{"id":1625,"date":"2015-10-04T17:05:43","date_gmt":"2015-10-04T15:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=1625"},"modified":"2015-10-05T10:03:30","modified_gmt":"2015-10-05T08:03:30","slug":"la-societa-abbassi-il-tiro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2015\/10\/04\/la-societa-abbassi-il-tiro\/","title":{"rendered":"LA SOCIET\u00c0 ABBASSI IL TIRO"},"content":{"rendered":"<p>Premessa: in serie A le parole sono importanti, non solo quelle dentro lo spogliatoio, ma anche\u00a0quelle\u00a0rivolte\u00a0alla stampa, utilizzata dagli addetti ai lavori\u00a0per parlare ai tifosi. Setti al &#8216;Vighini Show&#8217; lo scorso maggio, poi in estate, scolp\u00ec le sue parole nella pietra: &#8220;L&#8217;obiettivo \u00e8 confermare o\u00a0migliorare l&#8217;ultimo campionato, lo garantisco&#8221;. Bigon il 2 settembre ribad\u00ec: &#8220;Abbiamo costruito un organico clamorosamente competitivo per centrare l&#8217;obiettivo della salvezza&#8221;.\u00a0 Ieri Eros\u00a0Pisano \u00e8 ritornato sul medesimo concetto: &#8220;L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di una salvezza tranquilla&#8221;. Tradotto: met\u00e0 classifica, o comunque ben\u00a0lontani dalla mischia di quelle\u00a05-6 squadre in affanno. Come \u00e8 sempre stato\u00a0dal ritorno\u00a0in A.<\/p>\n<p>Dopo sette partite credo si possa dire che potrebbe non essere cos\u00ec, anzi: il Verona \u00e8 nelle &#8216;sabbie mobili&#8217; e forse dovr\u00e0 lottare sino all&#8217;ultimo per uscirne, nonostante un mercato molto pubblicizzato e non certo sparagnino.\u00a0L&#8217;unico vero e sacrosanto\u00a0alibi che concedo\u00a0sono gli infortuni\u00a0a stretto giro di posta di Toni e Pazzini, ma come scrive Vighini in determinate circostanze sono\u00a0mancate\u00a0le prestazioni anche\u00a0quando quell&#8217;alibi non reggeva. Credo siano state fatte delle valutazioni errate sul mercato, come ho\u00a0avuto modo di spiegare\u00a0in articoli\u00a0recenti, ma anche in tempi non sospetti.\u00a0Lo dico\u00a0non per fare polemica, ma per capire, perch\u00e9 non ci pu\u00f2 essere crescita senza consapevolezza: dal centrocampo trascurato, nonostante\u00a0Ionita e Romulo fossero\u00a0reduci da infortuni e\u00a0non dessero piene garanzie gi\u00e0\u00a0in precampionato (salvo poi ripiegare sullo svincolato Matuzalem a mercato finito); a riscatti non certo a costo zero\u00a0(Bianchetti)\u00a0forse avventati. Inoltre, come ha rimarcato sempre Bigon, quella della rosa ristretta (pi\u00f9 i giovani) \u00e8 stata una precisa\u00a0scelta, se \u00e8 vero che da regolamento un paio di tasselli erano ancora disponibili.<\/p>\n<p>Ora molti, anche gli insospettabili, tirano in ballo Mandorlini. Lo ripeto: lui \u00e8 sempre lo stesso, il suo calcio anche (al di l\u00e0 dei moduli).\u00a0Ma ora il suo calcio\u00a0\u00e8\u00a0orfano di\u00a0Toni &#8211; e di\u00a0Iturbe e Romulo, e di\u00a0Cacia e Martinho in B, ma anche di riserve bistrattate che l&#8217;anno scorso solo di gol ci hanno dato una decina di punti (ed escludo l&#8217;infortunato\u00a0Ionita dall&#8217;elenco, senn\u00f2 saremmo a 16). Non \u00e8 una differenza da poco.\u00a0Ci sono allenatori che con la tattica e il lavoro &#8216;di campo&#8217; fanno la differenza; altri che basano le loro fortune sulla qualit\u00e0 dei singoli e l&#8217;efficace\u00a0gestione del gruppo. Mandorlini appartiene alla seconda categoria: l&#8217;ho scritto, detto e pensato quando vinceva, lo scrivo, dico e penso ora che la classifica piange. E non \u00e8 una <em>diminutio<\/em> affermarlo, o una critica, ma una constatazione, che forse pu\u00f2 a sua volta spiegare il momento.<\/p>\n<p>Ora sia benedetta la sosta. Pazzini \u00e8 sulla via del recupero e gli acciaccati possono ritrovare la condizione.\u00a0Speriamo di recuperare anche\u00a0quell&#8217;abnegazione per &#8220;portare a casa il pane&#8221; (autocit.) che sinora spesso \u00e8 mancata, tra barriere che si aprono, palloni persi banalmente in zone nevralgiche, rimonte subite, palloni in tribuna\u00a0non pervenuti (e che ci vorrebbero).\u00a0Il Verona affronter\u00e0 l&#8217;Udinese in casa, avversario alla portata, Mandorlini Colantuono,\u00a0un suo &#8220;gemello&#8221; per temperamento e modo di fare calcio. Serve solo vincere,\u00a0spero se ne stiano accorgendo anche i cantori delle sconfitte, o gli esegeti dei pareggi, o i lacrimanti degli infortuni. Nel frattempo personalmente\u00a0gradirei che la societ\u00e0 approfittasse della pausa per\u00a0dare un messaggio ben lontano da quel siamo &#8220;clamorosamente competitivi per la salvezza&#8221; di bigoniana memoria e lo stesso Setti abbassasse il tiro rispetto ai suoi (legittimi) auspici estivi. Sarebbe un intelligente\u00a0passo indietro, un&#8217;apprezzabile lezione di umilt\u00e0. Una nuova consapevolezza. Un punto da cui ricominciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa: in serie A le parole sono importanti, non solo quelle dentro lo spogliatoio, ma anche\u00a0quelle\u00a0rivolte\u00a0alla stampa, utilizzata dagli addetti ai lavori\u00a0per parlare ai tifosi. Setti al &#8216;Vighini Show&#8217; lo scorso maggio, poi in estate, scolp\u00ec le sue parole nella pietra: &#8220;L&#8217;obiettivo \u00e8 confermare o\u00a0migliorare l&#8217;ultimo campionato, lo garantisco&#8221;. 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