{"id":114,"date":"2012-09-15T14:30:37","date_gmt":"2012-09-15T12:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=114"},"modified":"2012-09-15T14:30:37","modified_gmt":"2012-09-15T12:30:37","slug":"il-mio-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2012\/09\/15\/il-mio-verona\/","title":{"rendered":"IL MIO VERONA"},"content":{"rendered":"<p>Non tutti campioni. Qualcuno non il pi\u00f9 forte in assoluto. Semplicemente i miei campioni, quelli a cui mi legano i ricordi pi\u00f9 vividi. La mia top 11 del cuore racconta di un Verona che ha attraversato la mia infanzia e adolescenza. Attraversa gli anni \u201980 in cui sognavo di fare il calciatore o il benzinaio (quando ancora la figura del benzinaio non era stata uccisa dal self service), per arrivare ai \u201990 e ai primi \u201900, cotte, primi amori, amicizie,\u00a0i prodromi dell&#8217;et\u00e0 adulta,\u00a0con l\u2019Hellas un po\u2019 sullo sfondo e un po\u2019 al centro di tutto. Il mio \u201cundici\u201d passa da GIULIANI in porta (di cui ho gi\u00e0 scritto in uno dei primi post) e poi in ordine dal 2 all\u201911 (scusate ma a 32 anni ho fatto in tempo a godere della mitica vecchia numerazione): CAVERZAN, DE AGOSTINI, IACHINI, PIN, TRICELLA, FANNA, MARASCO, DE VITIS, MORFEO, ELKJAER. Di questi, nella top 11 assoluta (quindi secondo\u00a0esclusivi parametri tecnici) rientrerebbero probabilmente solo Tricella, De Agostini, Fanna e ovviamente il \u201ccavallo pazzo\u201d danese, ma il calcio, si sa, \u00e8 fatto di tante altre componenti. In primis la visceralit\u00e0, la sola che ti fa amare un giocatore, al di l\u00e0 delle sue capacit\u00e0. Eccoli uno a uno le mie \u201cfigurine\u201d giallobl\u00f9 pi\u00f9 preziose:<\/p>\n<p>Giuliano Giuliani (1985-88). Di \u201cGiulio\u201d ho gi\u00e0 scritto. Ma qua pi\u00f9 che la sua triste vicenda, vorrei ricordare le caratteristiche: stilisticamente perfetto, Giuliani dal punto di vista tecnico era un portiere completo, senza grandi difetti. Mancava solo di quel proverbiale carisma che l\u2019avrebbe reso un grande estremo.\u00a0Memorabili\u00a0alcune sue prestazioni nella Coppa Uefa 1987-88, ma anche quel gol\u00a0che gli fece\u00a0Maradona da centrocampo.\u00a0Indimenticabili i suoi riccioli e quel fare da uomo di mondo. Intelligente, viveur, appassionato d\u2019arte e dotato di spiccato senso estetico e di un eloquio affascinante. Brillavano i suoi occhi.<\/p>\n<p>Diego Caverzan (1993-98). Il terzino trevigiano pu\u00f2 vantare (tra i pochi) un coro personale della Curva: \u201cMa dove casso valo Caversan?\u201d. Una presa in giro affettuosa, per un giocatore comunque che a Verona ha vinto un campionato di B e ha sempre fatto il suo con onore. E\u2019 stato il nostro ultimo terzino marcatore. Arcigno cappellone, Caverzan per me era il Jimmy Page del Verona. Un terzino rock.<\/p>\n<p>Luigi\u00a0De Agostini (1986-87). Grande terzino sinistro, a mio modo di vedere il pi\u00f9 forte in giallobl\u00f9 e uno dei dieci pi\u00f9 bravi di tutta la storia del calcio italiano. Cross taglienti, bravo anche da mediano di spinta, classe e corsa da vendere e tanta umilt\u00e0. Rimase un solo anno, ma lasci\u00f2 il segno.<\/p>\n<p>Giuseppe Iachini (1987-89). Mediano di corsa e sostanza, tantissima quantit\u00e0 (si attaccava ai polpacci dei 10 avversari) ma anche qualit\u00e0, dote in lui sottovalutata, non per niente fin\u00ec la carriera a 37 anni da regista. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, persona squisita, sebbene un po\u2019 noiosa perch\u00e9 dedita esclusivamente al calcio. Educato, ma non ruffiano, sanguigno marchigiano, l\u2019uomo del \u201cpiglio giusto\u201d per pochi centimetri non divenne l\u2019eroe di Brema, quando una sua traversa dalla distanza segn\u00f2 l\u2019eliminazione del Verona di Bagnoli dai quarti di Coppa Uefa e di fatto la fine del leggendario ciclo dell\u2019Osvaldo. Calzettoni abbassati, polpacci da paura, basso e tozzo, capelli al vento, con Galia faceva un coppia di fatto l\u00ec in mezzo al campo.<\/p>\n<p>Celeste Pin (1991-95). Stopperone, uno dei pochi sempre puntuali e positivi in un periodo di alti e bassi per il Verona. Mi esaltava nei duelli rusticani coi centravanti avversari, ricordo i suoi capelli quasi mohicani\u00a0e la sua corsa da guerriero, il suo senso dell\u2019anticipo e il suo numero 5. Pin mi riporta al calcio della marcatura a uomo, dei difensori con pochi fronzoli e\u00a0a cui non veniva chiesto di impostare.<\/p>\n<p>Roberto Tricella (1979-87). Giocatore sontuoso, primo libero che sapeva anche sganciarsi e offendere. Tecnica e carisma a chili, ebbe solo la sfortuna di giocare nello stesso periodo di Scirea e Baresi, i due monstre nel ruolo. Capitano dello scudetto, Tricella era con Di Gennaro, Briegel, Elkijaer e Fanna uno dei 5 fuoriclasse di quello squadrone.<\/p>\n<p>Pietro Fanna (1982-85 \u2013 1989-93). Pierino accendeva il \u201cTurbo\u201d, come raccontano le cronache dell\u2019epoca. Ambidestro, giocava indifferentemente a destra e a sinistra, ala-tornante classica\u00a0 come non ce ne sono pi\u00f9. Diceva Mandorlini l&#8217;altra sera in un fuorionda: \u201cPierino aveva un cambio di passo che io ho visto a pochi, ed aveva anche grande struttura fisica, nel calcio di oggi sarebbe un top player\u201d. Quel gol al Napoli al San Paolo poi \u00e8 da album dei ricordi, non\u00a0poi cos\u00ec diverso da quello di Maradona contro l\u2019Inghilterra o di Baggio in Napoli-Fiorentina. Fanna \u00e8 stato un grandissimo, ma fuori da Verona ha pagato il suo carattere troppo perbene e remissivo.<\/p>\n<p>Antonio Marasco (1998-00). Ho amato questo giocatore, che per me incarnava il Verona prandelliano. Lui e Pin sono i motivi per cui a calcetto gioco col 5. Mediano di quantit\u00e0 e qualit\u00e0, centrocampista moderno, ha cambiato il primo Verona di Prandelli, che col suo arrivo sistem\u00f2 il centrocampo e inizi\u00f2 la marcia verso la serie A. Lui, fuori dalla classica retorica, davvero non mollava mai. E\u2019 stato poi squalificato per calcioscommesse, ma io voglio ricordarlo per quello che ha dato al Verona in quegli splendidi due anni.<\/p>\n<p>Tot\u00f2 De Vitis (1995-99). Il bomber, il mio bomber. Io, per motivi di et\u00e0, non posso inserire i vari Luppi, Clerici, Bui e Zigoni. Per me c\u2019\u00e8 De Vitis, attaccante all\u2019antica, devoto solo al gol e all\u2019area di rigore. Seppur dotato di grande tecnica, partecipava poco\u00a0volentieri alla manovra, lui mero finalizzatore, lui slegato dagli altri dieci.\u00a0Tuttavia ogni pallone vagante in area,\u00a0con De Vitis era un pericolo per gli avversari. Destro e sinistro, colpo di testa e agilit\u00e0 acrobatica. Tot\u00f2 \u00e8 stato l\u2019essenza del centravanti.<\/p>\n<p>Domenico Morfeo (2000). L\u2019impronta dell\u2019artista, quei geni a cui tu ti leghi\u00a0 anche se loro non si legano a te. A prescindere. Morfeo ha cambiato il secondo Verona prandelliano, portandolo a un nono posto eccezionale se escludiamo l\u2019epopea di Bagnoli. Brutto carattere Morfeo, iroso, lunatico, irascibile con compagni ed avversari. Il pi\u00f9 grande talento inespresso del calcio italiano, con buona pace di Cassano &amp; C.<\/p>\n<p>Preben Larsen Elkijear (1984-88). Be\u2019 ha bisogno di presentazioni? Il pi\u00f9\u00a0forte giocatore della storia del Verona, con Platini, Mattheus e Lineker il\u00a0migliore giocatore europeo degli anni \u201980. \u201cCavallo Pazzo\u201d, \u201cVichingo\u201d, chiamatelo come volete. Per me \u00e8 Preben e ho avuto la fortuna di viverlo. Il gol senza scarpa, il finto assegno firmato a Wurz, ognuno ha il suo ricordo. Il mio? Quel fantastico gol a San Siro l\u201911 ottobre 1987 e la sua esultanza vergine. Fin\u00ec 1-1 (l&#8217;Inter pareggio con Scifo su assist di testa di un certo\u00a0Mandorlini). Fu con Preben che battezzai la mia prima trasferta.<\/p>\n<p>Ho lasciato fuori, con dispiacere, altri &#8220;miei&#8221;\u00a0protagonisti, penso a Peruzzi e Frey, Falsini e Vanoli, Calisti e Pusceddu, Galia,\u00a0Ficcadenti e Valoti, Gaudenzi e Davide Pellegrini. Dovevo sceglierne 11 e ne ho preferiti altri. Voi chi scegliete? Quali sono le vostre &#8220;figurine&#8221; giallobl\u00f9?.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non tutti campioni. Qualcuno non il pi\u00f9 forte in assoluto. Semplicemente i miei campioni, quelli a cui mi legano i ricordi pi\u00f9 vividi. La mia top 11 del cuore racconta di un Verona che ha attraversato la mia infanzia e adolescenza. 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