{"id":453,"date":"2013-10-13T18:59:30","date_gmt":"2013-10-13T16:59:30","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=453"},"modified":"2013-10-14T15:33:02","modified_gmt":"2013-10-14T13:33:02","slug":"setti-blindi-sogliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2013\/10\/13\/setti-blindi-sogliano\/","title":{"rendered":"SETTI &#8220;BLINDI&#8221; SOGLIANO"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intuizione pi\u00f9 importante di Maurizio Setti, da presidente del Verona, \u00e8 stata la prima. Ingaggiare Sean Sogliano. Il ds \u00e8 l\u2019uomo forte del Verona, probabilmente il principale artefice della promozione in serie A e del felice momento giallobl\u00f9. Lui non lo ammetter\u00e0 mai, ovvio. Chi \u00e8 bravo davvero non lo dice, eppoi Sogliano \u00e8 un personaggio<em> naif<\/em>, anche fisicamente. Quello sguardo da bel tenebroso che piace tanto alle donne, infatti, \u00e8 pi\u00f9 da Centovetrine che da star hollywoodiana. Mentre le gambe vistosamente storte (stile ispettore Zenigata di Lupin), unite a una statura media e un fisico non troppo slanciato, lo allontanano in via definitiva dal rischio di sembrare un\u00a0altero manager impettito.<\/p>\n<p>Modesto, concreto e minimalista, Sogliano appare poco, ma \u00e8 molto. Non ha l\u2019ego smisurato di Mandorlini e nemmeno lo yuppismo rampante di Setti. Non ha neppure l\u2019eleganza, il fine eloquio e l\u2019espressione marmorea dell\u2019altro direttore \u00a0giallobl\u00f9, il cardinalizio e cosmopolita Gardini. Le cravatte lui le soffre proprio (le porta di rado e sfilacciate), le interviste pure. Alcune sue conferenze stampa rimangono leggendarie, tra inglesismi declinati alla maccheronica (<em>auzzaider<\/em>), congiuntivi inesistenti, ma soprattutto la percepibile irrequietudine nel trovarsi l\u00ec, imprigionato a un rigido protocollo.<\/p>\n<p>Sogliano &#8211; ex discreto difensore negli anni \u201890 e figlio di Riccardo, a sua volta ex giocatore (del grande Milan di Rocco e Rivera) e dirigente &#8211; \u00e8 infatti un cavallo che ama galoppare libero. Senza briglie e altre imposizioni che non siano il budget (quello lo decide Setti). \u201cIl presidente mi ha dato carta bianca, a differenza di altri\u201d raccont\u00f2 una volta. Gli \u201caltri\u201d sarebbero \u00a0Zamparini, che lo imbrigli\u00f2 ai tempi di Palermo costringendolo a precoci dimissioni. \u201cHo stracciato tre anni di un ottimo contratto e rinunciato alla serie A, perch\u00e9 non potevo lavorare come volevo io. Non sono attaccato ai contratti e ai soldi, se non sento piena fiducia mi faccio da parte e tolgo il disturbo. Non si sta in paradiso a dispetto dei santi, questo principio lo applico anche a miei giocatori e allenatori\u201d confess\u00f2\u00a0a un <em>Vighini Show<\/em>. Un atto rivoluzionario nel Paese dove non si dimette mai nessuno.<\/p>\n<p>Sogliano \u00e8 un direttore sportivo anomalo nel calcio moderno. All\u2019antica. Frequenta gli allenamenti e va in panchina, quando gli altri suoi colleghi girano l\u2019Italia e il mondo tutto l\u2019anno. I viaggi di lavoro lui li concentra in periodi circoscritti, soprattutto in estate. \u201cMi ispiro ai vecchi ds di una volta, quelli che stavano nello spogliatoio, vivevano la squadra, sedevano in panchina e supportavano quotidianamente l\u2019allenatore. Quando mi hai definito badante mi hai fatto un complimento\u201d, mi disse tempo fa. Nonostante sia uno degli uomini mercato pi\u00f9 giovani, \u00e8 gi\u00e0 il \u201cre\u201d del Sudamerica (Iturbe e Cirigliano non li porti al Verona se non hai relazioni privilegiate). Il suo metodo di lavoro \u00e8 tracciato. Non potendo il Verona\u00a0 (come generalmente le piccole-medie societ\u00e0) contare\u00a0su una fitta rete mondiale di osservatori, Sogliano ha la sua cerchia di intermediari e procuratori fidati, che gli segnalano i giocatori pi\u00f9 interessanti secondo il budget indicato. Dopodich\u00e9 va a vederli e, se gli piacciono, prova a ingaggiarli. Cos\u00ec sono arrivati Gonzalez, Marques, Cirigliano e Iturbe.<\/p>\n<p>Le accuse che gli muovono i (pochi) detrattori sono essenzialmente due: l\u2019anno scorso, nonostante la promozione, ha sbagliato diversi acquisti e ogni anno cambia troppo. La prima \u00e8 in parte vera: Rivas, Carrozza, Grossi e Fatic (Bojinov e Crespo sono scelte presidenziali) hanno deluso, d\u2019altro canto Cacciatore, Moras, Agostini, Laner, Martinho e Cacia (scusate se \u00e8 poco) sono stati gli artefici del salto di qualit\u00e0. \u201cCambiare tanto invece \u00e8 stata sempre una necessit\u00e0 da quando sono a Verona\u201d, mi ha detto la scorsa estate. \u201cIl primo anno c\u2019era da rimettere mano a una squadra che aveva fatto bene, ma aveva dato tutto, allora abbiamo portato giocatori forti per la B, pronti a vincere, cos\u00ec da andare sul sicuro. Per lo stesso motivo, appunto l\u2019aver ingaggiato molti giocatori da B, quest\u2019anno abbiamo dovuto cambiare ancora\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 che non\u00a0si sia costretti a\u00a0cambiare lui. Sogliano pu\u00f2 aprire un ciclo a Verona (va in scadenza nel 2015). Setti lo blindi.<\/p>\n<p>P.S. Sogliano ovviamente va in scadenza nel 2015 avendo a giugno 2012 firmato un contratto triennale, come conferm\u00f2 lo stesso Setti al Vighini show del maggio scorso, a cui ero presente. Ho corretto lo sbaglio e me ne scuso coi lettori.\u00a0E&#8217; chiaro che la sostanza dell&#8217;articolo non cambia, dal momento che i contratti al giorno d&#8217;oggi non valgono in senso assoluto e che Sogliano \u00e8 un ds emergente e gi\u00e0 amb\u00ecto.\u00a0&#8220;Blindarlo&#8221;, al di l\u00e0 di un eventuale prolungamento, significa continuare coi progetti ambiziosi che sembrano esserci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intuizione pi\u00f9 importante di Maurizio Setti, da presidente del Verona, \u00e8 stata la prima. Ingaggiare Sean Sogliano. Il ds \u00e8 l\u2019uomo forte del Verona, probabilmente il principale artefice della promozione in serie A e del felice momento giallobl\u00f9. Lui non lo ammetter\u00e0 mai, ovvio. 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