{"id":118,"date":"2012-09-23T11:40:48","date_gmt":"2012-09-23T09:40:48","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=118"},"modified":"2012-09-23T12:11:12","modified_gmt":"2012-09-23T10:11:12","slug":"il-sogno-di-mr-setti-la-coppa-disciplina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2012\/09\/23\/il-sogno-di-mr-setti-la-coppa-disciplina\/","title":{"rendered":"IL SOGNO DI MR SETTI: LA COPPA DISCIPLINA"},"content":{"rendered":"<p>Dormo poco e male. Colpa dei bagordi? Ma va. Qualche donna? No, siete fuori strada. La causa \u00e8 Maurizio Setti. S\u00ec proprio lui, il presidente del Verona. &#8220;Ho un sogno&#8221; ha chiosato il 13 settembre davanti alle telecamere del &#8220;Vighini show&#8221;. Quale? &#8220;Vincere la Coppa Disciplina intitolata a Scirea,\u00a0quale tifoseria pi\u00f9 corretta d&#8217;Italia&#8221;.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 stata la frase intrisa di gloriosa retorica &#8211; vabb\u00e9 un tantino inflazionata dopo Martin Luther King (il quale peraltro barbaramente assassinato non pu\u00f2 nemmeno chiedere i diritti d&#8217;autore), ma sempre efficace. Sar\u00e0, forse, l&#8217;attuale\u00a0ascendenza di Carlos Castaneda e del suo libro su sciamani e spiritualit\u00e0 &#8220;Gli insegnamenti di Don Juan&#8221; che mi ha empaticamente aiutato a entrare nel mondo interiore di Mr Setti. Sar\u00e0 che mi son chiesto: come si fa a vincere la Coppa Scirea? Quale che sia il motivo, da qualche notte a questa parte faccio sempre lo stesso sogno.<\/p>\n<p>Sono allo stadio, ma non bevo la solita birretta prepartita, non incrocio le solite facce di chi \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 o meno sbronzo, al Nilla o al chioschetto del parcheggio non sento le\u00a0consuete bestemmie e le urla sguaiate. Tutti bevono Ben Cola (la Coca Cola \u00e8 troppo capitalista e non sia mai che incida sulla classifica\u00a0fairplay) e sussurrano. Qualcuno prega, ognuno il suo dio, perch\u00e9 \u00e8 chiaro siamo tutti tolleranti. Rimango perplesso, ma non ho tempo di pensare. Guadagno lentamente l&#8217;entrata e la perplessit\u00e0 muta in stupore: in curva sono tutti seduti, nessuno fuma, canne niente, battono tutti le mani come i boy scout e cantano come al grest. Sono solo famiglie o coppiette, quasi fosse una domenica pomeriggio\u00a0scazzata sul lago, col plaid e il\u00a0cuscinetto riposto sul seggiolino perfettamente numerato. Famiglie piccolo borghesi, quindi proletarie visti i tempi, ma non si dice che poi da fascisti e razzisti\u00a0passiamo a essere\u00a0etichettati bolscevichi (e anche quello non \u00e8 in linea col nuovo fairplay pallonaro). Famiglie che coi loro\u00a0eleganti cestini di vimini\u00a0improvvisano un\u00a0innocuo picnic sugli spalti,\u00a0forse invidiose, o emulanti i vips che poco pi\u00f9 in l\u00e0 &#8211;\u00a0al nuovo ristorante sito sul\u00a0parterre &#8211;\u00a0consumano un romantico\u00a0pasto giaccaincravattato\u00a0con vista mozzafiato sul\u00a0terreno del Bentegodi\u00a0(che in inverno ghiaccia e\u00a0sar\u00e0 ancor pi\u00f9\u00a0uno spettacolo della natura)<\/p>\n<p>Comincia la partita, ma noto che la curva \u00e8 mezza vuota, quelli &#8220;cattivi&#8221; li hanno lasciati fuori. Non sento cori di scherno,offensivi o sarcastici che siano, contro gli avversari, anzi vengo a sapere che siamo gemellati pi\u00f9 o meno con tutti\u00a0e che dopo la partita ci sar\u00e0 un &#8220;terzo tempo&#8221; cogli amici tifosi ospiti. Un avversario rimane a terra per un semplice sgambetto, ecco mi dico: &#8220;adesso canteranno ironicamente\u00a0morte&#8221;. No, non si fa pi\u00f9, anzi, qualche tifoso mostra viva preoccupazione, qualcuno addirittura piange. I giocatori di colore si applaudono (a prescindere), quelli bianchi si fischiano (ma lievemente, sia chiaro) se baruffano con quelli di\u00a0colore, cos\u00ec anche Blatter, Platini e Thuram saranno contenti con la loro pelosa campagna &#8220;no racism&#8221; (mentre si gioca con palloni fabbricati da chiss\u00e0 chi, magari bambini schiavizzati, ma quello non \u00e8 razzismo, perch\u00e9 non si vede e non si sente).<\/p>\n<p>Ecco il triplice fischio dell&#8217;arbitro, ma prima c&#8217;\u00e8 ancora tempo per qualche coro a favore dei terremotati, ma solo a telecamere e microfoni accesi, ch\u00e9 quando si spengono non conta, chissenefrega, continuiamo a costruire case di sabbia e acqua per risparmiare e speculare&#8230; Scendo le scale ed \u00e8 cambiata pure la colonna sonora post-partita. Non pi\u00f9 gli ACDC o i Guns n&#8217; Roses, ma Jovanotti, perch\u00e9 &#8220;siamo tutti una grande chiesa che va da Che Guevara a Madre Teresa&#8221;. Insomma ci vogliamo tutti bene, mettiamo dentro tutto in un bel minestrone, buoni propositi e intenzioni.<\/p>\n<p>Fine, buio, luce, cuore a tremila battiti. Il fatto \u00e8 che\u00a0\u00a0quando arrivo a\u00a0Jovanotti mi sveglio sempre\u00a0di soprassalto (c&#8217;\u00e8 un limite a tutto). Il libro di Castaneda \u00e8 l\u00ec sul comodino, maledetta empatia da sciamani,\u00a0le parole del\u00a0Setti-King ancora\u00a0mi ronzano\u00a0intorno,\u00a0e la risposta che cerco ahim\u00e9\u00a0\u00e8 lucidamente\u00a0nell&#8217;aria: come si fa a vincere la Coppa Scirea?\u00a0Bisogna forse&#8230; no non voglio saperlo, fa male.\u00a0Bisogna forse&#8230;\u00a0essere il\u00a0Chievo?<\/p>\n<p>&#8220;Ho un sogno&#8221; dice Setti. Ok caro presidente, ma il tuo sogno \u00e8 il mio incubo, dannazione. Avete capito, adesso, perch\u00e9 dormo poco e male?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dormo poco e male. Colpa dei bagordi? Ma va. Qualche donna? No, siete fuori strada. 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