{"id":3876,"date":"2017-10-22T21:58:17","date_gmt":"2017-10-22T19:58:17","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=3876"},"modified":"2017-10-22T22:09:03","modified_gmt":"2017-10-22T20:09:03","slug":"in-assenza-di-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2017\/10\/22\/in-assenza-di-identita\/","title":{"rendered":"IN ASSENZA DI IDENTIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: x-small; font-family: Arial, sans-serif;\">Le emozioni non bastano. Poi, tocca giocare a calcio. Sono deluso, lo ammetto. Dopo la vittoria della volont\u00e0 con il Benevento &#8211; arrembante, emotiva, non lucida, come il pareggio di Torino -, mi aspettavo, sulle ali dell&#8217;entusiasmo tanto caro a Pecchia e di una maggiore serenit\u00e0, un miglioramento del Verona sul piano tattico e di quello del gioco. Non \u00e8 stato cos\u00ec. La pochezza del Verona si misura nel Chievo, che ha fatto il minimo sindacale per spuntarla. Maran certamente non ricorder\u00e0 questa domenica come la pi\u00f9 straordinaria di una sua squadra. Ma tanto bastava.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Recriminiamo l&#8217;inferiorit\u00e0 numerica, salvo dimenticarci che ne siamo stati avvantaggiati (e non poco) con il Benevento. O la rammentiamo sempre, o non la rammentiamo mai. La verit\u00e0 l&#8217;ha raccontata a fine gara Roberto Inglese, attaccante dal talento cristallino e dall&#8217;intelligenza certa, spietato in campo, calzante fuori: \u201cNon abbiamo qualcosa in pi\u00f9 del Verona sul piano atletico, ma su quello del gioco s\u00ec dopo tre anni che giochiamo assieme\u201d. Ma il Verona oggi aveva lo stesso allenatore e otto giocatori dell&#8217;anno scorso. Dunque non \u00e8 la continuit\u00e0 la discriminante, ma la capacit\u00e0 di darlo un gioco.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Considerazioni che darebbero il l\u00e0 a un discorso pi\u00f9 lungo che parte da lontano. Dalla \u201cpresidenza delle promesse\u201d di Setti confrontata a quella concreta di Campedelli, esempio vivente che anche a Verona si pu\u00f2 fare calcio senza magnati e costruire pure un centro sportivo senza sbandierarlo ai quattro venti. Dal management clivense rispetto a quello del Verona. Dalla politica finanziaria di via Galvani, che i giocatori buoni li tiene per anni o li vende bene, a quella di via Belgio, che da Jorginho a Donsah ha venduto con subitanea rapidit\u00e0. Per finire &#8211; ma \u00e8 solo una conseguenza di tutto questo &#8211; alla qualit\u00e0 di Maran, che nella sua carriera ha fatto la trafila, leggi gavetta, ed \u00e8 arrivato in serie A preparato da una lunga anticamera, senza vantare amicizie con i direttori sportivi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Il Verona deve crescere. La grinta c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 importante, ma non basta. Per salvarsi occorre altro, pure in questo mediocre campionato dei bassifondi. Tre cose: identit\u00e0 tattica, lettura della partita e umilt\u00e0. Al momento non se ne vede traccia. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le emozioni non bastano. Poi, tocca giocare a calcio. Sono deluso, lo ammetto. 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