{"id":2787,"date":"2016-11-07T13:02:42","date_gmt":"2016-11-07T12:02:42","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=2787"},"modified":"2016-11-07T17:26:40","modified_gmt":"2016-11-07T16:26:40","slug":"quella-sfida-esistenziale-di-pecchia-e-giocatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2016\/11\/07\/quella-sfida-esistenziale-di-pecchia-e-giocatori\/","title":{"rendered":"QUELLA SFIDA ESISTENZIALE DI PECCHIA E GIOCATORI&#8230;"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La bellezza dell&#8217;epicit\u00e0 si pu\u00f2 cogliere anche in un campionato &#8211; quello del Verona &#8211; che appare viziato dall&#8217;ovvio di un dominio sinora assoluto (leggasi al riguardo il mio articolo del 30 ottobre &#8220;L&#8217;ovvio non uccider\u00e0 il godimento&#8221;). Si coglie ad esempio nel sabato di La Spezia, che assume contorni gloriosi perch\u00e9 l&#8217;Hellas ha giocato pi\u00f9 partite in una nel catino bagnato eppure bollente del Picco &#8211; uno di quegli stadi affascinanti nel suo passatismo vintage, con un pubblico vero nei suoi smoccoli e con le sue imprecazioni, ben lontano da certi contesti preteschi, asettici e dai vuoti echi che pure questo calcio del nuovo millennio ci ha consegnato. Il resto forse l&#8217;avranno fatto la pioggia, i ritmi vertiginosi della partita, il suo andamento pi\u00f9 contorto e vissuto di quanto dica il risultato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A me \u00e8 piaciuta molto la gestione della sofferenza iniziale. Il Verona \u00e8 stato intelligente, cio\u00e8 sornione e ordinato in consapevole attesa del colpo vincente. A Benevento, per dire, non era accaduto e in quella circostanza l&#8217;atteggiamento ottusamente spregiudicato fu la causa dell&#8217;espulsione di Caracciolo e della sconfitta. Il prosieguo \u00e8 stato un crescendo rossiniano, con il Verona che ha sprigionato tutto il suo talento e la sua personalit\u00e0. Mi direte, e qui dove sta la novit\u00e0? Risposta: nella forza quasi imbarazzante con cui questo \u00e8 avvenuto, una forza ancora pi\u00f9 significativa delle altre volte, per il valore dell&#8217;avversario e per il contesto ambientale (stadio, e pioggia e campo pesante), una forza da cecchini freddi e risoluti, senza concessione ad alcuno spreco di energia. In altre circostanze avevamo ammirato un Verona bello e vincente, ma anche civettuolo, narcisista e accademico. A La Spezia registro un salto di qualit\u00e0: all&#8217;estetica si \u00e8 accompagnata una concretezza totalitaria e una capacit\u00e0 di lettura della partita (anzi delle tante partite in una) chirurgica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il dominio assoluto rischia di nascondere una finezza, meglio, un dettaglio che tuttavia i pi\u00f9 acuti osservatori avranno certamente colto: l&#8217;Hellas, i suoi giocatori e il suo allenatore stanno ancora studiando, crescendo e migliorando. Stanno giocando su loro stessi e i loro limiti, sfidandoli. All&#8217;obiettivo agonistico &#8211; cio\u00e8 vincere il campionato, o quantomeno risalire in serie A &#8211; accompagnano un obiettivo pi\u00f9 esistenziale: costruirsi e costruire per loro stessi un futuro ai pi\u00f9 alti livelli. Dovessero riuscirvi, Setti avrebbe l&#8217;obbligo di ripartire da l\u00ec per non disperdere e consegnare ad altri il frutto di questo percorso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bellezza dell&#8217;epicit\u00e0 si pu\u00f2 cogliere anche in un campionato &#8211; quello del Verona &#8211; che appare viziato dall&#8217;ovvio di un dominio sinora assoluto (leggasi al riguardo il mio articolo del 30 ottobre &#8220;L&#8217;ovvio non uccider\u00e0 il godimento&#8221;). 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