{"id":417,"date":"2013-09-13T10:01:56","date_gmt":"2013-09-13T08:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=417"},"modified":"2013-09-13T10:39:28","modified_gmt":"2013-09-13T08:39:28","slug":"cavallo-pazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2013\/09\/13\/cavallo-pazzo\/","title":{"rendered":"CAVALLO PAZZO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">C&#8217;\u00e8 sempre un inizio. Una prima immagine che poi \u00e8 per tutta la vita. Gli amori nascono cos\u00ec. Pioveva in quel pomeriggio dell&#8217;11 ottobre del 1987 e io a San Siro bagnai (\u00e8 proprio il caso di dirlo) la mia prima trasferta. Un regalo anticipato del mio settimo compleanno. Inter-Verona, viaggio in treno con famiglia. All&#8217;epoca con l&#8217;Inter si era gemellati e l&#8217;unico &#8220;fuori programma&#8221; da bollino rosso accadde\u00a0durante il\u00a0viaggio di ritorno, passando da Brescia, quando i tifosi intonarono un famoso coro in rima sulla facilit\u00e0 amatoria &#8211; diciamo cos\u00ec &#8211; delle bresciane. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Ma io ricordo soprattutto lui: Preben Larsen Elkjaer, dall&#8217;altro ieri splendido 56enne, il pi\u00f9 grande giocatore che abbia mai vestito la maglia del Verona. Il colpo di fulmine\u00a0 si riverber\u00f2 presto in amore ed esplose tutto in un&#8217;azione: contropiede, Pacione all&#8217;ala sinistra che appoggia per il nostro &#8220;Cavallo Pazzo&#8221;, controllo di coscia-ginocchio e destro al volo in corsa da fuori area. Zenga trafitto, San Siro ammutolito. Gol. Uno dei suoi pi\u00f9 belli di sempre, quasi che l&#8217;avesse segnato apposta per me, piccolo esordiente nell&#8217;atto d&#8217;iniziazione di una passione che si sarebbe rivelata poi infinita, anonimo spettatore tra i tanti di cos\u00ec nobili gesta. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Era un Preben gi\u00e0 al tramonto, in quella che sarebbe stata la sua ultima stagione in giallobl\u00f9 (traumatico per me l&#8217;abbandono, in coda in autostrada sulla Uno45 Super blu-azzurra verso San Benedetto del Tronto, mio padre alla guida, mia madre con in mano L&#8217;Arena che titolava l&#8217;addio). <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Preben era classe e potenza, ma anche molto altro. In una parola, passione. Voglio dire, zero calcolo in campo, gioia, rabbia, esaltazione, ira. Istinto. Guasconeria nordica, raffinata, intelligente, maliziosa. Sguardo solare e tagliente allo stesso tempo.\u00a0Originalit\u00e0. Gi\u00e0 dal nome. Avrebbe potuto farsi chiamare Larsen, ma in Danimarca \u00e8 come chiamarsi Rossi. Sarebbe stato uno dei tanti. Ve lo immaginate lui tra i tanti? No, lui scelse Elkjaer, il cognome della madre. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Elkjaer era uno stato d&#8217;animo in moto perpetuo in tutte le sue sfumature. Come la natura, che non riposa mai, si evolve e ritorna. E qui scivolo nel secondo aneddoto. Verona-Pescara, 22 novembre dello stesso anno, un 2-0 (quasi) comodo. Passiamo in vantaggio gi\u00e0 nel primo tempo con Pacione, ma nella ripresa mentre attacchiamo sotto la curva nord, dove sedevo io (all&#8217;epoca era aperta ai veronesi e con la curva esaurita era il settore popolare per eccellenza), sotto di me vedo Elkjaer incazzato nero che smadonna per conto suo a gioco fermo. Nel primo tempo aveva preso una traversa, fallito un rigore e sbagliato un gol facile, e lui era ancora l\u00ec a smoccolare, con una visceralit\u00e0 tale che avrei voluto scendere in campo a imprecare con lui, solidale. Bambino s\u00ec, ma mica scemo: mi rendevo conto gi\u00e0 allora che Preben avrebbe considerato patetico qualsivoglia supporto morale, specie se di un babbeo ingenuo come me. Lui preferiva risolversela alla sua maniera. Da solo. Come quegli eroi dei film, che salvano il mondo dai criminali mentre la polizia arriva sempre dopo, a cose fatte. Sigl\u00f2 il raddoppio, Preben: lancio dalla mediana, scatto sul filo del fuorigioco e stop d&#8217;interno collo a seguire, fuga verso l&#8217;area e pallonetto a Zinetti (come si dice adesso cucchiaio? scavino?). Ed esultanza alla sua maniera, con le braccia tese verso il bacino e i pugni serrati. Gioia focosa, spontanea, essenziale. Ergo non televisiva. Ma Elkjaer era questo, fuoriclasse di un calcio nel quale la tv era il mezzo, non il fine. Ed \u00e8 da questo (terribile) trapasso che il\u00a0football ha cominciato a imbruttirsi. \u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Auguri (in ritardo) Vichingo. E come scrissero i tifosi danesi il giorno del tuo addio alla Nazionale: &#8220;Tak Elkjaer&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">P.S. Un omaggio al mio campione. Un omaggio a tutti i &#8220;cavalli pazzi&#8221;. Mai omologarsi. \u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 sempre un inizio. Una prima immagine che poi \u00e8 per tutta la vita. Gli amori nascono cos\u00ec. 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