. Oggettivamente salvarsi è impossibile. Se mi salvo sono bravo io, se vado giù sapete di chi è la colpa”. Non funziona così.

La gente vede, osserva, valuta. E giustamente giudica. Sì, giudica anche Ventura, che non è, a oggi, il salvatore della patria. Gli diremo bravo se salverà il Chievo, gli diremo che avrà fatto una colossale impresa. Allo stesso modo però giudicheremo le sue prestazioni che ad oggi sono state negative. Nessuno dimentica la situazione che ha ereditato ma il gioco di guardarsi indietro per mascherare i propri passi falsi non va bene…

Ha affrontato Atalanta, Cagliari, Sassuolo. Tre squadre discrete ma non tre corazzate.

Anche nel post-partita l’allenatore ha proseguito nella sua costante critica su chi c’era prima. A me così non piace. E’ un esercizio che mi auguro non si ripeta di settimana in settimana. Chi c’era prima ha fatto malissimo, chi c’è adesso allo stesso modo sta facendo male.

30
ott 2018
AUTORE Bette
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NO ALLA RESA

Non posso credere che la stagione del Chievo sia già finita a Ottobre. Per definizione stessa la società ha sempre mostrato i muscoli anche nei momenti più bui. Oggi che la situazione se non è disperata poco ci manca, con dieci punti dalla zona salvezza, zero vittorie, una marea di gol subiti, pochissimi fatti penso che sia arrivato il momento quantomeno di provare a dare una svolta caratteriale

Stento a condividere le dichiarazione talvolta filosofeggianti dell’allenatore e alcune che sanno quasi di resa: “Se non sarà possibile salvarsi guarderemo ad altri obiettivi”… dopo dieci turni non mi aspetto di sentire frasi così e penso non se l’aspetti nemmeno la società…

E’ evidente agli occhi di tutti che questa squadra manca in diverse cose ma parlare a posteriori non serve. Occorre adesso individuare i reparti più deboli per intervenire in modo attento e deciso a Gennaio. Ritengo che occorrano almeno tre giocatori per sperare di raddrizzare la situazione.

12
ott 2018
AUTORE Bette
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UNA SOLA LETTERA – A

“Retrocedere e prendere il paracadute? E’ la più grande puttanata che io abbia mai sentito”.

Con una scelta vera (Ventura), condivisibile o meno (io sono tra gli scettici e non lo sto dicendo solo a voi qui adesso), ha chiuso la bocca a chi pensava che il Chievo avesse già deciso il proprio destino. Il presidente Luca Campedelli non molla. Anzi rilancia. Nonostante un’estate tribolata, una penalizzazione (vedremo), il buon nome della società infangato, l’ultimo posto, un esonero, non vuole saperne di lasciare la Serie A, l’unica categoria che concepisce.

Nessun calcolo a retrocedere dunque, nessuna voglia di lasciare il palcoscenico principale. Il Campedelli posato e pacato cambia sguardo quando gli parli di Serie B. Si scusa, come sempre, ma poi sbotta… Il Chievo non è solo un’azienda per il presidente ma una figlia da curare e proteggere. Non la tratta come una macchina da soldi da spolpare, no Campedelli soffre davvero per il Chievo, sta male, non dorme la notte.

Eppure scendere in B, prendersi un bel paracadute milionario, alleggerire drasticamente il monte ingaggi e fare piazza pulita sarebbe uno scenario non da poco. Ma non è questa la linea della società.

Avrebbe potuto tranquillamente prendere un allenatore fino a Giugno (e c’erano quelli che avrebbero accettato) e intanto a Gennaio vendere tutti i prezzi principali e portare in fondo una lenta agonia. Avrebbe potuto uscire ogni tanto allo scoperto e prendere in giro la gente raccontando la favoletta: “Faremo di tutto per salvarci” o dicendo “La squadra si è rinforzata” dopo aver piazzato altrove le pedine più importanti.

Non ha fatto e non farà così, anzi ha dato da subito una scossa… prima che sia troppo tardi. Con questo, si badi bene, non è detto che il Chievo si salvi… ma almeno ci sta provando… E questo, signori, fa tutta la differenza del mondo.

03
ott 2018
AUTORE Bette
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IDENTITA’ PERDUTA

Vi domando perchè io non l’ho ancora capito: ma con che sistema gioca il Chievo? Chi sono i titolari? Non faccio l’allenatore, premetto… nemmeno sarei all’altezza di tale compito ma da osservatore non posso che notare una certa confusione. Una confusione dilagante dall’inizio. Sistemi di gioco nuovi, giocatori che ruotano, titolari che diventano improvvise riserve e viceversa. Francamente non vedo una logica in tutto questo: mi par di notare un continuo cambiamento alla ricerca di un equilibrio che ancora non c’è, di una identità che manca e che fino ad oggi era sempre stata la forza del Chievo.

Dov’era davvero unico il Chievo negli ultimi anni? 4-3-1-2, bloccato, fine. Un centrocampo insuperabile, una difesa attenta, Birsa determinante. E avanti così, con quell’idea sempre e comunque che alla lunga dava i risultati sperati. Fu Mimmo Di Carlo a coniare tale sistema nel 2008, un’idea che alla fine venne ripresa da tutti gli allenatori che di qui sono transitati: Pioli, Corini, Maran…

Non conosco così bene Lorenzo D’Anna da poterlo giudicare dopo poche partite però di sicuro ha dato l’impressione di non avere le idee troppo chiare: era partito con il 4-3-3 con Birsa e Giaccherini, salvo poi rivedere tutto per qualche mal di pancia lamentato dallo sloveno… si è poi passati al sistema col trequartista e poi da qualche partita al cosiddetto albero di Natale. Davanti Stepinski pare l’unico intoccabile e gli altri ruotano senza mai ovviamente trovare un ritmo partita adeguato. Anche a centrocampo si cambia spesso: Hetemaj titolare, poi fuori, poi di nuovo in campo. Poi Leris trequartista, poi interno, poi in panchina…

Francamente dare una linea decisa a prescindere da tutto e da tutti sarebbe la cosa migliore…

28
set 2018
AUTORE Bette
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DIFFICOLTA’ EVIDENTI

Ho guardato la partita del Chievo… non tutta lo ammetto. La percezione è che la squadra manchi di parecchie cose. Se ti devi sempre e solo affidare ai miracoli di Sorrentino per stare a galla non vai lontano. Sorrentino ti porta tanti punti, è per distacco il migliore da tempo ma serve anche altro.

Per esempio: io devo registrare un centrocampo che per anni è stato architrave portante del Chievo essere in grave difficoltà. Ma molto grave. Hetemaj sembra il lontano parente del giocatore a tutto campo che eravamo abituati a vedere: decine di errori banali, nervosismo e poca lucidità lo stanno rendendo un atleta maledettamente normale, lui che per anni lì era davvero un brutto cliente. Poi ovvio se Obi o Rigoni dovevano essere i sostituti di Castro beh allora qualche errore di valutazione direi che è stato fatto. Vendere Castro e incassare è stato giusto: dopo sei partite però dico che non è stato sostituito in modo adeguato. Vedo in difficoltà anche Radovavonic, un altro intoccabile che però, diversamente da altri momenti, sta subendo la crisi della squadra tutta.

Le dichiarazioni dell’allenatore ritengo poi siano abbastanza eloquenti: “Non si può perdere così, inizio a preoccuparmi” sono frasi tutt’altro che simpatiche.

Infine un appello che rivolgo agli allenatori del Chievo anche a quelli che di qui sono passati: non fate entrare Pellissier perchè siete in crisi di risultati e perchè sperate di accomodare in questo modo il presidente. Non è la strada giusta.

Permettetemi poi di fare un saluto…

In questi casi scadere nel banale e nella retorica è la cosa più rischiosa. Non voglio dire dunque troppe cose ma semplicemente salutare un grande tifoso di calcio, appassionato di sport e innamorato di Chievo quale era Gino Ferrari. Nella tante volte in cui è stato nostro ospite ha sempre portato entusiasmo e letture critiche. Un ragazzo che del calcio conosceva ogni dettaglio, giocatori sconosciuti, atleti giovani. Ci affidavamo a lui, spesso, per descriverci le qualità di questo o dell’altro nuovo acquisto del Chievo perchè sapeva sempre darci spunti e interpretazioni significative. Un grande… Saluti, Gino… ci mancherai!

25
set 2018
AUTORE Bette
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NON CAPISCO

Ditemi voi qual’è il vero Chievo? Quello grintoso di Roma capace di agguantare il risultato che sembrava compromesso o quello che ha perso con l’Udinese malamente e che oggettivamente doveva fare di più?

Onestamente non ho ancora strumenti per dare giudizi su questa squadra ma certamente possiamo dire che prendere 13 gol in cinque partite e alternare prestazioni orrende ad altre di discreto livello deve far riflettere.

Qualche preoccupazione c’è, è fuori di dubbio. La forza del Chievo era sempre stata quella di accumulare tanti punti all’inizio e comunque basarsi su una difesa solida, talvolta insuperabile. Oggi non possiamo registrare questo, anzi. E come vado ripetendo da tempo, una squadra come quella di D’Anna non può permettersi per nessuna ragione di “regalare” agli avversari gente come Birsa e Giaccherini. Da questi due ragazzi ci si aspetta di più, molto di più… Sono loro che hanno la qualità per dare la svolta e tutti si aspettano questo.

Ci sono davanti due partite… una più insidiosa dell’altra per capire cosa potrà essere questa stagione… Prima di celebrare funerali è giusto dare altro tempo… Attenzione, però…

17
set 2018
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CHI L’AVREBBE DETTO…

Sono riuscito a seguire il Chievo nonostante fossi a Firenze per un torneo con la mia squadra. Ero a pranzo e ho guardato la partita grazie a un amico e francamente, non ho problemi ad ammetterlo, pensavo finisse in goleada. Il primo tempo infatti aveva evidenziato un tale divario che anche solo pensare di mettere in crisi la Roma non era ipotizzabile. Le uniche azioni del Chievo erano state delle ripartenze veloci caratterizzate da innocui tiri da lontano mai nello specchio della porta. Impossibile far male così, pensavo. E a chi mi chiedeva l’andamento ripetevo sempre: “2-0, ma qua finisce male male”.

Ho criticato la difesa in maniera feroce, lo ammetto: “Rossettini ma come fai a marcare così Dzeko?”

Poi ho spento temporaneamente, riaccendendo solo poco dopo il gol di Birsa. Finalmente Birsa, accidenti. Dopo un anno a sonnecchiare lo si rivede. Bentornato. Segnato il 2-1 la partita è cambiata. La Roma perdeva certezze minuto dopo minuto, aveva smarrito la lucidità e la capacità, mai in discussione nel primo tempo, di controllare la gara senza particolari patemi d’animo. E così come spesso succede ecco che Stepinski di rabbia, con forza ha agguantato la partita. Bel giocatore Stepinski. Il finale è stato vibrante e dicevo: “Ma buttala via Hetemaj quella palla lì… cosa la tieni tra i piedi?”… e intanto la Roma attaccava e attaccava e attaccava fino a che… Giaccherini si inventa quella giocata incredibile. Traversa. 2-2, bravi!

Vincere, forse, sarebbe stato troppo…

13
set 2018
AUTORE Bette
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NON REGGE

Dopo l’improcedibilità del primo processo era francamente impensabile che almeno in primo grado il Tribunale sbugiardasse nuovamente la Procura Federale.

Si era partiti quest’estate da una richiesta iniziale di -15 con il Chievo che sarebbe finito in Serie B. Poi il vizio di forma, le inutili lamentele del Crotone e il rinvio a Settembre, a questi giorni.

Nel secondo processo il copione non cambia: -15 in classifica (ma la categoria almeno è salva) e tre anni di inibizione per il presidente. Il Chievo non si scompone: la sentenza viene scritta in fretta e furia già il giorno stesso dell’inizio del processo ma le richieste della Procura vengono ridimensionate in maniera notevole. Tre punti di penalità, tre mesi al presidente, uno al Consiglio di Amministrazione. Niente di fronte al polverone che era stato paventato ma quasi un tentativo di salvare la faccia.

Viene legittimo chiedersi: ma che significa -3? Pare francamente una condanna ridicola a fronte di tutto quello che è stato detto e scritto da alcune tv e giornali nazionali che hanno sbattuto per settimane il Chievo in prima pagina infangandone il buon nome che negli anni si era costruito. Se le responsabilità della società erano così pesanti si può giustificare il tutto con un -3? Francamente non regge.

Ad ogni modo il Chievo non molla:in questa vicenda non ha alcuna intenzione di portare a casa il pareggio. L’obiettivo è la piena assoluzione.

Ricorso scontato dopo le motivazioni della sentenza…