{"id":369,"date":"2013-08-20T00:27:45","date_gmt":"2013-08-19T22:27:45","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=369"},"modified":"2013-08-20T15:27:21","modified_gmt":"2013-08-20T13:27:21","slug":"che-verona-sara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2013\/08\/20\/che-verona-sara\/","title":{"rendered":"CHE VERONA SARA&#8217;?"},"content":{"rendered":"<p>Tra Pirandello e Beckett. Aspettando il Verona in cerca d&#8217;autore. Mi perdoneranno dall\u2019oltretomba i due autori, che mescolo e profano con disinvoltura incurante, ma questa \u00e8 la realt\u00e0 a pochi giorni dall\u2019esordio col Milan.<\/p>\n<p>Che Verona \u00e8? Una squadra ancora in cerca di una sua fisionomia precisa. E non solo per il modulo variabile (4-5-1 o 3-5-2). Oltre a discutere sul <em>come <\/em>giocare (e\u00a0per questo su tggialloblu.it\u00a0c&#8217;\u00e8 Marco Gaburro), infatti, \u00e8 opportuno capire con <em>chi<\/em> farlo. Perch\u00e9, calcio moderno o meno, i calciatori vengono prima dei moduli. Questa la filosofia di Sogliano, che ha portato a Verona interpreti duttili, un po&#8217; per scelta e un po&#8217; per necessit\u00e0 (con un budget limitato, il ds si \u00e8 concentrato, per sua stessa ammissione, soprattutto sul valore tecnico dei giocatori e non sulle loro caratteristiche rispetto a un modulo designato, filosofia invece cara al Chievo e a Sartori). In attesa di Longo e degli ultimi innesti (&#8220;un centrale difensivo e un terzino sinistro che possa giocare a quattro e a cinque&#8221;, mi ha confermato\u00a0ieri pomeriggio\u00a0Sogliano), questa duttilit\u00e0 della rosa permette a Mandorlini di poter variare l&#8217;assetto tattico, fatto salvo l&#8217;unico suo mantra inviolabile: il centrocampo a tre.<\/p>\n<p>Il tecnico di Ravenna, senza dimenticare il vecchio e caro 4-5-1, ha proposto con insistenza il 3-5-2. Motivo? Mantenere il tridente in mediana, appunto, e salvaguardare un patrimonio tecnico come Toni, affiancandogli una punta. In serie A, infatti, il Verona difficilmente potr\u00e0 giocare stabilmente nella met\u00e0 campo avversaria, al contrario, spesso si ritrover\u00e0 nella propria e dovr\u00e0 saper ripartire. E nel 4-5-1 Toni rischierebbe di ritrovarsi isolato e inefficace, a sbattersi in un vano e faticoso lavoro. Un desolante e controproducente canto del cigno a 36 anni. Con due punte fisse, invece, il Verona pu\u00f2 risalire il campo con pi\u00f9 facilit\u00e0. Almeno questa \u00e8 la speranza dell\u2019allenatore. La scelta sinora ha pagato solo in parte: Toni fa gol, ma il Verona di Palermo ha sofferto gli avversari non poco.<\/p>\n<p>Ma, detto dell\u2019ex campione del mondo, su chi altri punter\u00e0 Mandorlini? Il tecnico del Verona sembra considerare intoccabili Maietta e Moras (e qui ho qualche perplessit\u00e0, per usare un eufemismo). Il terzo centrale potrebbe essere Gonzales (adesso infortunato), o il mister X che sta inseguendo Sogliano. Non sembra esserci spazio, almeno in partenza, per il giovane e promettente Bianchetti, sul quale la societ\u00e0, al contrario, punta tantissimo. E questo \u00e8 il primo\u00a0nodo della stagione. L&#8217;esterno destro sar\u00e0 Sala (o Romulo), quello sinistro Martinho (alternativa il terzino che arriver\u00e0). Agostini, adesso pure infortunato, con questo assetto \u00e8 tagliato fuori (non ha il passo per coprire tutta la fascia), mentre rientrerebbe in corsa con la difesa a quattro. Idem Cacciatore, che tuttavia potrebbe riciclarsi come centrale dietro.<\/p>\n<p>A centrocampo Mandorlini pu\u00f2 sbizzarrirsi. La mediana \u00e8 il settore che eccelle per abbondanza e duttilit\u00e0 dei giocatori. Jorginho se dovesse restare (probabile, ma non scontato, aspettiamoci di tutto) \u00e8 giustamente intoccabile. L&#8217;allenatore lo vede come interno destro, con Donati davanti alla difesa e Halfredsson mezz&#8217;ala sinistra. Certo, preferire Donati al sopraffino Jorginho sembra un azzardo. Talento alla mano, la soluzione pi\u00f9 ovvia sarebbe riportare in regia il brasiliano, con l\u2019inserimento di Romulo (o Laner) alla sua destra e Halfredsson (o ancora Laner) alla sua sinistra. Gi\u00e0 Laner: l\u2019altoatesino, con caparbio cipiglio, col Palermo ha lanciato un messaggio: lui \u00e8 riserva solo per i giornali estivi \u00a0Non dimentichiamo infine Cirigliano, al momento nelle retrovie, alternativa a Donati e Jorginho davanti alla difesa, e che gli esterni Sala e Martinho possono giocare anche interni. Difficile invece, in questo contesto, collocare Jankovic, pi\u00f9 utile in un 4-3-3 come esterno offensivo. In qualunque caso e con qualunque modulo, Martinho gli parte davanti.<\/p>\n<p>In attacco Toni non si discute (specie questo Toni), Cacia e Gomez se la giocano, mentre Longo (voluto fortissimamente da Mandorlini) rappresenta pi\u00f9 di un&#8217;alternativa all\u2019ex nazionale. Sogliano dice che con il giovane di scuola Inter il reparto \u00e8 a posto, ma non sono da escludere colpi dell\u2019ultima ora, sia in entrata che in uscita.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il Verona oggi. Una squadra costruita con pochi soldi, tra prestiti (con opzioni sul riscatto) e parametri zero. E lo diciamo senza storcere il naso. Per una neopromossa \u00e8 (quasi) normale. Fa eccezione il Sassuolo, ma l\u00ec c\u2019\u00e8 il magnate Squinzi. Sogliano, dunque, ha fatto le classiche nozze coi fichi secchi e ci ha messo fantasia.\u00a0Anche competenza?\u00a0Lo scopriremo solo vivendo, come scrisse Mogol e cant\u00f2 Battisti. Ma senza \u201cil nastro rosa\u201d. Sar\u00e0 battaglia, \u00e8 d\u2019obbligo un Verona maschio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra Pirandello e Beckett. Aspettando il Verona in cerca d&#8217;autore. Mi perdoneranno dall\u2019oltretomba i due autori, che mescolo e profano con disinvoltura incurante, ma questa \u00e8 la realt\u00e0 a pochi giorni dall\u2019esordio col Milan. Che Verona \u00e8? Una squadra ancora in cerca di una sua fisionomia precisa. 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