{"id":78,"date":"2026-10-24T23:44:04","date_gmt":"2026-10-24T21:44:04","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/carlo-della-mea\/?p=78"},"modified":"2026-10-24T23:44:04","modified_gmt":"2026-10-24T21:44:04","slug":"il-pagellone-di-avellino-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/carlo-della-mea\/2026\/10\/24\/il-pagellone-di-avellino-padova\/","title":{"rendered":"IL PAGELLONE DI AVELLINO-PADOVA"},"content":{"rendered":"\n<p>Ventotto tiri contro otto. Sessantanove per cento di possesso palla lasciato agli avversari. Undici calci d&#8217;angolo a tre. Eppure, alla fine, vince il Padova.<strong>\u00a0Al Partenio-Lombardi i biancoscudati interrompono la serie di tre sconfitte consecutive<\/strong>\u00a0con una partita che restituisce punti, ossigeno e qualche certezza individuale, ma non cancella tutti gli interrogativi sul gioco. Ecco tutti i voti di Avellino-Padova.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SORRENTINO 8,5\u00a0<\/strong>Si fosse ai tempi del VHS, la cassetta con le sue parate in Avellino-Padova sarebbe biglietto da visita straordinario. Non solo per gli interventi pi\u00f9 spettacolari (quello sulla linea, con la mano destra, al 64&#8242;, su tiro al volo di Moruzzi\u2026) ma anche per le letture in uscita, le prese alte scacciapensieri, la direzione del gruppo davanti a lui durante i piazzati. Monumentale<br><strong>SGARBI 6\u00a0<\/strong>Pi\u00f9 resistenza che costruzione. Ritrova una maglia da titolare (e il ruolo di braccetto di destra) e dalle sue parti gravitano clienti tra i pi\u00f9 scomodi (tipo Russo e Moruzzi): qualche sbandata, ok, ma fa la sua parte\u00a0<br><strong>LOVATO\u00a06,5<\/strong>\u00a0Il frangiflutti della difesa. L&#8217;Avellino arriva a ondate, lui respinge senza perdere la rotta. Carattere e concentrazione, \u00e8 impeccabile nei duelli a terra. Paga dazio nella costruzione ma mostra i muscoli quando c&#8217;\u00e8 da alzare le barricate.<br><strong>DELLAVALLE 6,5<\/strong>\u00a0Mister Wolf della difesa: risolve problemi. Disinnesca Cheddira, tampona Missori, ricuce gli strappi senza perdere lucidit\u00e0. Il pi\u00f9 brillante del reparto per reattivit\u00e0 e pulizia tecnica, anche quando il Padova prova a ripartire.<br><strong>CARISSONI 6\u00a0<\/strong>Pendolare costretto a fare gli straordinari sulla fascia destra: chilometri di sacrificio ma anche qualche pallone di troppo lasciato per strada. Dietro c&#8217;\u00e8 bisogno di lui, davanti non riesce a mettere cross per le due torri.\u00a0<br><strong>GIUNTI 6<\/strong>\u00a0Geometria e spirito di sacrificio, anche quando fisicamente si immola (\u00e8 il 15&#8242;) per fermare Russo. D\u00e0 a Calabro duttilit\u00e0 e personalit\u00e0: anche dopo il giallo non si risparmia, fino al cambio (dal 32&#8242; st <strong>POMPETTI s.v.<\/strong> Ordine e muscoli nell&#8217;intenso quarto d&#8217;ora finale). \u00a0\u00a0<br><strong>ZUELLI 7\u00a0<\/strong>Hombre del destino. Nella partita che pu\u00f2 segnare il futuro di Calabro, proprio il giocatore scelto dal tecnico per la regia biancoscudata gli toglie le castagne dal fuoco. Un bel gol, ma anche ordine, giudizio e sostegno. Non sar\u00e0 una rivoluzione, ma \u00e8 esattamente quello che serviva (Dal 90&#8217;+1&#8242;\u00a0<strong>GALAZZI s.v.\u00a0<\/strong>\u2013 Tocca il pallone una sola volta. Magari, inserito un po&#8217; prima&#8230;)<br><strong>FUSI 6\u00a0<\/strong>Mai banale, Pietro da Meda. Ringhia come d&#8217;abitudine e si fa trovare dentro episodi che segnano il match: la traversa colpita al 30&#8242;, il salvataggio sulla linea al 52&#8242;. Ma anche la sciocca ammonizione che lo affanna: calcia il pallone in tribuna a gioco fermo, chiss\u00e0 perch\u00e9 (dal 20&#8242; st\u00a0<strong>VARAS 6<\/strong>\u00a0Dentro a mordere caviglie, si fa trovare pronto per la lotta).<br><strong>CAPELLI 6,5<\/strong>\u00a0Il giocatore che meglio riscatta il passo falso contro l&#8217;Entella. Brillante, propositivo, attento. Messo sulla mancina, d\u00e0 prova ancora una volta della sua eclettismo. Dal suo destro nasce il gol vittoria.\u00a0<br><strong>MORO 6<\/strong>\u00a0Il centravanti che fa il tuttocampista. La sua heat map racconta una partita trascorsa lontano dall&#8217;area, tra rincorse, sponde e lavoro sporco. Il gol non arriva, ma il sacrificio s\u00ec. E Calabro, che quel lavoro gli chiede, lo sa bene (Dal 90&#8217;+1&#8242;\u00a0<strong>SEGHETTI s.v.<\/strong>\u2013 Appena il tempo di una sgroppata).<br><strong>ARTISTICO 6,5<\/strong>\u00a0Primo bonus conquistato dal Tiburon: torre precisa che Zuelli trasforma in gol. Per il resto, \u00e8 battaglia: anche lui si spende nella difesa del pallone in pi\u00f9 zone del campo (dal 32&#8242; st\u00a0<strong>BORTOLUSSI s.v.\u00a0<\/strong>).<br><strong>CALABRO 6<\/strong>\u00a0La vittoria restituisce carattere, punti, sorrisi e fiducia: il primo obiettivo indicato dalla societ\u00e0 \u00e8 raggiunto. Ma il Padova continua a faticare nel trovare soluzioni e imporre il proprio ritmo. Bene la prima mezz&#8217;ora, anche grazie alla scossa nervosa; poi baricentro basso e sofferenza fino al triplice fischio. Resta una domanda: in una ripresa vissuta sotto assedio, perch\u00e9 aspettare oltre il novantesimo per gli ultimi due cambi?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AVELLINO:<\/strong>&nbsp;Martinelli 5; Di Bitonto 5,5 (59&#8242; Izzo 5,5), Venturi 5,5, Enrici 6; Missori 6,5, Palumbo 5,5 (dal 24&#8242; st Biasci 5,5), Palmiero 5 (dal 1&#8242; st Di Maggio 6), Besaggio 6,5, Moruzzi 6,5 (dal 36&#8242; st&#8217; Di Paolo s.v.); Russo 6, Cheddira 5 (dal 14&#8242; st Favilli s.v.)<strong>.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventotto tiri contro otto. Sessantanove per cento di possesso palla lasciato agli avversari. Undici calci d&#8217;angolo a tre. Eppure, alla fine, vince il Padova.\u00a0Al Partenio-Lombardi i biancoscudati interrompono la serie di tre sconfitte consecutive\u00a0con una partita che restituisce punti, ossigeno e qualche certezza individuale, ma non cancella tutti gli interrogativi sul gioco. 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