Colpaccio del Padova che sfrutta – finalmente! – il fattore Euganeo e fa sua una partita da leggere più nei dettagli che nel punteggio.
Nell’equilibrio di un match che nessuno voleva perdere, risultano decisivi i cambi della panchina biancoscudata, dentro una prestazione complessivamente solida. Ecco tutti i voti di Padova-Reggiana.
SORRENTINO 6,5: Va con coraggio in presa alta su una delle ultime palle in area e viene travolto da Rover. L’arbitro avrebbe dovuto fermare subito il gioco, prima ancora del gol – poi annullato – di Novakovich. Tre parate, la più scenografica su una conclusione di Portanova da fuori. Secondo clean sheet consecutivo.
FAEDO 6,5: Difende in avanti, tiene bene l’uno contro uno (7 duelli a terra vinti su 9) e dà continuità all’uscita palla (80% precisione): prestazione pulita e senza sbavature. Con Breda ha trovato più ordine e concretezza: l’allenatore pubblicamente ha lodato la sua capacità di interpretare, in maniera moderna, più ruoli e più situazioni in campo. Vero!
VILLA 6,5: Lo stupore iniziale nel vederlo titolare, dopo una serie di errori da matita blu, dura pochi minuti. Da centrale si mette nel taschino Gondo che non è mai pericoloso, gioca d’anticipo usando la fisicità e dando la sensazione di una gran sicurezza. Graziato da Portanova nell’unica amnesia: il numero 90 granata impatta libero in area piccola ma manda clamorosamente alto.
PASTINA 7.5: Partita clamorosa da braccetto sinistro: dominante. Sempre in anticipo, pulito nelle letture (6 chiusure, 2 intercetti) e preciso nella gestione. A lui il compito dei cambio-campo che spesso e volentieri arrivano a destinazione. Vince i duelli a terra, tiene la linea e si fa pure pericoloso in zona gol: a inizio gara un suo colpo di testa esce di un niente, ad inizio ripresa una sua bordata abbatte un giocatore granata. Migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato.
CAPELLI 6,5: Anima della catena di destra, nonostante il peso di un campionato giocato a mille si faccia davvero sentire. Spinge senza forzare (2 passaggi chiave), accompagna l’azione ma resta dentro la partita. Qualche errore in uscita, e un paio di cross così e così ma nel complesso dà equilibrio e copertura limitando l’azione di Bozhanaj e Portanova.
FUSI 6: Altro titolarissimo in debito d’ossigeno, autore tuttavia della rituale partita di sostanza e di lavoro sporco. Tiene il centro con continuità e lavora tanto senza palla. Contro una squadra tra le più aggressive, vince duelli (10 a terra) e si fa sentire in fase difensiva. Impegna Micai sul finire del primo tempo (dal 23′ s.t. DI MAGGIO 6,5 L’equilibrio si rompe su un dettaglio, come spesso accade nelle gare salvezza: la giocata con cui libera Caprari per l’assist vincente vale un bel voto. Nel finale, in maniera intelligente, spende un fallo per evitare un’insidiosa ripartenza granata).
CRISETIG 7: Nodo di ritmo e pulizia, si prende la cabina di regia con autorità e tiene la leadership fino al triplice fischio. Gioca tanto (72 tocchi) e sbaglia poco (92% passaggi), dando ordine e ritmo alla squadra. Compassato, si dirà: però è il fosforo che in questo frangente diventa fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo. Il capitano c’è.
VARAS 6,5: Mezzala di lavoro più che di spunto. Si muove tanto, accompagna l’azione e prova a inserirsi, ma incide poco nelle giocate decisive: un tiraccio dal limite dell’aria sa di buona chance sprecata. Nel dare continuità al Padova, però, l’ecuadoregno è elemento prezioso: cambia ritmo e passo con meno incisività del conosciuto, ma la sostanza c’è (dal 23′ s.t. SILVA 5,5 Non per gettar sempre la croce addosso al brasiliano, ma tre sue cattive gestioni del pallone nei minuti finali potevano costare caro…)
FAVALE 7: La più bella sorpresa di questo finale di campionato. Più gioca, più guadagna confidenza. Di spinta, e con sostanza, produce volume e tiene botta nei duelli. Non sempre pulito nelle scelte, è tra i più attivi e presenti tanto nel recupero palla quanto nelle coperture difensive: Lambourde è un brutto cliente ma l’esterno biancoscudato lo controlla usando bene anche il fisico.
BORTOLUSSI 5.5: Dopo le enormi emozioni del gol contro l’Empoli, gara a vuoto o quasi per il puntero biancoscudato protagonista di una partita più di sacrificio che di presenza. Appare isolato, lì davanti, e così francobollato da maglie granata non riesce ad incidere. Pochi i palloni giocabili, tante le ruvidità scambiate con i difensori della Reggiana. La sostituzione genera un po’ di sorpresa, e invece… (dal 32′ s.t. SEGHETTI 7 Tre minuti per guadagnarsi una delle copertine più belle della stagione: il primo pallone che tocca è quello che spinge in rete e che vale una bella fetta di salvezza. Possibile sliding door della sua esperienza in biancoscudato).
DI MARIANO 5.5: In una posizione ibrida, tra le linee, dà profondità con le sue progressioni ma resta discontinuo e poco incisivo negli ultimi metri. Si accende a sprazzi e dà l’impressione di incaponirsi in soluzioni personali. Qualche buono spunto (il migliore una triangolazione con Faedo con tiro poi alto) ma esce dal campo senza riuscire a lasciare il segno (dal 32′ s.t. CAPRARI 6,5 Replica la giocata che ha portato al gol contro l’Empoli ma questa volta il suo assist è pulito: primo bonus in biancoscudato per lui. Altro impatto, dalla panchina, di qualità).
BREDA 7: Ha portato il Padova fuori dal buio vincendo due scontri diretti di fondamentale importanza, usando un piano-gara solido e rodato che rifugge dalla frenesia. La squadra, in questo finale, dimostra di aver riconquistato testa, nervi e cuore. Il calcio di Breda racconta equilibrio e coraggio, anche nelle scelte: Favale a sinistra è diventato un fattore, Pastina in difesa ha guadagnato i galloni da leader e chi entra dalla panchina diventa decisivo. Di Maggio+Caprari+Seghetti firmano una rete che porta davvero il Biancoscudo ad un passo dalla salvezza, ma siamo certi che vedremo più disteo il viso di mister Breda solo… a risultato matematicamente acquisito.
REGGIANA: Micai 6, Libutti 6, Vicari 6, Lusuardi 6, Bonetti 5,5 (dall’11’ s.t. Tripaldelli 5,5); Bertagnoli 5,5 (dal 36′ s.t. Charlys s.v.), Reinhart 6, Portanova 6+, Lambourde 5 (dal 36′ s.t. Fumagalli s.v.), Gondo 5,5 (dal 27′ s.t. Novakovich 6), Bozhanaj 5 (dal 1′ s.t. Rover 5). All. Bisoli 6.
ARBITRO: Mucera di Palermo 6 Fischia poco e lascia giocare, e lo spettacolo ne guadagna. Qualche decisione combattuta, ma che non incide sull’andamento. Sull’azione più contestata, la carica a Sorrentino che porta al gol – poi annullato – a Novakovich prende la decisione giusta ma avrebbe dovuto fermare prima il gioco proprio per il fallo subìto dal portiere.

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