{"id":2197,"date":"2016-04-11T17:44:28","date_gmt":"2016-04-11T15:44:28","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=2197"},"modified":"2016-04-12T08:16:13","modified_gmt":"2016-04-12T06:16:13","slug":"una-societa-debole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2016\/04\/11\/una-societa-debole\/","title":{"rendered":"UNA SOCIET\u00c0 IN MOLTI ASPETTI DEBOLE"},"content":{"rendered":"<p>Come ho sottolineato la settimana scorsa il caso Toni (che nasce da lontano) \u00e8 la cartina di tornasole di una societ\u00e0 per molti aspetti debole, condizionata nel bene e nel male dai personalismi.<\/p>\n<p>Lo insegna la vicenda Mandorlini, allenatore che &#8211; sebbene qualcuno finga di dimenticare &#8211; prima ha voluto una squadra a sua immagine e somiglianza (rosa corta, rinnovi di Jankovic e Gomez e mancanza di un fantasista perch\u00e9 non funzionale al suo 4-5-1) e infine \u00e8 stato esonerato a campionato gi\u00e0 ampiamente compromesso (6 punti in 14 partite, un po&#8217; come dare 20 metri di vantaggio nei 100), lasciando una squadra atleticamente in affanno e uno spogliatoio ultimo in classifica ma dalle gerarchie inviolabili, ergo un campo minato. Lo insegna, appunto, la vicenda Toni, sino a qualche mese fa talmente potente e rappresentativo da condizionare financo il calciomercato e designare il suo vice (Pazzini, di cui condivide il procuratore), ora invece paragonato irrispettosamente da Delneri a un Furman qualsiasi.<\/p>\n<p>E&#8217; la storia degli estremi che arrivano a toccarsi, \u00e8 la parabola del caudillo\u00a0descritta anche da Garcia Marquez ne <em>L&#8217;Autunno del Patriarca<\/em>, \u00e8 la vecchia ed eterna morale delle grandi vittorie a cui seguiranno inesorabilmente grandi sconfitte. Il problema \u00e8 che a farne le spese poi \u00e8 il Verona. E il Verona sta ancora pagando proprio certi personalismi, gli eccessi di potere di qualcuno che poi sono diventati eccessi di debolezza. Ma sempre di eccessi, prima e dopo, si \u00e8 trattato, con due assenti eccellenti: l&#8217;equilibrio e una solida organizzazione societaria.<\/p>\n<p>In un club organizzato, il Toni in ascesa sarebbe dovuto rimanere solo un giocatore (e Mandorlini solo un allenatore) e, allo stesso modo, il Toni in discesa non sarebbe mai dovuto diventare un caso di Stato. Perch\u00e9 non gestire con pi\u00f9 efficacia le voci che gi\u00e0 a gennaio davano il capitano futuro dirigente, domandandosi quale effetto potessero avere sul gruppo? \u00a0In una societ\u00e0 organizzata, e qui ritorniamo all&#8217;incipit, il caso Toni non sarebbe mai nato, perch\u00e9 Toni non si sarebbe mai permesso di delegittimare la squadra di cui \u00e8 capitano e Delneri, di conseguenza, non sarebbe stato costretto a escluderlo per salvaguardare lo spogliatoio. E&#8217; evidente infatti a chiunque abbia giocato a calcio, ma anche a qualsiasi persona padrona della logica che Delneri non aveva altra scelta, e questo al di l\u00e0 delle simpatia di ognuno per Tizio o per Caio. Altra cosa \u00e8 il comportamento, \u00a0a mio giudizio esecrabile e anche in un certo senso triste, del Delneri mediatico, che per giustificarsi si \u00e8 umiliato a raccontare &#8220;supercazzole&#8221; che nemmeno il conte Mascetti di\u00a0<em>Amici Miei. <\/em>I tifosi, di fronte al coinvolgimento di un giocatore cos\u00ec importante, avrebbero meritato pi\u00f9 rispetto, ma il paradosso, se vogliamo, \u00e8 che Delneri forse ha mancato di rispetto anche e soprattutto a se stesso.<\/p>\n<p>In un club organizzato la riserva di un bomber di 38 anni &#8211; che proprio per l&#8217;anagrafica a ogni nuova stagione \u00e8 di per s\u00e9 un&#8217;incognita &#8211; non la propone il bomber medesimo; senza scomodare pi\u00f9 o meno reali conflitti d&#8217;interesse (leggi il procuratore in comune), o motivi di opportunit\u00e0 calcistica (che coinvolgono le scelte tecniche dell&#8217;allenatore, gli stimoli a diventare titolare di chi \u00e8 stato scelto dal titolare stesso, e la vita dello spogliatoio), un tassello cos\u00ec determinante per l&#8217;economia di una squadra che per due anni ha vissuto sui gol della punta lo deve scegliere il direttore sportivo (come fece Sogliano con Toni due anni prima), che \u00e8 pagato per quello ed \u00e8 per ruolo al di sopra delle parti. Incomprensibile anche che un ds che si avvale di &#8220;uno dei migliori scouting d&#8217;Italia&#8221; (Setti dixit), scouting tra l&#8217;altro ben remunerato, ingaggi Souprayen, il cavallo di ritorno Albertazzi e giocatori imbolsiti (Matuzalem e Emanuelson) proposti dai procuratori, anzich\u00e9 volti nuovi e talenti in erba. A che diavolo serve allora lo scouting?<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 organizzata l&#8217;allenatore della prossima serie B (nonostante il ciapa no delle concorrenti ci lasci ancora un lumicino di possibilit\u00e0, incredibile ma vero!) dovrebbe essere gi\u00e0 stato individuato e la scelta non dovrebbe essere influenzata da questo finale di torneo, come ho letto sui giornali, cio\u00e8 da una valutazione contingente ed effimera, ma dal progetto, dal mercato e dalle ambizioni che si hanno in testa, dunque da una visione complessiva.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 organizzata, e questo \u00e8 un augurio perch\u00e9 \u00a0a Setti voglio concedere ancora un bonus, ripartirebbe da un nuovo management (via Bigon e gli uomini scelti da Gardini ancora operativi) e, lo dico e scrivo da tempo, da un nuovo allenatore. Delneri in assoluto non ha fatto male (\u00e8 partito in forte svantaggio e la classifica del girone di ritorno, cio\u00e8 da quando si pu\u00f2 giudicare il suo lavoro, ci darebbe salvi), ma, rispetto alle aspettative, nemmeno bene (le partite con Udinese, Samp e Carpi gridano vendetta). E in B serve un altro tipo di allenatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ho sottolineato la settimana scorsa il caso Toni (che nasce da lontano) \u00e8 la cartina di tornasole di una societ\u00e0 per molti aspetti debole, condizionata nel bene e nel male dai personalismi. 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