Stagione sportiva biancoscudata conclusa, sì: con il rompete le righe ufficiale in viale Rocco è già tempo di pensare al futuro. Rimane per le nostre pagine un ultimo pagellone da pubblicare. Quello del campionato 2025/26, tra sorprendenti conferme, piacevoli scoperte e qualche incompiuta. Dando una sottolineatura importante alla categoria, la Serie B, mantenuta: nel percorso di un gruppo-squadra capace di salire alla ribalta, e poi mantenerla. Ecco tutti i voti.
SORRENTINO 8 Il rigore parato che salva la stagione vale voto top, ma c’e molto altro. The last of us: vive il mestiere del portiere dentro tutte le sfumature. Panchina prima, campo poi, tra parate colossali e… qualche svarione. Chiude con 6 clean sheet. La sua voglia di essere protagonista al suo primo vero anno in B si vede da come si lancia nelle uscite. Parata del campionato: quella su colpo di testa di Massolin all’83’ di Padova-Modena. Da poster!
FORTIN 7,5 Voto che vale la ciclicità di una saga, iniziata a Cesena (5 agosto 2024) e finita a Cesena (8 maggio 2026). Parte nella sua seconda stagione al Padova, la prima in B, da titolare, con i galloni della promozione. E da promesso sposo al Lens, top team di Ligue 1. Buono l’inizio – il rigore parato a Re Iemmello, a Catanzaro, che lusso! – poi la difesa cerca un altro tipo di sicurezza e finisce in panchina. Chiude con 14 gare giocate, 3 clean sheet. Il finale gli restituisce dignità narrativa e sportiva con l’ultima gara nel campo dove tutto era iniziato: lui si prende la scena con parate da fenomeno. Bonne chance, Mattia!
IL GRUPPO PORTIERI merita una nota di merito, dallo staff che ha fornito giocatori affidabili per un delicato ruolo come quello della porta, a MOQUET e VOLTAN. Il primo, franco-portoghese, dopo una gioventù al Paris St. Germain ha scelto Padova per testare la sua carriera. In campo ancora non si è visto ma… lo si è visto bene esultare come un ultrà ai gol dei compagni. Il gruppo anche nel segno del secondo, il padovano di Piove di Sacco. Ai margini della rosa per motivi di lista, al quartier generale della Guizza è stato pure compagno per chi doveva tenersi in forma: tipo Gomez, con le gare di punizioni finite sui social, oppure Bortolussi che, con lui tra i pali, ha allenato e curato nei minimi dettagli il fondamentale del calcio di rigore.
BELLI 7 Hotel California. Come quei pezzi rock che magari non reinventano nulla, ma che ogni volta finiscono per trascinarti. Affidabile, costante, sempre dentro lo spartito della partita. Leader tecnico e mentale. Si è ripreso la B e durante questa stagione ha tagliato il traguardo delle cento presenze in biancoscudato: 114 in totale, alla fine. Pezzo di storia recente, ma in scadenza di contratto.
FAEDO 7 Tre giorni prima della laurea magistrale trova il primo gol in Serie B, nella sua stagione da debuttante: difficile immaginare una metafora migliore per raccontarlo. Ingegnere per studi, ma difensore decisamente meno lineare sul campo, tra letture istintive, anticipi spesso fuori geometria classica, presenza in area avversaria. Funziona, il Prof. Due reti, entrambe decisive, mettono l’accento sul suo contributo.
VILLA 6 Altro debuttante, ci mette fisico e coraggio. Parte e chiude titolare una stagione di alti e bassi, condizionata dalla responsabilità di un ruolo – il difensore centrale – a confronto con attaccanti di nome e peso. Errori da matita blu inficiano il giudizio, ma la personalità nel prendersi responsabilità e minuti non è mancata.
SGARBI 7,5 Arrivato quasi in punta di piedi, dopo un periodo di prova, ha finito per convincere tutti. Leader difensivo, presenza dominante, ma anche sorprendentemente decisivo in zona gol: quattro reti, sua miglior stagione realizzativa. Da idea a colonna, vincendo a mani basse la scommessa con chi sosteneva che sarebbe stato meno decisivo del suo predecessore.
PERROTTA 7 Anima della vecchia guardia, leadership emotiva prima ancora che tecnica. Si gode il ritorno in B a suon di sportellate: tanti duelli aerei con i puntero più duri della categoria, molti ne vince ma qualcuno di decisivo ne perde. E di testa, davanti, è sempre uno spauracchio: decide Catanzaro-Padova (0-1). Se sui piazzati il Padova si è rivelata squadra letale è merito anche della sua presenza.
PASTINA 7 Il calcio che ama ribaltare le narrazioni. Dall’esordio shock in Coppa Italia contro il Vicenza ai mesi ai margini della squadra perché ancora deve rendersi conto dov’é (parafrasando Andreoletti) ad autentico eroe nel finire di campionato. Dal debutto a Genova un crescendo di prestazioni, poi il gran gol al 94′ che ha consacrato la salvezza. La vera sfida ora è non tornare più indietro.
BOI 6 Di festa e di incoraggiamento: dopo decine di convocazioni, i primi sedici minuti in B in campo a Cesena con personalità. Buon futuro.
BARRECA 5,5 Le attese erano alte, ma tra problemi fisici e difficoltà di continuità non è mai riuscito davvero ad incidere come ci si aspettava. Nel momento migliore, un infortunio da ko che è coinciso con il momento più difficile del Padova. 23 presenze, 21 da titolare, 1 assist. La corsia di sinistra è stata spesso preda degli avversari.
GHIGLIONE 5,5 Discorso simile per il dirimpettaio della corsia di destra: arrivato con desiderio di riscatto, ha inciso relativamente anche per noie fisiche. 18 presenze, 9 da titolare, 1 assist (nell’ultima partita). Nel finale è stato innesto affidabile dalla panchina.
CAPELLI 7,5 Il coltellino svizzero biancoscudato, probabilmente il giocatore più “fluido” della rosa. Sicuramente il più impiegato (2.389 minuti). Esterno (a destra o a sinistra), mezzala, rifinitore, seconda punta, difensore aggiunto: può bastare? Con qualche limite difensivo, certo, ma anche con una generosità totale. Ah: sei assist e un gol. Debuttante di quelli che hanno incarnato meglio lo spirito di adattamento del Padova.
FAVALE 6,5 Spezzoni nella prima parte di stagione, titolare nel finale. Ha saputo aspettare il momento senza uscire dalle rotazioni mentali della squadra. E quando il pallone scottava, teneva la barra dritta. Arma in più nei calci piazzati: un assist.
FUSI 7,5 Altro pilastro, secondo per minutaggio in campo. Nerbo e polmoni di un Padova da combattimento. Ma con libertà di osare: 1 gol e 3 assist, che potrebbero essere stati moltI di più con maggiore lucidità davanti alla porta. Billy Elliot del calcio: dalla gavetta alla ribalta del palco. Chiamato a confermarsi in B, se non a migliorarsi: con tutta la fatica che ha fatto, sa che ci vorrà sempre tanto lavoro.
CRISETIG 7 Il Capitano. Riferimento in mezzo al campo e in mezzo allo spogliatoio, la palla a lui anche quando c’è burrasca. Titolare ad intermittenza, patisce sulla mediana quando il ritmo si fa alto… ma se è lui a comandare le operazioni, si può stare in ciabatte. Highlight della stagione: a Reggio Emilia, quando con il sinistro felpato mette Capelli nella condizione di servire a Sgarbi la palla dell’1-0.
HARDER 6,5 Il principe che cerca spazio alla prima in B, e lo trova. Diventa il regista nella parte centrale della stagione, sorpassando con buona atleticità compagni più quotati. E il Padova gira. Si infortuna sul più bello. E il Biancoscudo ne soffre. Se con la Fiorentina ci sarà accordo, a Padova può trovare consacrazione.
VARAS 7 Classe operaia in paradiso. Dopo quattrocento partite in Serie C si presenta in B, a 32 anni, con la fascia di capitano e un assist alla prima ad Empoli. Meno di un mese dopo, un (gran) gol a Monza che vale tre punti. Bum. El Diablo corre e lotta, ripiega e supporta: anima e festa estan aqui. Quarto per presenze, contribuisce al bottino della vecchia guardia con due gol e quattro assist.
DI MAGGIO 6,5 Per lo strepitoso finale, mattatore a Cesena e ispiratore di due gol che hanno portato la salvezza. Più che un’alternativa dalla panchina, da deb in B porta a casa mille minuti anche di qualità in 28 presenze, 3 gol e 1 assist.
BASELLI 5 La delusione maggiore, non ce ne voglia. Arriva con una manciata di presenze in campo nelle ultime stagioni causa una lunga serie di acciacchi e una risoluzione anticipata col Como, è titolare alla prima ad Empoli. Non va bene, e poi non andrà meglio. La media di 1,24 cartellini in 90 minuti racconta la sua frustrazione. A gennaio saluta la banda e si trasferisce in Serie D.
GIUNTI 6 Il futuro è suo, per contratto e per premesse. Da gennaio due spezzoni, poi la chiavi della regia a Venezia nella gara più complicata del campionato. Non fa nemmeno così male ma lo si rivede solo nell’ultima (buona) giornata a Cesena. Da scoprire, siamo curiosi.
BACCI 6 Di incoraggiamento ovviamente, e per la soddisfazione di aver partecipato alla corsa salvezza, in gruppo, dopo un infortunio e relativo intervento che ha annullato il suo campionato. Avanti! Anche per TUMIATTI, giovane spesso convocato e parte del gruppo ma mai utilizzato.
JONATHAN SILVA 5,5 O Pertinhes, come porta scritto sulla maglia. I problemi di riconoscibilità si trascinano sul campo. Perché quando gli arriva la palla tra i piedi hai l’impressione che possa sempre accadere qualcosa (semicit. Andreolettiana) però poi, per gran parte, delude. Pochi lampi, tante palle perse. Zero bonus. Va messo più vicino alla porta. Come attenuante, i tre infortuni che spezzano la sua stagione.
BUONAIUTO 6 Quando è in campo, ci prova. Per dire: è il miglior biancoscudato per numero di tiri rispetto al minutaggio. Altro giocatore però che ha pagato una stagione fisicamente non al top. 27 presenze, per buona parte spezzoni. Il super gol contro l’Avellino e 3 assist: delizioso quello per Di Mariano contro il Bari.
DI MARIANO 6 Porta il peso della categoria in un Padova che si regge sulla vecchia guardia: cambia equilibri ma non sempre li sposta in campo. Anche per una collocazione che non sempre lo premia. Da febbraio, 910 minuti, 1 gol e 1 assist. Riscaldamento, per una delle più affilate armi del prossimo campionato.
BORTOLUSSI 8 Per chi ci ha sempre creduto. Per chi lo ha sempre sperato. Finalmente senza l’asterisco del buono per la C, si prende la scena: dieci gol in trentadue presenze, e il decimo allo scadere, nel primo scontro salvezza, nella gara di debutto della nuova curva sud e proprio sotto la curva sud. Può bastare? No? Quattro rigori segnati su quattro, un assist, punto di risalita per la squadra e vero riferimento in attacco. Mai una parola fuori posto, sempre la maglietta sudata e sporca di terra. Chapeau!
SEGHETTI 6,5 Il vero alter ego di Bortolussi, con tutt’altre caratteristiche ovviamente. Guadagna spazio (18 presenze, 4 da titolare) con fatica, a 21 anni, alla vera prima in B. Eppure mette a segno tre gol, e tutti che valgono tre punti. Bestia nera della Reggiana, iconica la sua esultanza affacciato alla Sud dopo la rete decisiva nei minuti finali.
LASAGNA 6,5 Arriva last minute e c’è chi è scettico. E invece: smaltiti i problemi muscolari rischia di essere un crack. In una dozzina di gare, 6 gol, 1 assist e sempre più centralità nell’attacco del Padova. Ma la sua stagione finisce a Frosinone, al 95’, all’ultimo generoso allungo: stiramento, peccato. Ci si vede in ritiro a Pejo?
CAPRARI 6,5 L’uomo di Breda nel finale di stagione. Entra e determina, cambiando marcia rispetto alle prime uscite sotto Andreoletti. Pure lui si esalta sotto la Sud, poi si prende la scena a Cesena. Con il rinnovo automatico il Padova ha in casa un potenziale fuoriclasse per la categoria.
GOMEZ 5,5 Se la pierde, perché stava diventando qualcosa di bellissimo e invece in campo è stato un mezzo flop. 9 partite, 6 da titolare, 4 da capitano, 0% di partecipazione al gol. Contro Reggiana, Sampdoria, Modena: cose egregie. Poi il tormento alla caviglia, causa anche botte continue (Mantova, ehilà?) riservate alla stella più brillante. A 38 anni, dopo l’operazione, il bicchiere mezzo pieno è pensare che questo campionato sia stato per lui di rodaggio. Ha ancora un anno di contratto. Vamos Papu!
MATTEO ANDREOLETTI 7 Rappresenta e guida il Padova ma del Padova è più il meccanico: quello ossessionato dalla prestazione, per premere il pedale più forte (per andare a 300 all’ora, ricordate?), per trovare l’ingranaggio migliore per affrontare la curva con la migliore traiettoria. Deraglia? A sei dalla fine, clamorosamente sì. Con più di un’attenuante e più di qualche errore. Ma la storia di questo campionato racconta che ha tenuto per trenta e più giornate il Biancoscudo lontano dalla zona retrocessione. Impossibile limitare poche righe di pagella per uno degli allenatori più influenti della storia recente del Padova. Chissà come sarà rivederlo su un’altra panchina: da avversario e mai da nemico, magari in B.
ROBERTO BREDA 7 Come Andreoletti, anche perché ha ottenuto le stesse vittorie casalinghe, e nelle uniche tre gare casalinghe che ha disputato. Qualcuno incornici la sua foto, a braccia alzate, sotto la Sud. Poi vince pure all’ultima, raccontando tutta la sintonia con quegli incoscienti giovani che avevano voglia di chiudere in bellezza. L’uomo giusto al posto giusto, e nel momento giusto. Cose semplici e non banali, supportato anche da uno staff che è stato la sua forza. Ma ci sa che siamo già all’arrivederci.

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